Fotografia e follia. Un incontro speciale al WSP

11maggio

40 anni dalla legge Basaglia e dalla chiusura dei manicomi, a che punto è la cura mentale? Come sono assistite oggi le persone con problemi psichici? Ne parleremo venerdì 11 maggio dalle 19:30 con i fotografi Carlo Pellegrini e Daniela Sala e la giornalista Maria Gabriella Lanza attraverso la presentazione e la proiezione dei loro lavori: il libro fotografico “DUE” e il webdoc “Matti per sempre”.

Carlo Pellegrini, con il suo progetto fotografico che poi è diventato il libro “Due”, si affaccia sull’importante tema della disabilità mentale con spontaneità, una spiccata sensibilità e un forte senso di autocritica. Carlo si approccia alla tematica con un linguaggio personale, lontano dal classico reportage, scegliendo la tecnica della doppia esposizione come se la macchina fotografica fungesse da filtro capace di modificare la prospettiva e la visione, come se per un attimo riuscissimo a calarci nel punto di vista degli autori delle vere opere di questo libro.
I protagonisti sono infatti i quadri, i disegni e i ritratti che vengono elaborati dagli utenti de La Tinaia di Firenze, uno spazio di libera attività creativa in palese rottura con la logica repressiva della vecchia istituzione maniacale. Per più di anno Carlo Pellegrini si è recato presso i locali de La Tinaia, all’interno di una casa colonica posta a ridosso dell’ex ospedale psichiatrico Chiarugi di Firenze. È qui ha deciso di intervenire modificando e sovrapponendo digitalmente, in fase di scatto, la sua visione unitamente a quella delle opere e degli autori stessi. Il risultato è il progetto “Due”, come le visioni che si fondono in una sola immagine, oppure come le multiple personalità che si celano in ognuno di noi: sta a voi trovare il punto di partenza di ogni singola fotografia per arrivare alla visione chiara e nitida.

Matti per sempre è il webdoc realizzato da Daniela Sala e Maria Gabriella Lanza per indagare che cosa sopravvive dell’Istituzione abolita nel 1978, finalista della sesta edizione 2017 del Premio di giornalismo investigativo Roberto Morrione, un premio organizzato dall’Associazione amici di Roberto Morrione e dalla Rai che finanzia la realizzazione di progetti di inchieste (video o webdoc) su temi di cronaca nazionale e internazionale. La legge Basaglia è stata la prima legge al mondo a chiudere i manicomi, ma la rivoluzione culturale avviata dallo psichiatra triestino ad oggi resta incompiuta. Non ci sono più fili spinati e reti a separare “le città dei matti” dal resto della società, eppure resistono altre forme di esclusione: la maggior parte dei reparti psichiatrici in Italia è a porte chiuse e un malato su dieci è legato al letto. La legge 180 ha ridefinito l’idea della pericolosità sociale e ha riconosciuto nel paziente psichiatrico una persona che non può essere privata del suo diritto di cittadinanza in un momento di sofferenza e fragilità. Ma non basta una legge per liberarsi della paura dell’altro.

Carlo Pellegrini nasce a Siena nel 1986. Il suo percorso fotografico inizia nel 2012, quando frequenta un corso presso il Siena Art Institute. Dopo un anno segue il master di fotogiornalismo presso WSP Photography. Da qui nasce il suo primol progetto “Ore contate” con il quale vince il premio di migliore serie nella categoria fotogiornalismo di Lens Culture. Da giugno 2016 entra a far parte di Fotosintesi Lab Project.

Daniela Sala è una giornalista con formazione ed esperienza multimediale, specializzata in video-making e fotografia. Dal 2011 collabora con Radio Radicale, dove conduce una rubrica settimanale e realizza approfondimenti video per il sito e per il canale del digitale terrestre. In questi anni ha collaborato inoltre per diverse testate, tra cui RaiNews24, Il Corriere della Sera, Avvenire, Vita e Il Fatto Quotidiano, realizzando reportage dal Medio Oriente e dall’Europa. Si occupa principalmente di diritti civili, disabilità, immigrazione, e diritti umani.

