Questa sera ore 19 Inaugurazione mostra fotografica di Remmelt Van Veelen + incontro

WSP Photography

presenta

Man made Landscape, di Remmelt Van Veelen

Inaugurazione sabato 4 Maggio 2013 ore19.00
Intervengono l’autore e la curatrice Marguerite Berreklouw

(c) Remmelt Van Veelen 

Man Made Landscape è un viaggio in Italia, tra luoghi arcaici e leggendari. E’ un progetto dedicato al rapporto tra l’uomo e l’impatto che il suo agire ha sulla natura e la forza della natura stessa.
Come in alcuni paesaggi olandesi, “polder”, Remmelt Van Veelen ritrova in alcune regioni d’Italia (Toscana, Umbria, Sicilia) la consapevolezza dell’uomo di essere parte di una natura dove ogni cosa trova il suo posto all’interno di un ecosistema. L’uomo, pur non essendo la misura di tutte le cose, ritrova nel suo agire l’unico elemento visibile. Il progetto è una riflessione sull’instabilità in natura, sull’alternarsi dei cambiamenti e gli equilibri negli ecosistemi. All’interno di questa cornice l’autore sostiene come non ci sia una distinzione sostanziale tra fotografia paesaggistica ed altri generi fotografici: l’uomo stesso è un paesaggio, soggetto a cambiamento e a momenti di equilibrio.

Remmelt Van Veelen fotografo olandese, laureato in arte, storia e geografia antropica. Vive ad Haarlem ed è membro della comunità “Photographers Evening”. Ha esposto in numerose gallerie europee ed internazionali tra cui il Centro di Architettura di Haarlem, la Galleria De Opsteker di Amsterdam, la Scuola di Fotografia di Madrid.

Marguerite Berreklouw lavora per il Politecnico di Amsterdam e negli ultimi dieci anni si è occupata di seguire il percorso artistico degli studenti durante le fasi di tirocinio previste. Si occupa inoltre di organizzare mostre fotografiche all’interno del Politecnico, curandone personalmente la scelta degli autori e dei lavori. E’ appassionata di storia e arti europee.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro

 

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Questa sera ore 21: “Medusa e Cassandra” – cortometraggi di Maya Deren sonorizzati dal vivo da Luca Venitucci e proiezioni video di Aude Fourel


Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“Medusa e Cassandra”:

cortometraggi di Maya Deren sonorizzati dal vivo da Luca Venitucci

e

 proiezioni video di Aude Fourel

Sabato 27 aprile h: 21.00 WSP Photography

Medusa: cortometraggi di Maya Deren sonorizzati dal vivo da Luca Venitucci
Luca Venitucci: fisarmonica, voce, materiali sonori pre-registrati

Le opere cinematografiche di Maya Deren sono contraddistinte da un carattere fortemente onirico e da una intensa ritualità. Come in un viaggio iniziatico, abbiamo la sensazione di essere rapiti e trasportati attraverso differenti stati di essere che ci mettono in contatto diretto con forze primarie: amore, morte, unione, abbandono, spaesamento, rinascita. Ciascun oggetto, movimento, luogo, espressione si dà a noi nella massima concretezza e insieme come tramite di energie recondite, simboliche, segrete.

Nel realizzare una nuova partitura musicale per i cortometraggi della cineasta Luca Venitucci sceglie di utilizzare molteplici mezzi sonori – strumenti acustici, voce, dispositivi elettronici – e di integrare i percorsi della composizione e dell’improvvisazione, con l’intento di aprire un ulteriore piano espressivo e sensoriale che possa connettersi con la dimensione rituale ed iniziatica espressa dalle immagini, esplorandola ed espandendola ulteriormente.

