Intervista a Giorgio Bianchi

Inaugurerà sabato 16 aprile al WSP “Fragile”, la mostra fotografica di Giorgio Bianchi che racconta una guerra fratricida, quella ucraina, che ha trasformato tutto in polvere, disgregando ogni punto di riferimento di cose e persone.

Di seguito un’intervista all’autore realizzata da Massimiliano Tempesta – WSP Photography.

 

1) “Siete eroi, siete il meglio che l’Ucraina possa avere…” Questo urlava dalla sua sedia a rotelle su un palco la Tymoshenko. Secondo te che sei stato testimone oculare della rivolta e della conseguente escalation, i rivoltosi erano davvero “Il meglio dell’Ucraina”? Cosa è successo in realtà?

Premesso che chiunque metta in gioco la propria vita per una causa, qualsiasi essa sia, meriti il massimo del rispetto credo che oramai non vi sia più dubbio alcuno che quello che è accaduto in Ucraina sia stato un colpo di stato ideato all’estero e messo in pratica principalmente da gruppi paramilitari ben addestrati.
L’immagine della sommossa di popolo contro la corruzione ha retto fino ad un certo punto ovvero fino a quando gli striscioni e gli slogan non hanno lasciato il posto alle mazze chiodate, alle molotov ed in alcuni casi alle armi da fuoco.
Mi dispiace dire questo perché sono stato a lungo in mezzo a quei ragazzi ed ho condiviso con loro gran parte degli eventi che hanno portato alla situazione attuale; ma purtroppo, a conti fatti, non si può far finta di non vedere che chi ha tratto beneficio dalle scelte scriteriate portate a compimento in quei giorni è soltanto chi puntava alla destabilizzazione ulteriore dell’Europa ed al suo allontanamento da un partner commerciale decisivo quale è la Federazione Russa.
Ancora oggi non capisco cosa si potesse aspettare il popolo Ucraino da un’Europa che ha lasciato affondare la Grecia senza muovere un dito e che allo stesso tempo lascia in balia delle onde o in mezzo al fango profughi che sfuggono da conflitti troppo a lungo ignorati.
La colpa di quello che è successo in Ucraina a mio personalissimo giudizio non va addossata a coloro i quali, a torto o a ragione, si sono battuti per un ideale, e paradossalmente neanche a chi li ha usati per propri fini geopolitici; la colpa maggiore in questo conflitto fratricida ce l’ha l’Europa che con la sua ignavia ha lasciato che la situazione precipitasse fino a queste estreme conseguenze, non essendo in grado di interpretare alcun ruolo di mediazione tra i due vasi di piombo USA e Federazione Russa, anzi appoggiando acriticamente le posizioni Atlantiche.

2) A tuo parere, la rivolta e la successiva guerra civile sono state seguite in maniera esaustiva ed oggettiva dai media Occidentali?

Assolutamente no.
Basti pensare che un rappresentante di una grande associazione che si batte per i diritti umani guardando le mie foto in mostra a Milano ha detto, cito testualmente “non credevo che i manifestanti fossero così bene armati ed organizzati”.
Allo stesso modo durante una Lectio Magistralis tenuta in un liceo di Busto Arsizio, al termine della proiezione di un audiovisivo sulla guerra in Ucraina ho chiesto ai ragazzi se avevano idea che a tre ore di volo da casa loro stesse accadendo quello che avevo loro mostrato.
La risposta è stata unanime, ovvero no.
Una volta, almeno i grandi giornali, avevano i loro fotografi ed i loro inviati, che con il loro lavoro rifornivano le testate di notizie e fotografie di prima mano.
Vi era un tipo di informazione che per sua natura era più plurale.
Oggi con la crisi della carta stampata sono sempre meno gli editori che si possono permettere degli inviati e per questo motivo si ricorre sempre di più alle foto di agenzia ed al “copia ed incolla ”degli articoli provenienti dai grandi network.
Tutto ciò ha condotto ad un drastico appiattimento dell’informazione sulle posizioni dei grandi gruppi con tutto ciò che ne consegue.
Un minimo di pluralità dell’informazione oggigiorno è garantita soltanto dai freelance che, tra mille difficoltà, ancora riescono a dar voce a quelle storie che i grandi media preferiscono non raccontare.

