Sabato 5 ottobre: serata tema “New York, New York” @ WSP Photography

Trasportati d’incanto nelle atmosfere di Manhattan, a suon di cocktail e fotografie.

Serata dedicata alle atmosfere newyorkesi. Il bartender Diego ci delizierà con una selezione di cocktail come nei migliori bar di Manhattan. In sottofondo musica jazz e proiezione di fotografie a cura di WSP Photography e stuzzichini.NYNY

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. Costo della tessera 2013 3 euro.

GIOVANNI COZZI: NewYork Miami 1994 1995. Vernissage 18 Aprile ore 18,30 – The Perfect Bun

Frutto di un passato che tra poco compirà 20 anni, queste fotografie riprese nel
1994 e nel 1995 su pellicola negativa bn 135 mm e stampate all’origine dall’autore su
carta fotografica Oriental con sviluppo lith in formato 15×20 cm non sono una
banale ristampa di materiale vintage, ma frutto di una ricerca su immagini che già
all’epoca fossero testimoni del passaggio di ciò che chiamiamo tempo, e che ad un’
ulteriore scorrere, anni dopo la registrazione, rivelassero ancor più la loro
originaria natura di testimoni della memoria insieme del luogo e dell’autore
stesso, immagini di luoghi già visti ed immaginati prima di essere vissuti, la cui
esperienza diventa solo conferma dell’esistenza di un’ archetipo. Si viene così a
creare nel fruitore dell’opera la straniante sensazione di antico, non come
effettivo valore cronologico, ma come fantasma di un elemento presente da sempre:
il Tempo. In questa America ritrovata, che il ragazzo del ’59 già si portava dentro, e
che forse oggi non esiste più, strato disseppellito e nuovamente sepolto di
un’archeologia della memoria, sono presenti i temi classici dell’immaginario mitico
d’oltreoceano: la strada, gli skyline, le scritte, le icone della fama cinematografica
e pop, l’onnipresente bandiera, gli spazi aperti e le lunghe distanze. Rare le presenze
umane, isolate, frequentemente soltanto ombre. A volte esplicito, come in “Dead
End”, “Photoshop”, “MiamiBeach”, altrimenti sotteso, su tutto aleggia il Tempo,
sempre a cavallo tra Eternità ed Oblio.

Giovanni Cozzi nasce a Roma nel 1959. A 18 anni si iscrive alla Facoltà di
Architettura di Roma, dove seguirà i corsi di Storia dell’Arte Moderna e
Contemporanea tenuti da Achille Bonito Oliva. A vent’anni entra a far parte di
un’agenzia d’attualità ed in poco tempo seguendo il jet set internazionale si
afferma come uno dei migliori reporter di quegli anni. In seguito inizia a dedicarsi
alla fotografia di scena ed al ritratto femminile. Nel 1993 vince ad Arles il
prestigioso premio Young European Photographer. Parallelamente all’attività
editoriale come ritrattista, che lo renderà negli anni ampiamente noto come
creatore dell’immagine glamour di modelle e star dello spettacolo, sarà autore di
importanti campagne pubblicitarie e redazionali di moda in Italia ed all’estero
aventi sempre come protagonista l’universo femminile. Negli ultimi anni si è
dedicato prevalentemente alla ricerca esponendo i suoi lavori in musei e gallerie.
Suoi portfolio ed interviste sono stati pubblicati dalla stampa specializzata in
Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, Australia, Russia e Giappone.
http://www.giovannicozzi.eu
THE PERFECT BUN
LARGO DEL TEATRO VALLE, 4 – ROMA
WWW.THEPERFECTBUN.IT
DAL 18 APRILE AL 19 MAGGIO 2013
VERNISSAGE 18 APRILE ORE 18.30

Immagine

Photography Workshop in New York

Spazio Labo’ – Centro di Fotografia mette a disposizione per l’anno 2011 tre borse di studio per l’iscrizione (la trasferta aerea, l’alloggio e il vitto sono esclusi) ai tre workshop di fotografia del progetto “Photography Workshop in New York City” edizione 2011 riservate a giovani fotografi emergenti di età inferiore ai 30 anni.

“In plain sight” con Donna Ferrato – dal 14 al 20 Maggio 2011

“Donna Ferrato è la Anais Nin del fotogiornalismo contemporaneo”. 
E’ un’attivista, una madre, una provocatrice, ma soprattutto una fotogiornalista riconosciuta a livello internazionale che ha creato immagini che hanno documentato e cambiato il mondo intorno a lei. Un fotografo americano ha descritto Donna Ferrato come “una fotografa che è emersa ed è andata oltre la tradizione documentaria del bianco e nero”.

