Fotoleggendo 2015: inaugurazione mostra fotografica sola(mente) @WSP Photography

fotoleggendo 2015 Nell’ambito di Fotoleggendo 2015, WSP Photography inaugura il 12 giugno alle ore 19.00 la mostra “sola(mente)” di Lucia Cattaneo, Ernesto D’Amico e Matteo Di Giacomo. Saranno presenti gli autori.

solamente

La schizofrenia è una malattia psichiatrica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell’affettività, con una gravità tale da limitare le normali attività della persona. Psicologi e psichiatri attribuiscono la causa a un mix di fattori genetici, biologici e psicologici. Per i soggetti con schizofrenia, le attività di tutti i giorni, come articolare i pensieri, controllare le emozioni, prendere decisioni e interagire con gli altri diventano difficili. L’ingresso in una Comunità Terapeutica riabilitativa genera una aspettativa che, supportata dalla esperienza di vita in comune, attraverso un continuo relazionarsi con altri ospiti o operatori, gli permetta di sentirsi nuovamente “padrone di se stesso”. La strada che porta alla guarigione è lunga e si identifica con la capacità di svolgere nuovamente un lavoro, tornare a far parte di un sistema familiare e sociale. In alcuni casi si può non guarire del tutto ma ciò non può compromettere la speranza del malato di riguadagnarsi una vita degna di essere vissuta. La schizofrenia è una malattia, riscontrata in ogni epoca e cultura e colpisce più frequentemente soggetti nella tarda adolescenza e nella prima fase dell’età adulta (nel 75% dei casi l’esordio avviene tra i 15 e i 35 anni), ha una incidenza che varia tra lo 0,6% e lo 0,8% della popolazione mondiale, in Italia sono circa 500.000 i malati o soggetti a rischio e ogni anno la malattia colpisce da 1,3 a 2,6 italiani su mille.

Lucia Cattaneo, Ernesto D’Amico e Matteo Di Giacomo sono tre fotografi che si interessano in particolar modo di fotografia di reportage in ambito sociale. Si sono avvicinati al mondo della fotografia da diversi anni frequentando vari corsi e workshop fotografici, molti dei quali con Fausto Podavini. Nel 2013, frequentano il Laboratorio Reportage presso l’associazione culturale WSP Photography e iniziano il progetto Sola(Mente) dove affrontano il delicato tema della malattia mentale seguendo gli ospiti della Comunità Terapeutica Riabilitiva “Il Ponte e l’Albero”.  Per ulteriori info: Fotoleggendo 2015. Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2015. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2015: 3 euro.

WSP card 2015: diventa nostro socio sostenitore!

WSP Card 2015

WSP Card 2015

Buon anno nuovo a tutti e ben trovati per cominciare insieme questo 2015 sempre all’insegna della buona fotografia.

Sono arrivate le nuove WSP Card, la tessera socio sostenitore, che può affiancare, per chi vorrà, la tessera ENAL, obbligatoria per frequentare il locale e accedere alle nostre attività.

Scopo della WSP Card è offrire vantaggi e servizi a quanti sceglieranno di sostenere le attività della nostra associazione con un piccolo contributo di 10 euro l’anno.
In primis la WSP Card permette ai soci di avere sconti sulle principali attività del WSP (seminari, workshop), sconti presso il bookshop e il nostro bar-caffetteria nonché partecipare ad eventi dedicati nel corso dell’anno (uscite fotografiche, serate di editing).

Inoltre cerchiamo ogni anno di stabilire convenizioni con alcune attvità affini al nostro mondo, per permettere ai soci di usufruire di sconti e condizioni speciali.

Ecco la lista delle convenzioni attive:

Elenco convenzioni attive: 

