CASCINAFARSETTI ART III EDIZIONE

Cascina Farsetti Art

Il Centro Sperimentale di Fotografia Adams e lo Studio d’Arte Ceramica, presentano la terza edizione della manifestazione, patrocinata dal Comune di Roma Assessorato alla Cultura e Comunicazione, dal Municipio XVI – in collaborazione con Amnesty International e Radio Popolare Roma che si svolgerà dal 17 al 25 Settembre a Roma presso la Cascina Farsetti (ingresso Via Leone XIII 75 e Via Aurelia Antica 289).

Per l’occasione Villa Pamphilij si veste di fotografia e non solo… ciò che rende speciale Cascina Farsetti Art è sapere riconoscere nella realtà i vari mondi possibili del sapere, presentarsi al pubblico come un evento “ipertestuale” un luogo labirintico nel quale perdersi sarà solo fonte di arricchimento, nel quale le prospettive saranno molteplici così come riflettersi in più specchi: dalla fotografia alle arti plastiche, dall’immagine al suono.

All’interno della manifestazione saranno esposti lavori di reportage del collettivo di fotografi TERRA PROJECT e in occasione del suo 50° anniversario AMNESTY INTERNATIONAL presenterà “IO MANIFESTO PER LA LIBERTA'” una selezione di 25 poster e manifesti pubblicitari provenienti dalle varie sezioni dell’associazione nel mondo. Le immagini saranno accompagnate da altrettanti testi di forma e contenuti diversi.
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti.” Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948.

L’evento artistico proporrà al suo interno le mostre fotografiche personali di Andrea Bultrini, Giorgio Coen Cagli, Linda De Nobili, Fabiana Grosso e Debora Vrizzi. Contestualmente alle mostre fotografiche personali, saranno presenti mostre fotografiche collettive a cura di autori vari. Fra le iniziative offerte dal Centro Sperimentale di Fotografia, sono da segnalare giornate dedicate alla tecnica fotografica, conferenze ed incontri seminariali, presentazione di testi, incontro con autori e mostre di ceramica a cura dello Studio D’Arte Ceramica. Lo spazio espositivo sarà arricchito dalle sculture in carta e ceramica del pittore e ceramista veneto Fabio Guerra .

Esporranno i propri lavori:

Altobelli Tiziana, Andrea Bultrini,Bie May Linn,Cervelli Marco,Cieri Simone,
Damiani Carolina,De Stefano Anna,,Diciolla Antonello,
D’orazi Vanessa,Fabiana Grosso,Fabio  Guerra,Ferri Fabio,Gallì Paolo,Giorgio  Coen Cagli,Giosi Francesca,Golikidov Irini,Guidoni Daniele,Lanari Michele,Luppino Alessandra, Maffei Francesco,Maffodda Giovanni,Mascali Giuseppe,Mazzani Livia,Memè Giorgio
Mininni Claudio,Monsagrati Silvia,Nuti Margherita,Oriani Domenico,Paleari Paleari,Peschi Emanuele,Piano Raffaele,Rossi Danilo,Santorelli Maria Elena,Saonari Serena Marica,Schepisi Martina,Smiraglia Maria Giovanna,Suriano Roberto,Terra Project,Tosto Gabriele, Daniela Vacca,Debora Vrizzi.

Programma

Sabato 17 settembre

ore 17.00
– Apertura e inaugurazione manifestazione;

ore 18.30
– Concerto di musica blues con i Big Blues Band e con Simone Agostini;

ore 19.30
– Vernissage a cura di Hocus-Pocus;

ore 20.00
– Concerto di musica classica parte seconda;
Cascina 2011

Domenica 18 settembre

Ore 10.00
– Apertura Mostre

ore 12,00
– Incontro con l’autore: Linda De Nobili;

ore 15,00
– Presentazione della mostra “Il sottile gioco tra luce e carne” a cura di Paola Paleari;

ore 16,00
– presentazione della mostra “Il volto e la maschera” a cura di: Marika Rizzo;

ore 17,00
– Carmen Rossi presenta le opere di Fabio Guerra e di Daniela Vacca;

ore 18,00
– Presentazione della mostra “ Fuoco amico- Ritorno nei Balcani a cura di Terra Project

durante la presentazione parteciperanno:
il Maresciallo Domenico Leggiero, responsabile del reparto Difesa dell’Osservatorio Militare;

l’Avvocato Angelo Fiore Tartaglia, assistente legale per l’Osservatorio Militare

Emerico Laccetti, Maggiore della Croce Rossa Italiana, colpito da Sindrome dei Balcani;

