Incontro con Eugene Richards @ 10b Photography

Incontro con l’autore e book signing

lunedì 23 maggio ore 16 – 19

10b Photography Gallery

in collaborazione con Officine Fotografiche

(c) Eugene Richards

Il fotografo Eugene Richards sarà ospite del 10b Photography per uno speciale incontro col pubblico. In questa rara occasione, Richards presenterà il suo celebre progetto War is Personal, un intenso lavoro dedicato ai reduci statunitensi della guerra in Iraq e alle loro famiglie, in mostra per la prima volta a Roma dal 7 giugno presso il 10b Photography Gallery.

Seguirà book signing.

Tra i libri in vendita, in esclusiva un numero di copie limitate di titoli non distribuiti in Italia: War is personal, Exploding into life e The knife and gun club.

Data l’eccezionalità dell’evento, l’ingresso è riservato a un numero limitato d’iscritti. L’incontro si terrà in lingua inglese, con il sostegno di un interprete.

Modalità d’iscrizione e costi:
E’ prevista un’agevolazione per i membri del Collettivo WSP.
Per info e prenotazione inviare i propri dati personali e di contatto a events@10bphotography.com

Acquisto libri: è possibile prenotare War is personal, Exploding into life e The knife and gun club, fino a esaurimento delle copie disponibili. I possessori della tessera di Officine Fotografiche avranno diritto a uno sconto del 10% sul prezzo di copertina dei volumi acquistati

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Incontro con Diego Mormorio: Lentezza e rapidità nella fotografia

Zone d’Ombra presenta un incontro con Diego Mormorio in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Lentezza e rapiditànella fotografia”.

Dopo il successo di Meditazione e fotografia, Diego Mormorio affronta la storia delle immagini fotografiche con un approccio del tutto insolito e innovativo. In un libro agile e di godevole lettura, racconta la storia della fotografia a partire dal tempo di posa, trattando così il tema della rapidità e della lentezza.

Torna brevemente all’origine greca dell’immagine fotografica, per poi partire dalla prima fotografia di Nicéphore Niepce, ottenuta con otto ore di posa nel 1826-27. Prosegue poi la sua carrellata di immagini, passando dalla prima dagherrotipia in cui compare una persona e giungendo infine alle immagini ottenute con l’illuminazione stroboscopica ottenute dall’ingegnere elettronico americano Harold Eugene Edgerton e dal grande fotografo di origine albanese Gjon Mili.

Diego Mormorio va dunque dalle immagini ottenute con lunghissime pose fino a quelle realizzate con un milionesimo di milionesimo di secondo, non senza aver portato il lettore nell’affascinante mondo del primo reportage, realizzato nel 1843 dagli scozzesi David Octavius Hill e Robert Adamson, nel villaggio di pescatori di Newhaven, vicino a Edimburgo, ora parte di questa città.

info: Giovedì 26 Maggio 2011, ore 20:45. Via Bari 22. Roma

Francesca Woodman, la fotografia fra mistero, solitudine e tormento:mostra fotografica a Roma

(c) Francesca Woodman

Scatti in bianco e nero, donne e uomini nudi, oggetti abbandonati sui tavoli. Nelle immagini di Francesca Woodman appare un mondo quasi abbandonato, dimenticato. Individui soli, quasi sospesi all’interno di ambienti vuoti. Nelle opere c’è una forza particolare, un velo di mistero.  L’artista, una delle fotografe più quotate del momento, incominciò a lavorare a 13 anni, quando le fu regalata la sua prima macchina fotografica. Non si fermò mai fino a quando, a soli ventidue anni, si buttò dalla finestra dello studio di New Yprk nel quale lavorava.

La mostra. Ora Roma la celebra con una mostra che si terrà dal 23 maggio fino al 19 giugno a Il museo del Louvre (Via della Reginella 28). In tutto 77 opere inedite tra foto, lettere e altro materiale. L’esposizione precedela retrospettiva personale sull’artista che si terrà prima al Moma di San Francisco, a fine anno, e poi nel 2012 al Guggenheim di New York.

