“Mi ricordo Mario Giacomelli” proiezione e incontro con Lorenzo Cicconi Massi

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“Mi ricordo Mario Giacomelli”
Proiezione documentario e incontro con il regista Lorenzo Cicconi Massi

29 novembre ore 19:00
WSP Photography – Via Costanzo Cloro 58, Roma

 

Sabato 29 novembre alle ore 19:00 in occasione della proiezione del documentario “Mi ricordo Mario Giacomelli”, l’Associazione culturale WSP Photography incontrerà il regista Lorenzo Cicconi Massi. Un incontro per introdurre l’autore, il film e raccontarne la realizzazione.

 

Mi ricordo Mario Giacomelli” è un film-documentario di Lorenzo Cicconi Massi interamente dedicato al grande maestro della fotografia e realizzato a 10 anni dalla sua scomparsa. Un reportage intimo, un racconto per immagini e parole che si sviluppa attraverso il ricordo degli amici di Giacomelli e di persone che assieme a lui hanno scritto una pagina importante degli ultimi cinquant’anni di storia dell’arte. In una lunga serie di interviste e testimonianze illustri, come quelle di Achille Bonito Oliva, Carlo Arturo Quintavalle, Tullio Pericoli, Gianni Berengo Gardin vengono così proposti ricordi e aneddoti di un’artista che ha legato indelebilmente il suo nome alla grande tradizione dell’arte fotografica. Un documento prezioso e inedito che approfondisce i risvolti artistici e rivela quelli umani di un grande fotografo.

 

Lorenzo Cicconi Massi nasce nel 1966 a Senigallia dove tuttora vive. Nel 1991 discute la tesi di laurea in sociologia “Mario Giacomelli e il gruppo Misa a Senigallia“. Comincia il suo lavoro di ricerca fotografica in bianco e nero. Nel 1999 ottiene il primo premio al concorso Canon. Dal Gennaio del 2000 è uno dei fotografi dell’agenzia Contrasto. La sua ricerca si sviluppa e trae suggestioni per lo più posando lo sguardo sulle realtà umane e paesaggistiche della sua terra. I suoi lavori vengono premiati in numerosi concorsi, pubblicati dalle maggiori testate italiane ed esposti in due personali alla Treffpunkt Galerie di Stoccarda e allo Stadthaus di Ulm. Nel 2007 è premiato nella sezione “sports features singles” al World Press Photo, con un lavoro sui giovani calciatori cinesi. Nella primavera del 2007 riceve il premio G.R.I.N.
Espone a palazzo del Duca di Senigallia la mostra “Viaggio intorno a casa”, con catalogo edito da Contrasto. La stessa mostra viene esposta nell’ottobre 2007 al centro Forma di Milano.
E’ fra gli autori di ALTAGAMMA “italian contemporary excellence”. Nel 2014 è scelto da Elisa come suo fotografo per il tour “L’Anima vola”.
Come regista esordisce con il lungometraggio “Prova a volare” che ha fra gli interpreti Riccardo Scamarcio, Ennio Fantastichini ed Antonio Catania.

 

Durata del documentario: 42’.
Per partecipare è consigliabile la prenotazione scrivendo a: info@collettivowsp.org

 

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3€.

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Una foto, una storia: incontri per conoscere le immagini di Cartier-Bresson

In questo periodo Roma offre diverse mostre fotografiche interessanti, e sicuramente quella dedicata a Cartier-Bresson spicca in primo piano.

Certamente visitare una mostra fotografica è sempre un momento formativo, informativo ed emozionale importante. Sia per chi già conosce l’autore delle opere, sia per i neofiti curiosi. Ma, a volte, è facile distrarsi tra le tante immagini, specie in caso di musei affollati, e non si riesce a dedicare la giusta attenzione ad ogni fotografia. Soprattutto, non sempre le brevi didascalie sono in grado di raccontarci tutto ciò che ruota intorno al momento che l’autore ha scelto di immortalare. Non si tratta di conoscerne e riconoscerne le specifiche tecniche (che diaframma avrà utilizzato? che pellicola? che lente… per carità!) ma cercare di entrare nel mood e riuscire a scoprire ogni storia che si nasconde dietro ad una “semplice” fotografia.
Certe immagini sono oramai talmente celebri che la loro storia ne precede il ricordo visivo.
Ma oltre alle foto più blasonate del maestro Bresson, questa mostra dà l’occasione di conoscere più da vicino l’autore, o almeno una buona parte della sua vasta produzione.

