Week-end felice al WSP: appuntamenti da non perdere

Venerdì 11 aprile ore 21.00
Per il ciclo “Gli occhi sulla città” in collaborazione con Marmorata 169: proiezione di “Good Buy Roma” di Gaetano Crivaro e Margherita Pisano.
Abbandonato da anni, chiuso, protetto e minacciato da un alto muro spinato, ricoperto da tanta polvere, l’edificio di Via del Porto Fluviale 12 era un  magazzino militare, di proprietà pubblica, uno di quei tanti scheletri che come funghi spuntano nel panorama cittadino. Era, perché oggi è qualcos’altro.Con gli anni e il lavoro la polvere è stata scacciata, il processo di degrado fermato, e la vita ha preso il suo posto. Dal 2 giugno 2003 vivono, in questo ex scheletro, circa 100 famiglie, provenienti da tre continenti. In 8 anni sono nati circa 40 bambini. Cosi la ex caserma è diventata non solo una casa, ma quasi una piccola città.
E’ consigliabile la prenotazione inviando una mail a: info@collettivowsp.org

Sabato 12 aprile ore 19-21
“Felicità liquida” – seminario introduttivo per un percorso di allenamento al nostro migliore stato d’animo.
Che cos’è la Felicità e, soprattutto, è possibile allenarsi a essere felici?
Quale Felicità nella nostra società liquida, per dirla con Z. Bauman, cioè fragile e carica di incertezze?
Nel corso del seminario la Dott.ssa Fulvia Tramontano ci parlerà della Felicità, questa parola magica su cui i pensatori di ogni epoca si sono interrogati, illustrandoci le caratteristiche di base, i “mattoni” del nostro benessere emotivo al fine di sperimentare direttamente una naturale attitudine mentale ad essere felici. “Tentare l’impossibile”, suggerisce Bauman, “dare le ali” a ciò che ci blocca a terra come un macigno, a questo rimandare e farsi condizionare da ciò che non dona la Felicità. Il seminario è rivolto a tutti coloro che desiderano favorire e coltivare emozioni felici, attraverso tecniche rigorose della psicologia applicata ai processi del cambiamento per migliorare l’approccio personale alle emozioni, per attingere alle proprie risorse e valorizzarle.
Per partecipare al seminario è necessario prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org entrogiovedì 10 aprile.
Costo del seminario: 10 euro – comprensivo del “Cocktail per la felicità” (bevanda analcolica)

felicità liquida, seminario

felicità liquida, seminario

11-13 aprile Primo appuntamento del workshop “Storytelling e fotografia” con Marco Bulgarelli
Ultimi giorni per iscriversi al workshop con Marco Bulgarelli in partenza nel week-end. L’obiettivo del workshop, che unisce l’attività svolta in aula con la pratica di ripresa sul campo, è di trasmettere le nozioni teoriche e pratiche per affinare le rispettive capacità visive per realizzare un progetto fotografico personale. Particolare attenzione sarà rivolta all’organizzazione di un reportage d’autore. Durante il workshop insieme al fotografo Marco Bulgarelli saranno sviluppate in maniera pratica tutte le fasi del processo che porta alla creazione di un racconto per immagini: dalla scelta del soggetto alla strutturazione del lavoro, alle modalità di realizzazione, fino all’editing finale e alla post-produzione.
Sconto sulla quota di partecipazione per i proprietari WSP Card.

Marco Bulgarelli - Danubius

Marco Bulgarelli

 

Storytelling e fotografia: workshop con il fotoreporter Marco Bulgarelli

Marco Bulgarelli - Danubius

Marco Bulgarelli

“La foto perfetta nasce da uno stato di armonia e unione con il tutto, le energie che scorrono tra il fotografo e il soggetto rendono il momento magico e la foto sublime”.

L’Associazione Culturale WSP Photography presenta “Storytelling e fotografia”. Workshop con Marco Bulgarelli articolato in 5 giornate: dall’11 al 13 aprile e dal 9 al 10 Maggio.

L’obiettivo del workshop, che unisce l’attività svolta in aula con la pratica di ripresa sul campo, è di trasmettere le nozioni teoriche e pratiche per affinare le rispettive capacità visive per realizzare un progetto fotografico personale.

Particolare attenzione sarà rivolta all’organizzazione di un reportage d’autore. Durante il workshop insieme al fotografo Marco Bulgarelli saranno sviluppate in maniera pratica tutte le fasi del processo che porta alla creazione di un racconto per immagini: dalla scelta del soggetto alla strutturazione del lavoro, alle modalità di realizzazione, fino all’editing finale e alla post-produzione.

