Alla scoperta delle tecniche di illuminazione nel reportage

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WSP photography propone il workshop in Tecniche di illuminazione nella fotografia di reportage con Giovanni Cocco.

Il workshop si terrà il 25 settembre 2016 dalle 10 alle 18 in Via Costanzo Cloro 58, Roma.

Per partecipare al workshop è necessaria una buona conoscenza fotografica, una macchina fotografica propria, un flash professionale e un computer.

Programma didattico

– La temperatura colore

– Tipo di illuminatori: flash e luci continue led.

– Accessori e modificatori: speedlight, softbox, ombrelli, lastolite, pinze, stativi

– Schemi di luce mista in esterni.

Docente

Giovanni Cocco nasce a Sulmona nel 1973. Si dedica integralmente alla fotografia dal 2000, lavorando per numerosi editori italiani ed internazionali. Dal 2007 al 2010 completa “Burladies”, una serie di ritratti sulla vita delle donne nel mondo del Burlesque. Il lavoro è pubblicato in diverse riviste internazionali e entra a far parte di una mostra itinerante in tutta Europa. Inoltre sempre con Burladies dal 2010 al 2012, Giovanni Cocco è selezionato per il programma “Mentor” dall’Agenzia Internazionale VII. Da molti anni si occupa di un progetto a lungo termine sulla vita di sua sorella e della sua famiglia, “Monia”, che vince il secondo premio all’Emerging Photographer Grant di Burn Magazine e della fondazione Magnum, e viene segnalato dalla giuria del Premio Roger Pic della Scam di Parigi che gli dedica un’esposizione in occasione del Mois de la Photo 2012. Sempre con “Monia” nel 2016 vince il grant della Reminder Photography Strongold Gallery che gli dedica un esposizione a Tokyo. Vive e lavora tra Roma e Berlino.

Costi e durata

Il costo del workshop è di 120 euro comprensivo della tessera ENAL obbligatoria, da versarsi in un’unica soluzione*.
Si svolgerà presso la sede del WSP photography  a Roma, in via Costanzo Cloro 58, Metro B San Paolo domenica 25 settembre 2016 dalle10:00 alle 18:00. È prevista un’ora per la pausa pranzo.

* La quota sarà restituita in caso di non attivazione del workshop.

Modalità di partecipazione

Per iscriversi al workshop o per richiedere maggiori informazioni è sufficiente inviare una mail a: info@collettivowsp.org, contattarci al numero 328 1795463 o compilare il form sottostante.
Numero minimo di partecipanti per attivare il workshop: 8 – numero massimo: 12.

WSP Masterclass: al via la seconda edizione

E’ partita in quarta la seconda edizione della nostra Masterclass di reportage tenuta da Giovanni Cocco, Paolo Marchetti e Fausto Podavini.

Una classe piena, un bel gruppo costituito da 16 studenti, provenienti da esperienze e parti del mondo (non sono Italia) diverse, ciascuno con i propri obiettivi, le proprie aspettative e le prime idee da portare avanti in questo intenso anno da vivere insieme.

Libertà, Amante, Analisi, Scoperta, Vita, Curiosità, Emozione, Introspezione, Affrontare le proprie paure, Leggerezza, Sfida, Viaggio, Specchio, Ricerca. Così in una sola parola hanno descritto la fotografia Alita, Luigia, Amelie, Silvia, Cinzia, Caterina, Eleonora, Dario, Giuseppe, Eleonora, Marco, Alfonso, Tommaso, Marco e Bo.

Insieme ai docenti in questo primo weekend si è parlato di  come si racconta una storia e come nasce un’idea e si traduce in progetto; partendo dai portfoli presentati dai partecipanti e iniziando a gettare le basi dei percorsi e delle eventuali problematiche dei nuovi progetti da realizzare.

