Alla scoperta di Margaret Bourke-White: incontro gratuito.

“La donna con il soprabito più rosso che esista”, così veniva spesso chiamata dai suoi colleghi fotografi. Ma Margaret Bourke-White era decisamente molto di più.
Donna di ferro, sia per il suo iniziale interesse per la fotografia di architettura industriale, stakanovista e perfezionista, nella ricerca della perfezione nelle luci e nella composizione, eccentrica e soprattutto fotografa dai mille primati.

life margaret bourke white cover

Dagli inizi nelle acciaierie alla carriera in LIFE

Tutti noi conosciamo la gloriosa rivista LIFE e quello che ha rappresentato nella storia del fotogiornalismo mondiale. Ricordiamo probabilmente le foto dal fronte di Capa o i reportage di Eugene Smith, ma quanti di noi sanno o ricordano che è stata proprio della Bourke-White la prima copertina, relativa al reportage realizzato sul miliardario progetto della diga di Fort Peck, in pieno New Deal?

Prima impavida donna a salire su uno dei grattacieli più alti d’America, a fotografare in Russia nel periodo di sviluppo dei piani quinquennali, a volare con l’aviazione americana nel secondo conflitto mondiale, a documentare l’orrore dei campi di sterminio nazisti.

gandhi margaret bourke-white

Reportage di inchiesta e reportage sociale

Testimone di un’epoca di grandi trasformazioni e presente in alcuni degli avvenimenti più importanti, che hanno cambiato la storia internazionale e soprattutto il modo di fare fotogiornalismo.
Ha raccontato la disperazione e la povertà dei popoli, ha affrontato alcuni dei temi etici più importanti per un professionista: il bisogno e il dovere di raccontare, di “portare la storia nei salotti di ogni americano”.

margaret bourke-white portrait

Un incontro gratuito per conoscere Margaret Bourke-White

Ne parleremo venerdì 7 ottobre dalle 19.30 presso WSP photography in un incontro dedicato proprio a conoscere la sua storia e i suoi principali lavori.

L’incontro è gratuito ma è necessario prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org

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Robert Capa in mostra al museo di Roma dal 3 ottobre

Arriva al Museo di Roma una promettente mostra dedicata al grande fotografo Robert Capa e che celebra il settantesimo anniversario dello sbarco degli alleati in Italia. Mostra di Robert Capa al museo di RomaL’esposizione presenta una selezione di immagini realizzate dal fotografo ungherese fondatore della celebre agenzia Magnum, in qualità di reporter di LIFE tra il luglio del 1943 e il gennaio del 1944 al seguito delle truppe che da Palermo risalivano verso Montecassino.

La mostra è molto interessante anche perché si tratta di fotografie inedite che fissano diversi momenti dell’avanzata militare, come la resa di Palermo o le quattro giornate di Napoli.

La mostra verrà presentata alla stampa il 2/10/2013 ed è possibile scaricare dal sito del museo l’invito per l’anteprima.

Robert Capa visto da….

Durante il suo breve passaggio sulla terra, visse e amò molto. Nacque senza denaro e così morì. Quel che ci ha lasciato è la storia del suo viaggio irripetibile e una testimonianza visiva che proclama la fede nella capacità degli uomini di sopportare tante avversità e, a volte, di farcela. Cornell Capa

Nonostante tutte le sue invenzioni e i suoi atteggiamenti da qualche parte, nell’intimo, Capa ha una realtà. E’ il suo talento, un misto di umanità, coraggio, gusto; in esso si mescolano un atteggiamento romantico, il disprezzo della mera tecnica, l’istinto dell’opportunità, la capacità di rilassarsi. In fondo a tutto c’è perfino un pizzico di modestia…Soprattutto, Capa, che pure ha speso tante energie per trovare soluzioni vantaggiose per sé, prova un profondo senso di empatia umana per gli uomini e le donne rimasti intrappolati nella realtà. John Hersey

Lui capiva la vita. Viveva la vita intensamente. ha dato generosamente di quel che aveva da dare alla vita.. Ha vissuto da uomo coraggioso, vigoroso e di rara integrità. Edward Steichen

Capa: è stato un buon amico e un grande e coraggiosissimo fotografo. Le percentuali lo hanno raggiunto e questo è una sfortuna per chiunque ma soprattutto per Capa. Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta per pensarlo morto. Ernest Hemingway

Capa sapeva che cosa cercare e che cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può fotografare la guerra perchè la guerra è soprattutto un’emozione. Ma lui ha fotografato quell’emozione scattando accanto a lei. E’ stato capace di mostrare l’orrore di un intero popolo nel volto di un bambino. La sua macchina fotografica coglieva l’emozione e la tratteneva. Le sue foto non sono incidenti. Le emozioni che contengono non arriva per caso. Capa era in grado di fotografare il movimento, l’allegria e lo sconforto. Era in grado di fotografare il pensiero. L’opera di Capa è in se stessa la fotografia di un grande cuore e di un’empatia irresistibile. Nessuno potrà prendere il suo posto. Nessuno può mai prendere il posto di un grande artista, ma nelle sue fotografie abbiamo la fortuna di avere la qualità dell’uomo. John Steinbeck


Tratto da ”I Grandi Fotografi – Testimonianze e visioni del nostro tempo” Magnum Photos – Edizioni Hachette