AZ – Il novecento nelle fotografie di Zavattini

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L’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia ospiterà nelle sale del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, a Roma, fino al 28 marzo 2016, una mostra antologica delle fotografie di Arturo Zavattini, ideata e curata da Francesco Faeta e Giacomo Daniele Fragapane.

AZ – Arturo Zavattini fotografo Viaggi e cinema, 1950-1960, prevede l’esposizione di oltre 170 fotografie di grande formato, in massima parte inedite, che illustrano l’intensa attività fotografica di Arturo Zavattini tra il 1950 e il 1960, decennio cruciale della storia del Novecento.

Arturo Zavattini è noto, oltre che come operatore cinematografico e direttore della fotografia di molti film importanti, non solo italiani, come fotografo in ambito etnografico.

La sua cultura fotografica è maturata a stretto contatto con il Neorealismo italiano e con il realismo americano e ha saputo legare aspetti della cinematografia e della fotografia, con curiosità, arguzia, spirito critico.

Arturo Zavattini, figlio di Cesare, è nato a Luzzara nel 1930. Scopre la fotografia nel 1949, quando il padre gli regala la prima macchina fotografica: risalgono all’epoca le prime esperienze in camera oscura. Nel 1951, grazie a Vittorio De Sica che lo presenta ad Aldo Graziati, direttore della fotografia di Umberto D., inizia il suo lavoro nel cinema.
Operatore e direttore della fotografia di molti film italiani e stranieri ha esordito come fotografo accompagnando Ernesto de Martino nella sua prima spedizione etnografica in Lucania, nel giugno 1952. Nel 1982 firma la fotografia di La veritàaaa, unico film scritto, interpretato e diretto da suo padre. Si dedicherà poi interamente alla cura dell’Archivio Cesare Zavattini, che guida tuttora.


La mostra si trova al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
5 dicembre 2015 – 28 marzo 2016
Per maggiori informazioni visitare il sito. 

Special life, Gymnasium, Guadralis: tre mostre fotografiche al WSP

Inaugura venerdì 8 gennaio dalle 19:30, la mostra fotografica frutto dei lavori realizzati dagli autori durante l’edizione 2014-2015 del Laboratorio di Reportage di Fausto Podavini. Tre storie, tre visioni, tre percorsi fotografici e narrativi che gli autori ci presenteranno e racconteranno nel corso dell’inaugurazione.

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Special Life – di Maurizio Di Pietro
Alessandro ha un ritardo mentale sin dalla nascita, ha 43 anni e vive a Roma con i suoi genitori, Ada e Angelo, che si prendono cura di lui. La sua patologia si manifesta con una compromissione delle abilità a livello globale: cognitive, linguistiche, motorie e sociali. Alessandro impiega il suo tempo in tante attività ludiche, ricreative e formative supportato da Onlus e Cooperative Sociali che per lui, Ada e Angelo sono diventate un punto di riferimento. Per rompere la ripetitività di appuntamenti ciclici che rischiano di rendere il suo tempo come se fosse immobile, Alessandro ha accettato la proposta di lavorare in un bar gestito da una Onlus, da cui quest’estate ha ricevuto il suo primo stipendio, e di suonare le maracas e fare il corista in un gruppo musicale, i Disabilié, felice alla prima occasione di esibirsi difronte a un pubblico. Il week end è dedicato a una passeggiata nel suo quartiere, il quartiere africano, dove con facilità si intrattiene a conversare con gli amici e leggere il giornale. I suoi argomenti preferiti sono il calcio e il cibo. Quando ti incontra ti stringe la mano, forse ti dà un bacio, e sicuramente ti chiede cosa hai mangiato. Alessandro ha un carattere forte, è spesso sorridente, sembra felice. Special Life è il mio sguardo su una persona con disabilità intellettiva, uno sguardo che non indugia sulla malattia, che non si sofferma sulle ordinarie difficoltà e che non intende compiere un atto di denuncia sociale. Uno sguardo che tenta di instaurare un delicato compromesso tra invadenza e rispetto, ponendosi alla giusta distanza: dove è possibile vedere ed essere visti.

