Appuntamenti fotografici del week-end WSP

Un ricco week-end quello che si preannuncia al WSP, con una serie di eventi diversi sempre con un comune denominatore: la fotografia. E in particolare, la fotografia in bianco e nero, tra il fascino nostalgico della pellicola e i moderni processi di postproduzione digitale che, sempre più fedelmente, cercano di riprodurne la magia.

unnamedSabato 22 dalle ore 15
THE DARKROOM PROJECT: LETTURA PORTFOLIO STAMPA DA NEGATIVO
Nell’ambito di The Darkroom Project, il progetto dedicato alla stampa da negativo in camera oscura, il 22 marzo dalle ore 15.00 si terrà negli spazi di WSP Photography una giornata dedicata alla lettura portfolio di stampe ai sali d’argento, insieme allo stampatore professionista Luciano Corvaglia e al critico fotografico Roberto Cavallini. La lettura portfolio è rivolta agli amanti della fotografia in camera oscura ed è un’occasione per proporre il proprio lavoro e partecipare alla quarta edizione di The Darkroom Project in agosto nell’ex convento di Muro Leccese, al contest di stampa in camera oscura all’interno del circuito Voies off dei Rencontres d’Arles a luglio e al contest dell’edizione di The Darkroom Project Stoccarda al Museo della Fotografia a ottobre.
La partecipazione è gratuita. Per tutte le info sulle modalità di partecipazione, cliccate qui.

vintagerockSabato 22 ore 22
“Vintage Rock” by Emme + Mostra fotografica “Trama Amazônica” di Alberico Mattei
Dalle 22 torna la musica al WSP. Una serata Vintage Rock per fare due chiacchiere e bere qualcosa insieme, con sottofondo musicale by EMME.
ALTERNATIVE ROCK SELECTION: INDIE – NEW WAVE – ALTERNATIVE – ELECTRO

In esposizione inoltre la mostra “Trama Amazônica” di Alberico Mattei. Stampe da negativo ai sali d’argento per rivivere l’atmosfera di un viaggio, che ha visto l’autore attraversare la porzione nord-occidentale del continente amazzonico, toccando Brasile, Perù e Colombia.

9517173513_256d18a640_hDomenica 23 dalle 10 alle 17
“La Postproduzione per il bianco e nero”
Il workshop con Daniele Zedda è dedicato alla postproduzione e alla conversione delle fotografie in bianco e nero attraverso l’uso di Photoshop, partendo dalla conversione del file fino a illustrare le migliori tecniche e i principali strumenti per impostare corretto workflow di lavorazione. Per il programma completo cliccate qui.

The darkroom project Tre: 16-18 agosto Muro Leccese

the darkroom projectAnche quest’anno WSP Photography è media partner di questa manifestazione che, giunta alla sua terza edizione, cresce e migliora ogni anno di più.
The Darkroom Project Exhibition Tre si svolgerà nei giorni 16, 17 e 18 agosto 2013, nell’ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese (LE).

Abbiamo visto i “natali” di questo progetto,  nato nel 2010 da un’idea dello stampatore Luciano Corvaglia con la finalità di mantenere viva l’attenzione degli appassionati e dei professionisti sui processi in camera oscura e, soprattutto, di far conoscere alle nuove generazioni, o a chi non ne ha mai avuto la possibilità, la magia della stampa ai sali d’argento.

La terza edizione di The Darkroom Project Exhibition è una rassegna all’interno della quale saranno ospitati, oltre alle stampe ai sali d’argento, diversi linguaggi artistici tra cui installazioni, performance e videoarte.

La novità di Darkroom Project Exhibition Tre è Darkroom Contest, una gara di stampa che accompagnerà le tre serate della Rassegna: cinque stampatori si cimenteranno nella stampa dello stesso negativo, uno per ogni prova. Le stampe realizzate verranno giudicate ogni sera da due stampatori professionisti, un critico fotografico e dai fotografi dei negativi utilizzati. Tutti i visitatori potranno assistere alla gara attraverso gli schermi disposti all’interno del convento e avere l’occasione di scoprire la magia del processo di stampa e vedere in diretta cosa succede in camera oscura.

