World Press Photo 11: le immagini premiate in mostra al Museo di Roma in Trastevere

Dal 29 Aprile al 22 Maggio al  Museo di Roma in Trastevere

Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del Fotogiornalismo. Ogni anno, da 54 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste.

Tutta la produzione internazionale viene esaminata e le foto premiate che costituiscono la mostra sono pubblicate nel libro che l’accompagna. Si tratta quindi di un’occasione per vedere le immagini più belle e rappresentative che, per un anno intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo.

Quest’anno il numero di fotografie sottoposte al giudizio della giuria è ancora aumentato: 108.059 immagini contro le 101.960 dell’anno precedente. Il World Press Photo è un premio che continua a crescere ogni anno. La giuria del concorso World Press Photo 2011 ha dovuto selezionare immagini inviate da un numero di 5.847 fotografi professionisti di 125 diverse nazionalità.

La giura ha diviso i lavori in 9 diverse categorie: Vita Quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport.

Sono stati premiati 56 fotografi di 23 diverse nazionalità: Australia, Bangladesh, Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Haiti, Hong Kong, Ungheria, India, Indonesia, Irlanda, Israele, Italia, Messico, Olanda, Polonia, Somalia, Sud Africa, Spagna e Stati Uniti.

La Foto dell’anno 2010 è della sudafricana Jodie Bibier. L’immagine ritrae Bibi Aisha, una ragazza diciottenne dalla provincia Oruzgan in Afghanistan fuggita via dal marito violento per tornare dalla sua famiglia. Il talebano l’ha poi rapita per consegnarla alla giustizia. Una volta pronunciato il verdetto da parte di un comandante talebano, mentre il cognato di Bibi la teneva, suo marito le amputava le orecchie e il naso. Abbandonata in queste condizioni, Bibi è stata poi salvata e aiutata dai soldati americani. Dopo aver trascorso un breve periodo in un rifugio per donne a Kabul, è stata condotta in America, dove ha ottenuto sostegno psicologico e dove ha effettuato un’operazione di chirurgia plastica. Bibi Aisha ora vive negli Stati Uniti.

Jodi Bibier ha vinto otto volte il World Press Photo ed è la seconda fotografa sudafricana ad essersi mai aggiudicata il premio più prestigioso, la foto dell’anno. Bibier è rappresentata dall’Insitute for Artists Management e dalla Goodman Gallery.

Il presidente della giuria David Burnett ha così commentato la foto vincitrice: “Questa potrebbe diventare una di quelle fotografie – e ne abbiamo forse solo dieci nella nostra vita – dove se qualcuno dicesse “sai, quell’immagine di una ragazza…”, tu sapresti perfettamente di quale foto stia parlando.”

Quest’anno sono otto i fotografi italiani premiati:
Riccardo Venturi (Notizie generali), Massimo Berruti (Notizie generali), Marco Di Lauro (Storie d’attualità), Ivo Saglietti (Storie d’attualità), Davide Monteleone (Arte e Spettacolo), Daniele Tamagni (Arte e Spettacolo), Fabio Cuttica (Arte e Spettacolo), Stefano Unterthiner (Natura).

Contrasto si è aggiudicata tre premi con Riccardo Venturi (Notizie generali, primo premio foto singole), Davide Monteleone(Arte e Spettacolo, secondo premio foto singole) e Fabio Cuttica (Arte e Spettacolo, terzo premio foto singole).
La mostra World Press Photo non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

La World Press Photo Foundation, nata nel 1955, è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro. Il World Press Photo gode del sostegno della Lotteria olandese dei Codici postali ed è sponsorizzato in tutto il mondo da Canon e TNT.

