Special life, Gymnasium, Guadralis: tre mostre fotografiche al WSP

Inaugura venerdì 8 gennaio dalle 19:30, la mostra fotografica frutto dei lavori realizzati dagli autori durante l’edizione 2014-2015 del Laboratorio di Reportage di Fausto Podavini. Tre storie, tre visioni, tre percorsi fotografici e narrativi che gli autori ci presenteranno e racconteranno nel corso dell’inaugurazione.

mostra collettiva wsp

Special Life – di Maurizio Di Pietro
Alessandro ha un ritardo mentale sin dalla nascita, ha 43 anni e vive a Roma con i suoi genitori, Ada e Angelo, che si prendono cura di lui. La sua patologia si manifesta con una compromissione delle abilità a livello globale: cognitive, linguistiche, motorie e sociali. Alessandro impiega il suo tempo in tante attività ludiche, ricreative e formative supportato da Onlus e Cooperative Sociali che per lui, Ada e Angelo sono diventate un punto di riferimento. Per rompere la ripetitività di appuntamenti ciclici che rischiano di rendere il suo tempo come se fosse immobile, Alessandro ha accettato la proposta di lavorare in un bar gestito da una Onlus, da cui quest’estate ha ricevuto il suo primo stipendio, e di suonare le maracas e fare il corista in un gruppo musicale, i Disabilié, felice alla prima occasione di esibirsi difronte a un pubblico. Il week end è dedicato a una passeggiata nel suo quartiere, il quartiere africano, dove con facilità si intrattiene a conversare con gli amici e leggere il giornale. I suoi argomenti preferiti sono il calcio e il cibo. Quando ti incontra ti stringe la mano, forse ti dà un bacio, e sicuramente ti chiede cosa hai mangiato. Alessandro ha un carattere forte, è spesso sorridente, sembra felice. Special Life è il mio sguardo su una persona con disabilità intellettiva, uno sguardo che non indugia sulla malattia, che non si sofferma sulle ordinarie difficoltà e che non intende compiere un atto di denuncia sociale. Uno sguardo che tenta di instaurare un delicato compromesso tra invadenza e rispetto, ponendosi alla giusta distanza: dove è possibile vedere ed essere visti.

Gymnasyum – di Dario Li Gioi
Gymnasium è un lavoro su un luogo ricostruito. Una vecchia mensa nel quartiere di San Lorenzo, diventata palestra popolare. Uno spazio urbano rubato al declino, come altri a Roma. Uno luogo che si è trasformato in qualcos’altro. Un esperienza di un gruppo di persone che ha rinegoziato il concetto di spazio. Attraverso il rapporto corpo – oggetti – spazio, Gymnasium mostra la riappropriazione di un luogo. E il gesto sportivo si perde, rimane sospeso, fino a diventare astrazione. Uno spazio chiuso e aperto al tempo stesso, in cui tutto è transitorio, persino la palestra stessa. Un luogo che non appartiene, ma viene vissuto, al contrario di tanti luoghi che a Roma appartengono a qualcuno, ma sono privi di vita. Non la palestra con il suo caotico, esuberante movimento, ma la rivendicazione di un modo di vedere la vita e la capacità umana di ridare senso alle cose: occupare, resistere e andare avanti rimanendo fermi sulle proprie idee. Probabilmente un’utopia, quantomeno un’aspirazione.

Guadralis – di Giuseppe Nucci
Il Quadraro, derivazione del lemma latino Guadralis, è un quartiere storico alla periferia di Roma-sud. Da quando mi sono trasferito a Roma non l’ho mai veramente esplorato finché non ho iniziato a fotografarlo in un periodo di forte stress. Queste fotografie sono uno spaccato di visioni personali permeate dal senso di pace e solitudine interiore che hanno contraddistinto le mie lunghe incursioni nel quartiere. L’unica costante del Quadraro è il suo essere un crocevia che nell’urbanistica trova rappresentate le sue molteplici anime. Qui non si è in periferia e non si è al centro della città, si vive in una sorta di limbo in cui la pace e il silenzio sono a tratti surreali. Un insieme di luoghi eterogenei dagli scorci poetici ricchi di elementi che parlano della sua storia presente e passata. Un quartiere che s’interroga sui notevoli cambiamenti in atto al suo interno e che non smette di emozionarmi e regalarmi sensazioni sempre diverse.

La mostra fotografica sarà aperta fino al 12 febbraio, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 19:00 alle 21:00, il sabato in occasione di eventi presso WSP Photography.

