19 settembre: open day corsi di fotografia 2014-2015

corsi di fotografia wsp

corsi di fotografia wsp

Vi aspettiamo venerdì 19 settembre dalle ore 19:00 nella nostra sede in Via Costanzo Cloro 58 per la serata di presentazione di tutti i corsi di fotografia in partenza dal 6 ottobre.

Corsi di fotografia base, avanzato, reportage, photoshop, videoediting e corsi di fotografia per ragazzi/e adolescenti.

L’offerta formativa del WSP Photography si distingue per la passione e la professionalità che mettiamo in tutto quello facciamo. Molti corsi sono arrivati anche oltre la decima edizione, con un successo e un gradimento da parte degli iscritti sempre in aumento. Questo ci ha permesso, negli anni, di affinare le nostre proposte e adattare i programmi alle richieste degli studenti, senza tralasciare mai l’aspetto umano, il confronto e la pratica, aspetti importanti che da sempre caratterizzano il nostro approccio.

L’occasione sarà ideale per conoscere la struttura, l’associazione e tutte le attività svolte. I docenti dei corsi, fotografi preparati, appassionati e professionisti, saranno a disposizione per fornire tutte le informazioni e consigliarvi il corso più adatto alle vostre esigenze.
I corsi si tengono tutti nella nostra sede e ciascun corso può essere rateizzabile.
È possibile prenotarsi ai corsi di fotografia sia il giorno della presentazione che inviando anche in questi giorni una mail a info@collettivowsp.org

Per tutti i programmi completi visitare il sito http://www.collettivowsp.org/ nella sezione corsi.

Ingresso libero. Tutte le persone che parteciperanno alla presentazione e non sono ancora membri dell’associazione riceveranno in regalo la tessera associativa ENAL 2014.

Wsp Social Profiles: come cambia il WSP sui social network

WSP Social Profiles

WSP Social Profiles

Per una comunicazione social più chiara ed efficace, oltre che conferme alle regole di Facebook, dal 1 agosto 2013 il vecchio profilo del CollettivoWSP (oggi David Collettivo) verrà chiuso e tutte le comunicazioni passeranno attraverso:

Pagina Ufficiale WSP Photography
dove trovare notizie e segnalazioni su mostre, fotografi e curiosità, oltre che seguire le nostre attività

Gruppo Ufficiale Collettivo WSP
dove essere sempre aggiornato sui nostri eventi e sulle iniziative, inviare suggerimenti, richiedere informazioni e conoscere gli altri membri dell’Associazione e non; il gruppo non nasce per condividere foto ma potete invitare chiunque a fare parte per far conoscere le nostre attività e vivere insieme questa passione

Profilo Twitter
come ulteriore canale dove comunicare le nostre attività, commentare notizie e segnalazioni fotografiche e chiacchierare

Blog ufficiale Collettivo WSP
da sempre canale importante dell’Associazione e punto di riferimento per chi cerca notizie e segnalazioni sempre aggiornate sul mondo della fotografia romana e non, oltre che interviste ad autori e segnalazioni di fotografi emergenti

Vi invitiamo quindi rimanere in contatto con noi diventando fan della pagina e iscrivendovi al nostro gruppo. Vi aspettiamo numerosi!

Questa sera inaugurazione mostra “Cè stato il terremoto”. Incontro con il fotografo e il giornalista Sandro Iovine.

WSP Photography presenta, sabato 25 maggio, alle ore 19, la mostra fotografica di Andrea CarrubbaC’è stato il terremoto, un reportage fotografico nei luoghi colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna.

L’autore si muove nei campi di accoglienza tra chi ha perso la casa e i volontari e nei paesi più colpiti. In occasione dell’inaugurazione incontreremo l’autore Andrea Carrubba e Sandro Iovine, con cui parleremo anche di “fotogiornalismo” e del ruolo del reporter di fronte a tragedie così grandi come quella del terremoto.

