World Press Photo: inaugurazione mostra fotografica

© Mads Nissen - Foto dell'anno WPP © Mads Nissen – Foto dell’anno WPPÈ in arrivo la mostra del World Press Photo, uno dei più importanti concorsi fotogiornalistici, che come di consueto si terrà al Museo di Roma in Trastevere.

Come ogni anno il concorso appassiona e incuriosisce migliaia di fotografi, amatori e il pubblico in generale. Anche quest’anno non sono mancate discussioni e polemiche intorno ai vincitori, alle singole foto, alle storie, e su tutte il dibattito sul lavoro del fotografo Giovanni Troilo, che si è concluso con il ritiro del premio assegnato.

Sono comunque ben 9 i fotoreporter italiani premiati in questa sessione e di cui potremo ammirare i lavori in mostra: Michele Palazzi, Massimo Sestini, Fulvio Bugani, Turi Calafato, Giulio Di Sturco, Gianfranco Tripodo, Paolo Verzone, Paolo Marchetti, Andy Rocchelli.

DI Mads Nissen invece la foto dell’anno vincitrice.

L’inaugurazione si terrà il prossimo 30 aprile. Mostra e catalogo sono a cura di Contrasto.
La mostra sarà poi aperta al pubblico fino al 22 maggio, dalle 10 alle 20 (la biglietteria chiude un’ora prima) escluso il lunedì e il 1 maggio.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito del museo: http://www.museodiromaintrastevere.it/

Uno sguardo inadeguato: mostra di Francesco Zizola @ Museo di Roma in Trastevere

Francesco Zizola uno sguardo inadeguatoIl percorso tracciato dalla successione delle immagini ambisce a proporre una lettura ulteriore rispetto a quella referenziale di cui i soggetti e le situazioni ritratte sono portatori. Attraverso una rigorosa selezione della sua produzione a colori, Francesco Zizola si concentra su una riflessione che chiama in causa non soltanto il suo modo di essere fotogiornalista, ma la natura stessa del suo sguardo e, con essa, un’intera cultura del fare immagine nel contesto di una storia collettiva e globale in cui si avverte l’urgenza e la necessità di comprendere la propria responsabilità all’interno delle complesse dinamiche in cui ognuno  è preso e chiamato in causa. “La peculiarità della mia posizione sta nell’essermi trovato a percorrere il crinale che separa due mondi: quello che divide il mondo di chi guarda da quello di chi è guardato.  Se davvero l’obiettivo della mia macchina è stato gli occhi di coloro che hanno poi visto le mie foto e che hanno così potuto conoscere e formarsi un’opinione su situazioni altrimenti loro precluse dai limiti del loro orizzonte esperienziale e percettivo, la mia responsabilità consiste anche nell’esercitare un costante ripensamento critico della mia posizione di testimone, filtro non-obiettivo (ironia della lingua) alla continua ricerca di un possibile equilibro sul crinale tra quei due mondi. Da dove guardo? Da dove scatto le mie fotografie? Credo che per me sia tempo di aprire la riflessione sul campo dello sguardo, per restituire complessità alle immagini e lasciarle evocare una vicenda che ha viaggiato parallela rispetto a quella di sofferenza, dolore, disperazione, riscatto o rivincita che conosciamo già. Una vicenda in cui chi guarda è ora a sua volta ri-guardato dalle immagini, e chiamato in causa. La storia che ho la speranza di raccontare con queste fotografie è anche quella di chi fino ad ora ha guardato ed è stato a guardare. La storia che ci ri-guarda.” Francesco Zizola (classe 1962) è nato e vive a Roma. Ha fotografato le principali crisi e conflitti che si sono succeduti nel mondo negli ultimi 25 anni. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. I suoi progetti e gli assignment per numerose testate italiane e internazionali lo hanno portato in tutto il modo, dandogli l’occasione di ritrarre crisi umanitarie spesso rimaste ai margini della notizia. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui nove World Press Photo e quattro Picture of the Year International. Sei sono i libri che ha pubblicato, tra cui ‘Iraq’ (2007), e ‘Born Somewhere’ (2004) dedicato alla condizione dell’infanzia in 27 paesi del mondo. Nel 2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Francesco tra le sue 100 preferite. Da questa collezione nasce una mostra, ‘Les Choix d’Henri Cartier Bresson’ e un libro. Nel 2007 insieme a un gruppo di colleghi, fonda l’agenzia NOOR, la cui sede è ad Amsterdam. Nel 2008 è tra i fondatori del 10b Photography di Roma, un centro polifunzionale dedicato alla fotografia professionale.

