Più Falso del Vero: Mostra Fotografica

Più falso del vero

Più Falso del Vero

Tommaso Bonaventura | Stefano Cerio | Lorenzo Cicconi Massi | Daniele Dainelli | Massimo  Siragusa | Angelo R. Turetta

La mostra, a cura di Alessandra Mauro, è organizzata da Soluzioni Arte in collaborazione con Contrasto e Officine Fotografiche.
Siamo portati a credere che la fotografia sia rappresentazione fedele della realtà, quando invece il confine fra inganno e finzione, vero e autentico, è molto più labile e si nasconde dietro le lenti dell’obiettivo e nelle scelte delle inquadrature. È invece necessario superare l’idea che la fotografia riproduca l’oggetto della sua indagine così com’è poiché, come dice Michele Smargiassi, questo linguaggio “non è in grado di mentire negando il vero” ma più spesso lo fa affermando il falso, creando delle visioni che se per certi aspetti restano fedeli al reale, per altri sono terribilimente infedeli.
Questa mostra propone una serie di esempi emblematici in questo senso, progetti visivi che giocano con la sottile linea di confine tra la verità e l’illusione. Come I bagnanti di Cicconi Massi, che fluttuano per le spiagge dell’Adriatico in una luce tanto abbagliante da renderli forme visibili quasi senza  dimensione fisica; o le immagini di Roma di Massimo Siragusa, scenario ideale per le esercitazioni militari di soldatini in carne e ossa, o magari solo di latta. Del resto, i sosia di  Mao, ritratti da Tommaso Bonaventura, sono certamente veri, come veri sono gli edifici che Stefano Cerio ha ripreso nelle periferie delle nostre città ma che risultano talmente finti da finire per esserlo veramente.  E se siamo disposti a riconoscere come finzione la messa in scena dei set cinematografici di Angelo Turetta, possiamo dichiarare veramente false anche le immagini di Daniele Dainelli, che riprendono scene bucoliche incollate in grandi poster metropolitani, lungo i muri di una città caotica come Pechino.  Ognuno a suo modo suo, i sei diversi autori hanno cercato di raccontare l’ambiguità, ma anche la meraviglia che l’illusione della realtà può creare davanti a un obiettivo fotografico e per la gioia dei nostri sensi,  pronti a lasciarsi consapevolmente ingannare dalla fotografia.“Vi chiedo di non credere più ciecamente alle fotografie, vi chiedo però di credere ancora nelle fotografie” (Michele Smargiassi)
Inaugurazione martedì 29 marzo ore 18,30
La mostra prosegue fino al 23 aprile 2011
Giorni: dal Lunedì al Venerdì
Orari: 10:00 – 13:00 | 16:00 – 19:00
Ingresso Gratuito
Giorni di chiusura: sabato e domenica
OFFICINE FOTOGRAFICHE
Via G. Libetta 1, 00154 – Roma
Tel. 06.5125019

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Premio Ponchielli 2010: Vince Andrea De Martino

Premio Pochielli 2010

La Fondazione milanese Arnaldo Pomodoro il 16 giugno alle 21,00 è stata lo straordinario scenario per la proclamazione del vincitore della settima edizione del premio Amilcare G.Ponchielli.

Vincitore della settima edizione del Premio Ponchielli: Andrea Di Martino con il progetto “La messa è finita. La rinascita delle chiese sconsacrate in italia”.
Di Martino indaga luoghi che un tempo erano sacri e che oggi sono adibiti a nuovi e sorprendenti usi. Racconta cambiamenti avvenuti in un passato recente, dove gli spazi sono costretti a mutare in maniera repentina a seconda di esigenze sociali ed economiche sempre diverse. Nella totale assenza di figure umane, questi luoghi riescono a raccontare loro stessi, la propria memoria e, indirettamente, anche la presenza di chi oggi li abita e li ri-plasma. Di Martino ha saputo coniugare un raffinato utilizzo dello stile documentario a un’approfondita ricerca giornalistica.

Prima menzione a Simone Donati per il progetto “Welcome to Berlusconistan”.
Da un paio d’anni Donati ha deciso di investigare il mondo che ruota attorno al Popolo delle Libertà, interessato soprattutto alle relazioni che uniscono il leader del partito ai suoi sostenitori. La sua analisi propone ritratti e testimonianze giornalistiche, senza forzature stilistiche e con grande rispetto per la realtà sulla quale lavora.

Seconda menzione a Daniele Dainelli per il progetto “Rural China”
Viaggiando nelle campagne cinesi, piagate da miseria e arretratezza, Dainelli viene colpito dalla sensazione di abbandono, dall’assenza fra le popolazioni di una generazione di mezzo. Decide quindi di narrare le sue sensazioni attraverso gli oggetti, poveri, dalle superfici sporche e polverose, ma intrisi di un valore inestimabile: quello di una vita vissuta. Con una raffinata tecnica vicina allo still-life, Dainelli racconta un mondo che sta scomparendo.

Menzione del pubblico al progetto di Riccardo Venturi “Haiti Aftermath”, un grande reportage realizzato nei giorni immediatamente successivi alla tragedia di Haiti.

Libro dell’anno (scelto tra volumi del 2008 e 2009): “Dedicated to women of Kyjov ” di Miroslav Tichy, edizioni Walther Konig – Cologne.
Una storia avvincente di questo fotografo nato in Repubblica Ceca nel 1926, pittore uscito dall’Accademia di Belle Arti di Praga ma poi rinchiuso in ospedali psichiatrici dal regime e poi scoperto dal mondo dell’arte e da Harald Szeemann che lo espone con una mostra di fotografie nel 2004 alla Biennale di Siviglia. Miroslav vive come un barbone e le foto che realizza sono scattate con macchine fotografiche stravaganti fatte in casa con scatole da scarpe e lenti di recupero, pezzi di plexiglass:Ritrae uomini e donne colti con occhio indiscreto per lo più ignari di essere ripresi. Considerato un maestro della fotografia è stato esposto l’anno scorso a Parigi al C. Pompidou e quest’anno all’ICP di New York.