In mostra a Roma fotografie vintage con interventi grafici dell’artista, (‘Angelo per Cristianò, ‘Al contrario’, ‘Riso e ricotta’), la serie del guanto (ispirata a Max Klinger) realizzata al bar Fassi di Roma nel 1978. E ancora gli inviti originali della sua prima mostra alla libreria Maldoror di Via di Parione e tre suoi disegni di grande formato. C’è poi la sua corrispondenza privata tra cui  due lettere blue-print, cartoline, messaggi cifrati, rebus, riflessioni scritte dall’artista sui processi creativi, idee per allestimenti, notizie su le tecniche di stampa e la ricerca di soggetti e spazi per le sue fotografie.

FOTO 

L’immagine come fondamento d’azione. Per conoscere quest’artista basta guardare con attenzioe i suoi lavori. La Woodman ha sempre dichiarato che a fondamento di ogni azione, di ogni immagine prodotta, di ogni pensiero espresso attraverso le immagini, non c’è niente altro che sé stessa.

In occasione dell’inaugurazione della mostra e fino al 29 maggio, nello spazio espositivo Opera Unica, sempre a via della Reginella 26, Sabina Mirri presenterà ‘Con caffe’ con panna’: quattro acrilici su carta, omaggio a Francesca Woodman che l’artista ha realizzato rivisitando le quattro fotografie della ‘Serie del Guanto’ che le vede ritratte insieme al bar Fassi di Roma nel 1978.

Il periodo romano. Francesca Woodman ha vissuto a Roma tra il 1977 e il 1978 frequentando, tra l’altro, la libreria Maldoror dove ha esposto per la prima volta le sue fotografie. In occasione della mostra a cura di Giuseppe Casetti sarà poi presentato il volume ‘Francesca Woodman photographs’ di Giuseppe Casetti e Francesco Stocchi, edito da Agma. Un racconto visivo che, per la prima volta si allontana, nella forma e nel contenuto, dall’indagine sull’opera fotografica dell’artista, nella ricerca di scoprire tra le parole e i segni, le tracce di un’esperienza artistica d’eccezione.

La scatola con il suo lavoro. L’avventura che racconta questa mostra parte da una scatola di fotografie consegnata dall’artista a Giuseppe Casetti (allora, si faceva chiamare ‘Cristiano’ Casetti): “Un giorno mi si è avvicinata, mi ha dato una scatola di tela grigia e ha detto: “Io sono una fotografa”. Ho aperto la scatola – dice Casetti – e sono rimasto sedotto. Era la prima volta che vedevo le sue fotografie. Ero disorientato dal cortocircuito tra l’apparenza adolescenziale e la forza di quelle immagini. Non riuscivo a credere che dietro quel suo aspetto di giovinetta si celasse una donna di un’energia tanto forte. E’ stata una meraviglia e una gioia: davanti a me avevo una grande artista”.

fonte: http://www.repubblica.it

Festival di Lodi World Report Award 2011: Vince Fausto Podavini

(c) Fausto Podavini - Mirella

Ancora complimenti al nostro amico e insegnante “ufficiale” del Collettivo WSP, Fausto Podavini, che con il reportage Mirella, vince il concorso fotografico indetto dal festival della Fotografia etica di Lodi.

Si è appena conclusa la prima edizione di World.Report Award | Premio Italiano di Fotogiornalismo, al quale hanno partecipato fotografi di fama internazionale con oltre 240 reportage provenienti dai 5 continenti, cosa che ha permesso di raggiungere sin da subito un livello e una qualità dei lavori dei partecipanti altissima.

Un importante ringraziamento è dovuto alle agenzie fotografiche, alle associazioni di fotografi, alle scuole di fotografia e a tutti quanti si sono adoperati attivamente per la diffusione del premio.

Un ringraziamento ulteriore a tutti i fotografi che hanno partecipato  con i loro lavori e che hanno ritenuto il premio un luogo di confronto importante e significativo.