Ghosts from the past: la mostra fotografica di Karl Mancini al WSP

mostra fotografica di Karl Mancini al WSP Photography

Sabato 28 marzo, dalle ore 19:30, inaugurerà al WSP la nuova mostra fotografica 
La terra del sorriso.
Lacerata da decenni di guerre, quella che un tempo era definita “Terra del sorriso”, combatte ancora la sua guerra contro la minaccia silenziosa delle mine antiuomo.
Dal 1975 al 1979, le mine furono usate in massa dai Khmer Rossi. Il loro leader Pol Pot fu a capo di una delle più cruente rivoluzioni nella storia dell’umanità, in cui circa 1,8 millioni di persone persero la vita.
Dopo la fine della rivoluzione e con l’inizio della guerra civile, la minaccia non si placò e nuove mine furono disseminate sul territorio dall’esercito vietnamita e dal governo cambogiano fino anche dopo la morte di Pol Pot a metà degli anni 90.

La situazione ad oggi.
Dal 1997 ad oggi più di 150 paesi hanno firmato la Convenzione di Ottawa che vieta la produzione, l’immagazzinamento, l’uso e la vendita delle mine antiuomo.  A quindici anni di distanza dalla firma degli accordi di pace, ancora oggi, ogni mese, circa venti persone sono vittime di questa piaga. I più colpiti sono soprattutto bambini e contadini.
Secondo il Sistema informativo sulle vittime delle mine e degli ordigni della Cambogia, un organismo governativo, la Cambogia è ancora uno dei paesi con il più alto numero di mine attive. Dal 1979 al 2013, circa 19.666 persone sono state uccise e altre 44.581 ferite (fonte: atlasweb.it).

Si stima che nel corso dei trent’anni di guerra e conflitti interni, conclusasi nel 1998, siano state disseminate tra i 4 e i 6 milioni di mine antiuomo e altri ordigni esplosivi.
Sempre secondo il Centro di sminamento cambogiano, ad oggi il paese ha eliminato e distrutto circa 3 milioni di mine e ordigni esplosivi. Si stima che entro il 2020 le operazioni di sminamento dovrebbero concludersi.

Il racconto di Karl Mancini.
Lavorando al progetto “Ghosts from the past” Karl Mancini ha passato quattro anni ad occuparsi del problema, collaborando con diversi gruppi ONG che operano nelle zone delle province di Banteay Meanchey, Krong Pailin, Oddar Meanchey, Preah Vilear, Pursat e Siem Reap, offrendo aiuto a chi ha bisogno di riabilitazione fisica e supporto medico.
Karl Mancini è nato a Roma nel 1978. Fin da piccolo, focalizza la sua attenzione sulle curiosità provenienti da paesi lontani, la geografia, le differenze culturali dei popoli, la letteratura ed è affascinato dalle immagini che cataloghi e libri gli  testimoniavano.
Dal 2001 ad oggi ha visitato 77 paesi, munito di “Un Taccuino, Uno Zaino, la Macchina Fotografica e la Strada”.
Nell’ultimo anno ha esposto al festival Fotoleggendo di Roma, è stato selezionato per il Perugia Social Festival e dalla rivista on-line Lens Culture tra gli Emerging European Talents, ha vinto il secondo premio al festival di Sestri Levante, semifinalista al Photolux Leica Awards ed è uno dei finalisti di Portfolio Italia-FIAF esposti da fine novembre presso il Centro della Fotografia d’autore di Bibbiena (AR). Da gennaio 2014 è contributor di Echo Photo Agency di Milano.
Per conoscere altri suoi lavori visitate il suo sito: http://www.karlmancini.com/

Non perdete l’inaugurazione di venerdì 28 al WSP Photography.

Cum Panis: mostra fotografica di A.Curci, S.Mariotti, S.Pellegrini

 

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“CUM PANIS”
Dalla terra a un sogno
Mostra fotografica di Alessio Curci, Silvia Mariotti, Simone Pellegrini

 

Inaugurazione mostra e incontro con gli autori
8 novembre ore 20:00

 Cum Panis

“Se sognare un poco è pericoloso, la sua cura non è sognare meno, ma sognare di più, sognare tutto il tempo.”  M. Proust

 

Sabato 8 novembre alle ore 20:00 inaugurerà “CUM PANIS”, la mostra fotografica frutto del lavoro realizzato da Alessio Curci, Silvia Mariotti e Simone Pellegrini durante l’edizione 2013-2014 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con gli autori che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato.

CUM PANIS è la storia di un luogo, una terra e di un sogno, un racconto fotografico delle speranze e degli ideali di una comune, quella del Casale Pachamama di Roma.