terremo

Pensiamo di saperlo tutti. Ma cos’è il “fotogiornalismo”, il “reportage”, cosa voglia dire raccontare le storie degli altri, in realtà è informazione riservata a pochi oltre agli addetti ai lavori. Di fronte a una tragedia il ruolo del reporter, già delicato per definizione, diviene critico. Da una parte c’è l’urgenza della cronaca, il farsi tramite tra la “notizia” e il “lettore” utilizzando gli strumenti del giornalismo per mediare la soggettività aspirando a una dovuta imparzialità. Dall’altra invece c’è il dramma dei singoli. Il reporter, fotografo o giornalista di penna che sia, deve entrare nell’intimo della vita delle persone, irrompendo da fuori quasi sempre in momenti drammatici. E deve portare via informazioni, immagini, ma al tempo stesso esercitare il senso del rispetto nella condivisione dell’esperienza. Perché per raccontare davvero una storia è necessario viverla. Certo il fotografo che si reca nelle aree terremotate e viene da lontano potrà tornare a casa e ritrovare le sue cose, le geometrie della sua vita. Chi rimane no, ma poter poter raccontare come vive chi non ha potuto scegliere di essere attore della tragedia, è necessario almeno provare a condividerne la quotidianità. Il fotoreporter traduce la realtà a un pubblico che non può presenziare e per questo deve comprendere profondamente, passare settimane vivendo nei campi allestiti dalla protezione civile, esercitare la “compassione” (in senso etimologico) tanto da scegliere di non fotografare, come farebbe un parente, i corpi senza vita di chi è rimasto intrappolato nel crollo di una fabbrica. Quegli stessi corpi che altri, venuti per poche ore e con poca etica, si affannano a profanare con il loro teleobiettivi. La grandi ferite dell’Uomo vanno raccontate, ma senza oltraggiare chi le ha subite con l’esposizione delle piaghe. Questo dovrebbe essere il ruolo del fotogiornalista e questo è il racconto del terremoto dell’Emilia.

Sandro Iovine

Andrea Carrubba, nato nel 1984, dopo gli studi universitari si diploma in Fotografia Professionale presso l’Accademia John Kaverdash di Milano e, tra gli altri, consegue i master di Fotogiornalismo e di Linguaggio della comunicazione visiva tenuti da Sandro Iovine. Fotogiornalista freelance, copre le notizie nazionali ed internazionali e segue temi di carattere sociale e culturale. Ha collaborato con le maggiori testate nazionali, università, organizzazioni umanitarie, siti web e con l’editoria. Il suo ultimo lavoro “… c’è stato il terremoto”, a cura di Sandro Iovine, è stato presentato nelle province di Milano, Reggio Emilia, Varese, Modena e Roma. Attualmente è impegnato in più progetti, in Italia e all’estero.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.

Questa sera ore 19 Inaugurazione mostra fotografica di Remmelt Van Veelen + incontro

WSP Photography

presenta

Man made Landscape, di Remmelt Van Veelen

Inaugurazione sabato 4 Maggio 2013 ore19.00
Intervengono l’autore e la curatrice Marguerite Berreklouw

(c) Remmelt Van Veelen 

Man Made Landscape è un viaggio in Italia, tra luoghi arcaici e leggendari. E’ un progetto dedicato al rapporto tra l’uomo e l’impatto che il suo agire ha sulla natura e la forza della natura stessa.
Come in alcuni paesaggi olandesi, “polder”, Remmelt Van Veelen ritrova in alcune regioni d’Italia (Toscana, Umbria, Sicilia) la consapevolezza dell’uomo di essere parte di una natura dove ogni cosa trova il suo posto all’interno di un ecosistema. L’uomo, pur non essendo la misura di tutte le cose, ritrova nel suo agire l’unico elemento visibile. Il progetto è una riflessione sull’instabilità in natura, sull’alternarsi dei cambiamenti e gli equilibri negli ecosistemi. All’interno di questa cornice l’autore sostiene come non ci sia una distinzione sostanziale tra fotografia paesaggistica ed altri generi fotografici: l’uomo stesso è un paesaggio, soggetto a cambiamento e a momenti di equilibrio.

Remmelt Van Veelen fotografo olandese, laureato in arte, storia e geografia antropica. Vive ad Haarlem ed è membro della comunità “Photographers Evening”. Ha esposto in numerose gallerie europee ed internazionali tra cui il Centro di Architettura di Haarlem, la Galleria De Opsteker di Amsterdam, la Scuola di Fotografia di Madrid.

Marguerite Berreklouw lavora per il Politecnico di Amsterdam e negli ultimi dieci anni si è occupata di seguire il percorso artistico degli studenti durante le fasi di tirocinio previste. Si occupa inoltre di organizzare mostre fotografiche all’interno del Politecnico, curandone personalmente la scelta degli autori e dei lavori. E’ appassionata di storia e arti europee.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro

 

Zitta Cassandra: la mostra di Aude Fourel @WSP fino al 3 maggio

“Zitta Cassandra!”. Installazione fotografica di Aude Fourel.

Aude Fourel - Zitta Cassandra

L’esclamazione Zitta Cassandra! è utilizzata da Jean-Luc Godard nelle Storie del Cinema per condannare i ricordi e le certezze. Secondo la legenda Apollo per conquistare Cassandra le fece dono della dote profetica. Una volta ricevuto il dono Cassandra non volle concedersi al dio che per vendicarsi le sputò sulle labbra, condannandola con questo gesto a restare per sempre inascoltata.