La giuria,  formata da componenti dello staff del Festival della Fotografia Etica e del il festival ArtèFoto, con la collaborazione esterna del direttore della rivista “Il FotografoSandro Iovine, assegna il premio della prima edizione del World.Report Award  a Fausto Podavini con il reportage “MI RE l LA”.

La giuria ha ritenuto il lavoro meritevole del premio in quanto ha saputo usare al meglio la comunicazione per immagini fotografiche per raccontare una storia personale e delicata, rendendola universale e vicina.
L’autore ha saputo comunicare emozioni e informazioni in modo completo, intimo e attento.
Il profondo, preciso e stretto legame tra le singole immagini ha raggiunto un altissimo livello narrativo complessivo, unendo perfettamente l’alta qualità delle singole immagini con il senso del racconto, della storia e del reportage che il lavoro ben trasmette nel suo insieme.

MiRelLa

(c) Fausto Podavini

Tre note musicali.
L’Aggiunta di una ”l” fa di queste 3 note un nome di donna. Mirella.
Basta l’aggiunta di una lettera e le tre note diventano sinonimo di Forza, Amore, Dedizione.

Mirella 71 anni.
Alle sue spalle 43 anni vissuti insieme all’unica persona che abbia mai amato, 43 anni di condivisione, di difficoltà superate insieme, di sorrisi e di momenti belli; una famiglia, una casa, valori trasmessi.
Ma è ormai da alcuni anni che le sue giornate sono cicliche e monotone, ma con dedizione, forza e amore, (Mi Re La) prova a guardare avanti… finché c’è vita c’è speranza… dall’altra parte però i ricordi si consumano giorno dopo giorno, lentamente inesorabili.

MI-RE-LA è la storia dell’amore di una donna per il proprio marito, ritrovatasi all’improvviso ad affrontare da sola la più grande difficoltà mai vissuta, fatta di speranze e incredulità, angoscia e rassegnazione, dolore e impotenza.

Sono 35,6 milioni le persone con demenza oggi nel mondo.
Il dato è destinato quasi a raddoppiare nei prossimi vent’anni con 65,7 milioni di malati nel 2020 e 115,4 milioni nel 2050.
I paesi più colpiti sono: Cina, India e America Latina. Il 58 per cento delle persone con demenza vivono nei paesi in via di  sviluppo, saranno il 71 per cento nel 2050.

Sebbene la demenza colpisca prevalentemente le persone anziane, vi è una crescente consapevolezza di casi che iniziano prima dei 65 anni. Dopo i 65 anni, la probabilità di essere colpiti da demenza raddoppia circa ogni 5 anni.

Le persone affette da demenza, i loro familiari e amici sono colpiti a livello personale, emozionale, finanziario e sociale. La mancanza di consapevolezza è un problema globale. Una giusta comprensione dei costi della società causati dalla demenza e di come impattino sulle famiglie, sui servizi sanitari e sociali e sui governi potrebbe aiutare ad affrontare questo problema.

“E’ fondamentale che i Governi e i politici di tutto il mondo prendano atto che il costo della demenza continuerà a crescere ad un tasso allarmante e che vi è la necessità di operare per migliorare i servizi di assistenza e supporto, il trattamento e la ricerca sulla demenza in tutte le regioni del mondo.” (tratto da “Rapporto Mondiale Alzheimer 2010“).

Il lavoro vuole raccontare la sindrome di Alzheimer attraverso gli occhi di chi questa sindrome la vive veramente in prima persona, ovvero il familiare che accudisce il malato. In maniera particolare in questa malattia, chi accusa un forte trauma non è solamente il malato ma più che altro i familiari che lo assistono. Il riuscire ad accettare uno “spegnimento” progressivo psico-cognitivo della persona amata, non è sempre facile ed il più delle volte impossibile.

Visita della mostra con l’autore: Domenica 22 maggio ore 17:30
Chiostro del Museo Paolo Gorini, piazza Ospitale 10

Tutte le info: http://festivaldellafotografiaetica.it/

Non ci resta che andare tutti a Lodi per assistere alla premiazione e alla mostra dal vivo!!
COMPLIMENTI!!!