Gymnasyum – di Dario Li Gioi
Gymnasium è un lavoro su un luogo ricostruito. Una vecchia mensa nel quartiere di San Lorenzo, diventata palestra popolare. Uno spazio urbano rubato al declino, come altri a Roma. Uno luogo che si è trasformato in qualcos’altro. Un esperienza di un gruppo di persone che ha rinegoziato il concetto di spazio. Attraverso il rapporto corpo – oggetti – spazio, Gymnasium mostra la riappropriazione di un luogo. E il gesto sportivo si perde, rimane sospeso, fino a diventare astrazione. Uno spazio chiuso e aperto al tempo stesso, in cui tutto è transitorio, persino la palestra stessa. Un luogo che non appartiene, ma viene vissuto, al contrario di tanti luoghi che a Roma appartengono a qualcuno, ma sono privi di vita. Non la palestra con il suo caotico, esuberante movimento, ma la rivendicazione di un modo di vedere la vita e la capacità umana di ridare senso alle cose: occupare, resistere e andare avanti rimanendo fermi sulle proprie idee. Probabilmente un’utopia, quantomeno un’aspirazione.

Guadralis – di Giuseppe Nucci
Il Quadraro, derivazione del lemma latino Guadralis, è un quartiere storico alla periferia di Roma-sud. Da quando mi sono trasferito a Roma non l’ho mai veramente esplorato finché non ho iniziato a fotografarlo in un periodo di forte stress. Queste fotografie sono uno spaccato di visioni personali permeate dal senso di pace e solitudine interiore che hanno contraddistinto le mie lunghe incursioni nel quartiere. L’unica costante del Quadraro è il suo essere un crocevia che nell’urbanistica trova rappresentate le sue molteplici anime. Qui non si è in periferia e non si è al centro della città, si vive in una sorta di limbo in cui la pace e il silenzio sono a tratti surreali. Un insieme di luoghi eterogenei dagli scorci poetici ricchi di elementi che parlano della sua storia presente e passata. Un quartiere che s’interroga sui notevoli cambiamenti in atto al suo interno e che non smette di emozionarmi e regalarmi sensazioni sempre diverse.

La mostra fotografica sarà aperta fino al 12 febbraio, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 19:00 alle 21:00, il sabato in occasione di eventi presso WSP Photography.

Inaugurazione One photo for Everyone

Inaugura oggi alle 19:30 la mostra fotografica One photo for Everyone, un evento di beneficenza volto a sostenere, con il ricavato della vendita delle foto, la campagna Everyone di Save the Children, contro la mortalità infantile.

Nel mondo, ogni 5 secondi, muore un bambino per cause facilmente prevedibili e su cui sarebbe possibile intervenire in modo preventivo. Da anni Save the Children è impegnata a promuovere e sostenere campagne volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto, a volte, basti poco per fare qualcosa.

“One Photo for Every One” nasce da un’idea dell’Associazione fotografica romana WSP Photography , proprio con l’intento di creare un momento di condivisione e conoscenza ma anche un’occasione per dimostrare quanto la fotografia, con la sua potente forza comunicativa, possa giocare un ruolo importante nell’avvicinare e sensibilizzare le persone a sostegno di una causa per cui tutti possiamo impegnarci, anche con un piccolo gesto.

Fotografia e solidarietà: un binomio vincente.

Tutta l’iniziativa è stata possibile soprattutto grazie alla disponibilità e all’impegno degli oltre 30 fotografi che hanno aderito al progetto donando le loro opere.
Fotografi italiani e non, da sempre impegnati nel raccontare, attraverso la fotografia, diritti umani e tematiche sociali e nel dimostrare il valore che il reportage sociale può avere nel portare alla luce storie dimenticate.
Acquistando una loro foto sarà possibile non solo sostenere Save the Children ma anche avere l’opportunità di regalare e regalarsi una foto d’autore.

I fotografi in mostra.