Curatore/i

Deanna Richardson Inaugurazione venerdì 15 marzo
dal 16 marzo al 28 aprile

Museo di Roma in Trastevere
Orario

Martedì-domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietto d’ingresso

Intero: € 7,50
Ridotto: € 6,50
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale(mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza)
Intero: € 6,50
Ridotto: € 5,50

Empatheia – Ritratti dal cinema contemporaneo. Mostra fotografica di Lucia Gardin

Venerdì 22 febbraio 2013 alle ore 18, inaugura a Roma presso il Museo di Roma in Trastevere, la grande mostra personale “EMPATHEIA – Ritratti dal cinema contemporaneo” di Lucia Gardin che rimarrà aperta al pubblico dal 23 febbraio al 10 marzo 2013.

La mostra promossa da Roma Capitale è curata da Auronda Scalera.

La produzione è organizzata da Officine International in collaborazione con MaxGallery Slovakia, Bratislava e Rosebud2. Supporto organizzativo e servizi museali Zètema progetto Cultura.

La mostra raccoglie circa 50 immagini provenienti da collezioni europee che attraversano le fasi dell’artista, dagli inizi negli anni ‘90 ad oggi. Le immagini di Lucia Gardin sono dei ritratti intimistici alle celebrità del
cinema: attori, registi, scenografi, direttori della fotografia, artisti, che si sono svelati davanti all’obiettivo della fotografa. La particolarità dei suoi ritratti è che riescono a decostruire l’idea che si ha delle celebrità, trasportandole in una dimensione molto intima e familiare. I personaggi ritratti fanno cadere la loro maschera mostrandosi in tutta la loro umanità.
Lucia Gardin è una delle fotografe più apprezzate nel mondo del cinema, si distingue soprattutto per il modo originale di affrontare il genere del ritratto.

La mostra in esposizione a Roma presenta una selezione delle sue più famose stampe a colori, in anteprima assoluta per l’Italia con alcuni dei suoi scatti inediti.

Lucia Gardin terrà eccezionalmente un workshop di fotografia sul ritratto editoriale dove illustrerà la sua tecnica di ripresa.
Il workshop si svolgerà il 16 marzo presso il nuovo polo espositivo Visiva

Biografia
Lucia Gardin nasce a Bratislava, il 31 maggio 1968, da madre slovacca e padre italiano. Frequenta il Conservatorio di
musica Santa Cecilia a Roma, si iscrive alla facoltà di Lettere presso l’Università La Sapienza di Roma. Nel 1989
decide di interrompere gli studi di lettere per dedicarsi completamente alla fotografia.
Per diversi anni fa parte dell’agenzia fotografica Photomovie, dedicandosi al ritratto ed alla fotografia di scena, in
seguito viene distribuita da Grazia Neri e da Blackarchives.
Attualmente è entrata a far parte dell’ex “Grazia Neri”, la nuova agenzia fotografica “Rosebud2”, che ne raccoglie gran
parte degli archivi.
Sue foto sono state pubblicate dai principali quotidiani e settimanali italiani ed esteri, quali il Venerdì di Repubblica, Io
Donna e Sette del Corriere della Sera, “A”, Vanity Fair, Time, Marie Claire, Playboy, Grazia, Vogue ed altri.
Ha vinto numerosi premi in Italia e all’estero tra i quali nel 2009 vince il primo premio come miglior ritratto al 6th
Venice Movie Stars-Jaeger – Le Coultre Award, aggiudicandosi anche il secondo posto.
Ha esposto in numerose gallerie in Italia e all’estero e nel Settembre del 2011 è tra gli artisti scelti e presentati al
Padiglione Italia alla 54° Esposizione d’Arte della Biennale di Venezia.
Lucia Gardin, vive ed opera tra Roma e Bratislava.

L’Aquila prima e dopo. Inaugurazione mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin @ Museo di Roma in Trastevere

ll rapporto tra Gianni Berengo Gardin e L’Aquila risale a 16 anni fa, quando il fotografo aveva immortalato il calore della gente e la straordinaria architettura della città. Dopo anni di lavoro sul posto, il fotografo è tornato per testimoniare con le proprie fotografie lo stato in cui è ridotta, dopo il terremoto, una città bloccata e ferita, con un centro storico trafitto da impalcature, nascosto da teli e travi, strade una volta brulicanti di suoni e di vita, ora deserte.

