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Food Sustainability Media Award: concorso per giornalisti, fotografi e videomaker.

Il Barilla Center for Food &Nutrition PREMIA CHI SI BATTE PER UN SISTEMA ALIMENTARE SOSTENIBILE.

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Il Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) lancia l’ iniziativa per premiare chi propone soluzioni concrete per rendere il sistema alimentare più sostenibile. Il Food Sustainability Media Award, lanciato insieme alla fondazione Thomson Reuters, che ha ufficialmente aperto le iscrizioni il 9 gennaio e che rappresenta un nuovo premio internazionale rivolto ai media che vogliono mettere in luce alcuni aspetti poco discussi della sostenibilità alimentare.

Il Food Sustainability Media Award è un premio destinato a giornalisti, blogger, freelance e singoli individui che vogliono presentare i propri lavori, sia inediti che già pubblicati, legati alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità, all’agricoltura e alla nutrizione. Saranno accettati articoli, video e foto che puntano a far luce sui paradossi del sistema alimentare, denunciando e proponendo soluzioni per combattere la coesistenza di fame e obesità, lo spreco alimentare e lo sfruttamento della Terra.

Il premio, in particolare, si propone di far luce su tre paradossi che interessano il sistema alimentare mondiale:

  • Fame vs obesità – perché per ogni persona malnutrita nel mondo ce ne sono due che sono obese o sovrappeso
  • Cibo vs Carburante – perché un terzo del raccolto di cereali viene utilizzato per dare da mangiare agli animali o per produrre i biocarburanti, nonostante il problema della fame e della malnutrizione
  • Spreco vs Fame – perché ogni giorno vengono sprecati 1.3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile, quattro volte la quantità necessaria a sfamare 795 milioni di persone malnutrite in tutto il mondo

 

Facendo leva sulla forza dei media, il premio si propone di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione della sostenibilità alimentare, coinvolgendo un audience ampio e internazionale. “Per troppo tempo le questioni intorno alla sostenibilità alimentare sono state discusse da esperti del settore, tagliando fuori dal dibattito le persone comuni” ha dichiarato Monique Villa, amministratore delegato della Fondazione Thomson Reuters. “Con questo premio vogliamo avvicinare le persone comuni a tematiche che sostanzialmente riguardano ognuno di noi, e pensiamo che i media siano il mezzo migliore per raggiungere il nostro scopo”.

Fin dall’inizio, BCFN ha lavorato per sensibilizzare sulla questione del cibo e della sostenibilità. Con questo premio ci auguriamo di alimentare il dibattito mondiale su questi temi, attraverso il fondamentale lavoro dei media – convenzionali e non – per informare il pubblico sul problema dei paradossi alimentari e provare a trovare delle soluzioni” ha dichiarato Guido Barilla, Presidente BCFN.

Il Food Sustainability Media Award si divide in tre categorie: giornalismo scritto, video e foto. Per ogni categoria verrà premiato un lavoro inedito e uno già pubblicato.

I vincitori premiati per un lavoro già pubblicato riceveranno un premio di 10.000 euro. I vincitori che presenteranno lavori inediti riceveranno come premio un viaggio completamente spesato per partecipare ad un corso di media training sulla sostenibilità alimentare organizzato dalla Fondazione Thomson Reuters. Inoltre, i lavori inediti dei vincitori verranno pubblicati sui siti della fondazione Thomson Reuters e della Fondazione BCFN, oltre a essere distribuiti attraverso l’agenzia di stampa di Reuters che conta circa un miliardo di lettori.