Programma: “Meshes of the afternoon” (14 min. – 1943) – “At Land” (15 min. – 1944) “A Study in Choreography for Camera” (4 min. – 1945) – “Ritual in Transigured Time” (15 min. – 1946).

maya deren

(c) Maya Deren

Luca Venitucci è attivo dalla fine degli anni ’80 come musicista, cantante, improvvisatore e compositore/arrangiatore. Componente e co-fondatore nel 1995 del gruppo Ossatura, ha fatto parte per diversi anni dell’ensemble Zeitkratzer. Ha partecipato a progetti di compositori, musicisti e artisti sonori quali John Zorn, Alvin Curran, Christian Marclay, Margareth Kammerer, Mike Cooper, Butch Morris, Francisco Lopez, John Duncan, Manuel Gottsching, Keith Rowe, Merzbow/Masami Akita, Phill Niblock, Radu Malfatti, Terre Thaemelitz, Zbignew Karkosky, ed ha collaborato con musicisti quali Peter Kowald, Otomo Yoshihide, Sachiko M, Thomas Lehn, Michael Renkel, Axel Dorner, Jerome Noetinger, Cristoph K Roll. Ha realizzato progetti multidisciplinari con scrittori (Jonathan Coe, Lidia Riviello), attori e registi (Federica Santoro) e danzatori (Alessandra Cristiani, Samantha Marenzi, Maddalena Gana).

Maya Deren è stata una regista statunitense di origine ucraina attiva tra gli anni ’50 e ’60 del ventesimo secolo. Coreografa, danzatrice, poetessa, scrittrice, fotografa e teorica del cinema oltre che regista, ha anticipato tematiche, sensibilità e forme di tutto il cinema d’avanguardia indipendente americano ed europeo a lei successivo. In numerosi viaggi ad Haiti approfondì lo studio e la partecipazione diretta ai rituali di possessione voodoo, dedicando a tali pratiche un’ampia documentazione scritta e filmata. La sua produzione filmica ha sondato una dimensione non narrativa e non drammatica, elaborando e definendo un linguaggio artistico in serrato dialogo con l’antropologia visuale.

Cassandra: proiezioni video di Aude Fourel

Nella cornice di “Zitta Cassandra!”  installazione di Aude Fourel inaugurata lo scorso 6 aprile, proiezione di tre cortometraggi dell’autrice:  “ATTRAVERSARE ROMA (à travers Rome)” ispirato alle sue camminate a Roma, ST#1”“ST#2”.

Programma: “ST#1” in collaborazione con Luca Venitucci (2011 – 2’14) – “ST#2” (2012 – 2’43) – “ATTRAVERSARE ROMA (à travers Rome)” (2013 – 20′)

Aude Fourel
Artista e filmmaker, Aude Fourel vive e lavora tra Lione e Roma. Insegna cinema sperimentale e pratiche performative all’Università di Saint-Etienne (Francia). La sua ricerca si basa sui legami fra fotogramma, cinema, flusso e corpo. Utilizza le tecnologie digitali insieme alle tecniche antiche della stampa con emulsione fotosensibile e dei film super 8, per fare emergere stati del corpo colpiti dalle instabilità dell’immagine.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.

GIOVANNI COZZI: NewYork Miami 1994 1995. Vernissage 18 Aprile ore 18,30 – The Perfect Bun

Frutto di un passato che tra poco compirà 20 anni, queste fotografie riprese nel
1994 e nel 1995 su pellicola negativa bn 135 mm e stampate all’origine dall’autore su
carta fotografica Oriental con sviluppo lith in formato 15×20 cm non sono una
banale ristampa di materiale vintage, ma frutto di una ricerca su immagini che già
all’epoca fossero testimoni del passaggio di ciò che chiamiamo tempo, e che ad un’
ulteriore scorrere, anni dopo la registrazione, rivelassero ancor più la loro
originaria natura di testimoni della memoria insieme del luogo e dell’autore
stesso, immagini di luoghi già visti ed immaginati prima di essere vissuti, la cui
esperienza diventa solo conferma dell’esistenza di un’ archetipo. Si viene così a
creare nel fruitore dell’opera la straniante sensazione di antico, non come
effettivo valore cronologico, ma come fantasma di un elemento presente da sempre:
il Tempo. In questa America ritrovata, che il ragazzo del ’59 già si portava dentro, e
che forse oggi non esiste più, strato disseppellito e nuovamente sepolto di
un’archeologia della memoria, sono presenti i temi classici dell’immaginario mitico
d’oltreoceano: la strada, gli skyline, le scritte, le icone della fama cinematografica
e pop, l’onnipresente bandiera, gli spazi aperti e le lunghe distanze. Rare le presenze
umane, isolate, frequentemente soltanto ombre. A volte esplicito, come in “Dead
End”, “Photoshop”, “MiamiBeach”, altrimenti sotteso, su tutto aleggia il Tempo,
sempre a cavallo tra Eternità ed Oblio.