Una visita guidata con i curatori e lo staff Contrasto potrà sicuramente raccontare qualcosa di più e permetterci di approfondire e vivere un’esperienza diversa della solita “visita”.

Quattro percorsi storico–iconografici intorno alle immagini di Henri Cartier-Bresson.

Che storia c’è dietro una fotografia? Qual è il contesto in cui è nata? Perché un’immagine ci piace? Quali sono gli aspetti formali che attraggono la nostra attenzione?
A partire da alcune foto emblematiche di Henri Cartier-Bresson, tra i maggiori poeti e formulatori di questo linguaggio, un ciclo di 4 incontri propone di allargare lo sguardo ad altri autori e di approfondire alcuni percorsi che hanno tracciato la storia della fotografia e il suo modo di raccontare il mondo. Nell’analisi, le fotografie verranno considerate come documenti storici, reperti iconografici e oggetti visivi dotati di una loro individualità e importanza. Ogni immagine riesce in questo modo a rivelare la sua forza visiva, la sua vicenda ma anche la complessa rete d’implicazioni storiche, sociali, psicologiche, iconografiche che la sorregge.
Primo appuntamento il prossimo 24 ottobre alle 19.

A questo link potete acquistare i biglietti o richiedere maggiori informazioni.

Nino Migliori: la materia dei sogni. In mostra a Milano

Nino Migliori

Mi piace lasciare la strada vecchia per la nuova

Nino Migliori sorprende chiunque decida di conoscere il senso e la mole del suo lavoro.
Sorprende certo per la sua produzione, per la diversità dei progetti realizzati, per gli scarti continui di linguaggio che ha saputo imprimere alle sue ricerche. Ma la vera sorpresa risiede nell’assoluta coerenza che in tanti anni di lavoro ha saputo mantenere.
Se le sue ricerche si intersecano e dialogano fra loro, il labirinto visivo costruito dal fotografo bolognese appare intricato ma allo stesso tempo lineare, perché tutto il suo lavoro – dalle sperimentazioni, alle immagini figurative, alle installazioni più ardite e nuove – si fonda su un unico, solo linguaggio da esplorare: la fotografia – la materia prima per creare i suoi sogni visivi.

Nino Migliori inizia a scattare alla fine degli anni Quaranta a Bologna: scopre un’Italia fatta di una nuova quotidianità che riprende con poesia e precisione. Sono gli anni del realismo e Migliori crea alcune tra le più celebri e significative immagini di questa stagione.
In questi stessi anni, comincia anche le sue sperimentazioni: nascono i “Muri”, i lavori “off-camera”; interviene sulle lastre e sulle pellicole con graffi e incisioni (cliché-verre), usa la luce di un fiammifero per impressionare i negativi (pirogrammi), disegna sulla carta fotografica con i liquidi di fissaggio e di sviluppo (ossidazioni). Sperimenterà con la polaroid, con materiali vari, giocando anche con l’oro e con il bronzo, e inventerà installazioni sorprendenti e innovative. In un incessante lavoro di esplorazione fotografica.
Fotografare, ha affermato, significa scegliere e trasformare. Nei suoi lavori la materia scelta si trasforma sempre in qualcosa d’altro. In un brandello di memoria per i posteri, in un interrogativo per i contemporanei. In una strada nuova da percorrere. Come le tante che Migliori ha percorso, e continua ancora a percorrere, nella sua ricerca.

La mostra di Forma è la prima grande retrospettiva dedicata a Nino Migliori e in un insieme di immagini celebri e di grandi inediti, presenta le fotografie realizzate negli anni Quaranta e Cinquanta, la serie dei Muri, le sperimentazioni off camera, le celebri polaroid, fino alle installazioni più recenti.

