Stasera The Bosnian Identity: Incontro e Presentazione libro di Matteo Bastianelli ore 19 @ WSP

Associazione Culturale WSP Photography  e Postcart Edizioni

presentano

The Bosnian Identity – Fotografie di Matteo Bastianelli

Presentazione libro e Incontro con l’autore

Venerdì 1 febbraio ore 19:00 Via Costanzo Cloro 58, Roma

The Bosnian Identity

THE BOSNIAN IDENTITY è un viaggio nella memoria della Bosnia attraverso un intimo racconto della quotidianità delle famiglie e dei giovani segnati dalla guerra. In un percorso di autocoscienza tra l’orrore di un genocidio e il ricordo di una pulizia etnica, la Bosnia appare ancora una nazione sospesa tra passato e futuro, in bilico tra sogni di rinascita e spinte al nazionalismo. Dove sofferenze, speranze e humor nero delineano i tratti di una comune identità bosniaca, nata o forse solo sopravvissuta tra le ceneri dell’ ex- Jugoslavia.

THE BOSNIAN IDENTITY nasce dalla necessità di non dimenticare, in questo modo la documentazione fotografica dell’autore diventa mezzo di riflessione sulla realtà. A vent’anni dall’inizio del conflitto, la Bosnia è un paese le cui ferite restano ancora aperte.

Matteo Bastianelli, classe 1985, è un fotografo free-lance, videomaker e giornalista pubblicista. Lavora prevalentemente su progetti personali a lungo termine legati a tematiche sociali, concentrando il proprio impegno sulle conseguenze dei conflitti che hanno portato alla disgregazione dell’ex-Jugoslavia. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei più importanti magazine nazionali e internazionali, i suoi progetti sono stati esposti in Italia, Francia, Germania, Estonia, Turchia, Olanda e Stati Uniti d’America. Per il suo lavoro ha ricevuto importanti premi in numerosi concorsi nazionali e internazionali. Nel 2012 è stato nominato membro d’onore del team internazionale di esperti dell'”Institute for Research of Genocide”, in Canada. Il progetto “The Bosnian Identity” è anche il suo primo film documentario.

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2013 3 euro.

Incontro con Matteo Bastianelli e Mostra fotografica “Home Sweet Homless”: le foto della serata

Bellissima serata ieri @ WSP Photography con il fotografo Matteo Bastianelli. L’incontro, del ciclo “Conversazioni di fotografia” oltre che la solita formula del dibattito con l’autore, ha proposto ulteriori spunti di riflessione grazie alla proiezione di 3 multimediali, frutto del lavoro di Matteo e di un team di esperti nel settore della creazione di multimedia, e alla presentazione della mostra “Home Sweet Homless” curata da Tiziana Faraoni, photoeditor L’Espresso, presente anche lei all’incontro per raccontare la storia e la creazione della mostra e le scelte di editing.

Vi ricordiamo che la mostra sarà esposta fino a venerdì prossimo per cui vi invitiamo stasera ad approfittare del sabato e venirci a trovare. Dalle ore 19:00!!

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“Home sweet homeless”: Mostra fotografica di Matteo Bastianelli. Fino al 2 Marzo @ WSP Photography