Giovanni Cozzi nasce a Roma nel 1959. A 18 anni si iscrive alla Facoltà di
Architettura di Roma, dove seguirà i corsi di Storia dell’Arte Moderna e
Contemporanea tenuti da Achille Bonito Oliva. A vent’anni entra a far parte di
un’agenzia d’attualità ed in poco tempo seguendo il jet set internazionale si
afferma come uno dei migliori reporter di quegli anni. In seguito inizia a dedicarsi
alla fotografia di scena ed al ritratto femminile. Nel 1993 vince ad Arles il
prestigioso premio Young European Photographer. Parallelamente all’attività
editoriale come ritrattista, che lo renderà negli anni ampiamente noto come
creatore dell’immagine glamour di modelle e star dello spettacolo, sarà autore di
importanti campagne pubblicitarie e redazionali di moda in Italia ed all’estero
aventi sempre come protagonista l’universo femminile. Negli ultimi anni si è
dedicato prevalentemente alla ricerca esponendo i suoi lavori in musei e gallerie.
Suoi portfolio ed interviste sono stati pubblicati dalla stampa specializzata in
Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Australia, Russia e Giappone.
http://www.giovannicozzi.eu
THE PERFECT BUN
LARGO DEL TEATRO VALLE, 4 – ROMA
WWW.THEPERFECTBUN.IT
DAL 18 APRILE AL 19 MAGGIO 2013
VERNISSAGE 18 APRILE ORE 18.30

Immagine

Evros porta orientale d’Europa. Un muro contro l’immigrazione. Presentazione della mostra anche in diretta streaming!

Questa sera, alle ore 19 circa, Mauro Prandelli, con Sandro Iovine, presentano al WSP Photography (via Costanzo Cloro 58, Roma) la mostra fotografica di Mauro Prandelli Evros porta orientale d’Europa. Un muro contro l’immigrazione.

La presentazione può essere seguita in diretta streaming su sandroiovine.blogspot.it!

Mostra Evros - Mauro Prandelli

Corso introduttivo alla professione di Photoeditor. Docente Marco Pinna di National Geographic Italia. Dal 14 febbraio 2013

Corso introduttivo alla professione di Photoeditor

docente Marco Pinna – photoeditor di National Geographic Italia

Un corso di 10 lezioni  per conoscere tutti gli aspetti legati a un lavoro molto particolare che, pur essendo poco considerato in Italia, negli Stati Uniti ha una storia centenaria. Dalle basi storiche del fotogiornalismo agli aspetti etici della professione, dalla spinosa questione della tutela della privacy alle innumerevoli fonti per la ricerca iconografica, senza trascurare i possibili sbocchi professionali e le esercitazioni pratiche di photoediting e ricerca iconografica, il corso si propone di fornire tutti gli elementi necessari per capire esattamente cosa significa fare il photeditor oggi in Italia e all’estero e quali sono le caratteristiche necessarie per affrontare questo mestiere.

Info, costi e durata:

Il corso si svolgerà presso la  sede dell’Associazione Culturale WSP Photography in Via Costanzo Cloro 58  – Roma (Metro B San Paolo).

Durata: 10 lezioni di due ore e trenta ciascuna ogni giovedì dalle ore 18.30 alle ore 21.00 dal 14 febbraio 2013

Costo: 270 euro rateizzabili

Per iscriversi è necessario mandare una mail a: info@collettivowsp.org.