 

3) Hai raccontato tante storie ucraine, le hai cercate te, ti sono arrivate addosso all’improvviso? Quante ne vuoi raccontare ancora?

La scelta dell’Ucraina ed in particolare del Donbass è stata dettata proprio dalla voglia di indagare cosa accade al tessuto sociale di un paese scosso da una catastrofe quale può essere la guerra civile.
La parola che più a lungo mi è risuonata nella testa in quel periodo è stata proprio quella che dà il titolo alla mostra ovvero “fragile”: perché fragili erano in quel momento gli accordi di Minsk visto che ancora si combatteva, fragili erano le relazioni sociali e familiari spezzate dalla furia della guerra, fragili erano i manufatti umani che si sgretolavano sotto le bombe ma soprattutto fragile era lo sguardo dei civili e dei miliziani poiché tradiva la mancanza di certezze per il futuro.
Al momento sto lavorando sulla Siria perché anche lì c’è una una storia poco conosciuta ovvero quella dei soldati siriani.
In occidente li si è accusati delle peggiori nefandezze; mi piacerebbe restituire loro la dignità di uomini e di soldati raccontando come, assieme ai guerriglieri curdi, siano stati gli unici ad opporsi sul campo a Daesh e come, per questo motivo abbiano, pagato il prezzo più alto in termini di caduti, decapitati e torturati.

4) Burkina Faso, Vietnam e tanta Ucraina, sono tutte storie al limite, in cui c’è un grande coinvolgimento fisico, mentale, quanti segni rimangono? Mi viene sempre in mente il film Triage con Colin Farrel.

A me viene sempre in mente la scena del film The hurt locker quando il protagonista, di ritorno dall’Iraq, si ritrova spaesato all’interno di un ipermercato.
Dopo aver sperimentato il caos ed il disordine portati dalla guerra la normalità appare un po’ come gli scenari di cartapesta negli studi cinematografici: pensi che è talmente fragile da non poter essere reale.

5) Con quante foto si può raccontare una storia?
Accompagnata dalla giusta didascalia può bastarne anche una.

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19 settembre: open day corsi di fotografia 2014-2015

corsi di fotografia wsp

corsi di fotografia wsp

Vi aspettiamo venerdì 19 settembre dalle ore 19:00 nella nostra sede in Via Costanzo Cloro 58 per la serata di presentazione di tutti i corsi di fotografia in partenza dal 6 ottobre.

Corsi di fotografia base, avanzato, reportage, photoshop, videoediting e corsi di fotografia per ragazzi/e adolescenti.

L’offerta formativa del WSP Photography si distingue per la passione e la professionalità che mettiamo in tutto quello facciamo. Molti corsi sono arrivati anche oltre la decima edizione, con un successo e un gradimento da parte degli iscritti sempre in aumento. Questo ci ha permesso, negli anni, di affinare le nostre proposte e adattare i programmi alle richieste degli studenti, senza tralasciare mai l’aspetto umano, il confronto e la pratica, aspetti importanti che da sempre caratterizzano il nostro approccio.

L’occasione sarà ideale per conoscere la struttura, l’associazione e tutte le attività svolte. I docenti dei corsi, fotografi preparati, appassionati e professionisti, saranno a disposizione per fornire tutte le informazioni e consigliarvi il corso più adatto alle vostre esigenze.
I corsi si tengono tutti nella nostra sede e ciascun corso può essere rateizzabile.
È possibile prenotarsi ai corsi di fotografia sia il giorno della presentazione che inviando anche in questi giorni una mail a info@collettivowsp.org

Per tutti i programmi completi visitare il sito http://www.collettivowsp.org/ nella sezione corsi.

Ingresso libero. Tutte le persone che parteciperanno alla presentazione e non sono ancora membri dell’associazione riceveranno in regalo la tessera associativa ENAL 2014.