“Home sweet homeless”, una storia come altre, una tra il miliardo e seicento milioni (secondo le ultime stime di Habitat International Coalition) di storie di senzatetto nel Mondo. Questa è la storia di Patrizia. Cinquantatre anni da un mese. Da otto anni in strada. Porta ancora addosso, e dentro, i segni di un pestaggio di quattro anni fa. Le basta poco per vivere: il cibo della Caritas e i cinquanta euro di sussidio dell’assessorato ai servizi sociali. Questa è Patrizia dal 2003: un matrimonio finito male e lei finita in strada. Ora la sua “casa” a cielo aperto è uno spiazzo vicino la stazione ferroviaria di Velletri, un paese ad una quarantina di chilometri a sud di Roma. Fili tesi tra gli alberi: il guardaroba a più ante. E sotto i suoi vestiti stesi: scarpe. Ballerine, stivali, anfibi e ancora ballerine. Ne è legatissima, li mostra con vezzo; l’essere donna è qualcosa che si ha dentro, non si scorda. Mai. Poco più in là una vecchia Panda e, da poco, una roulotte, sono la sua di camera da letto. «Io non so come iniziare e come finire», il suo non è un racconto facile da seguire. I suoi ricordi sono lucidi ma sfilacciati nelle parole, persi nelle metafore: «mi chiamano la morta vivente. Io da morta sono tornata sulla terra in carne ed ossa. Gli altri non lo possono fare», e con la testa torna indietro al momento del suo divorzio, la sua morte simbolica e la sua resurrezione ad una nuova vita. Da strada. Due vecchie fotografie strette nelle mani. Non le lascia. È il suo legame più forte, il suo dolore più grande. Un dolore che ha due nomi: Marco e Michele. I suoi due figli.

(c) Matteo Bastianelli

Matteo Bastianelli è nato nel 1985 a Velletri (Roma), è un fotografo freelance e giornalista pubblicista. Dopo la maturità scientifica, frequenta la Scuola Romana di Fotografia. Attualmente è impegnato nella realizzazione di progetti a lungo termine sulla condizione di vita dei senzatetto, sui centri sociali a Roma, sul sistema sanitario in Croazia e sul genocidio operato dai serbi nei confronti dei musulmani bosniaci tra Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo, dove, a 15 anni di distanza dalla fine della guerra, ancora 30 mila persone mancano all’appello. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, tra cui il Messaggero, il Corriere della Sera e Liberazione. Con il lavoro “A silent scream for life” realizzato a Gornja Bistra, 30 chilometri di distanza da Zagabria, dove sorge il più importante Ospedale Pediatrico speciale per malattie croniche della Croazia, si è classificato al primo posto per il premio portfolio di Foliano Fotografia 2009 e ha ottenuto il premio Photo District News annual competition in photojournalism a New York nel 2010. Sempre nel 2009 si classifica al secondo posto come miglio portfolio al Festival di Fotografia di Roma e al terzo posto a Fotoleggendo. Con il lavoro “The Bosnian identity” invece ha vinto da poco un altro premio a Zagabria, l’Internaional Photo contest Art of Emotion promosso dalla rivista Blur Magazine. Negli ultimi tempi Matteo Bastianelli si sta cimentando nella realizzazione di documentari che utilizzano sia lo strumento della fotografia che quello del video digitale. Nel corso dell’incontro verrà presentata la sua mostra fotografica allestita per l’occasione a WSP Photography e  proiettati i seguenti lavori.

La mostra è stata inaugurata il 24 febbraio all’interno del ciclo di incontri “conversazioni di fotografia” insieme alla proiezione dei  lavori multimediali di  Matteo Bastianelli e sarà visibile fino al 2 Marzo.

Questa sera: Mostra fotografica, proiezioni multimediali e incontro con Matteo Bastianelli

 

WSP Photography

presenta

Conversazioni di fotografia

mostra fotografica, proiezioni multimediali e incontro con Matteo Bastianelli

Venerdì 24 febbraio 2012 ore 19

WSP Photography Via Costanzo Cloro 58 (metro B San Paolo)

a cura di

Matteo Bastianelli e Tiziana Faraoni

Matteo Bastianelli è nato nel 1985 a Velletri (Roma), è un fotografo freelance e giornalista pubblicista. Dopo la maturità scientifica, frequenta la Scuola Romana di Fotografia. Attualmente è impegnato nella realizzazione di progetti a lungo termine sulla condizione di vita dei senzatetto, sui centri sociali a Roma, sul sistema sanitario in Croazia e sul genocidio operato dai serbi nei confronti dei musulmani bosniaci tra Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo, dove, a 15 anni di distanza dalla fine della guerra, ancora 30 mila persone mancano all’appello. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, tra cui il Messaggero, il Corriere della Sera e Liberazione.

