The Bosnian Identity: mostra di Matteo Bastianelli

THE BOSNIAN IDENTITY
Fotografie di Matteo Bastianelli

Matteo Bastianelli - The Bosnian Identity


Inaugurazione sabato 16 gennaio ore 18 a seguire l’incontro con l’autore
Aperta dal 16 Gennaio al 3 Febbraio 2010
Una mostra organizzata da Officine Fotografiche, in collaborazione con Marta Dahò curatrice progetti espositivi
Un orologio, un paio di occhiali, un pettine. Tutti oggetti identitari ritrovati nelle fosse comuni che riconducono a vite spezzate, rimaste senza un nome e una degna sepoltura. Matteo Bastianelli attraverso luoghi, persone e oggetti ha tracciato la triste realtà delle identità perse negli anni del conflitto serbo-bosniaco. Un passato ancora tangibile nel presente che il tempo e la memoria non ha cancellato.
Teatro agli inizi degli anni Novanta di un conflitto interetnico e interreligioso tra musulmani, ortodossi e cattolici, la Bosnia a quindici anni dalla fine del conflitto è un Paese in cui le ferite sono rimaste aperte. Il costo in vite umane, nell’ex Jugoslavia tuttora non è definito: mancano all’appello 30.000 esseri umani, scomparsi nella furia omicida. Grazie al lavoro dell’International Commission on Missing Persons (ICMP) di Sarajevo, su tutto il territorio della Bosnia Erzegovina ancora oggi vengono ritrovati oggetti e corpi a cui spesso è difficile restituire un nome e un’identità. Matteo Bastianelli attraverso le città di Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo ha ricostruito questa storia dell’orrore. Il suo lavoro ha dato vita a The Bosnian Identity (L’identità della Bosnia), una selezione di fotografie tratte dal lungo reportage realizzato a più riprese tra Bosnia e Repubblica Srpska. L’anteprima di una parte del lavoro verrà presentata il 16 gennaio a Officine Fotografiche. Una mostra che vedrà come ultima tappa naturale, proprio Sarajevo. Coniugando l’esperienza umana a quella professionale, Matteo Bastianelli è riuscito a entrare con discrezione nel profondo di una realtà mai scontata e superficiale. «Questo lavoro – spiega l’autore – è nato grazie al volontariato. Il primo viaggio mi ha segnato profondamente. Raccogliendo le storie e i ricordi di più di settanta famiglie, conosciute attraverso un progetto di adozione a distanza dall’Italia, promosso dalla Fondazione Onlus “Il Giardino delle Rose Blu”, un’associazione che alterna campi e progetti di volontariato in alcune aree dei Balcani». The Bosnian Identity nasce come contributo di commemorazione nei confronti delle vittime scomparse e come omaggio all’affettuosa accoglienza della popolazione bosniaca. Al bianco e nero delle immagini, si alternano ombre che ricalcano luoghi, persone e avvenimenti, spesso inquietanti fino all’angoscia. Il giovane fotoreporter da questa esperienza bella e sconvolgente allo stesso tempo, non ha solo ricostruito la triste realtà delle identità perse. Le sue immagini rievocano un passato ancora tangibile nel presente che il tempo e la memoria non hanno cancellato. Luci e ombre fotografiche non schiariscono il racconto drammatico di un popolo che ha vissuto la crudeltà di una guerra senza senso, ma quanto meno ricostruiscono frammenti di vita, di luoghi e persone le cui sorti sono ancora oggi, avvolte dal mistero.
All’inaugurazione sabato 16 Gennaio interverrà l’autore Matteo Bastianelli
La mostra è stata prodotta con il contributo di Interno Grigio di Daniele Coralli e con la collaborazione della Fondazione Internazionale Onlus “Il giardino delle rose blu”.
Matteo Bastianelli, nato nel 1985 a Velletri (Roma), è fotografo freelance e giornalista. Dopo la maturità scientifica ha frequentato la Scuola Romana di Fotografia. Attualmente sta realizzando diversi progetti a lungo termine sulla condizione di vita dei senzatetto, sui centri sociali della Capitale, sul sistema sanitario in Croazia e sul genocidio operato dai serbi nei confronti dei musulmano- bosniaci tra Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, tra cui Il Messaggero, Il Corriere della Sera e Liberazione.
Awards – Riconoscimenti
2009 Foiano Fotografia, primo premio miglior portfolio
2009 Fotografia – Festival internazionale della fotografia di Roma, secondo premio miglior portfolio
2009 Manifestazione FotoLeggendo, terzo premio miglior portfolio
La mostra verrà inaugurata sabato 16 gennaio dalle ore 18.00
Durerà fino al 3 febbraio 2010
Dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.30
Presso: Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019