I vincitori del WSP al PX3 2014

Il WSP si aggiudica diversi riconoscimenti al premio fotografico Px3.
Fausto Podavini, fotografo e nostro docente, si aggiudica il secondo posto nella categoria “press” e una medaglia d’oro con il suo nuovo lavoro “At the edge of Jiahd: Oyub the Mujahideen”:
http://www.px3.fr/winners/zoom2.php?eid=1-47113-14&uid=3238472&cat=Press

At the edge of Jiahd: Oyub the Mujahideen © Fausto Podavini

At the edge of Jiahd: Oyub the Mujahideen © Fausto Podavini

Massimiliano Tempesta, altro docente e fotografo del WSP, si aggiudica un bronze award nella categoria Ritratto con il suo lavoro “Nonnema”:

http://www.px3.fr/winners/zoom2.php?eid=1-45094-14&uid=3241017&cat=Portraiture

Nonnema ©MassimilianoTempesta

Nonnema ©MassimilianoTempesta

E non sono da meno anche i nostri studenti che si aggiudicano ben tre medaglie d’oro nella sezione non professionisti:

Marina Berardi con il lavoro Oikos. An Ethiopian singsong
http://www.px3.fr/winners/zoom2.php?eid=1-45150-14&uid=3245082&cat=Portraiture

Alita Spano con il lavoro ETHIOPIAN WINDOWS
http://www.px3.fr/winners/zoom2.php?eid=1-45363-14&uid=3245076&count=4&cat=Portraiture

Violetta Canitano con il lavoro “Timkat Days
http://www.px3.fr/winners/zoom2.php?eid=1-43337-14&uid=3243449&count=3&cat=Press

Tutti e 3 i lavori sono stati realizzati durante il workshop in Etiopia con Fausto Podavini.

Infine complimenti anche alla nostra Silvia Landi con il lavoro Juggling in life realizzato durante il laboratorio avanzato di reportage 2013-2014 con Fausto Podavini:
http://www.px3.fr/winners/zoom2.php?eid=1-40475-13&uid=3243480&cat=Press

Oggi alle 19: presentazione nuovi corsi di fotografia in partenza a marzo

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Eccoci arrivati al consueto appuntamento con la presentazione dei nuovi corsi di fotografia in partenza a marzo presso la sede dell’Associazione fotografica WSP. L’evento si terrà il prossimo 28 febbraio alle ore 19 nella nostra sede in Via Costanzo Cloro ed è aperto a tutti.

La presentazione è un momento importante, un’occasione per conoscere la sede e i docenti e chiarire gli ultimi dubbi su quale sia il corso di fotografia più adatto alle vostre esigenze e alle vostre aspettative.

Corsi base, avanzati-pratici, di reportage e fotogiornalismo, di postproduzione e photoshop, e l’esclusivo corso sul mestiere di photoeditor con Marco Pinna, PE National Geographic.

L’offerta di corsi e scuole di fotografia a Roma è aumentata negli ultimi anni in maniera notevole. Ciò che contraddistingue il WSP è sicuramente l’esperienza, molti corsi infatti sono arrivati anche oltre la decima edizione, con un successo e un gradimento da parte degli iscritti sempre in aumento. Questo ci ha permesso negli anni di affinare le nostre proposte e adattare i programmi alle richieste degli utenti, senza tralasciare l’aspetto umano e di confronto che da sempre caratterizza il nostro approccio.
I nostri docenti sono fotografi appassionati e professionisti. Alcuni di loro, come Francesca Mancini, lavorano da anni per Agenzie fotografiche e altri, come Fausto Podavini, hanno avuto riconoscimenti di massimo livello come il World Press Photo.

Passione, professionalità, qualità, disponibilità e affidabilità sono caratteristiche di cui andiamo fieri e vi invitiamo a partecipare al nostro open day, il prossimo 28 febbraio alle ore 19, per sperimentarle dal vivo.

Nel frattempo, date uno sguardo alla nostra offerta e ai programmi dei corsi in partenza sul nostro sito.

Ultima settimana per iscriversi ai corsi di fotografia @WSP

corsi di fotografia 2014 roma,Ultima settimana per iscriversi ai corsi di fotografia WSP Photography e ultimi posti disponibili.