 

La giuria

Tutti i pezzi selezionati saranno valutati da una giuria d’eccellenza formata da professionisti di primo piano nel campo del giornalismo, della fotografia e delle politiche di sostenibilità alimentare. La giuria include:

  • Environment Correspondent at The Economist, Miranda Johnson
  • Author and Photographer, Finbarr O’Reilly
  • Director of Partnerships, Advocacy and Capacity Development at the Food and Agriculture (FAO) Organisation of the United Nations, Marcela Villareal
  • Founder of Food Tank, Danielle Nierenberg
  • Director of La Repubblica, Mario Calabresi
  • Director of Global Advocacy for the Jamie Oliver Food Foundation, Olly Buston
  • Founder of the African Journal of Food, Agriculture, Nutrition and Development, Ruth Oniang’o
  • Director of Communications at the International Fund for Agricultural Development, Cassandra Waldon
  • Thomson Reuters Foundation Climate Editor, Laurie Goering

    Consegna dei lavori

    I pezzi potranno essere presentati dal 9 gennaio fino al 31 maggio 2017 e i partecipanti potranno iscriversi al contest attraverso il sito web del Food Sustainability Media Award http://www.goodfoodmediaaward.org. I vincitori di ogni categoria saranno annunciati durante l’ottavo Forum Internazionale della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) il 5 dicembre 2017.

    Director of Partnerships, Advocacy and Capacity Development at the Food and Agriculture (FAO) Organisation of the United Nations, Marcela Villareal.

 

 

Thomson Reuters Foundation

La Fondazione Thomson Reuters, divisione filantropica del più grande provider di informazione, opera per promuove in tutto il mondo il progresso socio-economico. L’organizzazione gestisce iniziative che informano e collegano persone in tutto il mondo: accesso ad assistenza legale gratuita, formazione media e training, visibilità mediatica per storie meno conosciute e la Organizzazione della Trust Woman Conference.

Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition

La Fondazione BCFN è un centro di ricerca multidisciplinare che analizza le cause e gli effetti che le relazioni economiche, scientifiche, sociali e ambientali hanno sull’alimentazione. Produce contenuti scientifici che possono essere utilizzati per informare ed aiutare le persone ad una scelta responsabile per quanto riguarda alimentazione, nutrizione, salute e sostenibilità.

Per tutte le informazioni e per partecipare al bando:
http://www.goodfoodmediaaward.com/

La mostra di Cristina Garcia Rodero che lascia “A boca abierta”

Siamo stati a visitare la mostra fotografica “Con la boca abierta” della fotografa spagnola Cristina Garcia Rodero, esposta presso la sede dell’Instituto Cervantes in Piazza Navona, fino al 24 febbraio.

La prima retrospettiva a Roma di Cristina Garcia Rodero.
La mostra raccoglie una summa di oltre 50 foto, frutto di un editing serrato su una produzione di oltre 3000 fotografie dalla fine degli anni 70 ai giorni nostri.
Il fil rouge che lega le opere esposte sono le espressioni che accomunano i soggetti ritratti: sorrisi, sbadigli, urla di gioia o dolore, sorpresa, paura, stupore.
Una carrellata di emozioni che passa di bocca in bocca e che è diventata il tema di una mostra che racchiude alcune delle foto più significative dell’autrice.
Si comincia da un parto, dall’urlo di un neonato che viene al mondo e si finisce con un funerale, dove è la morte a chiudere la bocca al defunto e a spalancare il dolore di amici e familiari, girando dagli angoli più vicini alla sua città natale Puertollano fino a quelli più sperduti del globo e passando per avvenimenti attuali come il Burning Man Festival in Nevada o le Love Parade in Germania.

Non manca quindi quel tocco geniale che caratterizza lo stile della Rodero, la fotografa di Puertollano, prima fotografa spagnola ad entrare nella prestigiosa agenzia fotografica Magnum e diventarne membro permanente dal 2009.

I riti e i popoli: i topos della fotografia di Cristina Garcia Rodero

Ritualità e tradizioni popolari sono sempre il fulcro su cui la fotografa pone il suo occhio attento.

Nella sua fotografia si mischiano antropologia, letteratura, arte, sacro e profano. Attraverso la ricerca delle radici del popolo la fotografa si concentra sul ruolo svolto dalla persone, sempre presenti nelle sue fotografie,  riflettendo sulla relazione che le lega alla natura del luogo grazie alla ritualità stessa.

Le sue indagini su riti e spiritualità partono proprio dal suo paese, la Spagna, grazie ad una borsa di studio che riceve nel 1973. La sintesi di questo grande progetto viene pubblicata nel 1989 con il titolo, “España oculta”, che riceve il premio al miglior libro fotografico alla XX edizione degli Incontri Internazionali della Fotografia di Arles (Francia) e che le porta la vittoria del prestigioso Eugene Smith Grant.