Il livello di tutti i partecipanti è alto, le motivazioni anche di più. Tra i portfoli presentati, il vincitore della borsa di studio è risultato essere quello di Silvia Longhi. Tra le motivazioni espresse dai docenti, si sottolinea come il suo progetto “Dubai – Un acquario nel deserto” sia riuscito a “restituire con discreta capacità i suoi intenti, esprimendosi con una fotografia capace di parlarci mediante un sapiente gioco di distanze ed emotività. Crediamo che Silvia abbia concepito un progetto accattivante e che lo abbia tradotto in un bellissimo titolo insieme ad uno svolgimento visivo attendibile e pertinente in tutto il suo percorso narrativo”.

Continuate a seguirci per restare aggiornati sullo svolgimento della Masterclass.

3 ottobre: presentazione Masterclass

WSP MASTERCLASS

Proiezione lavori edizione 2015

Presentazione edizione 2016

Sabato 3 ottobre 2015 19:00
WSP Photography – Via Costanzo Cloro 58 – Roma

Presentazione Masterclass

Sabato 3 ottobre, dalle ore 19.00, siete tutti invitati a partecipare alla serata dedicata alla Masterclass di reportage tenuta da Giovanni Cocco, Paolo Marchetti e Fausto Podavini e a cura di WSP Photography.
L’incontro sarà occasione per presentare, insieme ai docenti, i lavori degli studenti dell’edizione appena conclusa e la seconda edizione in partenza a novembre

La Masterclass è un percorso di alta formazione, il primo e unico che offre l’opportunità di confrontarsi contemporaneamente con tre professionisti di livello internazionale e tre visioni diverse della fotografia di reportage. Ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti concreti per la costruzione di una propria visione fotografica, nel profondo ambito della narrazione documentaristica per immagini.
Gli autori ci racconteranno la loro esperienza e le storie dietro ai loro lavori. Storie intense e originali, che li hanno continuamente messi alla prova nel corso dell’anno.

Al termine delle proiezioni saranno consegnati a tutti gli attestati di partecipazione a tutti gli studenti:

Violetta Canitano
Ivan Consalvo
Maria Luisa Cortesi
Antonio Cosimati
Roberta De Palo
Massimo Di Tosto

Andrea Falcon
Gaetano Fisicaro
Damiano Ginelli

Pierpaolo Giordano
Silvia Landi
Claudio Leoni

Andrea Menozzi
Maurizio Paganelli
Carlo Pellegrini

Mirko Viglino

 

WSP Photography è un’associazione culturale. L’ingresso è riservato ai soli soci ENAL 2015. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo Tessera ENAL 2015 3 €.

Per informazioni: www.collettivowsp.org/masterclassmasterclass@collettivowsp.org

Masterclass di reportage: in chiusura la prima edizione, iscrizioni aperte per la seconda.

Manca un solo week-end e la prima edizione della nostra Masterclass di reportage volgerà al termine. I nostri studenti avranno a disposizione i mesi estivi non solo per riprendersi dalle fatiche e dalle emozioni di questo anno inteso, ma anche per terminare e apportare le ultime modifiche ai loro progetti.

Fantastica, estremamente stimolante, illuminante, stupefacente, interessante, un percorso di crescita, esponenziale, efficace, fondamentale, un’esperienza di vita, rivelatrice, completa, interessante, utile. Così i nostri studenti hanno definito la Masterclass.

Alcuni di loro sono riusciti a terminare storie intense, originali, che li hanno continuamente messi alla prova nel corso dell’anno; altri hanno gettato basi importanti di progetti che avranno modo di ultimare e migliorare grazie anche ai preziosi apprendimenti e ai consigli di colleghi e insegnanti, sempre disponibili dentro e fuori dall’aula, e dei tanti ospiti che sono intervenuti durante il corso: Angelo Turetta, protagonista indiscusso di una intensa 3 giorni di fotografia nella bellissima cornice di Sulmona, Emanuela Mirabelli, photoeditor della rivista Marie Claire, Silvana Davanzo, della nota piattaforma di crowdfunding Kisskissbank, Davide Di Gianni, stampatore professionista da circa 20 anni.