MOSTRE:IRAN TODAY

Segnaliamo l’interessante mostra di Pietro Masturzo e di Kairos Factory. Vi ricordiamo che Pietro è il secondo classificato al premio Fotoleggendo 2009 con il suo reportage “Sui tetti di Teheran”.

Qui una sua intervista al collettivo WSP

IRAN TODAY
Fotografie di Pietro Masturzo | Kairos Factory
A cura di Cathy Remy

Testi di
Lucia Goracci e
Carlo Maddalena

CHIOSTRO DI S.FRANCESCO – SORRENTO (NA)

La mostra fotografica racconta l’Iran durante il periodo elettorale del giugno 2009. Pietro Masturzo ha catturato con i suoi scatti la miscela di fatti ed emozioni che si sono intrecciati e sovrapposti durante il Giugno caldo della repubblica islamica.
L’entusiamo pre elettorale, i giorni del contestato voto, il desiderio di cambiamento frustrato che si trasforma in rabbia e protesta. Un viaggio attraverso le aspirazioni di libertà di un popolo, che si scontrano con la brutale repressione del governo teocratico. Ad accompagnare lo spettatore, i testi di Lucia Goracci e Carlo Maddalena testimoni dei difficili giorni di Teheran.

Una serie di foto sulla società iraniana di Pietro Masturzo saranno esposte al Photo contemporaneamente alla mostra.

Per info:
pi.masturzo@kairosfactory.com
www.pietromasturzo.com
www.kairosfactory.com

IRAN TODAY

Christiane Seiffert – Io: Berlino – 13 novembre – 13 dicembre 2009 – s.t. foto libreria galleria

La mostra ‘Christiane Seiffert – Io: Berlino’ presenta il lavoro che l’artista tedesca ha dedicato a Berlino, sua città di residenza. La Seiffert, di cui s.t. ha tenuto la prima personale in Italia nel dicembre del 2007, realizza dittici costituiti dall’accostamento di due immagini formato cartolina: la prima immagine è una semplice cartolina postale su cui è riprodotto un edificio, un monumento, un paesaggio significativo di un luogo geografico o, in questo caso, della città di Berlino. A questa immagine ‘turistica’ l’artista accosta un auto-ritratto in cui lei stessa si trasforma, attraverso minimi accorgimenti, nell’edificio, nel monumento o nel paesaggio riprodotto sulla cartolina postale

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di Christiane Seiffert

Christiane Seiffert ci presenta così la sua versione personalissima della grande metropoli nella serie di dieci dittici realizzati elaborando set minimali costruiti con materiali appartenenti al suo vissuto quotidiano. Posizionandosi al centro di uno spazio fittizio, creato molto spesso ricorrendo ad un lenzuolo che definisce lo spazio, l’artista si circonda dei giocattoli della figlia – bambole ed automobiline – e degli strumenti quotidiani – mestoli e pentole – per ricreare il contesto della finzione di cui lei sola è assoluta protagonista.

Sfruttando i sentimenti di partecipazione ed imitazione che le suscitano gli oggetti, la Seiffert lavora sull’empatia ed assume da prima la posizione più vicina a quella dell’oggetto che vuole rifare e modula poi la propria espressione su quella che ritiene essere la più adatta all’oggetto riprodotto sulla cartolina. Riuscendo a animare ciò che non lo è l’artista riesce a conferire al monumento, al luogo, allo spazio urbano una pulsazione vitale e così, sotto i nostri occhi e nel confronto tra due immagini, cogliamo il piacere a scardinare la distinzione tra esseri e cose, tra persone ed oggetti che molto deve alla poetica dada ed al lavoro sul corpo di ambito femminile

