Insieme per la legalità: Mostra fotografica di Letizia Battaglia

Insieme per la LEGALITA’ Inaugurazione mostra fotografica di Letizia Battaglia

immagini di una fotografa antimafiasabato 2 aprileore 18.30 | Centro Foscolo, Comune di Corsico ( MI)
a cura di Mariachiara Di Trapani

(c) Letizia Battaglia

Oltre 30 le immagini esposte per raccontare l’ impegno militante della fotografa antimafia Letizia Battaglia.   E’ il 1974 quando all’età di 39 anni inizia a lavorare come fotoreporter per L’Ora, quotidiano antifascista del pomeriggio. Il giornale le affida il ruolo di responsabile del servizio fotografico. Sono gli anni in cui la mafia incalza in un susseguirsi di azioni delittuose. La radio della redazione è sempre sintonizzata sulle frequenze della polizia, e lei insieme al suo compagno Franco Zecchin è sempre pronta a raggiungere a tutte le ore, a bordo della vespa, i luoghi degli efferati omicidi.  Scatto dopo scatto Letizia diventa testimone di una guerra civile che produce ogni giorno nuove vittime. “Nei corpi riversi di giudici, giornalisti, spacciatori, poliziotti, preti, prostitute, bambini innocenti era difficile cogliere la speranza.” Queste foto oltre a documentare un mondo in tragedia, esprimono la solidarietà verso la povertà, la rabbia verso la corruzione e tutto quello che è prepotenza. Letizia con la sua k1000 o con una vecchia Leica compone il diario visivo di donne e uomini le cui esistenze sono state annullate dalla violenza mafiosa. Tra i soggetti ritratti oltre le oscure pozze insanguinate ed disarticolati cadaveri , dominano le donne, i bambini e le adolescenti che sognano la bellezza, l’amore, l’autonomia…”Le donne sognano. Io sono stata una bambina felice fino a 10anni, poi mi è stata tolta la libertà (…) Da allora cerco dentro di me questa bambina.A proposito del ritratto della bambina con il pallone vorrei condividerne il racconto del momento precedente lo scatto. “  Erano le due del pomeriggio ed ero seduta al tavolino di un bar all’aperto vicino il porto di Palermo. Da lontano noto questa piccola bambina che gioca da sola a tirare in aria il suo pallone. Ero lontana almeno 20 metri. In lei, pallida con le occhiaie i capelli lisci e magra, c’ è una di quelle bambine che cerco. Mi alzo e la raggiungo. Senza parlare, con la mano la dirigo e con ferma dolcezza la  metto in posa addossandola al portone alle sue spalle. Non ha reagito. In silenzio ho scattato”.
Le sue immagini non finiscono solo sul giornale, sono anche uno dei primi strumenti con cui decide di ribellarsi al potere culturale mafioso, ai soprusi e ai conniventi silenzi.  Così alla fine degli anni ’70, attacate le foto degli omicidi più cruenti e no su pannelli di compensato, per cercare di mobilitare e indignare le coscienze dei cittadini, le porta in giro nelle piazze dei piccoli paesi della Sicilia. Nascono le prime mostre itineranti.
Sono passati trent’anni e la forza di queste immagini e l’ urgenza della testimonianza continuano ad essere dominanti oggi come allora.

La mostra si chiude con un ritratto degli ultimi anni, Palermo,2008. Serena, Rielaborazione,  dove il corpo nudo della giovane donna domina e rivitalizza uno scatto storico. Dagli inizi degli anni 2000 Letizia si dedica a realizzare una serie d’ immagini in cui  la  stampa di una foto del passato segnata da dolore e morte fa da sfondo ad una figura femminile. Al passato di morte custodito nel suo archivio si contrappongono eterei primi piani e sincere nudità per trasformalo in un presente riscattato dalle donne.

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