Ancora ultime disponibilità per i corsi:

Base – turno mercoledì ore 21-23
Photoshop – giovedì ore 19-21
Videoediting e ripresa – giovedì 21-23

Vi ricordiamo inoltre che dal 1 ottobre è possibile anche prenotarsi per il Laboratorio Avanzato di Reportage con Fausto Podavini.

Per tutti i programmi dei corsi visitare il sito http://www.collettivowsp.org/photography/category/corsi/

Per tutte le informazioni contattateci via mail: info@collettivowsp.org oppure al numero 328 1795463

Presentazione nuovi corsi di fotografia 2013-2014: 20 settembre ore 19.00 @ WSP Roma

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Vi aspettiamo venerdì 20 settembre dalle ore 19:00 nella nostra sede in Via Costanzo Cloro 58 per la serata di presentazione di tutti i corsi di fotografia in partenza dal 7 ottobre.

Corsi di fotografia base, avanzato, reportage, photoshop, videoediting e corsi di fotografia per ragazzi/e adolescenti. 

L’occasione sarà ideale per conoscere la struttura, l’associazione e tutte le attività svolte. I docenti dei corsi, fotografi preparati, appassionati e professionisti, saranno a disposizione per fornire tutte le informazioni e consigliarvi il corso più adatto alle vostre esigenze.

I corsi si tengono tutti nella nostra sede e ciascun corso può essere rateizzabile.
E’ possibile prenotarsi ai corsi di fotografia sia il giorno della presentazione che inviando anche in questi giorni una mail a info@collettivowsp.org 

Per tutti i programmi completi visitare il sito http://www.collettivowsp.org nella sezione corsi.

Ingresso libero. Tutte le persone che parteciperanno alla presentazione e non sono ancora membri dell’associazione riceveranno in regalo la tessera associativa ENAL 2013. 

Buone Vacanze WSP: ci vediamo a settembre!

Cari amici, il blog WSP chiude per vacanze. Appuntamento a settembre con la ripresa delle attività e l’inizio dei nuovi corsi di fotografia.

Per non perdere il filo…

WSP @ Darkroom Project 16-18 agosto Muro Leccese
Rassegna di stampa fotografica da negativo. III Edizione.

Aperte le iscrizioni per i nuovi corsi di fotografia 2013-2014
Sono aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di fotografia base – laboratorio – base per ragazzi – reportage – avanzato – photoshop – videoripresa e montaggio.
Posti limitati. Sul nostro sito internet trovate tutte le info e i programmi dei corsi.
Potete iscrivervi già da adesso mandando una mail a info@collettivowsp.org.

Buone vacanze, buone foto.

wsp photography

LowiFi Lab: Laboratorio di fotografia Lomo e LowFi @ WSP Photography

L’Associazione Culturale WSP Photography e The LowFi Project presentano:

LowFi Lab: Laboratorio di fotografia Lomo e LowFi”

Sabato 20 aprile e Sabato 4 maggio presso WSP Photography

Lowfi Lab

Lowfi Lab

In tempi come questi, dove la velocità e la perfezione sono pretese in ogni situazione, è giusto fermarsi un attimo. Riappropriarsi del nostro tempo, della nostra inventiva, del gusto di osservare più lentamente le cose e decidere di rappresentarle non come sono pedissequamente ma come vorremmo che fossero o, semplicemente, imperfette. Durante questo laboratorio verranno affrontate le tecniche per realizzare fotografie analogiche avvalendosi di fotocamere giocattolo o vintage.
Il laboratorio è diviso in due giornate: nella prima giornata saranno trattati tutti gli aspetti teorici riguardanti la fotografia analogica, le pellicole, le tecniche, le macchine fotografiche lowfi. Nella seconda parte della giornata ci si perderà nelle stradine di Garbatella realizzando in stile low-fi un reportage sul quartiere. Alla fine della sessione di scatto gli allievi sceglieranno un tema tra quelli proposti da affrontare nelle due settimane successive. La seconda giornata del laboratorio sarà dedicata quindi alla visione ed analisi delle foto realizzate.