Con il lavoro “A silent scream for life” realizzato a Gornja Bistra, 30 chilometri di distanza da Zagabria, dove sorge il più importante Ospedale Pediatrico speciale per malattie croniche della Croazia, si è classificato al primo posto per il premio portfolio di Foliano Fotografia 2009 e ha ottenuto il premio Photo District News annual competition in photojournalism a New York nel 2010. Sempre nel 2009 si classifica al secondo posto come miglio portfolio al Festival di Fotografia di Roma e al terzo posto a Fotoleggendo. Con il lavoro “The Bosnian identity” invece ha vinto da poco un altro premio a Zagabria, l’Internaional Photo contest Art of Emotion promosso dalla rivista Blur Magazine.

Negli ultimi tempi Matteo Bastianelli si sta cimentando nella realizzazione di documentari che utilizzano sia lo strumento della fotografia che quello del video digitale. Nel corso dell’incontro verrà presentata la sua mostra fotografica allestita per l’occasione a WSP Photography e  proiettati i seguenti lavori

“Home sweet homeless”

5′, Velletri (Roma), Italia, 2007- 2012.

Una storia come altre, una tra il miliardo e seicento milioni (secondo le ultime stime di Habitat International Coalition) di storie di senzatetto nel Mondo. Questa è la storia di Patrizia. Cinquantatre anni da un mese. Da otto anni in strada. Porta ancora addosso, e dentro, i segni di un pestaggio di quattro anni fa. Le basta poco per vivere: il cibo della Caritas e i cinquanta euro di sussidio dell’assessorato ai servizi sociali. Questa è Patrizia dal 2003: un matrimonio finito male e lei finita in strada. Ora la sua “casa” a cielo aperto è uno spiazzo vicino la stazione ferroviaria di Velletri, un paese ad una quarantina di chilometri a sud di Roma. Fili tesi tra gli alberi: il guardaroba a più ante. E sotto i suoi vestiti stesi: scarpe. Ballerine, stivali, anfibi e ancora ballerine. Ne è legatissima, li mostra con vezzo; l’essere donna è qualcosa che si ha dentro, non si scorda. Mai. Poco più in là una vecchia Panda e, da poco, una roulotte, sono la sua di camera da letto. «Io non so come iniziare e come finire», il suo non è un racconto facile da seguire. I suoi ricordi sono lucidi ma sfilacciati nelle parole, persi nelle metafore: «mi chiamano la morta vivente. Io da morta sono tornata sulla terra in carne ed ossa. Gli altri non lo possono fare», e con la testa torna indietro al momento del suo divorzio, la sua morte simbolica e la sua resurrezione ad una nuova vita. Da strada. Due vecchie fotografie strette nelle mani. Non le lascia. È il suo legame più forte, il suo dolore più grande. Un dolore che ha due nomi: Marco e Michele. I suoi due figli.

“Back and forth”
5′ The Bronx, New York, 2010.

Una fattoria cittadina nel Bronx, dove ex senzatetto, persone drogate o alcolizzate sono tornate a coltivare una nuova vita. Fondata nel 1954, “The Bridge” è un’associazione newyorkese con un programma di riabilitazione per persone con problemi mentali, un’agenzia della casa e un porto sicuro per malati mentali, persone relegate ai margini della società a cui viene offerta un’opportunità di rinascita. In collavorazione con la società dell’orticultura di New York, è nata dunque una “urban farm” nel cuore di uno dei quartieri più malfamati di New York, il Bronx, luogo simbolo di violenza e criminalità. Qui più di 1500 assistiti lavorano insieme seminando la speranza del riscatto, nel tentativo di allontanare il fantasma della strada dal loro futuro.


“A silent scream for life”
6′, Gornja Bistra, Croazia, 2010.

