Ricominciamo dalla fotografia?

ceciliamangini mostra“Cosa significa ‘essere una fotografa’? Significa spogliarsi di tutte quelle che sono le nostre idee preconcette e andare in cerca… non della verità, la verità non esiste. È andare in cerca di qualcosa di molto più profondo della verità, qualcosa di assolutamente nascosto… e la fotografia, come tutto ciò che è un’icona, lo rivela.”
Cecilia Mangini

Agosto sta per finire, così come le nostre vacanze. I rientri sono sempre un po’ traumatici, dopo lo stacco non è sempre semplice tornare alla vita di tutti i giorni.

Ricominciare con calma.
Per evitare di accumulare subito stress e tensioni, riprendiamo le nostre abitudini con calma e soprattutto ricominciamo con le abitudini più sane e circondiamoci di ciò che ci fa stare meglio. La fotografia, ovviamente.

Eventi fotografici di fine estate 2017.

Se avete ancora a disposizione qualche giorno libero, non avete ancora fatto ferie o avete voglia di divagarvi nei week-end, ecco alcuni eventi che vi consigliamo di non perdere:

Cortona: Festival On the Move
Nella splendida cornice toscana, tra valli, colline, vino rosso e buon cibo, questo festival diventa migliore ogni anno che passa e offre l’occasione di conoscere autori nuovi e riscoprire grandi autori, tra cui quest’anno: Donna Ferrato, Donald Weber, Peter Souza, Matt Black, Andrea Frazzetta, Francesco Comello, Simone Donati. Avete ancora poco tempo per visitarlo, il Festival infatti chiuderà il prossimo 4 settembre.

Genova: Vivian Maier, una fotografa ritrovata. Palazzo Ducale
La celebre tata fotografa arriva anche a Genova. Per chi fosse da quelle parti o avesse perso la mostra a Milano o Roma, può visitarla al Palazzo Ducale fino all’8 ottobre 2017.

Genova: Elliot Erwitt. Color. Palazzo Ducale
Già che vi trovate a visitare la mostra di Vivian Maier, non perdetevi anche questa chicca, un insolito Elliot Erwitt a colori, nel sotto porticato del Palazzo Ducale, solo fino al 3 settembre.

Roma: Cecilia Mangini. Visioni e Passioni. Museo delle Civiltà – Museo delle Arti e Tradizioni Popolari 
Non è la prima volta che questo museo, ai più poco conosciuto, ci offre bellissime mostre alla scoperta della storia italiana attraverso la fotografia. Qui si possono ammirare per la prima volta alcune fotografie degli anni 1952-1965 della celebre documentarista Cecilia Mangini. Finisce il 10 settembre, affrettatevi!

Milano: Sea (E) Scapes. Visioni di mare. Galleria Contrasto.
Per gli amanti e nostalgici del mare, fotografie di bill armstrong, irene kung, sebastião salgado, gianni berengo gardin, ferdinando scianna, massimo siragusa e mario giacomelli. Fino all’8 settembre, ingresso gratuito.

Corsi di fotografia 2017-2018

corsi di fotografia roma
E per l’autunno perché non regalarvi un corso di fotografia? Quante fotografie avete realizzato durante questa estate 2017, quante ora avete voglia di rendere ancora più belle, magari con un corso di photoshop, oppure quante volte vi siete detti che avreste voluto farla in modo diverso, magari conoscendo meglio la tecnica fotografica con un corso base o un corso avanzato di fotografia. Oppure, se vi è capitato di fotografare eventi o avete scoperto popoli e paesi nuovi, perché non valutare un corso di fotografia di reportage, un corso di ritratto o un corso di paesaggio e architettura?
Le iscrizioni ai nostri corsi sono già aperte e a fine mese terremo una serata di presentazione, per cui… restate sintonizzati!

Sarà un autunno meraviglioso, ne siamo certi!

Nero su Bianco: uno speciale racconta la fotografia italiana

RAI 1 ha dedicato ai più grandi fotografi italiani, un bellissimo speciale a cura di Bruno Luverà.

Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, Piergiorgio Branzi, Mimmo Jodice, Mario Dondero sono solo alcuni dei grandi nomi che hanno fatto la storia e l’orgoglio della fotografia italiana.

Ferdinando Scianna, il primo fotografo italiano entrato nella prestigiosa Agenzia Magnum, apre il suo archivio personale mostrando a Speciale Tg1 foto inedite di Henri Cartier-Bresson, uno dei più grandi maestri della fotografia del Novecento.

E la Parigi capitale della cultura europea della cultura, la troviamo anche nelle fotografie che Gianni Berengo Gardin e Piergiorgio Branzi ripescano dai loro archivi.
Non mancano anche curiosità e racconti dai fotografi, come la scelta delle ottiche, della composizione e di come sono nati alcuni dei più grandi capolavori fotografici di tutti i tempi.

“Il mio lavoro non è improvvisato, il risultato io ce l’ho nella mente da prima, da sempre” così parla Mimmo Jodice mostrando alcune delle sue sperimentazioni artistiche, come “la mano che scrive” e foto inedite dell’avanguardia pop degli anni Settanta e Ottanta, con i ritratti di Joseph Beuys e Andy Warhol.

“Più povero è l’argomento e più sofisticata è l’ottica”.
Si scopre che il 50 era la lente preferita del recentemente scomparso Mario Dondero, “perché non falsifica, non spettacolarizza”.

Per Gabriele Basilico invece il mestiere di fotografo è una missione, fatta anche di lunghe attese oppure secondo Uliano Lucas niente come il mestiere di fotoreporter gli ha offerto libertà, libertà di fare le sue foto, raccontare e anche farsi una propria autoanalisi.

“Perché è l’anima che vede, non gli occhi” (Lisetta Carmi).

“Nero su bianco” ricostruisce l’avventura della nascita del fotogiornalismo italiano dopo il periodo del fascismo e dell’istituto Luce, con documenti d’epoca, testimonianze e ricordi
e regala un vero e proprio ritratto dell’Italia del dopoguerra.
Rigorosamente in bianco e nero.

Se avete perso lo speciale TG1 trasmesso il 20 marzo, potete trovarlo a questo link dall’archivio RAI.

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Nero su Bianco – Speciale tg1 sulla fotografia italiana

 

Scatti artificiali e privi di pensiero?: Gianni Berengo Gardin nell’era del digitale

Gianni Berengo Gardin inizia a occuparsi di fotografia dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter, nel 1965 quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L’Espresso, Time, Stern.

Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d’immagine.

Gianni Berengo Gardin

Gianni Berengo Gardin ha pubblicato oltre 2o0 libri fotografici. Tra gli altri, Venise des Saisons, Morire di classe (con Carla Cerati), L’occhio come mestiere, Toscana, Francia, Gran Bretagna, Roma, Dentro le case, Dentro il lavoro, Scanno, Il Mondo, Un paese vent’anni dopo (con Cesare Zavattini), In treno attraverso l’Italia (con Ferdinando Scianna e Roberto Koch), fino al grande libro antologico dal titolo Gianni Berengo Gardin Fotografo (1990), Reportage in Sardegna 1968/2006 (Imago edizioni 2006).

Qualche anno fa ha dedicato il suo lavoro alle comunità di zingari in Italia e il libro Disperata Allegria – vivere da Zingari a Firenze ha vinto nel 1994 l’Oscar Barnack Award.

Le sue ultime mostre sono state a New York (1999 – Leica Gallery) e in Germania (2000). Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli ha dedicato una monografia della collana “Grandi Autori”. Nel novembre 2007, sempre la FIAF, ha editato la monografia “L’Abruzzo dei fotografi”, che ospita (anche in copertina) dieci sue immagini dell’Aquila ed un’intervista.

E’ membro dell’agenzia Contrasto dal 1990.

Linkiamo un’interessante intervista rilasciata dal fotografo al Sole 24 ore nel 2010, che riteniamo interessante rispetto all’annosa questione del rapporto del fotografo con la postproduzione digitale.
Leggi l’intervista cliccando qui.