My Broken World Fotografie di Francesca Cao e Michela Palermo

My Broken World

Alle 19.34 del 23 novembre 1980 la terra ha tremato per novanta secondi in Irpinia, Basilicata ed Alto Sele. Novanta secondi per togliere la vita a 2.998 persone, strappare la casa ad altre 280mila, cambiare la geografia dei luoghi e produrre illusioni che sarebbero state velocemente deluse.

L’area irpina, epicentro del sisma, vide bruscamente interrompersi il già faticoso processo di sviluppo del territorio, tra i più poveri dell’Italia meridionale: i circa 26 miliardi di euro investiti dal Governo per la ricostruzione, parzialmente dispersi in infiniti rivoli di corruzione e distrazione delle risorse, hanno stentato a tradursi, nei decenni successivi, in un reale progresso.

A trent’anni di distanza dall’evento che ha segnato un “prima” e un “dopo” nella storia del Sud Italia, due fotografe hanno incrociato i loro sguardi e le loro rotte in questa terra spezzata, per raccontare il susseguirsi delle stagioni, i colori che cambiano, la vita che si ostina, la fatica quotidiana di quelli per cui il terremoto non è mai finito.

My broken world è allora il racconto per immagini di un mondo andato in frantumi. Di una terra attraversata da crepe profonde, da strappi non ricuciti. Delle vite sospese di chi è rimasto, incastrato in un tempo immobile.
My broken world è uno sguardo sui frutti imprevisti di un sisma che ha scosso la terra come una rivoluzione: allargando orizzonti, liberando energie, creando nuove reti, mettendo in discussione le certezze.

È il mondo spezzato di Michela Palermo, nata in Irpinia nell’anno del terremoto, e tornata nei luoghi della sua infanzia per documentarne il cambiamento.
È il mondo rotto di Ernestina, 66 anni, che Francesca Cao ha messo al centro del suo obiettivo, testimoniando la vita sospesa di una donna che dal 1985 vive in un container di amianto nell’attesa – infinita – di poter entrare nella casa che lo Stato le ha promesso ma che non ha mai finito di costruire.

Con due registri diversi, uno più onirico e evocativo, l’altro più documentaristico, le due fotografe hanno scritto una storia comune: Michela Palermo, nel ritrarre i luoghi del sisma, le cicatrici del territorio, gli strani frutti della ricostruzione, ha documentato il proprio paesaggio interiore, e la sofferta disillusione di chi affonda le proprie radici in una terra dove l’eterno incompiuto non stupisce e non indigna più nessuno. Francesca Cao, nel registrare i dettagli e i rituali dell’intimità domestica di Ernestina, ha dato voce all’ostinata lotta per un’esistenza dignitosa che ha accomunato, in trent’anni, moltissimi abitanti di questa regione ferita.

dal 14 aprile al 7 maggio 2011
Mandeep Photography and Beyond

a cura di Irene Alison

Insieme per la legalità: Mostra fotografica di Letizia Battaglia

Insieme per la LEGALITA’ Inaugurazione mostra fotografica di Letizia Battaglia

immagini di una fotografa antimafiasabato 2 aprileore 18.30 | Centro Foscolo, Comune di Corsico ( MI)
a cura di Mariachiara Di Trapani