“In Plain Sight”, ovvero “sotto agli occhi”, è un titolo che riassume in sé l’idea fondante, il leitmotiv del workshop condotto da Donna Ferrato: a volte sembra facile vedere le cose che ci troviamo sotto agli occhi, che ci stanno proprio di fronte e che abbiamo a portata di mano, ma in realtà esse spesso ci sfuggono, passano ignorate. Non le vediamo, quasi fossero nascoste, perché troppo concentrati su progetti più lontani, od orizzonti troppo ampi, o perché ci siamo abituati alla loro presenza. Così, qualche volta, il luogo più nascosto di tutti è proprio quello che sta in bella vista di tutti, “in plain sight” appunto. E’ fondamentale imparare a vedere realmente ciò che ci è quotidiano, imparare come guardarlo e soprattutto a guardarlo, non voltarsi dall’altra parte perché ci sembra banale e scontato: è proprio nella quotidianità che si possono trovare le storie più importanti da raccontare. Donna Ferrato insegnerà dunque ai suoi studenti a guardare ciò che hanno proprio “sotto ai loro occhi”, spingendoli a vedere oltre quello che vorrebbero andare a vedere, con una mente possibilmente sgombra da pregiudizi e giudizi affrettati.
Occorre tornare a vedere le cose, le storie, i soggetti che ci stanno proprio di fronte, in plain sight.

(c) Donna Ferrato

“The personal documentary” con Erica McDonald e Andrew Sullivan – dal 22 al 28 Maggio 2011

Il workshop “The Personal Documentary” condotto in team dai fotografi newyorchesi Erica McDonald e Andrew Sullivan enfatizzerà l’importanza della visione personale. Attraverso un corso di studi e di pratica intensivo, i partecipanti approfondiranno le loro conoscenze sulla tradizione della fotografia documentaria ed i suoi metodi e realizzeranno dei progetti fotografici personali. I docenti aiuteranno i loro studenti a raffinare le abilità necessarie per produrre immagini dinamiche, penetranti e ricche di emozioni. Attraverso sessioni di critica di gruppo e conversazioni uno a uno, si parlerà di creatività e del concetto di visione creativa, di abilità fotografica e delle strategie per fare il fatidico “passo avanti” nel proprio percorso di ricerca personale.

“New York Reports” con Davide Monteleone e Maurizio Garofalo – dal 30 maggio al 5 giugno 2011

New York è una straordinaria palestra fotografica. Perché per un europeo la città è totalmente “altra” e “altrove” e per fotografarla è necessario disfarsi dei preconcetti, delle teorie e delle logiche che siamo abituati ad applicare alle città europee. È una città che ha mille stratificazioni sovrapposte: strati sociali, culturali, economici, urbanistici, architettonici. Scopo del Workshop è di fornire gli strumenti e il bagaglio tecnico per realizzare un reportage, ma anche di fornire un metodo di lavoro, che consiste nel cercare, guardare, ascoltare, toccare e, infine, fotografare per “riportare” storie. Così come è scritto nel dna e perfino nella definizione stessa del “reporter”… I partecipanti verranno seguiti per l’intera realizzazione di un progetto individuale. La varietà dei temi scelti permetterà di prendere coscienza dei diversi linguaggi, stili della narrazione e della presentazione dei lavori, durante i continui momenti di verifica collettiva. L’intento è che i lavori, una volta realizzati, abbiano i requisiti e le qualità per intraprendere sbocchi espositivi o editoriali.

(c) Davide Monteleone

Info: Photography Workshop in New York

Per scaricare il bando con tutte le informazioni su come partecipare e la scheda di partecipazione: http://www.photoworkshopnewyork.com/?attachment_id=1024

La New York di Helen Levitt in mostra a Madrid

(c) Helen Levitt

(c) Helen Levitt

La vita urbana e per le strade di New York deve molto del suo posto nell’immaginario collettivo al lavoro di Helen Levitt (New York, 1913-2009) e la sua macchina fotografica Leica. Specializzata nel catturare i più piccoli momenti di vita quotidiana, il suo lavoro è stato ammirato da Cartier-Bresson e Walker Evans, con cui ha lavorato per alcuni anni.

In questa prima mostra retrospettiva organizzata nel nostro paese dopo la morte di Levitt nel 2009 mostra circa 120 immagini scattate dalla fotocamera da 1936 fino anni Novanta. La constatazione di immediatezza e la potenza visiva del suo lavoro, ispirazione per tutto lo sviluppo della fotografia di strada urbana e del Novecento e di oggi.

Le vostre foto e le cornici hanno caratterizzato la visione di tutti i giorni di New York ei suoi abitanti, ha immortalato volti anonimi pieno di lirismocontenuto poetico e metaforico sulle condizioni sociali.

Oltre alle fotografie, la mostra include anche la proiezione del film documentario ‘In the Street’, che Levitt fatta nel 1945 con lo scrittore James Agee e Janice Loeb pittore. Non è la sua incursione solo nel cinema, come artisti dinamica aveva collaborato con Luis Buñuel nel corso della Seconda Guerra Mondiale e sarà collegato al mondo della fotografia in movimento fino a quando negli anni settanta.