Un ex castello nobiliare trasformato in un ospedale pediatrico per lunghe degenze legate a patologie genetiche. Non avendo un posto dove andare, abbandonati dalle famiglie, orfani, o con assistenti sociali scarsamente presenti, i bambini ospitati nel nosocomio di Gornja Bistra, in Croazia, sono destinati a trascorrere la loro vita in un letto d’ospedale. Dal 2002 più di 4000 volontari si sono avvicendati per portare sostegno e aiuto alla delicata e precaria vita di queste fragile creature. Al di là dei limiti di una grata, o di una gabbia. Dove luci e ombre disegnano lo spazio sottratto al tempo nell’immagine di un mondo interiore da decifrare e segnano la distanza tra un letto di lamenti e una finestra aperta sul circostante.

“The Bosnian Identity”
92′, Bosnia ed Erzegovina, 2009-2012. Verrà presentato il trailer di 3′

Un viaggio nella memoria della Bosnia. Un sogno, immagine interiore di una generazione perduta, segno di un’impercettibile linea di confine tra ciò che è accaduto e quello che poteva essere. Storie di vita quotidiana di famiglie musulmane segnate dalla guerra in modo diverso. Un continuo percorso di autocoscienza tra l’orrore di un genocidio e il ricordo di una pulizia etnica al di là del  tempo. Una nazione bloccata tra voglia di rinascita e spinte al nazionalismo, in una transizione ancora presente tra passato e futuro. Dove sofferenze, speranze e humor nero delineano i tratti di una comune identità bosniaca, nata o forse solo sopravvissuta tra le ceneri dell’ Ex- Jugoslavia.

(c) Matteo Bastianelli

Il ciclo “Conversazioni di fotografia” prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, reporter, docenti, esperti del settore ed artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

Ingresso gratuito con tessera. Costo della tessera annuale 3 euro. E’ possibile fare la tessera il giorno stesso dell’evento.

Conversazioni di fotografia: Mostra fotografica, proiezioni multimediali e incontro con Matteo Bastianelli – 24 Febbraio ore 19

WSP Photography

presenta

Conversazioni di fotografia

mostra fotografica, proiezioni multimediali e incontro con Matteo Bastianelli

Venerdì 24 febbraio 2012 ore 19

WSP Photography Via Costanzo Cloro 58 (metro B San Paolo)

a cura di

Matteo Bastianelli e Tiziana Faraoni

Matteo Bastianelli è nato nel 1985 a Velletri (Roma), è un fotografo freelance e giornalista pubblicista. Dopo la maturità scientifica, frequenta la Scuola Romana di Fotografia. Attualmente è impegnato nella realizzazione di progetti a lungo termine sulla condizione di vita dei senzatetto, sui centri sociali a Roma, sul sistema sanitario in Croazia e sul genocidio operato dai serbi nei confronti dei musulmani bosniaci tra Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo, dove, a 15 anni di distanza dalla fine della guerra, ancora 30 mila persone mancano all’appello. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, tra cui il Messaggero, il Corriere della Sera e Liberazione.

Con il lavoro “A silent scream for life” realizzato a Gornja Bistra, 30 chilometri di distanza da Zagabria, dove sorge il più importante Ospedale Pediatrico speciale per malattie croniche della Croazia, si è classificato al primo posto per il premio portfolio di Foliano Fotografia 2009 e ha ottenuto il premio Photo District News annual competition in photojournalism a New York nel 2010. Sempre nel 2009 si classifica al secondo posto come miglio portfolio al Festival di Fotografia di Roma e al terzo posto a Fotoleggendo. Con il lavoro “The Bosnian identity” invece ha vinto da poco un altro premio a Zagabria, l’Internaional Photo contest Art of Emotion promosso dalla rivista Blur Magazine.

Negli ultimi tempi Matteo Bastianelli si sta cimentando nella realizzazione di documentari che utilizzano sia lo strumento della fotografia che quello del video digitale. Nel corso dell’incontro verrà presentata la sua mostra fotografica allestita per l’occasione a WSP Photography e  proiettati i seguenti lavori

“Home sweet homeless”

5′, Velletri (Roma), Italia, 2007- 2012.