The Darkroom Project è realizzato con il patrocinio gratuito del Comune di Muro Leccese e dell’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia.

THE DARKROOM PROJECT: LETTURA PORTFOLIO STAMPE DA NEGATIVO, CON LUCIANO CORVAGLIA E ROBERTO CAVALLINI

Nell’ambito di The Darkroom Project, il progetto dedicato alla stampa da negativo in camera oscura, l’8 giugno 2013 dalle ore 16.00 si terrà negli spazi di WSP Photography una giornata dedicata alla lettura portfolio di stampe ai sali d’argento, insieme allo stampatore professionista Luciano Corvaglia e al critico fotografico Roberto Cavallini.

L’iniziativa è rivolta agli amanti della fotografia in camera oscura, come opportunità per far conoscere il proprio lavoro al di fuori di una logica concorsuale e come opportunità di trarre consigli, valutazioni, indicazioni su come migliorare il proprio lavoro, sia rispetto a progetti conclusi sia in fase di realizzazione.

La lettura portfolio è inoltre un’occasione per proporre il proprio lavoro e partecipare alla terza edizione di The Darkroom Project Exhibiton che si terrà nell’ex convento di Muro Leccese il 16, 17 e 18 agosto 2013. In questo caso il lavoro potrà essere presentato in formato digitale o provini a contatto o ovviamente stampe ai sali d’argento, unica clausola l’originale analogico.

Modalità di partecipazione: Le letture portfolio sono gratuite e si terranno l’ 8 giugno 2013 dalle ore 16.00 . Per partecipare è necessario prenotarsi inviando una mail a info@collettivowsp.org. Sarà poi cura dell’organizzazione inviare una mail di conferma con l’orario assegnato per ogni lettura. Ciascun partecipante avrà a disposizione circa 20 minuti per far visionare in privato il proprio lavoro ad entrambi i lettori.

The Darkroom Project : The Darkroom Project è una factory indipendente, uno spazio dedicato alla ricerca artistica dove esplorare sperimentazioni ed esprimere la propria curiosità e la propria passione attraverso il dialogo ed il confronto. La fotografia analogica è stata ed è per noi il punto di partenza di un cammino verso il mondo dell’arte. Il progetto nasce nel 2010 da un’idea dello stampatore professionista Luciano Corvaglia, con la finalità di mantenere viva l’attenzione degli appassionati e dei professionisti sui processi in camera oscura e, soprattutto, far conoscere alle nuove generazioni, o a chi non ne ha mai avuto la possibilità, la magia della stampa ai sali d’argento. Per saperne di più: www.darkroomproject.org

Luciano Corvaglia: Lamberto Pennacchi e Giovanni Costantini, le due persone che mi hanno fatto amare la fotografia e la stampa. Era il 1981. Frequentavo l’istituto Roberto Rossellini di Roma. Uscito da scuola mi chiudo nella camera oscura di Franco Bugionovi per otto anni, dove ho stampato per i più grandi fotografi di moda, reportage, ritratto, nudo, ogni tipo di fotografo di livello internazionale. Ca**o stavo sempre chiuso al buio. Negli ultimi dodici anni la mia attenzione si è spostata sempre di più verso l’allestimento e la cura delle mostre, fino ad approdare ai video. Tutt’ora, ca**o, sto comunque chiuso al buio.

Roberto Cavallini: Nasce a Roma nel 1950. Dal 1982 collabora con le più importanti testate giornalistiche italiane. E’ giornalista pubblicista. E’ docente incaricato presso l’Universtà di Tor Vergata di Roma. E’ fotografo, critico di fotografia e curatore di mostre, ha partecipato a numerose collettive in Italia ed all’estero. Ha al suo attivo numerose personali ed ha esposto nelle edizioni del 2003 e del 2008 del Festival Internazionale FotoGrafia di Roma. Ha pubblicato: PEEP – immagini di un insolubile conflitto –edizioni Mifav, Roma 2000. “Quasi uno sciamano” intervista a Luciano Corvaglia, NegativoPositivo, Edizioni Postcart Roma 2011. Praga 20 agosto 1968 – una storia privata, in Praga 20 agosto 1968 – una storia privata fotografie di Enzo Lattanzio, SEDIT Bari.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro

 

“THE DARKROOM PROJECT: LETTURA PORTFOLIO STAMPE DA NEGATIVO” 26 GENNAIO ORE 16.00@ WSP Photography

The Darkroom Project

Nell’ambito di The Darkroom Project, il progetto dedicato alla stampa da negativo in camera oscura, il 26 gennaio 2013 dalle ore 16.00 si terrà negli spazi di WSP Photography una giornata dedicata alla lettura portfolio di stampe ai sali d’argento, insieme allo stampatore professionista Luciano Corvaglia e al critico fotografico Roberto Cavallini.

L’iniziativa è rivolta agli amanti della fotografia in camera oscura, come opportunità per far conoscere il proprio lavoro al di fuori di una logica concorsuale e come opportunità di trarre consigli, valutazioni, indicazioni su come migliorare il proprio lavoro, sia rispetto a progetti conclusi sia in fase di realizzazione. La lettura portfolio è inoltre un’occasione per proporre il proprio lavoro e partecipare alla terza edizione di The Darkroom Project Exhibiton che si terrà nell’ex convento di Muro Leccese il 16, 17 e 18 agosto 2013. In questo caso il lavoro potrà essere presentato in formato digitale o provini a contatto o ovviamente stampe ai sali d’argento, unica clausola l’originale analogico.

Modalità di partecipazione: Le letture portfolio sono gratuite e si terranno il 26 gennaio 2013 a partire dalle ore 16.00

I turni delle letture sono stati gia’fissati in base alle prenotazioni di queste settimane, è pero’possibile partecipare come pubblico osservatore.

The Darkroom Project :The Darkroom Project nasce da un’idea dello stampatore professionista Luciano Corvaglia, è costituito da un gruppo di artisti e appassionati della camera oscura e dall’Associazione Culturale WSP Photography. The Darkroom Project Exhibition ha avuto luogo nel 2011 e nel 2012 ed è in programma nel 2013 nell’Ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese (LE).

Luciano Corvaglia: Lamberto Pennacchi e Giovanni Costantini, le due persone che mi hanno fatto amare la fotografia e la stampa. Era il 1981. Frequentavo l’istituto Roberto Rossellini di Roma. Uscito da scuola mi chiudo nella camera oscura di Franco Bugionovi per otto anni, dove ho stampato per i più grandi fotografi di moda, reportage, ritratto, nudo, ogni tipo di fotografo di livello internazionale. Ca**o stavo sempre chiuso al buio. Negli ultimi dodici anni la mia attenzione si è spostata sempre di più verso l’allestimento e la cura delle mostre, fino ad approdare ai video. Tutt’ora, ca**o, sto comunque chiuso al buio.

Roberto Cavallini: Nasce a Roma nel 1950. Dal 1982 collabora con le più importanti testate giornalistiche italiane. E’ giornalista pubblicista. E’ docente incaricato presso l’Universtà di Tor Vergata di Roma. E’ fotografo, critico di fotografia e curatore di mostre, ha partecipato a numerose collettive in Italia ed all’estero. Ha al suo attivo numerose personali ed ha esposto nelle edizioni del 2003 e del 2008 del Festival Internazionale FotoGrafia di Roma. Ha pubblicato: PEEP – immagini di un insolubile conflitto –edizioni Mifav, Roma 2000. “Quasi uno sciamano” intervista a Luciano Corvaglia, NegativoPositivo, Edizioni Postcart Roma 2011. Praga 20 agosto 1968 – una storia privata, in Praga 20 agosto 1968 – una storia privata fotografie di Enzo Lattanzio, SEDIT Bari.

