WSP Masterclass in trasferta a Sulmona

Si è concluso domenica 3 maggio il week-end intensivo della nostra Masterclass di reportage, questa volta in trasferta a Sulmona, nella splendida cornice dei  monti e delle valli abruzzesi.

Non potevamo trovare modo migliore per festeggiare la festa del lavoro con una tre giorni intensa e appassionante dove i nostri studenti si sono messi in gioco esponendo i loro lavori alla lettura di un grande maestro della fotografica: Angelo Raffale Turetta.

Angelo Raffaele Turetta, già ospite del WSP Photography per una bellissima serata del ciclo conversazioni di fotografiaè uno dei più apprezzati fotografi di scena del cinema italiano, collaborando con registi quali Emanuele Crialese, Sergio Rubini, Dario Argento, Christian De Sica, Giacomo Battiato e Cristina Comencini.
Dal 1982 collabora inoltre con l’Agenzia Contrasto, per la quale realizza reportage su temi sociali e di attuali e nazionali che internazionali.

Un enorme professionista che ha appassionato gli studenti con una bellissima lezione di fotografia, guidandoli in un percorso di approfondimento e conoscenza del mezzo e del linguaggio fotografico che non può prescindere dall’insegnamento e dallo studio dei grandi maestri (su tutti, “nonno Bresson”!).

Sabato e domenica sono poi stati dedicati alla presentazione e discussione dei lavori fotografici sinora realizzati dai 16 studenti, che sin dall’inizio di questo importante percorso formativo, hanno saputo mettersi continuamente in discussione, confrontarsi e crescere grazie, in primis, al loro fervido impegno e alla guida costante dei tre insegnanti, Giovanni Cocco, Paolo Marchetti e Fausto Podavini. I primi, a dire il vero, ad emozionarsi a fronte della forza coinvolgente di un gruppo che in tutti questi mesi è diventato più grande e coeso che mai, riuscendo continuamente a stupire i tre professionisti che, ad ogni incontro, ne escono accresciuti nel loro patrimonio umano e professionale.

Non è mancato infine anche un momento di festa, visto che proprio il 3 maggio è stato il compleanno di Fausto e, come si sa, il WSP e la sua crew è anche altamente specializzata nella realizzazione di feste a sorpresa.

Sarà impossibile dimenticare questa esperienza che ancora batte forte e viva nel cuore di molti di noi.
Vi lasciamo con questa gallery con le fotografie del nostro Massimo Di Tosto per farvi assaggiare un po’ dell’energia di queste bellissime giornate.
A presto!

WSP Masterclass

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In buona fede: mostra fotografica di Umberto Sommaruga. Dal 9 maggio al WSP

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“In buona fede”
Riti, processioni e preghiere dei popoli credenti

Mostra fotografica di Umberto Sommaruga

Inaugurazione e incontro con l’autore
Sabato 9 maggio ore 19:30 – WSP Photography

L’alfabeto delle Fedi compone parole identiche in tutto il mondo.
Sono Riti, Processioni e Preghiere a chiamare a raccolta, in modo uguale anno per anno, i Popoli di chi crede. Gesti identici e parole sancite dall’uso che, dovunque nel mondo, scandiscono il Sacro che unisce, per un solo giorno, o per poche ore, spesso per notti lunghe di veglia e fatica. Nel silenzio dei gesti quotidiani messi da parte, tutti diventano attori della Rappresentazione. Lo è chi assiste e diventa quinta perfetta della scena che sfila e si compie.
Lo è ancor più chi di questa scena è protagonista: il penitente sorretto da parenti e amici, il battente pronto a mostrare per ore il sacrificio della propria carne, l’incappucciato secondo tradizione, il portatore di simboli e baldacchini, il cantore di litanie, il musico.
Ed è sempre la fede il richiamo potente di eventi unici, come può essere per i Cattolici la Beatificazione di un Papa molto amato e venerato già in vita. Lì sono migliaia i volti, in cui la fatica delle veglie e la gioia di ciò che sta per accadere si leggono chiare. In Buona Fede. Per tutta la vita.

Le immagini di Umberto Sommaruga vengono da anni di reportage sul tema della Fede. Si riconoscono le Processioni della Semana Santa, che per la Spagna sono da sempre manifestazioni rispettate anche da chi la Fede non ce l’ha. Ci sono le immagini dei riti del nostro Meridione, che difende queste tradizioni con appassionato orgoglio. Altrettanto palesi e riconoscibili sono gli scatti che documentano la lunga notte della Beatificazione di Giovanni Paolo II.Un’intensità che resta identica nell’altra lunga notte, quella caraibica della Festa di San Lazaro, esempio lampante di un popolo che onora i suoi Santi, ma non dimentica le credenze ancestrali portate dall’Africa.