Una storia come altre, una tra il miliardo e seicento milioni (secondo le ultime stime di Habitat International Coalition) di storie di senzatetto nel Mondo. Questa è la storia di Patrizia. Cinquantatre anni da un mese. Da otto anni in strada. Porta ancora addosso, e dentro, i segni di un pestaggio di quattro anni fa. Le basta poco per vivere: il cibo della Caritas e i cinquanta euro di sussidio dell’assessorato ai servizi sociali. Questa è Patrizia dal 2003: un matrimonio finito male e lei finita in strada. Ora la sua “casa” a cielo aperto è uno spiazzo vicino la stazione ferroviaria di Velletri, un paese ad una quarantina di chilometri a sud di Roma. Fili tesi tra gli alberi: il guardaroba a più ante. E sotto i suoi vestiti stesi: scarpe. Ballerine, stivali, anfibi e ancora ballerine. Ne è legatissima, li mostra con vezzo; l’essere donna è qualcosa che si ha dentro, non si scorda. Mai. Poco più in là una vecchia Panda e, da poco, una roulotte, sono la sua di camera da letto. «Io non so come iniziare e come finire», il suo non è un racconto facile da seguire. I suoi ricordi sono lucidi ma sfilacciati nelle parole, persi nelle metafore: «mi chiamano la morta vivente. Io da morta sono tornata sulla terra in carne ed ossa. Gli altri non lo possono fare», e con la testa torna indietro al momento del suo divorzio, la sua morte simbolica e la sua resurrezione ad una nuova vita. Da strada. Due vecchie fotografie strette nelle mani. Non le lascia. È il suo legame più forte, il suo dolore più grande. Un dolore che ha due nomi: Marco e Michele. I suoi due figli.

“Back and forth”
5′ The Bronx, New York, 2010.

Una fattoria cittadina nel Bronx, dove ex senzatetto, persone drogate o alcolizzate sono tornate a coltivare una nuova vita. Fondata nel 1954, “The Bridge” è un’associazione newyorkese con un programma di riabilitazione per persone con problemi mentali, un’agenzia della casa e un porto sicuro per malati mentali, persone relegate ai margini della società a cui viene offerta un’opportunità di rinascita. In collavorazione con la società dell’orticultura di New York, è nata dunque una “urban farm” nel cuore di uno dei quartieri più malfamati di New York, il Bronx, luogo simbolo di violenza e criminalità. Qui più di 1500 assistiti lavorano insieme seminando la speranza del riscatto, nel tentativo di allontanare il fantasma della strada dal loro futuro.


“A silent scream for life”
6′, Gornja Bistra, Croazia, 2010.

Un ex castello nobiliare trasformato in un ospedale pediatrico per lunghe degenze legate a patologie genetiche. Non avendo un posto dove andare, abbandonati dalle famiglie, orfani, o con assistenti sociali scarsamente presenti, i bambini ospitati nel nosocomio di Gornja Bistra, in Croazia, sono destinati a trascorrere la loro vita in un letto d’ospedale. Dal 2002 più di 4000 volontari si sono avvicendati per portare sostegno e aiuto alla delicata e precaria vita di queste fragile creature. Al di là dei limiti di una grata, o di una gabbia. Dove luci e ombre disegnano lo spazio sottratto al tempo nell’immagine di un mondo interiore da decifrare e segnano la distanza tra un letto di lamenti e una finestra aperta sul circostante.

“The Bosnian Identity”
92′, Bosnia ed Erzegovina, 2009-2012. Verrà presentato il trailer di 3′

Un viaggio nella memoria della Bosnia. Un sogno, immagine interiore di una generazione perduta, segno di un’impercettibile linea di confine tra ciò che è accaduto e quello che poteva essere. Storie di vita quotidiana di famiglie musulmane segnate dalla guerra in modo diverso. Un continuo percorso di autocoscienza tra l’orrore di un genocidio e il ricordo di una pulizia etnica al di là del  tempo. Una nazione bloccata tra voglia di rinascita e spinte al nazionalismo, in una transizione ancora presente tra passato e futuro. Dove sofferenze, speranze e humor nero delineano i tratti di una comune identità bosniaca, nata o forse solo sopravvissuta tra le ceneri dell’ Ex- Jugoslavia.