Maria Gabriella Lanza è una giornalista specializzata in giornalismo sociale. Collabora con l’agenzia stampa Redattore Sociale, dove si occupa soprattutto di temi legati all’immigrazione e al terzo settore; con Superabile, il giornale dell’Inail, dove scrive articoli inerenti alla disabilità; con Kataweb Consumi, il sito de L’Espresso a difesa dei diritti dei consumatori, e con Fainotizia.it, dove realizza video inchieste. Ha collaborato anche con Repubblica.it, il Fatto Quotidiano, il Corriere della Sera e con Radio Vaticana.


La partecipazione è gratuita.

Ricordiamo che WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL pertanto l’ingresso e tutte le attività, anche quelle gratuite, sono riservate ai soli soci. È possibile associarsi il giorno stesso dell’evento. Il costo della tessera annuale 2018 è di 3 euro.

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Inaugurazione mostra WPP 2018

wpp18.jpegAnche quest’anno, la mostra del World Press Photo, l’importante concorso fotogiornalistico che ha recentemente decretato i suoi vincitori ad Amsterdam, arriva a Roma nella sede di Palazzo delle Esposizioni.

La mostra è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, ideata da World Press Photo Foundation di Amsterdam e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con 10b Photography.

La mostra del World Press Photo 2018 si tiene a Roma, in prima assoluta italiana, presso il Palazzo delle Esposizioni dal 27 aprile al 27 maggio 2018. Il Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Ogni anno, da più di 60 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata ad esprimersi su migliaia di domande di partecipazione inviate alla Fondazione World Press Photo di Amsterdam da fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo.
Per l’edizione 2018 la giuria, che ha suddiviso i lavori in otto categorie, tra cui la nuova categoria sull’ambiente, ha nominato 42 fotografi provenienti da 22 paesi. Tra i vincitori anche 5 italiani: Alessio Mamo, secondo nella categoria People – singole; Luca Locatelli, secondo nella categoria Environment – storie; Fausto Podavini, secondo nella categoria Long-Term Projects, Giulio di Sturco, secondo nella categoria Contemporary Issues – singole e Francesco Pistilli, terzo nella categoria General News – storie. In totale, ci sono 307 fotografie nominate nelle otto categorie.
La foto dell’anno, scelta nella categoria Spot News, è di Ronaldo Schemidt (Caracas, 1971), fotografo venezuelano dell’Agence France Presse. Ad essere premiato, uno scatto che ritrae un ragazzo in fuga, avvolto dalle fiamme, durante una manifestazione nel maggio del 2017, contro il presidente Nicolás Maduro, a Caracas. Magdalena Herrera, presidente della giuria e photo editor di Geo France, ha così commentato: “È una foto classica, ma che possiede un’energia fortemente dinamica. I colori, il movimento e la forza della composizione trasmettono un’emozione istantanea”.

L’esposizione del World Press Photo 2018 non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

Il reportage sociale: fotografia per informare e cambiare il mondo.

La realtà dei fotografi è il ciclo di seminari di storia della fotografia proposto da WSP Photography, giunto al suo secondo appuntamento.

Ben Shahn Children of Destitute Mountaineer, Arkansas (1935)

© Ben Shahan

Il secondo incontro racconta l’evoluzione del concetto di fotografia di documentazione: dalla pura registrazione della realtà – sia pure all’interno di determinati canoni estetici – a una narrazione sociologica e fotogiornalistica, che ha il preciso scopo di portare alla luce un mondo sommerso di miseria e sfruttamento, e di fare appello alle coscienze di un pubblico borghese benestante.

Immaginata da Henry Fox Talbot, uno dei suoi inventori, come una “matita della natura”, la fotografia sin dal suo esordio viene esaltata come strumento di registrazione della realtà puntuale ma non asettico, capace anzi di integrare in sé il valore aggiunto di una visione estetica e di un pensiero etico.