Umberto Carlo Sommaruga nasce a Milano nel 1953. Seguendo la passione del Papà e grazie alla Rolley biottica del Nonno inizia a fotografare prestissimo e senza sosta. Agli anni 70 risalgono le stampe in B/N, il perfezionamento della tecnica e la collaborazione con lo stampatore milanese Rodegher. La prima esposizione, ancora negli anni Settanta, è milanese, a “La Rinascente”. Negli anni successivi esplora la diapositiva e il diaporama sonorizzato in multiproiezione, privilegiando foto di viaggio e paesaggio. Soltanto nel 2007 si accosta al digitale, trovando nuovi stimoli nel fotoreportage. Con il fotografo romano e amico Dario de Dominicis parte per un secondo viaggio in terra cubana nel 2008. Un’occasione che non resta unica e che porta a Umberto i primi riconoscimenti di prestigio: negli Usa il Black&White Bronze Award per foto singola (sezione fotogiornalismo), esposizioni e serate di videoproiezione in Italia e nuove pubblicazioni in Usa, in Gran Bretagna e in Italia. Nel 2010 viene invitato a Trento, nel centrale “Spazio Pretto”, e poi in altri centri trentini, per una corposa esposizione degli scatti cubani in B/N. Sempre nel 2010, a Palazzo Cusani (Milano) espone “Immaginando Milano” sull’evoluzione urbanistica e umana della sua città.
Del 2012 sono i due Excellence Award della rivista statunitense B&W, che gli vengono conferiti per un reportage su “Religione e Penitenza” e per il reportage “Noche de Parrandas”, che viene subito ripreso e pubblicato in primavera anche in Italia, dalla prestigiosa rivista “Gente di Fotografia”.
I riconoscimenti più recenti gli vengono dallo scatto in B/N “Waiting for J.P. II Beatification”, che gli vale due Honorable Mention, sia al Grand Prix internazionale di Novi Sad (Serbia), sia al britannico WPGA Portrait Award e l’ammissione all’esposizione internazionale di dicembre 2012 a Buenos Aires, al Centro Cultural J.L. Borges.
Tra il 2011 e il 2013 espone due volte per la Provincia di Milano e per lo stesso ente tiene alcuni incontri con l’autore. Sempre nel 2013 due fotografie di Sommaruga vengono inserite nella esposizione “Urban” a Cracovia. In ottobre due audiovisivi vengono inclusi nel programma ella manifestazione “Dia Sotto le Stelle” a cura di Lido Andreella.
È invitato a partecipare alla mostra collettiva “Imagining Cuba”, a cura di Carmen Lorenzetti, esposta a New York (2013) e all’Accademia de Fotografia di Cuba all’Avana (gennaio 2014).

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2015 3 euro. La mostra resterà aperta fino al 9 giugno 2015.

Intervista a Paolo Marchetti

© Paolo Marchetti - The price of Vanity

© Paolo Marchetti – The price of Vanity

WSP Photography, l’intervista al fotoreporter Paolo Marchetti, III posto World Press Photo 2015 categoria Natura – stories e ultimo vincitore dell’Alexia Foundation Grant. Intervista a cura di Massimiliano Tempesta.

1- Terzo posto nella categoria “Nature – stories” una categoria un po’ “particolare” per un reportagista.

Non trovo che il mio progetto “The Price of Vanity”, la mia investigazione sugli allevamenti intensivi delle specie animali destinate al business dell’alta moda sia particolare né tanto meno inusuale rispetto alle mie produzioni precedenti. L’investigazione e l’approfondimento giornalistico credo non abbiano mai motivo di essere distinti in categorie, se non in un concorso fotogiornalistico appunto.
Questo perché il valore fondamentale dei
progetti reportagistici d’inchiesta sia semplicemente espresso dalla denuncia di un contenuto piuttosto che dall’argomento trattato, questo a prescindere da quanto sia nuovo quell’argomento all’interno della produzione storica di un fotografo. D’altronde quello che mi preme è raccontare storie capaci di innescare una reazione, ma soprattutto mi preme aggiungere domande concrete a dibattiti che spesso si sono interrotti o addirittura vengono ignorati.
Trovo inusuale invece, ma questo credo sia il valore aggiunto del mio progetto, il fatto che solitamente troviamo all’interno della categoria “Natura” storie che elogiano la magnificenza del mondo animale e del suo habitat, mentre il mio tentativo è quello di porre il fuoco sulla posizione di assoluta prevaricazione, di spietato dominio e di
assoluto fallimento da parte dell’uomo nei confronti di madre natura.