(c) Matteo Bastianelli

Il ciclo “Conversazioni di fotografia” prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, reporter, docenti, esperti del settore ed artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

Ingresso gratuito con tessera. Costo della tessera annuale 3 euro. E’ possibile fare la tessera il giorno stesso dell’evento.

Conversazioni di fotografia: incontro con Matteo Bastianelli venerdì 10 febbraio ore 19.00

WSP Photography

presenta

Conversazioni di fotografia


Incontro con Matteo Bastianelli
Venerdì 10 febbraio 2012 ore 19

WSP Photography Via Costanzo Cloro 58 (metro B San Paolo)

Matteo Bastianelli fotografo

(c) Matteo Bastianelli

Matteo Bastianelli è nato nel 1985 a Velletri (Roma), è un fotografo freelance e giornalista pubblicista. Dopo la maturità scientifica, frequenta la Scuola Romana di Fotografia. Attualmente è impegnato nella realizzazione di progetti a lungo termine sulla condizione di vita dei senzatetto, sui centri sociali a Roma, sul sistema sanitario in Croazia e sul genocidio operato dai serbi nei confronti dei musulmani bosniaci tra Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo, dove, a 15 anni di distanza dalla fine della guerra, ancora 30 mila persone mancano all’appello. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, tra cui il Messaggero, il Corriere della Sera e Liberazione.

Con il lavoro “A silent scream for life” realizzato a Gornja Bistra, 30 chilometri di distanza da Zagabria, dove sorge il più importante Ospedale Pediatrico speciale per malattie croniche della Croazia, si è classificato al primo posto per il premio portfolio di Foliano Fotografia 2009 e ha ottenuto il premio Photo District News annual competition in photojournalism a New York nel 2010. Sempre nel 2009 si classifica al secondo posto come miglio portfolio al Festival di Fotografia di Roma e al terzo posto a Fotoleggendo. Con il lavoro “The Bosnian identity” invece ha vinto da poco un altro premio a Zagabria, l’Internaional Photo contest Art of Emotion promosso dalla rivista Blur Magazine.

Il ciclo “Conversazioni di fotografia” prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, reporter, docenti, esperti del settore ed artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

Negli ultimi tempi Matteo Bastianelli si sta cimentando nella realizzazione di documentari che utilizzano sia lo strumento della fotografia che quello del video digitale. Nel corso dell’incontro verranno proiettati i seguenti lavori:

“Back and forth”
5′ The Bronx, New York, 2010.

Una fattoria cittadina nel Bronx, dove ex senzatetto, persone drogate o alcolizzate sono tornate a coltivare una nuova vita. Fondata nel 1954, “The Bridge” è un’associazione newyorkese con un programma di riabilitazione per persone con problemi mentali, un’agenzia della casa e un porto sicuro per malati mentali, persone relegate ai margini della società a cui viene offerta un’opportunità di rinascita. In collavorazione con la società dell’orticultura di New York, è nata dunque una “urban farm” nel cuore di uno dei quartieri più malfamati di New York, il Bronx, luogo simbolo di violenza e criminalità. Qui più di 1500 assistiti lavorano insieme seminando la speranza del riscatto, nel tentativo di allontanare il fantasma della strada dal loro futuro.
“A silent scream for life”
6′, Gornja Bistra, Croazia, 2010.

Un ex castello nobiliare trasformato in un ospedale pediatrico per lunghe degenze legate a patologie genetiche. Non avendo un posto dove andare, abbandonati dalle famiglie, orfani, o con assistenti sociali scarsamente presenti, i bambini ospitati nel nosocomio di Gornja Bistra, in Croazia, sono destinati a trascorrere la loro vita in un letto d’ospedale. Dal 2002 più di 4000 volontari si sono avvicendati per portare sostegno e aiuto alla delicata e precaria vita di queste fragile creature. Al di là dei limiti di una grata, o di una gabbia. Dove luci e ombre disegnano lo spazio sottratto al tempo nell’immagine di un mondo interiore da decifrare e segnano la distanza tra un letto di lamenti e una finestra aperta sul circostante. 