Dal 18 ottobre al 4 novembre la retrospettiva sarà arricchita da una installazione presentata per la prima volta a Forma: Foto scattate e abbandonate.
Nino Migliori ha raccolto le stampe mai ritirate dagli studi fotografici, rullini fatti sviluppare ma dimenticati o forse volutamente rinnegati dai propri autori.
La mostra è a cura di Denis Curti e Alessandra Mauro ed è accompagnata da un catalogo edito da Contrasto.

Nino Migliori è nato a Bologna nel 1926 dove vive e lavora. La sua fotografia, dal 1948, svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea.
Oggi Migliori è considerato un vero architetto della visione. Ogni sua produzione è frutto di un progetto preciso sul potere della visione, tema, questo, che ha caratterizzato tutta la sua produzione.
Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private, fra le quali Mambo – Bologna, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea – Torino, CSAC – Parma, Museo d’Arte Contemporanea Pecci – Prato, Galleria d’Arte Moderna – Roma, Calcografia Nazionale – Roma, MNAC Barcellona, Museum of Modern Art – New York; Museum of Fine Arts – Houston; Bibliothèque Nationale – Parigi, Museum of Fine Arts – Boston; Musée Reattu – Arles, SFMOMA – San Francisco.

La mostra

dal 19 ottobre al 6 gennaio 2013
Orario
tutti i giorni dalle 10 alle 20
Giovedì e Venerdì dalle 10 alle 22
lunedì chiuso
Costo biglietto
Intero: 7,50 euro
Ridotto: 6 euro

Forma
Piazza Tito Lucrezio Caro 1 ,
20136 Milano

Cambodian Room – situation with Antoine d’Agata: Presentazione 19 ottobre ore 18:30

venerdì 19 ottobre, ore 18.30
Officine Fotografiche

cambodian roomProiezione e presentazione ufficiale del DVD pubblicato da Contrasto

intervengono i registi Tommaso Lusena de Sarmiento e Giuseppe Schillaci, la fotografa Lina Pallotta, Alessandra Mauro, direttore editoriale Contrasto

Antoine D’Agata, fotografo dell’Agenzia Magnum, è a Phom Penh (Cambogia). Droghe, sesso e derive notturne sono elementi imprescindibili del suo lavoro autobiografico, ma in Cambogia il suo percorso artistico sembra essere giunto al punto più estremo.
Dopo essersi dedicato a fotografare paesaggi desolati e realtà marginali in tutto il mondo, Antoine D’Agata focalizza la sua ricerca sul corpo e la carne, nello spazio ristretto di una camera.
In Cambogia Antoine passa alcune settimane dentro la camera di Lee.
D’Agata vive una sorta di «love story» paradossale e disperata con Lee, una prostituta vietnamita, fumando ice nel tentativo di fotografare la sua relazione intima con la donna.

THE CAMBODIAN ROOM svela la parte nascosta della vita-arte di Antoine; la sua scelta di vivere il sesso e la droga come cura e come perdizione.
Un percorso apocalittico e sublime, simile a quello di altri artisti eretici della cultura contemporanea come Kerouac, Artaud, Bacon e Pasolini. (http://www.cambodianroom.net/)

L’Aquila prima e dopo. Inaugurazione mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin @ Museo di Roma in Trastevere

ll rapporto tra Gianni Berengo Gardin e L’Aquila risale a 16 anni fa, quando il fotografo aveva immortalato il calore della gente e la straordinaria architettura della città. Dopo anni di lavoro sul posto, il fotografo è tornato per testimoniare con le proprie fotografie lo stato in cui è ridotta, dopo il terremoto, una città bloccata e ferita, con un centro storico trafitto da impalcature, nascosto da teli e travi, strade una volta brulicanti di suoni e di vita, ora deserte.

Oltre alla documentazione delle condizioni in cui L’Aquila versa dopo il sisma, con le sue immagini Berengo Gardin compie un raffronto diretto, duro e inevitabile, tra il prima e il dopo. Un atto doloroso, ma dovuto, nei confronti di chi quotidianamente vive esiliato dalla propria vita, in un tessuto urbano che non lo rappresenta più.