Dalla Spagna la sua attenzione si sposta sulle aree del mediterraneo, concentrandosi su Africa e America latina. Notevole per la sua intensità il racconto sul culto di Maria Lionza in Venezuela,  le bellissime immagini della serie dei  pellegrini haitiani o le immagini dall’Holi Festival in India. Un viaggio intorno al mondo, alla ricerca delle profonde radici che legano i popoli alle proprie terre e alle proprie tradizioni.

La mostra “Con la boca abierta” ci mostra in pieno la bravura e la genialità di Cristina Garcia Rodero, passando per alcune delle sue fotografie più famose a scatti inediti che siamo sicuri vi lasceranno davvero a bocca aperta. Ma affrettatevi, la mostra chiude il 24 febbraio.

Se volete restare aggiornati sulla prossima visita di gruppo organizzata da wsp photography, un modo per condividere insieme la passione e conoscere piccoli e grandi autori, iscrivetevi alla nostra newsletter mandando una richiesta a: info@collettivowsp.org

Alla scoperta di Margaret Bourke-White: incontro gratuito.

“La donna con il soprabito più rosso che esista”, così veniva spesso chiamata dai suoi colleghi fotografi. Ma Margaret Bourke-White era decisamente molto di più.
Donna di ferro, sia per il suo iniziale interesse per la fotografia di architettura industriale, stakanovista e perfezionista, nella ricerca della perfezione nelle luci e nella composizione, eccentrica e soprattutto fotografa dai mille primati.

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Dagli inizi nelle acciaierie alla carriera in LIFE

Tutti noi conosciamo la gloriosa rivista LIFE e quello che ha rappresentato nella storia del fotogiornalismo mondiale. Ricordiamo probabilmente le foto dal fronte di Capa o i reportage di Eugene Smith, ma quanti di noi sanno o ricordano che è stata proprio della Bourke-White la prima copertina, relativa al reportage realizzato sul miliardario progetto della diga di Fort Peck, in pieno New Deal?

Prima impavida donna a salire su uno dei grattacieli più alti d’America, a fotografare in Russia nel periodo di sviluppo dei piani quinquennali, a volare con l’aviazione americana nel secondo conflitto mondiale, a documentare l’orrore dei campi di sterminio nazisti.

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Reportage di inchiesta e reportage sociale

Testimone di un’epoca di grandi trasformazioni e presente in alcuni degli avvenimenti più importanti, che hanno cambiato la storia internazionale e soprattutto il modo di fare fotogiornalismo.
Ha raccontato la disperazione e la povertà dei popoli, ha affrontato alcuni dei temi etici più importanti per un professionista: il bisogno e il dovere di raccontare, di “portare la storia nei salotti di ogni americano”.

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Un incontro gratuito per conoscere Margaret Bourke-White

Ne parleremo venerdì 7 ottobre dalle 19.30 presso WSP photography in un incontro dedicato proprio a conoscere la sua storia e i suoi principali lavori.

L’incontro è gratuito ma è necessario prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org

Iscriviti subito!

Breve guida per scegliere un corso di fotografia

 

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Con l’arrivo dell’autunno, piovono anche i corsi di fotografia.
Molte scuole di fotografia a Roma e un po’ in tutta Italia rilanciano, proprio in questi mesi, la nuova stagione dei corsi e delle attività.

Ma, tra le tante proposte, come fare per scegliere il corso di fotografia più adatto a te?
Ecco qualche piccola indicazione:

  1. La scuola/organizzazione: meglio affidarsi ad organizzazioni consolidate, che portano avanti le loro attività da anni e con successo che affidarsi a realtà dell’ultim’ora.Il web e i social offrono diverse possibilità per documentarsi e scegliere con cognizione: cerca recensioni o opinioni da parte di persone che abbiano già frequentato corsi o attività presso la struttura selezionata. Guarda anche la natura e la tipologia di organizzazione. Se cerchi una scuola professionale, che può rilasciare ad esempio attestati, oppure una realtà più socievole, dove unire alla formazione anche la possibilità di conoscere nuove persone attraverso eventi ed attività organizzate durante l’anno.
  2. I docenti: essere bravi fotografi non coincide necessariamente con l’essere dei bravi docenti. Prova a reperire informazioni sui docenti: guarda innanzitutto se ti piacciono le loro foto, se si avvicinano al tuo stile o alla tua idea di fotografia e soprattutto se abbiano già tenuto corsi e non siano improvvisati.
    Molto utile anche se ad esempio siano disponibili a colloqui conoscitivi per chiarirti dubbi e perplessità.
  3. La tipologia del corso: le regole base della fotografia non sono poi molte, ma per fortuna ci sono tanti stili con cui sbizzarrirsi. Dal ritratto, al paesaggio alla fotografia nottura, al reportage, al fotogiornalismo. Prima di approfondire e cimentarti con nuovi linguaggi, sarebbe però opportuno interrogarti su quali siano le tue conoscenze di partenza.Quante foto infatti sono troppo spesso realizzate in modalità automatica, con poca cognizione dei meccanismi base (vedi coppie tempi-diaframmi, iperfocale, profondità di campo, ISO ecc.) che sono poi quelli che ti permettono di sperimentare e creare in tutta autonomia.

    Prima quindi di scegliere tra un corso di fotografia di ritratto o di reportage o di paesaggio, chiediti se conosci davvero il mezzo o se sia utile riprendere le basi o fare pratica con un corso di fotografia avanzato. 

  4. Il programma del corso: è molto importante che il corso preveda sia una parte teorica, necessaria, che una parte pratica. Devono esserci entrambe. Oltre ad esercitazioni da fare in classe e a casa. Ben vengano quindi corsi che offrono da programma uscite fotografiche, esercitazioni e una buona dose di teoria e storia.
  5. Costo, orari e location: certamente anche il costo è una variabile da non trascurare. È opportuno però, come in tutte le cose, cercare una via di mezzo e un costo troppo basso può non esser sinonimo di affidabilità. Un buon corso, strutturato su diverse ore, in una realtà consolidata e con un buon corpo docente non può e non deve essere svenduto perché deve garantirti qualità. Ad esempio molte realtà offrono la possibilità di rateizzare i costi o personalizzare le modalità di pagamento: informati.Scegli infine una realtà che ti sia il più possibile comoda e che si incastri con il tuo stile di vita: vicinanza a casa, all’ufficio, ai mezzi pubblici o possibili compagni di corso. Ti faciliterà ad organizzare al meglio gli impegni, senza stress.

 

In bocca al lupo per la scelta del tuo corso di fotografia.
Se desideri ricevere altri consigli e informazioni, contattaci a: info@collettivowsp.org

 

 

Cosa ci è piaciuto e cosa non di Master of Photography

sky_mop_-group-photo-1000x600Si è da poco conclusa la prima edizione del primo talent show dedicato alla fotografia, trasmesso da Sky Arte e che ha incoronato l’italiano Gabriele Micalizzi, master of photography.

Abbiamo seguito con interesse l’intero show, che ha visto destreggiarsi 12 partecipanti, tra fotografi professionisti e fotoamatori, da ogni parte di Europa.

Cosa ci è piaciuto di Master of Photography

1. I temi delle sfide sono stati interessanti e ci hanno permesso di vedere i partecipanti destreggiarsi in diversi stili e linguaggi della fotografia: dalla street photography alla fotografia di paesaggio, di scena, alla ritrattistica fino alla fotografia più intima e personale della penultima prova.

2. Gli ospiti. Sicuramente nomi di grande richiamo che hanno dato valore aggiunto al programma portando le loro esperienze e i loro suggerimenti. Ricordiamo tra gli ospiti Franco Fontana, Alex Webb, Bruce Gilden fino alla star dell’ultima puntata: David Lachapelle.

3. Ritmo e montaggio. I tempi televisivi e le logiche del talent hanno reso lo show molto dinamico e fruibile, senza appesantire e lasciando la curiosità di seguire gli sviluppi futuri.