“The Bosnian Identity”
92′, Bosnia ed Erzegovina, 2009-2012.

Verrà presentato il trailer di 3′
Un viaggio nella memoria della Bosnia. Un sogno, immagine interiore di una generazione perduta, segno di un’impercettibile linea di confine tra ciò che è accaduto e quello che poteva essere. Storie di vita quotidiana di famiglie musulmane segnate dalla guerra in modo diverso. Un continuo percorso di autocoscienza tra l’orrore di un genocidio e il ricordo di una pulizia etnica al di là del  tempo. Una nazione bloccata tra voglia di rinascita e spinte al nazionalismo, in una transizione ancora presente tra passato e futuro. Dove sofferenze, speranze e humor nero delineano i tratti di una comune identità bosniaca, nata o forse solo sopravvissuta tra le ceneri dell’ Ex- Jugoslavia.

L’ingresso agli incontri è gratuito e riservato ai soci. Il costo della tessera annuale obbligatoria è di 3 euro.

Portfolio: Matteo Bastianelli

Matteo Bastianelli è nato nel 1985 a Velletri (Roma), è un fotografo freelance e giornalista pubblicista. Dopo la maturità scientifica, frequenta la Scuola Romana di Fotografia. Attualmente è impegnato nella realizzazione di progetti a lungo termine sulla condizione di vita dei senzatetto, sui centri sociali a Roma, sul sistema sanitario in Croazia e sul genocidio operato dai serbi nei confronti dei musulmani bosniaci tra Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo, dove, a 15 anni di distanza dalla fine della guerra, ancora 30 mila persone mancano all’appello. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, tra cui il Messaggero, il Corriere della Sera e Liberazione.
Con il lavoro “A silent scream for life” realizzato a Gornja Bistra, 30 chilometri di distanza da Zagabria, dove sorge il più importante Ospedale Pediatrico speciale per malattie croniche della Croazia, si è classificato al primo posto per il premio portfolio di Foliano Fotografia 2009 e ha ottenuto il premio Photo District News annual competition in photojournalism a New York nel 2010. Sempre nel 2009 si classifica al secondo posto come miglio portfolio al Festival di Fotografia di Roma e al terzo posto a Fotoleggendo. Con il lavoro “The Bosnian identity” invece ha vinto da poco un altro premio a Zagabria, l’Internaional Photo contest Art of Emotion promosso dalla rivista Blur Magazine.