Questa sera ore 19.00: “The Darkroom Project Due: dalla stampa da negativo al confronto coi nuovi linguaggi artistici”. Incontro con Roberto Cavallini.@ WSP Photography


WSP Photography e Laboratorio fotografico professionale Luciano Corvaglia

presentano

The Darkroom Project Due: dalla stampa da negativo al confronto coi nuovi linguaggi artistici”

Presentazione del progetto e delle modalità di partecipazione alle selezioni

con Roberto Cavallini

Mercoledì 6 giugno ore 19,00


WSP Photography
Via Costanzo Cloro 56 / 58 Roma (Metro B San Paolo)

I miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, l’odore pungente dell’acido acetico e poi la luce tenue rossa che staglia ombre nette sulle pareti della camera oscura. Davanti a te l’ingranditore proietta il negativo che sta li fermo, silenzioso, pronto a sfidarti, quasi come uno spartito musicale. Sì le note sono tutte li, ma come interpretarle?

La prima edizione di Darkroom Project, dedicata esclusivamente alla stampa da negativo, si è tenuta nell’agosto del 2011, nella cornice dell’Ex Convento dei Domenicani del XVI secolo, di Muro Leccese. Sessanta fotografi di fama nazionale ed internazionale hanno esposto oltre duecento stampe in bianco e nero, realizzate rigorosamente in camera oscura.

Numerosi visitatori si sono immersi nella visione di quelle stampe ai sali d’argento ammirandone le ricchezze tonali, hanno scoperto le nuove tecniche di “spellicolamento” di Andrea Pacioni, hanno stampato, in camera oscura, sotto la guida di Luciano Corvaglia. Pubblico, fotografi e stampatore si sono confrontati, durante l’arco di tre giorni, raccontando la fotografia dai propri punti di vista, coadiuvati dalle proiezioni, a ciclo continuo, dei video Developing ed Il delirio di uno stampatore di Luciano Corvaglia, concentrati sul rapporto creativo che lega la fotografia ai processi di camera oscura.

La seconda edizione di The Darkroom Project si svolgerà nei giorni 17, 18 e 19 agosto 2012, sempre nell’Ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese, la sostanziale novità rispetto all’edizione precedente consiste nella trasformazione di The Darkroom Project in un contenitore all’interno del quale saranno ospitate tre sezioni: Sali d’argento, The Darkroom Contest,Work in progress, la sezione tesa ad esplorare i legami che vincolano la fotografia ai linguaggi artistici.

Il filo conduttore sarà la fotografia stampata, generata da processi fotografici diversi e distanti fra loro, sia culturalmente che tecnologicamente, che genereranno a loro volta un teso ed intenso confronto di linguaggi tesi a nuove aperture soprattutto per lanciare le basi di riflessione per future edizioni di The Darkroom Project.

The Darkroom Project nasce da un’idea del Laboratorio Fotografico Professionale di Luciano Corvaglia ed è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale WSP Photography, con il patrocinio del Comune di Muro Leccese e della Regione Puglia.

 L’ingresso all’incontro del 6 giugno al WSP Photography  è gratuito e riservato ai soci. Costo della tessera annuale ENAL 3 euro. È possibile associarsi direttamente il giorno dell’evento.


The Darkroom Project su granbelblog

1. Quando ho chiesto a Luciano Corvaglia, salentino di origini, come nasce l’idea di adibire per tre giornate a luogo di fotografia e di produzione fotografica da negativo un convento nel cuore del Salento, mi dice che fa questo da trent’anni, che gli stampatori da negativo in Italia sono rimasti un mucchietto sparuto e che anche a Roma, nonostante l’interesse un po’ più acceso verso quest’arte , i laboratori sono luoghi in via di estinzione. “Questo non può essere un lavoro”, dice. Camera oscura. Camera chiara. Come dire eternamente interno/esterno, realtà/finzione, vita/morte. Come dire utero pieno, buio che plasma l’immagine nell’acquatico. Ogni discorso sulla fotografia si fa complesso, perché pur sempre si tratta della bugia più vera e la magia più umana che la tecnica abbia mai conosciuto.