Zitta Cassandra! è un’installazione, un montaggio di frammenti fotografici stampati su carta acquarello Arches e su vetro, contenuti all’interno di scatole di ferro e barattoli. Autoritratti celati e muti abitano quadri erroneamente vuoti o falsi specchi dal riflesso sfocato. Zitta Cassandra! è un percorso di immagini silenziose.

Aude Fourel

Artista e filmmaker, Aude Fourel vive e lavora tra Lione e Roma. Insegna cinema sperimentale e pratiche performative all’Università di Saint-Etienne (Francia).

La sua ricerca si basa sui legami fra fotogramma, cinema, flusso e corpo. Utilizza le tecnologie digitali insieme alle tecniche antiche della stampa con emulsione fotosensibile e dei film super 8, per fare emergere stati del corpo colpiti dalle instabilità dell’immagine.

Aude Fourel ha appena realizzato il cortometraggio ATTRAVERSARE ROMA (à travers Rome), ispirato alle sue camminate a Roma. Il cortometraggio verrà proiettato per la prima volta nel corso dell’inaugurazione.

La mostra sarà visibile fino al 3 maggio tutti i giorni tranne martedì e domenica dalle 19.00 alle 23.00.

Il 27 aprile alle ore 21.00 sono previste proiezioni e performance filmate di Aude Fourel + concerto e sonorizzazioni di Luca Venitucci sui cortometraggi di Maya Deren.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro

Independent Foto Festival: ad Ivrea dal 21 al 23 ottobre

IFF – Independent Foto Festival è il primo luogo d’incontro della fotografia indipendente italiana.

Dal 21 al 23 ottobre la città parlerà per immagini e si aprirà al mondo attraverso gli scatti e le storie dei fotografi che hanno scelto da sempre di lavorare sul campo, raccontando quel che c’è così come accade.

Mostre, proiezioni, conferenze e incontri con gli autori, letture portfolio: i tre giorni che Ivrea dedica alla fotografia indipendente saranno l’occasione per fare il punto su un panorama professionale di grande tradizione e in continua evoluzione. Per questo l’Independent Foto Festival è soprattutto interazione: pubblico e addetti ai lavori si troveranno insieme per parlare di tutti gli aspetti che caratterizzano oggi la fotografia in Italia e nel mondo.

I differenti punti di vista di fotografi, esperti e appassionati di diversa provenienza ed estrazione contribuiranno a rispondere alle molte domande ancora aperte: cosa fotografare, come fotografare e, soprattutto, perché fotografare?

L’attenzione è rivolta in particolare al fotogiornalismo e al fotoreportage indipendente, alle opportunità e alle problematiche che i professionisti affrontano nel lavoro quotidiano, alle influenze delle nuove tecnologie e della loro gestione, al controverso rapporto della fotografia con il mondo dell’arte.

Le mostre:

Soy Cuba di  Giancarlo Ceraudo curata da Marco Pinna –  Marco Pesaresi, Un ricordo in collaborazione con “Il Fanciullino” di Isa Perazzini, Istruzione Culturale Savignano, Savignano Immagini – Temporary? Landscape di Massimo Mastrorillo –   Shanghai Ruins di Alessandro Digaetano – Little Big Press di 3/3 –  Storie minime Grandi Storie di Dario Coletti –  Findhorn Foundation di Giovanni Presutti –  Il futuro del mondo passa da qui di Davide Bozzalla, Edoardo Piva, Silvia Pastore, Elena Muzzarelli, Fabrizio Esposito, Rosalia Filipetti, Antonio Del Popolo, Giulio Lapone, Elena Perlino, Paolo Bosio, Fulvio Bosio, Andrea Deaglio –   Gesti di Jazz di Luca D’agostino –  150 foto per 150 anni Collettiva con autori di tutto il mondo – Waiting what? We are moving… di  Stefano De Grandis, Massimo Di Nonno, Luana Monte, Michela Taeggi –  Ghanaians di Valentino Bellini –  Droga e microcriminalita a Scampia di Salvatore Esposito – Oltre il sipario di tony D’Urso a cura di Francesco Acerbis –   Il lavoro in Canavese tra 800 e 900  Archivio Audiovisivo Canavesano.

