“TERRA NOSTRA”: MOSTRA FOTOGRAFICA DEL COLLETTIVO SYNAP(SEE). INAUGURAZIONE E INCONTRO CON GLI AUTORI. 19 GENNAIO ORE 19:00

L’Associazione Culturale WSP Photography presenta: “Terra Nostra”: Mostra fotografica del Collettivo Synap(see).

Inaugurazione e Incontro con gli autori sabato 19 gennaio ore 19:00
WSP Photography Via Costanzo Cloro 58

Stefano Parrini - Land Market

Stefano Parrini – Land Market

Terra Nostra è il primo progetto realizzato dal collettivo fotografico Synap(see) e vuole offrire uno spaccato della situazione ambientale italiana su alcuni aspetti che trovano interesse, di riflesso, anche oltre confine, quali l’inquinamento atmosferico, l’utilizzo delle energie rinnovabili, l’eccessiva mercificazione del territorio, la pratica della caccia femminile.

Synap(see) è l’incontro di otto autori che propongono e sviluppano progetti fotografici partendo da un tema comune. Il collettivo Synapsee deve la sua peculiarità alla forte nota autoriale che ciascun componente adopera nell’affrontare la tematica scelta.

L’approccio visivo degli autori si concretizza in lavori eterogenei che come fili si intrecciano a formare un’unica tela, tracciando una visione del mondo di volta in volta disincantata, documentaria, ironica e poetica. Nel 2011, Synapsee ha ottenuto diversi riconoscimenti grazie a prestigiosi premi della fotografia italiana conferiti ad alcuni componenti (Premio Giacomelli, SiFest, Portfolio Italia).

Synap(see) è composto da Andrea Buzzichelli, Francesco Comello, Emanuela De Luca, Paola Fiorini, Daniele Lira, Antonella Monzoni, Stefano Parrini, Giovanni Presutti.

Inaugurazione della mostra e incontro con gli autori sabato 19 gennaio h: 19.00. La mostra sarà visibile fino all’8 febbraio 2013.

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Tessera ENAL 2013 3 euro.

AUTORI: INTERVISTA AD ANTONELLA MONZONI

Antonella Monzoni vive e lavora a Modena. Nel 2010 è nominata Autrice dell’Anno dalla FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche che le dedica la monografia Il delicato sentimento del vedere. Nel corso degli anni ha conseguito numerosi premi fra cui il Premio Mario Giacomelli 2007 per il lavoro Madame. Nel 2009 ha ricevuto la Menzione Speciale Amnesty Interntional dei Festival dei Diritti con Ferita Armena, un’opera con cui è giunta finalista al Premio Amilcare Ponchielli e selezionata al Visa pour l’image 2009 di Perpignan.

1) Hai dedicato il premio FIAF Autore dell’anno 2010 alle donne fotografe e in generale alle donne appassionate di fotografia che hai incontrato e avuto modo di conoscere. Qual è il significato di questa dedica?

E’ una dedica al ruolo delle donne nella fotografia e alla loro grande capacità. Ne ho incontrate tante in questi miei primi dieci anni di fotografia, da fotografe a photoeditor, curatori e critici. E tutte innamorate della fotografia, con un sentimento tipicamente femminile che unisce il privato all’immagine prodotta o visionata, alle storie vissute; un amore protettivo, di cuore e di stomaco, con una proiezione forse troppo poco competitiva rispetto a quella maschile. Ma forte e necessaria.

2) Oltre al Premio Fiaf, tra i tanti riconoscimenti che hai avuto qual è quello a cui sei più legata e per quale motivo?

Senz’altro essere stata selezionata alle proiezioni del VISA 2009 di Perpignan con il mio lavoro sull’Armenia. Da otto anni visitavo questa splendida manifestazione che offre spaccati di fotografia fotogiornalistica assolutamente unici per attualità, qualità ed argomenti. Mai avrei pensato di poterne vivere come interprete un piccolo spazio.

3) Cosa ti ha spinto verso la fotografia. E’ stato un avvicinarsi graduale od un innamoramento improvviso?

Direi una necessità, un’urgenza che mi è venuta incontro a quarant’anni, età critica in cui una persona cambia, una donna in modo particolare, è quasi una questione “ormonale”, un passaggio obbligato dove si soppesano tante cose: il lavoro, lo stile di vita, la coppia, i figli non avuti, si tirano le somme e la voglia di cambiamento ti balza addosso. La fotografia mi ha aiutata e sono stata fortunata, da subito ho capito che tipo di fotografia amavo: il reportage.

4) In molti dei tuoi progetti racconti le religioni, come nel lavoro indiano Kumbha Mela o in Lalibela, realizzato in Etiopia, sei più interessata a cogliere i momenti identitari dei vari culti o la loro spiritualità intesa come elemento trasversale?