  • Sconto del 10% presso il Bookshop WSP Photography
  • Riduzioni sulle consumazioni @ WSP Photography
  • Ingresso ridotto biglietteria Teatro Ambra nel quartiere Garbatella.
  • Ingresso ridotto biglietteria Nuovo Cinema Aquila nel quartiere Pigneto
  •  Sconto del 10% presso s.t. Foto Libreria Galleria e bar a Borgo Pio
  • Sconti presso L’Ambretta – ristorante enoteca birreria libreria – adiacente teatro Ambra alla Garbatella.
  • Sconti presso Ottica Universitaria – Vendita attrezzatura fotografica (Viale Ippocrate 109-111 00161 Roma).
  • Sconti presso ditta Francesco Fiammeri: realizzazione passepartout su misura. Via Crescenzo Del Monte, 12  tel. 065831002
  • Sconti sul listino stampe b/n manuali e digitali fine art del laboratorio fotografico Fotosciamanna
  • Sconto del 7% sugli acquisti presso il negozio di prodotti per fotografia analogica Ars-Imago International
  • Sconto presso Officine K su sviluppo negativo b/n, sviluppo negativo colore, stampa da file, montaggi su pannelli nel quartiere Centocelle
  • Sconto del 15% sui libri di Round Robin editrice, presso il bookshop di WSP Photography o sul sito della casa editrice, contattando l’editore per ricevere il codice sconto
  • Sconti su pulizia del sensore e riparazioni attrezzatura fotografica presso Appia Foto di Stefano Leoni in Via Baccarini Alfredo, 50 tel: 06 7804572

Per richiedere la tua WSP Card mandaci una mail a: info@collettivowsp.org oppure passa a trovarci in sede. Saremo lieti di farti scegliere il tuo numero di tessera fortunato per un nuovo anno alla grande!

Inaugurazione mostra fotografica “SOLO”

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“SOLO”
Mostra fotografica di Margherita Giordano e Cristiana Pace

Inaugurazione mostra e incontro con le autrici
25 ottobre ore 19:30

Mostra fotografica SOLO

Sabato 25 ottobre alle ore 19:30 inaugurerà “SOLO”, la mostra fotografica frutto del lavoro realizzato da Margherita Giordano e Cristiana Pace durante l’edizione 2013-2014 del laboratorio avanzato di reportage con Fausto Podavini. L’inaugurazione sarà affiancata da un incontro con le autrici che ci parleranno del progetto e presenteranno anche il multimediale realizzato. I cinesi residenti a Roma sono circa 14.000, dispersi su tutto il territorio, con una forte concentrazione nello storico rione dell’Esquilino. I cinesi di Roma suonano una musica per piano solo – sono una comunità che non esiste, soli nel loro quotidiano, distanti tra loro nelle interazioni e poco integrati con il tessuto sociale romano preesistente. Tuttavia, malgrado i cinesi presenti a Roma abbiano mantenuto un’impermeabilità con quanto li circonda e presentino pochi spazi di condivisione comunitari, sono autosufficienti grazie alle tante realtà parallele che coesistono nella città. Le energie dedicate all’attività lavorativa, spesso messe al primo posto nella quotidianità, rappresentano nella maggior parte dei casi la caratteristica distintiva di una prima generazione affermatasi grazie a tale dedizione.

Il lavoro delle fotografe vuole quindi calarsi in diverse situazioni vissute dalla popolazione cinese residente a Roma, che per quanto tenda a trasmettere una spiccata solitudine, lascia intravedere la speranza nel cambiamento.
La musica di sottofondo è infatti la fiducia in un’integrazione possibile, che già sta muovendo i primi passi e viene dai giovani nati in Italia, una generazione cinese nei lineamenti e nelle radici, ma integrata con la realtà italiana nella vita di tutti i giorni. In questa generazione è riposta la sfida alla costruzione di una relazione positiva e arricchente con il territorio sul quale è inserita, e con le persone che lo abitano.

Margherita Giordano e Cristiana Pace, residenti a Roma, dopo l’esperienza del laboratorio fotografico presso WSP Photography sono attualmente impegnate in un progetto fotografico sulla popolazione cinese presente a Roma, enfatizzandone il contrasto tra la vecchia e la nuova generazione.

La mostra sarà aperta fino al 7 novembre 2014 dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00.

 

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2014. È possibile tesserarsi il giorno dell’evento. Costo della Tessera ENAL annuale 2014 3€.

