NUOVI AUTORI:INTERVISTA A STEFANO GIOGLI

Stefano Giogli, classe 1965 vive e lavora a Città di Castello. Interessato a cogliere dapprima gli aspetti minimi della quotidianità, esaltando soprattutto la dimensione tecnica dell’arte fotografica, ha esteso poi il suo campo di indagine all’espressività, al racconto del proprio mondo interiore attraverso una sottile analisi introspettiva. VIncitore di Portfolio Italia del 2010 e vincitore di numerosi altri premi. Collabora con NIKON Italia, e la rivista FOTO CULT. È membro del gruppo REFLEXIONS-MASTERCLASS diretto da Giorgia Fiorio e Gabriel Bauret.

1) Nella tua biografia affermi che “…il mezzo fotografico è il mezzo attraverso il quale parlare ed esporre il proprio punto di vista…”. Utilizzando il mezzo fotografico qual è il tuo punto di vista sulla fotografia contemporanea?

Si!,credo che fotografare sia esporsi, esprimere il proprio punto di vista sulle cose, decidere da che parte stare e quindi trasmettere agli altri la propria visione e il proprio parere del mondo.Lo strumento fotografico sia esso una macchina fotografica tradizionale  a pellicola, digitale oppure un moderno telefono cellulare con fotocamera,  mi ha permesso di vedere  il mondo intorno con occhi diversi oserei dire Nuovi, attraverso il mirino o il piccolo monitor mi sento trasportato in una nuova dimensione  o meglio mi sento estraniato dal momento reale in cui mi trovo, mi sento contemporaneo e nell’attimo dello scatto  tale momento diviene”altro”, una nuova immagine(la foto) che è la mia personale visione. credo che chiunque abbia scattato, scatta e scatterà una fotografia sia stato, è e sarà contemporaneo al proprio tempo a prescindere dagli strumenti a disposizione.

2)Per un giorno diventi photoeditor e il tuo compito è di raccontare l’Italia con una foto, che foto sceglieresti?

…una scena normale     un giorno normale    nella nostra Italia NORMALE.

(c) Massimo Vitali

3)Con il tuo lavoro “L’unico ad essere diverso eri tu” indaghi l’adolescenza da uno dei suoi santuari ovvero la “cameretta”. Come è nato questo lavoro, quali sonn state le difficoltà?

L’idea di affrontare con la fotografia l’argomento Teenager è nata quasi come sfida contro chi troppo spesso cavalca ingiustamente e gratuitamente con mire sensazionaliste fatti negativi che vedono coinvolti i giovani in genere.Il lato subdolo della cosa peraltro è che, a paragone di numeri e percentuali minime dei suddetti, si vuole dare a intendere, grazie anche alla complicità dei mass media in genere, che la categoria dei giovani è inetta, violenta, apatica e massificata generalizzando e screditando in tal modo la vita nel suo farsi. Io, al contrario, credo sia la più vera forza per un positivo  cambiamentointellettuale, culturale e morale del nostro mondo.Pertanto ho pensato di entrare in contatto con loro attraverso una mediazione semplice, vicina ai loro tempi e che mi avrebbe permesso di entrare in connessione con una piccola parte di loro e della loro vita: la macchina fotografica. Mancava soltanto di trovare il luogo, lo spazio giusto dove si sarebbero sentiti più a loro agio e che li avrebbe rappresentati. La scelta è stata la camera da letto, la loro camera da letto: un luogo non luogo, vissuto in toto da taluni, in minimo da altri, spazio sociale e intimo dove le mutazioni lasciano tracce e talvolta graffiti che permangono o si dissolvono sotto il trascorrere inesorabile del tempo.Lì si possono intuire evoluzioni, trasformazioni e codici che mutano per età e status, una torre di babele che può far intendere personalità e attitudini differenti.Qualche maschera scende o addirittura cade, il verbo cede al silenzio e l’io si manifesta incoraggiato da chi intende sentire e ascoltare chi ha sicuramente tanto da raccontare.Questo credo sia il più recondito dei desideri che ognuno di loro ha: sapere che c’è chi è interessato ai loro pensieri, ai loro sogni e alle loro utopie.E pure che pensa che queste generazioni siano all’altezza della vita più di chi le giudica.Riguardo alle difficoltà posso affermare che non ce ne sono state di particolari,quando si pensa ad una storia e si organizza un progetto, si considerano normali gli approfondimenti letterali e non di differente approccio, gli spostamenti e il molto tempo dedicati ad essa fin dal primo scatto.Aggiungerei casomai che una particolare attenzione è richiesta sull’uso del linguaggio fotografico, in un progetto SERIALE come questo, credo sia determinante, deve essere chiaro da che parte sta l’autore.

4)Nel tuo sito dici che la vita è la tua “grande passione”, ma come si fà a raccontare la vita con la fotografia?


…nel modo più semplice,Sono parte di essa, la Vivo,  e la fotografo.

5)Progetti per il futuro?

A partire dal mese di  Gennaio 2011 inizierà una collaborazione con Photoltd a cura di Daniela Trunfio nei mesi successivi numerose saranno le mostre già programmate in tutt’Italia,in Primavera uscirà per  Postcard Edizioni  il libro legato al progetto sugli Adolescenti che ha ricevuto il Premio Portfolio Italia 2010 nello stesso periodo parte di un nuovo progetto scattato con IPHONE sarà esposto a Madrid in occasione di un importante evento  presso la famosa scuola di fotografia EFTA in Luglio esporrò al Festival ” Les Rencotres d’Arles” il progetto Small Italy.

 

Link:

Stefano Giogli

Massimo Vitali

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