2. Muro leccese alle sei del pomeriggio sembra come certe paste di crema, l’impressione è di precipitare nel vassoio dei dolci, solo immersi in una luce lattiginosa e profumata di pietra. Nel bianco del Convento dei domenicani ci accolgono le ragazze sorridenti dell’Associazione Wide Shut Photography. Tutto è pronto come un rituale brulicante e mesto insieme, aperto ed intimo allo stesso tempo. A centocinquant’anni dall’invenzione della Kodachrome, il colore che conquistò le masse e fece arricciare il naso a molti famosi fotografi e in piena epoca di Photoshop spinto, ecco riallestito il tempio del bianco e del nero, bipolarità assoluta, il visibile e l’oscuro.
Non mi aspettavo un’immersione così densa e così massiccia di fotografi e fotografie in esposizione, due piani intono al chiostro centrale e più di 200 fotografie di fotografi giovani e meno giovani tra cui nomi di noti come Luciano Corvaglia (fotografo e organizzatore) e Piero Marsili Libelli , fotografo reporter e performer che realizzò il primo e unico set fotografico con un Antonioni al tramonto della sua avventura terrena , scatti confluiti nella mostra del 2009 “I silenzi di Michelangelo”. Nel chiostro grandi schermi e lampadine appese per la performance di tarda serata “La Camera Chiara” proposta da Libelli, il primo esperimento di camera oscura a celo aperto. Tutto è ancora da assaporare.

3. Molto presto, nella società borghese, l’ipotesi che le macchine fotografiche fornissero un’immagine impersonale e oggettiva della realtà, dovette cedere al fatto che le fotografie non attestano soltanto ciò che c’è, ma ciò che un individuo ci vede, come una valutazione del mondo; Nasceva allora la “visione fotografica“ , che era insieme un nuovo modo di vedere e una nuova attività da svolgere, ci ricorda Susan Sontag. Furono i fotoreporter a sancire l’inizio di questa visione, cioè scoprire la bellezza in ciò che uno vede ma trascura perché giudicata banale, ma soprattutto in bilico continuo tra il compito di mostrare la realtà oggettiva (la verità) e la primitiva finalità di abbellirla. Orde di fotografi con attrezzature sempre più maneggevoli rispetto agli ingombranti esordi del mezzo, partivano per i loro “safari culturali” e catturavano il mondo aspettando anche per ore il “momento giusto”. Alfred Stiegliz, celebre fondatore di Camera Work, racconta di essere rimasto per tre ore sotto la bufera di neve del 22 febbraio 1893 “ad aspettare il momento adatto”per realizzare la sua famosa fotografia Inverno nella Quinta Avenue. Ma cosa sarebbe questo momento? E’ quello in cui si possono vedere le cose in maniera nuova.
Ma siamo poi sicuri che con la fotografia si possa vedere qualcosa? La butto lì, temendo lo sguardo austero e segnato di uno stampatore che nonostante i tempi digitali, in camera oscura ci passa ancora giornate con fatica, precisione, sacrificio, lo stesso spirito che, forse e paradossalmente, ci metteva un Baudelaire o un pittore di metà ‘800 nel demonizzare il nuovo mezzo così volgare , in cui la mano e l’ingegno dell’uomo era sorpassato dal meccanismo e dalla chimica del Dagherrotipo!
M’immergo ancora nell’oscuro.

4. Mi soffermo sugli scatti di Dario Coletti “L’uomo nero e lo sciamano e la documentazione dell’invisibile” Ovodda , 1995

“Quasi mai gli eventi si manifestano con chiarezza. E’ questo quello che impari quando cominci a documentare. Raccogliere immagini e informazioni e solo la prima parte del lavoro, quello della verifica è quello più importante. Analizzare ogni particolare, farlo corrispondere con altri indizi fino a quando il quadro generale non è chiaro. Per un fotografo raccogliere tracce consiste nell’isolare i segni presenti all’interno della situazione (scena) e indicare una chiave di lettura che ne sveli i significati più nascosti.”

