Leggere le immagini: workshop di fotografia con Sandro Iovine 21-22 febbraio

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WSP Photography presenta “Leggere le immagini”: workshop con Sandro Iovine. Sabato 21 e domenica 22 febbraio 2015.

Il workshop si propone come fine quello di introdurre i partecipanti alla lettura e scrittura delle immagini, sfatando innanzitutto il falso mito della comprensibilità universale e aprioristica. Si procede alternando parti teoriche in aula a esercitazioni pratiche, seguite da revisioni in aula, mirate a fissare e mettere in pratica gli argomenti trattati precedentemente a livello teorico.
La parte teorica prende le mosse da un’analisi di livello plastico (in senso semiotico del termine) per concludersi con la proposta di una griglia metodologica finalizzata alla determinazione dei possibili significati dell’immagine.

Programma del workshop

I giorno (dalle ore 10 alle ore 18)

Mattina – Teoria in aula

Presentazioni | Elementi di lettura delle immagini Il ritmo – nozioni generali e attribuzione di significato | L’inquadratura – cosa è, come determina il significato: regola dei terzi e sezione aurea | tipi di inquadratura | ruolo del fuori campo

Pausa pranzo

Pomeriggio

Esercitazioni in esterni |centro percettivo in 13 punti e attribuzione di significato | ricerca del ritmo | costruzione di una sequenza minima – sviluppo di un’azione | esercitazioni in aula | revisione esercizi assegnati | lavoro su una sequenza semplificata| assegnazione esercizio per il giorno successivo

II giorno (dalle ore 10 alle ore 18)

Mattina – Teoria in aula

Verifica esercizi assegnati al termine della prima giornata | leggi di unificazione figurale della Gestalt | lettura delle immagini – creazione di una griglia metodologica

Pausa pranzo

Pomeriggio

Esercitazioni in esterni |il rosso | le espressioni di un oggetto| esercitazioni in aula | revisione esercizi assegnati| conclusione

Sandro Iovine Giornalista, critico fotografico, ha diretto per 15 anni la rivista il FOTOGRAFO. Ha tenuto master presso il MIFAV Università di Tor Vergata (di cui ha condiretto l’organo di stampa F&D) le Università di Bologna, Bergamo, Genova, Insubria, Palermo, Pavia, Perugia e Siena. Ha collaborato con RAI-Radio 1, RAI-Radio 3, Radio 24 e Radio Svizzera Italiana, Paese Sera, Avvenimenti, Il Giornale di Napoli, Il Manifesto. Ha creato e diretto a Roma lo spazio Centro Fotogiornalismo. È stato curatore della sezione fotografia di Roma Provincia Creativa e fa parte del comitato di valutazione all’interno del progetto Eyes in Progress.

Dal 2007 è autore del blog FOTOGRAFIA: PARLIAMONE! (www.sandroiovine.blogspot.com).
È direttore e fondatore della FPschool (www.fpschool.it) di MIlano e della rivista on-line FPmag (www.fpmagazine.eu).

Destinatari: Il workshop è indirizzato a fotografi ed appassionati di fotografia. Si consiglia di portare la propria macchina fotografica da utilizzare per le esercitazioni.

Costi e durata
Il costo del workshop è di 190 euro (180 euro per i possessori WSP Card) comprensivi della tessera ENAL, da versarsi in un’unica soluzione.

Il workshop si terrà sabato 21 e domenica 22 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 18.00 con un’ora di pausa pranzo.
Il workshop si terrà presso la sede dell’Associazione WSP Photography in Via Costanzo Cloro, 58 – Metro B San Paolo.

Modalità di partecipazione
Per iscriversi occorre inviare una mail a info@collettivowsp.org entro e non oltre il 15 febbraio 2015.
Numero minimo di partecipanti per attivare il laboratorio: 5 – Numero massimo: 12.

