Inaugurazione mostra WPP 2018

wpp18.jpegAnche quest’anno, la mostra del World Press Photo, l’importante concorso fotogiornalistico che ha recentemente decretato i suoi vincitori ad Amsterdam, arriva a Roma nella sede di Palazzo delle Esposizioni.

La mostra è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography.

La mostra del World Press Photo 2018 si tiene a Roma, in prima assoluta italiana, presso il Palazzo delle Esposizioni dal 27 aprile al 27 maggio 2018. Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Ogni anno, da più di 60 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata ad esprimersi su migliaia di domande di partecipazione inviate alla Fondazione World Press Photo di Amsterdam da fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo.
Per l’edizione 2018 la giuria, che ha suddiviso i lavori in otto categorie, tra cui la nuova categoria sull’ambiente, ha nominato 42 fotografi provenienti da 22 paesi. Tra i vincitori anche 5 italiani: Alessio Mamo, secondo nella categoria People – singole; Luca Locatelli, secondo nella categoria Environment – storie; Fausto Podavini, secondo nella categoria Long-Term Projects, Giulio di Sturco, secondo nella categoria Contemporary Issues – singole e Francesco Pistilli, terzo nella categoria General News – storie. In totale, ci sono 307 fotografie nominate nelle otto categorie.
La foto dell’anno, scelta nella categoria Spot News, è di Ronaldo Schemidt (Caracas, 1971), fotografo venezuelano dell’Agence France Presse. Ad essere premiato, uno scatto che ritrae un ragazzo in fuga, avvolto dalle fiamme, durante una manifestazione nel maggio del 2017, contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas. Magdalena Herrera, presidente della giuria e photo editor di Geo France, ha così commentato: “È una foto classica, ma che possiede un’energia fortemente dinamica. I colori, il movimento e la forza della composizione trasmettono un’emozione istantanea”.

L’esposizione del World Press Photo 2018 non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

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Il reportage sociale: fotografia per informare e cambiare il mondo.

La realtà dei fotografi è il ciclo di seminari di storia della fotografia proposto da WSP Photography, giunto al suo secondo appuntamento.

Ben Shahn Children of Destitute Mountaineer, Arkansas (1935)

© Ben Shahan

Il secondo incontro racconta l’evoluzione del concetto di fotografia di documentazione: dalla pura registrazione della realtà – sia pure all’interno di determinati canoni estetici – a una narrazione sociologica e fotogiornalistica, che ha il preciso scopo di portare alla luce un mondo sommerso di miseria e sfruttamento, e di fare appello alle coscienze di un pubblico borghese benestante.

Immaginata da Henry Fox Talbot, uno dei suoi inventori, come una “matita della natura”, la fotografia sin dal suo esordio viene esaltata come strumento di registrazione della realtà puntuale ma non asettico, capace anzi di integrare in sé il valore aggiunto di una visione estetica e di un pensiero etico.

Questo ciclo di seminari è rivolto sia a studenti che a semplici appassionati di fotografia, interessati a conoscere e/o approfondire quei movimenti di pensiero e quei generi fotografici che nel tempo si sono proposti di fornire testimonianza della realtà, della società, degli eventi e dei mutamenti storici, facendo della documentazione un’arte e un impegno morale verso la società.