Questo ciclo di seminari è rivolto sia a studenti che a semplici appassionati di fotografia, interessati a conoscere e/o approfondire quei movimenti di pensiero e quei generi fotografici che nel tempo si sono proposti di fornire testimonianza della realtà, della società, degli eventi e dei mutamenti storici, facendo della documentazione un’arte e un impegno morale verso la società.

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© Dorothea Lange

I seminari sono tenuti da Rosa Maria Puglisi. Rosa Maria Puglisi nasce a Giarre (CT) nel 1967. Dopo la maturità classica si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e si abilta all’insegnamento. Ha un master in “Video, Fotografia,Teatro e mediazione artistica nella relazione d’aiuto”. Nel 1992 frequenta la scuola “Donna Fotografa” di Giuliana Traverso a Milano. Si stabilisce poi a Roma, dove si perfeziona come fotografa presso l’ISFCI; lì insieme ad altri studenti viene selezionata per un progetto di reportage nei luoghi della psichiatria dopo la legge Basaglia. Successivamente lavora come freelance. Dal 2000 in poi ha scritto di fotografia in vari siti specializzati (Cultframe, Fotologie, La Critica, e l’Enciclopedia delle donne) e sul suo blog, “Lo Specchio incerto”. Ha una lunga esperienza d’insegnamento in enti pubblici e privati, e insegna al corso Superiore professionale biennale dell’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), e al Master biennale di fotografia di Exusphoto (Roma). E’ inoltre docente del Corso di formazione triennale in Artiterapie (indirizzo: arti visive, foto, video e teatro) di Nuove Arti Terapie.

Modalità di partecipazione
I seminari sono a numero chiuso. Per partecipare a ciascuno dei seminari è obbligatorio prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org specificando la data o il titolo del seminario a cui si vuole partecipare.

Il costo di partecipazione di ogni seminario è di 10 euro, 30 euro totali se si decide di partecipare a tutti i seminari versando l’intera quota il giorno del primo seminario.

Per conoscere gli altri appuntamenti visitare il sito wsp photography.

Consigli per una Pasqua fotografica

Pasqua in arrivo e tempo incerto come sempre… se avete a disposizione qualche giorno di vacanza o di pausa dai vostri impegni, ecco qualche evento interessante e una selezione delle mostre fotografiche del momento.

mostra frank horvart torino

© Frank Horvart

Frank Horvart. Storia di un fotografo
Torino – Palazzi Reali fino al 20/5/2018
Celebre per le sue fotografie di moda, pubblicate dagli anni ‘50 su riviste quali Vogue e Harper’s Bazaar, Frank Horvat è un fotografo eclettico che, nel corso della sua lunga carriera, ha affrontato a livello altissimo svariati temi: il reportage sociale e di viaggio anche per l’Agenzia Magnum, il paesaggio, i ritratti, il rapporto con l’arte.

Magnum Manifesto. Guardare il mondo e raccontarlo in fotografia.
Roma – Museo dell’Ara Pacis fino al 3/6/18
La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia.
Le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria. 

André Kertész. Un Grande Maestro Della Fotografia Del Novecento
Genova – Palazzo ducale fino al 17/6
Oltre 180 fotografie ripercorrono, suddivise in sezioni, l’intero percorso artistico del maestro ungherese, che in più di cinquant’anni di carriera ha sempre utilizzato la fotografia come se fosse un suo diario visivo, atto a rivelare la poesia dietro le semplici e anonime cose quotidiane, catturate attraverso prospettive uniche e rivoluzionarie.

doineau

mostra Robert Doisneau a Pisa

Robert Doisneau. Pescatore D’immagini
Pisa – Museo della grafica
Curata dall’Atelier Robert Doisneau – Francine Deroudille e Annette Doisneau – in collaborazione con Piero Pozzi, prodotta e realizzata da Di Chroma Photography, ViDi – Visit Different, l’esposizione offre l’occasione di ammirare, attraverso una suggestiva selezione di 70 immagini in bianco e nero, l’universo creativo del grande fotografo francese.