 

Migliorare le foto imparando ad usare Photoshop

Mare, montagna, città, amici? Con quante foto siete tornati dalle vostre splendide vacanze? Come renderle perfette per la stampa, correggere piccole imperfezioni oppure esaltarne i colori, la drammaticità o perché no, giocarci un po’ con effetti “speciali”?

corso di photoshop roma

(c) Daniele Zedda

Oramai il web è pieno di tutorial fai da te per imparare ad usare programmi di postproduzione come Photoshop e Lightroom. Ma nel mare magnum di internet spesso non  è facile trovare quelle istruzioni che stai cercando, soprattutto la guida di una persona professionale, attenta e pronta a darti i consigli giusti è certamente meglio di qualsiasi pagina scritta.
Le foto, per fortuna, non sono tutte uguali tra loro. Ciascuna ha la sua luce, il suo mood e ciascuno di noi ha una propria visione e idea di come renderla ancora più significativa. Il rapporto costante con il docente, quindi, aiuta per potervi esercitare direttamente sulle vostre foto e imparare dagli esempi, con calma e con un’assistenza costante.

Dal 9 ottobre ricomincia presso la sede del WSP di Roma, il corso di Photoshop tenuto da Daniele Zedda, fotografo e videoartista, che partendo dalle basi vi guiderà in un percorso formativo strutturato sulle vostre esigenze e vi permetterà di arrivare ad avanzati livelli di conoscenza dei principali strumenti di postproduzione fotografica.

corso di photoshop Roma

(c) Daniele Zedda

Il corso quest’anno è stato ampliato di lezioni per poter approfondire meglio i tanti argomenti trattati e si terrà ogni giovedì dalle 19 alle 21 e ha un costo di 270 euro rateizzabili.
Per iscriversi o richiedere informazioni basta inviare una mail a info@collettivowsp.org

Inoltre ti aspettiamo il 19 settembre dalle 19 nella nostra sede in via costanzo cloro 58, Roma, per conoscere tutti gli altri corsi e i docenti dell’associazione.

Appuntamenti fotografici del week-end WSP

Un ricco week-end quello che si preannuncia al WSP, con una serie di eventi diversi sempre con un comune denominatore: la fotografia. E in particolare, la fotografia in bianco e nero, tra il fascino nostalgico della pellicola e i moderni processi di postproduzione digitale che, sempre più fedelmente, cercano di riprodurne la magia.

unnamedSabato 22 dalle ore 15
THE DARKROOM PROJECT: LETTURA PORTFOLIO STAMPA DA NEGATIVO
Nell’ambito di The Darkroom Project, il progetto dedicato alla stampa da negativo in camera oscura, il 22 marzo dalle ore 15.00 si terrà negli spazi di WSP Photography una giornata dedicata alla lettura portfolio di stampe ai sali d’argento, insieme allo stampatore professionista Luciano Corvaglia e al critico fotografico Roberto Cavallini. La lettura portfolio è rivolta agli amanti della fotografia in camera oscura ed è un’occasione per proporre il proprio lavoro e partecipare alla quarta edizione di The Darkroom Project in agosto nell’ex convento di Muro Leccese, al contest di stampa in camera oscura all’interno del circuito Voies off dei Rencontres d’Arles a luglio e al contest dell’edizione di The Darkroom Project Stoccarda al Museo della Fotografia a ottobre.
La partecipazione è gratuita. Per tutte le info sulle modalità di partecipazione, cliccate qui.

vintagerockSabato 22 ore 22
“Vintage Rock” by Emme + Mostra fotografica “Trama Amazônica” di Alberico Mattei
Dalle 22 torna la musica al WSP. Una serata Vintage Rock per fare due chiacchiere e bere qualcosa insieme, con sottofondo musicale by EMME.
ALTERNATIVE ROCK SELECTION: INDIE – NEW WAVE – ALTERNATIVE – ELECTRO

In esposizione inoltre la mostra “Trama Amazônica” di Alberico Mattei. Stampe da negativo ai sali d’argento per rivivere l’atmosfera di un viaggio, che ha visto l’autore attraversare la porzione nord-occidentale del continente amazzonico, toccando Brasile, Perù e Colombia.

9517173513_256d18a640_hDomenica 23 dalle 10 alle 17
“La Postproduzione per il bianco e nero”
Il workshop con Daniele Zedda è dedicato alla postproduzione e alla conversione delle fotografie in bianco e nero attraverso l’uso di Photoshop, partendo dalla conversione del file fino a illustrare le migliori tecniche e i principali strumenti per impostare corretto workflow di lavorazione. Per il programma completo cliccate qui.

Container 158 di Stefano Liberti ed Enrico Parenti: ultimo appuntamento del ciclo “Gli occhi sulla città” 7 febbraio @WSP

Terzo e ultimo appuntamento del ciclo di documentari “Gli occhi sulla città”, storie ai margini della città di Roma, organizzato dall’associazione Marmorata 169 e WSP Photography.

