Linosacampus: mare e fotografia

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Se ancora siete in cerca di ispirazione per le vostre vacanze, ecco un’idea originale che unisce mare e fotografia in una location meravigliosa.

Il LINOSACAMPUS è una vacanza fotografica, naturalistica e subacquea che si svolge sull’isola di Linosa in Agosto.

Lo spirito dell’attività del Campus è il valore e l’emozione di vivere a contatto con la natura, in modo però non contemplativo e astratto, ma pratico e dinamico attraverso l’esercizio di attività sportive naturalistiche, artistiche e didattiche.
Le principali attività che caratterizzano il campo, infatti, si propongono di conoscere, ammirare ed apprezzare il mondo subacqueo, la flora e la fauna che lo abita e la costa, osservare con l’occhio selettivo della macchina fotografica l’ambiente nei diversi e più piccoli dettagli.

Le attività che potrete fare al LINOSACAMPUS sono:

-Immersioni guidate sportive per brevettati.

-Corso di sommozzatore di 1° grado con rilascio di brevetto internazionale.

-Seawatching e snorkeling.

-Escursione sul monte vulcano dell’entroterra.

-Osservazione notturna della Berta maggiore.

E, ovviamente, corsi di fotografia a cura di Palermo Photo. In particolare:

Corso di fotografia creativa, linguaggio dell’immagine e tecnica fotografica di base, cenni sul flusso di lavoro digitale, camera oscura tradizionale e  digitale e archiviazione delle immagini, IMPOSSIBLE e LOMO experience, Antiche Tecniche di Stampa ed escursioni fotografiche e infine FUJI FILM ci accompagnerà con le sue attrezzature per documentare la vacanza!

Corso di fotografia subacquea.

 

L’alloggio è una casa tipica mediterranea con ampio terrazzo, in prossimità del mare.
Compresi nella quota d’iscrizione colazione, pranzo e cena.

Sono disponibili diversi turni a scelta, a seconda delle vostre esigenze.
Per tutte le informazioni e per prenotare, visitate il sito dedicato:
linosacampus.wordpress.com

 

Imagine Landscapes: alla scoperta della fotografia di paesaggio con Daniele Zedda

WSP PHOTOGRAPHY PRESENTA “IMAGINE LANDSCAPE”: ALLA SCOPERTA DELLA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO.

WORKSHOP CON DANIELE ZEDDA: BRIEFING, USCITA FOTOGRAFICA, EDITING. 17 – 26 GIUGNO – 3 LUGLIO 2016
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Imagine Landscape” propone un percorso formativo completo sulla fotografia paesaggistica.
Obiettivo finale è infatti quello fornire a tutti i partecipanti consapevolezza su tutto il processo di creazione dell’immagine attraverso teoria, esercitazione pratica sul campo e ottimizzazione del workflow di post-produzione.

Il workshop è organizzato in tre appuntamenti: un incontro introduttivo di briefing, un’uscita sul campo e un momento di editing in sede.
L’uscita, in particolare, sarà dedicata all’esplorazione del litorale roccioso a nord della capitale. Si impareranno a gestire e manipolare gli elementi di un paesaggio montano; cime rocciose e valli rigogliose caratterizzeranno le selvagge vedute dell’appenino abruzzese.

Obiettivo finale è infatti quello di trasmettere ai partecipanti le competenze e le tecniche per creazione di immagini di paesaggio d’impatto sia in fase di ripresa che di postproduzione.

PROGRAMMA DEL WORKSHOP


1 appuntamento: 17 giugno dalle 18.30 alle 20.30 presso WSP Photography.

Briefing: incontro conoscitivo, dettagli pratici e logistici sulla location, visione delle immagini di riferimento, valutazioni e consigli sull’attrezzatura.
Durata: 2 ore circa 


2 appuntamento: 26 giugno in location da concordare con il docente.

Uscita: scopo dell’uscita è l’apprendimento delle tecniche e nozioni di fotografia paesaggistica specifiche al tipo di scenario. La finalità dell’uscita pratica è quella di portare i partecipanti alla ideazione e creazione di immagini attraverso luce, forme e colori.
Durata: 6 ore circa.
La location sarà probabilmente in Abruzzo,al confine con il Lazio.


3 appuntamento: 3 luglio 2016 dalle 10 alle 17 presso WSP Photography

Editing: si editeranno e valuteranno insieme le foto e saranno forniti cenni di postproduzione con photoshop per apprendere come trattare e valorizzare al meglio le immagini realizzate.
Durata: 6 ore circa. 


COSTI E MODALITÀ DI PAGAMENTO

La quota di partecipazione al workshop è di euro 170,00 (150,00 per i possessori di WSP card e partecipanti ai corsi di Daniele Zedda) da versarsi in un’unica soluzione all’iscrizione o in due soluzioni, con un acconto di 100 euro al momento dell’iscrizione e la restante parte il primo giorno di lezione.
La quota non comprende i costi da sostenere per l’uscita (benzina e pedaggio autostradale). Sarà comunque possibile organizzarsi con il docente e con la classe per partire insieme e ottimizzare i costi e il numero di auto. 


MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE


Per iscriversi occorre inviare una mail a: info@collettivowsp.org
Numero minimo di partecipanti per attivare il workshop 4 – numero massimo: 6.

Docente Daniele Zedda è un fotografo e visual artist freelance specializzato in produzione e postproduzione fotografica e video. Guidato dall’amore per l’insegnamento, da anni, tiene corsi di fotografia digitale, post-produzione ed elaborazione di grafica bidimensionale presso Università e scuole specializzate. Potete visionare i suoi lavori sul suo sito: http://www.danielezedda.comhttp://www.500px.com/astragony.

 

A tu per tu con il photoeditor. Incontro con Monica Di Brigida

WSP Photography presenta un incontro gratuito e aperto a tutti con Monica Di Brigida, che si svolgerà il prossimo 27 maggio dalle ore 19:30 presso la sede dell’associazione.

Monica Di Brigida è photoeditor del settimanale Left e del mensile Il Test, due redazioni per due magazine dal contenuto molto diverso. Partendo dal suo lavoro e dalla sua esperienza, l’incontro sarà occasione per mettere a confronto le esigenze e i criteri che orientano le scelte con cui vengono cercate e selezionate le immagini, della velocità e dei tempi differenti di lavorazione delle due redazioni; di come vengono scelte le copertine fotografiche, le aperture di sezione nel caso del mensile e delle sequenze nel settimanale, le differenze della foto singola e dell’uso del fotoreportage nelle due riviste, l’importanza del titolo e delle didascalie.
Si parlerà, inoltre, dei rapporti con le agenzie di news e di stock, con gli archivi e con i freelance e di come impostare e presentare un lavoro fotografico ai fini della pubblicazione su una rivista.


Il ciclo “Conversazioni di fotografia” prevede una serie di dibattiti con esponenti del mondo della fotografia, reporter, docenti, esperti del settore e artisti emergenti per parlare e discutere di fotografia con contributi audio, video e racconti di esperienze professionali e non solo. Scopo degli incontri è quello di creare gruppi di pensiero e momenti di condivisione che, attraverso il racconto di esperienze e immagini, accrescano la cultura fotografica di ogni partecipante, fornendo spunti di riflessione, idee per nuovi lavori, nonché consigli pratici per tramutare passione in professione.

Ricordiamo che WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL pertanto l’ingresso e tutte le attività, anche quelle gratuite, sono riservate ai soli soci con tessera. È possibile associarsi il giorno stesso dell’evento.
Il costo della tessera annuale è di 3 euro.

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Hotel Immagine. Presentazione del libro e incontro con Simone Donati

WSP Photography in collaborazione con TerraProject Photographers

Presenta

“Hotel Immagine”
Presentazione del libro e incontro con Simone Donati


Venerdì 20 maggio ore 19:30 – Via Costanzo Cloro 58, Roma

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WSP Photography è lieta di ospitare il fotografo Simone Donati, membro del collettivo di fotogiornalisti TerraProject, che presenterà il suo libro “Hotel Immagine”.

Dalla politica alla religione, passando per la musica, lo sport e la televisione, tra il 2009 ed il 2015 Simone Donati ha attraversato la penisola alla ricerca di miti e icone presenti nell’immaginario contemporaneo italiano. Questo progetto mostra uno spaccato della società italiana con uno sguardo ironico ma anche prettamente documentativo.

Il libro che ne deriva contiene una selezione di 48 immagini insieme a frasi prese da pagine di gruppi Facebook delle varie situazioni fotografate. Inoltre è presente una postfazione dello scrittore Daniele Rielli (Quit the Doner), che oltre a dare una sua opinione sul tema commenta anche le frasi prese da Facebook.

 

“Dall’inizio del 2009 mi sono interessato a fenomeni di massa dove comunità eterogenee mostrano comportamenti simili tra di loro. Attraversando la penisola alla ricerca di miti e icone dell’immaginario contemporaneo e partecipando a eventi tra i più disparati, ho capito come il mio paese fosse il posto più grottesco, divertente, ingenuo ed esaltato dove poter vivere e fotografare. Ho cercato quello che spinge le persone ad aggregarsi per perseguire un interesse personale, che nella rappresentazione su palchi, reali o ideali, diventa collettiva”. Simone Donati.

Al termine della presentazione sarà possibile acquistare il libro firmato dall’autore.

