S.T. Galleria presenta: Useful Portraits. Tin Piernu/Cithra Studio

a cura di Matteo Di Castro e Alvaro Petricig
in collaborazione con Nediža Centrostudi/Študijskicenter
con il contributo di ISK – Inštitut za slovensko kulturo/Istituto per la cultura slovena

opening: lunedì 12 settembre, ore 19:00
dal lunedì al sabato 10:30-20:00

La mostra nasce dalla riscoperta di due fondi fotografici del Novecento di matrice assai diversa: l’archivio di un “fotografo di paese”, Tin Piernu (1922-1990) attivo a Tercimonte, nell’estremo nordest del Friuli, dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni sessanta; e una collezione di ritratti realizzati da uno studio indiano nel decennio successivo del secolo scorso.
Si tratta, in entrambi i casi, di immagini nate per soddisfare le domande specifiche di una clientela privata: foto identitarie, destinate ai documenti di riconoscimento, quelle realizzate da Tin Piernu per i suoi compaesani; foto celebrative, capaci di illustrare le individualità e i legami sociali di una comunità più esigente, quelle firmate dal Cithra Studio di Madurai.
Il progetto espositivo -nato dalla collaborazione fra s.t. e il Centro Studi Nediža, che all’archivio di Tin Piernu ha già dedicato diverse mostre e pubblicazioni, mette a confronto queste due esperienze ritrattistiche puntando sulla possibile riappropriazione in chiave contemporanea del repertorio visivo del passato.

Di Tin Piernu viene proposta una selezione di ritratti in cui protagonista è il materiale foto-sensibile nelle sue potenzialità espressive anche più imprevedibili: dalle lastre su vetro originali sono state tratte delle stampe su carta cotone che portano in primo piano l’intera trama grafica e simbolica di quelle matrici, compresi gli errori di ripresa o di stampa.

Tin Piernu, al secolo Valentino Trinco, nasce nel 1922 a Tercimonte, nelle Valli del Natisone (zona di confine – la famigerata “cortina di ferro” – con la ex Jugoslavia, in provincia di Udine), dove muore nel 1990.
Conosciuto nel suo piccolo borgo montano d’origine come un uomo dai mille mestieri e dalle mille abilità, svolge nell’arco della sua esistenza un’infinità di mestieri: contadino, falegname, muratore, elettricista, imbianchino, norcino, barbiere…
Al termine della Seconda guerra mondiale, ritorna a Tercimonte dove scopre la passione per la fotografia che coltiverà fino alla fine degli anni ’60. Tin fotografa l’ambiente circostante, i piccoli avvenimenti di paese. Ma soprattutto ritrae la gente della sua terra, spesso per motivi pratici e per venire incontro alle esigenze dei suoi conterranei che necessitano di fotografie per i documenti di identità o di immagini-ricordo da mandare ai parenti emigrati.
Utilizza preferibilmente un’obsoleta macchina a lastre, e più raramente la pellicola. La sua attività cessa con la diffusione massiccia della fotografia a colori, quando la pratica del fotografare sta diventando sempre più alla portata di tutti.

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