LOGOS – Festival della Parola con mostre fotografiche a cura di Occhirossi

OcchiRossi partecipa a LOGOS Festa della Parola

11-14 ottobre 2012, csoa ExSnia, Parco delle Energie / via Prenestina 173, Roma – www.logosfest.org www.occhirossifestival.org

Proiezioni fotografiche: Alessandro Ciccarelli, Alfredo Covino, Michela Palermo, Stefano Parrini, Giordano Pennisi, Alessandro Penso e Michele Palazzi,  Terra Project.

domenica 14 ore 17:00 presentazione dei lavori con i fotografi e le fotografe

 

GUARDARE ALLA TERRA

Una serie di lavori fotografici per significare in immagini parole chiave legate alla Terra: risorse, lavoro, inquinamento, colonialismo, sfruttamento, identità, immigrazione, memoria. OcchiRossi ha selezionato per LOGOS lo sguardo di un gruppo di fotografi che individualmente, o in un lavorare collettivo, ha indagato il mondo che abitiamo: Alessandro Ciccarelli, Alessandro Penso e Michele Palazzi, Alfredo Covino, Giordano Pennisi, Michela Palermo, Stefano Parrini, Terra Project.

La selezione andrà in slide per tutta la durata del festival. Domenica 14 Ottobre, alle ore 17:00, incontro di presentazione a cura di OcchiRossi, saranno presenti alcuni dei fotografi in mostra.

 

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 Mostre fotografiche

alessandro ciccarelli

Alessandro Ciccarelli. “Lato Selvatico”. La parola natura deriva da natus, nascere, e urus, e significa forza che genera.
La parola selvatico deriva da selva, che ha la stessa radice di sole, e vuol dire ardere.
La parola wilderness deriva dall’inglese antico wildeornes, dove deor è l’animale della foresta, e significa, in senso lato, un luogo di pericolo e difficoltà in cui tutto dipende dalla capacità di sopravvivenza.

Tuttavia.
Se volessimo tornare all’etimologia reale di queste parole, dovremmo fare molta più strada e fatica, uscire dalla città, raggiungere uno spazio di natura abbastanza esteso – a volte è necessaria molta molta strada – e trascorrervi una quantità significativa di tempo.
In silenzio. Possibilmente camminando.
Il primo senso a riattivarsi, a essere stupito, sarebbe l’olfatto: il fresco che sale dalla terra umida, l’ambra balsamica delle resine, l’odore che fa il muschio calpestato.
Poi, per non inciampare, torneremmo a far caso a dove mettiamo i piedi, e a toccare con le mani le cose intorno, ruvide, collose, scivolose: un pavimento levigato in fondo è solo una forzatura a cui siamo troppo abituati. (In partenza qualcuno ha tracciato per noi un percorso, qualcuno potrebbe dire un solco, senza ostacoli.)
I benefici legati alla vista e all’udito potrebbero riguardare una capacità ritrovata di guardare e ascoltare.
Al crepuscolo, potrebbe sopraffarci un senso primordiale di smarrimento misto a eccitazione.
Nel buio pesto, tutti i sensi si riunirebbero in assemblea, innescando meccanismi sopiti.
Un sistema arcaico in cui ogni elemento, vivente e non, è in armonia con l’altro, perché conosciuto e condiviso, in poco tempo finirebbe per sostituirsi al ridicolo ordine di idee imposto dalla cosiddetta civiltà.

Datemi come amici e vicini esseri umani selvatici, non addomesticati. Henry David Thoreau

 

alfredo covino / onoff

Alfredo Covino. Casale Monferrato è la seconda città della provincia di Alessandria, con circa 36 mila abitanti è situata sulla riva destra del fiume Po, in un’area pianeggiante tra le colline del Monferrato. In questi luoghi nel 1906 venne costruito lo stabilimento della Eternit, una fabbrica che ha tristemente segnato la storia di questa cittadina e dei suoi abitanti, lasciando dentro di loro un vuoto purtroppo incolmabile. La Eternit produceva un composto di cemento e amianto, la cui fibra è causa di diverse malattie respiratorie tra cui l’asbestosi e di un tumore specifico e incurabile: il mesotelioma pleurico. Ad aver contratto malattie non sono purtroppo solo ex-lavoratori della Eternit, ma familiari e cittadini di Casale che mai hanno lavorato all’interno della fabbrica della morte. Questo perché i dirigenti della Eternit non hanno mai impiegato misure di sicurezza tali da preservare le condizioni di salute dei propri operai e operaie, e noncuranti del rischio, hanno persino distribuito tra gli abitanti del paese la pericolosa polvere di scarto, usata poi come isolante per tetti o nella pavimentazione esterna.A dicembre del 2009 ha preso il via a Torino il maxi-processo Eternit, con 2900 parti lese e 2100 parti civili, e che vede imputati gli ex vertici della multinazionale: il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, il barone belga Ghislain de Cartier de Marchienne e i proprietari dei 4 stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). Sono accusati di disastro doloso e di omissione dolosa di controlli antinfortunistici. È la prima volta che in Europa in una causa per danni ambientali sarà un collegio internazionale a difendere le parti civili in un processo che dovrà fare luce sulla morte di circa 3000 persone. Ma a Casale ci si ammala ancora di mesotelioma. A Casale si continua a morire.

