Interpretare in camera chiara

Una grande fotografia è la piena espressione di ciò che l’autore sente del soggetto che sta fotografando nel senso più profondo; per questo è la vera espressione di ciò che lo stesso fotografo sente sulla vita nella propria complessità.

Ansel Adams

 

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© Ansel Adams

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© Ansel Adams

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Vi aspettiamo stasera dalle 19:30 presso WSP Photography – Roma quartiere San Paolo, per un incontro gratuito su fotografia, postproduzione, interpretazione: come cambia lo stile e il linguaggio del bianco e nero in camera chiara.

Buon compleanno Ansel Adams. Lunga vita alla fotografia in bianco e nero.

Immagine.
Compirebbe oggi gli anni Ansel Adams, fotografo nato nel 1902, noto soprattutto per le sue fotografie in bianco e nero di paesaggi dei parchi americani e come autore di numerosi libri di fotografia, tra cui la trilogia di manuali di tecnica, The CameraThe Negative e The Print, manuale imprescindibile per ogni amante della fotografia, soprattutto per quanti della vecchia scuola, ancora innamorati dell’odore degli acidi e del profumo della carta stampata ai sali d’argento.

E in occasione di questa ricorrenza cogliamo l’occasione per segnalarvi che anche quest’anno si terrà la rassegna Darkroom Project, ideata da Luciano Corvaglia e di cui il WSP è media partner, dedicata proprio alla stampa da negativo. 

Per partecipare alla rassegna ed esporre le vostre stampe in bianco e nero potete presentare i vostri progetti durante la lettura portfolio gratuita, che si terrà il prossimo 22 marzo alle ore 15 a Roma presso la nostra sede. Luciano Corvaglia e Roberto Cavallini analizzeranno le vostre stampe e le vostre foto per selezionare alcuni dei progetti da esporre nella cornice di Muro Leccese. 
Per info e prenotazioni non esitate a contattarci: info@collettivowsp.org

La natura è il mio regno: Ansel Adams in mostra a Modena

Lo scenario naturale di un’America incontaminata e ancora da esplorare, in grado di far rivivere il mito della frontiera e di accendere quel richiamo della foresta che infiammò tanti autori della letteratura nord-americana di fine Ottocento, è al centro della grande retrospettiva Ansel Adams. La Natura è il mio regno, che celebra il grande maestro della fotografia americana a poco più di un secolo dalla sua nascita.

Si tratta della prima grande mostra interamente riservata ad Adams nel nostro Paese e certamente di una tra le più rilevanti in ambito europeo. La selezione finale delle opere comprende oltre 70 fotografie – solo stampe vintage originali, realizzate dallo stesso Adams -, provenienti da musei internazionali, collezionisti privati e prestigiose gallerie americane.

Dai picchi e le vallate dello Yosemite alle forme maestose dei canyon dell’Arizona, dalle fitte foreste di sequoie giganti alle linee sinuose dei fiumi, le immagini di Adams trascendono la semplice documentazione, rivelando la sublime magnificenza della natura, l’esperienza stessa della bellezza.

Fino al 29 gennaio 2012

Ex Ospedale Sant’Agostino – Largo Porta Sant’Agostino, 228 – 41121 Modena, Italia – a cura di Filippo Maggia – ingresso gratiuto

Mt. Williamson, Sierra Nevada, from Manzanar, California, 1944, © 2011 The Ansel Adams Publishing Rights Trust

Nato e vissuto per la maggior parte della sua vita a San Francisco, Ansel Adams scoprì in gioventù il Parco Nazionale Yosemite; iniziò a fotografarlo con la sua prima macchina, una Kodak Brownie regalatagli dal padre, e poi non lo abbandonò più, facendone il soggetto di una vita.

Nel 1932 fondò insieme a Imogen Cunningham e Edward Weston il gruppo f/64, promotore di un linguaggio fotografico improntato alla purezza e al modernismo. Nell’ultima parte della sua vita si dedicò all’insegnamento e scrisse numerosi manuali di tecnica fotografica, raccogliendo molti nuovi proseliti intorno alla fotografia. Grande sostenitore dell’organizzazione Sierra Club, divenne uno dei piu noti ambientalisti d’America. Il suo costante impegno fotografico a diretto contatto con la grande natura della West Coast americana gli è valso, a due anni dalla scomparsa, un significativo riconoscimento pubblico. L’American Board of Geographic Names ha dedicato a Ansel Adams una delle più alte vette della Yosemite National Park, la riserva all’interno della quale lo stesso fotografo svolse una gran parte del proprio lavoro: la geografia statunitense comprende ora anche l’Ansel Adams Mount, testimonianza eterna del suo grande impegno e amore in difesa della natura.

I Seminario: la verità e la fotografia

La verità e la fotografia
sabato 17 aprile 2010
domenica 18 aprile 2010

Verità e fotografia


“Lasciatemi dire la verità sul nostro tempo e sulla gente” invoca, nei travagliati anni della repubblica di Weimar, August Sander, uno dei padri di tutti noi fotografi. “Che cosa è la verità?” risponde da sempre Ponzio Pilato dal palazzo di Erode. A Sander non andò proprio bene, i suoi libri vennero bruciati dalle camicie brune, suo figlio morì in un lager. Lui riuscì solo a sopravvivere, ma le sue fotografie la verità riescono a dirla. La domanda di Pilato però rimane sempre, un fotografo prima o poi i conti ce li deve fare. I miei maestri i conti ce li hanno fatti per tutta la vita, senza lavarsene mai le mani. Loro, come Sander, pezzi di verità li hanno mostrati.
Ho guardato i loro occhi e il loro lavoro. Cercavo la verità, li guardavo e vedevo che occorreva tutto l’amore e tutta la tensione di una vita. Per una bella foto di reportage occorreva tutto l’amore e tutta la tensione di una vita. E non era ancora la verità, era solo una bella foto di reportage.
Una bella fotografia di reportage è un paradosso che non ho mai capito. Nasce perché il fotografo l’ha creata, l’ha aspettata, l’ha capita, l’ha fatta nascere proprio in quel luogo, proprio in quel momento, in quell’istante, in quella situazione.
E se quella fotografia vive, continua a vivere, ha vita propria è per tutto quello che l’allontana per tutto quello che va oltre quel posto, quel luogo, quel momento, quella situazione.
Per tutto quello che l’allontana dal suo significato letterale. Può essere relativamente facile produrre immagini che si reggono sugli avvenimenti. E’ molto difficile realizzare immagini a cui gli avvenimenti stessi si reggono nella memoria. Rimangono nella memoria costruiscono la nostra memoria. Ai miei maestri dobbiamo le immagini che fanno la nostra storia ma a loro non bastava. Non erano felici. Non erano soddisfatti.
Guardavo i loro occhi e pensavo che proprio lì la verità aveva preso coscienza di se stessa. Loro tentavano di farmi capire che la verità è così difficile che bisogna farla pezzettino per pezzettino. Non è qualcosa di inanimato, non è uno degli elementi che compongono l’universo. La verità non esiste in natura. La verità debbono farla gli uomini. La verità si fa. Costa cara, ma è il frutto delle pene degli uomini. La più bella creazione dell’uomo.

Tano D’Amico

Il seminario, tenuto dal fotografo Tano D’Amico e organizzato dalla Centro Sperimentale di fotografia Ansel Adams si svolgerà presso la sede della scuola a Via Biagio Pallai.
Costo 100 euro, posti limitati.
More info: http://www.csfadams.it