Per info e prenotazioni: info@collettivowsp.org o 328 1795463 http://www.collettivowsp.org

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Nasce FPmag: il magazine di fotografia diretto da Sandro Iovine

FPmag

FPmag

 

Il magazine online FPmag (www.fpmagazine.eu), diretto da Sandro Iovine e nato da una idea condivisa con Stefania Biamonti, vuole rispondere alla diffusa richiesta di competenza nell’affrontare le tematiche legate all’immagine.
L’attenzione di FPmag sarà rivolta principalmente alla fotografia, ma non solo. Tutti gli argomenti saranno infatti sempre trattati nell’ottica dell’intento comunicativo perseguito attraverso le immagini, senza porsi limiti di genere, tecnologia di acquisizione e/o diffusione.
FPmag sarà pubblicata su una piattaforma appositamente progettata da Salvatore Picciuto (www.fotoportal.it) sulla base delle specifiche richieste della redazione.
La pubblicazione avrà cadenza mensile e sarà presto affiancata da un’applicazione per
tablet (e smartphone) che faciliterà l’accesso per mezzo di mobile device.
FPmag sarà inoltre affiancata dalla pubblicazione di speciali dedicati ad argomenti specifici.

Nella sua forma definitiva (a partire dal numero Uno), la rivista sarà disponibile in versione bilingue (inglese e italiano) per potersi rivolgere con maggiore facilità al pubblico internazionale.
Il numero Zero e il numero Uno potranno essere consultati gratuitamente dal pubblico semplicemente indirizzando il browser verso il dominio della rivista e registrandosi attraverso l’apposito form. A partire dal numero Due l’accesso alla pubblicazione sarà invece a pagamento, con la possibilità di acquistare il singolo numero o abbonamenti di 3, 6, 12, o 24 mesi. Allo studio anche la possibilità di acquistare i singoli articoli.
La rivista fa parte del cosiddetto ecosistema FP, che raggruppa numerose attività afferenti al mondo dell’immagine, spaziando dalla didattica dedicata alla fotografia (www.fpschool.it) alla comunicazione attraverso la realizzazione di uffici stampa dedicati (tra gli ultimi clienti il Festival della Fotografia Etica 2014).

Per maggiori informazioni: http://www.fpmagazine.eu

Questa sera inaugurazione mostra “Cè stato il terremoto”. Incontro con il fotografo e il giornalista Sandro Iovine.

WSP Photography presenta, sabato 25 maggio, alle ore 19, la mostra fotografica di Andrea CarrubbaC’è stato il terremoto, un reportage fotografico nei luoghi colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna.

L’autore si muove nei campi di accoglienza tra chi ha perso la casa e i volontari e nei paesi più colpiti. In occasione dell’inaugurazione incontreremo l’autore Andrea Carrubba e Sandro Iovine, con cui parleremo anche di “fotogiornalismo” e del ruolo del reporter di fronte a tragedie così grandi come quella del terremoto.

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Pensiamo di saperlo tutti. Ma cos’è il “fotogiornalismo”, il “reportage”, cosa voglia dire raccontare le storie degli altri, in realtà è informazione riservata a pochi oltre agli addetti ai lavori. Di fronte a una tragedia il ruolo del reporter, già delicato per definizione, diviene critico. Da una parte c’è l’urgenza della cronaca, il farsi tramite tra la “notizia” e il “lettore” utilizzando gli strumenti del giornalismo per mediare la soggettività aspirando a una dovuta imparzialità. Dall’altra invece c’è il dramma dei singoli. Il reporter, fotografo o giornalista di penna che sia, deve entrare nell’intimo della vita delle persone, irrompendo da fuori quasi sempre in momenti drammatici. E deve portare via informazioni, immagini, ma al tempo stesso esercitare il senso del rispetto nella condivisione dell’esperienza. Perché per raccontare davvero una storia è necessario viverla. Certo il fotografo che si reca nelle aree terremotate e viene da lontano potrà tornare a casa e ritrovare le sue cose, le geometrie della sua vita. Chi rimane no, ma poter poter raccontare come vive chi non ha potuto scegliere di essere attore della tragedia, è necessario almeno provare a condividerne la quotidianità. Il fotoreporter traduce la realtà a un pubblico che non può presenziare e per questo deve comprendere profondamente, passare settimane vivendo nei campi allestiti dalla protezione civile, esercitare la “compassione” (in senso etimologico) tanto da scegliere di non fotografare, come farebbe un parente, i corpi senza vita di chi è rimasto intrappolato nel crollo di una fabbrica. Quegli stessi corpi che altri, venuti per poche ore e con poca etica, si affannano a profanare con il loro teleobiettivi. La grandi ferite dell’Uomo vanno raccontate, ma senza oltraggiare chi le ha subite con l’esposizione delle piaghe. Questo dovrebbe essere il ruolo del fotogiornalista e questo è il racconto del terremoto dell’Emilia.