Schegge di periferie. Il neorealismo a Milano.
Milano – Fondazione Matalon fino al 31/3
Ultimissimi giorni per visitare l’esposizione curata da maria possenti , emanuela sesti e italo zannier ,  presenta 70 foto da pellicola negativa kodak in bianco e nero che de pietro, con la sua inseparabile leica, ha scattato a milano tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta.

Se invece siete alla ricerca di qualche evento pasquale da fotografare, c’è l’imbarazzo della scelta. Qui una piccola selezione di eventi.

Per i romani, segnaliamo:

Processione del venerdì santo di Orte (VT), dalle 21.30
Storica processione nel centro del paese, molto suggestiva.
La Tuscia in generale offre diversi eventi e occasioni, qui potete trovare qualche suggerimento.

Sempre nei dintorni di Roma, interessante è la processione del venerdì Santo a Civitavecchia, dalle 20.30.

Scendendo più a sud, ovviamente la Settimana Santa in Puglia offre tantissime occasioni, già a partire da oggi. Noi stessi del WSP siamo rimasti affascinati dalla Settimana Santa a Noicattaro anni fa.

settimana santa noicattaro

© Lucia Perrotta

Altro luogo magico per la Pasqua è certamente la Sicilia.
A questo link potete trovare un ricco calendario di eventi sparsi per tutta l’isola.

Buona Pasqua fotografica a tutti.

Sony Awards 2018: annunciati i vincitori Open

La sezione Open è a sua volta divisa in dieci diverse categorie – tra cui still life, street photography, architettura, ritratti, natura – ed è una delle quattro sezioni che completano uno dei più importanti concorsi fotografici al mondo insieme a quella riservata ai fotografi professionisti, ai ragazzi/e dai 12 ai 19 anni e agli studenti di fotografia.

Annunciati anche i 63 vincitori dei fotografi vincitori dei premi nazionali, uno per ogni paese in competizione. Per l’Italia, complimenti a Caterina Bruzzone che si aggiudica il premio con questa foto scattata a Valenza.

caterina bruzzone sony awards 2018

Exit (Uscita) Valenza, agosto 2017(© Caterina Bruzzone, Italia, finalista del concorso Open – Architecture e vincitrice dello Italy National Award, 2018 Sony World Photography Awards)

 

Qui potete trovare la gallery con tutte le foto vincitrici della sezione Open.

La realtà dei fotografi. Seminari di storia della fotografia.

LA REALTÀ DEI FOTOGRAFI4 seminari di storia della fotografia con Rosa Maria Puglisi (2) (1)WSP photography presenta “La realtà dei fotografi”, ciclo di seminari di storia della fotografia, con Rosa Maria Puglisi. Quattro incontri il 23 marzo, 13 aprile, 18 maggio, 15 giugno, dalle ore 19:30.

Immaginata da Henry Fox Talbot, uno dei suoi inventori, come una “matita della natura”, la fotografia sin dal suo esordio viene esaltata come strumento di registrazione della realtà puntuale ma non asettico, capace anzi di integrare in sé il valore aggiunto di una visione estetica e di un pensiero etico.

Questo ciclo di 4 seminari è rivolto sia a studenti che a semplici appassionati di fotografia, interessati a conoscere e/o approfondire quei movimenti di pensiero e quei generi fotografici che nel tempo si sonoproposti di fornire testimonianza della realtà, della società, degli eventi e dei mutamenti storici, facendo della documentazione un’arte e un impegno morale verso la società.

Argomenti e date dei seminari

23 marzo ore 19.30
Pensiero estetico e verismo nella fotografia documentaria ottocentesca.
Nel primo dei seminari si parlerà di come la fotografia – nata in un clima positivista – viene accolta come uno strumento essenziale per la documentazione (scientifica, giudiziaria, antropologica, sociologica, ecc.), ma anche come espressione estetica e originale forma d’arte connessa al naturalismo e al verismo, in contrapposizione all’idea di coloro che invece la definiscono un’arte minore, ancella della pittura.