Le parole di Coletti ci fanno pensare a quanto la fotografia abbia sempre un po’ a che fare con l’indagine poliziesca e scientifica e allo stesso tempo traccia mistica e porta dimensionale e di-svelatrice:

“Quando si assume questo ruolo ci si comincia a muovere in un universo di archetipi, figure di sintesi che scaturiscono da dimensioni insondabili.(…) Bisogna farsi Sciamano, usare i suoi strumenti. Lanciare dadi di ossa di animali e attraverso la loro combinazione prevedere. In questo gioco è il caso che predispone tracce e indizi e chi documenta deve saper cogliere il tempo in cui la loro combinazione forma significati, traccia responsi.”

qui il fotografo è visto come chi getta la sua lancia-scudo lungo il percorso di caso-desiderio, per una visione Scia-mana che è sensibile ai segni dall’oscurità-luminosa del reale.

“E’ già tardi quando incontro l’uomo nero. E’ su una carrozzella spinta da un asino, e canta parla e offre vino. Quasi non ce la fa ad alzare il bicchiere. Ci incrociamo e ci fissiamo. Quasi non ce la faccio ad alzare la fotocamera. Ma quando siamo proprio di fronte, la potenza del suo sguardo, la forza del suo canto farneticante mi regalano un ultimo atto di energia. Per tutto il resto non si può far altro che lasciare fare al caso. (…)

La fotografia è un modo di immergersi nel mondo senza annegarvi, uno schermo-finestra, uno schermo-specchio. In questo scritto in cui Coletti racconta dei rituali di un mercoledì delle ceneri in un paese della Barbagia, quasi si percepisce uno stato alterato di coscienza dell’operatore -non unicamente dovuto al bere vino- che favorisce una sorta di autonomia inquietante e perturbante del mezzo.

5. Il tourbillon continua, e tra gli scatti di Carlo Marras,Daniele Coricciati, Annibale Greco, Angelo Turetta, Lia Pasqualino ed altri ancora, mi imbatto in “ANIME” di Andrea Pacioni, un lavoro davvero bizzarro in cui la fotografia è scarnata, o meglio spellata dalla sua superficie,dal suo supporto. Panni stesi dove ectoplasmi appaiono senza corpo ne supporto, in una gabbia di vetro dove la leggerezza zuccherosa dell’immagine stride implode in un senso di claustrofobia.

Gli organizzatori sono in fibrillazione, le tre giornate vogliono essere un’occasione unica -almeno da queste parti- per chi, appassionato di fotografia analogica o sperimentatore più o meno esperto di camera oscura voglia confrontarsi ed ottenere spiegazioni tecniche sul lavoro che gli stampatori hanno realizzato sui negativi, per portare avanti un’arte e un processo, che per motivi di mercato rischia davvero di scomparire del tutto, ma soprattutto, e questa mi sembra la ragione più originale, per raccontare il sottile legame tra fotografo e stampatore, il momento in cui chi è in camera oscura, muovendosi come in un campo minato, cerca di entrare in sintonia con la traccia e il pensiero che il fotografo ha affidato alla pellicola. A volte l’alchimia riesce, provocando e ri-proponendo la commozione, lo spaesamento e il senso di prodigio, che le prime prove destavano agli esordi del fotografico. La notte è scesa. Libelli e lo staff dispongono il necessario per la performance “La Camera Chiara”, l’ esperimento di camera oscura all’aperto dedicato alla fotografia di guerra, installata nel chiostro. Nella quasi totale oscurità, omini vestiti con tute ospedaliere e mascherine a ritmo di suoni contemporanei che evocano paesaggi di guerra, imbevono i pannelli di emulsione per far apparire sui pannelli, sorprendentemente, vere e proprie fotografie, come accade in una comune camera oscura. L’atmosfera è di suspense surreale, molto intensa, ma all’accensione delle luci ci dicono che qualcosa non è andato, il cielo limpido con la luna piena ha schiarito troppo questa Camera Chiara di Libelli,non permettendo la riuscita dell’esperimento. Bene comunque, questa probabilmente è la metafora migliore per una pratica che nel corso dei decenni è vissuta di mille sacrifici, tentativi, intuizioni, delusioni, eccezionali ri-velazioni; e poi già Brassaï l’aveva detto: “La notte svela, non mostra”!