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© Dorothea Lange

I seminari sono tenuti da Rosa Maria Puglisi. Rosa Maria Puglisi nasce a Giarre (CT) nel 1967. Dopo la maturità classica si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e si abilta all’insegnamento. Ha un master in “Video, Fotografia,Teatro e mediazione artistica nella relazione d’aiuto”. Nel 1992 frequenta la scuola “Donna Fotografa” di Giuliana Traverso a Milano. Si stabilisce poi a Roma, dove si perfeziona come fotografa presso l’ISFCI; lì insieme ad altri studenti viene selezionata per un progetto di reportage nei luoghi della psichiatria dopo la legge Basaglia. Successivamente lavora come freelance. Dal 2000 in poi ha scritto di fotografia in vari siti specializzati (Cultframe, Fotologie, La Critica, e l’Enciclopedia delle donne) e sul suo blog, “Lo Specchio incerto”. Ha una lunga esperienza d’insegnamento in enti pubblici e privati, e insegna al corso Superiore professionale biennale dell’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), e al Master biennale di fotografia di Exusphoto (Roma). E’ inoltre docente del Corso di formazione triennale in Artiterapie (indirizzo: arti visive, foto, video e teatro) di Nuove Arti Terapie.

Modalità di partecipazione
I seminari sono a numero chiuso. Per partecipare a ciascuno dei seminari è obbligatorio prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org specificando la data o il titolo del seminario a cui si vuole partecipare.

Il costo di partecipazione di ogni seminario è di 10 euro, 30 euro totali se si decide di partecipare a tutti i seminari versando l’intera quota il giorno del primo seminario.

Per conoscere gli altri appuntamenti visitare il sito wsp photography.

Consigli per una Pasqua fotografica

Pasqua in arrivo e tempo incerto come sempre… se avete a disposizione qualche giorno di vacanza o di pausa dai vostri impegni, ecco qualche evento interessante e una selezione delle mostre fotografiche del momento.

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© Frank Horvart

Frank Horvart. Storia di un fotografo
Torino – Palazzi Reali fino al 20/5/2018
Celebre per le sue fotografie di moda, pubblicate dagli anni ‘50 su riviste quali Vogue e Harper’s Bazaar, Frank Horvat è un fotografo eclettico che, nel corso della sua lunga carriera, ha affrontato a livello altissimo svariati temi: il reportage sociale e di viaggio anche per l’Agenzia Magnum, il paesaggio, i ritratti, il rapporto con l’arte.

Magnum Manifesto. Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia.
Roma – Museo dell’Ara Pacis fino al 3/6/18
La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia.
Le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria. 

André Kertész. Un Grande Maestro Della Fotografia Del Novecento
Genova – Palazzo ducale fino al 17/6
Oltre 180 fotografie ripercorrono, suddivise in sezioni, l’intero percorso artistico del maestro ungherese, che in più di cinquant’anni di carriera ha sempre utilizzato la fotografia come se fosse un suo diario visivo, atto a rivelare la poesia dietro le semplici e anonime cose quotidiane, catturate attraverso prospettive uniche e rivoluzionarie.

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mostra Robert Doisneau a Pisa

Robert Doisneau. Pescatore D’immagini
Pisa – Museo della grafica
Curata dall’Atelier Robert Doisneau – Francine Deroudille e Annette Doisneau – in collaborazione con Piero Pozzi, prodotta e realizzata da Di Chroma Photography, ViDi – Visit Different, l’esposizione offre l’occasione di ammirare, attraverso una suggestiva selezione di 70 immagini in bianco e nero, l’universo creativo del grande fotografo francese.

Schegge di periferie. Il neorealismo a Milano.
Milano – Fondazione Matalon fino al 31/3
Ultimissimi giorni per visitare l’esposizione curata da maria possenti , emanuela sesti e italo zannier ,  presenta 70 foto da pellicola negativa kodak in bianco e nero che de pietro, con la sua inseparabile leica, ha scattato a milano tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta.

Se invece siete alla ricerca di qualche evento pasquale da fotografare, c’è l’imbarazzo della scelta. Qui una piccola selezione di eventi.

Per i romani, segnaliamo:

Processione del venerdì santo di Orte (VT), dalle 21.30
Storica processione nel centro del paese, molto suggestiva.
La Tuscia in generale offre diversi eventi e occasioni, qui potete trovare qualche suggerimento.

Sempre nei dintorni di Roma, interessante è la processione del venerdì Santo a Civitavecchia, dalle 20.30.