Il 3 ottobre presso il WSP ci sarà una serata conclusiva, aperta al pubblico, dedicata alla prima edizione della Masterclass, con “consegna dei diplomi” e soprattutto proiezione dei lavori svolti.

Nell’attesa, ricordiamo insieme alcuni dei momenti più salienti di questa prima edizione e con l’occasione vi ricordiamo che sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione.
Per partecipare occorre candidarsi inviando un portfolio. Le iscrizioni si chiuderanno il 5 ottobre. Guarda il video promo della seconda edizione.

Per maggiori informazioni, visitare il sito: http://www.collettivowsp.org/masterclass

WSP Masterclass in trasferta a Sulmona

Si è concluso domenica 3 maggio il week-end intensivo della nostra Masterclass di reportage, questa volta in trasferta a Sulmona, nella splendida cornice dei  monti e delle valli abruzzesi.

Non potevamo trovare modo migliore per festeggiare la festa del lavoro con una tre giorni intensa e appassionante dove i nostri studenti si sono messi in gioco esponendo i loro lavori alla lettura di un grande maestro della fotografica: Angelo Raffale Turetta.

Angelo Raffaele Turetta, già ospite del WSP Photography per una bellissima serata del ciclo conversazioni di fotografiaè uno dei più apprezzati fotografi di scena del cinema italiano, collaborando con registi quali Emanuele Crialese, Sergio Rubini, Dario Argento, Christian De Sica, Giacomo Battiato e Cristina Comencini.
Dal 1982 collabora inoltre con l’Agenzia Contrasto, per la quale realizza reportage su temi sociali e di attuali e nazionali che internazionali.

Un enorme professionista che ha appassionato gli studenti con una bellissima lezione di fotografia, guidandoli in un percorso di approfondimento e conoscenza del mezzo e del linguaggio fotografico che non può prescindere dall’insegnamento e dallo studio dei grandi maestri (su tutti, “nonno Bresson”!).

Sabato e domenica sono poi stati dedicati alla presentazione e discussione dei lavori fotografici sinora realizzati dai 16 studenti, che sin dall’inizio di questo importante percorso formativo, hanno saputo mettersi continuamente in discussione, confrontarsi e crescere grazie, in primis, al loro fervido impegno e alla guida costante dei tre insegnanti, Giovanni Cocco, Paolo Marchetti e Fausto Podavini. I primi, a dire il vero, ad emozionarsi a fronte della forza coinvolgente di un gruppo che in tutti questi mesi è diventato più grande e coeso che mai, riuscendo continuamente a stupire i tre professionisti che, ad ogni incontro, ne escono accresciuti nel loro patrimonio umano e professionale.

Non è mancato infine anche un momento di festa, visto che proprio il 3 maggio è stato il compleanno di Fausto e, come si sa, il WSP e la sua crew è anche altamente specializzata nella realizzazione di feste a sorpresa.

Sarà impossibile dimenticare questa esperienza che ancora batte forte e viva nel cuore di molti di noi.
Vi lasciamo con questa gallery con le fotografie del nostro Massimo Di Tosto per farvi assaggiare un po’ dell’energia di queste bellissime giornate.
A presto!

WSP Masterclass

Intervista a Paolo Marchetti

© Paolo Marchetti - The price of Vanity

© Paolo Marchetti – The price of Vanity

WSP Photography, l’intervista al fotoreporter Paolo Marchetti, III posto World Press Photo 2015 categoria Natura – stories e ultimo vincitore dell’Alexia Foundation Grant. Intervista a cura di Massimiliano Tempesta.

1- Terzo posto nella categoria “Nature – stories” una categoria un po’ “particolare” per un reportagista.