Religione è identità, ma è la spiritualità è l’elemento in cui mi interessa immergermi. E’ il leit motiv delle religioni. È la forza trasversale e imprescindibile. Provo un forte sentimento di rispetto e di riconoscenza nei confronti di qualsiasi forma posso assumere il divino, mi sono successe cose assolutamente uniche ed irripetibili in questi incontri. Ed ho sempre più la certezza che se succede non è mai un caso.

5) Da quando hai iniziato a fotografare ad oggi si è trasformato – e se si come – il tuo “sentimento del vedere”?

Sicuramente, per una forma di maturità, per interessi che cambiamo o si trasformano. Per la curiosità che mi accompagna sempre. Dai rituali religiosi sono passata a raccontare rivelazioni del privato di piccole comunità (villaggi che raccontano la silenziosa bellezza africana, piccole comunità della Russia che parlano di alienazione e abbandono, cittadine border-line in Ucraina che vivono all’ombra di centrali nucleari e producono badanti per l’ovest europeo, dettagli di vita di vignerons benestanti della Borgogna francese, …) a racconti intimi di persone “speciali” che ho incontrato come Madame Henriette Niépce (lavoro con il quale vinsi il Premio Giacomelli nel 2007), al tormento di un popolo come quello armeno che ha ancora aperta una grande ferita: il genocidio subito nel 1915 ma non ancora riconosciuto totalmente. Poi nell’ultimo lavoro (The faceless guest) sono passata ad un’indagine più voyeuristica, scattando nelle stanze d’albergo ancora abitate in assenza dell’ospite, per riportare come in un piccolo spazio impersonale come la stanza d’hotel, un ospite senza volto, sconosciuto, può raccontarci tanto della sua vita.

(c) Antonella Monzoni

 

Open Wound – III edizione del Festival di Fotogiornalismo

Dal 27 luglio al 1 agosto 2010 nel piccolo borgo marinaro di Santo Stefano al Mare si svolgerà la terza edizione di “Open Wound – Festival di Fotogiornalismo”. Sei giorni interamente dedicati alla fotografia documentaria durante i quali si terranno concerti, mostre, workshops, performance.

Open Wound Festival di fotogiornalismo ospiterà importanti mostre fotografiche tra le quali:

“Gomorra On Set”. Immagini di Mario Spada. Dopo il romanzo di Roberto Saviano e la versione cinematografica di Matteo Garrone, in mostra, le fotografie di scena del celebre film. In collaborazione con Postcart edizioni di Claudio Corrivetti.

“Donne”. Immagini di Franco Fontana. Allestimento On-Air nel centro storico delle opere tratte dal libro “Donne”. Omaggio all’universo femminile del celebre fotografo italiano. Franco Fontana, famoso nel mondo per i suoi paesaggi rigorosi e geometrici, lascia la sua impronta attraverso il ritratto. Anche i volti sono paesaggi in cui la luce brilla o si nasconde, in cui rivela o adombra e quei volti portano il segno delle stagioni, proprio come le colline e le valli e i campi coltivati: il sigillo del ghiaccio o del sole, il soffio della primavera e i toni caldi ed estuanti dell’autunno perchè nel volto di una donna c’è la vita con tutte le sue vicende.

“Ferita Armena”. Immagini di Antonella Monzoni, eletta autrice dell’anno 2010 dalla FIAF e vincitrice di numerosi premi, narra attraverso i suoi luoghi, la sua ritualità e la sua gente, la tormentata storia di una terra (L’Armenia) che dal 1915 alla fine degli anni Ottanta, è stata vittima di un genocidio ed una guerra intestina, della diaspora, dell’occupazione sovietica e del terribile terremoto del 1988.

Mostre itineranti nei locali del centro storico. Nel centro storico sarà possibile visitare numerose altre esposizioni collettive, tra quelle di spicco” 100 scatti in musica” proveniente da Sanremo Off, eventi collaterali al Festival della Canzone Italiana, diretto da Pepi Morgia, “Refugees, Immagini dalla Serbia” di Raffaella Sottile, “Ex Ospedale Psichiatrico di Racconigi” di Michele Giordana, sviluppate in un percorso itinerante nelle vie cittadine, all’interno dei locali commerciali. Backstage musicali, immagini di spettacolo, moda e reportage sociale.

“Fotogiornalismo sotto le stelle”. La serata del 30 luglio sarà interamente dedicata alla videoproiezione di slide in motion e video-documentari. In apertura Don Andrea Gallo “Io cammino con gli ultimi” una raccolta di immagini tratte dai comizi, i viaggi e gli incontri di Don Gallo. Il prete da marciapiede insiste sui temi a lui cari: il rispetto per gli ultimi, il diritto alla non sofferenza, l’uguaglianza, l’accettazione delle diversità, i limiti dei leader politici e dei partiti con uno stile asciutto che mischia sapientemente ironia e lucida analisi, Don Andrea Gallo a 82 anni è ancora in trincea nella difesa degli emarginati di ogni razza, sesso, colore e credo religioso. Con l’intervento di Roy Paci, Manu Chao, Tonino Carotone, Cisco e tanti amici che nel tempo hanno camminato con il “Don”. E ancora, il nuovo libro dello scrittore Federico Traversa che racconta un anno di intense esperienze al seguito di Don Gallo.