Container 158 di Stefano Liberti ed Enrico Parenti. 63′

Giuseppe si alza ogni mattina e va in giro col furgone a cercare il ferro. Remi è un meccanico senza officina: aspetta che qualcuno gli porti una macchina da aggiustare. Miriana aspetta invece che nascano le sue due gemelle. Brenda vorrebbe un lavoro ma è senza documenti: è nata in Italia, ma non ha la nazionalità. Né ha quella del suo paese di origine, il Montenegro, che l’ha “scancellata”, come dice lei. Sasha, Diego, Marta, Cruis vanno a scuola ogni mattina ma non arrivano mai in tempo: il campo dove vivono è a chilometri di distanza, il pulmino rimane spesso imbottigliato nel traffico. Attraverso le loro storie, “Container 158” racconta la vita quotidiana al “villaggio attrezzato” di via di Salone, un campo in cui l’amministrazione di Roma ha raggruppato più di 1000 cittadini di etnia rom. Fuori dal raccordo anulare, lontano da tutto e da tutti. Produzione ZaLab.

In occasione dell’ultima proiezione sarà anche allestita la mostra fotografica “Casa dolce casa” a cura del Video Lab Partecipativo Hajde Chejalen – Ragazze che raccontano.

Inoltre per l’ultimo appuntamento abbiamo anche organizzato un aperitivo. Per cui potrete bere, mangiare, gustare la mostra e godervi la proiezione. What Else?

Per tutte le informazioni sulla serata cliccate qui.

Ricordatevi che è consigliata la prenotazione inviando una mail a: info@collettivowsp.org

Per partecipare all’incontro occorre essere tesserati ENAL. E’ possibile fare la tessera 2014 il giorno stesso dell’evento al costo di 3 euro.

Se poi volete approfittarne per entrare nel mondo dei vantaggi e delle attività di WSP Photography, aggiungendo 7 euro potrete avere la WSP Card.  Qui trovate tutte le informazioni sulle convenzioni.

Presentazione libro Mirella: 19 novembre ore 19:30 @WSP

Associazione Culturale WSP Photography

presenta

MiRelLa – Fotografie di Fausto Podavini
Presentazione libro e Incontro con l’autore e Sandro Iovine.
Martedì 19 novembre ore 19:30 Via Costanzo Cloro 58, Roma

Mirella - Fausto Podavini

Mirella – Fausto Podavini

MiRelLa è un lavoro fotografico che ha ricevuto numerosi consensi in ambito nazionale e internazionale, culminati nell’assegnazione del primo premio sezione Daily Life del World Press Photo 2013, uno dei maggiori riconoscimenti a livello mondiale nell’ambito del fotogiornalismo. Il progetto, iniziato nel 2007, si è protratto per oltre quattro anni, durante i quali Fausto Podavini ha seguito la vita quotidiana di Mirella, una donna impegnata ad accudire il marito Luigi colpito dal morbo di Alzheimer.

Un lavoro, tuttavia, che non si limita a raccontare la malattia, accompagnandoci in un percorso di amore e dedizione lungo il quale si alternano speranza e rassegnazione, vita e morte, ricordi e dolore.
Insieme all’autore e al giornalista e critico Sandro Iovine, parleremo del progetto e del libro e con l’occasione verrà proiettato un multimediale a cura di Fausto Podavini.

Nato a Roma, Fausto Podavini di base vive e lavora nella sua città natale. Consegue il Master di Reportage presso l’accademia fotografica John Kaverdash di Milano. Dopo un inizio da fotografo di studio, si dedica esclusivamente al reportage, intraprendendo un percorso da freelance che lo vede collaborare con varie Onlus per la realizzazione di diversi reportage in Italia, Perù, Kenya ed Etiopia. Nel 2009 inizia una collaborazione con il Collettivo Fotografico WSP, e ne entra a far parte definitivamente nel 2010, dove, oltre alla figura di fotografo, svolge l’attività di docente di fotografia di reportage. Oltre a vari reportage in Africa e Sud America, ha realizzato importanti lavori su territorio italiano come un reportage sullo sport per disabili, un lavoro all’interno di un carcere minorile e un lavoro sull’Alzheimer. Tra i vari riconoscimenti conseguiti negli anni, oltre al World Press Photo 2013, ha vinto il Sony Awards 2013, il PX3 2013, il Winephoto 2012, il PDN nella sezione Photojournalis/Sports/Documentary nel 2012, il World.Report Award 2011fotografo dell’anno FIOF sempre nel 2011, il Photoaid nel 2010 e il National Geographyc nel 2009 a cui sono seguite numerose menzioni d’onore e finalista in concorsi dalla fama mondiale (Leica, KLM, Marie Claire). Ha inoltre pubblicato su numerose riviste e le sue opere sono state esposte in varie città come Roma, Milano, Buenos Aires, New York, Parigi, Londra e Kuala Lumpur.