Non trovo che il mio progetto “The Price of Vanity”, la mia investigazione sugli allevamenti intensivi delle specie animali destinate al business dell’alta moda sia particolare né tanto meno inusuale rispetto alle mie produzioni precedenti. L’investigazione e l’approfondimento giornalistico credo non abbiano mai motivo di essere distinti in categorie, se non in un concorso fotogiornalistico appunto.
Questo perché il valore fondamentale dei
progetti reportagistici d’inchiesta sia semplicemente espresso dalla denuncia di un contenuto piuttosto che dall’argomento trattato, questo a prescindere da quanto sia nuovo quell’argomento all’interno della produzione storica di un fotografo. D’altronde quello che mi preme è raccontare storie capaci di innescare una reazione, ma soprattutto mi preme aggiungere domande concrete a dibattiti che spesso si sono interrotti o addirittura vengono ignorati.
Trovo inusuale invece, ma questo credo sia il valore aggiunto del mio progetto, il fatto che solitamente troviamo all’interno della categoria “Natura” storie che elogiano la magnificenza del mondo animale e del suo habitat, mentre il mio tentativo è quello di porre il fuoco sulla posizione di assoluta prevaricazione, di spietato dominio e di
assoluto fallimento da parte dell’uomo nei confronti di madre natura.

2- Il lavoro premiato fa parte di un progetto più ampio: ci puoi svelare la genesi e lo stato dell’arte di questo lavoro?

“The Price of Vanity” è un lungo e difficilissimo percorso all’interno degli allevamenti intensivi delle specie animali destinate all’immenso business dell’alta moda. Sto tentando di raccontare nel mondo, sia geograficamente, coprendo questo settore industriale a livello continentale, che per quanto riguarda la lunghissima lista di specie animali coinvolte da questo gigantesco business. Ho suddiviso il progetto in X capitoli ma solo strada facendo capirò a che punto vorrò o dovrò fermarmi.
Di fatto ciò che voglio sottolineare è il
massacro a norma di legge e la grande ipocrisia che l’uomo racconta a se stesso in nome del lavoro. Lo ha sempre fatto d’altronde, in nome delle ideologie e dello sviluppo, l’uomo ha prontamente sempre trovato delle “buonissime ragioni” per abusare e distorcere certi valori. Quello a cui invito a riflettere è se servono nuove ed altre leggi perché il sacrificio di milioni di animali ogni anno possa cessare. Il protocollo di Washington, il CITES, a quanto pare non basta ed inoltre regolarizza tutto questo ma le mie domande sono le seguenti:
Serve una ulteriore legge per interrompere questo massacro?
Basterebbe forse una concreta presa di coscienza da parte dei cittadini o abbiamo sempre bisogno che le autorità ci dicano cosa è giusto e cosa no?
È giusto conoscere la storia dei prodotti che compriamo o possiamo farci bastare il diritto all’acquisto dei prodotti stessi?
Davvero noi cittadini non siamo responsabili solo per il fatto che non è il nostro mestiere proteggere certi aspetti?
La nostra responsabilità si limita al ruolo che copriamo nella società o esercitare il diritto di cittadinanza nel mondo potrebbe cambiare le cose?
Dunque il mio progetto non vuole assolutamente attaccare l’alta moda, né le autorità competenti, semplicemente perché non sarebbe efficace, ci sono le leggi a proteggerli; voglio invece puntare il dito su di noi, il popolo, con la speranza che mostrargli la storia degli indumenti che riempiono i loro armadi, li spaventi e li induca a farsi una domanda in più la prossima volta che stanno per acquistare un prodotto, che sia il prossimo portafoglio in coccodrillo o altro.

3- Sei uno dei docenti della Masterclass del WSP Photography: com’è essere insegnante? Senti la responsabilità di formare nuovi fotografi?