2- Il lavoro premiato fa parte di un progetto più ampio: ci puoi svelare la genesi e lo stato dell’arte di questo lavoro?

“The Price of Vanity” è un lungo e difficilissimo percorso all’interno degli allevamenti intensivi delle specie animali destinate all’immenso business dell’alta moda. Sto tentando di raccontare nel mondo, sia geograficamente, coprendo questo settore industriale a livello continentale, che per quanto riguarda la lunghissima lista di specie animali coinvolte da questo gigantesco business. Ho suddiviso il progetto in X capitoli ma solo strada facendo capirò a che punto vorrò o dovrò fermarmi.
Di fatto ciò che voglio sottolineare è il
massacro a norma di legge e la grande ipocrisia che l’uomo racconta a se stesso in nome del lavoro. Lo ha sempre fatto d’altronde, in nome delle ideologie e dello sviluppo, l’uomo ha prontamente sempre trovato delle “buonissime ragioni” per abusare e distorcere certi valori. Quello a cui invito a riflettere è se servono nuove ed altre leggi perché il sacrificio di milioni di animali ogni anno possa cessare. Il protocollo di Washington, il CITES, a quanto pare non basta ed inoltre regolarizza tutto questo ma le mie domande sono le seguenti:
Serve una ulteriore legge per interrompere questo massacro?
Basterebbe forse una concreta presa di coscienza da parte dei cittadini o abbiamo sempre bisogno che le autorità ci dicano cosa è giusto e cosa no?
È giusto conoscere la storia dei prodotti che compriamo o possiamo farci bastare il diritto all’acquisto dei prodotti stessi?
Davvero noi cittadini non siamo responsabili solo per il fatto che non è il nostro mestiere proteggere certi aspetti?
La nostra responsabilità si limita al ruolo che copriamo nella società o esercitare il diritto di cittadinanza nel mondo potrebbe cambiare le cose?
Dunque il mio progetto non vuole assolutamente attaccare l’alta moda, né le autorità competenti, semplicemente perché non sarebbe efficace, ci sono le leggi a proteggerli; voglio invece puntare il dito su di noi, il popolo, con la speranza che mostrargli la storia degli indumenti che riempiono i loro armadi, li spaventi e li induca a farsi una domanda in più la prossima volta che stanno per acquistare un prodotto, che sia il prossimo portafoglio in coccodrillo o altro.

3- Sei uno dei docenti della Masterclass del WSP Photography: com’è essere insegnante? Senti la responsabilità di formare nuovi fotografi?

Questa straordinaria esperienza, condivisa con i miei stimatissimi amici e colleghi Giovanni Cocco e Fausto Podavini, si protrae per un intero anno solare e l’atteggiamento con il quale mi sono posto nei confronti dei partecipanti è di colui che vuole soltanto condividere la propria esperienza ed instaurare una dinamica di scambio. Imparo moltissimo da questo e metto a disposizione tutto me stesso nel restituire, con cura e grandissima passione, a seconda dei differenti profili con i quali mi rapporto. Abbiamo stabilito un confronto che va oltre le lezioni mensili, scambiamo impressioni, idee, anche dopo esserci riuniti in un’aula. Trovo che l’onestà del nostro intento sia più importante del programma didattico che con fatica e attenzione abbiamo concepito. Insomma prima dell’abilità nel trasmettere certi valori viene l’esposizione diretta, umana e personale con ciascuno dei fantastici partecipanti. L’enorme regalo che sto ricevendo è ritrovarmi in un workshop retroattivo: imparo tanto quanto cerco di trasferire.
Con Giovanni e Fausto stiamo già pianificando la prossima edizione e abbiamo in serbo sorprese e innovazioni concrete. L’unica responsabilità che sento è quella di pormi alla pari sul piano umano e di toccare con assoluto rispetto, le corde intime degli studenti, le uniche che costituiscono il cuore di questa incredibile disciplina. Sento la responsabilità di innescare in loro “il pensiero” inducendoli a rinunciare alle sovrastrutture culturali e a dare a se stessi l’opportunità di aprirsi, esercitandosi a restare recettivi nei confronti della vita e non della fotografia. Questa, è solo un pretesto che concede grandi opportunità umane e culturali, espresse prima dagli aspetti antroposofici e solo poi, da quelli antropologici della disciplina stessa.
Condivido con Cocco e Podavini
l’intento di invitarli a leggere e nutrire la fotografia con ogni linguaggio, d’altronde se non si riempie il bagaglio emotivo con la cultura, non può germogliare nessuna immagine. È questo quello che credo.

4- Record di premi al WPP 2015 per gli italiani, sta cambiando qualcosa da noi o è un qualcosa di estemporaneo?

