World Press Photo 2015: ecco i vincitori

@ Paolo Marchetti - WPP 2015E anche quest’anno gli agognati risultati del World Press Photo, uno dei concorsi più importanti e ambiti nel panorama del fotogiornalismo, sono arrivati.
E con loro, a breve, sicuramente le solite critiche e/o dietrologie.

Noi quest’anno siamo particolarmente contenti. Dopo la vittoria del nostro Fausto Podavini nella sezione Daily Life nel 2013, quest’anno il nostro amico e docente Paolo Marchetti si aggiudica il terzo posto nella sezione Natura – storie con il lavoro “Cold blood Colombia” sul business dei coccodrilli.
Paolo era con noi a festeggiare nel 2013 e non vediamo l’ora di festeggiare di nuovo al WSP, insieme ad amici e studenti della Masterclass, che a loro volta non vedono l’ora di congratularsi dal vivo con il loro prof!
Sapevamo che Paolo fosse una garanzia, una grande persona oltre che un grande professionista, non avevamo di certo bisogno di questo riconoscimento. Ma non possiamo non esserne strafelici… e orgogliosi.

Orgogliosi anche per il nostro Paese che in questa edizione ha visto tra i premiati ben 10 fotografi italiani, a dimostrazione dell’eccellenza e dell’impegno dei nostri photoreporter:

Michele Palazzi
Massimo Sestini
Fulvio Bugani
Turi Calafato
Giulio Di Sturco
Gianfranco Tripodo
Paolo Verzone
Giovanni Troilo
Andy Rocchelli 

Davvero complimenti a tutti!
Ora, se non l’avete ancora fatto, collegatevi subito al sito per visionare tutte le gallerie: http://www.worldpressphoto.org/

Credit photo: © Paolo Marchetti 

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Cortona on the move: fotografia in viaggio. Dal 18 luglio al 30 settembre

Dopo il successo dell’edizione 2011, con i suoi 15000 visitatori, ecco la seconda edizione del Festival Internazionale Cortona On The Move – fotografia in viaggio. Dal 18 luglio al 30 settembre 2012 la città toscana sarà ancora una volta una delle capitali mondiali della fotografia, grazie ad un festival di assoluto valore e ad un programma di eventi di straordinario livello. Per l’edizione 2012 il direttore artistico Arianna Rinaldo ha saputo coniugare arte, talento, ed innovazione ai nuovi media. A fare da sfondo la bellezza mozzafiato di Cortona, protagonista e al tempo stesso palcoscenico di mostre, proiezioni, tavole rotonde, workshop e letture portfolio. Anche quest’anno il Viaggio, inteso in tutte le sue accezioni, sarà il tema e il filo conduttore del Festival.

Il Viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma avere nuovi occhi’. (Voltaire)

Dal 18 di luglio al 30 di settembre si svolge dunque in Toscana un evento imperdibile per professionisti, appassionati e operatori del settore. Un Festival che ha ricevuto quest’anno l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica, quello del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo e del Comune di Cortona.

Le mostre: alcuni tra i più interessanti fotografi della scena internazionale espongono nei luoghi più belli e suggestivi della città: Vincent Fournier, Massimo Siragusa, Brian Finke, Giulio Di Sturco, Anoek Steketee, Nicolas Mingasson, Carlo Bevilacqua, Jon Lowenstein, Monika Bulaj, Alessandro Grassani, Chris Churchill, Kitra Cahana, il collettivo Riverboom.

Letture portfolio: Photo editor delle più importanti testate italiane ed internazionali tra cui Jamie Wellford di Newsweek e Jamas Estrin di Lens Blog del New York Times sono disponibili per incontrare individualmente i giovani fotografi per una durata di 20 minuti dal 18 al 22 luglio.

Workshop: Vincent Fournier , Massimo Siragusa , Antonio Manta e David Graham. Concepiti non solo come attività di formazione ma come percorsi in divenire, questi incontri assumono i toni di un dialogo volto ad arricchire i partecipanti che avranno l’occasione di lavorare a stretto contatto e confrontarsi con chi, nel corso degli anni, ha fatto di questa forma d’arte una professione apprezzata e riconosciuta a livello mondiale.

Il Circuito OFF: Mette a disposizione dei giovani fotografi spazi espositivi per mostrare il proprio talento ottenendo prestigio e visibilità oltre all’opportunità di vedere i propri lavori esposti accanto a quelli di nomi illustri.

E-magazione: lL’editoria on line è al centro dell’attenzione del festival. Convegni, incontri, workshop con le migliori professionalità del settore per analizzare e capire il panorama italiano ed internazionale. Un’occasione unica in Italia per conoscersi, creare sinergie e crescere insieme. Lo slogan scelto per questa sezione “Soluzioni, non problemi”, è la migliore sintesi dello spirito con cui ci si avvicina al tema del rapporto tra fotografia ed editoria on line.