Photo Espana 2010 – Museo Colecciones ICO
Fino al 29 agosto

“New York, un altro sguardo” di Jacob Burckhardt

Le foto di Jacob Burckhardt sembrano raccontare delle storie (come quella del cane sull’insegna del supermercato), e tuttavia egli rifugge dalla narrazione. All’occhio del fotografo non interessa la piacevolezza dell’immagine; il più delle volte egli preferisce catturare soggetti inconsapevoli di essere fotografati, e questo addirittura senza mettere l’occhio alla macchina fotografica, ottenendo immagini dalle quali emerge una piacevole dissonanza compositiva e un’elegante casualità. Tutto nell’universo fotografico di Jacob Burckhardt sembra sottostare alle circostanze che incontra sul suo cammino. Le immagini si fanno veicolo di una disciplina spirituale, contraria a qualsiasi aggressione visiva: una disciplina simile all’umiltà, o alla consolazione filosofica. Negli anni Jacob Burckhardt ha svolto molti e diversi lavori, raccoglitore di mirtilli, operaio nelle acciaierie, camionista, autista di taxi, riparatore di macchine fotografiche e fotografo. Ha lavorato come tecnico del suono in Africa e nell’industria porno, come montatore e tecnico per molti film “indipendenti”. Negli ultimi anni dirige alla Work Edit inc. una post production per l’editing e il suono. Ha diretto e prodotto due film: nel 1984 “IT DON’T PAY TO BE AN HONEST CITIZEN”, con William Burroughs, Allen Ginsberg e Vincent D’Onofrio, e nel1986 “LANDLORD BLUES”. Entrambi i film sono stati presentati a vari Festival internazionali e sono distribuiti in video e DVD. Nel 1990 inizia la sua collaborazione con l’allora famoso Mr. Fashion (AKA Frankie Lymon’s Nephew) e poi con Royston Scott. Da questo incontro escono quattro cortometraggi della serie “Black Moments in Great History”: “THE FRANKIE LYMON’S NEPHEW STORY”, “FREEDOM HO OR HARRIET TUBMAN’S TALE”, “LOUIS THE FOURTEENTH STREET” e “TOMORROW ALWAYS COMES”. Jacob Burckhardt è da sempre fotografo, con i suoi scatti veloci e i suoi rapidi sguardi sull’esistenza quotidiana della sua città, New York, e dei suoi numerosi viaggi. Ha partecipato a numerose collettive. I suoi lavori sono stati esposti al Millennium Film Workshop, alla Silo Gallery di New York e nella sede romana di “Wanted in Rome”.

(c) Jacob Burckhardt

Negli anni Jacob Burckhardt ha svolto molti e diversi lavori, raccoglitore di mirtilli, operaio nelle acciaierie, camionista, autista di taxi, riparatore di macchine fotografiche e fotografo. Ha lavorato come tecnico del suono in Africa e nell’industria porno, come montatore e tecnico per molti film “indipendenti”. Negli ultimi anni dirige alla Work Edit inc. una post production per l’editing e il suono. Ha diretto e prodotto due film: nel 1984 “IT DON’T PAY TO BE AN HONEST CITIZEN”, con William Burroughs, Allen Ginsberg e Vincent D’Onofrio, e nel1986 “LANDLORD BLUES”.
Entrambi i film sono stati presentati a vari Festival internazionali e sono distribuiti in video e DVD. Nel 1990 inizia la sua collaborazione con l’allora famoso Mr.Fashion (AKA Frankie Lymon’s Nephew) e poi con Royston Scott. Da questo incontro escono quattro cortometraggi della serie “Black Moments in Great History”: “THE FRANKIE LYMON’S NEPHEW STORY”, “FREEDOM HO OR HARRIET TUBMAN’S TALE”, “LOUIS THE FOURTEENTH STREET” e “TOMORROW ALWAYS COMES”. Jacob Burckhardt è da sempre fotografo, con i suoi scatti veloci e i suoi rapidi sguardi sull’esistenza quotidiana della sua città, New York, e dei suoi numerosi viaggi. Ha partecipato a numerose collettive. I suoi lavori sono stati esposti al Millennium Film Workshop, alla Silo Gallery di New York e nella sede romana di “Wanted in Rome.

Fino al 30 luglio 2010

info: TRAleVOLTE Piazza di Porta San Giovanni, 10 00185 Roma  www.tralevolte.org

 

 

Portfolio: Gabriele Stabile

Inauguriamo oggi una nuova sezione, dedicata alle segnalazioni su lavori interessanti di fotografi nel panorama nazionale e internazionale, con particolare attenzione a talenti emergenti e fuori dai circuiti tradizionali.
Sono gradite segnalazioni: info@collettivowsp.org

Segnaliamo oggi il lavoro del fotografo Gabriele Stabile, neo acquisto del collettivo fotografico diretto da Alex Majoli, Cesuralab. Gabriele Stabile è un fotografo nato a Roma e che ora vive a New York. Ha iniziato collaborando con il New York Times Magazine e Fader. Attualmente sta lavorando ad un anno con la Fondazione Aperture, un’organizzazione no profit di New York  che promuove la fotografia. Il suo lavoro su Gaza è stato selezionato tra i 14 finalisti di Carmignacphotojurnalist Award.

Segnaliamo in particolare il progetto: When we were kids

 

Gabriele Stabile - Gaza00

 

Gabriele Stabile - Gaza9

 

 

Gabriele stabile web site: www.gabrielestabile.com