Con il suo speciale e classico stile, in linea con la grande tradizione della fotografia impegnata, Berengo Gardin traccia un ritratto sentito, vibrante e come sempre attento, alla realtà sociale di una città ferita che è diventata il simbolo del nostro paese.

Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930. Nel 1963 vince il World  Press Photo. Dopo essersi trasferito a Milano si dedica principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 inizia la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 vince il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 200) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali).

La mostra è proposta nell’ambito del festival FotoLeggendo, organizzato e prodotto da Officine Fotografiche, con la direzione artistica di Tiziana Faraoni. FotoLeggendo è promossa dalla Provincia di Roma e dal Municipio Roma XI, Assessorato alle Politiche Culturali e della Memoria.

Gianni berengo gardin - l'aquila

Gianni berengo gardin – l’aquila

Curatore/i

Alessandra Mauro e Suleima Autore

Bookshop: Magnum – La Scelta della Foto

La Scelta della foto - Magnum

La Scelta della foto – Magnum

Un volume di riferimento che svela e ripercorre, attraverso il lavoro dei fotografi di Magnum, la storia di un metodo di lavoro fondamentale: l’utilizzo del foglio di provini a contatto come prova e strumento per la selezione della foto migliore.

I più importanti, e preziosi, “provini a contatto” dei grandi autori Magnum e le corrispondenti foto scelte. La selezione di 139 fogli di contatti, commentati dai 69 diversi autori, raccontano storie, dettagli, ripercorrono vicende cruciali, testimoniano il successo di una particolare immagine, la sua prima pubblicazione, i drammi e le vicende umane che nascondono. Da Henri Cartier-Bresson a Robert Capa, da Elliott Erwitt a René Burri fino ai più giovani: con le loro immagini, i fotografi Magnum raccontano sessanta anni di storia, dallo sbarco in Normandia al ’68 parigino, alla guerra in Cecenia, ai ritratto di Che Guevara, Malcom X e delle grandi dive di Hollywood, fino alle classiche immagini ormai impresse nella nostra memoria.
Un’eccezionale collezione, oltre 400 immagini che mettono a nudo il processo creativo e di selezione utilizzato da molti fra i grandi della fotografia.

“Un foglio di provini e un po’ come il taccuino di uno psicoanalista. Quasi come un sismografo che registra il momento. Tutto rimane scritto – tutto ciò che ci ha sorpreso, quel che abbiamo catturato in volo, quel che ci siamo persi, quel che è scomparso o un evento che si sviluppa fino a diventare un’immagine che è puro giubilo… Estrarre una buona fotografia da un foglio di provini è come scendere in cantina e prendere una buona bottiglia da condividere.”
Henri Cartier-Bresson.

28 x 34,2 cm
508 pagine
435 b/n e a colori
cartonato + sovraccoperta
Edizioni Contrasto

Soglia il libro online

Segnaliamo inoltre la recensione a cura di Marco Belpoliti sul sito dell’Associazione Doppio Zero.

E’ inoltre possibile acquistare il libro sul sito online della Feltrinelli approfittando di uno sconto del 15%!

La Scelta della foto - Magnum

La Scelta della foto – Magnum

Per non dimenticare: Una mostra fotografica a cura di Contrasto dedicata alla memoria di Falcone e Borsellino