 

Simone Donati (1977) è nato a Firenze dove vive e lavora. Nel 2005 completa il corso triennale di fotografia alla  Fondazione  Studio  Marangoni  di  Firenze.  Dopo uno stage all’agenzia Magnum Photos di New York dal 2006 si occupa a livello professionale di fotografia documentaria. Negli ultimi anni la sua attenzione si è focalizzata sulla situazione politica e sociale italiana. Simone nel 2011 con il lavoro “Valley of Angels” è finalista al Fotografia Festival Roma, al Voies Off di Arles ed  all’OjodePez  Award  for  Human  Values  e  nel  2010  il  premio  Ponchielli  gli  ha riconosciuto il 3° posto per il lavoro “Welcome to Berlusconistan”. Nel 2009 è scelto come “Merit Winner” al Fujifilm Distinctions Awards e nel 2008 è selezionato come uno dei tre finalisti nella sezione ritratto al Sony World Photography Awards. Le sue fotografie  sono  esibite  in  mostre  sia  in  Italia  che  all’estero  e  sono  pubblicate  dalle maggiori riviste italiane ed estere tra cui Der Spiegel, D \ La Repubblica, Geo, IL, Internazionale, Io Donna,  L’Espresso, Le  Monde  Magazine,  Monocle,  Newsweek,  Newsweek  Japan,  Panorama, Sette e Vanity Fair.
WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL pertanto l’ingresso e tutte le attività, anche quelle gratuite, sono riservate ai soli soci. Il costo della tessera 2016 è di 3 euro ed è possibile farla il giorno dell’evento.

La linea sottile. Nuovo appuntamento per il ciclo “Gli occhi sulla città – Storie di donne”

Marmorata 169 e WSP Photography
presentano
 Occhi sulla città | Storie di donne

Venerdì 13 maggio 2016, ore 20:30
WSP Photography
 via Costanzo Cloro 58 – ROMA (metro B San Paolo)

LA LINEA SOTTILE
 di Nina Mimica e Paola Sangiovanni
A seguire l’incontro con le autrici del documentario

“Occhi sulla città”, frutto dell’incontro tra le associazioni culturali Marmorata 169 e WSP Photography, torna con un nuovo ciclo di documentari intitolato “Storie di donne”, che per tutta la primavera offrirà visioni inedite e incontri con autrici e autori. Per l’ultimo appuntamento di questo primo ciclo avremo “La linea sottile” di Nina Mimica e Paola Sangiovanni. Due storie si intrecciano, narrano di due guerre dei primi anni Novanta da due diversi punti di vista: quello di Bakira, una donna bosniaca sopravvissuta alle violenze della guerra nella ex-Jugoslavia e quello di Michele, un ex soldato italiano di una missione internazionale di pace in Somalia, il cui contingente è stato responsabile di violenze contro la popolazione civile. Il film è la narrazione di un inesausto viaggio in fieri verso la consapevolezza del male e dell’umana capacità di generarlo.

Le “Storie di donne” che proponiamo sono spesso storie semplici, racconti dietro l’angolo, realtà note o meno note, alle quali tuttavia raramente si guarda con occhi attenti. Eppure una storia non esiste finché qualcuno non ha il coraggio di raccontarla, mettendosi in gioco in prima persona, aprendosi e intessendo relazioni. Con passione, cura e rispetto. Il documentario nasce dunque come incontro tra persone, è l’intersezione vitale tra chi ascolta, la voce che narra e chi guarda. Svela e rifonda il nostro modo di vedere, sul filo della memoria e della scoperta reciproche.


LA LINEA SOTTILE (2015, 80’)  di Nina Mimica e Paola Sangiovanni 
prodotto da Doclab, Altreforme, Kinematograf, Rai Cinema – distribuito da Berta Film


NOTE DI REGIA – Due cose mi hanno colpito di più nel viaggio impervio di questo   film. Una ne è alla base, e cioè quanto Augusta (Altreforme), Nina ed io, sentissimo forte l’urgenza di parlare della violenza – sopraffazione del più forte, guerra, violenza sessuale contro le donne – che ci ha portato a cercare di afferrare e cogliere i significati profondi che la sottendono al di là dei fatti, l’urgenza di mettere in moto una ricerca che fosse capace di connettere sistemi di (dis)valori in contesti diversi. L’altra è la dinamicità della vita interiore dei nostri protagonisti, Michele e Bakira, che si è svolta sotto i nostri occhi tra il primo incontro di ricerca e l’ultimo di realizzazione del   film. Di come la violenza sia ancora, seppure in prospettive opposte, così potente e agente nelle loro vite, come un moto perpetuo, anche di mutamento. Li abbiamo costretti ad un ulteriore viaggio dentro se stessi, al processo attraverso il quale l’esperienza della violenza diventa dicibile. Dentro questo processo, cercando le parole cinematografiche per dirlo, mi si è rivelato in che misura quello che  stavamo indagando mi  fosse  prossimo e  tanti echi gli hanno risposto dalla cultura della mia società “in   pace”.   Paola Sangiovanni

Preparando il documentario e tentando di comprendere le cause  ed  effetti  della  violenza con la mia protagonista Bakira, credevo che i nostri giri negli orrori della Bosnia post – bellica fossero un vero viaggio nel Cuore di  Tenebra. E’ stato però il viaggio di ritorno, quello verso la luce, il  più  duro: come  continuare  a  vivere con gli orrori impressi nella memoria? Il coraggio, l’ostinazione, la testardaggine e le contraddizioni di Bakira sono stati per me una lezione di  vita.   Nina Mimica