Programma del laboratorio

Sabato 20 aprile ore 10-18
Ore 10.00 – 13.00
Presentazione corso
Come nasce la lomografia
Cosa è lomografico
Analisi delle caratteristiche tecniche di alcune macchinette
Pellicole
a)formati
b)composizione
c)analisi di alcune pellicole
Inquadratura 6×6 e 35mm
Tecniche lomografiche
a) cross process
b) multiesposizione
c) light painting
d) red scale
Esposizione con le lomo
Presentazione dei temi da sviluppare per il laboratorio e pianificazione dei lavori
Ore 13.00 – 14.00 Pausa pranzo
Ore 14.00 – 18.00
Fase di scatto nel quartiere Garbatella.

Sabato 4 maggio
Ore 10.00 – 14.00
Visione dei lavori prodotti durante le due settimane ed analisi critica delle immagini.

Destinatari

Il laboratorio è rivolto a tutti gli interessati al mondo della fotografia analogica lomo e low-fi e ai nostalgici della pellicola. Non è richiesta alcuna conoscenza specifica di tecnica fotografica. È richiesta per la fase di scatto una macchinetta analogica vintage o toycamera (Lomo, Diana, Holga, etc…). Se non ne possedete una, inviateci una mail e vi faremo sapere se è possibile usufruire di una toy/vintage camera in prestito.

Docente: Massimiliano Tempesta
Dopo 10 anni di attività fotografica da autodidatta decide di frequentare un corso di reportage sociale con Dario De Dominicis. Ha all’attivo diverse mostre e pubblicazioni. Fondatore del Collettivo WSP contestualmente all’attività del Collettivo porta avanti un suo percorso di ricerca su i quartieri popolari di Roma e sulle nuove architetture della città. Spazia dalla fotografia digitale a quella analogica di vario formato. Amante delle tecniche analogiche e delle macchinette vintage e giocattolo fonda nel 2012 la web community “The LowFi Project” con la quale organizza periodicamente sessioni fotografiche.

Costi e modalità di partecipazione
Il costo del laboratorio è di 80 euro (70 euro per i possessori WSP Card) comprensivi della tessera ENAL, da versarsi in un’unica soluzione. Per iscriversi occorre inviare una mail a info@collettivowsp.org.
Numero minimo di partecipanti per attivare il laboratorio: 5 – Numero massimo: 12

Per info e prenotazioni: info@collettivowsp.org o  328 1795463
http://www.collettivowsp.orghttp://www.thelowfiproject.ning.com

FotoReportage: Workshop di fotografia a cura di WSP photography presso csa La Torre 8 dicembre 2012

SABATO 8 DICEMBRE
Dalle 10.00 alle 18.00

Workshop di Foto Reportage
Collettivo WSP Photograpy

Dalle 19.00
Aperitivo “Il Pasto Crudo
djset by Botiq

Costo: 30 Euro
Info e iscrizioni:missviluppo@csalatorre.net

Workshop  La Torre a cura di WSP

Workshop La Torre a cura di WSP

Il workshop tenuto dal collettivo WSP Photography, vuole affrontare alcuni degli aspetti tipici della realizzazione di lavori fotografici a medio-lungo termine.

Verrà affrontato l’aspetto della progettazione di un lavoro fotografico: dalla parte preparatoria a quella realizzativa, fino ad arrivare alla fase dell’editing. Verrà inoltre affrontato l’aspetto di come presentare un lavoro fotografico a photoeditor per eventuali pubblicazioni sia cartacee che web.

Tratteremo anche le differenze sostanziali che ci sono tra un lavoro a medio-lungo termine, ed un lavoro di news: accorgimenti ed eventuali tecniche realizzative. Differenze tra lavori personali e lavori collettivi.

Parte del workshop sarà inoltre riservato alla lettura portfolio dei partecipanti.

Programma

  • Presentazione del WSP Photography
  • Perchè un collettivo fotografico.
  • Progettare un lavoro fotografico
  • Varie tipologie progettuali
  • Fase preparatoria, fase realizzativa, fase editing.
  • Accorgimenti e metodologia sull’editing.
  • Preparazione e presentazione lavori.
  • Progetti a medio-lungo termine e lavori di news.
  • Differenze sulla realizzazione di un progetto personale ed uno collettivo
  • Modus operandi.
  • Visioni e discussione portfolio.