Trovo che non sia una sorpresa che la fotografia italiana si sia imposta nell’’ultima edizione del WPP. Ho cominciato a constatare l’assoluto valore dei miei colleghi italiani dal primo passo che feci anni fa nel mondo del fotogiornalismo e non. Mi sorprendo ancora moltissimo di quanto io sia circondato da tanta qualità e questo mi mette addosso una straordinaria e costruttiva spinta nel fare meglio, ogni giorno. Mi confronto da anni con la scena internazionale, frequentando festival, viaggiando e visitando le redazioni e stringendo direttamente rapporti con editori da tutto il mondo e posso garantire che questo è notorio a tutti. L’Italia, piccolo paese di un pianeta con una immensa scena di autori, sa esserci sempre e non nascondo che a volte percepisco una sorta di scomodità nel panorama internazionale. Basta far caso al numero di fotografi italiani nelle maggiori agenzie o sui podi dei più importanti concorsi internazionali. Siamo sempre lì e con un’indiscussa qualità nelle produzioni.
Siamo alle solite d’altronde, la nostra cultura supera lo sfacelo politico e tristemente lo spazio per l’eccellenza trova da sempre, la sua casa soltanto all’estero. Eccetto pochissime realtà, la nostra editoria non può concedere i giusti spazi a tanta profondità e le ragioni sono complesse certo, ma chiare a tutti. Di fatto questo lo sappiamo già, e soprattutto il discorso sull’editoria rappresenta soltanto un tassello del grande fallimento: la cultura e l’arte sono relegati ancora ad una dimensione di distrazione e non come fondamento nelle scuole o pilastro nell’educazione delle generazioni più giovani.

5- Nel 2016 parteciperai alla categoria “sport” del WPP? Tornando seri, cosa stai preparando per il 2015?

Posso piacevolmente raccontarvi che i miei piani per il 2015 sono saltati, dovrò dunque rivedere i miei piani. Il WPP e l’Alexia Foundation Grant hanno innescato un positivo disordine nei miei programmi, dovrò dunque “risolvere questi intoppi” e affrontarne le straordinarie conseguenze. Scherzi a parte, sono già all’opera sui nuovi capitoli del mio progetto “The Price of Vanity ” e l’obiettivo è quello di trasformarlo in un solido corpo di lavoro, un report che tratta un argomento specifico senza precedenti e capace di far riflettere, emozionare ma soprattutto informare.
Come già detto, è già in fase di studio la programmazione del
successivo Master di Reportage con gli amici e colleghi Cocco e Podavini, ci stiamo confrontando sul bagaglio fatto in questa esperienza ancora in corso, e come è giusto che avvenga, vogliamo stravolgere positivamente ancora di più questo meraviglioso progetto.

Paolo Marchetti è un fotogiornalista freelance, ha lavorato per circa tredici anni nel campo cinematografico, ricoprendo ogni ruolo del reparto Operatori al fianco di alcuni tra i più  autorevoli direttori della fotografia italiani e stranieri e inizia in contemporanea i suoi studi fotogiornalistici prestando particolare attenzione alle tematiche politiche ed antropologiche. Marchetti pubblica regolarmente i suoi lavori nei magazine italiani ed internazionali tra cui Vanity Fair, 6MOIS, Sunday Times, British Journal of Photojournalism, Guardian, Geo, De-Spiegel, Newsweek, New York Times, Time Magazine e L’Espresso (con cui collabora abitualmente).
Negli ultimi anni Marchetti ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui, oltre agli ultimi premi menzionati:
4 POY, 4 PDN, 4 NPPA Best of Photojournalism, Sony Awards, il Leica Photographer Awards e il Getty Images for Editorial Photography.
Ha raccontato storie lontano dal suo paese, realizzando reportage in Brasile, Centro America, Cuba, Haiti, Stati Uniti, Europa dell’Est, India, Cina, Centro Africa, Colombia ecc. Il suo progetto a lungo termine lo ha realizzato nel suo continente, affrontando un’analisi antropologica e giornalistica sul sentimento della rabbia e sul risveglio del fascismo chiamato
“FEVER”. 

Intervista a Silvia Landi

Spesso nel nostro blog ci occupiamo di segnalare e intervistare grandi autori e fotografi. 
Abbiamo pensato di iniziare a dar voce anche a giovani fotografi e nostri studenti, per raccontare le loro storie e cosa significhi, per un un nuovo autore, iniziare a muovere i primi passi nell’attuale mondo della fotografia.

Cominciamo con Silvia Landi, una nostra studentessa e amica di vecchia data, che da anni si sta impegnando in un percorso di crescita personale e professionale nel mondo della fotografia che le sta regalando diversi riconoscimenti, tra cui l’essere risultata vincitrice della borsa di studio della nostra Masterclass di reportage.