Scendendo più a sud, ovviamente la Settimana Santa in Puglia offre tantissime occasioni, già a partire da oggi. Noi stessi del WSP siamo rimasti affascinati dalla Settimana Santa a Noicattaro anni fa.

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© Lucia Perrotta

Altro luogo magico per la Pasqua è certamente la Sicilia.
A questo link potete trovare un ricco calendario di eventi sparsi per tutta l’isola.

Buona Pasqua fotografica a tutti.

Sony Awards 2018: annunciati i vincitori Open

La sezione Open è a sua volta divisa in dieci diverse categorie – tra cui still life, street photography, architettura, ritratti, natura – ed è una delle quattro sezioni che completano uno dei più importanti concorsi fotografici al mondo insieme a quella riservata ai fotografi professionisti, ai ragazzi/e dai 12 ai 19 anni e agli studenti di fotografia.

Annunciati anche i 63 vincitori dei fotografi vincitori dei premi nazionali, uno per ogni paese in competizione. Per l’Italia, complimenti a Caterina Bruzzone che si aggiudica il premio con questa foto scattata a Valenza.

caterina bruzzone sony awards 2018

Exit (Uscita) Valenza, agosto 2017(© Caterina Bruzzone, Italia, finalista del concorso Open – Architecture e vincitrice dello Italy National Award, 2018 Sony World Photography Awards)

 

Qui potete trovare la gallery con tutte le foto vincitrici della sezione Open.

La realtà dei fotografi. Seminari di storia della fotografia.

LA REALTÀ DEI FOTOGRAFI4 seminari di storia della fotografia con Rosa Maria Puglisi (2) (1)WSP photography presenta “La realtà dei fotografi”, ciclo di seminari di storia della fotografia, con Rosa Maria Puglisi. Quattro incontri il 23 marzo, 13 aprile, 18 maggio, 15 giugno, dalle ore 19:30.

Immaginata da Henry Fox Talbot, uno dei suoi inventori, come una “matita della natura”, la fotografia sin dal suo esordio viene esaltata come strumento di registrazione della realtà puntuale ma non asettico, capace anzi di integrare in sé il valore aggiunto di una visione estetica e di un pensiero etico.

Questo ciclo di 4 seminari è rivolto sia a studenti che a semplici appassionati di fotografia, interessati a conoscere e/o approfondire quei movimenti di pensiero e quei generi fotografici che nel tempo si sonoproposti di fornire testimonianza della realtà, della società, degli eventi e dei mutamenti storici, facendo della documentazione un’arte e un impegno morale verso la società.

Argomenti e date dei seminari

23 marzo ore 19.30
Pensiero estetico e verismo nella fotografia documentaria ottocentesca.
Nel primo dei seminari si parlerà di come la fotografia – nata in un clima positivista – viene accolta come uno strumento essenziale per la documentazione (scientifica, giudiziaria, antropologica, sociologica, ecc.), ma anche come espressione estetica e originale forma d’arte connessa al naturalismo e al verismo, in contrapposizione all’idea di coloro che invece la definiscono un’arte minore, ancella della pittura.

13 aprile ore 19.30
Il reportage sociale: fotografia per informare e cambiare il mondo.
Il secondo incontro racconta l’evoluzione del concetto di fotografia di documentazione: dalla pura registrazione della realtà – sia pure all’interno di determinati canoni estetici – a una narrazione sociologica e fotogiornalistica, che ha il preciso scopo di portare alla luce un mondo sommerso di miseria e sfruttamento, e di fare appello alle coscienze di un pubblico borghese benestante.

18 maggio ore 19.30
La fotografia racconta la guerra, fra propaganda e denuncia.
Il terzo seminario verte sul reportage di guerra e offre una panoramica di come questo particolare genere fotografico sia mutato nel tempo tanto nei suoi aspetti formali che in quelli contenutistici, procedendo verso un linguaggio espressivo sempre più emotivo volto a coinvolgere lo spettatore e farlo schierare pro o contro.