Sandro Iovine

Andrea Carrubba, nato nel 1984, dopo gli studi universitari si diploma in Fotografia Professionale presso l’Accademia John Kaverdash di Milano e, tra gli altri, consegue i master di Fotogiornalismo e di Linguaggio della comunicazione visiva tenuti da Sandro Iovine. Fotogiornalista freelance, copre le notizie nazionali ed internazionali e segue temi di carattere sociale e culturale. Ha collaborato con le maggiori testate nazionali, università, organizzazioni umanitarie, siti web e con l’editoria. Il suo ultimo lavoro “… c’è stato il terremoto”, a cura di Sandro Iovine, è stato presentato nelle province di Milano, Reggio Emilia, Varese, Modena e Roma. Attualmente è impegnato in più progetti, in Italia e all’estero.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.

C’è stato il terremoto: inaugurazione mostra fotografica di Andrea Carrubba 25 maggio @WSP

WSP Photography presenta, sabato 25 maggio, alle ore 19, la mostra fotografica di Andrea CarrubbaC’è stato il terremoto, un reportage fotografico nei luoghi colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna.

L’autore si muove nei campi di accoglienza tra chi ha perso la casa e i volontari e nei paesi più colpiti. In occasione dell’inaugurazione incontreremo l’autore Andrea Carrubba e Sandro Iovine, con cui parleremo anche di “fotogiornalismo” e del ruolo del reporter di fronte a tragedie così grandi come quella del terremoto.

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“Pensiamo di saperlo tutti. Ma cos’è il “fotogiornalismo”, il “reportage”, cosa voglia dire raccontare le storie degli altri, in realtà è informazione riservata a pochi oltre agli addetti ai lavori. Di fronte a una tragedia il ruolo del reporter, già delicato per definizione, diviene critico. Da una parte c’è l’urgenza della cronaca, il farsi tramite tra la “notizia” e il “lettore” utilizzando gli strumenti del giornalismo per mediare la soggettività aspirando a una dovuta imparzialità. Dall’altra invece c’è il dramma dei singoli. Il reporter, fotografo o giornalista di penna che sia, deve entrare nell’intimo della vita delle persone, irrompendo da fuori quasi sempre in momenti drammatici. E deve portare via informazioni, immagini, ma al tempo stesso esercitare il senso del rispetto nella condivisione dell’esperienza. Perché per raccontare davvero una storia è necessario viverla. Certo il fotografo che si reca nelle aree terremotate e viene da lontano potrà tornare a casa e ritrovare le sue cose, le geometrie della sua vita. Chi rimane no, ma poter poter raccontare come vive chi non ha potuto scegliere di essere attore della tragedia, è necessario almeno provare a condividerne la quotidianità. Il fotoreporter traduce la realtà a un pubblico che non può presenziare e per questo deve comprendere profondamente, passare settimane vivendo nei campi allestiti dalla protezione civile, esercitare la “compassione” (in senso etimologico) tanto da scegliere di non fotografare, come farebbe un parente, i corpi senza vita di chi è rimasto intrappolato nel crollo di una fabbrica. Quegli stessi corpi che altri, venuti per poche ore e con poca etica, si affannano a profanare con il loro teleobiettivi. La grandi ferite dell’Uomo vanno raccontate, ma senza oltraggiare chi le ha subite con l’esposizione delle piaghe. Questo dovrebbe essere il ruolo del fotogiornalista e questo è il racconto del terremoto dell’Emilia”.

Sandro Iovine

Andrea Carrubba, nato nel 1984, dopo gli studi universitari si diploma in Fotografia Professionale presso l’Accademia John Kaverdash di Milano e, tra gli altri, consegue i master di Fotogiornalismo e di Linguaggio della comunicazione visiva tenuti da Sandro Iovine. Fotogiornalista freelance, copre le notizie nazionali ed internazionali e segue temi di carattere sociale e culturale. Ha collaborato con le maggiori testate nazionali, università, organizzazioni umanitarie, siti web e con l’editoria. Il suo ultimo lavoro “… c’è stato il terremoto”, a cura di Sandro Iovine, è stato presentato nelle province di Milano, Reggio Emilia, Varese, Modena e Roma. Attualmente è impegnato in più progetti, in Italia e all’estero.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.
La mostra rimarrà esposta fino al 20 giugno 2013.

Evros porta orientale d’Europa. Un muro contro l’immigrazione. Presentazione della mostra anche in diretta streaming!