Ingresso riservato ai soci ENAL 2016
 È possibile tesserarsi il giorno dell’evento (costo tessera ENAL 3 euro)
Prenotazione obbligatoria via mail a: marmorata169@gmail.com

Marmorata169 L’attività dell’associazione culturale Marmorata169 parte da un appartamento in un condominio: una casa aperta alla narrazione del nostro presente. L’associazione culturale che da qui si muove nello spazio metropolitano, ha l’obiettivo di sviluppare la ricerca scientifica e artistica nell’area della trasformazione urbana, indaga le città come luogo di comunità e a volte di disgregazione sociale. Privilegia la forma artistica attraverso rassegne teatrali, cinematografiche, documentaristiche, incontri con gli scrittori, itinerari, laboratori. Il suo scopo è dar vita ad un racconto collettivo della vita nelle città.

Athos. I colori della fede. Mostra fotografica di Stratos Kalafatis

ATHOS, I COLORI DELLA FEDE

Mostra fotografica di

STRATOS KALAFATIS

Accademia di Romania in Roma

dal 6 al 22 Maggio 2016

A cura di Afrodite Oikonomidou

Inaugurazione 6 Maggio 2016, ore 18.00 in presenza dell’artista

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L’Ambasciata di Grecia a Roma e la Sezione Italiana della Fondazione Ellenica di Cultura presentano il fotografo greco Stratos Kalafatis con il suo recente lavoro dal titolo “Athos, i colori della fede”. La mostra, curata da Afrodite Oikonomidou, sarà ospitata a Roma dal 6 al 22 Maggio 2016 nella Sala espositiva dell’Accademia di Romania in Roma (Piazza José de San Martin, 1).

Stratos Kalafatis ha dedicato cinque anni all’esplorazione e alla conoscenza del Monte Athos, dei suoi paesaggi e monasteri, ma soprattutto degli uomini che lo abitano. Complessivamente ha realizzato 25 visite per un totale di 200 giorni di pellegrinaggi fotografici tra il 2008 e il 2013, per arrivare ad una profonda comprensione di questo mondo di fede e spiritualità che viene svelato attraverso le 120 immagini che compongono la mostra “Athos, i colori della fede”.

“Il Monte Athos è difficile da fotografare” spiega Stratos Kalafatis “non tanto perché resiste al carattere laico della fotografia, ma piuttosto perché ha bisogno di tempo per essere svelato. Da più di mille anni rimane nascosto dietro una pittoresca semiologia, un folklore sentimentale, dietro interpretazioni mistiche e rivelazioni miracolose. È un mondo fatto di silenzio e di mistero, un luogo sospeso, in bilico tra passato e presente, tradizione e libertà, forza e debolezza, tra il buio e la luce. E non è semplice superare la sua storia poderosa, la sua religiosità esasperata e creare immagini che rispettano il luogo senza ledere l’autonomia creativa del fotografo.”

Attraverso uno sguardo più spirituale che estetico, le immagini di Kalafatis riescono a trasmettere l’essenza di questo posto unico descrivendo la sua storia e tradizione millenaria e documentando la natura rimasta quasi incontaminata e la bellezza selvaggia del paesaggio. Tuttavia la sensibilità del fotografo si rivolge al profondo, si ferma sui volti, sui dettagli della vita quotidiana, sulla lentezza del tempo, sul contrasto tra la ricchezza interiore e la povertà ascetica. Elementi che si combinano a forme e linguaggi del tutto contemporanei, per costruire un racconto insolito del Monte Athos secondo uno stile personalissimo, fedele ai principi fotografici dell’autore.

Nato nel 1966 nella città di Kavala, nel Nord-Est della Grecia, Stratos Kalafatis ha studiato fotografia all’Art Institute di Philadelphia, USA. Dal 1993 ha realizzato numerosi progetti fotografici come: Immagini archetipe, Diario 1998-2002, Saga, Arcipelago, Athos – I colori della fede. Ha ricevuto numerosi premi internazionali e ha partecipato a importanti mostre e manifestazioni culturali come la Biennale di Architettura di Venezia (2006). E’ stato selezionato a rappresentare la Grecia nella grande mostra collettiva Faces Now – il ritratto fotografico in Europa dal 1990 ad oggi. Vive a Salonicco, dove lavora come fotografo e insegna fotografia creativa.

Informazioni: 

Inaugurazione: Venerdì 6 Maggio, ore 18.00
Durata mostra: dal 6 al 22 Maggio 2016
Ingresso libero
Orario di apertura:
Martedì, Mercoledì e Giovedì: dalle ore 14.30 alle ore 19.00
Venerdì, Sabato e Domenica: dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Lunedì chiuso

Visite guidate : Venerdì, Sabato e Domenica alle ore 11.30 e 16.00 o su appuntamentoContatti per informazioni e prenotazioni : 3355479031, e-mail: monteathos.mostrafotograficaro@gmail.com

Pro-Photographer: workshop con Paolo Marchetti

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“Pro-Photographer”
Workshop con Paolo Marchetti

 21 – 22 maggio 2016

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Questo workshop è destinato a coloro che vogliono trasformare la passione per la fotografia in mestiere.