Questa straordinaria esperienza, condivisa con i miei stimatissimi amici e colleghi Giovanni Cocco e Fausto Podavini, si protrae per un intero anno solare e l’atteggiamento con il quale mi sono posto nei confronti dei partecipanti è di colui che vuole soltanto condividere la propria esperienza ed instaurare una dinamica di scambio. Imparo moltissimo da questo e metto a disposizione tutto me stesso nel restituire, con cura e grandissima passione, a seconda dei differenti profili con i quali mi rapporto. Abbiamo stabilito un confronto che va oltre le lezioni mensili, scambiamo impressioni, idee, anche dopo esserci riuniti in un’aula. Trovo che l’onestà del nostro intento sia più importante del programma didattico che con fatica e attenzione abbiamo concepito. Insomma prima dell’abilità nel trasmettere certi valori viene l’esposizione diretta, umana e personale con ciascuno dei fantastici partecipanti. L’enorme regalo che sto ricevendo è ritrovarmi in un workshop retroattivo: imparo tanto quanto cerco di trasferire.
Con Giovanni e Fausto stiamo già pianificando la prossima edizione e abbiamo in serbo sorprese e innovazioni concrete. L’unica responsabilità che sento è quella di pormi alla pari sul piano umano e di toccare con assoluto rispetto, le corde intime degli studenti, le uniche che costituiscono il cuore di questa incredibile disciplina. Sento la responsabilità di innescare in loro “il pensiero” inducendoli a rinunciare alle sovrastrutture culturali e a dare a se stessi l’opportunità di aprirsi, esercitandosi a restare recettivi nei confronti della vita e non della fotografia. Questa, è solo un pretesto che concede grandi opportunità umane e culturali, espresse prima dagli aspetti antroposofici e solo poi, da quelli antropologici della disciplina stessa.
Condivido con Cocco e Podavini
l’intento di invitarli a leggere e nutrire la fotografia con ogni linguaggio, d’altronde se non si riempie il bagaglio emotivo con la cultura, non può germogliare nessuna immagine. È questo quello che credo.

4- Record di premi al WPP 2015 per gli italiani, sta cambiando qualcosa da noi o è un qualcosa di estemporaneo?

Trovo che non sia una sorpresa che la fotografia italiana si sia imposta nell’’ultima edizione del WPP. Ho cominciato a constatare l’assoluto valore dei miei colleghi italiani dal primo passo che feci anni fa nel mondo del fotogiornalismo e non. Mi sorprendo ancora moltissimo di quanto io sia circondato da tanta qualità e questo mi mette addosso una straordinaria e costruttiva spinta nel fare meglio, ogni giorno. Mi confronto da anni con la scena internazionale, frequentando festival, viaggiando e visitando le redazioni e stringendo direttamente rapporti con editori da tutto il mondo e posso garantire che questo è notorio a tutti. L’Italia, piccolo paese di un pianeta con una immensa scena di autori, sa esserci sempre e non nascondo che a volte percepisco una sorta di scomodità nel panorama internazionale. Basta far caso al numero di fotografi italiani nelle maggiori agenzie o sui podi dei più importanti concorsi internazionali. Siamo sempre lì e con un’indiscussa qualità nelle produzioni.
Siamo alle solite d’altronde, la nostra cultura supera lo sfacelo politico e tristemente lo spazio per l’eccellenza trova da sempre, la sua casa soltanto all’estero. Eccetto pochissime realtà, la nostra editoria non può concedere i giusti spazi a tanta profondità e le ragioni sono complesse certo, ma chiare a tutti. Di fatto questo lo sappiamo già, e soprattutto il discorso sull’editoria rappresenta soltanto un tassello del grande fallimento: la cultura e l’arte sono relegati ancora ad una dimensione di distrazione e non come fondamento nelle scuole o pilastro nell’educazione delle generazioni più giovani.

5- Nel 2016 parteciperai alla categoria “sport” del WPP? Tornando seri, cosa stai preparando per il 2015?

Posso piacevolmente raccontarvi che i miei piani per il 2015 sono saltati, dovrò dunque rivedere i miei piani. Il WPP e l’Alexia Foundation Grant hanno innescato un positivo disordine nei miei programmi, dovrò dunque “risolvere questi intoppi” e affrontarne le straordinarie conseguenze. Scherzi a parte, sono già all’opera sui nuovi capitoli del mio progetto “The Price of Vanity ” e l’obiettivo è quello di trasformarlo in un solido corpo di lavoro, un report che tratta un argomento specifico senza precedenti e capace di far riflettere, emozionare ma soprattutto informare.
Come già detto, è già in fase di studio la programmazione del
successivo Master di Reportage con gli amici e colleghi Cocco e Podavini, ci stiamo confrontando sul bagaglio fatto in questa esperienza ancora in corso, e come è giusto che avvenga, vogliamo stravolgere positivamente ancora di più questo meraviglioso progetto.

