NUOVI AUTORI:INTERVISTA A LUCA FERRARI

Luca Ferrari romano del 1977. Laureato presso l’Università del Galles in “Documentary Photography”Vincitore di numerosi premi tra cui: Enzimi 2001 scholarship (Rome City Council), The Reginald Salisbury Award 2003
(University Of Wales, Newport),  the Observer Hodge Award 2004 (first prize student), Ian Parry Scholarship 2004
(commended), Portfolio 2005. Nel 2005 h pubblicato il suo primo libro Rebibbia.E’ rappresentato da Prospekt.

1) Parlaci del tuo lavoro “L38”, attualmente in mostra a Fotoleggendo presso l’ISA. Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato?

In un lavoro di lunga durata, dove la pianificazione e la scoperta vanno di pari passo la maggiore difficoltà è rimanere concentrati sul processo senza distogliere lo sguardo dal fine. Mi spiego meglio, un lavoro di lunga durata è come una maratona: la corsa deve essere continua e costante bisogna dosare le energie e rimanere concentrati sul passo che si sta facendo in quel momento.

2)Il lavoro “L38” gode di allestimento molto particolare ed azzeccato. Troviamo scritte su i muri, ritagli di giornale, una televisione che trasmette le interviste degli abitanti di L38, ma troviamo anche tanto altro. Come mai una scelta del genere? E’ il segno che la fotografia si sta evolvendo, ma anche la sua fruizione?

Non so se la fotografia si sta evolvendo in questa direzione, di fronte a me in mostra c’è Alexander Gronsky, bravissimo e moderno, che ha un allestimento “classico”. Per quanto riguarda il mio allestimento lo trovo perfetto per i contenuti ed il merito va alla sensibilità, intelligenza e competenza di Tiziana Faraoni e Daniele Zendroni, con i quali mi sono trovato benissimo. La televisione trasmette il promo di un documentario che sto montando e che uscirà nel 2011.

3)La tua formazione fotografica è avvenuta all’estero, ti sei laureato presso l’università del Galles in “documentary photography”, ha inciso nel tuo stile? Ci sono differenze su come viene insegnata al fotografia da paese a paese? Quanto conta avere una formazione “scolastica” piuttosto che essere “autodidatta” quando sei sul campo?

Lo stile si trova con l’esperienza e sicuramente il Galles qualcosa mi ha dato, a parte la bella esperienza umana (poi vivere a Newport è di per se un esperienza), ma il lavoro, questo tipo di lavoro lo si impara sul campo quindi non conta se scuola o autodidatta, una buona scuola è quella che ti butta in strada con una macchina al collo. E’ molto importante però confrontarsi ed avere un “mentore” che ti incoraggia, si incazza e ti segue e io lo avuto nel mio amico Ivo Saglietti. Laurearmi in Sociologia poi mi ha dato una mano in più per interpretare il mondo. E poi Prospekt, la mia agenzia (e famiglia), con loro sono cresciuto molto.

4)A quali fotografi del passato e contemporanei ti ispiri?

Secondo me uno i fotografi li deve ammirare e stimare. L’ispirazione viene da altro, musica, cinema, libri, e tutto il resto.

5)I tuoi lavori spaziano dall’Africa(qui inserisco i titoli), Colombia, Filippine, India all’Italia, a Roma. Quanto è diverso, se lo è,fotografare all’estero piuttosto che in Italia?

Non so esattamente, tra italia e estero forse c’è un tipo di curiosità diverso e quindi una diversa forma di stupore… forse.

Addiction (c) Luca Ferrari

Links:

Luca Ferrari

Prospekt

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