Questa sera, alle ore 19 circa, Mauro Prandelli, con Sandro Iovine, presentano al WSP Photography (via Costanzo Cloro 58, Roma) la mostra fotografica di Mauro Prandelli Evros porta orientale d’Europa. Un muro contro l’immigrazione.

La presentazione può essere seguita in diretta streaming su sandroiovine.blogspot.it!

Mostra Evros - Mauro Prandelli

Evros porta orientale d’Europa: Inaugurazione mostra fotografica e Incontro 9 febbraio @ WSP

Associazione Culturale WSP Photography 

Presenta 

Evros porta orientale d’Europa
Un muro contro l’immigrazione 

Inaugurazione mostra fotografica e Incontro con l’autore Mauro Prandelli e Sandro Iovine
9 febbraio ore 19:00

Mostra Evros - Mauro Prandelli

Mostra Evros – Mauro Prandelli

Un fiume, confine naturale lungo 160 chilometri, separa la Grecia dalla Turchia, l’Europa dall’Asia.

Sulle rive di questo fiume, l’Evros, che da circa il 2007 è diventata una delle vie preferenziali per l’immigrazione verso l’Europa, era prevista la costruzione di un fossato di cui sono stati consegnati i primi 15 km ad agosto 2011. Considerato troppo dispendioso, il progetto è stato modifi­cato in una doppia barriera di reticolato e filo spinato. Nel 2011 Frontex, forza militare formata e sostenuta dall’unione Europea, ha dato il via al “progetto Poseidon” teso a controllare e bloccare il flusso migratorio.

Nel 2011 circa 55.000 persone provenienti da Asia, Medio Oriente ed Africa cercano rifugio in Europa. 250 persone al giorno provano, con l’aiuto di trafficanti di uomini definiti “agenti” dai migranti, ad entrare in Grecia alla ricerca di una vita normale. Durante il giorno si incontrano sulla strada che parte da Kastanies ed ar­riva ad Alexandropoli gruppi formati da quattro o cinque persone che camminano a passo veloce: migranti che hanno attraversato il fiume Evros in cerca di una speranza e con Atene come primo obiettivo. Alcuni si fermeranno nella capitale ellenica, che conta una comunità mi­grante molto vasta, mentre altri tenteranno tramite i loro “agenti” di rag­giungere altri paesi d’Europa.

Nato nel 1979, Mauro Prandelli comincia a fotografare nel 2007 come assitente di un fotografo specializzato in eventi e matrimoni.  Dopo due anni inizia l’attività come free lance con lavori di fotografia industriale e di architettura, lavorando in modo particolare nella provincia di Brescia.
Nel 2010 si avvicina alla fotografia still-life con un focus particolare sui casalinghi in acciaio e prodotti cosmetici, e contemporaneamente si avvicina al video, ottenendo risultati apprezzati dai clienti.
Nel 2011 consegue il diploma in fotogiornalismo presso l’accademia John Kaverdash di Milano seguendo il corso tenuto da Sandro Iovine, e inizia così a produrre i miei primi reportage focalizzati sulle problematiche sociali e sulla documentazione della realizzazione di opere d’arte, collaborando con artisti di fama internazionale. Oggi si dedica alla fotografia di reportage per comprendere e raccontare luci ed ombre che ci circondano.

 

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2013 3 euro. La mostra sarà aperta fino al 22 febbraio, dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

 

Questa sera ore 19,00: “Gyumri il terremoto che continua”. Mostra fotografica di Alberto Maretti. Incontro con l’autore. Modera Sandro Iovine

Questa sera  alle ore 19.00 presso WSP Photography la mostra del giovane fotografo Alberto Maretti: “Gyumri il terremoto che continua”.  Incontro con l’autore e con Sandro Iovine, giornalista e direttore de “Il Fotografo”.

Gyumri (Armenia occidentale), 1988: 25.000 persone perdono la vita, migliaia di famiglie rimangono senza casa, la maggior parte delle fabbriche viene distrutta e, con essa, l’economia della città, che piomba in uno stato di degrado. I container abitabili (domik) forniti dal governo e distribuiti per settori avrebbero dovuto essere utilizzati per non più di due anni: privi di isolamento termico, i domik non proteggono dal freddo del rigido inverno o dalle estati torride dell’Armenia occidentale, ma a tutt’oggi sono l’unica risorsa abitativa per i molti confinati in ghetti dalle condizioni igieniche e sanitarie a dir poco precarie.