Ripercorrendo i luoghi simbolici della città novecentesca prima e dopo la guerra, prima e dopo la divisione della metropoli in due parti in seguito all’erezione del Muro, la Seiffert guarda a Berlino  con ironia e passione, giocando a farsi lei stessa porta di Brandeburgo, stazione della metropolitana Banhof Zoo, orso araldico, opera dell’artista Kate Kollowitz, uccisa qui negli anni ’20 del XX secolo. In questa inaspettata declinazione al femminile della capitale dell’ex Reich anche i simboli legati alla storia della città e dei suoi conflitti acquistano una nuova dimensione, caratterizzata da una freschezza di sguardo e da una sottile ironia che rende Berlino, ancora una volta, il luogo in cui il nuovo può sempre ancora succedere senza che ci sia sempre la Storia con la S maiuscola a raccontarci, ancora oggi, questa città.

info: s.t. foto libreria galleria -Via degli Ombrellari, 25 -00193 Roma

fino a domenica 13 dicembre 2009

dal martedì al sabato 10.30-20.00; domenica 11.00-18.00

Cade il muro/Le mostre in Italia

Ecco alcune delle mostre ed iniziative più interessanti, oltre quelle segnalate in questi giorni, che celebrano l’anniversario della caduta del muro di Berlino in Italia:

Roma – Venti di libertà. 1989-2009 Roma celebra la caduta del Muro di Berlino
Oltre 30 performance di spettacolo, 38 mostre, 4 convegni e numerosi incontri, dibattiti e momenti di confronto. Ben 31 gallerie d’arte private romane hanno inoltre aderito alla manifestazione proponendo apposite mostre ed eventi sul tema.
vernissage: 9 novembre 2009. info: http://www.comune.roma.it

Roma – Palazzo incontro
L’incubo in bianco e nero
Una mostra, fino al 6 gennaio, nel ventennale della caduta del muro di Berlino che ricorre il 9 novembre 2009, organizzata dalla Provincia di Roma al Palazzo Incontro. “Per cercare di capire cosa ha rappresentato per la città”, ha detto Gentiloni delegato alla Storia e memoria nella provincia, mentre il presidente Zingaretti e il sottosegretario ai beni culturali Giro ne hanno inquadrato il significato epocale.

Bergamo – Palazzo Frizzoni
Fino al 14 novembre Palazzo Frizzoni ospita la mostra «Il futuro oltre il muro – Ricordi e testimonianze inedite a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino», organizzata dal Comune con il Consolato generale della Repubblica Federale di Germania a Milano, allestita dall’associazione Arcobaleno Vicentino onlus. L’ingresso è libero negli orari di apertura del palazzo comunale. In mostra fotografie, libri, giornali, ma anche macchinine d’epoca, raccolte in tutta Europa.

Torino – Biblioteca Shaharazade
A vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, una mostra allestita alla biblioteca Shaharazade dal 9 novembre al 6 dicembre dal titolo ‘Il muro: protezione o privazione’ racconta la visione che differenti artisti, fotografi professionisti e dilettanti, italiani ed internazionali, hanno del muro.

Roma – Galleria La Cuba d’oro
Dal 9 al 20 novembre
Opere elaborate sul tema di
Rosanna Fioravanti – Nella Giambarresi – Carmelo Marchese – Fabio Marchese
Inaugurazione: lunedì 9 novembre 2009, ore 18,00

Trento – Cles
Da sabato 7 a sabato 21 novembre, ore 17.30, Cles: mostra “Oltre il muro”, approfondimenti storiografici, proiezioni cinematografiche e concerti per celebrare “1989-2009. Vent’ anni dalla caduta del muro di Berlino“.

è inoltre in edicola un interessante libro, uscito con il Sole 24 ore, “Il muro che cambiò la storia” al costo di 12,90 euro il volume ripercorre attraverso le fotografie tratte dagli Archivi Alinari la storia di Berlino, dagli anni della Guerra fredda sino alla caduta del Muro e alla riunificazione tedesca.

