INTERVISTA AD EMILIO D’ITRI

Il WSP intervista Emilio D’Itri fondatore e direttore di Officine Fotografiche, direttore artistico di Fotoleggendo e curatore di numerose mostre.
1-Prima domanda d’obbligo. Un bilancio dell’edizione appena conclusa di Fotoleggendo e anche uno più ampio su tutte le edizioni passate.
Il bilancio è sicuramente positivo sia in termini di presenze, abbiamo stimato intorno ai 7000 visitatori e calcolando che le mostre sono rimaste aperte solo il pomeriggio e in orario ristretto sono numeri importanti, ma anche nei commenti ricevuti dagli addetti ai lavori, con un giudizio molto positivo sulla qualità del programma. Sono molto soddisfatto come Direttore e organizzatore e questo ci da la spinta giusta  a tutti noi di OF di iniziare a programmare gia da adesso la prossima edizione. FotoLeggendo si è ormai ritagliato il suo spazio e sopratutto una sua connotazione precisa che lo pongono ormai tra gli eventi di fotografia tra i più apprezzati in Italia e ricordando che viene organizzato e prodotto da una singola associazione in una città problematica come Roma trovo che sia un vero esempio di voglia , passione e professionalità legata a un profondo rispetto per la fotografia.

2-Il successo sempre crescente di Fotoleggendo, il boom di iscritti ad Officine, ma anche il continuo nascere di collettivi, eventi o locali dedicati alla fotografia, è un sintomo di rinascita? Sta tornando l’interesse nella gente verso la fotografia non solo come spettatori ma anche come produttori di fotografie?
Credo che l’avvento del digitale abbia avvicinato tantissime persone al mondo della fotografia e all’iniziale stupore della immediatezza del digitale subentra poi una normale curiosità per il mondo dell’immagine e per molti da lì l’inizio a cercare la possibilità di trovare una loro forma di espressione. A Officine questa sensazione è palpabile nel continuo aumento di iscritti e allo stesso tempo nella quantità e qualità di progetti che vengono portati avanti.  Certo che noto un’offerta sempre più ampia di eventi legati alla fotografia, ecco su questo sono un po’ scettico nel senso che non vorrei che tutto risultasse buono. Diciamo che la fotografia ha bisogno dei suoi spazi e della giusta presentazione io dico sempre che per me  la fotografia è rigore ,forma e sacrificio e non vorrei che tutto questo esporre in ogni posto ormai, abbassi la qualità della fotografia in genere. Lo stesso proliferare di Festival parola veramente abusata secondo me rischia di generare una sorta di confusione nelle persone che iniziano a vivere la fotografia. Certo con questo non voglio certamente sminuire o criticare  il valore di altre manifestazioni ma dico solo che soprattutto gli organizzatori di eventi dovrebbero dare più attenzione ai contenuti se vogliamo alimentare una cultura fotografica.Fioriscono scuole e gallerie e questa è l’altra faccia della fotografia, perche di fronte a una crisi pesante del mondo professionale c’è di contro un grande movimento amatoriale che segue la fotografia sempre più da vicino, deve far riflettere anche questa voglia di autoproduzione di progetti che è sintomo di forte crescita negli ultimi anni come di una presa coscienza delle potenzialità dell’immagine, il saper raccontare storie in modi sempre diversi è quello il grande impulso dato dalle tante realtà nuove e indipendenti dalle storiche major fotografiche. E sono realtà come Officine Fotografiche che secondo me hanno dato impulso a questo movimento con il loro costante dialogo sulla fotografia in genere. Più che rinascita trovo che l’interesse attuale è e dovrebbe continuare a essere la giusta dimensione ,eravamo noi in ritardo rispetto al trend degli altri paesi, oggi finalmente stiamo accorciando le distanze con fatica ma oggi finalmente i nostri Festival sono frequentati dai grandi nomi della fotografia mondiale e non a caso quest’anno a Fotoleggendo ho organizzato una serata evento con i vincitori Italiani del WPP ben 6 fotografi italiani vincitori di uno dei premi più prestigiosi, insomma siamo ormai nell’elite della fotografia mondiale sia come programmazione di eventi sia con i nostri fotografi.
3-Ci saranno novità nell’offerta didattica e nella programmazione eventi del 2010 di OF?
Officine Fotografiche ormai è una realtà consolidata con un’offerta che abbraccia tutte le esigenze di coloro che si avvicinano alla fotografia il tutto rendendolo accessibile sia come proposta didattica sia nei costi. In questi anni la crescita è stata sicuramente determinata dalla diversità del programma offerto e dalle tantissime iniziative. Le Esposizioni, le presentazioni editoriali, gli incontri e i cicli di seminari , tutte queste iniziative gratuite e riservate agli iscritti, saranno anche per il prossimo anno il nostro punto di partenza per fare avvicinare le persone al mondo dell’immagine.Grandi nomi saranno nostri ospiti e daranno il loro contributo per una crescita non solo tecnica ma anche di approfondimento sull’immagine come forma di espressione.