Oltre alla documentazione delle condizioni in cui L’Aquila versa dopo il sisma, con le sue immagini Berengo Gardin compie un raffronto diretto, duro e inevitabile, tra il prima e il dopo. Un atto doloroso, ma dovuto, nei confronti di chi quotidianamente vive esiliato dalla propria vita, in un tessuto urbano che non lo rappresenta più.

Con il suo speciale e classico stile, in linea con la grande tradizione della fotografia impegnata, Berengo Gardin traccia un ritratto sentito, vibrante e come sempre attento, alla realtà sociale di una città ferita che è diventata il simbolo del nostro paese.

Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930. Nel 1963 vince il World  Press Photo. Dopo essersi trasferito a Milano si dedica principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 inizia la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 vince il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 200) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali).

La mostra è proposta nell’ambito del festival FotoLeggendo, organizzato e prodotto da Officine Fotografiche, con la direzione artistica di Tiziana Faraoni. FotoLeggendo è promossa dalla Provincia di Roma e dal Municipio Roma XI, Assessorato alle Politiche Culturali e della Memoria.

Gianni berengo gardin - l'aquila

Gianni berengo gardin – l’aquila

Curatore/i

Alessandra Mauro e Suleima Autore

Museo di Roma in Trastevere: omaggio all’Italia attraverso 100 scatti di Leonard Freed

La mostra “Leonard Freed. Io amo l’Italia”, al Museo di Roma in Trastevere fino al 27 maggio, presenta una selezione delle immagini di Leonard Freed, grande fotografo newyorkese che era solito parlare del suo rapporto con l’Italia come di una “storia d’amore”.

La mostra espone 100 fotografie in bianco e nero scattate tra Roma, Firenze, Napoli, Milano e Palermo che raccontano la vita quotidiana, i volti e i gesti del nostro Paese senza l’uso di facili luoghi comuni.

Freed amava definirsi un artista, non un fotoreporter. Considerava le sue immagini fotografie “emotive” e non “informative” e, infatti, dai suoi scatti non traspare la ricerca della notizia bensì la volontà di approfondire la dimensione più intima della natura umana.
L’Italia fu una delle sue principali fonti di ispirazione, una terra che lo affascinò tutta la vita; ma, più che su paesaggi e architetture, il suo obiettivo si focalizzò sulle persone immortalandole con empatia e sensibilità nel corso dei decenni, a partire dal desiderio di rinascita del dopoguerra.

“Leonard Freed si poneva molte domande – scrive la curatrice Enrica Viganò – nei suoi diari fitti fitti appuntava la profonda ricerca che stava svolgendo sull’esistenza e sulle motivazioni del vivere umano. Il suo strumento era la macchina fotografica, il suo talento era la comprensione istintiva delle forme visive, il suo impegno era tutto dedicato alle persone e, di conseguenza, alla madre di tutte le domande: chi siamo?”

Leonard Freed

Leonard freed

Quando Dal 30 marzo al 27 maggio 2012, chiuso il lunedì

Dove Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1B

Orari Martedì-domenica 10.00-20.00
La Biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti € 6,50 intero, € 5,50 ridotto; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

All’infuori di me. La folla e l’esperienza religiosa. Un percorso per immagini al Museo di Roma in Trastevere

2 Marzo – 22 Aprile 2012
All’infuori di me. La folla e l’esperienza religiosa. Un percorso per immagini
Tipologia: Fotografia
(c) Andrea Pacanowski - Museo di Roma in Trastevere

(c) Andrea Pacanowski - Museo di Roma in Trastevere

In esposizione 40 immagini del fotografo romano Andrea Pacanowski. Sono immagini scattate girando tra le “città sante” delle religioni monoteistiche, che raccontano la dimensione collettiva della religiosità nell’epoca globale e mediatizzata attraverso elaborati giochi di riflessi creati prima dello scatto fotografico.

Un percorso di ricerca innovativo: Pacanowski non usa post-produzione sulle sue immagini ma agisce sui soggetti prescelti con un uso straordinario delle fonti luminose e delle aperture di diaframma e con effetti creati da vetri e superfici riflettenti. In questo modo supera il criterio di verosimiglianza avvicinandosi alla pittura astratta e le masse di uomini diventano macchie di colore. Osservando le sue fotografie da una certa distanza si coglie la loro natura figurativa, mentre avvicinandosi ci si immerge in un alveare di macchie di colore che lasciano l’impressione cromatica.