SABATO 8 DICEMBRE
Dalle 10.00 alle 18.00

Per iscrizioni scrivere a missviluppo@csalatorre.net

Intervista a Tommaso Protti (Vincitore Fotoleggendo 2012)

(c) Tommaso Protti - Turkish Blue GoldTommaso Protti è nato a Mantova nel 1986 e cresciuto a Roma. Il suo interesse per i problemi sociali lo ha portato ad ottenere una laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Roma Tre nel 2010, e poi – in fotografia. Nel 2011 si trasferisce a Londra dove consegue un Master in fotogiornalismo e  fotografia documentaria presso l’Università di Londra / London College of Communication Arts. Ha lavorato in Italia e nel Regno Unito su una serie di storie, in Francia, su un progetto sui migranti clandestini e in Turchia per un progetto sulle risorse idriche, progetto con cui si aggiudica il primo posto al premio Fotoleggendo 2012. Attualmente vive a Roma ed è impegnato nella realizzazione di un progetto a lungo termine che documenta la regione sud-orientale dell’Anatolia.

Pubblichiamo di seguito l’intervista redatta da Massimiliano Tempesta, Collettivo WSP

1) Fresco vincitore dell’edizione 2012 di fotoleggendo con il lavoro “Turkish blue gold“, sulle conseguenze sociali ed ambientali della costruzione di alcune dighe sul fiume Eufrate.  Puoi dirci qualcosa di più su questo lavoro?

Il lavoro è il risultato di un lunga ricerca iniziata quattro anni fa quando studiavo scienze politiche all’università a Roma. Conseguita la laurea, che la tesi che aveva come tematica della discussione finale proprio il progetto GAP del governo turco, per irregimentare le acque dei fiumi Tigri ed Eufrate, decisi di andare in quelle aree per vedere con i miei occhi le dighe e capirne meglio le problematiche. Quel viaggio segnò profondamente la mia decisione di iniziare un percorso come fotografo e da allora mi sono convinto di poter raccontare con un linguaggio visivo una così complessa questione, di carattere prevalentemente geopolitico, come quella dello sfruttamento delle risorse idriche da parte degli Stati. Il progetto è infatti il tentativo di unire un’insieme di differenti realtà legate allo sviluppo di un mastodontico piano idrico indirizzato a modernizzare l’Anatolia sud-orientale, per metterne in luce le numerose contraddizzioni e tensioni che il progetto GAP sta producendo. I miei numerosi viaggi nella regione e l’incontro con la popolazione locale, specialmente quella degli sperduti villaggi curdi nelle provincie di Batman, Sanliurfa e Hakkari, hanno confermato le mie tesi iniziali e, grazie all’aiuto di alcuni cari amici italiani attivi sul territorio, sono riuscito a trovare la giusta strada per realizzare il progetto. Infine, sebbene ritenga il lavoro pressoché concluso, ho intenzione di continuare a ritornare in quelle aree e sviluppare un progetto a lungo termine che racconti il più verosimilmente possibile la situazione dell’intera regione.

2) A Fotoleggendo torna a vincere il fotogiornalismo, mentre il premio Pesaresi viene assegnato ad un lavoro che ha poco a che fare con il fotogiornalismo e che ha sollevato non poche polemiche, chi ha torto e chi ha ragione? Secondo te il fotogiornalismo è davvero morto?

Non credo che il fotogiornalismo sia morto. Continuo a vedere in giro lavori di grande qualità e profondità, e immagini di notevole impatto capaci di fra riflettere e rendere le persone più consapevoli delle problematiche contemporanee. Riguardo all’ultimo premio Pesaresi il mio giudizio è influenzato da una visione forse troppo romantica del reporter che, come diceva Riszard Kapuscinski, “copre” gli eventi consumando la suola delle scarpe. Detto questo, il lavoro premiato credo meriti attenzione e sia indirizzato nell’intento di informare e sensibilizzare su una tematica decisamente attuale come quella dei social network. Il problema, a mio avviso, è che si tratta di un lavoro più vicino alla fine art che al fotogiornalismo. Non vorrei sembrare poco delicato ma vedere quelle foto e sapere che non è stato il fotografo stesso a scattarle mi mette un pò a disagio. Magari sarò retorico e banale ma la mia personale visione del fotogiornalismo implica una testimonianza diretta di ciò che si osserva, si sente e si odora.