Apocalypse wow! al MACRO Future

Il MACRO Future di Roma ospita tra l’8 novembre e il 31 gennaio 2010 la mostra di pop art surrealista “Apocalypse wow!”. L’evento, organizzato da Zètema Progetto Cultura e curato da Julie Kloger e Giorgio Calcara, è realizzato nell’ambito delle celebrazioni capitoline per il ventennale della caduta del muro di Berlino. La mostra è allestita presso l’area sperimentale del Museo di Arte Contemporanea di Roma, definita MACRO Future che ha sede nella struttura ottocentesca dell’ex-Mattatoio, polo culturale e artistico giovanile situato nel quartiere Testaccio.

Le opere esposte in “Apocalypse wow!” appartengono alle correnti della urban art e della pop art surrealista, a lungo escluse dai canali di distribuzione e di diffusione dell’arte contemporanea nel mondo, perché ritenute minori e senza futuro. “Apocalypse wow!” celebra il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino e contemporaneamente il superamento del muro della distinzione tra le correnti artistiche superiori e quelle marginali, segnando l’ascesa della globalità nel mondo dell’arte.

Pur delineando alcune manifestazioni fondamentali del consumo contemporaneo come gli spot pubblicitari, i fumetti e le copertine di libri e cd, la pop art surrealista e la urban art non si sono mai affermate come vere e proprie forme artistiche. “Apocalypse wow!” intende dare rilievo alle giovani tendenze del neo pop e della street art esponendo i lavori di artisti del calibro di The Clayton Brothers, Aiko Nakagawa, Lisa Petrucci, Nicola Verlato ed Eric White.

Il MACRO Future è aperto al pubblico dal 2002, quando due padiglioni dell’ex-Mattatoio sono stati assegnati dal Comune di Roma al MACRO per lo sviluppo e la diffusione dell’arte contemporanea. Dal 2003 ospita regolarmente esposizioni ed attività culturali.

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Per tutte le informazioni sulla mostra telefonare al numero 060608 dalle 9:00 alle 21:00 o inviare un’email a macro@comune.roma.it. Il biglietto è unico e comprende la visita al MACRO e al MACRO Future.

 Orari: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 24:00, tranne il 24, 25, 31 dicembre e il 1° gennaio.

 MACRO Future – Piazza Orazio Giustiniani, 1 – Tel. 06/671070439

MACRO – Via Reggio Emilia, 54 Tel. 06/671070428-29-30

La Casa delle culture presenta: Tra Italia e India di Gabriella Kuruvilla

La Casa delle culture del mondo
è lieta di presentare
Tra Italia e India
di Gabriella Kuruvilla
dal 13 novembre al 4 dicembre 2009
Inaugurazione Venerdì 13 novembre 2009,
ore 18.30 – 22

a cura di Gabriella Kuruvilla e con il supporto musicale di dj Madflex

La pittrice italo-indiana Gabriella Kuruvilla, presenterà un’antologia delle sue opere, tra cui alcuni inediti.
Realizzati prevalentemente in sabbia e tessuto, e declinati nelle tonalità della natura o virati in un grafico bianco-nero, i quadri ricordano, nella scelta dei materiali, dei colori e dei simboli, un mondo arcaico, che evoca l’Oriente e l’infanzia: l’India delle stoffe colorate e i primi disegni dei bambini. Sono paesaggi astratti e forme stilizzate, a volte mischiate tra loro, per creare suggestioni e rimandi, di luoghi e età lontane, perdute: panorami incontaminati, sfumati dal giallo al blu, o segni elementari, che spaziano dai treni alle case, dalle bottiglie alle scale.
Gabriella Kuruvilla è nata a Milano nel 1969. Laureata in architettura, è giornalista professionista. Ha collaborato, e collabora tutt’oggi, con vari quotidiani e riviste. Nel maggio del 2001 ha pubblicato, con lo pseudonimo di Viola Chandra, il romanzo Media chiara e noccioline, edito da DeriveApprodi. Nel 2005 è uscita, per Laterza, l’antologia Pecore Nere, in cui sono presenti due suoi racconti. Nel giugno 2008 ha pubblicato, per Baldini Castoldi Dalai, l’antologia di racconti E’ la vita, dolcezza.
I suoi quadri sono stati esposti sia in Italia che all’estero.