Cortona On The Move conferma la sua attenzione ai temi ecologici e sociali, proponendo un festival eco sostenibile e a basso impatto energetico. L’edizione 2012 vede anche l’attivazione di una stretta collaborazione con Action Aid che aiuterà il festival a mettere a fuoco le problematiche dei paesi del sud del mondo.

L’associazione Culturale ONTHEMOVE, ideatrice ed organizzatrice del festival, ringrazia tutti gli sponsor istituzionali e privati che hanno reso possibile questo evento.

(c) AlessandroGrassani. Environmental Migrants (MONGOLIA 2011)

Fukushima, il lato umano dello tsunami in mostra a Milano

(c) Giulio Di Sturco

Lo tsunami dell’11 marzo da un punto di vista umano, senza retorica o estetismi gratuiti. Si potrebbe riassumere così il lavoro realizzato dal fotografo Giulio di Sturco nella prefettura di Fukushima nei mesi successivi allo tsunami che ha letteralmente stravolto la topografia paesaggistica e umana della regione.

Di Sturco, 32enne attualmente di base a Bangkok, in Thailandia, ha cominciato a scattare foto in Giappone già subito dopo la tragedia di marzo accompagnando una squadra di piscologi di Medici Senza Frontiere che assisteva la popolazione .

In seguito, nonostante molti glielo avessero sconsigliato, il fotografo ha deciso di spingersi sempre più vicino alla “zona rossa” contaminata dalle radiazioni della centrale nucleare danneggiata per capire in che condizioni vivevano i sopravvissuti.

Lì, tra le macerie delle città devastate dallo tsunami e dal sisma, il fotografo ha trovato un’umanità abbandonata, perduta, che cercava di proseguire la propria vita nonostante le condizioni avverse. Piuttosto che fotografare le macerie e la devastazione, Di Sturco ha scelto di concentrarsi sulle persone.

E grazie anche all’esperienza maturata sul campo con gli psicologi di MSF, è riuscito a realizzare un reportage unico, un documento al contempo importante e toccante che racconta un popolo attaccato alla propria terra, in lotta per la sopravvivenza.

La mostra, a cura di Chiara Oggioni Tiepolo, è alla OpenMind Gallery di via Dante 12 a Milano dal 25 novembre al 20 gennaio.

fonte: national geographic

AUTORI: INTERVISTA A GIULIO DI STURCO

(c) Giulio Di Sturco

Giulio Di Sturco è un trentenne fotografo italiano collaboratore dell’agenzia VII (Mentor Program), si divide tra Milano e New Delhi. Pubblica sulle principali testate nazionali ed internazionali. Vincitore nel 2009 del primo premio del World Press Photo nella categoria “Arts and Entertainment“, numerosi altri premi quali il Sony Award e il Premio internacional de Fotografia Humanitaria LUIS VALTUEÑA.

1)Conosci molto bene il sub-cotinente indiano e soprattutto l’India, grazie ai tuoi lavori(the great mother,vertical slum,forgotten people) anche noi ci samo fatti un idea un pò diversa da quella ufficiale o da quella “bolliwodiana”. Secondo te l’India è un gigante dai piedi d’argilla, visti anche i conflitti religiosi e le disparità sociali, o tra poco diverrà realmente una superpotenza?  

E’ dal 2006 che lavoro costantemente nel sub-continente indiano. Nonostante cio’ non posso dire di conoscere bene questa realta: e’ difficile conoscere uno stato come quello indiano con un’estensione geografica immensa e con quasi due miliardi di abitanti! “L’India è mille cose. È liberazione e dannazione, è distruzione e creazione” cosi Tiziano Terzani definiva l’India ed e’ proprio questo che mi affascina di questo paese. L’India è il luogo dove gioia e disperazione, bellezza e squallore si fondono; è il trionfo degli opposti in cui modernizzazione e crescita economica convivono dialetticamente con profonde diseguaglianza sociali, conflitti etnico-religiosi e un intenso sfruttamento ambientale. Credo che la strada che l’India deve percorrere per vincere questa sfida sia gia’ stata indicata dall’economista indiano premio nobel Amartya Sen: non c’e’ crescita senza sviluppo. Il concetto di sviluppo implica che gli effetti positivi della crescita economica devono essere utilizzati, attraverso politiche economiche e sociali, per innalzare gli standard di vita del maggior numero di persone possibili, in particolare di quelle piu indigenti e bisognose, assicurando loro quelle condizioni per poter scegliere l’esistenza che si vuole vivere. Cio’ significa garantire una serie sempre piu’ ampia di diritti sociali, politici ed economici. Solo in questo modo l’India potra’ incarnare un nuovo modello di superpotenza nello scenario internazionale e potra’ evitare di ripetere il triste copione di paesi in grado di accumulare capitale nelle mani di poche lobby politiche ed economiche attraverso lo sfruttamento di ampie fasce della popolazione.