(c) Letizia Battaglia

Oltre 30 le immagini esposte per raccontare l’ impegno militante della fotografa antimafia Letizia Battaglia.   E’ il 1974 quando all’età di 39 anni inizia a lavorare come fotoreporter per L’Ora, quotidiano antifascista del pomeriggio. Il giornale le affida il ruolo di responsabile del servizio fotografico. Sono gli anni in cui la mafia incalza in un susseguirsi di azioni delittuose. La radio della redazione è sempre sintonizzata sulle frequenze della polizia, e lei insieme al suo compagno Franco Zecchin è sempre pronta a raggiungere a tutte le ore, a bordo della vespa, i luoghi degli efferati omicidi.  Scatto dopo scatto Letizia diventa testimone di una guerra civile che produce ogni giorno nuove vittime. “Nei corpi riversi di giudici, giornalisti, spacciatori, poliziotti, preti, prostitute, bambini innocenti era difficile cogliere la speranza.” Queste foto oltre a documentare un mondo in tragedia, esprimono la solidarietà verso la povertà, la rabbia verso la corruzione e tutto quello che è prepotenza. Letizia con la sua k1000 o con una vecchia Leica compone il diario visivo di donne e uomini le cui esistenze sono state annullate dalla violenza mafiosa. Tra i soggetti ritratti oltre le oscure pozze insanguinate ed disarticolati cadaveri , dominano le donne, i bambini e le adolescenti che sognano la bellezza, l’amore, l’autonomia…”Le donne sognano. Io sono stata una bambina felice fino a 10anni, poi mi è stata tolta la libertà (…) Da allora cerco dentro di me questa bambina.A proposito del ritratto della bambina con il pallone vorrei condividerne il racconto del momento precedente lo scatto. “  Erano le due del pomeriggio ed ero seduta al tavolino di un bar all’aperto vicino il porto di Palermo. Da lontano noto questa piccola bambina che gioca da sola a tirare in aria il suo pallone. Ero lontana almeno 20 metri. In lei, pallida con le occhiaie i capelli lisci e magra, c’ è una di quelle bambine che cerco. Mi alzo e la raggiungo. Senza parlare, con la mano la dirigo e con ferma dolcezza la  metto in posa addossandola al portone alle sue spalle. Non ha reagito. In silenzio ho scattato”.
Le sue immagini non finiscono solo sul giornale, sono anche uno dei primi strumenti con cui decide di ribellarsi al potere culturale mafioso, ai soprusi e ai conniventi silenzi.  Così alla fine degli anni ’70, attacate le foto degli omicidi più cruenti e no su pannelli di compensato, per cercare di mobilitare e indignare le coscienze dei cittadini, le porta in giro nelle piazze dei piccoli paesi della Sicilia. Nascono le prime mostre itineranti.
Sono passati trent’anni e la forza di queste immagini e l’ urgenza della testimonianza continuano ad essere dominanti oggi come allora.

La mostra si chiude con un ritratto degli ultimi anni, Palermo,2008. Serena, Rielaborazione,  dove il corpo nudo della giovane donna domina e rivitalizza uno scatto storico. Dagli inizi degli anni 2000 Letizia si dedica a realizzare una serie d’ immagini in cui  la  stampa di una foto del passato segnata da dolore e morte fa da sfondo ad una figura femminile. Al passato di morte custodito nel suo archivio si contrappongono eterei primi piani e sincere nudità per trasformalo in un presente riscattato dalle donne.

Orvieto 2011: vince Fausto Podavini fotografo FIOF 2011

(c) Fausto Podavini - Mirella (1 Premio sezione "Storie")

(c) Fausto Podavini - 1 Premio Sezione "Reportage"

Si è svolta questo week end a Barletta, la cerimonia che ha assegnato gli Awards 2011 di uno dei concorsi più attesi dell’anno.

Il Collettivo WSP rinnova i complimenti al suo amico, nonché docente dei Corsi di Fotografia Base e Laboratorio, Fausto Podavini, vincitore del Primo Premio Categoria “reportage”, del Primo Premio Categoria “storia”, nonché vincitore assoluto e fotografo dell’anno FIOF 2011.

Altri vicnitori:

Matrimonio: Gianfranco Ferraro
Commerciale: Jose Luis Guardia Vazquez
Ricerca: Cosma Damiano Lamonaca

Per tutte le news e gli altri vincitori, visita il sito del concorso: http://www.fiof.it/

Home Works: Incontro con Joakim Eskildsen

Giovedì 10 marzo ore 19:00 presso MiCamera – Milano

Incontro con Joakim Eskildsen

(c) joakim eskildsen

Durante l’editing del fortunato e splendido “The Roma Journeys” e a conclusione di oltre 10 anni di vita passati costantemente in viaggio, Joakim Eskildsen volge lo sguardo al proprio ambito più intimo raccogliendo le memorie dei tanti traslochi e la nascita dei figli, cominciando a fotografare costantemente la casa e la famiglia. Nasce così un nuovo progetto che sta diventando un libro dal titolo, per l’appunto, “Home Works”, di prossima pubblicazione per le prestigiose edizioni Steidl.