Paolo Marchetti è un fotogiornalista freelance, ha lavorato per circa tredici anni nel campo cinematografico, ricoprendo ogni ruolo del reparto Operatori al fianco di alcuni tra i più  autorevoli direttori della fotografia italiani e stranieri e inizia in contemporanea i suoi studi fotogiornalistici prestando particolare attenzione alle tematiche politiche ed antropologiche. Marchetti pubblica regolarmente i suoi lavori nei magazine italiani ed internazionali tra cui Vanity Fair, 6MOIS, Sunday Times, British Journal of Photojournalism, Guardian, Geo, De-Spiegel, Newsweek, New York Times, Time Magazine e L’Espresso (con cui collabora abitualmente).
Negli ultimi anni Marchetti ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui, oltre agli ultimi premi menzionati:
4 POY, 4 PDN, 4 NPPA Best of Photojournalism, Sony Awards, il Leica Photographer Awards e il Getty Images for Editorial Photography.
Ha raccontato storie lontano dal suo paese, realizzando reportage in Brasile, Centro America, Cuba, Haiti, Stati Uniti, Europa dell’Est, India, Cina, Centro Africa, Colombia ecc. Il suo progetto a lungo termine lo ha realizzato nel suo continente, affrontando un’analisi antropologica e giornalistica sul sentimento della rabbia e sul risveglio del fascismo chiamato
“FEVER”. 

Perugia Social Photo Fest: un festival fotografico da non perdere

Perugia Social Photo FestAbbiamo visitato questo week-end il Perugia Social Photo Fest, un festival fotografico davvero interessante nella splendida Perugia.
Una kermesse con mostre fotografiche di altissimo livello e una serie di eventi fotografici, incontri e presentazioni gratuite davvero da non perdere.

Due le declinazioni del PerugiaSocialPhotoFest. Da un lato la fotografia sociale quale mezzo di comunicazione, di denuncia e riflessione, di presa di coscienza sui problemi del contemporaneo. Strumento per raccontare storie spesso ignorate ma che necessitano di essere portate alla luce e condivise, per spingere a riflettere sulla necessità di un cambiamento sociale. Dall’altro la fotografia terapeutica come potente mezzo per dare voce a chi spesso viene dimenticato dalla nostra società. La fotografia quindi come strumento per riattivare la percezione, promuovere una comunicazione interno – esterno, sostenere processi di auto affermazione.

Resisto” è il concept su cui ruota il PSPF 14. Una parola semplice ma di forte impatto che si basa sul concetto psico-sociale della “resilienza”. La resilienza viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato  e trasformato positivamente. Le persone resilienti non sono dei super eroi, ma solo individui che hanno trovato in se stessi, nelle relazioni umane, nei contesti di vita, gli elementi e la forza di continuare a progettare il proprio futuro a dispetto di avvenimenti destabilizzanti, di condizioni di vita difficili, di traumi anche importanti. Nell’ambito della prospettiva psicosociale il concetto di resilienza è utilizzato anche in riferimento ai gruppi e alle comunità per indicare una condizione che amplifica la coesione dei membri fortificando le risorse vitali di coloro che ne sono coinvolti. Per coltivare l’umanità bisogna essere legati agli altri esseri umani e riconoscerli.

Tra le mostre esposte nella splendida cornice di Palazzo Penna, segnaliamo in particolare il lavoro di Sara Naomi Lewcowicz “Shane & Maggie”, vincitore del Festival della fotografia etica; “Behind the absence”, di Myriam Meloni, vincitore Call for entry 2014 insieme al lavoro di Simone Cerio “When the others go away” e la mostra di Giovanni Cocco, docente della nostra Masterclass di Reportage, “Monia”.
Anche i nostri studenti Marianna Ciuffreda, Chiara Moncada e Marco Vignola si sono fatti valere e hanno ottenuto, nell’ambito del concorso Call for entry, una menzione speciale per il lavoro “Lucha”.