Toscana Foto Festival 2011

Giunge quest’anno alla XIX edizione una delle manifestazioni di fotografia fra le più importanti non solo in Toscana, ma anche e soprattutto in ambito nazionale ed internazionale. Grandi nomi della fotografia, Guy Le Querrec, Douglas Kirkland, Giovanni Gastel, Heiko Hosoe, Francesco Zizola, Lucian Clergue, Oliviero Toscani, Alex Webb, Andrea Pistolesi, Antonio Guccione, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Larry Fink…), si sono succeduti nei numerosi workshop che ogni anno a Luglio vengono effettuati a Massa Marittima, location incantevole dell’Alta Maremma. I corsisti provenienti da tutte le parti sono non solo studenti o fotoamatori, ma una sostanziale percentuale è rappresentata da professionisti che aspirano a migliorare le loro competenze. Francia, Austria, Svizzera, Olanda, Stati Uniti sono alcuni paesi da cui provengono i nostri iscritti.
La XIX edizione del Toscana Foto Festival si svolgerà nel mese di Luglio 2011. Il programma prevede come sempre una serie di mostre fotografiche che saranno aperte al pubblico dal 2 al 31 luglio, i workshop dal 7 al 16 luglio, le serate a tema, le proiezioni dei corsisti, la lettura portfolio e i premi fotografici. Insomma un programma, molto ricco e intenso, degno di un Festival con la effe maiuscola.
Per le mostre fotografiche oltre al vincitore del Premio “Epson le Logge”, che quest’anno coincide con il vincitore del “Portfolio Italia”, Stefano Giogli, abbiamo “Quelli di Franco Fontana”, una serie di immagini di ex corsisti dei workshop del grande Maestro. Inoltre una selezione delle più belle immagini pervenute da tutto il mondo, per il concorso dell’edizione 2010 “Fra il tramonto e l’alba”. Sicuramente, e non per caso, la mostra più attesa è quella di Steve McCurry “Instants Suspendus” che sarà allestita al Palazzo dell’Abbondanza. Una
mostra fotografica che non vogliamo descrivere perchè ogni parola può essere di troppo. Vi invitiamo a visitarla, sarete voi stessi a trovare le parole giuste per raccontare queste meravigliose immagini.
Naturalmente e come sempre, il momento più atteso del Toscana Foto Festival sono le due settimane dei workshop. Dal 7 al 16 Luglio le “cattedre” del TFF saranno occupate da nomi eccellenti della fotografia. Da Giovanni Gastel a Amedeo M.Turello, da Martine Voyeux a Steve McCurry, per proseguire con Maurizio Galimberti, Roberto Rocchi e Cristina Garcia Rodero. E non dimentichiamo Franco Fontana, Art Director del Toscana Foto Festival fin dalla prima edizione che ogni anno ripete il suo “Creatività” e che ogni anno conferma il tutto esaurito. La novità per quanto riguarda i workshop è sicuramente Orsola Sinisi che propone un “Videosafari tra le Colline Metallifere”. Promosso da pibinko.org questo workshop dedicato alla videoripresa è un po’ fuori dagli schemi del tradizionale Toscana Foto Festival. Il risultato atteso è quello di comporre il quadro di un territorio in cui turismo, agricoltura, archeologia industriale si sommano e offrono spunti, soggetti spesso inediti e personaggi inaspettati. Insomma: un’occasione particolare, sia per chi già frequenta la bassa Toscana che per chi ancora non la conosce, per rileggere il territorio attraverso l’occhio della videocamera. Altri appuntamenti importanti e ormai consolidati sono: “Incontri con l’autore”, serate a
tema che in questa edizione vedranno impegnati Amedeo M.Turello con una lecture dal titolo: “La fotografia di Moda. Dal sogno alla realtà” e Steve McCurry con la presentazione del film “Search for the Afghan Girl”.
Proseguirà il premio “Epson Le Logge” ormai giunto alla quindicesima edizione. Il primo e il secondo classificato parteciperanno alla finale del Portfolio Italia. Inoltre per il quarto anno sarà consegnato il Premio “Epson Città di Massa Marittima” che ad oggi è andato rispettivamente al regista Giuseppe Tornatore,alla diva Gina Lollobrigida e alla Contessa Marina Volpi Cicogna. Per il 2011 il comitato artistico, presieduto dal Direttore Artistico Franco Fontana e dal Sindaco Lidia Bai stanno valutando tra una rosa di nomi colui o colei
alla quale verrà consegnata l’ambita statuetta nella serata conclusiva della XIX edizione del Toscana foto festival.