13 aprile ore 19.30
Il reportage sociale: fotografia per informare e cambiare il mondo.
Il secondo incontro racconta l’evoluzione del concetto di fotografia di documentazione: dalla pura registrazione della realtà – sia pure all’interno di determinati canoni estetici – a una narrazione sociologica e fotogiornalistica, che ha il preciso scopo di portare alla luce un mondo sommerso di miseria e sfruttamento, e di fare appello alle coscienze di un pubblico borghese benestante.

18 maggio ore 19.30
La fotografia racconta la guerra, fra propaganda e denuncia.
Il terzo seminario verte sul reportage di guerra e offre una panoramica di come questo particolare genere fotografico sia mutato nel tempo tanto nei suoi aspetti formali che in quelli contenutistici, procedendo verso un linguaggio espressivo sempre più emotivo volto a coinvolgere lo spettatore e farlo schierare pro o contro.

15 giugno ore 19.30
Il reportage umanistico: bellezza e straordinarietà del vissuto quotidiano.
L’ultimo degli incontri è dedicato a quella forma di reportage in cui la documentazione della vita di tutti i giorni ha acquistato una limpida bellezza e un’inatteso sapore di poesia: la fotografia umanistica, che ha avuto la sua massima espressione nella Francia del secondo dopoguerra.

Docente
Rosa Maria Puglisi nasce a Giarre (CT) nel 1967. Dopo la maturità classica si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e si abilta all’insegnamento. Ha un master in “Video, Fotografia,Teatro e mediazione artistica nella relazione d’aiuto”. Nel 1992 frequenta la scuola “Donna Fotografa” di Giuliana Traverso a Milano. Si stabilisce poi a Roma, dove si perfeziona come fotografa presso l’ISFCI; lì insieme ad altri studenti viene selezionata per un progetto di reportage nei luoghi della psichiatria dopo la legge Basaglia. Successivamente lavora come freelance. Dal 2000 in poi ha scritto di fotografia in vari siti specializzati (Cultframe, Fotologie, La Critica, e l’Enciclopedia delle donne) e sul suo blog, “Lo Specchio incerto”. Ha una lunga esperienza d’insegnamento in enti pubblici e privati, e insegna al corso Superiore professionale biennale dell’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), e al Master biennale di fotografia di Exusphoto (Roma). E’ inoltre docente del Corso di formazione triennale in Artiterapie (indirizzo: arti visive, foto, video e teatro) di Nuove Arti Terapie.

Modalità di partecipazione
I seminari sono a numero chiuso. Per partecipare a ciascuno dei seminari è obbligatorio prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org specificando la data o il titolo del seminario a cui si vuole partecipare.

Il costo di partecipazione di ogni seminario è di 10 euro, 30 euro totali se si decide di partecipare a tutti i seminari versando l’intera quota il giorno del primo seminario.

Ricordiamo che WSP Photography è un’associazione culturale affiliata all’ENAL pertanto l’ingresso e tutte le attività, sono riservate ai soli soci. In occasione dei seminari la tessera sarà rilasciata gratuitamente a chi ne fosse sprovvisto.

Iscriversi ad un corso di fotografia: quando e perché

Quante persone conoscete nella vostra cerchia di amici e conoscenti che sono appassionate di fotografia, hanno comprato o cambiato la propria reflex o macchina fotografica negli ultimi mesi o hanno deciso di iscriversi ad un corso di fotografia, se non addirittura intraprendere questa professione?

La fotografia è una passione sempre più dilagante che non sembra conoscere crisi. L’avvento del digitale oramai qualche anno fa, ha sicuramente dato un’impennata allo sviluppo di questa passione, ma quanti credevano che si sarebbe trattato di un fuoco di paglia, devono ricredersi.

Continuano a passare gli anni e la bella arte continua a fare proseliti, tante tecnologie sono cambiate e continuano ad evolvere, basti pensare al recente picco delle Mirrorless e a come case storiche come Sony e Fujifilm si siano rinventate, tirando fuori veri e propri mostri di design e tecnologia, facendo ogni tanto tremare l’indiscutibile supremazia di Canon e Nikon, tanto che la famosa domanda: sei nikonista o canonista sembra essere caduta un po’ in prescrizione.