15 giugno ore 19.30
Il reportage umanistico: bellezza e straordinarietà del vissuto quotidiano.
L’ultimo degli incontri è dedicato a quella forma di reportage in cui la documentazione della vita di tutti i giorni ha acquistato una limpida bellezza e un’inatteso sapore di poesia: la fotografia umanistica, che ha avuto la sua massima espressione nella Francia del secondo dopoguerra.

Docente
Rosa Maria Puglisi nasce a Giarre (CT) nel 1967. Dopo la maturità classica si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e si abilta all’insegnamento. Ha un master in “Video, Fotografia,Teatro e mediazione artistica nella relazione d’aiuto”. Nel 1992 frequenta la scuola “Donna Fotografa” di Giuliana Traverso a Milano. Si stabilisce poi a Roma, dove si perfeziona come fotografa presso l’ISFCI; lì insieme ad altri studenti viene selezionata per un progetto di reportage nei luoghi della psichiatria dopo la legge Basaglia. Successivamente lavora come freelance. Dal 2000 in poi ha scritto di fotografia in vari siti specializzati (Cultframe, Fotologie, La Critica, e l’Enciclopedia delle donne) e sul suo blog, “Lo Specchio incerto”. Ha una lunga esperienza d’insegnamento in enti pubblici e privati, e insegna al corso Superiore professionale biennale dell’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), e al Master biennale di fotografia di Exusphoto (Roma). E’ inoltre docente del Corso di formazione triennale in Artiterapie (indirizzo: arti visive, foto, video e teatro) di Nuove Arti Terapie.

Modalità di partecipazione
I seminari sono a numero chiuso. Per partecipare a ciascuno dei seminari è obbligatorio prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org specificando la data o il titolo del seminario a cui si vuole partecipare.

Il costo di partecipazione di ogni seminario è di 10 euro, 30 euro totali se si decide di partecipare a tutti i seminari versando l’intera quota il giorno del primo seminario.

Ricordiamo che WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL pertanto l’ingresso e tutte le attività, sono riservate ai soli soci. In occasione dei seminari la tessera sarà rilasciata gratuitamente a chi ne fosse sprovvisto.

WPP 20178: Fausto Podavini del WSP tra i finalisti

Il World Press Photo, uno dei più prestigiosi premi fotogiornalistici, cambia le regole. Quest’anno per la prima volta non sono stati annunciati direttamente i vincitori ma i fotografi “nominati” che durante la serata di premiazione il prossimo 12 aprile ad Amsterdam, scopriranno se avranno vinto o meno il primo premio.

I sei finalisti per la foto dell’anno sono: Patrick Brown con un’immagine sulla crisi dei profughi rohingya, Adam Ferguson che ha ritratto alcune ragazze rapite da Boko haram in Nigeria, Toby Melville che ha fotografato le vittime dell’attentato di Londra, Ivor Prickett con due foto scattate a Mosul, in Iraq, e Ronaldo Schemidt che ha documentato le proteste contro il governo in Venezuela.

Per noi grande orgoglio è vedere – di nuovo – tra i finalisti il nome di Fausto Podavini, fotografo, docente e socio del WSP Photography, che già nel 2013 aveva vinto il 1 premio sempre nella categoria Long Term Project, con il bellissimo lavoro “Mirella”.

Il lavoro finalista è “Omo Change“, già vincitore del premio della fondazione Yves Rocher 2017.  L’obiettivo del progetto è quello di documentare la costruzione della diga Gibe III, la più grande centrale idroelettrica in Africa. Questa costruzione cambierà la geografia e l’ecosistema del fiume Omo (patrimonio mondiale dell’UNESCO), danneggiando le comunità locali che vivono di agricoltura e beneficiano delle inondazioni del fiume.
Qui potete vedere il lavoro finalista.

