Pier Paolo Pasolini. Fotografie di Dino Pedriali. Incontro con il fotografo

La libreria Altroquando, in collaborazione con Punto di Svista, vuole dedicare tre giorni di presentazioni, dibattiti, proiezioni, letture, alla figura di Pier Paolo Pasolini, senza la pretesa di arrivare a delle risposte, ma con lo scopo di condividere e sottolineare la contemporaneità, l’audacia e la “tragicità” del pensiero pasoliniano.

Mercoledì 6 aprile

ore 18.30: presentazione del libro La Passione di Pier Paolo di Selim Rauer (Coniglio editore). Intervengono il traduttore Fabrizio Di Vasco (autore del libro Fatti come una pera) e il critico cinematografico Maurizio G. De Bonis. Durante la presentazione verranno proiettate e analizzate alcune scene tratte da “Salò o le 120 Giornate di Sodoma”. A seguire: proiezione integrale del film Salò o le 120 Giornate di Sodoma (1975, 117 min).

Giovedì 7 aprile

ore 16.30: proiezione del film Il Vangelo secondo Matteo (1964, 137 min).

ore 19.00: presentazione del libro fotografico Pier Paolo Pasolini. Fotografie di Dino Pedriali (Johan&Levi editore). Incontro con il fotografo Dino Pedriali (il quale fotografò Pasolini nelle sue case di Sabaudia e Chia, pochi giorni prima della sua morte) che dialogherà con Maurizio G. De Bonis sull’importanza documentaria e storica di quegli scatti. A seguire: proiezione del film Teorema (1968, 98 min).

Venerdì 8 aprile

ore 16.30: proiezione del film Accattone (1961, 116 min).

ore 18.30: Dale Zaccaria legge Pier Paolo Pasolini. La poetessa Dale Zaccaria leggerà brani scelti da Scritti Corsari e da Le ceneri di Gramsci.

Proiezione di alcuni estratti di interviste rilasciate da Pier Paolo Pasolini . Pino Censi legge liriche da Poesia in forma di rosa, L‘usignolo della chiesa cattolica, Poesie e un frammento da Appunto 55 (Petrolio) A seguire: proiezione del film Mamma Roma (1962, 95 min).

A 35 anni dalla morte tragica di Pier Paolo Pasolini gli interrogativi sulla sua fine sono ancora molti. Fu omicidio “ideologico”, organizzato da alcuni giovani neofascisti? O Pasolini pagò con la vita le sue ricerche sul caso Mattei, che portavano al suo braccio destro Eugenio Cefis (per molti il vero fondatore della futura P2), ricerche che confluirono nel suo romanzo mai compiuto “Petrolio”, pubblicato postumo nel 1992? E’ difficile, forse impossibile, rispondere a queste domande. Ma è certo che Pasolini passò gli ultimi mesi della sua vita a lavorare a qualcosa di diverso, sia per quanto riguarda il suo lavoro di cineasta, con le riprese di “Salò o le 120 Giornate di Sodoma”, sia per quel che concerne il suo lavoro di scrittore (“Petrolio” appunto, anche se Pier Paolo Pasolini. iniziò a lavorarci fin dal ‘72). Era un Pasolini solo, quello che fu ucciso nella notte del 2 novembre 1975, ma non per questo meno combattente. Fu proprio quell’ansia di rivelare, di svelare, di indagare sulle aberrazioni della società a lui contemporanea che portarono l’ultimo intellettuale italiano a spingersi al di là dell’omologazione strisciante, per compiere il suo dovere di uomo che segue la sua coscienza.

info: Libreria Altroquando

(c) Dino Pedriali

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