Occupata nel giugno del 2013 da un gruppo di persone, questa struttura abbandonata sorge nella periferia Sud di Roma, all’interno della Riserva Naturale Acqua-Acetosa Ostiense.

Gli occupanti decisero di ribattezzarla Pachamama, ovvero Madre-Terra. In poco tempo, il Pachamama è diventato un’isola verde in un orizzonte di cemento: per ben undici mesi gli occupanti hanno fronteggiato difficoltà logistiche, climatiche, strutturali e politiche, riuscendo, però, a trasformare il casale in uno spazio abitativo, sociale e rurale e contrastando mire speculative. A giugno 2014 un’ordinanza esecutiva del Sindaco di Roma ha messo la parola fine all’occupazione, predisponendo la chiusura del Pachamama. In un momento storico di forte contrasto alle occupazioni a Roma e in tutta Italia, a loro resta almeno una promessa: il casale non sarà distrutto ma diverrà un Bene Comune.

CUM PANIS racconta visivamente il quotidiano, toccando tutti gli aspetti del vivere comune, dai momenti conviviali al lavoro agricolo, dalle tensioni di piazza alle preoccupazioni dovute a una condizione abitativa precaria.
Una storia di resistenza e dignità, che Alessio Curci, Silvia Mariotti e Simone Pellegrini hanno vissuto da vicino, fotografando con sensibilità le varie fasi di vita dell’occupazione e fondendo i loro stili al servizio di un unico racconto, che gioca sul filo della documentazione giornalistica senza tralasciare l’interpretazione creativa.

La mostra sarà aperta fino al 21 novembre 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.
Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3€.

 

 

 

“Famous for the wrong reasons”: la mostra di Sal Idriss dal 5 aprile al WSP

WSP Photography presenta Famous for the Wrong Reasons di Sal Idriss. Inaugurazione mostra fotografica e incontro con l’autore. A cura di Alessandra Migani.

Si inaugura sabato 5 aprile alle ore 19.00 la mostra fotografica di Sal Idriss, curata da Alessandra Migani in collaborazione con il British Council.

sal idriss

Famous for the Wrong Reasons è un progetto nato per onorare e ricordare le vittime di violenza giovanile e allo stesso tempo per mostrare le conseguenze che si annidano dietro l’atto di portare con sé una pistola o un coltello.

Il 27 dicembre 2007 a Londra, il giovane Nassirudeen di appena 16 anni, viene ucciso da un suo coetaneo in pieno giorno, nel quartiere Islington. Nassirudeen non faceva parte di nessuna gang, si è purtroppo ritrovato nel posto sbagliato al momento sbagliato dove una stupida lite, non cercata, si è trasformata in tragedia. Una tragedia che ha coinvolto le famiglie, gli amici, la società stessa.

Nassirudeen era il fratello di Sal Idriss, che in seguito a questa tragedia, ha dato vita al progetto Famous for the Wrong Reasons, con l’intento di educare i giovani più vulnerabili che rischiano di essere coinvolti in fenomeni di criminalità. Idriss si mette in contatto con molte famiglie delle vittime dei delitti avvenuti nel corso del 2007 e negli anni successivi. Quindi fotografa le famiglie nei luoghi dove i loro figli appena adolescenti sono stati uccisi. Un mazzo di fiori, lasciato a terra accanto ai familiari, rappresenta, nel ritratto, quell’enorme vuoto lasciato dalle giovani vite venute a mancare.

Il progetto, inoltre, è un modo per combattere il senso di appartenenza, potere e forte popolarità, che si è venuto a creare tra molti dei giovani appartenenti alle gang locali. La realtà, amara e crudele, dimostra come tutto questo perda valore di fronte alla morte violenta di un altro essere umano.

La mostra, nei locali di WSP Photography, presenta 12 ritratti di alcune delle famiglie coinvolte nel progetto, estesosi nel frattempo al resto d’Europa.

In occasione dell’inaugurazione, l’incontro con l’autore Sal Idriss, la curatrice Alessandra MiganiGeorge Ebai(Human Rights Advocate) e la proiezione del video con le interviste alle famiglie.