4. L’aver portato la fotografia all’attenzione dei grandi media e delle persone, soprattutto la fotografia di reportage, che è emersa nello stile del vincitore, portando all’attenzione un genere che ultimamente viene troppo spesso dichiarato morto o storpiato nella sua essenza.

Fuori classifica: la goduria nel vedere tutto quel ben di dio di attrezzature, godimento puro!

Ma, quelli che sono stati i pregi della trasmissione, si sono rivelati per certi versi anche i suoi stessi difetti. Ecco

Cosa non ci è piaciuto di Master of Photography

1. Superficialità e approssimazione. Tutto è rimasto molto superficiale e non c’è stato mai modo di approfondire niente dei temi, dei generi, degli ospiti e delle scelte dei giudici, per venire incontro ad un ritmo più snello e veloce. Il risultato però è stato spesso deludente e fastidioso, soprattutto quando alla mercé di grandi autori si è potuto sentir dir loro al massimo due parole e sono state presentate al massimo due fotografie.

2. Il poco tempo dedicato a conoscere di più i partecipanti stessi, soprattutto nella fase di editing.Che cosa li ha spinti di volta in volta a fare una scelta piuttosto che un’altra.A molti sono sembrati fotografi inesperti, sebbene invece abbiano dimostrato di sapersi destreggiare, chi più e chi meglio, in molte situazioni, combattendo con tempistiche e situazioni a volte davvero difficili.

3. Il poco tempo dedicato ai criteri di selezione dei giudici, troppo spesso interrotti all’improvviso dalla Rossellini, sul momento più bello delle loro dinamiche di scelta. Anche le motivazioni per cui di fatto abbia vinto Gabriele Micalizzi sono mancate e per i fotografi che sono soliti partecipare a contest, grant e awards, questo è molto insolito.

4. La presenza della Rossellini è stata più fastidiosa che utile. Con tutto il rispetto, la simpatia  e l’ammirazione, serviva qualcuno più preparato in grado di introdurre e commentare in modo più professionale e competente le sfide.
Una cosa che certamente abbiamo imparato è la conferma di come un bravo fotografo reportagista abbia la capacità, la creatività, la tenacia e la tecnica per destreggiarsi in ogni situazione e genere. Per cui, grandissimi complimenti a Gabriele Micalizzi, che noi già conoscevamo per i suoi lavori, insieme al collettivo Cesura Lab.

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Aspettiamo ora la seconda edizione sperando in qualche miglioramento.

A proposito, se siete interessati, dal 14 settembre potete iniziare ad inviare le vostre candidature: http://www.masterofphotography.tv/

Il museo fotografico di Siauliai

Questa estate siamo tornati nelle Repubbliche Baltiche, toccando varie tappe tra Lituania, Lettonia ed Estonia alla scoperta di questi meravigliosi paesi e della loro cultura.

In visita a Siauliai, una piccola cittadina dell’entroterra Lituano, famosa soprattutto per la sua Collina delle croci, una piccola altura su cui si ergono oltre quattrocentomila  croci piantate per devozione dai pellegrini secondo una tradizione popolare che dura da alcuni secoli, abbiamo scoperto un piccolo tesoro.

Il Fotografijos muziejus è un piccolo angolo di paradiso. Dispone di un’ampia galleria espositiva, dedicata ad ospitare mostre di artisti locali e internazionali, un piccolo bookshop che è affiancato da una splendida e ben nutrita biblioteca fotografia.
Davvero utile per tutti gli amanti e studiosi della fotografia, che possono così accedere ad un nutrito catalogo di testi e ampliare le proprie conoscenze.

La sala dedicata ai laboratori è molto bella, apprendiamo che sono tante le attività formative organizzate dal museo e tantissime attività sono dedicate ai più piccoli.

Al momento della nostra visita abbiamo trovato esposta la mostra “Požiūris į senovinę fotografiją” (L’approccio ad una vecchia fotografia) che comprende tredici diverse generazioni di autori lituani e stranieri che reinterpretano con nuovi linguaggi antiche fotografie.

Tra gli autori in mostra, a noi sconosciuti, anche un italiano Maurizio Anzeri.