Una serata insieme all’autore per conoscere in anteprima il nuovo progetto.

Joakim Eskildsen ha studiato l’arte di produrre un libro fotografico con Jyrki Parantainen e Pentti Sammallahti presso l’Università di Arte e Design di Helsinki e in seguito realizzato diversi progetti di successo, raggiungendo la grande popolarità nel 2007 grazie al libro “The Roma Journeys”, resoconto di un viaggio di 6 anni attraverso il mondo e la cultura rom. Il volume è il frutto di un lungo progetto realizzato insieme alla moglie e scrittrice Cia Rinne ed è accompagnato da un’introduzione di Günter Grass e da un CD musicale. Un lavoro fotografico che richiama la tradizione del grande reportage e che si distingue per la forte caratterizzazione delle intenzioni e dei contenuti.

***
MiCamera – photography and lens-based arts
via Medardo Rosso,19 | 20159 Milano
http://www.micamera.it | associazione@micamera.it (galleria, eventi)
http://www.micamera.com | info@micamera.com (libreria)

Temporary?Landscapes: presentazione del progetto

Temporary?Landscapes

Da circa due anni Massimo Mastrorillo sta portando avanti un progetto di documentazione su L’Aquila e le conseguenze del terremoto in questa città e nella provincia. Il 6 aprile, data del secondo anniversario del terremoto, le sue foto saranno esposte per le vie del centro storico e dei paesi limitrofi: un modo per restituire L’Aquila ai suoi abitanti e stimolare una riflessione sulla costruizione del futuro della città.

Temporary? Landscapes è un progetto no profit e low budget che prevede più iniziative: un’installazione di poster a L’Aquila e in alcuni dei paesi limitrofi, una mostra itinerante, un newspaper e un blog. I fondi raccolti attraverso il crowdfunding serviranno a finanziare gli spostamenti, la produzione del progetto, le stampe dei poster e la pubblicazione del giornale. Il budget necessario ad arrivare alla fine di questo progetto è di 5.000 euro. Su questa pagina sarà possibile seguire quanto raccolto nel corso del tempo e come queste somme saranno investite.
Presentazione:  Giovedì 3 marzo ore 1900 presso Mandeep Photography and beyond
Via dello scalo san lorenzo 55

IL SILENZIO DELLA MEMORIA – WORKSHOP CON IVO SAGLIETTI

The Silence of the Memory – WORKSHOP WITH IVO SAGLIETTI
4 -10 febbraio 2011

Il Silenzio della memoria

“IL SILENZIO DELLA MEMORIA” WORKSHOP CON IVO SAGLIETTI

“Quindi vennero la Seconda Guerra Mondiale, Hitler nelle nostre città e nelle nostre case. A ben guardare i fatti, le società europee, se non gli individui uno per uno, meritavano quel che stava loro capitando: il loro modo di vita valeva veramente troppo poco, basato com’era sull’egoismo da una parte e su ideali non più creduti
dall’altra.”
Albert Camus Febbraio 1946.

Il Workshop, con partenza da Torino in treno il 4 Febbraio e ritorno 10 febbraio, si realizzerà in Polonia, con soggiorno a Cracovia e riprese fotografiche nei campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau.
Il Treno della Memoria attraverserà l’Europa della deportazione: Austria, Germania, Repubblica Ceca, l’arrivo in Polonia a Cracovia è previsto per il 5 Febbraio.

Costo comprensivo di viaggio, ospitalità in Ostello, trasporto giornaliero Cracovia- Campi: 850 €. Restano escluse cene e spese personali.

Informazioni: Ivo Saglietti ivo@ivosaglietti.com +39 328 72 45 962
http://www.prospekt.it/photographer.php?id=14