Sal Idriss nasce a Kumasi in Ghana nel 1970. Si trasferisce a Londra a 15 anni. Adesso vive e lavora fra Londra, Svezia e Parigi. Ha studiato fotografia presso il London Institute in Inghilterra. Ha collaborato con la prestigiosa rivista musicale Blues & Soul per la quale ha realizzato numerosi ritratti di musicisti della scena nera e non solo come James Brown, Roberta Flack, Erykah Badu, Maxim (Prodigy), Tricky, Eminem e tanti altri. I suoi ritratti sono stati pubblicati dalle riviste Blues & Soul, GQ, Mojo, Scotland on Sunday, ES magazine e dai quotidiani inglesi Guardian, The Times, the Mirror. Attualmente ventuno ritratti, appartenenti al progetto “f2.8 at 15th”, iniziato nel 1997, fanno parte della collezione permanente della National Portrait Gallery di Londra. I ritratti includono personaggi pubblici che hanno avuto un impatto notevole sulla società contemporanea e di conseguenza sulla comunità afro-caraibica. Sal ha esibito i suoi progetti al Fitzwilliam Museum, alla National Portrait Gallery, Greater London Authority e City Hall. È fra i fotografi selezionati nel 2007 per Bamako Biennale, la cui mostra collettiva “7ème Rencontres de la Photographie” è stata esposta in Mali, Germania, Marocco ed in Spagna.

La mostra sarà esposta fino al 2 maggio 2014 presso la sede di WSP Photography a Roma in Via Costanzo Cloro 58 (San Paolo).

“Cinderellas”: inaugurazione mostra fotografica 8 febbraio ore 19

Cinderellas - Annalisa Natali MurriL’Associazione Culturale WSP Photography presenta “Cinderellas” Mostra fotografica di Annalisa Natali Murri. Inaugurazione mostra e incontro con la fotografa. 8 febbraio ore 19:00

Sabato 8 febbraio dalle ore 19:00 inaugura “Cinderellas”, il lavoro della fotografa Annalisa Natali Murri dedicato alla condizione delle Hijras, transessuali del Bangladesh. Ne discuteremo con l’autrice che presenterà il progetto.

Per secoli gli Hijras (parola che in Urdu indica chi abbandona la tribù), gli appartenenti al cosiddetto “terzo genere”, hanno avuto un ruolo fondamentale nella nella ritualità di molti paesi asiatici. Chi non nasceva né uomo né donna in passato veniva venerato come una semidivinità, era simbolo di prosperità e buona sorte. Oggi il più delle volte suscita solo disprezzo, diffidenza o ilarità: i tempi sono cambiati, e la vita degli Hijras si è fatta estremamente più difficile, specialmente in un paese come il Bangladesh.

Essere Hijra in Bangladesh costringe così molti a vivere senza un’identità riconosciuta. Coloro che nascono o decidono di diventare Hijra ufficialmente non esistono: non possono avere accesso all’istruzione o al lavoro, avere un passaporto, un conto in banca nè la patente di guida. E a differenza di altri paesi che ne hanno già riconosciuto l’esistenza, garantendo loro diritti civili e cittadinanza, il Bangladesh sembra non preoccuparsi dei 35.000 e più Hijras che vi abitano. E la mancanza di assistenza da parte del governo, così come l’assenza di opportunità di lavoro costringe la maggior parte di loro alla prostituzione.

“Probabilmente se il governo riconoscesse ia nostra esistenza e ci concedesse opportunità di lavoro non avremmo più bisogno di prostituirci” – così dice Annonya, Hijra in una delle tante comunità di Dhaka – “e la nostra vita sarebbe migliore. Ma per adesso non possiamo fare altro che farci belle… e scendere in strada”.

Annalisa Natali Murri nasce nel 1982. Fotografa indipendente autodidatta, si accosta alla fotografia per la prima volta all’età di 26 anni, realizzando i primi scatti nell’ambito della fotografia di architettura. Terminati gli studi in ingegneria, inizia ad alternare il proprio lavoro alla realizzazione di progetti di ricerca personale e fotografia documentaria. Le sue immagini spesso raccontano storie di donne e persone ‘dimenticate’: nel 2012 il suo Cinderellas, progetto che racconta le difficoltà delle comunità transessuali in Bangladesh, ottiene un importante riconoscimento al Picture Of the Year international. Vive e lavora a Bologna.

La mostra sarà aperta fino al 7 marzo 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

 

 Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3 euro.

Io sono Africa: inaugurazione mostra fotografica di Gabriele Orlini 23 novembre @WSP

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

Mostra fotografica “Io sono Africa” di Gabriele Orlini
Inaugurazione mostra e incontro con l’autore

23 novembre ore 19:00

orlini

Si inaugura sabato 23 novembre alle ore 19:00 la mostra fotografica di Gabriele Orlini. “Io sono Africa” è una storia, fatta da Attimi, Momenti, Persone, e Luoghi. Diversi tra loro ma indissolubilmente legati da sottili fili invisibili ed indivisibili. Non è il racconto dell’Africa ma una storia dove tanti sono i protagonisti, legati tra loro da un filo indissolubile. È una storia fatta di uomini e di un solo uomo, Mondele, di alberi secolari, donne, fiumi che scorrono da millenni, colori e pioggia. È la storia di una malattia che non trova medicina. È la storia di una Terra che ti entra dentro e di chi quella terra la vive e la consuma.  