È, questo, un approccio artisticamente originale e creativamente ricco al tema della religione come fatto sociale e mediatico. Oggi i momenti di aggregazione religiosa non sono più solo un’esperienza limitata ai partecipanti, ma si fanno immagini, video, materiali destinati a essere scomposti e ricomposti nell’universo mediatico globale. Ma, rispetto a un lungo passato in cui la religione dominava lo spazio pubblico e definiva anche i tempi del lavoro e della festa, oggi si combatte una battaglia per la visibilità. L’uomo religioso deve lottare per affermare la specificità del messaggio di cui si fa portatore. In questa sfida, la qualità e il potere delle immagini, la maestosità delle cerimonie, l’aspetto dell’aggregazione delle masse, la festa collettiva sono delle risorse strategiche chiave che le grandi religioni monoteiste (in particolare il cristianesimo e l’islamismo) hanno a disposizione per marcare la loro capacità di differenziarsi dai nuovi culti à la carte e per affermare la potenza dei numeri giganteschi delle loro schiere di fedeli.

Biografia
Andrea Pacanowski nasce a Roma in una famiglia di artisti: padre architetto, zia pittrice dell’Ecole de Paris, nonna scultrice. Su queste basi costruirà la sua formazione: diplomato al liceo artistico, inizia la gavetta nello studio di Alberta Tiburzi, fotografa italiana di fama internazionale. È fotografo di moda da oltre 20 anni. Ha lavorato in Italia e all’estero, specialmente in Canada e negli Stati Uniti, con collaborazioni editoriali, pubblicazioni e campagne pubblicitarie.
Attualmente vive e lavora a Roma.
Nel 2008, dalla continua sperimentazione e dialogo con le nuove tendenze artistiche originano un’evoluzione e una ricerca tecnica in cui la fotografia si mescolai alla pittura in un connubio inedito. Il linguaggio fotografico viene così esasperato fino alla creazione di immagini pittoriche tridimensionali. Grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa, che lascia la fotografia priva di alcun intervento di post-produzione, l’immagine diventa quadro. Tale tecnica fotografica, già complessa ed elaborata, è stata ripresa e sviluppata nella sua trasposizione audiovisiva con il valore aggiunto del movimento, della dinamicità e del suono, in “Acquario”, la video-installazione che ad oggi riassume la sua carica innovativa artistica e fotografica.

Artista/i

Andrea Pacanowski

Curatore/i

Diego Mormorio

Museo di Roma in Trastevere fino al 22 aprile

Indirizzo Piazza S. Egidio, 1/b – 00153 Roma

Umanità. Retrospettiva su Gianni Giansanti al Museo di Roma in Trastevere

“Umanità” è la prima mostra fotografica dedicata al fotografo e giornalista Gianni Giansanti, diventato famoso con il celebre scatto del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in Via Caetani a Roma nel 1978. Quell’immagine, amaramente famosa, fu pubblicata in tutto il mondo e gli valse una menzione d’onore al World Press Photo dello stesso anno. In questa mostra le sue riprese documentano vicende e protagonisti della storia nazionale e internazionale.

Komba Village, Ethiopia, Giugno 2003. Un gruppo di guerrieri appartenenti alla tribù dei Mursi - © Gianni Giansanti

Museo di Roma in Trastevere

15 Dicembre 2011 – 8 Gennaio 2012

Il fascino di Beijing: immagini tra passato e futuro. Al museo di Roma In Trastevere

100 gigantografie di famosi fotografi illustrano le bellezze, le attrattive e le contraddizioni di una delle città più importanti del mondo: Pechino/Beijing. Ma Yixing, Li Jiang, Xu Pei, Wei Jianguo, Zheng Shanlu e Song Di sono alcuni dei fotografi cinesi autori degli scatti in mostra. Tra gli stranieri, il reporter americano di National Geographic Paul Chesley, uno dei fotografi privati dell’ex President francese Chirac Philippe Bourgeois, la tedesca Brigitte Hiss e il giapponese Mochizuki Hisashi, presidente di Japan-China Association of Photo Culture Exchange.

La mostra “Il fascino di Beijing: immagini tra passato e futuro”, al Museo di Roma in Trastevere dal 22 al 28 ottobre 2011 nell’ambito della Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta, è realizzata e curata dalla Municipalità di Beijing nell’ambito dell’Anno Culturale della Cina in Italia.

