Portfolio e Intervista a Luca Nizzoli Toetti

(c) Luca Nizzoli Toetti - Kaliningrad

Luca Nizzoli, veneziano di nascita, milanese di acquisizione, vince quest’anno il Premio Chatwin con il Reportage “Kaliningrad”.

Fotografo professionista, riceve la sua prima macchinetta fotografica a 6 anni e da lì non l’ha più mollata. Nell’ultimo anno ha lavorato al progetto “Almost Europe” nell’est extra europeo documentando la vita dei paesi confinanti con l’Europa a 20 anni dalla caduta del muro di Berlino.
Qui di seguito riportiamo un’intervista, frutto di una piacevole telefonata che abbiamo avuto con Luca.

1. Parlaci di te: come nasce il Luca Nizzoli fotografo?
E’ stato mio padre a regalarmi la prima Polaroid quando avevo 6 anni e, da bravissimo fotoamatore quale era, a trasmettermi la passione per la fotografia. Da subito ho capito che la fotografia sarebbe stata la mia professione e ho iniziato a lavorare a 18 anni come stampatore, in particolare stampando le foto per Franco Richiardi, uno dei più importanti fotografi sportivi italiani. E’ stato con lui che ho iniziato ad imparare cosa fosse l’editing, cosa fosse stampare e costruire un reportage.
Stampando di giorno, dedicavo la sera alla fotografia, cercando storie, collaborando in particolare con radio e con trasmissioni come Milano Italia. L'”expolit” c’è stato nel 1992, con Tangentopoli. Da lì ho iniziato a dedicarmi alla cronaca e ai principali avvenimenti dell’epoca a Milano. Ho collaborato con il Corriere della sera in quegli anni, fino al 2003-2004 circa, da quando ho deciso  di dedicarmi a progetti e ricerche personali.

2. Tra le tue pubblicazioni ci sono molti servizi effettuati con Vanity Fair, com’è nata questa collaborazione e a quale lavoro sei più legato?
E’nata come nascono tante altre: ossia con il fotografo che prova a proporre una storia, un progetto al photoeditor. Con Vanity ho fatto diversi assignment tra cui “Scrittori in corso”, realizzato con la giornalista Caterina Soffici, in cui ho ritratto più importanti autori italiani nei loro studi e laboratori.

3. Parlaci di Kaliningrad, il reportage con cui hai vinto il Premio Chatwin 2010 per la sezione fotografia
Kaliningrad nasce dall’idea di raccontare cosa accade nei Paesi dell’Ex-cortina di ferro, paesi vicino all’Europa ma che probabilmente non riusciranno mai a farne parte. Ho impiegato circa 4-5 mesi per realizzarlo. Un viaggio che da Kaliningrad mi ha portato fino ad Istanbul.

4. Come nasce l’idea di partecipare al premio Chatwin?
Per caso in realtà. Solitamente non partecipo a concorsi fotografici, eccetto che il WPP a cui comunque vale sempre la pena partecipare. Quando sono venuto a conoscenza di questo concorso, anche grazie all’incoraggiamento di alcuni amici e alla simpatia che nutro per lo scrittore e così ho deciso di partecipare. E’ stato davvero bello vincere, anche perché… un po’ ci speravo!

5. A proposito di premi, cosa ne pensi del recente WPP 2011?
Ha confermato il fatto che in Italia si fanno belle foto e si producono bei lavori e che il nostro  paese è sempre più ai vertici del fotogiornalismo internazionale.

6. Oltre che fotografo professionista, sei anche direttore artistico del festival di Ivrea. Parlaci di questa esperienza.
Ivrea nasce dall’idea di dedicare un festival ai giovani fotografi indipendenti, laddove per indipendente non intendo tanto il freelance libero da agenzie, quanto il fotoreporter che con il suo particolare ed unico sguardo riesce a descrivere la realtà che lo circonda in modo autonomo. Questo sguardo autonomo del fotoreporter è un vero e proprio patrimonio intellettuale da salvaguardare.
Il festival è stato un successo: oltre 4mila visitatori nel week end di presentazione delle 5 mostre, oltre 1000 per le mostre presentate nell’area industriale. Proiettate oltre 1000 immagini, oltre 1000 contatti al giorno sul sito, circa 60 bambini iscritti ai laboratori, 40 giovani volontari provenienti dai licei artistici hanno aiutato lo staff nell’organizzazione. Vero punto forte è poi stata la presenza dei fotografi che, durante la presentazione delle proprie mostre, hanno dialogato con i numerosi visitatori in uno scambio continuo e coinvolgente.

7. Progetti futuri?
andare avanti nel cercare di lavorare nel modo più corretto  possibile, producendo fotografie con contenuti coerenti, seguendo la strada che da Kaliningrad mi ha portato a Istanbul

8. Curiosità: ma c’è un reportage che avresti sempre desiderato realizzare e non hai mai fatto?
Si: da veneziano mi piacerebbe realizzare il viaggio di Marco Polo. Ritengo il lavoro di Yamashita, fotografo del National Geographic, sul viaggio di Polo molto bello.

(c) Luca Nizzoli Toetti - Kaliningrad

(c) Luca Nizzoli Toetti - Kaliningrad

(c) Luca Nizzoli Toetti - Kaliningrad

(c) Luca Nizzoli Toetti - Kaliningrad

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2 pensieri su “Portfolio e Intervista a Luca Nizzoli Toetti

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