Info e  programma : Indipendent Foto Festival

(c) Giancarlo Ceraudo, Soy Cuba - Mostra a cura di Marco Pinna

Aleksandr Rodčenko: al Palazzo delle Esposizioni dall’11 ottobre 2011

L’Avanguardia russa del XX secolo rappresenta un fenomeno unico non solo nell’ambito della cultura russa, ma in quello della cultura universale. La straordinaria energia creativa prodotta dagli artisti di quella formidabile stagione rappresenta ancora fonte di nutrimento per la cultura artistica d’oggi. Aleksandr Rodčenko (1891-1956) è stato senza dubbio uno dei principali generatori di questa stagione creativa e intellettuale, rispecchiandone perfettamente lo spirito e l’aura mitica. Pittura, design, teatro, cinema, grafica e fotografia, sono gli ambiti disciplinari in cui il portentoso talento di questa affascinante figura d’artista si è cimentato, aprendo nuovi percorsi creativi per lo sviluppo successivo di ciascuno di essi. I primi anni Venti, in Russia, rappresentarono un periodo di transizione, in cui sperimentazione artistica e sociale coincisero. Fu allora, esattamente nel 1924, che Rodčenko concentrò la sua principale attenzione sulla fotografia, col risultato di produrre un vigoroso cambiamento nel concetto stesso di quel mezzo espressivo. Da mero strumento di registrazione della realtà, la fotografia divenne un mezzo per la rappresentazione dinamica di costruzioni intellettuali. Rodčenko introdusse in fotografia i principi dell’ideologia costruttivista, sviluppando metodiche e strumenti per la sua applicazione. Il “Metodo Rodčenko”, che comprendeva il ricorso a composizioni diagonali, sfocati progressivi, inversioni orientative, si trasformò col tempo in un repertorio di “figure retoriche” a disposizione di quegli artisti che, attraverso l’adesione al linguaggio costruttivista, credevano nella possibilità di una trasformazione migliorativa del mondo e della civiltà. Negli anni ’30, soprattutto verso la fine del decennio, esasperato dalle critiche e dalla persecuzione del regime sovietico, Rodčenko decise di ridiscutere le forme più radicali del suo pensiero creativo e si orientò ad un’adesione progressiva verso i principi estetici del Realismo Socialista, senza tuttavia mai rinunciare ad un’interpretazione originale e creativa degli stessi. Grazie alla tenace salvaguardia degli archivi famigliari, l’immenso patrimonio d’immagini di Rodčenko è confluito nel primo museo russo dedicato alla fotografia, la House of Photography of Moscow, che insieme ai famigliari e ai maggiori specialisti di questo settore ha promosso una lunga e meticolosa campagna di studi di cui questa mostra è il risultato. Curata da Olga Sviblova, direttore della House of Photography of Moscow, la mostra presenterà circa 300 opere tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe vintage.

(c) Aleksandr Rodčenko

Curata da Olga Sviblova, direttore della House of Photography of Moscow, la mostra presenterà circa 300 opere tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe vintage.

Informazioni Mostra Palazzo delle Esposizioni Via Nazionale, 194 – Roma Call center 06 39967500  www.palazzoesposizioni.it

SPILIMBERGO FOTOGRAFIA 2010

La mostra Sguardi sull’Africa (San Vito al Tagliamento, Italia, 1 luglio – 31 ottobre 2010 presso la Chiesa di San Lorenzo) a cura di Walter Liva, privilegia la lettura sociale, antropologica e storica che l’Occidente con le sue diverse culture della rappresentazione visiva ha espresso nei confronti di questo grande continente, dall’800 ad oggi. Presenta fotografie originali e oggetti originali d’epoca provenienti dalle collezioni dello Slovenski Etnografkij Muzej di Lubiana, National Army Museum di Londra, Pitts River Museum di Oxford, Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico L. Pigorini, Archivio Capitolino del Comune di Roma, Musée dell’Elisée di Losanna, Musei Civici di Reggio Emilia ed inoltre l’Agenzia Contrasto di Roma, le Gallerie Atlas di Londra e Paci Arte di Brescia.Tra le esclusive della mostra, le fotografie inedite originali realizzate da Giacomo Savorgnan Di Brazzà, il fratello del grande esploratore Pietro ( ma anche i ritratti di Stanley e Livingstone), i campi di battaglia delle guerre Zulu di Rorke Drifts e Isandlwana, fotografie inedite di Entotto, futura Addis Abeba del 1880, quindi gli italiani in Congo all’inizio del 900, Lehner & Landrock, le fotografie degli antropologi Lidio Cipriani e Raimondo Franchetti, Charles Kinsley Meek, Wilfred Patrick Thesinger, Issa e Abdallah Ommidvar, Giuliano Borghesan, i fotogiornalisti Uliano Lucas, Romano Cagnoni, Augusta Conchiglia…sino a Maurizio Frullani, Riccardo Venturi, Shoba, Sebastiao Salgado, Phil Borges e Nick Brandt. Il catalogo, che conterrà tutte le 140 fotografie presentate in mostra, oltre all’introduzione del curatore Walter Liva, propone brevi testi di: Elisabetta Mori, Archivio Capitolino di Roma, Mario Mineo, Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico L.Pigorini di Roma; Marko Frelih, Slovenski Etnografski Muzej di Lubiana; Chris Morton, Pitts River Museum, Oxford Oriana Goti, Archivio Fotografico Toscano, Prato; Elisabetta Farioli, Musei Civici di Reggio Emilia.