 

Cosa vogliamo fotografare?
La tecnologia è certamente importante, ma non bisogna mai perdere di vista, come un po’ in tutto, quali sono gli obiettivi che vogliamo raggiungere con i nostri nuovi e vecchi giocattoli. Realizzare foto di amici e familiari e saperle ritoccare per la loro gioia? Scattare foto ricordo di qualità dei nostri viaggi? Fare invidia ai masterchef fotografando tutti i nostri aperitivi alla perfezione? Documentare gli eventi e la realtà che ci circondano con un punto di vista personale?

La fotografia è bella proprio perché varia e ci consente di sbizzarrirci spaziando da un genere ad un altro, da un linguaggio ad un altro. Ma per quanto sia bello liberare la propria creatività, perché farsi governare dal proprio mezzo e non decidere noi quali fotografie vogliamo realizzare e come?

Ecco alcuni dei motivi principali per iscriversi ad un corso di fotografia.

  1. Imparare ad usare i mezzi a nostra disposizione in modo consapevole.
    Che si tratti di una compatta, una mirrorless o una reflex di ultima generezione, conoscere il tuo mezzo e le regole base della fotografia per essere in grado di operare in autonomia e manualmente, è tutta un’altra cosa che avere bolidi in mano e “guidarli” solo con il pilota automatico.
  2. Sperimentare e capire qual è il genere fotografico più adatto ai nostri gusti.
    Sia nei corsi di fotografia base che in quelli avanzati, la possibilità di confrontarsi con più linguaggi fotografici, dal ritratto alla fotografia di eventi, dal reportage alla fotografia di paesaggio ti fa capire il genere più vicino al tuo modo di vedere e approcciare la fotografia, oltre che capire meglio di che tipo di attrezzatura hai bisogno senza spendere cifre esorbitanti per ottiche o accessori inutili.
  3. Aprirsi al confronto con gli altri.
    Frequentare un corso di fotografia, avere a disposizione un docente preparato faccia a faccia e una classe di tuoi simili pronti ad imparare con te, certamente è meglio che apprendere solamente sui libri. Nella fotografia inoltre, che è uno strumento di comunicazione, il confronto con gli altri è importantissimo per capire se i nostri scatti effettivamente comunicano quello che stiamo cercando di comunicare. Ecco perché nei nostri corsi, come ad esempio il corso di reportage, le sessioni di editing collettivo sono molto importanti e frequenti.
  4. Condividere la passione.
    Nell’era dei social media condividere è diventata una parola d’ordine. Ma un conto è condividere le nostre fotografie su un cellulare, in un gruppo facebook o su instagram, un conto è conoscere persone vere e dal vivo che condividono la tua stessa passione e il tuo percorso con cui confrontarsi apertamente, organizzare uscite fotografiche, visite a mostre o partecipazioni ad eventi.
  5. Ricevere nuovi stimoli e occasioni per approfondire la fotografia.
    Entrare a far parte di una realtà associativa come WSP photography vuol dire avere continue occasioni per coltivare la propria passione: incontri con autori, mostre fotografiche, presentazioni di libri fotografici, uscite fotografiche. Tante attività, la maggior parte gratuite, che ti permetteranno di continuare ad imparare anche al di là del corso di fotografia scelto.

foto_locale-300x200-1Allora, cosa aspettate ad iscrivervi ad un corso di fotografia?

Presentazioni corsi di fotografia 2018

Mercoledì 28 febbraio e giovedì 1 marzo, dalle 19:30, vi aspettiamo alla presentazione dei corsi di fotografia in partenza dal 12 marzo. Ingresso libero.

presentazione corsi di fotografia roma

PRESENTAZIONE CORSI DI FOTOGRAFIA 2018

CI SONO MILIONI DI STORIE ANCORA DA RACCONTARE.

L’aspetto più importante che mettiamo in luce durante i nostri corsi di fotografia, siano essi base che avanzati, è quello di immergersi completamente nelle storie che vogliamo raccontare. Entrare in relazione con ciò che osserviamo, stabilire una sintonia che ci permetta di essere al contempo presenti ma invisibili.
Narrare attraverso la fotografia. Esplorare la realtà attraverso l’immaginario e la propria visione, che è unica: è questa la sfida.