Con l’occasione di una visita a Perugia e con l’acquisto del biglietto del festival, potrete approfittarne per dare un’occhiata anche alla mostra di Steve McCurry, Sensational Umbria, dedicata alla promozione turistica del territorio.

A questo link potrete trovare tutte le notizie sulle mostre e gli eventi in programma: http://www.perugiasocialphotofest.org/

Fotoleggendo 2013

Yakuza - Fotoleggendo 2013

Come ogni anno ad ottobre, torna Fotoleggendo, la rassegna fotografica organizzata da Officine Fotografiche e ospitata nei saloni dell’ISA, la scuola del Vigili del Fuoco del quartiere Ostiense a Roma, e in altre location della città. Appuntamento imperdibile a Roma per gli amanti della fotografia e per i professionisti o aspiranti tali, che hanno l’occasione di visitare mostre, frequentare corsi e workshop, incontrare professionisti e sottoporre i propri lavori a fotografi ed esperti del settore durante le consuete giornate dedicate alle letture Portfolio per il premio Fotoleggendo 2013, legato al circuito FIAF che assegna il prestigioso premio annuale Portfolio Italia.

Yakuza – Fotoleggendo 2013

Le mostre di quest’anno vedono protagonisti grandi fotografi di livello internazionale, molti dei quali saranno presenti all’inaugurazione dell’11 a Roma: da Robin Hammond,  autore di un reportage sullo Zimbabwe, al belga Anton Kusters, riuscito a entrare nel tessuto della Yakuza, la potente mafia giapponese, fino a Morten Andersen, che ci racconta Oslo in bianco e nero, o al polacco Rafal Milach, che propone un’interpretazione fuori dagli schemi di un road trip in Islanda, alla francese Brigitte Grignet che esplora con la sua Holga il remoto arcipelago cileno di Chiloé, fino alla nota fotoreporter Anastasia Taylor-Lind con il lavoroThe National Womb, che svela i retroscena di uno strano baby-boom nell’isolata repubblica autonoma del Nagorno-Karabach.

Giovanni Cocco – Fotoleggendo 2013

Ma molti anche gli artisti italiani in mostra, da Giovanni Cocco con il suo Forgotten memories, un lavoro sul genocidio culturale perpetrato in Kosovo, a Salvatore Santoro con la sua Pinetamare, a Giuseppe Moccia, alla Sarajevo di Camilla De Maffei, al visionario Asankojo di Martina Cirese, al vincitore del premio fotoleggendo 2012, il giovane Tommaso Protti, intervistato da noi lo scorso anno in occasione della vittoria e altri autori, più la consueta sezione dedicata agli studenti della scuola (Spazio OF) tra cui segnaliamo Fabio Renzi, che espone un reportage effettuato a Cuba durante il workshop organizzato da Fausto Podavini con l’Associazione Culturale WSP.

Si parte questa sera con l’inaugurazione della mostra Yakuza presso la sede di Officine Fotografiche, ma il clou del festival si raggiungerà durante il week-end 12-13 ottobre. 

Per maggiori informazioni e dettagli, consultate fotoleggendo.it

“Una vita nella fotografia”: Conversazioni di fotografia con Giovanni Cocco 7 dicembre ore 19:00 @ WSP Photography