Pechino è famosa in tutto il mondo per i suoi tesori nascosti nei siti archeologici e per gli incantevoli scenari naturali, per gli affollatissimi viali, le torri magnifiche, gli archi memoriali, i grandi palazzi, Piazza Tian’anmen, la Città Proibita, una sezione perfettamente conservata della Grande Muraglia e il Tempio del Cielo, il più grande complesso sacrificale del mondo.

La mostra unisce le immagini della tradizione con quelle della Città moderna, in un confronto a volte difficile.

Info: Museo di Roma in Trastevere

Che Guevara fotografo

Che Guevara fotografo

Che Guevara fotografo

Dal 17 Giugno all’11 Settembre si svolgerà a Roma, presso il Museo di Roma in Trastevere, la mostra “Che Guevara fotografo”. Si tratta di un progetto espositivo concepito per far conoscere la creazione artistica di Ernesto Che Guevara nel campo della fotografia.

La mostra, presentata per la prima volta a Cuba nel 1990, è stata successivamente proposta in diverse città latinoamericane ed europee.

Orari
Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 20.00 (chiuso il lunedì)
La biglietteria chiude un’ora prima

Prezzi
Biglietto d’ingresso
Intero: € 6,50
Ridotto: € 5,50

Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero: € 5,50
Ridotto: € 4,50

Dove
Il Museo di Roma in Trastevere si trova in piazza S. Egidio, 1 b

WALTER ROSENBLUM IN SEARCH OF PITT STREET

sabato 22 gennaio alle ore 17
al Museo di Roma in Trastevere
proiezione del film-documentario

WALTER ROSENBLUM
IN SEARCH OF PITT STREET
regia di Nina Rosenblum (1999)
durata 58” sottotitoli in italiano
sarà presente la regista

A seguire:

STORYTELLING TRA DOCUMENTARIO, FOTOGRAFIA E MULTIMEDIA
incontro con Nina Rosenblum (regista) e Manuela Fugenzi (curatrice e giornalista photo editor).
Partecipano: Dan Allentuck (sceneggiatore e produttore), Barbara Cupisti (regista indipendente),
Pierpaolo Mittica (fotografo indipendente), Nicola Sessa (giornalista, Peacereporter)

Impegnata e pluripremiata regista americana, Nina Rosenblum ha raccolto in questo documentario il racconto diretto e la generosa personalità di suo padre, il fotografo americano
Walter Rosenblum. Le sue fotografie più note, dal D-Day ai rifugiati spagnoli in Francia, alle comunità newyorkesi di Pitt Street, East Harlem e South Bronx, all’Haiti degli anni ’50 e
all’Europa degli anni ’70, attraversano pienamente e consapevolmente la storia del nostro Novecento. La testimonianza di Walter Rosenblum, ripreso tra il 1979 e il 1998, le toccanti
immagini di repertorio, le interviste ai familiari (Naomi Rosenblum, sua moglie, è la celebre storica della fotografia) e ai protagonisti della scena fotografica newyorkese, ci restituiscono
un grande maestro e un contesto, quello della fotografia sociale americana, a tutt’oggi autorevoli ed esemplari.
Al termine della proiezione la presenza della regista offrirà l’occasione per uno scambio di opinioni su etica e informazione, sulla relazione tra fotografia e documentario e sui mutamenti
causati dalla identità digitale della fotografia contemporanea che ha imposto un inedito linguaggio multimediale, nel quale la tradizionale indagine del sociale produce materiali motion
tecnologicamente sempre più ibridi.

Nina Rosenblum, regista produttrice e autrice di documentari, collabora con le maggiori reti televisive americane (TBS, HBO, PBS, NY TIMES Television, SHOWTIME, ABC,
NBC). In Europa ha lavorato con Channel Four, WDR, La Sept e in Australia con la SBS. E’ membro della Directors’ Guild of America, della Academy of Motion Picture Arts and
Sciences, della Women in Film, la Independent Feature Project e la International Documentary Association. Nella sua carriera ha ricevuto numerosissimi premi.
E’presidente della Daedalus Productions Inc.

L’iniziativa, a cura di Manuela Fugenzi, è inserita nel programma della mostra
PAUL STRAND + WALTER ROSENBLUM
CORRISPONDENZE ELETTIVE/ENDURING FRIENDSHIP
a cura di Enrica Viganò
che si inaugura giovedì 20 Gennaio 2011 alle ore 18 presso il Museo di Roma in Trastevere