Sabato 24 Settembre

ore 10.00
– Apertura mostre;

ore 11.00
– Presentazione del volume “Io manifesto per la libertà” a cura di Amnesty International.
Partecipano:

ore 16.00
– Workshop a cura di Marco Di Meo. La gestione del bilanciamento del colore nella post produzione digitale;

ore 18.30
– Presentazione del libro “Di cosa sono fatti i ricordi” di Tano D’Amico, ed. Postcart, sarà presente l’autore;

Domenica 25 Settembre

ore 10.00
– Apertura mostre;

ore 11.00
– Workshop teorico e pratico di Ritratto in Polaroid a cura di Ars-Imago;

ore 18.00
– Workshop sulla fotografia stereoscopica a cura di Carlo Pavia;

ore 21.00
– Chiusura manifestazione.

 

Cineporto 2011: le mostre fotografiche

Cineporto 2011
18 luglio – 28 agosto 2011 Ponte Milvio

CSF in mostra @ Cineporto

Lo spazio espositivo di Cineporto anche quest’anno si riempie delle suggestioni fotografiche proposte dal Centro Sperimentale di Fotografia  adams di Roma .

In contemporanea alla rassegna cinematografica, alle iniziative musicali, alle proposte editoriali e culturali e a quelle gastronomiche, gli allievi del C.S.F. adams saranno presenti con mostre fotografiche personali e collettive.

Gli autori e le mostre che si alterneranno all’interno dell’edizione Cineporto 2011 sono:

18 – 31 Luglio:    “Visioni di Glamour “ di Maria La Torre“Fratelli fra le corde“ di Alessandro Benvenuti;

01 – 16 Agosto:   “L’Altro Idroscalo” di Chiara Buosi; Giorgio Coen Cagli; Fabiana Grosso;   “United”  di Fabiomassimo Antenozio

17 –  31 Agosto:  “La Sottrazione della Forma” di Cristina Gradellini ;  “Un camper per i diritti” di Patrizio Cocco e Tommaso Vispi;

http://www.cineporto.com  aperto tutte le sere dalle 20,00 dal 18 luglio al 31 agosto 2011 – ingresso spazio espositivo libero.

Questa sera: conversazioni di fotografia con Luisa Briganti

L’Associazione Culturale Wide Shut Photography – WSP propone un nuovo incontro del ciclo “Conversazioni di fotografia” con la fotografa Luisa Briganti.

Tema dell’incontro sarà la visione della fotografia intesa come modo di vivere da un punto di vista femminile, attraverso l’analisi e la proiezione dei lavori di alcune delle più importanti fotografe che hanno segnato profondamente la storia della fotografia internazionale.
Luisa Briganti lavora come fotografa, prediligendo l’analogico. È responsabile del Centro Sperimentale di Fotografia Adams di Roma, nella quale è docente dei corsi Master e dei corsi di antiche tecniche di stampa e camera oscura e si occupa della promozione dei lavori degli allievi.

“Conversazioni di fotografia” è un’idea dell’Associazione Culturale WSP. Il ciclo di incontri prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, fotografi, docenti, esperti di fotografia ed artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

(c) Luisa Briganti

Io donna e la fotografia – un modo di vivere tra pubblico e privato

Mercoledì 26 maggio 2010 – ore 19,30

Oblomov – Via Macerata 58, Pigneto

INGRESSO GRATUITO

Conversazioni di fotografia: incontro con Luisa Briganti

Associazione Culturale WSP
presenta

Conversazioni di fotografia
Luisa Briganti

Io donna e la fotografia – un modo di vivere tra pubblico e privato

Mercoledì 26 maggio 2010 – ore 19,30

Oblomov – Via Macerata 58, Pigneto

INGRESSO GRATUITO

(c) Luisa Briganti

L’Associazione Culturale Wide Shut Photography – WSP propone un nuovo incontro del ciclo “Conversazioni di fotografia” con la fotografa Luisa Briganti.