Per informazioni:
http://www.toscanafotofestival.com
info@toscanafotofestival.com
Tel. 0566 901526

Fotografi per l’acqua pubblica:una mostra per dire no alla privatizzazione dell’acqua e sì al referendum.

La mostra Fotografi per l’acqua pubblica è un appuntamento imperdibile con il collezionismo fotografico. Ma è anche un momento in cui sarà possibile far sentire più alta la voce contro la privatizzazione dell’acqua.

Una settantina di fotografi hanno aderito con generosità a questa iniziativa, dimostrando il loro impegno e la loro presa di posizione contro la volontà del Governo di rendere l’acqua una merce alla pari del petrolio.

Dai grandi nomi della fotografia italiana fino ai nuovi talenti, i fotografi hanno cercato nei loro archivi le immagini più simboliche ed evocative, pensando alla destinazione delle foto, sui muri dei collezionisti e degli appassionati di fotografia.

Infatti sarà possibile acquistare le loro foto e i ricavati delle vendite andranno al Comitato Provinciale 2Sì per l’Acqua Bene Comune che sta facendo grandi sforzi per comunicare con chiarezza e forza l’importanza del voto al referendum del 12 e 13 giugno.

Francesca Carmi, curatrice della mostra a nome del Comitato Provinciale 2Sì per l’Acqua Bene Comune non ha dato alcun tema ai fotografi per la scelta delle loro immagini, anche se alcuni di loro hanno deciso di interpretare, con le foto selezionate, il tema dell’acqua.

Ogni fotografo ha donato all’iniziativa una o più foto, rendendo questa mostra un avvenimento unico per la grande quantità di nomi, più o meno storici, più o meno giovani. Autori che vanno da Ferdinando Scianna a Lisetta Carmi, da Uliano Lucas a Gianni Berengo Gardin, daGabriele Basilico a Mario Dondero si affiancano in questa incredibile mostra a generazioni più recenti, fino ad arrivare alle giovani promesse.

Le fotografie in mostra sono straordinarie: bianchi e neri e colori, algide architetture e immagini emotive, la Sicilia, Milano, Parigi, gli intellettuali e gli operai, paesaggi e ritratti, le distese d’acqua indiane e gli antri delle metropolitane, gli uccelli e le pecore, gli astrattismi e i fiori delicati, restituiti da ogni autore con la sua unica sensibilità.

Un’altra particolarità della mostra è che rimarrà aperta un solo giorno, un giorno intenso ed eccezionale per chi ama la fotografia e desidera possederla.

Fotografi per l’acqua pubblica è infatti a Milano il 25 maggio dalle 15 alle 22 presso lo Spazio Theca, in Piazza Castello 5. Un luogo ampio e solare per dare alle immagini lo spazio che meritano.

Autori in mostra: Marco Anelli, Isabela Balena, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Nicola Bertasi, Antonio Biasiucci, Alfredo Bosco, Leonardo Brogioni, Fabiano Busdraghi, Alberto Callari, Alessandra Capodacqua, Marco Capovilla, Lisetta Carmi, Simone Casetta, Chiara Castellani, Filippo Ceredi, Stefano Cerio, Marisa Chiodo, Alessandro Cimmino, Francesco Cito, Cesare Colombo, Emanuela Cremaschi, Marco Dapino, Stefano De Luigi, Mario Dondero, Alessia Dragoni, Jacopo Farina, Luigi Gariglio, Benjamin Géminel, Mario Guerra, Olivia Gozzano, Iris Humm, Simone Keremidtschiev, Marco Introini, Mario La Porta, Alberto Locatelli, Isacco Loconte, Uliano Lucas, Paola Mattioli, Beatrice Mancini, Luca Napoli, Toni Nicolini, Cristina Omenetto, Thomas Pagani Roberto, Masiar Pasquali, Daniele Pennati, Francesco Pizzo, Francesco Radino, Filippo Romano, Claudio Sabatino, Paolo Sacchi, Ferdinando Scianna, Massimo Siragusa, Francesca Todde, Mattia Velati, Margherita Verdi, Claudio Vitale, Ambra Zeni.