Tra gli altri italiani finalisti anche Giulio Di Sturco, nominato per la foto singola, categoria Contemporary Issues, Luca Locatelli nominato nella categoria Environmental – Storie, e Francesco Pistilli nominato nella categoria General News – Storie.

Grande emozione da parte del WSP photography e di tutti i nostri studenti che attualmente stanno frequentando un intenso percorso di crescita e apprendimento con Fausto Podavini sia con il Laboratorio annuale di reportage  sia con la Masterclass di reportage, al fianco di Giovanni Cocco e Rosy Santella. E dita incrociate fino al 12 aprile.

Nel frattempo, date un’occhiata a tutti i lavori in gara. 

 

 

Eventi di fotografia in autunno

L’autunno si sa, è una stagione bellissima. Nonostante dispiaccia salutare l’estate, il sole e le vacanze, anche questo è un periodo dell’anno che offre tantissimi spunti, soprattutto per noi fotografi.

Alzi la mano chi non si sia mai incastrato a fotografare giochi di luci, ombre e sagome con le foglie d’autunno: appese o a terra? O con il classici riflessi nelle pozzanghere, dopo un bel temporale?

Ma ad autunno è tempo anche di nuovi eventi fotografici. Molte scuole ed associazioni fotografiche ricominciano le attività, con corsi, mostre di fotografia ed incontri. E tanti sono anche i festival di fotografia che si tengono in questa stagione.

Ecco la nostra classifica degli eventi fotografici imperdibili in autunno:

  1. Festival della fotografia etica a Lodi.
    L’ottava edizione di questo interessantissimo festival, soprattutto per gli amanti della fotografia documentaria, sociale e di reportage, si svolgerà nella consueta cornice di Lodi dal 7 al 29 ottobre. Da non perdere le mostre fotografiche:

    • “Destino final” di Giancarlo Ceraudo, un’inchiesta sugli eventi e le conseguenze della dittatura militare argentina e i “voli della morte”.
    • Fabio Bucciarelli, con il suo lavoro sul costo devastante della crisi umanitaria in Sud Sudan: carestia e scoppio del colera.
    • Mads Nissen con  Hope Over Fear – Colombia’s Struggle For Peace, su una delle guerre civili più lunghe del mondo, giunta finalmente al termine.
    • Le mostre dei vincitori del premio fotografico, tra cui Daniel Berehulak, Giorgio Bianchi, che è stato anche ospite al WSP Photography e Emanuele Satolli.
  2. Trieste Photo Days
    Il festival della fotografia urbana che si svolgerà dal 24 ottobre al 13 novembre, una rassegna che esplora la contemporaneità attraverso tutte le forme di fotografia. ambientate nel tessuto urbano.
  3. Robert Doisneau: pescatore d’immagini
    Il fotografo francese, tra i più importanti del ‘900, autore della celebre opera “Il bacio” (Baiser de l’Hôtel de Ville) arriva al Broletto di Pavia, dal 24 ottobre. La rassegna,  curata dall’Atelier Robert Doisneau – Francine Deroudille ed Annette Doisneau  presenta 70 immagini in bianco e nero che ripercorrono l’universo creativo del fotografo francese.

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  4. Il 77 di Tano D’Amico e Pablo Echaurren
    La storia di una generazione e di un paese raccontata attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani e le opere di un artista tra i più interessanti della scena contemporanea. Fino al 14 gennaio al Museo di Roma in Trastevere.
  5. Photolux Lucca
    L’edizione 2017 della Biennale di Lucca è dedicata al tema “Mediterraneo”. Occasione imperdibile per visitare il WPP, se ve lo siete persi, e tra le mostre in programma sicuramente quella Koudelka, frutto dei suoi viaggi in 12 paesi del Mediterraneo e Jacques-Henri Lartigue. Il Festival inizierà il 18 novembre e durerà fino al 10 dicembre.