1) Parlaci del lavoro che ha vinto la borsa di studio.

Il lavoro che ho presentato per la borsa di studio si intitola “Tra fede e mistero” e le foto sono state scattate in Etiopia durante un workshop con Fausto Podavini. Si tratta di un reportage sui festeggiamenti del Timkat e San Giorgio, due tra le festività più importanti per i fedeli cristiani ortodossi etiopi. Ho assistito per la prima volta ai riti religiosi della comunità Etiope a Roma, diversi anni fa, ed è stata un’esperienze fotografica davvero coinvolgente ed entusiasmante. Così quando sono partita per l’Etiopia, sono andata a ricercare quelle stesse emozioni. Con le mie foto non volevo tanto raccontare la cronologia degli eventi e dei riti, quanto le sensazioni che respiravo in quei luoghi pieni di misticismo e mistero. È stata un’esperienza incredibile camminare in quelle strade millenarie, assistere alle veglie notturne, ascoltare le preghiere sussurrate negli angoli bui delle chiese rupestri di Lalibela e spero che il mio lavoro riesca a restituire, almeno in parte, quello che ho vissuto.

2) Sono già alcuni mesi che la Masterclass è iniziata un primo bilancio di questa esperienza?

La masterclass è un’esperienza molto stimolante e professionalizzante. A me personalmente, che ho iniziato a fotografare seriamente da pochi anni, sta dando la preziosa possibilità di confrontarmi con professionisti di altissimo calibro, che mi stanno aiutando a prendere coscienza delle mie capacità, ma anche dei miei limiti e della mia inesperienza dandomi degli strumenti utili per crescere. Fausto, Paolo  e Giovanni sono sempre molto disponibili a condividere tutto quello che sanno e non parlo solo di tecnica, ma di esperienze umane, che sono poi la parte più preziosa e difficile della fotografia. Poi c’è il fantastico contributo dei compagni di corso, con i quali ci facciamo tantissime risate, ma anche tante discussioni.È stato bello scoprire che questa masterclass è anche un luogo di pensiero, di riflessione, di confronto anche tra studenti, dove ogni partecipante è invitato a sperimentare, a condividere, ad esprimersi a superare i propri limiti con l’idea che si possa crescere anche dalle esperienze degli altri.

3) Che progetto stai sviluppando nel corso della Masterclass?

Durante la mastercalss ho deciso di sviluppare un progetto sul tema dell’obesità che ho iniziato circa un annetto fa, con molte interruzioni di percorso. È per me un tema difficile e delicato, che implica tantissime sfaccettature, chi soffre di obesità  vive moltissime difficoltà ed è spesso costretto a subire una sorta di discriminazione, frutto di pregiudizi, paragonabile a quella razziale e sessuale, tanto che in Inghilterra hanno coniato un apposito neologismo “pesismo”.  Quando ho portato le foto per la prima volta in aula, ero molto confusa, avevo molti dubbi su come procedere, anche perché sto raccontando l’obesità attraverso la vita di una persona afflitta da questa patologia, quindi volevo farlo con tutta la delicatezza e il rispetto possibile. Confrontarmi con i docenti e i compagni mi ha aiutata a trovare un percorso, un filo conduttore e anche a dare metodo a quello che prima facevo in modo più istintivo e disorganizzato. Sarà un percorso ancora molto lungo, questo tipo di progetti ha bisogno di molto tempo, necessitano del tempo che serve perché le cose accadano spontaneamente, del tempo per superare certe barriere psicologiche etc., ma è anche il tipo di progetto che a me stimola di più perché mi costringe a mettermi in gioco come persona.

Silvia Landi è nata 1974 a Varese, vive e lavora attualmente a Roma, dove si è laureata in psicologia e specializzata in psicoterapia. È approdata alla fotografia quasi per caso nel 2010 e si è formata frequentando diversi corsi organizzati dal Collettivo WSP Photography di Roma, e svolgendo diversi workshop in Italia e all’estero. La fotografia è per lei il mezzo elettivo per attraversare e conoscere mondi e vissuti sconosciuti, uno strumento per porsi domande più che darsi risposte, una via per conoscere se stessa e condividere esperienze.

Predilige il reportage sociale con progetti a lungo termine che le permettano di entrare profondamente in contatto con le realtà che fotografa. Inoltre, dal 2013, la fotografia è diventata strumento professionale anche nel campo della psicoterapia e della promozione del benessere, attraverso l’uso delle tecniche di phototerapy.

Ecco una breve selezione del portfolio “Tra fede e mistero”. 