Lehner & Landrock., Danseuse de la tribu des Ouled Nail, 1904 - 1914

Per info: www.craf-fvg.it

MOSTRE:MARIO GIACOMELLI 99 FOTO

“Non fotografo ciò che vede il mio occhio, ma la mia anima”

Dopo la grande retrospettiva del 2001 al palazzo dele Esposizioni Roma torna ad ospitare una mostra antologica del grande maestro senigalliese Mario Giacomelli. Dal 12 maggio al 25 luglio 2010 Cinecittàdue Arte Contemporanea ospita “MARIO GIACOMELLI 99 FOTO”, una mostra dedicata ad uno dei grandi maestri della fotografia italiana. La mostra si compone di 99 foto originali provenienti da un’unica collezione privata mai esposte prima, offrono una panoramica completa di tutta l’attività di Mario Giacomelli, dal 1954 al 2000. Per l’occasione la mostra sarà accompagnata da un testo scritto appositamente da Marco Lodoli e sarà corredata dal video “MARIO GIACOMELLI LA MIA VITA INTERA”, a cura di Simona Guerra, consulente degli Archivi Fotografici, già autrice di due libri su Mario Giacomelli.
In mostra le sue serie più famose, da “Scanno” (1957-1959) che nel 1963 verrà acquistata dal MOMA di New York, rendendolo famoso a “Io non ho mani che mi accarezzino il volto” (1961-1963), ci sarà anche il suo scatto più conosciuto i seminaristi ripresi nei momenti di ricreazione, da “La buona terra” (1964-66) a “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” (1954/60). Esposte anche foto dei cicli “Presa di coscienza sulla natura” (1977-1979), “Carolin Branson” (1971-73), “A Silvia” (1987-88), “Questo ricordo lo vorrei raccontare” (1998-2000) e molte altre.

Sede: Cinecittàdue Arte Contemporanea, Centro Commerciale Cinecittàdue, Viale Palmiro Togliatti 2, 00173 Roma

Durata mostra: dal 12 maggio al 25 luglio 2010
Orario: dal lunedì alla domenica, dalle ore 11.00 alle ore 19.30
Ingresso libero.

La buona terra di Mario Giacomelli

la buona terra (c) Simone Giacomelli

MOSTRE: FACCE DA STRANIERO

“Facce da straniero : 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia”. E’ questo il titolo della mostra fotografica che sarà inaugurata venerdì 12 marzo ( resterà allestita fino al 18 maggio) presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Questa mostra fa parte di un più ampio progetto culturale curato da FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’immigrazione) a partire dal novembre del 2006 dedicato al fenomeno dell’immigrazione e del modo in cui il fotogiornalismo l’ha affrontato. Un lavoro che sarà completato dall’uscita di un libro per Mondadori che, seguendo un approccio multidisciplinare, proporrà resoconti e letture critiche sull’argomento.
Un progetto curato nello specifico da Luigi Gariglio, Andrea Pogliano e Riccardo Zanini, appoggiato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, la Regione Piemonte e il Comune di Torino.
116 copertine, 1368 servizi distribuiti su 4956 pagine e un totale di 7327 fotografie: questi sono i numeri che rendono un idea a livello quantitativo di come sia stato analizzato il fenomeno. Oltre a pannelli che forniscono un’ampia panoramica sulla rappresentazione giornalistica dell’immigrazione, la mostra contiene molte copertine dedicate ai fenomeni migratori nell’arco di tempo che va al 1980 ( anni di inizio dei flussi in entrata) al 2007. Una serie di inediti impreziosiscono poi ulteriormente la mostra: nomi del calibro di Francesco Cito, Uliano Lucas, Roby Schirer, Gianni Berengo, Gardin Francesco Zizola, Paolo Verzone, Massimo Berruti, Antonello Nusca, Francesco Cocco e altri protagonisti del fotogiornalismo italiano.

Fonte:Nuova Società