Conversazioni di fotografia con Lorenzo Castore 8 novembre ore 19 @ WSP

Associazione Culturale WSP Photography
presenta

Appunti di un fotografo

Conversazioni di fotografia con Lorenzo Castore

Venerdì 8 novembre ore 19:00 Via Costanzo Cloro 58, Roma

Conversazioni di fotografia con Lorenzo Castore

Conversazioni di fotografia con Lorenzo Castore

Lorenzo Castore è nato a Firenze e si trasferisce da bambino a Roma. Dopo il liceo parte per New York dove matura la sua vocazione di fotografo di strada. Da allora ha continuato a viaggiare e a fotografare in giro per il mondo, presentando il suo lavoro in numerose mostre e su diverse riviste sia in Italia che all’estero.
Ha pubblicato due libri: Nero (ed. Motta, 2004), una ricerca sui minatori del Sulcis e Paradiso (ed. Peliti, 2006), un lavoro a colori nato da un lungo soggiorno a L’Avana, premiato con il Leica European Publishers Award for Photograph. Dal maggio 2003 è rappresentato dall’Agence e Galerie VU di Parigi.

“Credo che tutto sia biografia fotografica, almeno per come io intendo quello che faccio, anche gli assegnati e il cosidetto corporate. Cerco di avere un rapporto personale con tutto quello che faccio. La mia intenzione è di usare la fotografia per dire certe cose invece che esserne usato.”

Partendo da queste parole di Lorenzo, parleremo con lui di fotografia, del mestiere di fotografo e del suo modo di vivere la fotografia attraverso la proiezione di alcuni dei suoi lavori.

Ingresso gratuito riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo Tessera ENAL 2013 3 euro.

Venerdì 25 ottobre Conversazioni di fotografia con Valerio Bispuri @ WSP

Associazione Culturale WSP Photography
presenta

Costruire un Reportage

Conversazioni di fotografia con Valerio Bispuri

Venerdì 25 ottobre ore 19:00 Via Costanzo Cloro 58, Roma

 

Conversazioni di fotografia con Valerio Bispuri

Conversazioni di fotografia con Valerio Bispuri

Valerio Bispuri è nato a Roma nel 1971 dove vive. Ha una laurea in letteratura ed è stato un giornalista e un professionista fotoreporter dal 2001. Ha lavorato per alcune dei più importanti quotidiani e riviste italiani quali : L’Espresso, Venerdì di Repubblica e Internazionale.
Ha svolto un ampio lavoro in America Latina, in Africa e in Asia e in Medio Oriente. Ha esposto il suo lavoro in Italia, in Spagna e in Argentina. In Italia è stata esposta una mostra sui bassifondi di Ecuador a Lila presso l’Istituto Italiano – Latino-Americano di Roma.

Come fotografo freelance, negli ultimi nove anni, Valerio Bispuri ha documentato la vita in 74 prigioni di tutto il Sud America. Nel 2009 ha esposto le sue opere sulle carceri argentine presso il Centro Cultural Recoleta di Buenos Aires durante il Festival dei Diritti Umani.

Più di recente ha lavorato sugli effetti della droga “Paco” o la pasta di base di cocaina, che è fatta dal residuo di cocaina e mescolata con sostanze chimiche , polveri e o vetro e sta uccidendo molti giovani in Sud America. Il lavoro ha vinto il primo premio al POY Latam 2013. Valerio Bispuri ha inoltre vinto il primo premio nella categoria “Contemporary Issues” al Sony World Photography Awards 2013.

Insieme a Valerio Bispuri e ai suoi lavori parleremo del mestiere del fotoreporter e di come progettare e costruire un reportage valido. Gli argomenti saranno poi approfonditi in un workshop fotografico che Valerio terrà al WSP a gennaio 2014.