Per quanto riguarda la nuova stagione dei corsi di fotografia, presenti anche noi. Il 27 settembre alle 19:30 terremo una presentazione di tutti i corsi di fotografia in partenza presso il WSP photography Roma. Base, avanzato, reportage, fotografia di ritratto, fotografia di paesaggio e architettura, photoshop e tante altre attività per una nuova stagione di grande fotografia a Roma. L’ingresso è libero, qui tutte le info: http://www.collettivowsp.org/presentazione-corsi-di-fotografia/
Vi aspettiamo!

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La mostra di Cristina Garcia Rodero che lascia “A boca abierta”

Siamo stati a visitare la mostra fotografica “Con la boca abierta” della fotografa spagnola Cristina Garcia Rodero, esposta presso la sede dell’Instituto Cervantes in Piazza Navona, fino al 24 febbraio.

La prima retrospettiva a Roma di Cristina Garcia Rodero.
La mostra raccoglie una summa di oltre 50 foto, frutto di un editing serrato su una produzione di oltre 3000 fotografie dalla fine degli anni 70 ai giorni nostri.
Il fil rouge che lega le opere esposte sono le espressioni che accomunano i soggetti ritratti: sorrisi, sbadigli, urla di gioia o dolore, sorpresa, paura, stupore.
Una carrellata di emozioni che passa di bocca in bocca e che è diventata il tema di una mostra che racchiude alcune delle foto più significative dell’autrice.
Si comincia da un parto, dall’urlo di un neonato che viene al mondo e si finisce con un funerale, dove è la morte a chiudere la bocca al defunto e a spalancare il dolore di amici e familiari, girando dagli angoli più vicini alla sua città natale Puertollano fino a quelli più sperduti del globo e passando per avvenimenti attuali come il Burning Man Festival in Nevada o le Love Parade in Germania.

Non manca quindi quel tocco geniale che caratterizza lo stile della Rodero, la fotografa di Puertollano, prima fotografa spagnola ad entrare nella prestigiosa agenzia fotografica Magnum e diventarne membro permanente dal 2009.

I riti e i popoli: i topos della fotografia di Cristina Garcia Rodero

Ritualità e tradizioni popolari sono sempre il fulcro su cui la fotografa pone il suo occhio attento.

Nella sua fotografia si mischiano antropologia, letteratura, arte, sacro e profano. Attraverso la ricerca delle radici del popolo la fotografa si concentra sul ruolo svolto dalla persone, sempre presenti nelle sue fotografie,  riflettendo sulla relazione che le lega alla natura del luogo grazie alla ritualità stessa.

Le sue indagini su riti e spiritualità partono proprio dal suo paese, la Spagna, grazie ad una borsa di studio che riceve nel 1973. La sintesi di questo grande progetto viene pubblicata nel 1989 con il titolo, “España oculta”, che riceve il premio al miglior libro fotografico alla XX edizione degli Incontri Internazionali della Fotografia di Arles (Francia) e che le porta la vittoria del prestigioso Eugene Smith Grant.

Dalla Spagna la sua attenzione si sposta sulle aree del mediterraneo, concentrandosi su Africa e America latina. Notevole per la sua intensità il racconto sul culto di Maria Lionza in Venezuela,  le bellissime immagini della serie dei  pellegrini haitiani o le immagini dall’Holi Festival in India. Un viaggio intorno al mondo, alla ricerca delle profonde radici che legano i popoli alle proprie terre e alle proprie tradizioni.

La mostra “Con la boca abierta” ci mostra in pieno la bravura e la genialità di Cristina Garcia Rodero, passando per alcune delle sue fotografie più famose a scatti inediti che siamo sicuri vi lasceranno davvero a bocca aperta. Ma affrettatevi, la mostra chiude il 24 febbraio.