Tema dell’incontro sarà la visione della fotografia intesa come modo di vivere da un punto di vista femminile, attraverso l’analisi e la proiezione dei lavori di alcune delle più importanti fotografe che hanno segnato profondamente la storia della fotografia internazionale.
Luisa Briganti lavora come fotografa, prediligendo l’analogico. È responsabile del Centro Sperimentale di Fotografia Adams di Roma, nella quale è docente dei corsi Master e dei corsi di antiche tecniche di stampa e camera oscura e si occupa della promozione dei lavori degli allievi.

“Conversazioni di fotografia” è un’idea dell’Associazione Culturale WSP. Il ciclo di incontri prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, fotografi, docenti, esperti di fotografia ed artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

INTERVISTA A LUISA BRIGANTI

Luisa Briganti lavora come fotografa, prediligendo l’analogico. E’ responsabile del Centro Sperimentale di Fotografia Adams di Roma, nella quale è docente dei corsi Master e dei corsi di antiche tecniche di stampa e camera oscura.
Curatrice della promozione degli allievi del centro. Al sua attivo  innumerevoli mostra tra le quali: Assolo metropolitano (i pendolari  di quartiere dopo l’11 settembre), i luoghi della memoria (omaggio a Pierpaolo Pasolini). Ha esposto presso il Fotografia Festival Internazionale di Roma, la settimana della cultura italiana presso l’Università di Pechino. In altre rassegne e manifestazioni espositive.

1)Scorrendo l’offerta dei corsi della scuola si trova il corso di regia di documentari, il corrispettivo cinematografico del reportage, poi si scopre che anche fotografi famosi fanno i videomaker, o li producono. Ma di sola fotografia non si può più vivere o è un evoluzione naturale?

La trasformazione dell’editoria in concentrazioni industriali, l’introduzione di nuove tecnologie, la nascita di nuovi media, muta l’analisi dei processi di formazione dell’informazione. La notizia diviene merce. Pertanto il ruolo del giornalista subisce una trasformazione.  All’operatore dell’informazione l’industria editoriale chiede non più analisi e oggettività, che scaturiscono da una rigorosa idea della propria autonomia deontologica e professionale, ma di produrre merce a buon mercato, consentendo di abbattere i costi e massimizzare i profitti. Questo si ottiene anche facendo assumere alla stessa persona competenze che in altri tempi erano assolte da più figure professionali con le loro rispettive sensibilità e autonomie linguistiche. E’ evidente che tutto ciò produce un decadimento della qualità dell’offerta informativa, assenza di analisi, omologazione della notizia e impoverimento linguistico. Sono ormai lontani i tempi in cui il fotografo, il giornalista, il video operatore, il fonico con le loro specifiche professionalità e sensibilità intervenivano negli eventi e costruivano la notizia. A questo dobbiamo aggiungere che l’immagine fotografica trova sempre meno legittimità di presenza autonoma nella editoria, questa è una constatazione generale ma che in Italia si manifesta in modo più evidente. Una scuola di fotografia che prevede all’interno dei propri percorsi formativi il “reportage” come corso di insegnamento, non può non considerare “l’evoluzione” dell’editoria e conseguentemente l’offerta di corsi di regia per il documentario. Ritengo questo non un’evoluzione naturale, bensì un adeguamento alle necessità di un sistema produttivo mutato che relega la qualità dell’informazione in fondo alle proprie priorità. La nota positiva è rappresentata dalla  specificità dei nuovi media: socialnetwork, blog, reti informali… luoghi dove il processo di formazione dell’informazione nella gran parte dei casi non subisce condizionamenti e censure esercitate da lobby e potentati economico  politici. Dove, anche grazie alla peculiarità tecnica del mezzo, è possibile e garantito l’accesso anche a soggetti ritenuti marginali ed appartenenti ad aree geografiche finora escluse. In poche parole, potenzialmente, si aprono spazi di nuova democrazia.

2)Narraci la storia del CSF-Adams.