Gioia Perrone, su granbelblog

Leggi anche Il lato oscuro della fotografia su Repubblica.it

The Darkroom Project: 60 fotografi in mostra a Muro Leccese

13 agosto – 15 agosto 2011
Muro Leccese
Rassegna di Stampa fotografica da negativo

The Darkroom Project

The Darkroom Project è un’iniziativa dedicata alla stampa del negativo in camera oscura che mira a condurre oltre la semplice visione della stampa fotografica, un percorso che attraverso le testimonianze di fotografi e stampatori permetterà di conoscere il negativo delle fotografie esposte in mostra e scoprire quali sono state le scelte e le intuizioni dello stampatore in camera oscura.
The Darkroom Project un’iniziativa unica nel suo genere, un’occasione di incontro e di confronto tra gli appassionati, gli amanti, i professionisti del mondo della camera oscura e anche di chi è tanto folle da restare chiuso la notte nel bagno di casa, tra i miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, alla ricerca della stampa considerata perfetta.
La Rassegna si svolgerà dal 13 al 15 agosto 2011, nella straordinaria cornice del Convento di Muro Leccese, con il patrocinio dell’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia.

Esporranno una selezione dei loro lavori, racconteranno attraverso video interviste e racconti scritti le loro storie di camera oscura e il loro rapporto con lo stampatore:

Giovanni Brancaccio, Gerald Bruneau, Emiliano Caltaldo, Giovanni Canitano, Ottavio Celestino, Filippo Chia, Dario Coletti, Claudio Corrivetti, Giovanni Cozzi, Dario De Dominicis, Lucia Ferrario, Luigi Filetici, Andrea Fogli, Annibale Greco, Angela Lo Priore, Fabio Lovino, Carlo Marras, Piero Marsili Libelli, Marcello Mencarini, Andrea Pacioni, Lia Pasqualino, Mario Peliti, Ilenia Piccioni, Andrea Pizzi, Paolo Porto, Mirai Pulvirenti, Laura Salvinelli, Antonio Tiso, Luca Tommasini, Angelo Turetta, Luciano Viti, Francesco Zizola, Olivo Argenti FRPs, Patrizio Battaglia, Gianni Bertoldi, Massimo Bottarelli, Giulia Campos Venuti, Roberto Cavallini, Giovanna Chessa, Luciano Corvaglia, Giorgio Di Noto, Giulio Pampiglione, Fernando Pensosi, Lucia Perrotta, Fausto Podavini, Massimiliano Pugliese, Renata Romagnoli, Daniela Silvestri, Massimiliano Tempesta, Odino Vignali, Jamila Campagna, Paolo Cardinali, Gianmatteo Cirillo, Daniele Coricciati, Roberta Lotto, Blu Mambor, stefano Passiglia, Antonio Pazienti, Matteo Rizzo, Simone Settimo.

Una camera oscura sarà allestita nelle stanze del Convento e verrà data la possibilità ai visitatori di conoscere la magia del processo di stampa dai propri negativi guidati dallo staff di Darkroom Project.
Nel corso delle tre serate sarà portata in scena “Camera Chiara” la performance di Piero Marsili Libelli.

The Darkroom Project nasce da un’idea di Luciano Corvaglia ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Wide shut Photography.

The Darkroom Project: online l’elenco dei fotografi selezionati e il programma della rassegna

Luciano Corvaglia e Collettivo WSPpresentano

The Darkroom Project
Rassegna di stampa fotografica da negativo
13 – 15 agosto 2011
Convento dei Domenicani di Muro Leccese (LE)

Ingresso libero

The Darkroom Project

The Darkroom Project è un’iniziativa dedicata alla stampa del negativo in camera oscura che mira a condurre oltre la semplice visione della stampa fotografica, un percorso che attraverso le testimonianze di fotografi e stampatori permetterà di conoscere il negativo delle fotografie esposte in mostra e scoprire quali sono state le scelte e le intuizioni dello stampatore in camera oscura.