3) Con “Sinx, a positive chain reaction” ci descrivi la vita Shahan e della sua attività di “talent scout” di giovani musicisti londinesi. Sarebbe possibile esportare il suo metodo nella fotografia per far emergere i giovani?

Direi di si. La figura del talent scout è universale. Il sostanziale divario tra la realtà in cui opera Shah e quella del fotogiornalismo oggi sta nella differente capacità del mercato del lavoro di permettere un effettivo sostegno finanziario al talento che si vuole far emergere. Nel fotogiornalismo in particolare, specialmente a seguito della crisi della carta stampata, le risorse e le possibilità di guadagno sono sempre più esigue, con un incredibile numero  di giovani fotoreporter ostinati a seguire gli eventi (spesso oscurati dal mercato stesso dei media) e un limitatissimo numero di giornali in grado di pubblicare e dare lavoro a tutti.

 4)Quando hai scelto di fare il fotogiornalista?

Partiamo dal presupposto che non mi considero ancora un fotogiornalista. Vorrei poterlo diventare ma finchè continuo a guadagnarmi da vivere lavorando come barman e guida turistica, la mia è e continua a essere solo una fortissima passione. Dopo tutto, qualsiasi tipo di professione che si chiami tale ha bisogno di essere retribuita per essere effettiva, cosa che ancora non è per me con il fotogiornalismo.Se invece dovessi raccontare su come è scoccata la scintilla per il fotogiornalismo, il cosiddetto fuoco sacro della passione, mi vengono in mente tre momenti decisivi. Il primo a casa mia a Roma diversi anni fa sfogliando il libro “Passaporto numero 953647H” di Gianfraco Moroldo, trovato per caso nella libreria di mio padre. Il secondo di ritorno dal mio primo viaggio in Turchia tre anni fa quando iniziai ad usare per la prima volta la macchina fotografica per documentare e fui stregato dalla sua capacità di creare una così forte empatia fra me e la realtà. Il terzo, un paio di anni fa durante un viaggio nel sud Italia insieme a quello che considero, senza far nomi, il mio Grande Maestro.

 5)Nella tua formazione fotografica cosa ha inciso maggiormente?

Il mio è un continuo percorso di crescita tecnica, visiva e umana. Ogni esperienza, e ancora non ne ho fatte molte, sono tasselli fondamentali per raggiungere un giorno una certa maturità fotografica. Cerco di divorare quante più fotografie possibile, di far tesoro della capacità di alcuni fotografi di vedere e ripetere in una visione la sintesi di altre immagini . Ad ogni modo, finora ho avuto la fortuna di trovare lungo la mia strada un maestro fantastico che mi sostenuto e che mi continua a seguire, ed è grazie a lui se sono riuscito a migliorare come fotografo ed ad appassionarmi profondamente alla fotografia. Per il resto vengo da una famiglia che mi ha sempre permesso di esprimermi al meglio dandomi tutte le chance per coltivare le mie passioni, e questa infine è la cosa più importante che maggiormente mi ha aiutato e mi aiuta.

6)Sempre più fotografi producono multimediali dei propri lavori fotografici, ti ritrovi in questa tendenza? Il multimediale deve completare il lavoro fotografico o può essere indipendete?

Il multimediale è una grande realtà che assolutamente desidererei sfruttare e ritengo possa essere decisiva nell’evoluzione del fotogiornalismo stesso. Esistono ambiti quali i grant, i concorsi e le campagne di crowfunding  dove l’uso del multimedia è ormai diventato un indispensabile valore aggiunto in grado di dare risalto a tutto il lavoro. Il punto è che bisogna saperli fare e spesso e volentieri occorrono determinate capacità di post-produzione che solo in pochi hanno, e chi ce le ha se le fa pagare a caro prezzo. Per quanto riguarda il multimediale indipendente c’è un solo problema a mio avviso: e chi lo compra alla fine?

 

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