Parallelo Zero: The Interpreter di Sergio Ramazzotti (In anteprima assoluta). Quante volte si può morire? Quante rinascere? E quante cambiare al punto da essere irriconoscibili anche ai propri cari? Nell’Iraq del 2003, Mohaned, un giovane sciita di Baghdad, era un DJ. Ha assistito a tutte le atrocità della guerra e allo spettacolo del proprio paese che naufragava nell’anarchia. Il giorno in cui gli americani entrano a Baghdad, come la maggior parte dei giovani iracheni, cerca di continuare a vivere una vita normale. Per farlo non conosce altra via se non quella di armarsi di un Kalashnikov e attrezzarsi per sopravvivere al caos che domina l’Iraq. La sua indole pacifica lascia il posto a un istinto violento, animale, che lo porta vicino all’autodistruzione. Con l’aiuto dell’autore fugge e approda in Italia, ma dura solo pochi mesi, fino a quando le circostanze non lo costringono a tornare a casa. Qui Mohaned si arma di nuovo e quando, disperato, sembra a un passo dall’unirsi ai mujahedin, è costretto a indossare l’uniforme dei Marines nel ruolo di interprete, e si ritrova nel mirino degli insorti con una taglia sulla testa. La sua esistenza diventa una continua fuga dalla morte, e le notti una continua, estenuante attesa dell’alba. Fino al matrimonio fallito, all’ennesimo colpo di scena e al drammatico, inaspettato epilogo. Mohaned, con la sua esistenza da romanzo, diventa in un certo senso l’archetipo di tutti i civili iracheni costretti a vivere nel loro paese rivoluzionato dall’intervento militare alleato. E The Interpreter, un toccante multimedia di 33 minuti sugli ultimi sette anni della sua vita, è uno straordinario documento di denuncia e, al tempo stesso, lo spunto per una profonda meditazione sulle conseguenze della guerra.

L’Operazione Colomba, corpo non violento di pace: “AT-Tuwani – sketches”.Immagini di Francesco Pistilli.
Vita sotto l’occupazione: l’eperienza di resistenza non violenta del villaggio di At Tuwani in Palestina, che ha scelto di opporre alla violenza quotidiana dell’occupazione israeliana in costante espansione, della colonia di Havat Ma’on, la risposta pacifica di non sottomissione e di non abbandono delle proprie terre, senza il ricorso alla violenza. ma nel nome di un Diritto comune.Videodocumenti: Smk Videofactory – Andrea “Paco” Mariani / Nicola Zambelli

Massimo Barberio: Profopagnosia:. Immagini di Massimo Barberio
“… Corpi in divenire che transitano nelle forme e che si liberano di esse in un sol colpo. Questo disfacimento del concetto di soggetto non ha un significato nichilistico, bensì vitale. In questo procedere, l’essere è in scena per non essere, si è vicinissimo al limite e, dentro fino al midollo, al mancato di Carmelo Bene. (…)”

(c) Antonella Monzoni

dal 27 Luglio al 17 agosto 2010 – OPEN WOUND Festival di Fotogiornalismo, Borgo della Fotografia, Santo Stefano a Mare (Imperia)

Rovereto Immagini 2010: I vincitori

Pubblichiamo i vincitori della 4° edizione del Premio Internazionale Rovereto Immagini Lino Volani, inserita nel circuito del Portfolio Italia 2010 che ha visto la partecipazione  di 72 fotografi per un totale di 167 letture. Nella giuria: Silvano Bicocchi, Valentina Mignano, Gigliola Foschi, Camilla Invernizzi,  Sandro Iovine, Antonella Monzoni, Paola Riccardi.  I complimenti ai vincitori, in particolare a Fausto e al suo lavoro.

Primo premio a FABIO DOMENICALI per l’opera EVA E MAURIZIO Per la forza poetica e narrativa di un linguaggio fotografico capace di interpretare l’intimità di una relazione e di una scelta di vita pienamente vissuta nella natura.

 Secondo premio a LUIGI MONTUORO per l’opera LA PERPETUA Per la capacità di rivelare una storia nascosta narrata con un linguaggio sensibile pienamente aderente al tema.

Terzo premio FAUSTO PODAVINI per l’opera MiRelLa per aver saputo rintracciare con un’alta capacità espressiva uno spettro di sentimenti all’interno di una storia dolorosa, senza mai cadere in una gratuita drammatizzazione e restituendo ai soggetti piena dignità.


 

Rovereto Immagini