Programma e argomenti trattati:

Durante il primo week-end Marco Bulgarelli presenterà il suo lavoro e attraverso la lettura e l’analisi delle immagini portate dagli allievi e lo studio dei diversi approcci al fotoreportage e alla fotografia d’autore di fotografi di fama internazionale si discuterà e si approfondirà l’analisi critica delle immagini.  La prima domenica è destinata all’uscita collettiva: s’incoraggeranno i partecipanti a scattare usando l’istinto, stimolando le innate qualità individuali, si lavorerà sullo sviluppo della sensibilità e della personalità come percorso di acquisizione di una consapevole visione del mondo.

Venerdì 11 aprile (19.00/22.00)

Lettura portfolio dei partecipanti e presentazione dei lavori di Marco Bulgarelli.

Sabato 12 aprile (10.00/18.00) 

Lezione teorica. I vari generi della fotografia d’autore: dal documentario alla fine-art, dal reportage di viaggio alla street photography. Cenni di psicologia della percezione: la composizione, il colore etc. Scelta delle storie da fotografare durante il mese che precede il secondo week-end di workshop.

Domenica 13 aprile

Uscita collettiva di una giornata.  I partecipanti saranno seguiti durante la fase di ripresa sul campo. Si vedrà direttamente sul campo come muoversi e come interagire, come trasformare in pensiero visivo in idee, emozioni e sensazioni.

Sabato 9 e Domenica 10 Maggio (10.00/17.00)

Nel secondo week-end ci ritroveremo per commentare ed editare le immagini realizzate dagli studenti durante l’uscita collettiva e durante lo sviluppo del proprio progetto fotografico nell’arco del mese precedente. La fase di editing ha l’obiettivo di comprendere meglio l’approccio di ogni fotografo, il suo stile, il suo modo di comporre. Successivamente, saranno analizzati i diversi aspetti che determinano una selezione d’immagini compiute. Si studierà, quindi, il percorso narrativo per arrivare a realizzare un prodotto finito da presentare e promuovere. Infine, si discuterà del mercato del lavoro, dei rapporti con le agenzie fotogiornalistiche, con l’editoria e con i clienti commerciali.

Destinatari

Il workshop è indirizzato agli appassionati di fotografia di reportage d’autore e intende approfondire il concetto di ideazione, progettazione, realizzazione ed editing di un progetto fotografico.

Costi e durata

Il costo del workshop è di 300 euro (290 euro per i possessori WSP Card) comprensivi della tessera ENAL.

Il workshop è articolato in 5 giorni: venerdì 11 aprile dalle ore 19.00 alle ore 22.00, sabato 12, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle  ore 10.00 alle ore 17.00 con un’ora di pausa pranzo. L’uscita collettiva si terrà domenica 13 aprile con orario da stabilire.  Durante la fase di lavoro sul campo i partecipanti saranno supportati individualmente dal docente.

Modalità di partecipazione

Per iscriversi occorre inviare una mail a info@collettivowsp.org.

Numero minimo di partecipanti per attivare il laboratorio: 6 – Numero massimo: 10. Per info e prenotazioni: info@collettivowsp.org o  328 1795463 www.collettivowsp.org
Il workshop si terrà presso la sede dell’Associazione WSP Photography in Via Costanzo Cloro, 58 – Metro B San Paolo.

Marco Bulgarelli: Romano, classe ’73, si diploma nel 2002 in fotografia documentaria alla Scuola Romana di Fotografia, e inizia la sua carriera nel 2003. S’interessa alla cultura giovanile e alle trasformazioni urbane e sociali nelle capitali europee, lavorando principalmente per l’Espresso. Il suo interesse per il sud-est asiatico l’ha portato prima in Birmania e poi, nel 2008, per vari mesi in India dove ha documentato la situazione attuale del paese. Nel 2011 il suo interesse si è focalizzato sul mondo Arabo, Siria – Egitto. Nel 2010 con “Abruzzo earthquake” si è classificato finalista al SONY PHOTOGRAPHY AWARDS e ricevuto la menzione d’onore al PRIX DE LA PHOTOGRAPHIE PARIS.

