La realtà dei fotografi. Seminari di storia della fotografia.

LA REALTÀ DEI FOTOGRAFI4 seminari di storia della fotografia con Rosa Maria Puglisi (2) (1)WSP photography presenta “La realtà dei fotografi”, ciclo di seminari di storia della fotografia, con Rosa Maria Puglisi. Quattro incontri il 23 marzo, 13 aprile, 18 maggio, 15 giugno, dalle ore 19:30.

Immaginata da Henry Fox Talbot, uno dei suoi inventori, come una “matita della natura”, la fotografia sin dal suo esordio viene esaltata come strumento di registrazione della realtà puntuale ma non asettico, capace anzi di integrare in sé il valore aggiunto di una visione estetica e di un pensiero etico.

Questo ciclo di 4 seminari è rivolto sia a studenti che a semplici appassionati di fotografia, interessati a conoscere e/o approfondire quei movimenti di pensiero e quei generi fotografici che nel tempo si sonoproposti di fornire testimonianza della realtà, della società, degli eventi e dei mutamenti storici, facendo della documentazione un’arte e un impegno morale verso la società.

Argomenti e date dei seminari

23 marzo ore 19.30
Pensiero estetico e verismo nella fotografia documentaria ottocentesca.
Nel primo dei seminari si parlerà di come la fotografia – nata in un clima positivista – viene accolta come uno strumento essenziale per la documentazione (scientifica, giudiziaria, antropologica, sociologica, ecc.), ma anche come espressione estetica e originale forma d’arte connessa al naturalismo e al verismo, in contrapposizione all’idea di coloro che invece la definiscono un’arte minore, ancella della pittura.

13 aprile ore 19.30
Il reportage sociale: fotografia per informare e cambiare il mondo.
Il secondo incontro racconta l’evoluzione del concetto di fotografia di documentazione: dalla pura registrazione della realtà – sia pure all’interno di determinati canoni estetici – a una narrazione sociologica e fotogiornalistica, che ha il preciso scopo di portare alla luce un mondo sommerso di miseria e sfruttamento, e di fare appello alle coscienze di un pubblico borghese benestante.

18 maggio ore 19.30
La fotografia racconta la guerra, fra propaganda e denuncia.
Il terzo seminario verte sul reportage di guerra e offre una panoramica di come questo particolare genere fotografico sia mutato nel tempo tanto nei suoi aspetti formali che in quelli contenutistici, procedendo verso un linguaggio espressivo sempre più emotivo volto a coinvolgere lo spettatore e farlo schierare pro o contro.

15 giugno ore 19.30
Il reportage umanistico: bellezza e straordinarietà del vissuto quotidiano.
L’ultimo degli incontri è dedicato a quella forma di reportage in cui la documentazione della vita di tutti i giorni ha acquistato una limpida bellezza e un’inatteso sapore di poesia: la fotografia umanistica, che ha avuto la sua massima espressione nella Francia del secondo dopoguerra.

Docente
Rosa Maria Puglisi nasce a Giarre (CT) nel 1967. Dopo la maturità classica si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e si abilta all’insegnamento. Ha un master in “Video, Fotografia,Teatro e mediazione artistica nella relazione d’aiuto”. Nel 1992 frequenta la scuola “Donna Fotografa” di Giuliana Traverso a Milano. Si stabilisce poi a Roma, dove si perfeziona come fotografa presso l’ISFCI; lì insieme ad altri studenti viene selezionata per un progetto di reportage nei luoghi della psichiatria dopo la legge Basaglia. Successivamente lavora come freelance. Dal 2000 in poi ha scritto di fotografia in vari siti specializzati (Cultframe, Fotologie, La Critica, e l’Enciclopedia delle donne) e sul suo blog, “Lo Specchio incerto”. Ha una lunga esperienza d’insegnamento in enti pubblici e privati, e insegna al corso Superiore professionale biennale dell’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), e al Master biennale di fotografia di Exusphoto (Roma). E’ inoltre docente del Corso di formazione triennale in Artiterapie (indirizzo: arti visive, foto, video e teatro) di Nuove Arti Terapie.

Modalità di partecipazione
I seminari sono a numero chiuso. Per partecipare a ciascuno dei seminari è obbligatorio prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org specificando la data o il titolo del seminario a cui si vuole partecipare.

Il costo di partecipazione di ogni seminario è di 10 euro, 30 euro totali se si decide di partecipare a tutti i seminari versando l’intera quota il giorno del primo seminario.

Ricordiamo che WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL pertanto l’ingresso e tutte le attività, sono riservate ai soli soci. In occasione dei seminari la tessera sarà rilasciata gratuitamente a chi ne fosse sprovvisto.

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Alla scoperta di Margaret Bourke-White: incontro gratuito.