Presentazione nuovi corsi di fotografia 2015

© Lucia Perrotta

© Lucia Perrotta

E anche quest’anno siamo giunti al consueto appuntamento con la presentazione dei nuovi corsi di fotografia in partenza dal 9 marzo.

Un momento molto importante per la nostra Associazione, occasione sia per far conoscere la nostra realtà, la sede, l’organizzazione e i nostri docenti, sia per interfacciarci con i futuri studenti e gli interessati per sciogliere ogni dubbio su quale corso di fotografia sia più adatto alle esigenze e alle aspettative di ognuno.

I corsi base di fotografia con Lucia Perrotta sono oramai un’istituzione: sono il primo affaccio sul mondo della fotografia per quanti decidano di avvicinarsi al mezzo e al linguaggio e superare una modalità di scatto che sia solo automatica, per iniziare a gettare le basi di tecnica, composizione e corretto uso della luce.
Due turni attivati: il lunedì dalle 19 alle 21 (pochissimi posti rimasti) e il mercoledì dalle 21 alle 23.
Inoltre è attivo anche un corso base espressamente dedicato a ragazzi e ragazze dai 12 ai 16 anni.

Successivamente il corso avanzato-pratico di fotografia offre un percorso specifico ed originale per cimentarsi sui diversi generi fotografici sia da un punto di vista teorico che pratico. È infatti uno dei pochi corsi di fotografia che propone ben 4 uscite fotografiche ed un’organizzazione modulare divisa per argomenti: dalla fotografia di ritratto all’architettura, dal reportage al fotogiornalismo. Con il contributo di interventi da parte di più docenti del WSP Photography.

Il reportage è da sempre il genere che più contraddistingue il nostro lavoro. L’offerta di corsi in questo campo della fotografia è tra le più vaste a Roma, con docenti professionisti di ottimo livello. In questa sessione partiranno due corsi di reportage con la fotografa Francesca Mancini: un livello base di reportage, per quanti alle prime armi, e un livello più avanzato, per chi già ha frequentato un corso e vuole cimentarsi nella realizzazione di un progetto personale sotto la guida e i consigli della docente.

Fiore all’occhiello della nostra offerta è anche il corso per aspiranti photoeditor con Marco Pinna, photoeditor National Geographic. Il corso è giunto ormai alla sua quarta edizione e propone un programma nuovo e aggiornato, con particolare attenzione rivolta ai cambiamenti che ha subito il mestiere e il photoediting con l’avvento del web, sneza tralasciare ovviamente le basi tecniche e teoriche.

© Daniele Zedda

© Daniele Zedda

Videoediting e Photoediting, aspetti importanti e imprescindibili per chi si avvicina alla fotografia e al foto e videogiornalismo per passione o per mestiere. I nostri corsi con Daniele Zedda sono un continuo aggiornamento, che partendo dalle basi portano gli studenti ad un percorso avanzato che gli permetterà di governare le tecniche di fotoritocco più adatte alle loro esigenze.

Infine una grande novità per il 2015, frutto della nostra continua ricerca e voglia di proporvi ogni anno qualcosa di nuovo e in linea con le evoluzioni della comunicazione e dell’immagine. Le altre strade del documentario con Aude Fourel è un corso di storia del cinema, analisi critica e pratica video che propone un percorso attraverso ricerche documentaristiche che hanno rivoluzionato il genere. Una giornata di workshop a fine percorso sarà dedicata alla pratica: realizzazione di una “Minute Lumière”.

Vi aspettiamo numerosi venerdì 27 dalle ore 19. Vi ricordiamo che con l’occasione tutti i partecipanti riceveranno in omaggio la tessera ENAL 2015.
Confermate la vostra presenza all’evento. 

LUCHA: inaugurazione mostra fotografica e incontro con gli autori

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“LUCHA”