In mostra e in vendita le fotografie di Valerio Bispuri, Fabio Bucciarelli, Fulvio Bugani, Giancarlo Ceraudo, Simone Cerio, Giovanni Cocco, Dario De Dominicis, Marco Di Lauro, Albertina D’Urso, Antonio Faccilongo, Carlo Gianferro, Riccardo Ghilardi, Alessandro Grassani, Meeri Koutaniemi, Francesca Mancini, Emiliano Mancuso, Paolo Marchetti, Giovanni Marrozzini, Pietro Masturzo, Myriam Meloni, Pierpaolo Mittica, Antonella Monzoni, Annalisa Natali Murri, Giorgio Palmera, Alessandro Penso, Lucia Perrotta, Fausto Podavini, Stefano Schirato, Daniela Silvestri, Angelo Turetta, Paolo Verzone.

Durata della mostra.

One photo for Everyone inaugurerà venerdì 11 dicembre alle 19:30 presso la sede del WSP di Roma in Via Costanzo Cloro 58. Saranno presenti gli organizzatori, una delegazione di Save the Children e alcuni dei fotografi.
La mostra e la vendita di beneficenza durerà fino al 19 dicembre.

Per maggiori informazioni: info@collettivowsp.org o 328 1795463

Football Asylum: inaugurazione mostra fotografica

football asylum: inaugurazione mostra fotograficafootball asylum: inaugurazione mostra fotografica

football asylum: inaugurazione mostra fotografica

Sabato 14 novembre alle ore 19:00 inaugura “FOOTBALL ASYLUM”, il lavoro realizzato da Claudio Cesarano, Marco Mastrojanni e Laura Montanari durante l’edizione 2014-2015 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con gli autori che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato.

Football Asylum è uno spaccato della vita di giovani rifugiati ripresi da una prospettiva diversa: quella di una passione condivisa, di uno sport, il calcio, che li unisce al di là di etnie, lingua o religione. È una storia di asilo attraverso lo sport.

Il progetto parte sul campo da gioco di Liberi Nantes, una squadra di calcio di Roma interamente composta da richiedenti asilo politico di diversi paesi dell’Africa centrale (Gambia, Mali, Burkina Faso, etc.) che dal 2008 giocano in un campionato locale di terza categoria.

Lo sport è solo il sipario per entrare più a fondo nelle storie di questi ragazzi, nelle loro vite, nelle loro giornate dentro i centri di accoglienza che li ospitano: giornate fatte di solitudine, silenzio, paure, noia, attesa.. perenne attesa delle riposte alle loro richieste di asilo: un limbo che può durare mesi, o persino anni.

Nell’attuale contesto italiano ed europeo sempre più critico su temi quali immigrazione, rifugiati politici ed integrazione, Football Asylum rappresenta un punto di vista nuovo e alternativo sul tema: è una storia fatta di attese e complessità, ma anche di riscatto, rinascita ed integrazione attraverso la moneta universale del gioco del calcio, perché ricominciare a giocare, per molti ragazzi, può rappresentare un po’ ricominciare a vivere.

La mostra sarà aperta fino al 9 dicembre 2015.

Ricordiamo che WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL pertanto l’ingresso e tutte le attività, anche quelle gratuite, sono riservate ai soli soci. È possibile associarsi il giorno stesso dell’evento. Costo Tessera ENAL 2015 3 euro.

“Sono altro. Sono altrove”. Inaugurazione mostra fotografica

SONO ALTRO. SONO ALTROVE

Inaugurazione mostra fotografica di
Cristina Aruffo, Eleonora De Marinis, Santolo Felaco

Sabato 10 ottobre 2015 19:00
WSP Photography – Via Costanzo Cloro 58 – Roma

Sono altro. Sono altrove.

Sono altro. Sono altrove.

Inaugura sabato 10 ottobre dalle 19:00, la mostra fotografica frutto del lavoro realizzato dagli autori durante l’edizione 2014-2015 del Laboratorio di Reportage di Fausto Podavini.
Come ogni edizione, il corso prevede che i partecipanti si cimentino nel raccontare storie all’interno di realtà appositamente selezionate dal WSP Photography oppure proposte dagli studenti stessi. Ed è questo il caso della storia che vi racconteranno Cristina Aruffo, Eleonora De Marinis e Santolo Felaco, attraverso le loro parole e, soprattutto, le loro fotografie.