 

Ti invitiamo quindi mercoledì 28 febbraio e giovedì 1 marzo dalle ore 19:30 alla presentazione dei corsi di fotografia 2018 per conoscerci e illustrarti la nostra proposta formativa e le nostre attività, ma soprattutto raccontarti qualcosa di più di noi e di cosa significa per noi fare e insegnare fotografia.

Di seguito l’elenco dei corsi di fotografia che saranno presentati. Ti consigliamo nel frattempo di dare un’occhiata ai programmi e farti un’idea, così da chiarire ogni dubbio e chiederci ulteriori informazioni durante la presentazione.

 

Mercoledì 28 febbraio ore 19.30 

 

Giovedì 1 marzo ore 19.30 

 

Perché scegliere un corso di fotografia WSP?

– Un team di professionisti appassionati e sempre a disposizione, non solo durante le ore di lezione, per condividere insieme la passione della fotografia e crescere sul campo.
– Un ambiente amichevole, informale e confortevole dove trascorrere piacevoli momenti e socializzare, sorseggiando qualcosa da bere, un buon caffé o sfogliando una rivista fotografica, tra una lezione e l’altra.
– Percorsi formativi costruiti insieme alle esperienze degli studenti e costantemente aggiornati per offrire la migliore esperienza di apprendimento.
– Costi competitivi e rateizzabili.
– Tantissime attività extra organizzate durante l’anno e a cui partecipare gratuitamente come incontri con autori, presentazione editoriali, mostre fotografiche, letture portfolio.
– Nessun costo di iscrizione: solo 3 euro di tessera associativa ENAL annuale e obbligatoria, valida per tutti i circoli ENAL nazionali.
In occasione della presentazione, a tutti i partecipanti la tessera sarà rilasciata gratuitamente.

 

Per maggiori informazione sulla presentazione dei corsi di fotografia scrivici a info@collettivowsp.org o contattaci al numero 3281795463:

WPP 20178: Fausto Podavini del WSP tra i finalisti

Il World Press Photo, uno dei più prestigiosi premi fotogiornalistici, cambia le regole. Quest’anno per la prima volta non sono stati annunciati direttamente i vincitori ma i fotografi “nominati” che durante la serata di premiazione il prossimo 12 aprile ad Amsterdam, scopriranno se avranno vinto o meno il primo premio.

I sei finalisti per la foto dell’anno sono: Patrick Brown con un’immagine sulla crisi dei profughi rohingya, Adam Ferguson che ha ritratto alcune ragazze rapite da Boko haram in Nigeria, Toby Melville che ha fotografato le vittime dell’attentato di Londra, Ivor Prickett con due foto scattate a Mosul, in Iraq, e Ronaldo Schemidt che ha documentato le proteste contro il governo in Venezuela.

Per noi grande orgoglio è vedere – di nuovo – tra i finalisti il nome di Fausto Podavini, fotografo, docente e socio del WSP Photography, che già nel 2013 aveva vinto il 1 premio sempre nella categoria Long Term Project, con il bellissimo lavoro “Mirella”.

Il lavoro finalista è “Omo Change“, già vincitore del premio della fondazione Yves Rocher 2017.  L’obiettivo del progetto è quello di documentare la costruzione della diga Gibe III, la più grande centrale idroelettrica in Africa. Questa costruzione cambierà la geografia e l’ecosistema del fiume Omo (patrimonio mondiale dell’UNESCO), danneggiando le comunità locali che vivono di agricoltura e beneficiano delle inondazioni del fiume.
Qui potete vedere il lavoro finalista.

Tra gli altri italiani finalisti anche Giulio Di Sturco, nominato per la foto singola, categoria Contemporary Issues, Luca Locatelli nominato nella categoria Environmental – Storie, e Francesco Pistilli nominato nella categoria General News – Storie.