(c) Letizia Battaglia

(c) Letizia Battaglia

Sono passati vent’anni dalla mattina del 23 maggio 1992, in cui nei pressi dello svincolo autostradale di Capaci persero la vita Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. L’emblema degli attentati mafiosi che, insieme a quello di via D’Amelio, dove perse la vita Paolo Borsellino e cinque suoi agenti (il 19 luglio dello stesso anno) è l’argomento che apre a Palazzo Incontro di Roma una serie di programmi e riflessioni che andranno avanti da oggi, conferenza stampa stamattina alle 12.30, fino al prossimo 19 luglio. Insieme al programma “Il tempo della lotta alla mafia. “Lezioni Civili” in ricordo di Falcone e Borsellino”, la serie di incontri che la l’Amministrazione Provinciale di Roma promuove per l’occasione, sarà presentata in anteprima anche la mostra, realizzata per “Contrasto”, “Il Silenzio è mafia. Falcone e Borsellino vent’anni dopo” a cura di Alessandra Mauro e Franca De Bartolomeis, che resterà allestita nelle sale di Palazzo Incontro fino al prossimo 9 settembre.
Stasera invece, alle 18,30, ora ufficiale dell’opening, saranno letti, da Monica Guerritore, alcuni brani dal “Diario di Rita Atria” la siciliana ribelle, come era stata dipinta in un film dedicatole, ragazza nata da una famiglia mafiosa in provincia di Palermo che dopo l’assassinio del padre e del fratello divenne collaboratrice di giustizia. La madre la ripudiò, e nel 1992 la ragazza si uccise a Roma, dove viveva segretamente. Una settimana esatta dopo l’attentato a Borsellino.

Fonte: exibart

Per maggiori informazioni visita il sito Palazzo Incontro/Provincia di Roma

World Press Photo 2012 @ Museo di Roma in Trastevere. Inaugurazione venerdì 27 aprile

Venerdì 27 aprile 2012 alle ore 18.00, inaugura a Roma presso il Museo di Roma in
Trastevere, la mostra World Press Photo 2012 che rimarrà aperta al pubblico dal 28 aprile
al 20 maggio.

WPP

Samuel Aranda

La mostra è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico –
Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, in collaborazione con Contrasto e la
World Press Photo Foundation di Amsterdam. Supporto organizzativo e servizi museali
sono di Zètema Progetto Cultura.
Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del
Fotogiornalismo. Ogni anno, da 55 anni, una giuria indipendente, formata da esperti
internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti
da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti,
agenzie, quotidiani e riviste. Tutta la produzione internazionale viene esaminata e le foto
premiate che costituiscono la mostra sono pubblicate nel libro che l’accompagna. Si tratta
quindi di un’occasione per vedere le immagini più belle e rappresentative che, per un anno
intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui
giornali di tutto il mondo.
Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo 2012
sono state 101.254, inviate da 5.247 fotografi professionisti di 124 diverse nazionalità.
Anche quest’anno la giura ha diviso i lavori in 9 diverse categorie: Vita Quotidiana,
Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e
spettacolo, Ritratti, Sport.

Sono stati premiati 57 fotografi di 24 diverse nazionalità: Afghanistan, Argentina,
Australia, Bosnia ed Herzegovina, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, India, Iran,
Irlanda, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Russia, Sud Africa, Spagna,
Svezia, Regno Unito e USA.

La Foto dell’anno 2011 è dello spagnolo Samuel Aranda. L’immagine mostra una donna
che tiene tra le sue braccia un parente ferito. È stata scattata in una moschea di Sanaa, capitale
yemenita, allestita come ospedale da campo dai dimostratori contro il regime del Presidente
Ali Abdullah Saleh, durante gli scontri del 15 ottobre 2011. Samuel Aranda ha lavorato nello
Yemen per The New York Times. È rappresentato da Corbis Images.
Il commento del presidente della giuria Aidan Sullivan alla foto vincitrice:
“La foto ritrae un momento straziante e pieno di compassione, le conseguenze umane di un
evento enorme, ancora in corso. È probabile che noi non sapremo mai chi sia questa donna
che accudisce un parente ferito, ma insieme diventano l’immagine vivente del coraggio delle
persone comuni che hanno aiutato a scrivere un capitolo importante nella storia del Medio
Oriente.”

Quest’anno sono sette i fotografi italiani premiati:
Alex Majoli (Notizie generali, Foto single), Paolo Pellegrin (Notizie generali, Storie), Eduardo
Castaldo (Spot News, Storie), Simona Ghizzoni (Storie d’attualità, Foto singole), Pietro Paolini
(Vita quotidiana, Storie), Emiliano Larizza (Arte e spettacolo, Storie) e Francesco Zizola
(Natura, Foto Singole).