“La donna con il soprabito più rosso che esista”, così veniva spesso chiamata dai suoi colleghi fotografi. Ma Margaret Bourke-White era decisamente molto di più.
Donna di ferro, sia per il suo iniziale interesse per la fotografia di architettura industriale, stakanovista e perfezionista, nella ricerca della perfezione nelle luci e nella composizione, eccentrica e soprattutto fotografa dai mille primati.

life margaret bourke white cover

Dagli inizi nelle acciaierie alla carriera in LIFE

Tutti noi conosciamo la gloriosa rivista LIFE e quello che ha rappresentato nella storia del fotogiornalismo mondiale. Ricordiamo probabilmente le foto dal fronte di Capa o i reportage di Eugene Smith, ma quanti di noi sanno o ricordano che è stata proprio della Bourke-White la prima copertina, relativa al reportage realizzato sul miliardario progetto della diga di Fort Peck, in pieno New Deal?

Prima impavida donna a salire su uno dei grattacieli più alti d’America, a fotografare in Russia nel periodo di sviluppo dei piani quinquennali, a volare con l’aviazione americana nel secondo conflitto mondiale, a documentare l’orrore dei campi di sterminio nazisti.

gandhi margaret bourke-white

Reportage di inchiesta e reportage sociale

Testimone di un’epoca di grandi trasformazioni e presente in alcuni degli avvenimenti più importanti, che hanno cambiato la storia internazionale e soprattutto il modo di fare fotogiornalismo.
Ha raccontato la disperazione e la povertà dei popoli, ha affrontato alcuni dei temi etici più importanti per un professionista: il bisogno e il dovere di raccontare, di “portare la storia nei salotti di ogni americano”.

margaret bourke-white portrait

Un incontro gratuito per conoscere Margaret Bourke-White

Ne parleremo venerdì 7 ottobre dalle 19.30 presso WSP photography in un incontro dedicato proprio a conoscere la sua storia e i suoi principali lavori.

L’incontro è gratuito ma è necessario prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org

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Robert Capa in mostra al museo di Roma dal 3 ottobre

Arriva al Museo di Roma una promettente mostra dedicata al grande fotografo Robert Capa e che celebra il settantesimo anniversario dello sbarco degli alleati in Italia. Mostra di Robert Capa al museo di RomaL’esposizione presenta una selezione di immagini realizzate dal fotografo ungherese fondatore della celebre agenzia Magnum, in qualità di reporter di LIFE tra il luglio del 1943 e il gennaio del 1944 al seguito delle truppe che da Palermo risalivano verso Montecassino.

La mostra è molto interessante anche perché si tratta di fotografie inedite che fissano diversi momenti dell’avanzata militare, come la resa di Palermo o le quattro giornate di Napoli.

La mostra verrà presentata alla stampa il 2/10/2013 ed è possibile scaricare dal sito del museo l’invito per l’anteprima.

Robert Capa visto da….

Durante il suo breve passaggio sulla terra, visse e amò molto. Nacque senza denaro e così morì. Quel che ci ha lasciato è la storia del suo viaggio irripetibile e una testimonianza visiva che proclama la fede nella capacità degli uomini di sopportare tante avversità e, a volte, di farcela. Cornell Capa

Nonostante tutte le sue invenzioni e i suoi atteggiamenti da qualche parte, nell’intimo, Capa ha una realtà. E’ il suo talento, un misto di umanità, coraggio, gusto; in esso si mescolano un atteggiamento romantico, il disprezzo della mera tecnica, l’istinto dell’opportunità, la capacità di rilassarsi. In fondo a tutto c’è perfino un pizzico di modestia…Soprattutto, Capa, che pure ha speso tante energie per trovare soluzioni vantaggiose per sé, prova un profondo senso di empatia umana per gli uomini e le donne rimasti intrappolati nella realtà. John Hersey

Lui capiva la vita. Viveva la vita intensamente. ha dato generosamente di quel che aveva da dare alla vita.. Ha vissuto da uomo coraggioso, vigoroso e di rara integrità. Edward Steichen

Capa: è stato un buon amico e un grande e coraggiosissimo fotografo. Le percentuali lo hanno raggiunto e questo è una sfortuna per chiunque ma soprattutto per Capa. Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta per pensarlo morto. Ernest Hemingway

Capa sapeva che cosa cercare e che cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva, ad esempio, che non si può fotografare la guerra perchè la guerra è soprattutto un’emozione. Ma lui ha fotografato quell’emozione scattando accanto a lei. E’ stato capace di mostrare l’orrore di un intero popolo nel volto di un bambino. La sua macchina fotografica coglieva l’emozione e la tratteneva. Le sue foto non sono incidenti. Le emozioni che contengono non arriva per caso. Capa era in grado di fotografare il movimento, l’allegria e lo sconforto. Era in grado di fotografare il pensiero. L’opera di Capa è in se stessa la fotografia di un grande cuore e di un’empatia irresistibile. Nessuno potrà prendere il suo posto. Nessuno può mai prendere il posto di un grande artista, ma nelle sue fotografie abbiamo la fortuna di avere la qualità dell’uomo. John Steinbeck


Tratto da ”I Grandi Fotografi – Testimonianze e visioni del nostro tempo” Magnum Photos – Edizioni Hachette