Ma il pezzo top della struttura è sicuramente il roof garden. Una bellissima terrazza dedicata ad ospitare eventi che assicura una splendida vista sulla strada principale della città, e che ospita inoltre una camera oscura e diversi visori “pinhole” attraverso cui guardare la città.

Se state pensando ad un viaggio in Lituania, vi consigliamo di includere anche questa tappa (Siauliai dista circa 210 km dalla capitale Vilnius).
Tenete sott’occhio il sito del museo per conoscere gli eventi in programma.

fotografie di Daniela Silvestri – WSP photography

Alla scoperta delle tecniche di illuminazione nel reportage

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WSP photography propone il workshop in Tecniche di illuminazione nella fotografia di reportage con Giovanni Cocco.

Il workshop si terrà il 25 settembre 2016 dalle 10 alle 18 in Via Costanzo Cloro 58, Roma.

Per partecipare al workshop è necessaria una buona conoscenza fotografica, una macchina fotografica propria, un flash professionale e un computer.

Programma didattico

– La temperatura colore

– Tipo di illuminatori: flash e luci continue led.

– Accessori e modificatori: speedlight, softbox, ombrelli, lastolite, pinze, stativi

– Schemi di luce mista in esterni.

Docente

Giovanni Cocco nasce a Sulmona nel 1973. Si dedica integralmente alla fotografia dal 2000, lavorando per numerosi editori italiani ed internazionali. Dal 2007 al 2010 completa “Burladies”, una serie di ritratti sulla vita delle donne nel mondo del Burlesque. Il lavoro è pubblicato in diverse riviste internazionali e entra a far parte di una mostra itinerante in tutta Europa. Inoltre sempre con Burladies dal 2010 al 2012, Giovanni Cocco è selezionato per il programma “Mentor” dall’Agenzia Internazionale VII. Da molti anni si occupa di un progetto a lungo termine sulla vita di sua sorella e della sua famiglia, “Monia”, che vince il secondo premio all’Emerging Photographer Grant di Burn Magazine e della fondazione Magnum, e viene segnalato dalla giuria del Premio Roger Pic della Scam di Parigi che gli dedica un’esposizione in occasione del Mois de la Photo 2012. Sempre con “Monia” nel 2016 vince il grant della Reminder Photography Strongold Gallery che gli dedica un esposizione a Tokyo. Vive e lavora tra Roma e Berlino.

Costi e durata

Il costo del workshop è di 120 euro comprensivo della tessera ENAL obbligatoria, da versarsi in un’unica soluzione*.
Si svolgerà presso la sede del WSP photography  a Roma, in via Costanzo Cloro 58, Metro B San Paolo domenica 25 settembre 2016 dalle10:00 alle 18:00. È prevista un’ora per la pausa pranzo.

* La quota sarà restituita in caso di non attivazione del workshop.

Modalità di partecipazione

Per iscriversi al workshop o per richiedere maggiori informazioni è sufficiente inviare una mail a: info@collettivowsp.org, contattarci al numero 328 1795463 o compilare il form sottostante.
Numero minimo di partecipanti per attivare il workshop: 8 – numero massimo: 12.

Buone vacanze e arrivederci a settembre

WSP photographyriaprirà il 15 settembre!Buone Vacanze a tutti!È tempo di vacanze anche per noi. Vi ricordiamo che WSP photography sarà chiuso fino al 14 settembre.
Riapriremo il 15 settembre, dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 21 e saremo a disposizione per tutte le informazioni sulle attività della nuova stagione e per i corsi di fotografia in partenza ad ottobre.
Da metà settembre e fino all’inizio dei corsi saranno inoltre organizzati alcuni incontri gratuiti per conoscere meglio i nostri corsi e i nostri docenti e di cui vi comunicheremo le date quanto prima.