Contrasto si è aggiudicata due premi con Emiliano Larizza e Simona Ghizzoni. Il primo ha
vinto il secondo premio nella categoria Arte e spettacolo, Storie con Saut d’eau Pilgrimage (il
pellegrinaggio di Sant d’Eau) ad Haiti. Simona Ghizzoni ha ottenuto il terzo premio nella
categoria Storie di attualità, Foto singole con una foto scattata nella Striscia di Gaza.
La mostra World Press Photo non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un
documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo
carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano
la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere
differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di
comunicazione.
La World Press Photo Foundation, nata nel 1955, è un’istituzione internazionale indipendente
per il fotogiornalismo senza fini di lucro. Il World Press Photo gode del sostegno della Lotteria
olandese dei Codici postali ed è sponsorizzato in tutto il mondo da Canon e TNT.
Catalogo Contrasto.

Scheda Info
Mostra World press Photo 2012
Preview stampa Venerdì 27 aprile ore 18
Quando 28 aprile – 20 maggio 2012, chiuso il lunedì
Dove Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1B
Orari Martedì-domenica 10.00-20.00
La Biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti € 6,50 intero, € 5,50 ridotto; gratuito per le categorie
previste dalla tariffazione vigente
Enti proponenti Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico –
Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, in
collaborazione con Contrasto e World Press Photo
Foundation di Amsterdam

Sul sito del museo è possibile scaricare e stampare l’invito stampa per oggi.

Massimo Berruti: Lashkars – Mostra fotografica a Milano

Giovedì 26 aprile 2012 alle 18.30 inaugura, presso Fondazione Forma per la Fotografia, la mostra Lashkars. Fotografie di Massimo Berruti.

Mostra fotografica di Massimo Berruti

Mostra fotografica di Massimo Berruti

Massimo Berruti ha raccontato in uno straordinario reportage il Pashtunistan, cruciale regione cerniera tra Pakistan e Afghanistan.
Si è immerso nella valle di Swat per seguire la vita quotidiana dei Lashkar, un corpo di milizia civile che combatte in prima linea contro la minaccia talebana per difendere gli abitanti della zona con il sostegno dell’esercito pakistano.
I Lashkar contribuiscono a portare la pace e la sicurezza nella regione contro gli attentati e il rischio d’infiltrazione dei ribelli. Berrutti è riuscito a penetrare all’interno di questa comunità di combattenti conquistandone la fiducia e seguendola nel quotidiano.
Il conflitto non è mai visibile esplicitamente negli scatti di Berruti, la sua presenza però è percepibile ovunque: abitazioni ridotte a ruderi, costruzioni abbandonate, interni poverissimi e soprattutto tante armi che accompagnano i Lashkars costantemente, non solo durante i momenti di ricognizione ma anche nel privato delle loro famiglie.

Condividendo la vita quotidiana con i Laskhars, Massimo Berruti ci comunica una potente percezione di attesa. Attesa del fotografo, certo, ma anche attesa dei militari il cui tempo è ritmato dai pattugliamenti notturni. Attesa che qualcosa accada.
Questa capacità di riannodare, attraverso il tempo lungo, i fili di una storia che supera l’immediatezza degli scontri o dei combattimenti, aggiunge un valore in più a queste immagini di grande forza documentale. Un valore tanto importante in quanto oggi, prendere del tempo per poter andare fino in fondo alle cose sembra essere, purtroppo, una forma di lusso. A detrimento del senso.
Christian Caujolle
La mostra ospitata a Forma raccoglie gli scatti più significativi di questo lavoro che si è aggiudicato il Premio Carmignac Gestion per il Fotogiornalismo 2010

La mostra è a cura di Renata Ferri

MASSIMO BERRUTI
Nato a Roma nel 1979, è fotografo dal 2004 e membro dell’agenzia francese VU’ dal 2007. Per il suo lavoro sul Pakistan ha a lungo soggiornato a Islamabad scegliendo di vivere a fianco di una popolazione ostaggio di una violenza estrema, di matrice politica, religiosa ed etnica. Il suo reportage “Bagno di sangue a Karachi (omicidi programmati)” si è aggiudicato nel 2011 il secondo premio del World Press Photo e il terzo premio del Picture Of the Year International. Nel 2009 gli è stato conferito il Premio del Giovane Reporter del Festival Visa per l’immagine.

