La settimana santa di Molfetta a cura del Collettivo WSP

(c) Collettivo WSP

Il Collettivo WSP segue i misteri della Pasqua Pugliese da Molfetta.
Intervista ed articolo a cura della redazione di Molfetta Live . Articolo di Rosanna Buzzerio.

Ne aveva sentito parlare da bambina nei racconti che le facevano mamma e nonna di quei riti, di quelle processioni della settimana santa a Molfetta, una città sulla costa pugliese, di cui entrambe erano originarie.

E’ così quest’anno Lucia Perrotta, romana doc, ha voluto vedere con i suoi occhi e vivere in prima persona quei riti, quelle processioni.

Non lo ha fatto da sola ma in compagnia della sua inseparabile macchina fotografica e dei suoi colleghi dell’Associazione culturale Wide Shut Photography – WSP, GiuseppeCristiano,Umberto e Stefano.

I cinque fotografi romani non sono passati inosservati per le strade di Molfetta. Zaini in spalla, macchina fotografica al collo e occhi alla ricerca del particolare, di immortalare uno sguardo, un dettaglio, un volto piuttosto che un’ icona in una particolare prospettiva, o di una luce che potesse raccontare un momento.

Tutto è nuovo, Lucia si ritrova con i racconti fatti dalla nonna «della grande partecipazione e coinvolgimento emotivo per le processioni del venerdì e sabato santo, della grande attesa che vive la città. Questa idea dell’attesa per noi è una cosa nuova».

«Le statue- aggiunge Giuseppe Chiantera – hanno uno stato di conservazione buono, sono sia simbolo religioso che artistico, per cui la cura e il trasporto emotivo si rispecchia anche nella manutenzione delle icone. Come associazione culturale siamo molto legati al tema della settimana santa perché molti di noi l’hanno seguita sia in Italia che all’estero, soprattutto in Spagna, abbiamo notato che c’è un filo rosso che lega tutti questi riti al di là della distanza geografica, anche se ognuna ha poi la propria peculiarità».

Cosa ne sarà di queste foto?
«Per noi la fotografia innanzitutto è una passione», ci dicono all’unisono Lucia e Giuseppe.

«Ora faremo un editing di tutti gli scatti, una scelta di quelle più significative dello sguardo di ognuno di noi, avranno certamente una diffusione online e poi insieme alle foto delle altre processioni e degli altri eventi che noi seguiamo, l’idea è quella di metterle in mostra.
Come abbiamo fatto per il nostro primo lavoro, che poi ci ha unito come collettivo, sulle religioni a Roma dal titolo “Nel nome di…”, dove abbiamo raccontato attraverso la fotografia i vari culti presenti nella capitale, un lavoro che è durato due anni».

Pochi minuti per raccontarci la loro esperienza molfettese, e poi macchina fotografica al collo per riprendere la loro attività di catturare attimi, frammenti delle processioni molfettesi e soprattutto dei preparativi, quando le Chiese sono ancora chiuse e i confratelli sono raccolti in preghiera prima della processione.

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