Se volete restare aggiornati sulla prossima visita di gruppo organizzata da wsp photography, un modo per condividere insieme la passione e conoscere piccoli e grandi autori, iscrivetevi alla nostra newsletter mandando una richiesta a: info@collettivowsp.org

Breve guida per scegliere un corso di fotografia

 

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Con l’arrivo dell’autunno, piovono anche i corsi di fotografia.
Molte scuole di fotografia a Roma e un po’ in tutta Italia rilanciano, proprio in questi mesi, la nuova stagione dei corsi e delle attività.

Ma, tra le tante proposte, come fare per scegliere il corso di fotografia più adatto a te?
Ecco qualche piccola indicazione:

  1. La scuola/organizzazione: meglio affidarsi ad organizzazioni consolidate, che portano avanti le loro attività da anni e con successo che affidarsi a realtà dell’ultim’ora.Il web e i social offrono diverse possibilità per documentarsi e scegliere con cognizione: cerca recensioni o opinioni da parte di persone che abbiano già frequentato corsi o attività presso la struttura selezionata. Guarda anche la natura e la tipologia di organizzazione. Se cerchi una scuola professionale, che può rilasciare ad esempio attestati, oppure una realtà più socievole, dove unire alla formazione anche la possibilità di conoscere nuove persone attraverso eventi ed attività organizzate durante l’anno.
  2. I docenti: essere bravi fotografi non coincide necessariamente con l’essere dei bravi docenti. Prova a reperire informazioni sui docenti: guarda innanzitutto se ti piacciono le loro foto, se si avvicinano al tuo stile o alla tua idea di fotografia e soprattutto se abbiano già tenuto corsi e non siano improvvisati.
    Molto utile anche se ad esempio siano disponibili a colloqui conoscitivi per chiarirti dubbi e perplessità.
  3. La tipologia del corso: le regole base della fotografia non sono poi molte, ma per fortuna ci sono tanti stili con cui sbizzarrirsi. Dal ritratto, al paesaggio alla fotografia nottura, al reportage, al fotogiornalismo. Prima di approfondire e cimentarti con nuovi linguaggi, sarebbe però opportuno interrogarti su quali siano le tue conoscenze di partenza.Quante foto infatti sono troppo spesso realizzate in modalità automatica, con poca cognizione dei meccanismi base (vedi coppie tempi-diaframmi, iperfocale, profondità di campo, ISO ecc.) che sono poi quelli che ti permettono di sperimentare e creare in tutta autonomia.

    Prima quindi di scegliere tra un corso di fotografia di ritratto o di reportage o di paesaggio, chiediti se conosci davvero il mezzo o se sia utile riprendere le basi o fare pratica con un corso di fotografia avanzato. 

  4. Il programma del corso: è molto importante che il corso preveda sia una parte teorica, necessaria, che una parte pratica. Devono esserci entrambe. Oltre ad esercitazioni da fare in classe e a casa. Ben vengano quindi corsi che offrono da programma uscite fotografiche, esercitazioni e una buona dose di teoria e storia.
  5. Costo, orari e location: certamente anche il costo è una variabile da non trascurare. È opportuno però, come in tutte le cose, cercare una via di mezzo e un costo troppo basso può non esser sinonimo di affidabilità. Un buon corso, strutturato su diverse ore, in una realtà consolidata e con un buon corpo docente non può e non deve essere svenduto perché deve garantirti qualità. Ad esempio molte realtà offrono la possibilità di rateizzare i costi o personalizzare le modalità di pagamento: informati.Scegli infine una realtà che ti sia il più possibile comoda e che si incastri con il tuo stile di vita: vicinanza a casa, all’ufficio, ai mezzi pubblici o possibili compagni di corso. Ti faciliterà ad organizzare al meglio gli impegni, senza stress.