Associazione Culturale WSP Photography
presenta

Una Vita nella Fotografia

Conversazioni di fotografia con Giovanni Cocco

Venerdì 7 novembre ore 19:00 Via Costanzo Cloro 58, Roma

(c) Giovanni Cocco - Monia

(c) Giovanni Cocco – Monia

Giovanni Cocco nasce a Sulmona nel 1973. Si dedica integralmente alla fotografia dal 2000, lavorando per numerosi editori italiani. Inizialmente concentrato a fotografare la sua terra nativa, l’Abruzzo, dal 2004 si impegna nel campo della fotografia di reportage e di indagine antropologica e sociale. Nel 2006 realizza un reportage nei Balcani, a Sarajevo, in occasione dei 10 anni trascorsi dal termine dei conflitti, esposto in seguito nel Festival Internazionale di Fotografia “L’oeil en Seyne” a Toulon in Francia. Dal 2007 porta avanti in contemporanea diversi progetti fotografici. “Islam Denied””, uno studio sulla Comunità Musulmana in Italia, è presentato al Festival di Fotografia di Roma nel 2007. “Vanishing”, ricerca del rapporto tra uomo e terra nel sud della Francia, vince il primo premio all’International Wine photo Contest nel 2008 e viene pubblicato nel volume n. 2 di BURN/2011. Dal 2007 al 2010, inoltre, completa “Burladies”, una serie di ritratti sulla vita delle donne nel mondo del Burlesque. Il lavoro è pubblicato in diverse riviste internazionali e entra a far parte di una mostra itinerante in tutta Italia. Attualmente si occupa di un progetto a lungo termine sui Monasteri Ortodossi in Kosovo, i luoghi simbolo dell’identità collettiva serba, con un lavoro di ricerca sul ruolo dei monaci all’interno del conflitto etnico serbo-albanese nei Balcani.

Da 5 anni si occupa di un progetto sulla vita di sua sorella e della sua famiglia, “Monia“, che vince il secondo premio all’Emerging Photographer Grant di Burn Magazine e della fondazione Magnum, e viene segnalato dalla giuria del Premio Roger Pic della Scam di Parigi, che gli dedica un’esposizione in occasione del Mois de la Photo 2012. Dal 2010 al 2012, Giovanni Cocco è selezionato per il programma “Mentor” dall’Agenzia Internazionale VII.

Insieme a Giovanni Cocco e ai suoi lavori parleremo del mestiere del fotoreporter e di una fotografia intimista capace di entrare nelle case e nelle vite di tutti i giorni, legata profondamente alle storie delle persone ritratte e di chi è dietro l’obiettivo.

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2012. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Tessera ENAL 2012 gratuita.


Ufficio Stampa WSP Photography
Daniela Silvestri 3394009290 David Scerrati 3284135383
www.collettivowsp.org – info@collettivowsp.org

Winephoto 2010: ecco i vincitori

Wine Photo 2010

Ecco la lista dei vincitori del concorso Winephoto 2010 dal tema “Impressioni di convivialità domestica”.
Quattro italiani tra i premiati: Giovanni Cocco, Paolo Marchetti, Marco Illuminati e Carlo Gianferro.

1 premio EMILY SCHIFFER, USA
2 premio GIOVANNI COCCO, ITALY
3 premio EA MEINSLAND, DENMARK
4 premio ANTONIO DE MESA, SPAIN
5 premio PAOLO MARCHETTI, ITALY

Special Mention LITON MASUD ALAM, BANGLADESH
Special Mention DMITRY MARKOV, RUSSIAN FEDERATION
Special Award della giuria giornalisti CARLO GIANFERRO, ITALY

Also in the exhibit
PETR ANTONOV, RUSSIAN FEDERATION
ANNA MARIA BARRY-JESTER, USA
CHRISTINA CLUSIAU, USA
ANDREA GJESTVANG, NORWAY
MARCO ILLUMINATI, ITALY
SANJA KNEZEVIC, SERBIAN AND MONTENEGRO
HENRICK MALMSTROM, FINLAND
ALFONSO MORAL, SPAIN
SILVIU PAVEL, ROMANIA
JACOPO QUARANTA, ITALY
RAFAL SIDERSKY, POLAND
PANOS SKOULIDAS, GREECE
LISA WILTSE, USA

Al concorso hanno partecipato 340 persone, di 44 paesi differenti, per un totale di 3207 foto.

tutte le info: www.winephoto.it