PREMIO CARMIGNAC GESTION DI FOTOGIORNALISMO
Con questo premio Carmignac Gestion desidera sostenere ogni anno i fotogiornalisti che, attraverso la loro opera, sono in prima linea sui luoghi dell’evento e difendono i valori di coraggio, indipendenza, trasparenza e condivisione a noi cari.
Nel 2009 la Fondazione Carmignac Gestion ha creato il Premio Carmignac Gestion di fotogiornalismo, destinato a finanziare un progetto di reportage su un tema specifico di attualità. Dotato di una borsa di 50.000 euro, il premio si prefigge di promuovere il lavoro svolto in profondità sul campo da un fotogiornalista.
Oltre al premio finanziario, la Fondazione Carmignac Gestion accompagna il vincitore nella diffusione del suo reportage con l’organizzazione di una mostra e la pubblicazione di un’opera monografica.
La Fondazione si impegna altresì ad acquistare quattro fotografie facenti parte del lavoro premiato. Una giuria composta da esperti dell’immagine e di questioni geopolitiche seleziona ogni anno un progetto. La scelta di come trattare il tema annuale spetta ai fotogiornalisti, i quali sono liberi di scegliere un’angolatura politica, economica, sociale o culturale.
L’approccio adottato deve inserirsi chiaramente in una tradizione umanista volta a interrogare il reale con sensibilità, rifiutare di cadere nella caricatura e nella tirannia dell’istantaneità, studiare il contesto e comprendere la situazione per presentare la realtà nella sua complessità.
Decidendo di sostenere una professione che risente di una grave crisi di finanziamenti, Carmignac Gestion ha voluto fornire a questi testimoni del mondo contemporaneo i mezzi necessari per andare là dove gli altri non vanno. In armonia con i valori che animano i suoi collaboratori, Carmignac Gestion vuole difendere uno sguardo personale e impegnato, per definizione minoritario e, per questo stesso motivo, indispensabile.
http://www.fondation-carmignac-gestion.com/

 

Questa sera: Cineforum “Fotografia Italiana: Mimmo Jodice” @ WSP Photography ore 21.30

Cineforum fotografico @ WSP

“Fotografia Italiana: Mimmo Jodice”
(Produzione Giart – Edizioni Contrasto)

Martedì 27 marzo ore 21:30
WSP Photography
Via Costanzo Cloro 56/58 Roma (Metro B San Paolo)

Mimmo Jodice è uno dei grandi autori della fotografia italiana. Il suo lavoro gioca sul dualismo tra realtà e immaginazione, è una lunga ricerca sulla memoria, un modo per esorcizzare i dubbi e le inquietudini del vivere. In questo film, Jodice racconta se stesso e il proprio lavoro, cercando nei luoghi più suggestivi della sua Napoli le origini della civiltà mediterranea. Il tempo non esiste più, i resti archeologici, gli antichi volti scolpiti nella pietra e il mare sono i soggetti che ispirano le sue immagini.
FOTOGRAFIA ITALIANA è una serie di cinque film documentari dedicati ai fotografi italiani tra i più noti a livello internazionale: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana, Mimmo Jodice e Ferdinando Scianna, autori molto differenti tra loro per stile e poetica, in grado pertanto di rendere la complessità e la qualità dell`espressione italiana nel campo fotografico. Il progetto permette di approfondire la conoscenza di questi straordinari artisti e nel tempo stesso della fotografia, uno dei linguaggi centrali della contemporaneità.
Ogni film ha una durata di circa 50 minuti ed è caratterizzato da uno stile e un’atmosfera in accordo con la personalità del protagonista, che racconta di sé e del proprio lavoro senza mediazioni tra lui e lo spettatore. Si alternano riprese in interno, realizzate nello studio del fotografo e in camera oscura, e in esterno nei luoghi più significativi per la sua storia. Il racconto è accompagnato dalla visione di fotografie celebri oppure meno note.

L’ingresso agli incontri è gratuito e riservato ai soci. Costo della tessera annuale ENAL 3 euro. È possibile associarsi direttamente il giorno dell’evento.

(c) Mimmo Jodice