 

Ingresso gratuito riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento.Costo Tessera ENAL 2013 3 euro.

Intervista a Lorenzo Castore

(c) Lorenzo Castore

(c) Lorenzo Castore

Lorenzo Castore è nato a Firenze e si trasferisce da bambino a Roma. Dopo il liceo parte per New York dove matura la sua vocazione di fotografo di strada. Da allora ha continuato a viaggiare e a fotografare in giro per il mondo, presentando il suo lavoro in numerose mostre e su diverse riviste sia in Italia che all’estero.
Ha pubblicato due libri: Nero (ed. Motta, 2004), una ricerca sui minatori del Sulcis e Paradiso (ed. Peliti, 2006), un lavoro a colori nato da un lungo soggiorno a L’Avana, premiato con il Leica European Publishers’ Award for Photograph.
Attualmente è in mostra alla galleria S.T. con il lavoro Notebook II.
Dal maggio 2003 è rappresentato dall’Agence e Galerie VU’ di Parigi.

Intervista a cura di Daniela Silvestri.

(c) Lorenzo Castore

(c) Lorenzo Castore

  1. Nella tua carriera di fotografo alterni reportage documentaristici a lavori più “intimisti”, come “Notebook” e “Present Tense” in cui emerge quasi il bisogno di una “biografia fotografica”, di raccontare un rapporto più personale e diretto con la fotografia. Com’è nata l’idea di questi lavori?

Credo che tutto sia biografia fotografica, almeno per come io intendo quello che faccio, anche gli assegnati e il cosidetto corporate. Cerco di avere un rapporto personale con tutto quello che faccio. Parlando di lavoro ‘mio’ nel senso stretto non sto a pensare in che tipo di categoria fotografica si collochi, cerco di fare quello che mi pare necessario e di trovare il modo migliore per condividerlo con gli altri. La mia intenzione è di usare la fotografia per dire certe cose invece che esserne usato, ovvero diventare la caricatura del fotografo che fa quello che ci si aspetta da lui perchè si è affermato attraverso quello. La differenza tra lavoro intimistico o di reportage non ha molto valore, ci sono serie di fotografie che toccano, fanno pensare, emozionare, riflettere e altre che non lo fanno. Oggi fare belle fotografie è diventato abbastanza facile, siamo talmente bombardati di immagini che avere un gusto estetico formale per l’immagine è più che in passato patrimonio comune, il problema è avere contenuto e a questo contenuto dare una forma nuova che non significa strana o forzatamente originale ma semplice, diretta, forte, adatta a quello che si vuole comunicare agli altri e alla nostra personalità. Notebook è il titolo che ha una mostra fotografica che a distanza di anni presento alla Libreria s.t. di Roma con cui abbiamo ormai questa consuetudine ma le fotografie li esposte fanno comunque parte di Present Tense che è una specie di diario che porto avanti da quando ho cominciato con la fotografia ed è un contenitore vastissimo.

  1. Il tuo lavoro “Nero”, realizzato nel Sulcis, nasce da un progetto sulla memoria, la memoria di un territorio e dei suoi abitanti. Pensi che la fotografia sia importante per raccontare storie che spesso rimangono lontane dai riflettori dei media tradizionali?