La storia del Centro Sperimentale di Fotografia Adams inizia nel 1995. Quattro fotografi decidono di intraprendere insieme questa avventura: coniugare la propria professione con la funzione pedagogica dell’insegnamento della fotografia e più in generale dell’immagine. Da allora molte cose sono cambiate; oggi l’Associazione conta più di duemilacinquecento soci, e la didattica e l’organizzazione di manifestazioni espositive nell’ambito della fotografia sono divenute l’attività prevalente. Ovviamente il corpo docenti si è notevolmente ampliato così come le collaborazioni di saperi altri apparentemente non riconducibili alla fotografia: grafici, storici dell’arte, archeologi, archivisti, tecnici della conservazione dei beni culturali ecc. Da settembre a luglio, presso i locali della nostra associazione si svolgono corsi di formazione ad alta qualificazione professionale. La proposta didattica per la fotografia prevede ben 18 corsi articolati secondo un didattica progressiva All’interno dei corsi sono previsti seminari con interventi di noti professionisti del settore e dei workshop tematici. Per gli associati è prevista la possibilità del nolo della struttura e delle attrezzature: sala pose, luci flash e continue, macchina del vento, macchina del fumo, assistente, truccatrice, stylist, modelli e modelle, camera oscura con possibilità di stampa con negativi fino al formato 20×25 cm.
L’Associazione offre inoltre la possibilità di organizzare viaggi reportage all’estero: India, Nepal, Filippine, Cuba, Thailandia, Marocco ecc. sono state le mete ultime in ordine di tempo. Numerose le collaborazioni con Enti, Istituzioni e privati: Comune di Roma, Provincia di Roma, Provincia di Potenza, Comune di Monteporzio Catone, Comune di Capalbio, ASL, Big Carrot, Mc Cain, Operà… L’Associazione promuove, gestisce ed organizza spazi espositivi di mostre fotografiche. L’Associazione è presente al Festival Internazionale di Cinematografia a Capalbio, alla Rassegna Cinematografica Cineporto a Roma, alla rassegna d’arte Rose’s Choice presso il Comune di Scontrone (AQ), varie esposizioni presso la galleria Croma in Via del Governo Vecchio a Roma, UGC Cine Cité di Roma, rassegna Jazz a Villa Celimontana Roma, Festival Internazionale di Fotografia Roma. Nel 2006 in collaborazione con l’Ambasciata Italiana e l’Istituto per il Commercio Estero, l’Associazione era presente con proprie mostre di fotografia all’interno di un rassegna sulla cultura italiana  presso l’università di Pechino. E’ stata presente inoltre con proprie produzioni video al Festival del Corto di Finale Ligure ed alla Festa del Cinema di Roma. Nel 2009 organizza la prima edizione di CascinaFarsettiArt con il patrocinio del Comune di Roma in collaborazione con Amnesty International, Radio popolare, I sapori del Mondo.

3)Non pensi che ci siano poche donne nella fotografia?

Si, come nella generalità del mondo del lavoro. Nelle professioni autonome il dato è ancora più evidente. Il fatto diventa allarmante se si considera la maggiore scolarità del mondo femminile. Che dire, viviamo ancora in una società profondamente sessista al di là delle apparenze.

4)La situazione politica-sociale-economica si riflette sulla fotografia, sia come linguaggio fotografico che come scelta editoriale dei fotoeditor?

E’ del tutto evidente che “l’immagine ” che verrà pubblicata all’interno di un prodotto industriale editoriale  non dovrà in alcun modo porsi in contraddizione o in concorrenza con le inserzioni pubblicitarie, i finti redazionali ecc. Tutto ciò danneggerebbe i veri soci occulti di molte proprietà e redazioni giornalistiche che sono le agenzie pubblicitarie che gestiscono il portafoglio delle aziende inserzionistiche.  Le immagini non devono compromettere in alcun modo l’efficacia del messaggio pubblicitario. Conseguentemente il ruolo del fotoeditor ne risulta fortemente condizionato.

5)Come dovrebbe essere il reporter perfetto?

Ho difficoltà nell’immaginare un reporter perfetto, credo che una precondizione sia quella di essere disposto a mettersi costantemente in discussione, cioè non avere verità precostituite sulla realtà del mondo ed essere curioso al punto di immaginare che ogni realtà indagata fosse anche la più banale può diventare un racconto unico e irripetibile. In sostanza rendere eccezionale ciò che è normale. Credo che la modestia, l’umanità, la sincerità e l’onestà intellettuale devono accompagnare il lavoro del reporter tutta la vita.
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