Sono ormai centinaia i ragazzi che hanno conosciuto, come unica casa, i container. In questi ghetti, donne e uomini pieni di dignità continuano a vivere, cercando di ricostruire una propria identità anche attraverso la trasformazione dei domik in qualcosa di simile a una vera casa.

Nato nel 1983, Alberto Maretti è spinto dalla passione e dallo studio per il disegno alla ricerca di un linguaggio visivo sempre diverso, trovando infine nella fotografia l’ideale forma di espressione.
Durante una serie di viaggi in Africa e India, si avvicina sempre di più al reportage fotografico, fino a concentrarsi su varie tematiche sociali sia in Italia che all’estero. Ha conseguito master di Reportage e di Linguaggio della Comunicazione Visiva presso l’accademia John Kaverdash di Milano e ha partecipato a diversi workshop, tra cui “Fotogiornalismo: il dovere di testimoniare, le nuove tecnologie, l’etica” tenuto da Francesco Zizola. È tuttora impegnato in progetti fotografici a
lungo termine.

Inaugurazione Venerdì 18 maggio 2102 ore 19:00 presso WSP Photography.

Ingresso gratuito riservato ai soci Enal. Costo della tessera Enal 2012 euro 3. è possibile associarsi il giorno stesso dell’evento.

La mostra rimarrà aperta fino al 21 giugno 2012.

18 maggio ore 19: Gyumri il terremoto che continua Mostra fotografica di Alberto Maretti a cura di Sandro Iovine @ WSP Photography

Associazione Culturale WSP Photography

presenta

Gyumri il terremoto che continua

Mostra fotografica di Alberto Maretti
a cura di Sandro Iovine

Inaugurazione e incontro con l’autore. Modera Sandro Iovine
Venerdì 18 maggio ore 19:00
WSP Photography
Via Costanzo Cloro 58 Roma (Metro B San Paolo)

18 maggio ore 19 Inaugurazione mostra di Alberto Maretti

18 maggio ore 19 Inaugurazione mostra di Alberto Maretti

Si inaugura venerdì 18 maggio alle ore 19 presso WSP Photography la mostra del giovane fotografo Alberto Maretti a cura di Sandro Iovine, giornalista e direttore de “Il Fotografo”.

Gyumri (Armenia occidentale), 1988: 25.000 persone perdono la vita, migliaia di famiglie rimangono senza casa, la maggior parte delle fabbriche viene distrutta e, con essa, l’economia della città, che piomba in uno stato di degrado. I container abitabili (domik) forniti dal governo

e distribuiti per settori avrebbero dovuto essere utilizzati per non più di due anni: privi di isolamento termico, i domik non proteggono dal freddo del rigido inverno o dalle estati torride dell’Armenia occidentale, ma a tutt’oggi sono l’unica risorsa abitativa per i molti confinati
in ghetti dalle condizioni igieniche e sanitarie a dir poco precarie.

Sono ormai centinaia i ragazzi che hanno conosciuto, come unica casa, i container. In questi ghetti, donne e uomini pieni di dignità continuano a vivere, cercando di ricostruire una propria identità anche attraverso la trasformazione dei domik in qualcosa di simile a una vera casa.

Nato nel 1983, Alberto Maretti è spinto dalla passione e dallo studio per il disegno alla ricerca di un linguaggio visivo sempre diverso, trovando infine nella fotografia l’ideale forma di espressione.
Durante una serie di viaggi in Africa e India, si avvicina sempre di più al reportage fotografico, fino a concentrarsi su varie tematiche sociali sia in Italia che all’estero. Ha conseguito master di Reportage e di Linguaggio della Comunicazione Visiva presso l’accademia John Kaverdash di Milano e ha partecipato a diversi workshop, tra cui “Fotogiornalismo: il dovere di testimoniare, le nuove tecnologie, l’etica” tenuto da Francesco Zizola. È tuttora impegnato in progetti fotografici a
lungo termine.

Inaugurazione Venerdì 18 maggio 2102 ore 19:00 presso WSP Photography.

Ingresso gratuito riservato ai soci Enal. Costo della tessera Enal 2012 euro 3. è possibile associarsi il giorno stesso dell’evento.

La mostra rimarrà aperta fino al 21 giugno 2012.