(c) Uliano Lucas

La Fotografia e il Neorealismo in Italia: 1945-1965 – Museo di roma In trastevere

La mostra propone 130 vintages provenienti dall’archivio del CRAF, ed è dedicata alla fotografia italiana tra il 1945 e i primi anni ’60, quando l’apparizione di Mario Giacomelli introdusse prepotentemente un nuovo linguaggio figurativo.

L’esposizione presenta un’ampia introduzione dedicata a Luigi Crocenzi, comprensiva dei fotoracconti originali realizzati per Il Politecnico (1946 – 1947), delle fotografie inedite del 1947 che ritraggono le borgate romane, nonché delle istantanee tratte da Conversazione in Sicilia (1950).

Segue la parte dedicata alla fotografia italiana degli anni ’50 (il Gruppo Misa di Senigallia di Giuseppe Cavalli, Piergiorgio Branzi, Giuseppe Moder, Alfredo Camisa, Vincenzo Balocchi, Alessandro Novaro, Paolo Bocci) e le immagini degli autori appartenuti al Centro per la Cultura nella Fotografia (CCF) di Fermo fondato da Crocenzi: Antonio Maccaferri, Giovanni Massara, Dino Bruzzone, Alfonso Modenesi, Giuseppe Alario, Romano Folicaldi, e inoltre Gabriele De Cinque, Frank Franzi, James Altimani, Toni Nicolini, quindi l’ampia serie dedicata al Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia di Spilimbergo (Gianni e Giuliano Borghesan, Aldo Beltrame, Italo Zannier, Carlo Bevilacqua, Fulvio Roiter, Toni Del Tin, Giuseppe Bruno e quindi Gianni Berengo Gardin, Nino Migliori, Luciano Ferri) per concludere il racconto visivo con di Mario Giacomelli il cui nuovo linguaggio mostrava una riflessione sull’opera di Burri e e suggestioni dalla grande poesia contemporanea italiana.

Infine, un nucleo di ritratti: di John Phillips i fratelli Visconti e Antonioni (e sono presentate anche alcune fotografie realizzate dallo stesso grande regista italiano sul set di Blow Up), di Lanfranco Colombo il Premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale insieme a Luigi Crocenzi, mentre lo stesso Crocenzi a sua volta fece il ritratto di Elio Vittorini.
Paolo Gasparini ritrasse Paul Strand e Giuliano Borghesan fotografò il Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia con alcuni amici.

Dopo Roma, la mostra sarà ospitata a San Vito al Tagliamento per il pubblico friulano per poi trasferirsi a San Pietroburgo quindi a Niznyi Novgorod quale mostra ufficiale del Governo Italiano per l’anno della Cultura e della Lingua Italiana in Russia e della Cultura e della Lingua Russa in Italia.

Info: Museo Intrastevere

Dal 12 al 25 Aprile 2011 – Inaugurazione 11 Marzo ore 17,30

(c) Gianni Borghesan, Spilimbergo, 1954

La necessità della cultura – di Sandro Iovine

“Mi viene in mente un concetto espresso da Gianni Berengo Gardin, che una volta disse di non capire per quale motivo se abbiamo di fronte un medico ci aspettiamo che abbia fatto cinque anni di università, più una specializzazione, magari due. In totale troviamo normale trovarci di fronte a una persona che abbia studiato per otto o dieci anni consecutivi per esercitare la propria professione. Allo stesso modo al cospetto di un ingegnere o di un architetto ci aspettiamo che abbia alle spalle come minimo i suoi cinque anni di università. Ma di fronte a un fotografo chi se lo chiede quanto abbia studiato per poter fare quello che fa? La percezione del mestiere di fotografo nel nostro Paese è legata all’artigianalità fai da te. Ciò è drammatico perché è concausa nella creazione di buona parte delle situazioni di cui si discute nell’ambiente del fotogiornalismo”.