2)Sei sempre riuscito a realizzare i lavori come li immaginavi?

No assolutamente. Penso a diversi casi nella storia della fotografia che c’insegnano quanto questo sia il piu delle volte impossibile, Mi viene in mente l’esempio del maestro Eugene Smith e della sua ossessione creativa per la “realta’” che ci ha lasciato lavori magnifici trascinandolo pero’ in un baratro di autolesionismo ed insoddisfazione. Per quanto mi riguarda, m’impegno ad immaginare il progetto e a stabilire una serie di nodi centrali intorno a cui sviluppare la storia, una volta sul posto pero’ spesso ci si rende conto che la realta’ e’ diversa da quella che ci eravamo immaginati oppure ci sono spesso dei condizionamenti esterni che rendono impossibile realizzare il lavoro cosi com’era nei nostri piani. In quesi casi cio’ che conta e’ la capacita d’interpretare la nuova situazione grazie soprattutto al confronto con le persone che in quella realta vivono e che conoscono da molto tempo.

3)Ti è mai capitato che un tuo lavoro fosse completamente stravolto da come lo avevi pensato e realizzato?

In questi casi come ci si comporta? Devo ammettere di essere stato sempre molto fortunato in questo senso. Il segreto, soprattutto quando di realizzano degli assignments, e’ capire bene cosa ci chiede il committente e cosa si aspetta da noi, ovviamente senza abdicare a delle scelte individuali di stile e composizione. Quando invece lavoro sui dei progetti piu’ personali e a lungo periodo cerco continuamente pareri ed opinioni delle persone che stimo perche’ riescono ad avere uno sguardo piu’ lucido sul mio lavoro anche se la responsabilita’ sulle scelte finali ricade sempre su di me.

4)Nel 2008 hai vinto il primo premio nella categoria “Arts and Entertainment” con la foto di una modella nel backstage di una sfilata a New Delhi. Puoi raccontarci il backstage di quella foto? Cosa accadeva intorno mentre scattavi e perchè hai scelto quella e non un altra foto?

Ho scelto di fotografare il backstage della fashion week indiana perche’ mi piaceva raccontare l’impulso di un paese emergente come l’India ad entrare a far parte di un circuito economico e creativo tipico dell’Occidente riuscendo allo stesso tempo a caratterizzare la propria presenza attraverso espressioni stilistiche peculiari che fanno riferimento alla propria culturale locale. Era un modo per raccontare le dinamiche della globalizzazione partendo dalla moda. Il backstage era il cuore pulsante di tutto l’evento, la fucina creativa dove migliaia di persone lavoravano a pieno ritmo per il risultato finale. Tutti erano senza maschere per cui era piu facile cogliere l’essenza dei soggetti. Lo scatto della modella e’ stata anche una questione di fortuna, di trovarsi nel posto giusto al momento giusto come spesso accade in fotografia. Mi aggiravo per i corridoi e all’improvviso vedo questa splendida modella  che mi viene incontro correndo: era in ritardo e doveva entrare in passerella. Allora ho semplicemente scattato perche’ in quel momento quella modella rappresentava un’immagine di bellezza autentica, non costretta dentro rigide forme e posture ma colta nel divenire della sua quotidianita’

5)Una foto per descrivere il momento particolare che sta vivendo il nostro paese.

In questi ultimi mesi il nostro paese attraversa una fase di cambiamento evidente. L’effetto della crisi economica e il sempre piu’ accentuato distacco della classe dirigente dai bisogni reali del paese hanno coltivato un’insoddisfazione crescente che, se prima si taduceva in un atteggiamento di disillusione e di passiva accettazione dello status quo, ora si va canalizzando in nuove forme costruttive di partecipazione democratica. Per questo, se dovessi scegliere una fotografia che meglio rappresenti il nostro particolare momento storico, sceglierei sicuramente una delle fotografie apparse sui quotidiani nazionali il  30 maggio dopo la vittoria alle elezioni amministrative di Milano di Giuliano Pisapia che mostra Piazza del Duomo invasa dal popolo arancione composto da donne e uomini di generazioni diverse. A Milano sono molto legato perche’ e’ la citta’ che mi ha accolto per diversi anni e dove sono avvenuti  degli incontri significativi per la mia creascita umana e professionale. Inoltre ha un peso specifico importante per l’economia e di conseguenza la politica del nostro paese. Quest’immagine rappresenta per me la speranza nel cambiamento, la ribellione pacifica e democratica di un popolo che sceglie un modello di convivenza alternativo a quello dominante e torna a partecipare attivamente affinche questo possa tradursi in realta’. Ovviamente non credo che tutto questo avverra facilmente, senza ostacoli o delusioni. Credo pero’ che nessuna rivoluzione culturale possa  nascere ed evolversi senza uno slancio ideale e senza la speranza che qualcosa di meglio ci attenda in futuro.