Numero minimo di iscritti per avviare il corso: 6  – Numero massimo di iscritti:12

Per informazioni sulle modalità e i tempi di pagamento contattaci telefonicamente o mandando una mail a info@collettivowsp.org o +39 328.17.95.463

pinna

Milica Tomic Z2O presso GALLERIA | SARA ZANIN, ROMA

(c) Milica Tomic

(c) Milica Tomic

One day. Una performance, documentata con foto e video, durante la quale l’artista passeggia in citta’ con una mitragliatrice sotto il braccio. Un’azione che Tomic ripete in luoghi e tempi diversi, accomunati dal ricordo della resistenza antifascista.

z2o Galleria è lieta di presentare la prima personale in Italia di Milica Tomic, artista nata nella ex-Jugoslavia, dopo l’Abramovic tra le personalità che dominano il panorama artistico dell’est europeo per la sua arte performativa.

Con il titolo One Day l’artista prosegue una performance, documentata con foto e video, iniziata nel 2009 a Belgrado, poi a Copenaghen per approdare infine a Roma con un progetto realizzato appositamente per la mostra in galleria.

Milica Tomic appartiene ad una generazione di artisti che negli anni Novanta è stata costretta ad identificarsi e riconoscersi in base all’appartenenza ad uno stato e ad una nazionalità. Una generazione che partendo da una determinata origine geografica e culturale si è necessariamente confrontata con le ideologie politiche e con la storia, ponendosi una serie di domande divenute ineliminabili per la loro pratica. Una condizione vissuta come una parte imprescindibile della vocazione artistica, quasi una parte del proprio destino.

Si possono elaborare esteticamente la politica e la storia? L’artista può, deve essere politico o apolitico? Può l’artista avere una propria, personale, visione della storia?

A queste domande Milica Tomic risponde con una rilettura caustica del passato e delle sue stratificazioni, dei suoi simboli e segni, elaborati attraverso una complessità di riferimenti in cui la storia stessa e gli avvenimenti ad essa correlati sono inseriti in un contesto mentale aperto, vitale, conflittuale se non deliberatamente provocatorio. Partendo dal trauma della disgregazione dell’ex Jugoslavia Tomic indaga, in maniera spesso autobiografica, la violenza politica e mediatica filtrata attraverso l’esperienza individuale e collettiva.

Emblematico del suo modus operandi è il progetto One Day (2009-12), iniziato a Belgrado con un’azione pubblica e non autorizzata, durante la quale l’artista passeggia in città ostentando una mitragliatrice sotto il braccio, con estrema naturalezza, al pari di un sacchetto del supermercato o di un ombrello, e ripercorre i luoghi battuti dai partigiani del Movimento di Liberazione Nazionale durante la seconda guerra mondiale contro le truppe fasciste. Un’azione non autorizzata che l’artista ripete a Copenaghen e infine a Roma ribattendo, con la stessa procedura, luoghi diversi in tempi diversi, tutti accomunati dal ricordo della resistenza antifascista.

In One Day la virtù cinematica di elidere tempi e spazi diversi è spinta all’estremo da Tomic, secondo una strategia che definisce “paesaggio artificiale” o “geografia creativa”, espressioni mutuate dall’omonima tecnica di montaggio cinematografico inventata da Lev Kuleshov negli anni Venti. Il tempo presente dell’azione incontra il tempo passato della memoria fondendosi in un unico, incoercibile presente, abitato da violenze e soprusi antichi che riverberano nel rinfocolarsi di vecchie e nuove intolleranze, nella nuova barbarie del terrorismo ma anche nell’ipocrisia, nel conformismo, nell’indifferenza o nella rabbia. Una condizione che l’artista definisce di “guerra permanente”, termine trotzkista tornato in auge negli ultimi anni per definire, ironia della storia, la realpolitik americana. “Questo nuovo tipo di guerra ha introdotto uno specifico meccanismo di criminalizzazione ed ha anche ridefinito particolari gruppi etnici, stati, gruppi religiosi e organizzazioni politiche al di fuori della legge – dichiara l’artista – un’epoca di guerra permanente che lascia una questione aperta: chi è il terrorizzato e chi il terrorista?” (M.Tomic).