Leggi tutto l’articolo  su “Fotografia: Parliamone“, il blog di Sandro Iovine

(c) Gianni Berengo Gardin

Berengo Gardin ed Erwitt nei luoghi di Piero della Francesca

I luoghi di Piero della Francesca, a Sansepolcro e dintorni, in provincia di Arezzo, hanno ispirato la collaborazione artistica tra due grandi maestri della fotografia contemporanea: l’italiano Gianni Berengo Gardin e lo statunitense Elliott Erwitt. I cinquanta scattirealizzati, 25 ciascuno, sono in mostra nella cittadina toscana, a Palazzo Pichi Sforza, dal 28 marzo al 27 giugno.

I due autori si sono dati appuntamento nella patria di Piero lo scorso ottobre per tre giorni di lavoro. Nel loro tournei luoghi pierfrancesani – da Sansepolcro ad Arezzo, da Anghiari alla Verna – hanno catturato col loro obiettivo ambienti, volti e situazioni, interpretandoli col loro sguardo creativo. Per gli artisti è stata una straordinaria occasione di confronto. «È un’esperienza eccezionale, sia per la suggestione di Piero della Francesca, sia perché lavoro con Erwitt, un amico ed un maestro da cui ho imparato moltissimo», ha dichiarato Berengo Gardin. «Bello essere qui con un vecchio amico… Da sempre, adoro lavorare in Italia, un gran bel posto per un fotografo», ha commentato Erwitt.

Elliott Erwitt - Convento dei Frati Cappuccini Sansepolcro

La rassegna “Nei luoghi di Piero Della Francesca” prosegue la serie di eventi espositivi dedicati alla fotografia ospitati negli ultimi anni da Palazzo Pichi Sforza, inaugurata dagli inediti di Henry Cartier Bresson e proseguita con Colin e Micheli, l’antologia di Berengo Gardin e i ritratti del cinema dei fotografi Magnum. L’ideazione e l’organizzazione sono a cura di Mercurio Promozioni, col patrocinio del Comune di Sansepolcro, della Provincia di Arezzo e della Regione Toscana e il contributo di Banca Etruria e Kemon. Il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.

info: www.culturaitalia.it

MOSTRE: FACCE DA STRANIERO

“Facce da straniero : 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia”. E’ questo il titolo della mostra fotografica che sarà inaugurata venerdì 12 marzo ( resterà allestita fino al 18 maggio) presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Questa mostra fa parte di un più ampio progetto culturale curato da FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’immigrazione) a partire dal novembre del 2006 dedicato al fenomeno dell’immigrazione e del modo in cui il fotogiornalismo l’ha affrontato. Un lavoro che sarà completato dall’uscita di un libro per Mondadori che, seguendo un approccio multidisciplinare, proporrà resoconti e letture critiche sull’argomento.
Un progetto curato nello specifico da Luigi Gariglio, Andrea Pogliano e Riccardo Zanini, appoggiato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, la Regione Piemonte e il Comune di Torino.
116 copertine, 1368 servizi distribuiti su 4956 pagine e un totale di 7327 fotografie: questi sono i numeri che rendono un idea a livello quantitativo di come sia stato analizzato il fenomeno. Oltre a pannelli che forniscono un’ampia panoramica sulla rappresentazione giornalistica dell’immigrazione, la mostra contiene molte copertine dedicate ai fenomeni migratori nell’arco di tempo che va al 1980 ( anni di inizio dei flussi in entrata) al 2007. Una serie di inediti impreziosiscono poi ulteriormente la mostra: nomi del calibro di Francesco Cito, Uliano Lucas, Roby Schirer, Gianni Berengo, Gardin Francesco Zizola, Paolo Verzone, Massimo Berruti, Antonello Nusca, Francesco Cocco e altri protagonisti del fotogiornalismo italiano.