“Sono Altro. Sono Altrove” parla di adolescenti, ospitati in una comunità terapeutica riabilitativa, e delle loro vite sospese. Adolescenti che aspettano di vedere se stessi in un futuro che non sanno ancora come costruire, un orizzonte di cui perdono costantemente i dettagli per trovarne di nuovi o abbandonarsi totalmente. Attraverso gli sguardi degli autori, entriamo in un luogo/non-luogo, in uno spazio e in un tempo di transizione dove anime sospese distruggono e ricostruiscono il complesso mosaico della loro vita in una costante ricerca di se stessi e di un loro personale equilibrio.

Un microcosmo dove si costruiscono soprattutto relazioni che non si sono mai vissute, ma di cui si sente fortemente il desiderio. Dove imparano le regole basilari della quotidianità come lavarsi, mangiare, comprare le sigarette ed insieme nelle loro solitudini, si stringono, si allontanano, si odiano, si amano con una intensità esasperata. Agli autori non interessa il passato dei protagonisti del lavoro né hanno l’intento di guardare con indulgenza. Attraverso le fotografie mettono in campo la loro visione di ragazzi mai stati fanciulli, che cercano le mani di adulti che li guidino ma che, soprattutto, li accolgano.

 

Ricordiamo che WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL e pertanto l’ingresso e tutte le attività, anche quelle gratuite, sono riservate ai soli soci. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo Tessera ENAL 2015 3 euro.


Fotoleggendo 2015: inaugurazione mostra fotografica sola(mente) @WSP Photography

fotoleggendo 2015 Nell’ambito di Fotoleggendo 2015, WSP Photography inaugura il 12 giugno alle ore 19.00 la mostra “sola(mente)” di Lucia Cattaneo, Ernesto D’Amico e Matteo Di Giacomo. Saranno presenti gli autori.

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La schizofrenia è una malattia psichiatrica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell’affettività, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona. Psicologi e psichiatri attribuiscono la causa a un mix di fattori genetici, biologici e psicologici. Per i soggetti con schizofrenia, le attività di tutti i giorni, come articolare i pensieri, controllare le emozioni, prendere decisioni e interagire con gli altri diventano difficili. L’ingresso in una Comunità Terapeutica riabilitativa genera una aspettativa che, supportata dalla esperienza di vita in comune, attraverso un continuo relazionarsi con altri ospiti o operatori, gli permetta di sentirsi nuovamente “padrone di se stesso”. La strada che porta alla guarigione è lunga e si identifica con la capacità di svolgere nuovamente un lavoro, tornare a far parte di un sistema familiare e sociale. In alcuni casi si può non guarire del tutto ma ciò non può compromettere la speranza del malato di riguadagnarsi una vita degna di essere vissuta. La schizofrenia è una malattia, riscontrata in ogni epoca e cultura e colpisce più frequentemente soggetti nella tarda adolescenza e nella prima fase dell’età adulta (nel 75% dei casi l’esordio avviene tra i 15 e i 35 anni), ha una incidenza che varia tra lo 0,6% e lo 0,8% della popolazione mondiale, in Italia sono circa 500.000 i malati o soggetti a rischio e ogni anno la malattia colpisce da 1,3 a 2,6 italiani su mille.

Lucia Cattaneo, Ernesto D’Amico e Matteo Di Giacomo sono tre fotografi che si interessano in particolar modo di fotografia di reportage in ambito sociale. Si sono avvicinati al mondo della fotografia da diversi anni frequentando vari corsi e workshop fotografici, molti dei quali con Fausto Podavini. Nel 2013, frequentano il Laboratorio Reportage presso l’associazione culturale WSP Photography e iniziano il progetto Sola(Mente) dove affrontano il delicato tema della malattia mentale seguendo gli ospiti della Comunità Terapeutica Riabilitiva “Il Ponte e l’Albero”.  Per ulteriori info: Fotoleggendo 2015. Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2015. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2015: 3 euro.