Ha lavorato e lavora con diverse agenzie, tra cui Corbis, GAMMA, LUZphoto e collabora con le più importanti case editrici italiane e internazionali. Ha esposto in diverse gallerie e musei.  Nel 2013 ha pubblicato il libro DANUBIUS(edizioni Postcart): un viaggio fotografico alla ricerca dell’identità europea dopo l’allargamento verso i paesi dell’Europa Orientale. Un viaggio interiore e onirico ma al contempo documentaristico.

Intervista a Marco Bulgarelli

Danubius - (c) Marco Bulgarelli

Danubius – (c) Marco Bulgarelli

Il WSP intervista il fotografo Marco Bulgarelli, che sarà presente il prossimo 25 gennaio insieme al photoeditor Marco Pinna, per presentare il suo lavoro Danubius, recentemente diventato un libro.

Romano, classe ’73, Marco Bulgarelli si diploma nel 2002 in fotografia documentaria alla scuola romana di fotografia, ed inizia la sua carriera nel 2003. Si interessa alla cultura giovanile e alle trasformazioni urbane e sociali nelle capitali europee, lavorando principalmente per l’Espresso. Il suo interesse per il sud-est asiatico l’ ha portato prima in Birmania e poi, nel 2008, per vari mesi in India dove ha documentato la situazione attuale del paese. Nel 2011 il suo interesse si è focalizzato sul mondo Arabo, Siria – Egitto. Nel 2010 con “Abruzzo earthquake” si è classificato finalista al SONY PHOTOGRAPHY AWARDS e ricevuto la menzione d’onore al PRIX DE LA PHOTOGRAPHIE PARIS.

Ha lavorato e lavora con diverse agenzie, tra cui Corbis, GAMMA, LUZphoto e collabora con le più importanti case editrici italiane e internazionali. Ha esposto in diverse gallerie e musei.

Danubius

  1. Il reportage Danubius è un lavoro complesso, dove si evidenzia sia un approccio più personale e autoriale, che un approccio reportagistico. Nel corso della lavorazione com’è cambiato il tuo sguardo?

In ogni paese visitato, ho cercato di trasformare in pensiero visivo l’anima dei luoghi e gli stati d’animo della gente, “respirando” le atmosfere e “sentendo” le persone, al fine di coglierne la quintessenza. Di conseguenza, affiorano aspetti che non collocano il lavoro in un ambito estetico definito ed esclusivo, ma sono la conseguenza di una continua ricerca comunicativa, dovuta alla diversità delle esperienze vissute. Spero che queste modulazioni riescano a restituire l’essenza di ogni paese, il nodo inestricabile tra geografia e antropologia che uno stile preordinato violenterebbe in una forma estranea.

  1. Il lavoro Danubius è stato recentemente esposto al museo di Roma in Trastevere. È stato difficile realizzare l’editing della mostra? Ci sono foto a cui hai dovuto rinunciare, a cui sei più legato, al posto di altre?

L’editing della mostra è lo stesso del libro, leggermente modificato e adattato allo spazio museale. Durante la fase di editing siamo spesso costretti a sacrificare delle foto. Il primo scarto c’è stato quando ho deciso di dividere il lavoro in capitoli che corrispondessero ai diversi gruppi linguistici presenti nell’area, ma anche alle diverse stagioni. Così nel terzo capitolo riguardante la Serbia e la Croazia, ad esempio, ho dovuto escludere le foto realizzate durante l’inverno. In seguito ho dovuto sacrificare molte altre foto. Nel libro la fotografia sacrificata che non ho ancora digerito, perché esprime pianamente il mio concetto di alienazione metropolitana, è stata esclusa dall’editore, ma l’ho inserita nella mostra.

  1. Quando hai capito che la fotografia sarebbe diventata il tuo mestiere e quali sono le principali difficoltà che hai incontrato? Quali consigli ti sentiresti di dare ai giovani fotografi emergenti?

Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che la fotografia sarebbe diventata il mio lavoro, tutto è avvenuto senza che io prendessi alcuna decisione. Ho lasciato semplicemente parlare il tempo, solo il corso degli eventi mi ha portato qui oggi. Sicuramente se non avessi avuto una naturale predisposizione per la fotografia avrei percorso un’altra strada. Le prime vere difficoltà le ho incontrate all’interno della mia coscienza; conciliare la mia filosofia di vita con questo mestiere non è stato facile e non lo è ancora oggi. Adeguarsi a un sistema e giungere a certi compromessi con il mercato del lavoro non è semplice. Fortunatamente non mi sono snaturato, ma ho conosciuto chi ha subìto un processo lento e lungo che pian piano l’ha cambiato senza che se ne accorgesse. Se non si è ben centrati e non si ha una forte identità, si potrebbe cadere in un meccanismo insano, dove il lavoro e il mercato prendono il sopravvento su ciò che siamo nel profondo del nostro essere.  Ai giovani emergenti consiglio di ascoltare la propria voce interiore  prima di ogni scelta, senza essere condizionati dall’esterno, e affrontare i temi che appartengono di più al proprio modo di essere e di sentire.