Mostra fotografica di Marianna Ciuffreda, Chiara Moncada, Marco Vignola

Inaugurazione mostra e incontro con gli autori

5 dicembre ore 19:30

lucha

Venerdì 5 dicembre alle ore 19:30 inaugurerà “LUCHA”, la mostra fotografica frutto del lavoro realizzato da Marianna Ciuffreda, Chiara Moncada, Marco Vignola durante l’edizione 2013-2014 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con gli autori che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato. Esiste a Roma un luogo che ospita e accoglie donne alla ricerca di un riparo, di un’alternativa temporanea.
Di una casa. Le loro ombre raccontano di difficoltà, a volte di violenze, a volte di solitudini. In questo spazio approdano donne stanche, mutilate nella loro dignità, a volte scoraggiate. E sole. Ma mai arrese.
Qui, nelle stanze e nei corridoi spogli, prende vita una nuova possibilità. Il riscatto di ciò che è stato.
La ricerca di nuove motivazioni per ricostruirsi. Il tempo del loro passaggio nella casa, può essere una parentesi breve e fugace, o al contrario lunga e rallentata. Sospesa. Sempre, per tutte, il desiderio sarà di uscire. Abbandonare la casa, sigillandovi dentro le ferite e le inquietudini della vita passata, della strada da cui fuggono. Dalle finestre dello stabile filtra spesso una luce fioca, che quasi fatica a farsi largo, ma sempre ha il potere di rivelare l’intensità di vissuti complessi, che attendono qui il momento per ripartire. Forse sole, ma libere. Libere di guardare al proprio passato più serenamente. Non come una rete che le intrappola, ma piuttosto una tela che proietta, esclusivamente per loro, l’unicità, e sì anche la bellezza, della loro storia.

La Casa delle Donne “Lucha Y Siesta” nasce l’8 marzo 2008 dalla volontà di un gruppo di femministe italiane autorganizzate, allo scopo di farne un luogo dove storie diverse possano incontrarsi ed esprimere la propria specificità, in un’intimità condivisa e autodeterminata. Un luogo dove donne, italiane e straniere, provenienti da situazioni di violenza e disagio, possano trovare un rifugio. Lucha Y Siesta rappresenta un’eccezione in Italia. È l’unica casa delle donne adibita anche a spazio abitativo per le stesse, e non pensato unicamente come luogo di incontro e confronto, studio e inclusione. Questo spazio è una delle risposte possibili, dal basso e grazie all’impegno volontario di altre donne, alla mancata tutela dei diritti della donna. Di vivere liberamente lontano dalla violenza, psicologica, economica, e fisica imposta dalla famiglia così come dalla stessa società. Solo nel 2013 il numero dei femminicidi registrati in Italia ha raggiunto un livello altissimo e inaccettabile, 128, e l’aumento continuo dei casi, riporta con forza all’attenzione la necessità di pensare a nuove scelte politiche e sociali, per cambiare lo stato delle cose.

La mostra sarà aperta fino al 19 dicembre 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3€.

Tevere: sguardi sulla città che scorre. Inaugurazione mostra fotografica.

loctevereL’Associazione Culturale WSP photography presenta TEVERE: sguardi sulla città che scorre, una mostra fotografica di Simone Crescenzo, Simona Marrone, Alberto Urbinati.

Inaugura sabato 22 novembre alle ore 19:30 la mostra fotografica, frutto del lavoro realizzato da Simone Crescenzo, Simona Marrone e Alberto Urbinati durante l’edizione 2013-2014 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con gli autori che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato.

 All’inizio fu l’acqua. Rumon, nome arcaico del Tevere.

È il Fiume che dà vita e forma alla città, a Roma.
Un rapporto simbiotico quello del Tevere con Roma, interrotto bruscamente nel 1926 quando furono ultimati i lavori di costruzione dei muraglioni che se da una parte risolsero il grande problema delle inondazioni, dall’altra nascosero il Fiume ai cittadini. Successivamente fu l’inquinamento a completare il distacco definitivo di Roma dal proprio Fiume.
Oggi il Tevere è il grande rimosso della città, l’ospite mal sopportato che continua a modellare il volto della
Città Eterna ma che non è più al centro della sua vita.
Occorre dunque abbandonare il caos della Città di Sopra e scendere i gradini che portano alle sue sponde per riascoltare la voce del Fiume, la voce della Città di Sotto e delle persone che la popolano. Uomini e donne che nell’alveo del Fiume cercano rifugi improvvisati, a volte una semplice tenda nascosta nella vegetazione lungo gli argini.
Vecchi e nuovi fiumaroli che ostinatamente legano al Fiume la loro stessa sopravvivenza.
Frequentatori dei circoli sportivi, luoghi con una tradizione che ha ormai scavalcato le soglie del secolo di vita.
Tuffatori coraggiosi che salutano l’anno immergendosi nelle acque sacre del Fiume e così ricongiungono
idealmente la Città di Sopra con la Città di Sotto.
Sopra il caos, sotto una dimensione intima dai ritmi rallentati, tranne quando il Fiume si gonfia e allora la Città di Sotto improvvisamente si svuota, l’acqua si riprende tutto lasciando dietro di sé soltanto fango e detriti.
Il Tevere: un corpo espanso, indolente, molle e sinuoso, incurante delle frenesie della vita di sopra abbraccia chi lo vive avvolgendolo in una sensazione di attesa senza fine.

La mostra sarà aperta fino al 4 dicembre 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3 euro.