LUCHA: inaugurazione mostra fotografica e incontro con gli autori

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“LUCHA”

Mostra fotografica di Marianna Ciuffreda, Chiara Moncada, Marco Vignola

Inaugurazione mostra e incontro con gli autori

5 dicembre ore 19:30

lucha

Venerdì 5 dicembre alle ore 19:30 inaugurerà “LUCHA”, la mostra fotografica frutto del lavoro realizzato da Marianna Ciuffreda, Chiara Moncada, Marco Vignola durante l’edizione 2013-2014 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con gli autori che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato. Esiste a Roma un luogo che ospita e accoglie donne alla ricerca di un riparo, di un’alternativa temporanea.
Di una casa. Le loro ombre raccontano di difficoltà, a volte di violenze, a volte di solitudini. In questo spazio approdano donne stanche, mutilate nella loro dignità, a volte scoraggiate. E sole. Ma mai arrese.
Qui, nelle stanze e nei corridoi spogli, prende vita una nuova possibilità. Il riscatto di ciò che è stato.
La ricerca di nuove motivazioni per ricostruirsi. Il tempo del loro passaggio nella casa, può essere una parentesi breve e fugace, o al contrario lunga e rallentata. Sospesa. Sempre, per tutte, il desiderio sarà di uscire. Abbandonare la casa, sigillandovi dentro le ferite e le inquietudini della vita passata, della strada da cui fuggono. Dalle finestre dello stabile filtra spesso una luce fioca, che quasi fatica a farsi largo, ma sempre ha il potere di rivelare l’intensità di vissuti complessi, che attendono qui il momento per ripartire. Forse sole, ma libere. Libere di guardare al proprio passato più serenamente. Non come una rete che le intrappola, ma piuttosto una tela che proietta, esclusivamente per loro, l’unicità, e sì anche la bellezza, della loro storia.

La Casa delle Donne “Lucha Y Siesta” nasce l’8 marzo 2008 dalla volontà di un gruppo di femministe italiane autorganizzate, allo scopo di farne un luogo dove storie diverse possano incontrarsi ed esprimere la propria specificità, in un’intimità condivisa e autodeterminata. Un luogo dove donne, italiane e straniere, provenienti da situazioni di violenza e disagio, possano trovare un rifugio. Lucha Y Siesta rappresenta un’eccezione in Italia. È l’unica casa delle donne adibita anche a spazio abitativo per le stesse, e non pensato unicamente come luogo di incontro e confronto, studio e inclusione. Questo spazio è una delle risposte possibili, dal basso e grazie all’impegno volontario di altre donne, alla mancata tutela dei diritti della donna. Di vivere liberamente lontano dalla violenza, psicologica, economica, e fisica imposta dalla famiglia così come dalla stessa società. Solo nel 2013 il numero dei femminicidi registrati in Italia ha raggiunto un livello altissimo e inaccettabile, 128, e l’aumento continuo dei casi, riporta con forza all’attenzione la necessità di pensare a nuove scelte politiche e sociali, per cambiare lo stato delle cose.

La mostra sarà aperta fino al 19 dicembre 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3€.

Inaugurazione mostra fotografica “SOLO”

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“SOLO”
Mostra fotografica di Margherita Giordano e Cristiana Pace

Inaugurazione mostra e incontro con le autrici
25 ottobre ore 19:30

Mostra fotografica SOLO

Sabato 25 ottobre alle ore 19:30 inaugurerà “SOLO”, la mostra fotografica frutto del lavoro realizzato da Margherita Giordano e Cristiana Pace durante l’edizione 2013-2014 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con le autrici che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato. I cinesi residenti a Roma sono circa 14.000, dispersi su tutto il territorio, con una forte concentrazione nello storico rione dell’Esquilino. I cinesi di Roma suonano una musica per piano solo – sono una comunità che non esiste, soli nel loro quotidiano, distanti tra loro nelle interazioni e poco integrati con il tessuto sociale romano preesistente. Tuttavia, malgrado i cinesi presenti a Roma abbiano mantenuto un’impermeabilità con quanto li circonda e presentino pochi spazi di condivisione comunitari, sono autosufficienti grazie alle tante realtà parallele che coesistono nella città. Le energie dedicate all’attività lavorativa, spesso messe al primo posto nella quotidianità, rappresentano nella maggior parte dei casi la caratteristica distintiva di una prima generazione affermatasi grazie a tale dedizione.