  1. La comunità cinese appare spesso come diffidente e chiusa, come sei riuscito a superare questo ostacolo e in generale come ti relazioni con il soggetto dei tuoi lavori?

Fin dai miei primi lavori documentaristici ho scelto dei soggetti adatti alla mia personalità. Come nei lavori sui giovani del XXI secolo (Generazione y) o sul mondo omosessuale, anche per quanto riguarda la comunità cinese ho utilizzato la mia capacità d’inserirmi con una certa facilità in diversi contesti sociali. Cerco di comprendere “l’altro” in modo da poterci interagire, e acquisto la fiducia altrui attraverso la sincerità e l’onestà.  Probabilmente riesco ad adattarmi all’ambiente estraneo con una certa naturalezza.

  1. Il tipo di formato fotografico e di supporto (analogico o digitale), ad esempio in Danubius hai scelto il 6×7 diapositiva, influenza il tuo linguaggio fotografico? Come effettui questa scelta?

In linea di massima nei progetti personali ho preferito l’analogico, per il resto il digitale. In base al soggetto scelto cerco il mezzo che possa maggiormente esprimere la mia personale visione e rappresentazione del medesimo.

Intervista a cura di Daniela Silvestri – WSP Photography

Danubius - (c) Marco Bulgarelli

Danubius – (c) Marco Bulgarelli

Tre mostre in programma al Museo di Roma in Trastevere

In programma al Museo situato nel centro di Trastevere ben 3 mostre fotografiche.

(c) Horst Stein - Appareance

(c) Horst Stein – Appareance

La prima, che finirà il prossimo 27 ottobre, ed è ospitata al secondo piano, è la mostra di Horst Stein “Appearence”: una serie fotografica che tratta il tema del controllo e della perdita di controllo, dello spazio e della perdita di spazio, e presenta momenti narrativi che, determinati dall’intervento del caso, presentano di volta in volta tratti ironici, malinconici o solenni. La serie si presenta come un insieme di dittici. Combinando due generi fotografici fondamentalmente diversi il lavoro evidenzia il rapporto tra criteri “soggettivi” e “oggettivi”.

(c) Marco Bulgarelli - Danubius

(c) Marco Bulgarelli – Danubius

Sempre al secondo piano troviamo la mostra dell’italiano Marco Bulgarelli “Danubius”, a cura di Marco Pinna, e parte del festival della letteratura di viaggio. Danubius è un viaggio fotografico alla ricerca dell’identità europea dopo l’allargamento verso i Paesi dell’Europa Orientale: dalla sorgente del maestoso fiume fino all’immenso delta, lungo i 2778 km del suo corso, passando attraverso grandi città come Ulm, Linz, Vienna, Bratislava, Budapest, Vukovar, Belgrado, Tulcea, piccoli paesi, vaste pianure e paesaggi incontaminati, a contatto con un’enorme varietà di popoli, tradizioni e lingue. 47 immagini a colori, diapositive medio formato (Mamiya 7 II), realizzate durante sette viaggi compiuti nell’arco di due anni e che vale la pena vedere.

(c) Lee Jeffries - Homeless

(c) Lee Jeffries – Homeless

Al piano terra invece la suggestiva mostra “Homeless” di Lee Jeffries. Toccanti e inquietanti ritratti in bianco e nero che arrivano dritti al cuore dell’osservatore. Cinquanta scatti, senza didascalie o date, come senza tempo è la sofferenza rivelata dai volti fotografati, il disagio diventato stile di vita. Immagini che Jeffries ha colto vagando per le vie di Londra, Parigi, Roma, New York, Miami, Los Angeles o Las Vegas, spesso ritraendo persone che quelle stesse strade hanno come dimora.

Il Museo di Roma in Trastevere è a Piazza sant’Egidio 1, aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20. La biglietteria chiude un’ora prima.
Per tutte le informazioni visitare il sito del museo.