Marchetti analizzerà la definizione di “Pro Photographer”, al fine di svelare i passaggi necessari ad un cambiamento radicale nel proprio percorso di fotoamatore e condividerà la sua esperienza, per capire come poter pubblicare le proprie storie sui magazine di tutto il mondo e come competere negli Award e i Grant più importanti al fine di affacciarsi al mercato editoriale internazionale.

Progettualità, Editoria e Mercato, Grant & Awards, Photoeditor e Festival, Editing come stato mentale e Identità, questi i punti cruciali del workshop.

Per tutti coloro che si iscriveranno entro il 30 aprile il costo è in promozione a 200 euro anziché 230. 

Venerdì 29 aprile alle ore 19:30, inoltre, Paolo Marchetti terrà un incontro gratuito e aperto a tutti al WSP Photography in cui non solo presenterà il woprkshop, ma parlerà anche del suo lavoro, proiettando alcuni dei suoi progetti più importanti.

Obiettivi del workshop

– Distinguersi in un approccio professionale e acquisire la progettualità necessaria per evolvere nella propria passione.

– Imparare a confrontarsi con la realtà editoriale internazionale e con quella dei concorsi fotografici, al fine di concretizzare l’intento di una globale diffusione delle proprie fotografie.

Programma e argomenti trattati

Il programma prevede lo sviluppo da parte di Paolo Marchetti del concept centrale del workshop, la definizione di “Pro Photographer”, attraverso l’analisi dei passaggi necessari e concreti per trasformare la propria passione per la fotografia in qualcosa di più, fino a poter divenire un mestiere.
Saranno affrontati i punti cruciali della professione del fotografo che oggi, data la saturazione del mercato, richiede requisiti essenziali per ottenere il massimo dalle proprie fotografie. Un approfondimento intensivo sarà dedicato all’editing, oltre il suo consueto e limitante significato confinato nel concetto di selezione e sequenza.
L’editing interpretato come stato mentale, e considerato come presupposto necessario all’attitudine visionaria per indurre se stessi nella ricerca della propria identità di fotografo.
Saranno affrontati tutti gli argomenti basilari come la scrittura, l’importanza di un concept, di un titolo, delle didascalie, di una propria vocalità narrativa al fine di far risuonare insieme tutti questi elementi.

Nello specifico gli argomenti trattati saranno:

  • L’editoria e le sue regole.
  • Le modalità di utilizzo dei molteplici canali mediatici.
  • L’analisi delle possibilità di finanziamento dei propri progetti.
  • La partecipazione ai concorsi fotografici al fine di migliorare le proprie capacità narrative.
  • Le diverse tipologie di awards, concorsi e grant che possono concretamente introdurre in un mercato sempre più difficile.
  • L’analisi dei diversi profili concettuali dei concorsi per capire come affrontarli e migliorare le possibilità di ottenere un riconoscimento.
  • I festival di fotografia: come usarli.
  • Come affrontare un colloquio con un photoeditor, un gallerista, un cliente per un corporate o un giornalista in assignment.

Paolo Marchetti riporterà la sua esperienza sottolineando cosa ha funzionato nel suo percorso, al fine di evidenziare la tempistica di certi passaggi e di quanto in fotografia, velocità e lentezza siano vitali. Tutto questo sarà affrontato facendo totalmente fede alla tradizione fotogiornalistica ma a cavallo con le tendenze del mercato corrente.

Paolo Marchetti è un fotogiornalista rappresentato dall’agenzia Getty Images, ha lavorato per circa tredici anni nel campo cinematografico, ricoprendo ogni ruolo del reparto “Operatori” al fianco di alcuni tra i più autorevoli direttori della fotografia italiani e stranieri e inizia in contemporanea i suoi studi fotogiornalistici prestando particolare attenzione alle tematiche politiche ed antropologiche. Marchetti pubblica i suoi lavori nei magazine internazionali tra cui Time Magazine, Newsweek, New York Times, Vanity Fair, 6MOIS, Sunday Times, British Journal of Photojournalism, Guardian, Geo, De-Spiegel, National Geographic USA, e molti altri. Negli ultimi anni Marchetti ha ricevuto numerosi Grant e riconoscimenti internazionali tra cui: 7 POYi, 6 PDN, 9 NPPA Best of Photojournalism, il Sony Awards, il Leica Photographer Awards, 3 volte il Lens Culture, 4 volte il MIFA – Moscow Award, il Getty Images for Editorial Photography, l’Alexia Foundation Grant, l’SDN, il Days Japan e il World Press Photo e nel 2016 viene nominato dal POY come “Photographer of the Year”. Il suo progetto principale lo ha realizzato in Europa, affrontando un’analisi politico-antropologica sul sentimento della rabbia e sul risveglio del fascismo chiamato “FEVER”. Questo progetto è stato pubblicato per 24 volte in tutto il mondo e ha ricevuto più di 20 Awards.