Il lavoro delle fotografe vuole quindi calarsi in diverse situazioni vissute dalla popolazione cinese residente a Roma, che per quanto tenda a trasmettere una spiccata solitudine, lascia intravedere la speranza nel cambiamento.
La musica di sottofondo è infatti la fiducia in un’integrazione possibile, che già sta muovendo i primi passi e viene dai giovani nati in Italia, una generazione cinese nei lineamenti e nelle radici, ma integrata con la realtà italiana nella vita di tutti i giorni. In questa generazione è riposta la sfida alla costruzione di una relazione positiva e arricchente con il territorio sul quale è inserita, e con le persone che lo abitano.

Margherita Giordano e Cristiana Pace, residenti a Roma, dopo l’esperienza del laboratorio fotografico presso WSP Photography sono attualmente impegnate in un progetto fotografico sulla popolazione cinese presente a Roma, enfatizzandone il contrasto tra la vecchia e la nuova generazione.

La mostra sarà aperta fino al 7 novembre 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

 

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3€.

 

Mostra fotografica TRAVEL ROUTES IN PHOTOGRAPHY

© Pieter Hugo18 ottobre – 18 dicembre 2014

Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano

Aule X e XI – Roma

T.R.I.P.

TRAVEL ROUTES IN PHOTOGRAPHY

INAUGURAZIONE: SABATO 18 OTTOBRE 2014, ORE 19.00

APERTURA AL PUBBLICO: DOMENICA 19 OTTOBRE 2014

“IN VIAGGIO CON T.R.I.P.” ALLE TERME DI DIOCLEZIANO: Pieter Hugo, Narelle Autio e Alessandro Rizzi. Promossa e prodotta da the trip magazine, la mostra fotografica a cura di Arianna Rinaldo.

Un itinerario attraverso la fotografia che ha come tema il viaggio. Il viaggio inteso come esperienza in cui il viaggiatore è protagonista e percorso necessario per conoscere se stessi prima che il mondo.

 

T.R.I.P. Travel Routes In Photography si reinventa nella sua seconda edizione con l’implementazione di nuovi linguaggi espressivi offrendo allo spettatore inaspettate modalità di fruizione e una sempre più coinvolgente immersione nel viaggio.

Dal 18 ottobre al 18 dicembre 2014, all’interno del Museo Nazionale RomanoTerme di Diocleziano, ospite la rassegna fotografica “T.R.I.P. – Travel Routes In Photography”.

I tre fotografi, noti nel panorama internazionale di fotografia contemporanea, forniscono allo spettatore le chiavi d’accesso a nuovi mondi e nuove esperienze di viaggio all’interno degli spazi del più grandioso impianto termale mai costruito a Roma, un tempo centro di aggregazione che accoglieva fino a tremila persone in un percorso che si snodava tra palestre, biblioteche e una piscina da 3500 metri.

La mostra è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, prodotta e organizzata da the trip magazine.

La selezione degli scatti, a cura di Arianna Rinaldo, propone in questa seconda edizione di T.R.I.P. un viaggio alla ricerca dell’identità, propria e dell’Altro. L’investigazione e l’arte fotografica diventa così un mezzo di definizione e di studio di una cultura, di un paese, rivelandone stereotipi, contraddizioni, segreti, senza la pretesa della documentazione foto giornalistica, ma bensì attraverso la decodificazione emotiva e intima di un sistema di valori e stili di vita.

I tre autori proposti quest’anno “viaggiano” con il loro obiettivo in luoghi familiari e non: Pieter Hugo nel suo contraddittorio Sudafrica, Narelle Autio nella sua Australia blu e Alessandro Rizzi lontano da casa, in Giappone. Ciascuno con un’intenzione e uno stile differente, scoprono e ci svelano qualcosa di sé nella scoperta dell’Altro.

T.R.I.P. Travel Routes In Photography è un viaggio attraverso i viaggi.

Pieter Hugo (Sudafrica)

THERE IS A PLACE IN HELL FOR ME AND MY FRIENDS

Molti dei progetti di Hugo sono volti a indagare specifiche realtà sociali in diversi paesi africani, soffermandosi spesso sui temi dell’identità.