Nero è in effetti un lavoro su commissione che nasce dal rapporto con il territorio attraverso la fotografia che è per me un grande risultato quando si parla di condivisione. Questa è la storia: l’Istituto Polacco di Roma supporta e presenta una mostra sulla Slesia e il lavoro che avevo realizzato li dove le miniere avevano un ruolo centrale ( sono molto affascinato e legato alla figura del minatore di carbone, socialmente e simbolicamente), Loris Campetti su indicazione di Valentino Parlato viene a vedere la mostra e scrive un bellissimo articolo su Il manifesto, Tore Figus che è il presidente della Società Umanitaria ( fondazione che lavora allo sviluppo dell’arte audiovisiva sul territorio del Sulcis-Iglesiente) legge l’articolo e viene dalla Sardegna a vedere la mostra a Roma e mi chiede di portarla a Carbonia dove mi invita a realizzare un lavoro dandomi completa libertà d’azione e d’interpretazione. Nel frattempo mio padre si ammala di cancro alla gola per il quale verrà operato, io rimango con lui e quindi qualche mese fermo. Appena finita l’emergenza comincio a lavorare a Nero, passo lunghi periodi a Carbonia che è una città di fondazione nata lo stesso anno di mio padre e quando sono li giro questa terra stupenda con tante cose nella testa, nel cuore e nello stomaco. Avevo trent’anni che è un’età acerbissima per un fotografo e venivo da fotografie a colori della notte di Havana e Città del Messico… Ho raccontato questa storia per dire in pratica cosa intendo in relazione al rapporto con la memoria, il personale e l’universale, il rapporto con gli altri, la coincidenza e la necessità di avere cose da dire in relazione all’esperienza reale della nostra vita. Queste sono le cose che mi stanno a cuore, queste sono le cose di cui mi devo preoccupare. Non posso decidere a tavolino cosa è più conveniente o cosa seguono i media tradizionali: per essere credibile e creduto, per rispettarmi ed essere rispettato devo fare quello che è importante per me e che magari diventa interessante anche per gli altri. La fotografia è importante come qualsiasi altro mezzo artistico divulgativo per raccontare quello che ci sta a cuore.

(c) Lorenzo Castore

(c) Lorenzo Castore

  1. Hai viaggiato molto nel tuo lavoro: India, Cuba, New York, Albania, Kosovo, Polonia etc.: quanto questo ha influito nella tua professione?

Diciamo che non ho esattamente un rapporto risolto con la stanzialità o il concetto di casa, anche se ci lavoro. In ogni caso non me ne lamento, è la mia storia e va bene così. Forse tutto questo movimento ha influito più sulla mia vita personale che non sulla professione. La ‘mia’ fotografiia per me non è un lavoro ma si fonde con la vita. La fotografia-mestiere è un’altra cosa, fa sicuramente altrettanto parte della mia biografia e mi insegna tanto ma sono due cose che tengo separate anche se cerco di fare entrambe nel modo migliore che posso. Se decido autonomamente di andare nel posto x a fare la cosa e prendendo i miei rischi e i miei tempi non può essere la stessa cosa che andare nel posto X a fare la cosa Y se me lo chiede qualcuno per i suoi motivi e mi paga per questo. Non è né meglio né peggio, ma è sicuramente diverso.

  1. Nei tuoi lavori alterni il colore a un bianco nero molto intenso, quasi onirico. Cosa ti spinge a scegliere l’uno piuttosto che l’altro per i tuoi reportage?

Dipende dalla storia e da quello che vorrei dire. Uso diversi formati fotografici a seconda dei casi e anche il bianco e nero o il colore. A volte uso testi o didascalie e altre no. Recentemente ho usato una telecamera digitale per fare un documentario e un’altra volta il Super 8. Dipende. Non sono ossessionato dalla tecnica fotografica ma cerco di non farmi troppo limitare dalla sua ignoranza: la forma è molto importante per trasmettere un contenuto, non basta l’intenzione.

5.  Affianchi all’attività di fotografo quella di docente in corsi e workshop. Quanto è importante per chi fa questo lavoro il confronto e la possibilità di continuare ad imparare e aggiornarsi?

Considero la ricerca la parte più importante del mio rapporto con la fotografia e con la crescita personale, non sentirmi sicuro di quello che faccio è uno dei capisaldi di quello che faccio, mi fa stare nel presente e divertire, godere, imparare. Confrontarsi è importante in tutto e quindi lo è moltissimo anche nella fotografia. Spesso ho la sensazione di imparare più io dagli studenti che non loro da me, mi succede quasi sempre. Altre volte oppure allo stesso tempo però ho la sensazione – soprattutto con i giovani nelle scuole –  che fermo restando quello che imparo io, loro vogliano più sapere come si fa a fare un libro e a campare di fotografia che non capire come scavarsi dentro per valutare quello che vogliono comunicare all’esterno e se veramente esiste qualcosa oltre all’ansia di fare un lavoro all’apparenza facile e interessante. Il percorso fa paura e invece è la cosa più bella che c’è, altro che risultati. Il risultato è una variabile di cui non ci si deve preoccupare troppo se c’è energia e un modo interiore potente che vogliamo tirare fuori. Bisogna imparare il/un mestiere e poi concentrarsi sulla vita vera: cosi la vedo io, per quello che può contare.

(c) Lorenzo Castore

(c) Lorenzo Castore