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Gabriella Kuruvilla

Per ulteriori informazioni www.gabriellakuruvilla.it

Per informazioni:
La Casa delle culture del mondo
Via Giulio Natta 11, Milano
tel. 02334968.54/30
culturedelmondo@provincia.milano.it

“Voci. Immagini e parole di donne. 1964-2009” . Mostra fotografica di Gabriele Morrione. 7-24 novembre

Dal 7 al 24 novembre 2009, allo Spaziottagoni, a Trastevere, via Goffredo Mameli, 9 a Roma, si terrà la mostra personale di fotografia di Gabriele Morrione, “Voci. Immagini e parole di donne. 1964-2009”  visitabile dal lunedì al sabato, dalle ore 16.30 alle ore 20, domenica chiuso.

Gabriele Morrione torna a esporre le proprie fotografie in una mostra antologica in cui protagoniste sono ancora una volta le donne. Attraverso i loro volti e i loro sguardi, le donne di Morrione ci guardano e si guardano. Ma non solo. A loro è stato chiesto di raccontarsi, attraverso un testo che ognuna ha scritto, a commento della propria fotografia.

Diventa così una mostra “parlante”, in cui fotografie e testi ci rivelano di questi volti l’anima e il proprio sentire: donne sicure di sé ma insieme fragili, donne che vogliono apparire ma a volte sembrano nascondersi, nella luce, nei propri pensieri.

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 “Fernanda” di Gabriele Morrrione

L’ingresso allla mostra è libero.

Informazioni:

SpaziOttagoni

Via Goffredo Mameli 9 Ronma

Tel: 06 5811984

caterina@pennarossapresslab.it

WSP SEGNALA: NUDO PER STALIN

Presso la Sala Santa Rita continuano le celebrazioni del ventennale della caduta del Muro di Berlino.

“…in programma dal 29 ottobre 2009 all’11 gennaio 2010 la mostra “Nudo per Stalin“, un’articolata selezione di 71 foto artistiche storiche realizzate dai più grandi fotografi russi del secolo scorso che spiegano la trasformazione iconografica del corpo, dalla seconda metà degli anni Venti, al culmine del regime stalinista degli anni Trenta…” (fonte sito culturaroma)

Nudo per Stalin

Link:

Nudo per Stalin

WSP segnala:Prima e Dopo il Muro

Continuano le iniziative a carattere fotografico per ricordare la caduta del muro di Berlino. Dopo la segnalazione degli eventi milanesi vi parliamo della mostra “Prima e dopo il muro” presso il Museo di Roma in Trastevere:

“L’esposizione intende celebrare i Venti anni dalla caduta del muro di Berlino, una barriera che per quasi trent’anni ha diviso non solo una città ma un intero paese. La mostra si inserisce all’interno delle numerose manifestazioni promosse in occasione della ricorrenza.

Una serie di suggestive fotografie documentano l’evento che ha segnato un’epoca e che ha distrutto uno dei simboli più rappresentativi della Guerra Fredda. Le fotografie esposte in mostra raccontano la città di Berlino dopo la guerra, la creazione del Muro, la sua caduta con l’esplosione di gioia che l’ha accompagnata e la vita quotidiana oggi nella città dove quel che resta del muro è diventato il monumento di un passato sempre presente. A testimoniare questo percorso visivo e storico gli scatti fotografici dei grandi autori di reportage e di fotogiornalismo del nostro tempo, tra i quali esponenti della Magnum Photos e grandi reporter italiani”(fonte sito del Museo di Roma in Trastevere)

Link:

Prima e dopo il muro

Muro di Berlino 20 anni dopo

IV Festival internazionale del film di Roma: le mostre

Partirà oggi la kermesse romana dedicata al cinema italiano e internazionale.
Tanti i film, le anteprime e gli eventi in cartellone, nonché tante le occasioni per fotografare star più o meno famose.
Come ogni anno all’Auditorium ampio spazio sarà dedicato alle mostre e alle retrospettive.