In Hell, egli ritrae amici, tutti nativi del Sudafrica, in ritratti ai quali il colore è stato portato via con una tecnica complessa. Il lavoro mette in discussione l’idea standardizzata di bellezza insieme alle distinzioni di razza in base al colore della nostra pelle, storicamente e fortemente presente nel suo paese d’origine.

Narelle Autio (Australia)

WATERCOLOURS

Per Narelle immergersi nelle acque australiane significa immergersi nelle sue origini, riscoprire le proprie radici, riportare alla luce reminiscenze della propria infanzia.

I colori e le sfumature del mare d’Australia la fanno sentire a casa, le fanno toccare la punta estrema della propria identità senza innestare in lei il bisogno di riemergere per prendere aria.

Alessandro Rizzi (Italia)

TOKYO DAYS

Emiliano doc, ma influenzato dalla fotografia americana contemporanea, Alessandro Rizzi, esce dal proprio paese per scoprirne un altro: il Giappone. Percorrendo le strade di Tokyo ci offre uno scorcio del Sol Levante intriso di poesia e romanticismo. Le sue immagini riflettono la sua visione del mondo come set, come palcoscenico in cui i gesti e i dettagli assumono significati universali. Senza costruire le immagini, secondo la tradizione della street photography, Rizzi ci lascia come sospesi in un mondo da decifrare, che lui stesso sta ancora esplorando.

Arianna Rinaldo è una professionista indipendente e opera nel campo della fotografia su vasta scala. È direttrice della rivista OjodePez, quadrimestrale di fotografia documentaria pubblicato da La Fabrica di Madrid.

La carriera di Arianna comincia a New York nel 1998 come direttrice archivista del Magnum Photos. Nel 2001 assume il ruolo di photo editor di Color Magazine. Dal 2004 al 2001 lavora come curatrice indipendente e come consulente fotografica per D, il supplemento del quotidiano nazionale La Repubblica.

Nel 2009 fa parte della giuria del World Press Photo e di Fotopres nel 2012.

È inoltre il direttore artistico di Cortona on The Move, festival di fotografia internazionale che si tiene in Toscana. Quest’anno è stata nominata direttore artistico onorario per DOCfield, un nuovo festival di fotografia documentaria a Barcellona.

Ufficio Stampa the trip magazine

Valentina Diaconale press@thetripmag.com

Fotografia e culture visuali del XXI secolo: convegno a cura dell’Università Roma Tre

Fotografia e culture visuali del XXI secolo

La “svolta iconica” e l’Italia

Convegno internazionale, Roma, 4-5 dicembre 2014

Teatro Palladium-Università Roma Tre

Il convegno si propone di indagare la centralità della fotografia, indissolubilmente connessa al cinema, all’interno dei regimi scopici della modernità e del nostro secolo, esaltando il valore interdisciplinare della visualità e proponendosi di oltrepassare le singole specificità mediali così da metterne pienamente e finalmente in luce il carattere proteiforme.

 Ancora oggi in Italia si continua a studiare la fotografia e il cinema come oggetti separati o, eventualmente, a cercare rapporti di filiazione tra quelle che sono descritte come due forme distinte di rappresentazione per immagini, ripercorrendo un percorso consolidato nell’ambito della storia dell’arte, condizionato dall’enorme peso della tradizione classica e umanistica. Nei contesti internazionali del dibattito teorico e culturale, invece, prevale agli inizi di questo secolo (in significativa coincidenza con l’affermazione egemonica delle culture e dei linguaggi digitali) un’impostazione diversa che, allontanandosi dalle considerazioni di stampo ontologico, intende mettere in luce una “svolta iconica” ad ampio raggio, come elemento di sintesi tra vicende artistiche, mediali e culturali moderne variamente dislocate, ma comunque lontane da un logos alfabetico.

Gli studiosi e i professionisti possono presentare un contributo inviando una proposta (300-500 parole), comprensiva di cinque parole chiave e di un breve CV del proponente entro il 19 settembre 2014 all’indirizzo email fotografia@uniroma3.it. Gli esiti della selezione delle proposte saranno comunicati entro il 5 ottobre 2014. 

Per maggiori informazioni visitate il sito: http://www.mediastudies.it/spip.php?article376