Costi e durata

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Per iscrizioni e versamento della quota entro il 30 aprile 2016 il costo è di 200 euro, comprensivo della tessera ENAL obbligatoria, da versarsi in un’unica soluzione*.

Per iscrizioni dal 1 maggio il costo è di 230 euro, comprensivo della tessera ENAL obbligatoria, da versarsi in un’unica soluzione.
Il workshop si terrà sabato 21 e domenica 22 maggio dalle ore 10.00 alle ore 19.00 con un’ora di pausa pranzo presso la sede dell’Associazione WSP Photography in Via Costanzo Cloro, 58 – Metro B San Paolo.

* La quota sarà restituita in caso di non attivazione del workshop.

Modalità di partecipazione

Per iscriversi al workshop o per richiedere maggiori informazioni è sufficiente inviare una mail a: info@collettivowsp.org o contattarci al numero 328 1795463.
Le iscrizioni si chiuderanno domenica 15 maggio.

Numero minimo di partecipanti per attivare il workshop: 6 – numero massimo: 15.

 

 

Consigli fotografici per il weekend

Inaugurazione “Fragile” mostra fotografica di Giorgio Bianchi

Sabato 16 aprile dalle ore 19 inaugurazione e incontro con il fotografo Giorgio Bianchi che presenterà il suo lungo lavoro svolto durante il conflitto in Ucraina.
Roma – WSP Photography, Via Costanzo Cloro 58

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© Giorgio Bianchi – Fragile

Funzilla Festival
Un Festival dedicato alle fanzine fotografiche, con mostre, corsi, eventi e workshop.
Roma – 16-17 aprile presso Galleria Microprisma

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Mister G e Le Donne di Picasso
Presso la magnifica Galleria del Cembalo, a Roma, dal 16 aprile al 18 giugno, due mostre fotografiche entrambe dedicate al rapporto ambiguo tra fotografia della finzione e verità della rappresentazione.

Mister G. Per la prima volta a Roma, e a 9 anni dalla sua prima e unica mostra a Milano del 2007, a cura di Paola Stacchini Cavazza, presenta un’ampia selezione di opere di Gilbert Garcin che coprono un arco temporale di circa vent’anni.

Le donne di Picasso Ispirato allo spettacolo teatrale Loves of Picasso di Terry D’Alfonso la mostra di Cristina Vatielli, curata da Annalisa D’angelo, si compone di otto grandi ritratti che rappresentano ciascuno le donne che hanno maggiormente influenzato la vita sentimentale e lavorativa di Pablo Picasso: Olga Khokhlova, Eva Gouel, Fernande Olivier, Marie Thérèse Walter, Dora Maar, Francoise Gilot, Gaby Depeyre, Jacqueline Roque.
Roma – Galleria del Cembalo.
Verificare sul sito gli orari di apertura.

Le Donne di PIcasso

© Cristina Vatielli – Gaby Depeyre

 

4 giornate di fotografia al Cinema Meravigli di Milano

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Da giovedì 14 a domenica 17 aprile 2016Forma Meravigli ospita quattro giornate tematiche di proiezioni video ispirate al mondo dell’immagine fotografica.
In particolare questo il programma per il week-end:

 

SABATO 16 APRILE

UNA GIORNATA PER TIM HETHERINGTON

> ore 18.30

Restrepo

di Tim Hetherington e Sebastian Junger

Un film-documentario girato nell’estremo avamposto afghano di Restepo, una piccola postazione nella valle del Korengal, occupata da un plotone di quindici marines con compito di sorveglianza e pattugliamento. Il fotoreporter Tim Hetherington e il giornalista Sebastian Junger hanno voluto “catturare l’esperienza del combattimento, della noia e della paura attraverso gli occhi dei soldati”.

> ore 20.30

Tim Hetherington: dalla linea del fronte

di Sebastian Junger

Un ritratto commovente dell’acclamato fotografo di guerra e regista, presentato dal giornalista Sebastian Junger, suo co-regista in Restrepo in Afghanistan.

 

DOMENICA 17 APRILE

PROTAGONISTI

> ore 18.30

Alla ricerca di Vivian Maier

di John Maloof, Charlie Siskel

Tra i fotografi più sorprendenti del XX secolo, Vivian Maier occupa un posto d’onore, faticosamente conquistato dopo anni di anonimato, e grazie a una progressiva scoperta, lenta ed entusiasmante, del suo inedito patrimonio iconografico. Il documentario ne racconta la storia e la personalità affascinante ed enigmatica di Vivian Maier.

> ore 20.30

ANTICIPAZIONI SPECIALI

Koudelka Shooting Holy Land

di Gilad Baram

Speciale preview dell’attesissimo documentario su Josef Koudelka. Uno sguardo intimo e unico nel processo creativo del grande fotografo durante il suo viaggio in Israele e Palestina.

Pearl

di Jessica Dimmock

Speciale preview del lavoro della fotografa Jessica Dimmock che ha seguito il profondo cambiamento, fisico ed emotivo, di una donna transgender di mezza età nel Pacifico nordoccidentale.