 

In bocca al lupo per la scelta del tuo corso di fotografia.
Se desideri ricevere altri consigli e informazioni, contattaci a: info@collettivowsp.org

 

 

Cosa ci è piaciuto e cosa non di Master of Photography

sky_mop_-group-photo-1000x600Si è da poco conclusa la prima edizione del primo talent show dedicato alla fotografia, trasmesso da Sky Arte e che ha incoronato l’italiano Gabriele Micalizzi, master of photography.

Abbiamo seguito con interesse l’intero show, che ha visto destreggiarsi 12 partecipanti, tra fotografi professionisti e fotoamatori, da ogni parte di Europa.

Cosa ci è piaciuto di Master of Photography

1. I temi delle sfide sono stati interessanti e ci hanno permesso di vedere i partecipanti destreggiarsi in diversi stili e linguaggi della fotografia: dalla street photography alla fotografia di paesaggio, di scena, alla ritrattistica fino alla fotografia più intima e personale della penultima prova.

2. Gli ospiti. Sicuramente nomi di grande richiamo che hanno dato valore aggiunto al programma portando le loro esperienze e i loro suggerimenti. Ricordiamo tra gli ospiti Franco Fontana, Alex Webb, Bruce Gilden fino alla star dell’ultima puntata: David Lachapelle.

3. Ritmo e montaggio. I tempi televisivi e le logiche del talent hanno reso lo show molto dinamico e fruibile, senza appesantire e lasciando la curiosità di seguire gli sviluppi futuri.

4. L’aver portato la fotografia all’attenzione dei grandi media e delle persone, soprattutto la fotografia di reportage, che è emersa nello stile del vincitore, portando all’attenzione un genere che ultimamente viene troppo spesso dichiarato morto o storpiato nella sua essenza.

Fuori classifica: la goduria nel vedere tutto quel ben di dio di attrezzature, godimento puro!

Ma, quelli che sono stati i pregi della trasmissione, si sono rivelati per certi versi anche i suoi stessi difetti. Ecco

Cosa non ci è piaciuto di Master of Photography

1. Superficialità e approssimazione. Tutto è rimasto molto superficiale e non c’è stato mai modo di approfondire niente dei temi, dei generi, degli ospiti e delle scelte dei giudici, per venire incontro ad un ritmo più snello e veloce. Il risultato però è stato spesso deludente e fastidioso, soprattutto quando alla mercé di grandi autori si è potuto sentir dir loro al massimo due parole e sono state presentate al massimo due fotografie.

2. Il poco tempo dedicato a conoscere di più i partecipanti stessi, soprattutto nella fase di editing.Che cosa li ha spinti di volta in volta a fare una scelta piuttosto che un’altra.A molti sono sembrati fotografi inesperti, sebbene invece abbiano dimostrato di sapersi destreggiare, chi più e chi meglio, in molte situazioni, combattendo con tempistiche e situazioni a volte davvero difficili.

3. Il poco tempo dedicato ai criteri di selezione dei giudici, troppo spesso interrotti all’improvviso dalla Rossellini, sul momento più bello delle loro dinamiche di scelta. Anche le motivazioni per cui di fatto abbia vinto Gabriele Micalizzi sono mancate e per i fotografi che sono soliti partecipare a contest, grant e awards, questo è molto insolito.

4. La presenza della Rossellini è stata più fastidiosa che utile. Con tutto il rispetto, la simpatia  e l’ammirazione, serviva qualcuno più preparato in grado di introdurre e commentare in modo più professionale e competente le sfide.
Una cosa che certamente abbiamo imparato è la conferma di come un bravo fotografo reportagista abbia la capacità, la creatività, la tenacia e la tecnica per destreggiarsi in ogni situazione e genere. Per cui, grandissimi complimenti a Gabriele Micalizzi, che noi già conoscevamo per i suoi lavori, insieme al collettivo Cesura Lab.

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Aspettiamo ora la seconda edizione sperando in qualche miglioramento.

A proposito, se siete interessati, dal 14 settembre potete iniziare ad inviare le vostre candidature: http://www.masterofphotography.tv/