 

michela palermo

Michela Palermo, nel ritrarre i luoghi del sisma, le cicatrici del territorio, gli strani frutti della ricostruzione, ha documentato il proprio paesaggio interiore, e la sofferta disillusione di chi affonda le proprie radici in una terra dove l’eterno incompiuto non stupisce e non indigna più nessuno.

stefano parrini

Stefano Parrini. Land Market e’ un progetto che analizza il rapporto ormai contorto tra globalizzazione e sfruttamento delle risorse naturali attraverso una serie di fotografie tragico-ironiche ispirate alla land art. Fil rouge della sottile critica è un carrello della spesa inserito in un ambiente naturale come un’installazione simbolo dell’intervento freddo e costante dell’uomo. Questo per lasciare la traccia di una riflessione sul nostro sistema consumistico e sull’impatto che esso ha sul nostro pianeta.

giordano pennisi

Giordano Pennisi. Dopo la rivolta e la conseguente cacciata da Rosarno i migranti si sparpagliano per il paese e provano a cominciare una nuova vita, o tornano periodicamente a sud per il periodo delle raccolte.
Altri di loro a Roma trovano accoglienza presso associazioni per il diritto all’abitare; in un laboratorio autogestito di arte e comunicazione in cui attraverso la condivisione di spazi e saperi non vincolata al denaro vengono sostenuti autoproduzioni e progetti di autoreddito. Migrante come loro a Roma, siciliano d’adozione, ho insegnato loro i procedimenti serigrafici; disegnando e stampando su borse e magliette le loro immagini, raccontano la loro storia, le loro speranze e preoccupazioni, passando dal raccogliere le arance per gli altri a disegnarle per loro stessi.. contro la mafia, contro il razzismo, contro la crisi.

alessandro penso & michele palazzi

Alessandro Penso & Michele Palazzi. Si muovono tra la Basilicata e la Campania, tra la Sicilia e la Calabria, alla ricerca di un lavoro che duri anche lo spazio di pochi mesi. I cosiddetti ‘lavoratori stagionali’ arrivano da Paesi devastati da anni di guerre civili. Ma in Italia si trovano a dover pagare anche cinque euro al giorno per raccogliere meloni, pomodori, uva, olive e arance. E a peregrinare tra le regioni del Sud alla ricerca del raccolto più ricco. Per raccontare le condizioni umane e sociali in cui vivono questi ‘irregolari dell’agricoltura’, Michele Palazzi (Prospekt) e Alessandro Penso (OnOff) hanno ricostruito e documentato i viaggi, le rotte, il lavoro nei campi.

TerraProject

TerraProject. “La terra sarà uno dei migliori investimenti di tutti i tempi” Jim Rogers, investitore Dopo la crisi alimentare del 2008 è iniziata una corsa globale verso terra coltivabili, un fenomeno chiamato land grabbing. Quello che molti ricercatori considerano come una nuova forma di colonialismo si basa sull’acquisizione di terreni, da parte dei governi e di compagnie private, in paesi in cui gli accordi commerciali di agribusiness sono favoriti da leggi e corruzione. Il presente progetto si propone di documentare gli effetti del land grabbing in alcuni paesi del mondo, concentrandoci sulle persone che sono state sfrattate dalle loro terre, sullo sfruttamento del territorio da società straniere che investono in legno, biocarburanti, colture alimentari e altre risorse, e sugli effetti sull’ambiente e sull’economia locale della rimozione dei terreni agricoli. Nei mesi passati siamo stati in Etiopia, Brasile, Filippine ed Ucraina, per evidenziare le dinamiche e le peculiarità degli investimenti nella terra. I quattro paesi sono stati selezionati per documentare le diverse forme che gli investimenti nella terra possono avere nel mondo.

 LOGOS Festa della Parola

11-14 ottobre 2012, csoa ExSnia, Parco delle Energie / via Prenestina 173, Roma – www.logosfest.org www.occhirossifestival.org

 

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