Fino al 28 luglio 2012
z2o Galleria | Sara Zanin
via della Vetrina, 21 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 10,30 – 19,30
ingresso libero

info@z2ogalleria.it –  www.z2ogalleria.it

“Exodus” di Jean-Marc Caimi: in mostra @ WSP Photography

Il progetto “Exodus” del fotografo e giornalista Jean marc Caimi ancora in mostra al WSP Photography.  Aperto tutti i giorni dalle 19 alle 23.30 tranne martedì e domenica.  Via Costanzo Coloro 58, metro B San Paolo.

Exodus mostra di Jean Marc Caimi

Jean-Marc Caimi, fotografo e giornalista, si occupa di tematiche contemporanee, sociali e politiche e lavora come freelance per l’agenzia Redux Pictures. Sta svolgendo un lungo lavoro sui senza fissa dimora, realizzato tramite il ritratto documentaristico. Ha svolto reportage in tutto il mondo. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, fra questi il primo premio della giuria alla Biennale di Videofotografia di Alessandria, la Honorable Mention agli International Photography Awards 2011 per il lavoro su Lampedusa e una HM al Photo Annual Award di Praga per il lavoro sulle proteste in Grecia. È inoltre vincitore dell’Ivrea Foto Festival 2011. Il lavoro “Place Less” sui senza fissa dimora ha vinto l’American Photography e inserito nei migliori lavori dell 2011. E’ da due anni direttore didattico di un progetto fotografico gratuito dedicato a migranti e rifugiati.

Questa sera ore 21.00: Grandi fotografi a 33 giri @ San Lorenzo in Piazza


Irving Penn. Miles Davis, Tutu (1986)

Irving Penn. Miles Davis, Tutu (1986)

Il gruppo fotografico Zone d’Ombra in collaborazione con la casa editrice Postcart presenta:  GRANDI FOTOGRAFI A 33 GIRI

Il volume propone un’ampia ricognizione sul rapporto tra cover e fotografia d’autore ripercorrendo la storia delle copertine realizzate dai grandi maestri della fotografia dagli anni 50 ad oggi. La presentazione del libro sarà accompagnata da una proiezione.
Sarà inoltre presente la curatrice
Raffaella Perna

Roma
piazza dell’Immacolata (quartiere San Lorenzo)
venerdì 29 giugno ore 21

Mostra fotografica di Jean-Marc Caimi Inaugurazione, proiezioni e incontro con l’autore. Venerdì 22 Giugno ore 19.00

Associazione Culturale WSP Photography

presenta

Exodus

Mostra fotografica di Jean-Marc Caimi

Inaugurazione, proiezioni e incontro con l’autore

Venerdì 22 giugno ore 19:00
WSP Photography
Via Costanzo Cloro 58 Roma (Metro B San Paolo)

Venerdì 22 giugno alle ore 19 presso WSP Photography inaugurazione Mostra fotografica “Exodus”, che presenta una serie di ritratti e situazioni realizzati in campi profughi nello Yemen del Sud e a seguire incontro con l’autore.

Obiettivo dell’incontro è quello di affrontare, attraverso l’esperienza diretta del fotografo, i diversi approcci fotografici nei quali il reportage può essere declinato, in modo funzionale sia alle diverse situazioni oggettive, che al messaggio che si vuol far emergere. Si discuterà anche, in modo più generale, di come sono stati realizzati i progetti presentati, dalla scelta del soggetto fino alla produzione finale.

Fra i lavori presentati dall’autore “Place Less” sui senza fissa dimora, “Two faces of Baku” sulla violazione dei diritti umani in Azerbaian, “Greek Crisis” sulle proteste dei ragazzi in Grecia e “The Gold of Ghana” sulle miniere illegali nello Stato africano.