The Darkroom Project un’iniziativa unica nel suo genere, un’occasione di incontro e di confronto tra gli appassionati, gli amanti, i professionisti del mondo della camera oscura e anche di chi è tanto folle da restare chiuso la notte nel bagno di casa, tra i miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, alla ricerca della stampa considerata perfetta.

Il 15 giugno si sono chiuse le selezioni per i partecipanti alla rassegna. Ecco l’elenco dei partecipanti alla rassegna, tra amatori e professionisti:

Giovanni Brancaccio
Gerald Bruneau
Emiliano Caltaldo
Giovanni Canitano
Ottavio Celestino
Filippo Chia
Dario Coletti
Claudio Corrivetti
Giovanni Cozzi
Dario De Dominicis
Lucia Ferrario
Luigi Filetici
Andrea Fogli
Angela Lo Priore
Fabio Lovino
Carlo Marras
Piero Marsili Libelli
Lia Pasqualino
Mario Peliti
Ilenia Piccioni
Andrea Pizzi
Fausto Podavini
Paolo Porto
Mirai Pulvalenti
Luca Rinaldini
Laura Salvinelli
Antonio Tiso
Luca Tommasini
Angelo Turetta
Luciano Viti
Francesco Zizola
Olivo Argenti
Patrizio Battaglia
Gianni Bertoldi
Massimo Bottarelli
Giulia Campos Venuti
Roberto Cavallini
Giovanna Chessa
Luciano Corvaglia
Giorgio Di Noto
Annibale Greco
Giulio Pampiglione
Fernando Pensosi
Lucia Perrotta
Massimiliano Pugliese
Renata Romagnoli
Daniela Silvestri
Massimiliano Tempesta
Odino Vignali
Jamila Campagna
Paolo Cardinali
Gianmatteo Cirillo
Daniele Coricciati
Roberta Lotto
Blu Mambor
Giulia Mangione
Stefano Passiglia
Matteo Rizzo
Simone Settimo

The Darkroom Project
Rassegna di stampa fotografica da negativo
Inaugurazione 13 agosto 2011 – PROGRAMMA

18:00-24:00     Opening Mostra Accesso alla mostra
Proiezioni
“Il delirio di uno stampatore” stanza video
“Camera Oscura” stanza video
Camera Oscura allestita nelle stanze del convento con l’opportunità di stampare i propri negativi insieme allo staff di Darkroom Project. Per garantirsi la possibilità di stampare si consiglia la prenotazione telefonando al numero 328.1795463. Le prenotazioni verranno accettate dal giorno precedente alla richiesta di utilizzo della camera oscura. Si richiede almeno un negativo b/n.

21:30     Performance fotografica “Camera Chiara” di Piero Marsili Libelli – Ingresso libero fino ad esaurimento posti

La partecipazione è libera e gratuita, si richiede un obolo per l’uso della carta fotografica usata in camera oscura e un obolo per il vino .

Collettivo WSP e Darkroom Project pubblicati su “Il Fotografo”

(c) Luciano Corvaglia

Sul numero di aprile del “Fotografo” potrete trovare un interessante articolo su “The Darkroom Project”, la rassegna fotografica dedicata al negativo in Bianco e Nero, organizzata dal Laboratorio Fotografico Luciano Corvaglia in Collaborazione con il Collettivo WSP.

La rassegna si svolgerà dal 13 al 15 agosto nella suggestiva cornice dell’ex-Convento di Muro Leccese.

Oltre all’esposizione dei lavori e ai contributi audio e interviste di famosi fotografi che racconteranno le loro storie di camera oscura, da Francesco Zizola a Fabio Lovino, Angelo Turetta, Laura Salvinelli e tanti altri, ampio spazio sarà dedicato alle vostre foto!

Ciascuno di voi potrà infatti partecipare al progetto e avere la possibilità di esporre i propri negativi e i propri “esperimenti” di sviluppo e stampa, inviando i propri lavori a Luciano Corvaglia, che selezionerà i migliori da esporre.

La partecipazione è gratuita e c’è tempo fino al 15 giugno!!

Tutte le informazioni su: www.thedarkroomproject.org