Vi segnialiamo in particolare queste:
SERGIO LEONE, UNO SGUARDO INEDITO

Ad ottant’anni dalla nascita ed a vent’anni dalla sua scomparsa, il Festival Internazionale del Film di Roma ricorda il grande Sergio Leone, una tra le personalità più rappresentative del nostro cinema italiano e mondiale, attraverso una mostra-evento, dal titolo SERGIO LEONE, UNO SGUARDO INEDITO.
Curata da Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, la mostra si avvale dell’estro creativo di due personaggi d’eccezione, i premi Oscar® Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che attraverso un allestimento scenico unico e di grande emozione, restituiranno al pubblico i “tesori” e le straordinarie innovazioni di quello che forse è ancora oggi il regista più “citato” dai cineasti di tutto il mondo.
La mostra sarà inaugurata dal Presidente della Fondazione Cinema per Roma Gian Luigi Rondi, dalla famiglia Leone, da Dante e Francesca Ferretti e dal Premio Oscar® Ennio Morricone il 14 ottobre alle 18 presso lo Spazio Espositivo dell’Auditorium Parco della Musica. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 23 ottobre dalle 12 alle 18, e dalle 18 alle 20 per i possessori del biglietto per una delle proiezioni del Festival.
Prodotta da EQUA, in collaborazione con il Festival Internazionale del Film di Roma, la mostra si avvale del diretto coinvolgimento della Cineteca di Bologna e della famiglia Leone, e del prezioso contributo dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, della Regione Lazio, di Acea, Fondazione Roma e di Poste Italiane, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma.
Dal 29 ottobre 2009 un’ulteriore mostra fotografica, che ricorderà il grande regista, sarà aperta al pubblico presso lo spazio espositivo di Cinecittà 2 Arte Contemporanea. Qui 90 fotografie inedite ripercorreranno la vita privata e professionale del grande maestro, dagli esordi ai suoi successi internazionali. Il progetto dell’allestimento è curato dallo Studio Purini.

Dal 14 ottobre 2009 al 23 ottobre 2009
Spazio Espositivo del Parcheggio Superiore, Auditorium Parco della Musica – Viale Pietro de Coubertin, 30
Orario: 12 -18 e sino alle 20 per i possessori di biglietto di una delle proiezioni del Festival
Ingresso libero

CAPE FAREWELL: ART AND CLIMATE CHANGE
Per la prima volta in Italia sarà presentata in collaborazione con il British Council la mostra Cape Farewell: Art and Climate Change a cura della Cape Farewell Foundation.
I lavori sono il risultato di una esperienza reale di un gruppo di artisti che hanno vissuto per un certo periodo, insieme a scienziati e ricercatori, a Cape Farewell, in Groenlandia. Questo soggiorno ha dato vita a creazioni molto singolari: fotografie, sculture e installazioni alimentate dall’energia solare o scavate nel ghiaccio.

Dal 14 ottobre 2009 al 23 ottobre 2009
AuditoriumArte – Spazio Hag – Viale Pietro de Coubertin, 30
Ingresso libero

Orario: 9 -22 (tranne durante lo svolgimento degli incontri)
Inaugurazione: 14 settembre 2009 ore 17:30

MACRORADICI DEL CONTEMPORANEO
CESARE ZAVATTINI INEDITO

Con la mostra “Cesare Zavattini inedito”, prende avvio il progetto “MACROradici del Contemporaneo”, curato per il MACRO da Francesca Pola, in sintonia con la nuova linea curatoriale del direttore Luca Massimo Barbero, che intende differenziare e variegare l’indagine, le ricerche e l’offerta culturale espositiva del museo, che spazia dalla storia recente sino alle nuove generazioni. Il progetto intende rivelare alcuni protagonisti storici della realtà artistica di Roma attraverso nuclei inediti di opere, biografie meno note, oggetti e feticci: personaggi trasversali, scelti soprattutto per il pubblico giovane come presenza viva nell’oggi, disvelati anche in touchscreen e cassettiere che racchiudono centinaia di opere, fotografie, documenti, con i quali i visitatori sono chiamati a interagire, e poi ancora filmati e proiezioni video, unendo la preziosità dell’oggetto artistico al virtuale tecnologico: il visitatore si trova così immerso in una sorta di archivio vivente, del quale può avere esperienza diretta e immediata.
www.macro.roma.museum

Per maggiori informazioni:
www.romacinemafest.org

Sergio Leone

Sergio Leone