Jean-Marc Caimi, fotografo e giornalista, si occupa di tematiche contemporanee, sociali e politiche e lavora come freelance per l’agenzia Redux Pictures. Sta svolgendo un lungo lavoro sui senza fissa dimora, realizzato tramite il ritratto documentaristico. Ha svolto reportage in tutto il mondo. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, fra questi il primo premio della giuria alla Biennale di Videofotografia di Alessandria, la Honorable Mention agli International Photography Awards 2011 per il lavoro su Lampedusa e una HM al Photo Annual Award di Praga per il lavoro sulle proteste in Grecia. È inoltre vincitore dell’Ivrea Foto Festival 2011. Il lavoro “Place Less” sui senza fissa dimora ha vinto l’American Photography e inserito nei migliori lavori dell 2011. E’ da due anni direttore didattico di un progetto fotografico gratuito dedicato a migranti e rifugiati.

Inaugurazione Venerdì 22 giugno 2102 ore 19:00 presso WSP Photography Ingresso gratuito riservato ai soci Enal. Costo della tessera Enal 2012 euro 3. La mostra rimarrà aperta fino al 7 luglio 2012.

Questa sera “Be Proud”: Mostra fotografica a cura di WSP Photography @ Isola Tiberina


Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

Spazio Fotografia @ Isola 39
Isola Tiberina, Roma – Estate 2012

L’Associazione Culturale WSP Photography in collaborazione con Isola 39 è lieta di presentare Spazio Fotografia, una galleria dedicata a mostre fotografiche all’interno della manifestazione dell’Estate Romana che si svolgerà sull’Isola Tiberina, dal 18 giugno al 2 settembre 2012.

18 giugno –1 luglio 2012 “Be Proud”

Mostra fotografica degli studenti della II edizione del Laboratorio tenuto dal fotografo Fausto Podavini ( WSP )

WSP @ Isola Tiberina


Dopo l’esordio londinese nel 1992 l’Europride attraversa l’Europa, passando per Berlino, Amsterdam, Parigi, Stoccolma, Londra, Madrid e molte altre, ed approda nella capitale italiana prima nel 2000 e poi nel 2011. Lotta per i diritti, difesa della libertà di amare, l’evento mostra molte facce diverse: quella militante delle associazioni, quella della politica che vede su alcuni slogan le firme dei partiti che appoggiano le istanze del movimento LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender); quella senz’altro più appariscente e stravagante delle drag queen; quella goliardica dei simpatizzanti, ognuno nella totale libertà di dare a quella giornata la sua interpretazione ed il suo contributo. Ed è a questa poliedricità che è rivolto lo sguardo dei 14 fotografi, che presentano questa mostra collettiva, anch’esso libero di sbizzarrirsi e trovare il suo modo di raccontare quella giornata.

Autori:
Alba Scerrati, Andrea Bucci, Annarita Bellarosa, Chiara Andreucci, Giulio Rauco, Laura Fantini, Lucia Cattaneo, Marianna Ciuffreda Matteo Di Giacomo, Palma Navarrino, Nicoletta Cartocci, Silvana Vincenti, Serena Tognarelli, Sveva Mengarelli.

Le mostre presentate rappresentano una selezione dei lavori di giovani artisti che hanno frequentato i corsi e laboratori di fotografia organizzati dall’Associazione Culturale WSP Photography tenuti dal fotografo Fausto Podavini (WSP), nonché un insieme di alcuni reportage fotografici realizzati negli anni dai fotografi del Collettivo WSP. Dai contadini di Cuba alle tribù Etiopi, dai Misteri della Pasqua Nojana ai colori vivaci dell’EuroPride, dalle Palestre popolari alla squadra multietnica del Piazza Vittorio Cricket Club, dai versi nostalgici del marocchino Hamid alle atmosfere sospese dei Paesi Baltici; lo Spazio Fotografia a cura di WSP Photography vuole essere un breve viaggio attorno al mondo, nell’intento di mostrare una fotografia in grado di valorizzare le diversità e farle dialogare tra loro.