(c) Stefano Unterthiner

Leggi l’intervista a Stefano Unterthiner per il Collettivo WSP

Un secolo di clic in cronaca di Roma – Fino al 6 febbraio al Museo di Roma in Trastevere

Una carrellata su cento anni di cronaca romana, una testimonianza multimediale (foto, filmati/documentari audiovisivi) di grandi e piccoli eventi di vita vissuta, di imprevisti della quotidianità che hanno lasciato il segno, di riscoperta di delitti e di scandali che hanno fatto epoca, di ribalta di personaggi famosi di ieri e di oggi. L’esposizione propone 130 immagini formato 30×40, con il contorno di cinegiornali, filmati d’epoca e un documentario delle Teche Rai che fanno riaffiorare ricordi d’altri tempi, rievocano fatti e fattacci che hanno caratterizzato la mutazione genetica della capitale, da città di dimensioni provinciali a metropoli europea. La mostra è divisa in tre sezioni. Una prima sezione di fotografie proviene dall’Archivio storico Luce e copre gli anni dal 1910 fino ai primi anni ’40. Protagonista assoluto è Adolfo Porry-Pastorel, ideatore del moderno fotogiornalismo e pioniere dei fotoreporter della scuola romana, cronista e giornalista de “Il Messaggero” che, proprio 100 anni fa, inaugurava le pagine e la redazione della cronaca cittadina del quotidiano di via del Tritone. Nel primo periodo del Novecento il progresso tecnologico dà un grande impulso al fotogiornalismo che si conquista la ribalta delle cronache dei quotidiani. Nel 1924 nasce l’Istituto Luce che accumulerà milioni di negativi anche di ottima qualità. La seconda sezione della mostra, dal dopoguerra ai nostri giorni, parte dalla rinascita del fotogiornalismo dopo il periodo oscuro della censura fascista, testimonia l’esplosione sui giornali della cronaca nera e dei grandi processi, scrive pagine memorabili con il “paparazzismo”, documenta gli anni del terrorismo, certifica la crescita civile e politica della città, cavalca, insegue e combatte con coraggio i cambiamenti prodotti dall’era del digitale. Della “scuola romana” ne sono stati protagonisti decine e decine di giornalisti fotografi. Di fronte a tanta produzione di alta qualità è stato inevitabile operare una selezione secondo criteri prevalentemente generazionali, dovendo rinunciare, per ragioni di forza maggiore, a presentare una rassegna di più ampia dimensione. Tuttavia, ci pare giusto ricordare i fotoreporter caduti facendo il loro mestiere: Renato Ciofani, Paolo Cocco, Antonio Monteforte e Massimo Tramonte.

 

PIETRO RAVAGLI - Le “camionette” durante uno sciopero dei mezzi pubblici

Le fotografie in mostra provengono dagli archivi di cinque fotoreporter contemporanei, che pur accomunati dalla stessa passione dalla stessa dedizione, hanno vissuto esperienze diverse: Rino Barillari (ribattezzato “The King” dei paparazzi, uno dei maggiori interpreti del fotogiornalismo di prima linea); Mario De Renzis (da 50 anni sempre in presa diretta con la vita pulsante della città); Pietro Ravagli (fotoreporter dal 1949 che ha sulle spalle un archivio di 800mila immagini, dichiarate di interesse storico); Enrico Oliverio (per decenni fotografo principe della politica, del Quirinale e di Palazzo Chigi); Maurizio Riccardi (sulle orme del padre Carlo che rilanciò il fotogiornalismo alla fine della guerra dopo il black-out della parentesi fascista). La documentazione fotografica è arricchita da una rassegna di filmati inediti o ritornati dal passato (terza sezione): il documentario “Fatti e misfatti – cent’anni di cronaca romana” realizzato dalla regista Silvana Palumbieri con materiale degli archivi di Rai Teche e di Cinecittà Luce; cinegiornali d’epoca e “Corti d’autore” dell’Archivio storico Luce, perle della memoria, quali “N.U. Nettezza Urbana (1948)” e “Roma ’90 (1989)” di Michelangelo Antonioni e “Buio in sala (1948)” di Dini Risi. La rassegna è completata dalla ricostruzione di ambienti della cronaca di ieri e di oggi, da documenti degli archivi del Sindacato cronisti romani e da “prime pagine” di giornali messe a disposizione dalla FNSI. Infine, nella sala convegni, saranno programmati convegni e incontri sui temi di Roma, della cronaca e del fotogiornalismo.

 

info: Museo Roma in Trastevere

Orario: Martedì-domenica ore 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)