Workshop in Etiopia con Fausto Podavini

@ Fausto Podavini

@ Fausto Podavini

Il workshop in Etiopia a cura del fotografo Fausto Podavini, è pensato per tutti quelli che vogliono migliorare il proprio bagaglio fotografico affrontando sul campo vari aspetti della fotografia di reportage; dallapproccio alle varie situazioni, alla fase di scatto nonché alla fase di editing, con particolare riguardo alla fotografia di evento.

Il workshop nell’Etiopia del Nord alla sua seconda edizione, sarà centrato sul Timkat e la festa di S.Giorgio.

Il workshop avrà la durata di 12 giorni, (dal 17 Gennaio 2015 al 28 Gennaio 2015) ed oltre all’aspetto strettamente fotografico, particolare attenzione sarà dedicata all’editing delle fotografie scattate durante il giorno, così da poter affinare nel corso del viaggio una visione fotografica quanto più attenta e personale.

Pertanto il workshop, vedrà ogni giorno, non solo un intensa fase fotografica in cui i partecipanti verranno seguiti in prima persona ma anche un intensa fase di editing di quanto prodotto durante il giorno, che ci vedrà impegnati dalle prime luci dell’alba fino a notte.

Dodici giorni di fotografia full –time in un contesto bellissimo in cui andremo a vivere emozioni e sensazioni uniche, vivendo in prima persona i riti del Timkat e di S.Giorgio.

Per ricevere il programma nel dettaglio, e per qualsiasi domanda, curiosità e/o dubbi potete scrivere a:

fausto@faustopodavini.eu

Inaugurazione mostra fotografica “SOLO”

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“SOLO”
Mostra fotografica di Margherita Giordano e Cristiana Pace

Inaugurazione mostra e incontro con le autrici
25 ottobre ore 19:30

Mostra fotografica SOLO

Sabato 25 ottobre alle ore 19:30 inaugurerà “SOLO”, la mostra fotografica frutto del lavoro realizzato da Margherita Giordano e Cristiana Pace durante l’edizione 2013-2014 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con le autrici che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato. I cinesi residenti a Roma sono circa 14.000, dispersi su tutto il territorio, con una forte concentrazione nello storico rione dell’Esquilino. I cinesi di Roma suonano una musica per piano solo – sono una comunità che non esiste, soli nel loro quotidiano, distanti tra loro nelle interazioni e poco integrati con il tessuto sociale romano preesistente. Tuttavia, malgrado i cinesi presenti a Roma abbiano mantenuto un’impermeabilità con quanto li circonda e presentino pochi spazi di condivisione comunitari, sono autosufficienti grazie alle tante realtà parallele che coesistono nella città. Le energie dedicate all’attività lavorativa, spesso messe al primo posto nella quotidianità, rappresentano nella maggior parte dei casi la caratteristica distintiva di una prima generazione affermatasi grazie a tale dedizione.

Il lavoro delle fotografe vuole quindi calarsi in diverse situazioni vissute dalla popolazione cinese residente a Roma, che per quanto tenda a trasmettere una spiccata solitudine, lascia intravedere la speranza nel cambiamento.
La musica di sottofondo è infatti la fiducia in un’integrazione possibile, che già sta muovendo i primi passi e viene dai giovani nati in Italia, una generazione cinese nei lineamenti e nelle radici, ma integrata con la realtà italiana nella vita di tutti i giorni. In questa generazione è riposta la sfida alla costruzione di una relazione positiva e arricchente con il territorio sul quale è inserita, e con le persone che lo abitano.

Margherita Giordano e Cristiana Pace, residenti a Roma, dopo l’esperienza del laboratorio fotografico presso WSP Photography sono attualmente impegnate in un progetto fotografico sulla popolazione cinese presente a Roma, enfatizzandone il contrasto tra la vecchia e la nuova generazione.

La mostra sarà aperta fino al 7 novembre 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

 

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3€.

 

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Da qualche mese è attivo il nostro canale YouTube, con lo scopo di promuovere i lavori prodotti dai nostri studenti durante i corsi di fotografia e ospitare brevi clip delle nostre principali attività.

Sul canale potrete trovare ad esempio i multimediali prodotti durante il laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. Durante il percorso annuale i ragazzi, infatti, oltre al reportage fotografico, hanno il compito di realizzare dei brevi video, cimentandosi anche con questa modalità comunicativa, sotto la supervisione del docente.
Un percorso a 360 gradi, che ha permesso negli anni la realizzazione di lavori notevoli che hanno permesso agli studenti il raggiungimento di importanti obiettivi e premi di rilievo.

La prossima edizione del laboratorio avanzato partirà il prossimo 4 novembre. Sono rimasti solo due posti. Per qualsiasi informazione invitiamo gli interessati a contattarci via mail a: info@collettivowsp.org

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