Vi lasciamo però anticipandovi alcune delle attività che già ci aspettano alla riapertura:

  • 22 settembre serata di presentazione dei nuovi corsi di fotografia in partenza ad ottobre. Una serata con i docenti e lo staff del WSP photography per conoscere dal vivo i programmi e le attività della nuova stagione.
  • 24 settembre serata conclusiva della II edizione della WSP Masterclass. Una serata speciale con proiezione dei lavori conclusivi e consegna degli attesti. L’evento sarà anche occasione per presentare la nuova edizione della Masterclass in partenza a novembre e incontrare i 3 docenti Giovanni Cocco, Paolo Marchetti e Fausto Podavini per richiedere tutte le informazioni.
  • 25 settembre primo workshop della stagione insieme a Giovanni Cocco. Una giornata dedicata ad imparare le tecniche di illuminazione nella fotografia di reportage. 
    Le iscrizioni sono già aperte e potete inviarci le vostre adesioni.

Iniziate quindi a segnarvi queste date, per qualsiasi informazione potete comunque scriverci inviando una mail a: info@collettivowsp.org e cercheremo di rispondervi quanto prima.

Buone vacanze a tutti e arrivederci a settembre!

Nuova collaborazione con Erodoto108

erodoto108_15_feat-1200x600WSP photography inizia una nuova ed entusiasmante collaborazione con la rivista online Erotodo108.

Erodoto108 è una rivista on-line trimestrale, dedicata al ‘reportage’ di viaggio ma anche un portale di fotografia e video documentari. Di scrittura creativa, disegno d’autore, di cultura e di cibo.

Erodoto108 ha la finalità di raccogliere testimonianze di viaggio e di presentare i contributi di nuovi e consolidati talenti nell’ambito della letteratura, della fotografia, del video e del disegno di autore.
Attraverso Erodoto108 gli autori hanno la possibilità di presentare opere inedite, di pubblicizzare le loro pubblicazioni e di condividere i propri viaggi con un vasto pubblico senza alcuna tassa o spesa di iscrizione.

Per WSP photography sarà una grande possibilità di crescita, per noi e per i nostri studenti e speriamo anche per la rivista stessa, grazie al supporto e alla collaborazione con una redazione rodata e fatta da persone con passione, esperienza e competenza.
E grazie ad Andrea Semplici, il direttore, per questa nuova opportunità.

In questo numero muoviamo i primi passi con una fotografia di Daniela Silvestri nell’articolo sui combattimenti dei galli, frutto di un workshop fotografico a Cuba nel dicembre 2012. E poi la fotografa Cinzia Canneri, attuale studentessa della WSP masterclass  ci offre una bellissima intervista alla fotografa Letizia Battaglia, che ha avuto modo di incontrare a Follonica nell’ultima edizione del Festival internazionale Arte ai Margini.

Seguiteci in questa nuova avventura, date subito un’occhiata al numero online di Erodoto108 e immergetevi in un mondo di letture, viaggi, fotografie, pensieri e ispirazioni.

 

Festa d’estate: proiezioni e progetti per la nuova stagione

8 LUGLIO ORE 19-30 (1)

 

Ci siamo. Anche questa stagione di corsi di fotografia si è conclusa e con grande soddisfazione.

È bello vedere i progressi che ciascuno studente ha ottenuto nel corso di questi mesi, piccoli e grandi passi per approcciare alla fotografia e alle immagini con occhi diversi e, soprattutto, più consapevoli.

Se siete curiosi di vedere cosa abbiamo realizzato, venerdì 8 luglio è l’occasione giusta!
Dalle 19.30, proietteremo le fotografie degli studenti dei corsi di fotografia di marzo e consegneremo gli attestati finali.

A seguire, un brindisi per salutare la fine di un’altra bellissima stagione insieme e augurarci buone vacanze.

Inoltre, chi fosse interessato ai corsi di ottobre, potrà approfittare dell’occasione per chiederci tutte le informazioni e, soprattutto, usufruire della promo estate.

Preiscrivendovi entro il 31 luglio potrete beneficiare di uno sconto esclusivo di 30 euro sui corsi di fotografia: corso di fotografia base (adulti e ragazzi) corso avanzato-pratico, corso base di reportage, corso di ritratto, corso di architettura e paesaggio, corso di photoshop e corso di videoediting e uno sconto di 100 euro sul laboratorio annuale di reportage con Fausto Podavini.

Trovate l’elenco di tutti i corsi di fotografia in partenza ad ottobre qui.