Insieme a Gabriele parleremo della sua Africa e del suo lavoro di reportagista visionando insieme alcuni dei suoi lavori più importanti.

Gabriele Orlini, nato a Trieste ma milanese d’adozione, è un fotografo professionista vagabondo per vocazione. Affascinato dalle “storie dell’uomo”, dalle sue contraddizioni e dalle sue “lotte d’amore con il mondo”, alla metà del 2009 trova nella Fotografia il mezzo ideale per raccontare ciò che vede. Ha realizzato reportage in diverse parti del mondo: Palestina, Cameroon, Argentina. Per la ONG Salvatorian Office for the International Aid ha realizzato un reportage in Africa sulla “Vita senza Elettricità” nella zona di Kapanga a sud-ovest della Repubblica Democratica del Congo e un reportage sulle etnie Garros e Khasis nello stato di Meghalaya, in India, e sulle piccole colonie cristiane nello stato di Assam sul confine con il Bangladesh. Nel 2012 ritorna nella Repubblica Democratica del Congo – portando avanti, tra gli altri un progetto (mAma – 9Lune) sull’abuso sessuale in alcuni villaggi nella Prov. Du Katanga , in Tanzania, ed infine in Mozambico. Attualmente si sta preparando per un nuovo progetto a Caracas (Venezuela), ed un altro sulla Linea di Confine nel nord-est italiano e gli stati della ex Yugoslavia.

Le foto della mostra e l’intera mostra sono in vendita. Per info contattare info@collettivowsp.org.

La mostra sarà aperta fino al 13 dicembre 2013, dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00. Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2013 3 euro. 

 

Questa sera ore 19.00 Inaugurazione Mostra fotografica “Vecchie Storie di Quartiere” @ WSP Photography

“Vecchie storie di quartiere”: Viaggio fotografico nei Centri Anziani Municipio XI . Dal 17 novembre 2012 ore 19.00 WSP Photography – Via Costanzo Cloro 58. Inaugurazione Mostra Fotografica

La mostra fotografica “Vecchie storie di quartiere”, promossa dall’Associazione culturale WSP Photography con il Patrocinio del Municipio XI nasce da una parte con l’intento di mettere alla prova i propri studenti dei corsi di fotografia nella realizzazione di un lavoro sul campo che documenti un tessuto importante della realtà romana attraverso la testimonianza di storie, volti, racconti di vita; dall’altro quello di descrivere la quotidianità dei centri anziani come cuore pulsante di vitalità e memoria storica ed umana di un quartiere che ha tantissime storie da raccontare e scoprire.

Il progetto, attraverso il supporto dei fotografi dell’Associazione WSP e della supervisione dell’insegnante del corso, Fausto Podavini, ha visti impegnati 20 studenti che per circa 6 mesi hanno frequentato i 7 centri del Municipio, interagendo con i loro frequentatori per creare un contatto, un legame intimo e confidenziale al fine di raccontare le storie e le emozioni dei veri protagonisti di questa mostra: gli anziani.

I Centri Anziani Coinvolti sono stati: Centro sociale anziani “Vasca navale”, Centro sociale anziani “San Michele”, Centro Sociale anziani “Pullino”, Centro sociale anziani “Commodilla”, Centro sociale anziani “Parco Schuster”, Centro sociale anziani “Granai di Nerva”, Centro sociale anziani “Casale Ceribelli”.

In mostra le fotografie di: Alba Scerrati, Andrea Bucci, Annarita Bellarosa, Chiara Andreucci, Chiara Moncada, Giulio Rauco, Laura Fantini, Lucia Cattaneo, Marianna Ciuffreda, Matteo Di Giacomo, Marco Nusca, Marco Vignola, Nicoletta Cartocci, Palma Navarrino, Silvana Vincenti, Serena Tognarelli, Sara Feola, Silvia Landi, Sveva Mengarelli, Violetta Canitano.

La mostra fotografica, già inaugurata il giorno 28 settembre alle ore 16:00 presso la Sala Consiliare del Municipio XI alla presenza delle autorità del Municipio XI, viene riproposta dal 17 novembre presso WSP Photography e sarà visitabile fino al 30 novembre 2012.