(c) Matteo Bastianelli - The Bosnian Identity

(c) Matteo Bastianelli - A silent scream for life

(c) Matteo Bastianelli - A silent scream for life

The Bosnian Identity: mostra di Matteo Bastianelli

THE BOSNIAN IDENTITY
Fotografie di Matteo Bastianelli

Matteo Bastianelli - The Bosnian Identity


Inaugurazione sabato 16 gennaio ore 18 a seguire l’incontro con l’autore
Aperta dal 16 Gennaio al 3 Febbraio 2010
Una mostra organizzata da Officine Fotografiche, in collaborazione con Marta Dahò curatrice progetti espositivi
Un orologio, un paio di occhiali, un pettine. Tutti oggetti identitari ritrovati nelle fosse comuni che riconducono a vite spezzate, rimaste senza un nome e una degna sepoltura. Matteo Bastianelli attraverso luoghi, persone e oggetti ha tracciato la triste realtà delle identità perse negli anni del conflitto serbo-bosniaco. Un passato ancora tangibile nel presente che il tempo e la memoria non ha cancellato.
Teatro agli inizi degli anni Novanta di un conflitto interetnico e interreligioso tra musulmani, ortodossi e cattolici, la Bosnia a quindici anni dalla fine del conflitto è un Paese in cui le ferite sono rimaste aperte. Il costo in vite umane, nell’ex Jugoslavia tuttora non è definito: mancano all’appello 30.000 esseri umani, scomparsi nella furia omicida. Grazie al lavoro dell’International Commission on Missing Persons (ICMP) di Sarajevo, su tutto il territorio della Bosnia Erzegovina ancora oggi vengono ritrovati oggetti e corpi a cui spesso è difficile restituire un nome e un’identità. Matteo Bastianelli attraverso le città di Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo ha ricostruito questa storia dell’orrore. Il suo lavoro ha dato vita a The Bosnian Identity (L’identità della Bosnia), una selezione di fotografie tratte dal lungo reportage realizzato a più riprese tra Bosnia e Repubblica Srpska. L’anteprima di una parte del lavoro verrà presentata il 16 gennaio a Officine Fotografiche. Una mostra che vedrà come ultima tappa naturale, proprio Sarajevo. Coniugando l’esperienza umana a quella professionale, Matteo Bastianelli è riuscito a entrare con discrezione nel profondo di una realtà mai scontata e superficiale. «Questo lavoro – spiega l’autore – è nato grazie al volontariato. Il primo viaggio mi ha segnato profondamente. Raccogliendo le storie e i ricordi di più di settanta famiglie, conosciute attraverso un progetto di adozione a distanza dall’Italia, promosso dalla Fondazione Onlus “Il Giardino delle Rose Blu”, un’associazione che alterna campi e progetti di volontariato in alcune aree dei Balcani». The Bosnian Identity nasce come contributo di commemorazione nei confronti delle vittime scomparse e come omaggio all’affettuosa accoglienza della popolazione bosniaca. Al bianco e nero delle immagini, si alternano ombre che ricalcano luoghi, persone e avvenimenti, spesso inquietanti fino all’angoscia. Il giovane fotoreporter da questa esperienza bella e sconvolgente allo stesso tempo, non ha solo ricostruito la triste realtà delle identità perse. Le sue immagini rievocano un passato ancora tangibile nel presente che il tempo e la memoria non hanno cancellato. Luci e ombre fotografiche non schiariscono il racconto drammatico di un popolo che ha vissuto la crudeltà di una guerra senza senso, ma quanto meno ricostruiscono frammenti di vita, di luoghi e persone le cui sorti sono ancora oggi, avvolte dal mistero.
All’inaugurazione sabato 16 Gennaio interverrà l’autore Matteo Bastianelli
La mostra è stata prodotta con il contributo di Interno Grigio di Daniele Coralli e con la collaborazione della Fondazione Internazionale Onlus “Il giardino delle rose blu”.
Matteo Bastianelli, nato nel 1985 a Velletri (Roma), è fotografo freelance e giornalista. Dopo la maturità scientifica ha frequentato la Scuola Romana di Fotografia. Attualmente sta realizzando diversi progetti a lungo termine sulla condizione di vita dei senzatetto, sui centri sociali della Capitale, sul sistema sanitario in Croazia e sul genocidio operato dai serbi nei confronti dei musulmano- bosniaci tra Cerska, Srebrenica, Tuzla, Mostar e Sarajevo. Le sue immagini sono state pubblicate su alcuni dei maggiori quotidiani nazionali, tra cui Il Messaggero, Il Corriere della Sera e Liberazione.
Awards – Riconoscimenti
2009 Foiano Fotografia, primo premio miglior portfolio
2009 Fotografia – Festival internazionale della fotografia di Roma, secondo premio miglior portfolio
2009 Manifestazione FotoLeggendo, terzo premio miglior portfolio
La mostra verrà inaugurata sabato 16 gennaio dalle ore 18.00
Durerà fino al 3 febbraio 2010
Dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 19.30
Presso: Officine Fotografiche Ass.ne Culturale
Via Casale de Merode 17/a – 00147 Roma
Tel. +39 06 5125019