Grande emozione da parte del WSP photography e di tutti i nostri studenti che attualmente stanno frequentando un intenso percorso di crescita e apprendimento con Fausto Podavini sia con il Laboratorio annuale di reportage  sia con la Masterclass di reportage, al fianco di Giovanni Cocco e Rosy Santella. E dita incrociate fino al 12 aprile.

Nel frattempo, date un’occhiata a tutti i lavori in gara. 

 

 

Eventi di fotografia in autunno

L’autunno si sa, è una stagione bellissima. Nonostante dispiaccia salutare l’estate, il sole e le vacanze, anche questo è un periodo dell’anno che offre tantissimi spunti, soprattutto per noi fotografi.

Alzi la mano chi non si sia mai incastrato a fotografare giochi di luci, ombre e sagome con le foglie d’autunno: appese o a terra? O con il classici riflessi nelle pozzanghere, dopo un bel temporale?

Ma ad autunno è tempo anche di nuovi eventi fotografici. Molte scuole ed associazioni fotografiche ricominciano le attività, con corsi, mostre di fotografia ed incontri. E tanti sono anche i festival di fotografia che si tengono in questa stagione.

Ecco la nostra classifica degli eventi fotografici imperdibili in autunno:

  1. Festival della fotografia etica a Lodi.
    L’ottava edizione di questo interessantissimo festival, soprattutto per gli amanti della fotografia documentaria, sociale e di reportage, si svolgerà nella consueta cornice di Lodi dal 7 al 29 ottobre. Da non perdere le mostre fotografiche:

    • “Destino final” di Giancarlo Ceraudo, un’inchiesta sugli eventi e le conseguenze della dittatura militare argentina e i “voli della morte”.
    • Fabio Bucciarelli, con il suo lavoro sul costo devastante della crisi umanitaria in Sud Sudan: carestia e scoppio del colera.
    • Mads Nissen con  Hope Over Fear – Colombia’s Struggle For Peace, su una delle guerre civili più lunghe del mondo, giunta finalmente al termine.
    • Le mostre dei vincitori del premio fotografico, tra cui Daniel Berehulak, Giorgio Bianchi, che è stato anche ospite al WSP Photography e Emanuele Satolli.
  2. Trieste Photo Days
    Il festival della fotografia urbana che si svolgerà dal 24 ottobre al 13 novembre, una rassegna che esplora la contemporaneità attraverso tutte le forme di fotografia. ambientate nel tessuto urbano.
  3. Robert Doisneau: pescatore d’immagini
    Il fotografo francese, tra i più importanti del ‘900, autore della celebre opera “Il bacio” (Baiser de l’Hôtel de Ville) arriva al Broletto di Pavia, dal 24 ottobre. La rassegna,  curata dall’Atelier Robert Doisneau – Francine Deroudille ed Annette Doisneau  presenta 70 immagini in bianco e nero che ripercorrono l’universo creativo del fotografo francese.

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  4. Il 77 di Tano D’Amico e Pablo Echaurren
    La storia di una generazione e di un paese raccontata attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani e le opere di un artista tra i più interessanti della scena contemporanea. Fino al 14 gennaio al Museo di Roma in Trastevere.
  5. Photolux Lucca
    L’edizione 2017 della Biennale di Lucca è dedicata al tema “Mediterraneo”. Occasione imperdibile per visitare il WPP, se ve lo siete persi, e tra le mostre in programma sicuramente quella Koudelka, frutto dei suoi viaggi in 12 paesi del Mediterraneo e Jacques-Henri Lartigue. Il Festival inizierà il 18 novembre e durerà fino al 10 dicembre.

Per quanto riguarda la nuova stagione dei corsi di fotografia, presenti anche noi. Il 27 settembre alle 19:30 terremo una presentazione di tutti i corsi di fotografia in partenza presso il WSP photography Roma. Base, avanzato, reportage, fotografia di ritratto, fotografia di paesaggio e architettura, photoshop e tante altre attività per una nuova stagione di grande fotografia a Roma. L’ingresso è libero, qui tutte le info: http://www.collettivowsp.org/presentazione-corsi-di-fotografia/
Vi aspettiamo!

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