A SEGUIRE

Il sale della terra

di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado

Da quarant’anni a questa parte, il fotografo Sebastião Salgado viaggia in tutti i continenti seguendo le tracce di un’umanità in costante mutazione. La vita e il lavoro di Sebastião Salgado ci vengono rivelati attraverso gli sguardi incrociati di Wim Wenders, anch’egli fotografo e di suo figlio Juliano che lo ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi.

Per tutti i dettagli visitate il sito: http://www.formafoto.it

 

Intervista a Giorgio Bianchi

Inaugurerà sabato 16 aprile al WSP “Fragile”, la mostra fotografica di Giorgio Bianchi che racconta una guerra fratricida, quella ucraina, che ha trasformato tutto in polvere, disgregando ogni punto di riferimento di cose e persone.

Di seguito un’intervista all’autore realizzata da Massimiliano Tempesta – WSP Photography.

 

1) “Siete eroi, siete il meglio che l’Ucraina possa avere…” Questo urlava dalla sua sedia a rotelle su un palco la Tymoshenko. Secondo te che sei stato testimone oculare della rivolta e della conseguente escalation, i rivoltosi erano davvero “Il meglio dell’Ucraina”? Cosa è successo in realtà?

Premesso che chiunque metta in gioco la propria vita per una causa, qualsiasi essa sia, meriti il massimo del rispetto credo che oramai non vi sia più dubbio alcuno che quello che è accaduto in Ucraina sia stato un colpo di stato ideato all’estero e messo in pratica principalmente da gruppi paramilitari ben addestrati.
L’immagine della sommossa di popolo contro la corruzione ha retto fino ad un certo punto ovvero fino a quando gli striscioni e gli slogan non hanno lasciato il posto alle mazze chiodate, alle molotov ed in alcuni casi alle armi da fuoco.
Mi dispiace dire questo perché sono stato a lungo in mezzo a quei ragazzi ed ho condiviso con loro gran parte degli eventi che hanno portato alla situazione attuale; ma purtroppo, a conti fatti, non si può far finta di non vedere che chi ha tratto beneficio dalle scelte scriteriate portate a compimento in quei giorni è soltanto chi puntava alla destabilizzazione ulteriore dell’Europa ed al suo allontanamento da un partner commerciale decisivo quale è la Federazione Russa.
Ancora oggi non capisco cosa si potesse aspettare il popolo Ucraino da un’Europa che ha lasciato affondare la Grecia senza muovere un dito e che allo stesso tempo lascia in balia delle onde o in mezzo al fango profughi che sfuggono da conflitti troppo a lungo ignorati.
La colpa di quello che è successo in Ucraina a mio personalissimo giudizio non va addossata a coloro i quali, a torto o a ragione, si sono battuti per un ideale, e paradossalmente neanche a chi li ha usati per propri fini geopolitici; la colpa maggiore in questo conflitto fratricida ce l’ha l’Europa che con la sua ignavia ha lasciato che la situazione precipitasse fino a queste estreme conseguenze, non essendo in grado di interpretare alcun ruolo di mediazione tra i due vasi di piombo USA e Federazione Russa, anzi appoggiando acriticamente le posizioni Atlantiche.

2) A tuo parere, la rivolta e la successiva guerra civile sono state seguite in maniera esaustiva ed oggettiva dai media Occidentali?

Assolutamente no.
Basti pensare che un rappresentante di una grande associazione che si batte per i diritti umani guardando le mie foto in mostra a Milano ha detto, cito testualmente “non credevo che i manifestanti fossero così bene armati ed organizzati”.
Allo stesso modo durante una Lectio Magistralis tenuta in un liceo di Busto Arsizio, al termine della proiezione di un audiovisivo sulla guerra in Ucraina ho chiesto ai ragazzi se avevano idea che a tre ore di volo da casa loro stesse accadendo quello che avevo loro mostrato.
La risposta è stata unanime, ovvero no.
Una volta, almeno i grandi giornali, avevano i loro fotografi ed i loro inviati, che con il loro lavoro rifornivano le testate di notizie e fotografie di prima mano.
Vi era un tipo di informazione che per sua natura era più plurale.
Oggi con la crisi della carta stampata sono sempre meno gli editori che si possono permettere degli inviati e per questo motivo si ricorre sempre di più alle foto di agenzia ed al “copia ed incolla ”degli articoli provenienti dai grandi network.
Tutto ciò ha condotto ad un drastico appiattimento dell’informazione sulle posizioni dei grandi gruppi con tutto ciò che ne consegue.
Un minimo di pluralità dell’informazione oggigiorno è garantita soltanto dai freelance che, tra mille difficoltà, ancora riescono a dar voce a quelle storie che i grandi media preferiscono non raccontare.

 

3) Hai raccontato tante storie ucraine, le hai cercate te, ti sono arrivate addosso all’improvviso? Quante ne vuoi raccontare ancora?