Fonte:Nuova Società

La Fotografia in Italia: 1945-1975

La fotografia in italia

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica, della Presidenza della Camera dei Deputati e del Comune di Milano, giovedì 11 febbraio alle 18.30 apre a FORMA Centro Internazionale di Fotografia La fotografia in Italia. 1945-1975 Capolavori dalla collezione Morello.

Per la prima volta viene presentata al pubblico la straordinaria collezione di Paolo Morello, con la sua serie di opere in stampe originali che raccontano la storia della fotografia italiana dall’immediato secondo dopoguerra fino alla metà degli anni Settanta.

Sono gli anni in cui la fotografia in Italia registra, in assoluto, le sue punte massime di incidenza sociale; quando, nell’immediato dopoguerra, la televisione non aveva ancora preso il sopravvento e l’informazione era mediata attraverso la stampa illustrata (e dunque, attraverso la fotografia).
Proprio in quegli anni, inoltre, una generazione di giovani, per la prima volta, comincia a pensare alla fotografia come a una professione. Questa inedita osmosi tra fotoamatori e fotografi professionisti produce risultati di una qualità che non sarebbe mai più stata eguagliata.
Del resto, sono stati anni cruciali per la storia italiana e la fotografia è stata lo strumento che meglio di ogni altro ha saputo rappresentare non soltanto la rapida trasformazione della società del nostro paese negli anni del cosiddetto boom economico, ma anche un sistema di valori che ancor oggi identifica la cultura italiana nel resto del mondo.

La mostra, a cura di Alessandra Mauro e Paolo Morello, presenta 250 capolavori in stampe originali (vintage prints) dei maggiori autori italiani attivi tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Una trentina gli autori in esposizione, tra i quali Gianni Berengo Gardin, Carlo Bevilacqua, Paolo Bocci, Piergiorgio Branzi, Giuseppe Bruno, Alfredo Camisa, Calogero Cascio, Elisabetta Catalano, Carla Cerati, Vittorugo Contino, Mario Cresci, Francesco Carlo Crispolti, Mario De Biasi, Toni Del Tin, Mario Dondero, Ferruccio Ferroni, Mario Finocchiaro, Caio Mario Garrubba, Mario Giacomelli, Mario Lasalandra, Giorgio Lotti, Pepi Merisio, Giuseppe Möder, Paolo Monti, Federico Patellani, Tino Petrelli, Vittorio Piergiovanni, Franco Pinna, Marialba Russo, Antonio Sansone, Tazio Secchiaroli, Elio Sorci.

Un rilievo particolare nel percorso dell’esposizione è dedicato ad alcune serie di eccezionale valore, quali Venezia di Gianni Berengo Gardin, Budapest 1956 di Mario De Biasi, Forma di donna di Carla Cerati, Giudizio e Storia di un dramma, di Mario Lasalandra, Cronotopi di Vittorugo Contino.

Paolo Morello ha insegnato Storia della Fotografia, in diverse università italiane (Palermo, Milano Cattolica, Bologna, Venezia); a Milano ha fondato e diretto il Corso di formazione in Storia e Gestione della Fotografia, il primo Master biennale in Europa interamente dedicato alla fotografia; dirige l’Istituto Superiore per la Storia della Fotografia e, dal 2001, è Contributing Editor della rivista “History of Photography”. Autore di numerosi volumi sulla fotografia italiana dell’Otto e del Novecento, dal 2009 vive e lavora all’estero. Adesso lavora ad una Storia della fotografia. 1839-2000 e alla fondazione del Museo della fotografia italiana, destinato ad ospitare la collezione di capolavori di cui quelli ora in mostra a Forma offrono una ristretta ma significativa rappresentanza.

Forma
Centro Internazionale di fotografia – Milano


Periodo
dal 12 febbraio
al 2 giugno 2010
Orario
tutti i giorni dalle 10 alle 20
Giovedì e Venerdì dalle 10 alle 22
lunedì chiuso
Costo biglietto
Intero: 7,50 euro
Ridotto: 6 euro
Scuole: 4 euro
Per informazioni
02.5811.8067
02.8907.5419