4-Ho letto che Roma sta diventando, grazie ad eventi come il Festival e Fotoleggendo, ma anche grazie alle varie scuole, la capitale della fotografia in Italia, ti senti di affermarlo anche te?
Voglio come premessa a questa domanda aggiungere alcuni miei concetti  sulle due manifestazioni. Noi tutti che operiamo nella fotografia dovremo sempre ringraziare il Festival Internazionale per aver aperto le porte alla diffusione della fotografia. L’opera di Marco Delogu insieme a Zone Attive è stata importante e innovativa portando Roma a essere palcoscenico importante e  a confrontarsi con i diversi Festival Europei esistenti di Fotografia. Poi possiamo discutere dei programmi, delle mostre ma rimane che il Festival è ancora un palcoscenico ambito da tantissimi autori di livello internazionale, certo si potrà dire che a volte è risultato una semplice vetrina con poca interazione ma questo secondo me lo è per sua stessa volontà. FotoLeggendo è un’altra cosa e non è in contrapposizione con il Festival di cui siamo amici e con cui collaboriamo, FotoLeggendo è la fotografia con Il suo mondo con gli autori, le scuole, i collettivi, come dimostrato con le tante realtà diverse coinvolte che si incontrano e si danno appuntamento per due giorni a Roma. Grandi mostre e grandi autori anche a FotoLeggendo ma direi soprattutto partecipazione e un’atmosfera unica nel suo genere. E questo è quello che ci viene continuamente detto dalle tante personalita invitate e dagli stessi partecipanti. Certo il fatto stesso che sia organizzato da una associazione da sicuramente l’impronta originaria e la stessa partecipazione degli iscritti all’organizzazione trasmette questa diversità. Ma questa non dev’essere considerata come un demerito ma anzi si è rivelato il valore aggiunto. Quando diciamo tra passione e professione è questo il senso. Il Festival di Roma,  FotoLeggendo sono grandi manifestazioni che hanno di fatto messo al centro dell’attenzione nel panorama nazionale Roma per la fotografia e sicuramente hanno fatto da traino al grande interesse per la fotografia.Forse il grande movimento sviluppatosi negli ultimi anni e la continua richiesta di formazione in questo ambito non è ancora supportata da strutture capaci e qualificate per aprire strade nuove per gli aspiranti fotografi, ma li il problema è di diverse angolazioni e l’indubbia crisi del settore professionale dovrebbe secondo me mettere le scuole di fronte il problema di trovare strade nuove e soprattutto dovrebbe far comprendere la necessità di aprirsi sempre più a scambi in ambito globale.
5-Fotoleggendo è in continua crescita, quest’anno come non mai visto il continuo balletto su fare o non fare il festival e sulle sue date,secondo te le istituzioni stanno sottovalutando la spinta culturale e sociale della fotografia?
Io voglio pensare che tutto sia dovuto al difficile momento economico di questo paese perche troverei veramente deprimente se ancora oggi la fotografia dovesse dimostrare la sua valenza nella cultura contemporanea o che si dia un colore politico anche all’immagine.Certo quello che mi sento di dire che forse le istituzioni dovrebbero anche iniziare a dare ascolto a realtà nuove ma consolidate, mi spiego a Roma ormai sappiamo tutti che l’appuntamento con la fotografia è il Festival ma in questi anni ad esempio lo stesso FotoLeggendo è cresciuto tanto ed è ormai una manifestazione riconosciuta a livello Europeo e mi aspetterei un’attenzione diversa, dico che forse non è più giusto pensare che a Roma esista solo Il Festival e lo dico senza alcuna polemica ma come input per una crescita della città di Roma , ma  è impensabile e ingiusto continuare a pensare che una manifestazione che dura un mese completamente gratuita gravi quasi esclusivamente sul contributo di una singola associazione vedi Officine. Diciamo che le manifestazioni dovrebbero vivere con finanziamenti pubblici non dati a scatola chiusa ma su un confronto vero con le Istituzioni e con una concertazione con tutte quelle realtà che hanno dimostrato negli anni capacità organizzative e professionalmente adeguate. Una giusta ripartizione dei fondi e un’attenzione verso realtà nuove che hanno storicamente lavorato per la divulgazione della cultura potrebbero aprire la strade anche alle tante diversità che operano per la cultura.E questo secondo me può valere in tutti i campi.
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