Questa sera: “Cojimìes” Mostra fotografica di Daniele Vita. Incontro con l’autore e con Sandro Iovine


Sabato 31 marzo ore 19

WSP Photography – Via Costanzo Cloro 58 – Roma

 

Cojimìes

Mostra fotografica di Daniele Vita.

Incontro con l’autore. Modera Sandro Iovine

 

 

Cojimìes, un paesino di pescatori Ecuadoriano in cui la pesca non è più un’occupazione redditizia. Le immagini di Daniele Vita ci conducono con discrezione tra le vite che lo attraversano, dentro e fuori, vicino e lontano alle situazione che compongono il tessuto di relazioni della loro quotidianità, sospesa in un’attesa che non cede il passo ne a un futuro di benessere e sviluppo, ne alla rassegnazione.

Dall’introduzione di Tommaso Sbriccoli

Il percorso lungo cui queste immagini ci accompagnano non è quello del reportage, né quello di un lavoro che insegue il simbolo per significare la realtà. Daniele ci conduce con discrezione e onestà tra le vite di Cojimìes attraverso un tempo che solo a tratti percepiamo come nostro. Non ci viene offerta una chiave di lettura, né promessa una comprensione finale. Soprattutto non siamo ingannati dalla lusinga, così frequente nell’attuale sistema dei media, che grazie a queste foto acquisiremo maggiori informazioni sul mondo, come se il nostro problema fosse la scarsità di conoscenze.  Piuttosto, Daniele offre al nostro sguardo la possibilità di perdere l’equilibrio, lo costringe a cercare un appiglio, e così facendo, nel momento stesso in cui lo troviamo, fa apparire ai nostri occhi ciò su cui siamo appoggiati, e svela a noi stessi i fili che ci muovono e ci trattengono.

Daniele Vita, classe 1975, è autore di diversi reportage fotografici ed ha all’attivo diverse collaborazioni con agenzie e associazioni, in ultima con l’agenzia per i rifugiati dell’ONU UNHCR. Ha raccontato i rifugiati politici nel lavoro “In fuga”, il disagio psico-fisico in “Abilmente diversi” e la resistenza nel viterbese in “Morale della Favola”.  Il suo lavoro “In fuga” è stato esposto al Festival di Fotografia di Roma, e “Morale della Favola” al Toscana Foto festival. E’ stato curatore di varie mostre fotografiche patrocinate dall’Unione Europea e dalla Regione Lazio. Finalista al premio Unicef Poy 2011, proprio con il lavoro Cojimies, e finalista nel 2010 e 2009 al premio occhi di scena, ha vinto il primo premio al Toscana Fotofestival Epson le Logge 2008 e a Roma nel 2009 primo premio Sud est (cooperazione e solidarietà). Diversi lavori sono stati pubblicati e diversi servizi e immagini hanno trovato spazio su magazine italiani.

 Ingresso gratuito riservato ai soci con tessera ENAL. Costo della tessera ENAL annuale 3 euro. E’ possibile associarsi direttamente il giorno dell’evento.

Questa sera: Sandro Iovine legge Raymond Depardon: “San Clemente”. ore 19.00 @ WSP Photography

WSP Photography presenta

“Sandro Iovine legge Raymond Depardon: San Clemente” 

Venerdì 30 marzo ore 19:o0
WSP Photography
Via Costanzo Cloro 56/58 Roma (Metro B San Paolo)


Sandro Iovine legge Depardon

All’inizio degli anni ottanta Raymond Depardon, fotografo dell’agenzia Magnum, ha affrontato il tema della fotografia psichiatrica nell’ospedale di San Clemente a Venezia.

Dal suo lavoro sono stati prodotti un libro fotografico, che non è stato più ristampato e risulta quindi pressoché introvabile, se non all’interno del ristretto mercato del collezionismo, e un documentario piuttosto critico nei confronti del sistema di cura della malattia psichiatrica. Entrambi portano il titolo di San Clementedal nome dell’isola che ospitava l’ospedale psichiatrico del capoluogo veneto.

La lettura di Sandro Iovine di questo libro vuole essere un omaggio a uno dei libri più importanti e belli dedicati al mondo della psichiatria e un mezzo per rendere possibile la diffusione di questo lavoro altrimenti relegato ad un accesso pubblico estremamente limitato.

Ingresso 5 euro + tessera associativa. Costo della tessera annuale 3 euro.