Il boicottaggio degli artisti a difesa degli operai ad Abu Dhabi

Segnaliamo l’articolo di Rita Salis sul magazine ArsKey

Saddiyat Island, ovvero l’isola della felicità, ma per chi? Probabilmente non lo è stata finora per gli operai che ci stanno lavorando per realizzare il più importante distretto culturale di Abu Dhabi, su un progetto ideato a partire dal 2004 e che vedrà tra resort e centri commerciali di lusso, la realizzazione di centri culturali realizzati da archistar internazionali come il Guggenheim Abu Dhabi che dovrebbe essere completato entro il 2013 ed ideato da Frank Gehry, il Louvre Abu Dhabi su progetto di Jean Nouvel, il Sheikh Zayed National Museum realizzato da Norman Foster ed un centro per le arti performative ideato da Zaha Hadid.

Già nel maggio del 2009 infatti l’organizzazione no profit Human Rights Watch aveva realizzato un reportage di 80 pagine sulle condizioni dei lavoratori migranti che lavorano nel cantiere del Guggenheim e che spesso dopo aver pagato una quota di assunzione da paesi come India, Pakistan e Bangladesh arrivano ad Abu Dhabi, dove gli viene confiscato il passaporto e in cui sono pagati con minimi salari e ingenti trattenute in busta paga, in condizioni critiche per quanto riguardava la sicurezza sul posto di lavoro. Nel 2010 a seguito di questa dura denuncia, 43 artisti hanno scritto quindi una lettera per denunciare la presenza di condizioni lavorative inaccettabili.

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Guggenheim Abu Dhabi1

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