La scelta dell’Ucraina ed in particolare del Donbass è stata dettata proprio dalla voglia di indagare cosa accade al tessuto sociale di un paese scosso da una catastrofe quale può essere la guerra civile.
La parola che più a lungo mi è risuonata nella testa in quel periodo è stata proprio quella che dà il titolo alla mostra ovvero “fragile”: perché fragili erano in quel momento gli accordi di Minsk visto che ancora si combatteva, fragili erano le relazioni sociali e familiari spezzate dalla furia della guerra, fragili erano i manufatti umani che si sgretolavano sotto le bombe ma soprattutto fragile era lo sguardo dei civili e dei miliziani poiché tradiva la mancanza di certezze per il futuro.
Al momento sto lavorando sulla Siria perché anche lì c’è una una storia poco conosciuta ovvero quella dei soldati siriani.
In occidente li si è accusati delle peggiori nefandezze; mi piacerebbe restituire loro la dignità di uomini e di soldati raccontando come, assieme ai guerriglieri curdi, siano stati gli unici ad opporsi sul campo a Daesh e come, per questo motivo abbiano, pagato il prezzo più alto in termini di caduti, decapitati e torturati.

4) Burkina Faso, Vietnam e tanta Ucraina, sono tutte storie al limite, in cui c’è un grande coinvolgimento fisico, mentale, quanti segni rimangono? Mi viene sempre in mente il film Triage con Colin Farrel.

A me viene sempre in mente la scena del film The hurt locker quando il protagonista, di ritorno dall’Iraq, si ritrova spaesato all’interno di un ipermercato.
Dopo aver sperimentato il caos ed il disordine portati dalla guerra la normalità appare un po’ come gli scenari di cartapesta negli studi cinematografici: pensi che è talmente fragile da non poter essere reale.

5) Con quante foto si può raccontare una storia?
Accompagnata dalla giusta didascalia può bastarne anche una.

Consigli fotografici per il weekend

In arrivo un nuovo weekend, in cui sembra che la primavera voglia prendersi qualche giorno di riposo. Allora perché non approfittarne per visitare qualche mostra fotografica tra le tante in programma?

“SÎNOR (CONFINE). Kurdistan, immagini negate”.

Venerdì dalle 19 alle 21:30 è possibile ancora visitare la collettiva di fotografi curdi esposta presso WSP Photography Roma e a curadel Centro Culturale Curdo Ararat, la Rete Kurdistan Italia.
Via Costanzo Cloro 58, Metro B San Paolo.

© Ferhat-Arslan

© Ferhat-Arslan

La figura nera aspetta il bianco

L’attesissima mostra del grande maestro Mario Giacomelli, a cura di Alessandra Mauro, vi aspetta a Roma, a palazzo Braschi.
Da martedì a domenica dalle 10 alle 19.
Palazzo Braschi – Piazza San Pantaleo, Roma.

© Paolo Mengucci

© Paolo Mengucci

Fotografia d’autore a sostegno del premio Amilcare Ponchielli

Domenica 10 aprile a Milano, dalle 10,00 alle 18,00 nella sede di LINKE, Il gruppo GRIN, che riunisce Photo Editors e Ricercatori Iconografici delle maggiori testate italiane, promuove una vendita di fotografia d’autore per rilanciare la tredicesima edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli, dedicato al primo photo editor italiano.

Tra i talenti e grandi autori che hanno aderito: Gabriele Basilico, Gian Paolo Barbieri, Settimio Benedusi, Gianni Berengo Gardin, Maurizio Camagna, Carla Cerati,Lorenzo Castore, Pierfrancesco Celada, Marisa Chiodo, Matteo Cirenei, Lorenzo Cicconi Massi, Cesare Colombo, Mario Cresci, Riccardo Del Conte, Albertina D’Urso, Andrea Di Martino, Luigi Erba, Maurizio Galimberti, Giovanni Hänninen, Marco Introini, Cosmo Laera, Martino Lombezzi, Beatrice Mancini, Cristina Omenetto, l’Archivio Federico Patellani, Francesco Radino, Rocco Rorandelli, Claudio Sabatino, Toni Thorimbert.

LINKE – Milano. Via Avancinio Avancini 8 a Milano, il GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionali)

Festival della fotografia paesaggistica a Reggio Calabria

Inaugura l’8 aprile la prima edizione di Photopia, con mostre di fotografi italiani e stranieri, seminari, workshop e letture portfolio con un premio del valore di 500 euro che saranno gli spunti per “parlare di luoghi e spazi, stimolare ed imporre riflessioni ampie sul paesaggio, con l’idea di un fotografia non intesa come mero esercizio di stile, bensì come strumento di conoscenza ed esame di società e culture”, come recita il comunicato stampa della manifestazione.

Photopia
8-17 aprile al Parco Ecolandia di Arghillà (RC)
Inaugurazione venerdì 8 aprile alle ore 18,30

© Alesandro Penso, dalla mostra Pictures from Lesbos, Lost Generation, Refugees in Bulgaria

© Alesandro Penso, dalla mostra Pictures from Lesbos, Lost Generation, Refugees in Bulgaria