QUESTA SERA ALLE 19,00: “THE EMPTY HOUSE: LA STORIA DI UN’ASSENZA”. INCONTRO CON I REGISTI NICOLA SESSA E CHRISTIAN ELIA

Associazione Culturale WSP Photography Presenta

Incontro con i registi Nicola Sessa e Christan Elia di E-ilmensile

“The Empty House: la storia di un’assenza”

Venerdì 20 aprile ore 19:00

WSP Photography Via Costanzo Cloro 56 / 58 Roma (Metro B San Paolo)


Prima, durante e dopo la guerra in Kosovo sono scomparse 1.800 persone, quando era facile morire o svanire nel nulla. Il dolore, invece, non scompare mai. Una casa nell’Albania settentrionale, dove secondo la Procura di Belgrado molte persone sono state portate e alle quali sono stati espiantati gli organi – che venivano poi rivenduti sul mercato internazionale – è ancora là. La famiglia Katuci, che la abita ora come allora, cerca di proteggere la sua serenità dall’angoscia di altre migliaia di famiglie.

The Empty House racconta la storia di un’assenza, senza privilegiare la nazionalità di alcune vittime rispetto ad altre. Questo lavoro vuole essere una riflessione sull’assenza, sul vuoto doloroso che la scomparsa di una persona cara lascia nelle vite di chi lo ha amato. I protagonisti potrebbero essere di qualsiasi Paese del mondo che ha conosciuto il dramma delle persone scomparse.

“The Empty House” è il racconto di un viaggio, da Milano a Tirana, sulle tracce di questa storia che non è finita.

La versione web di The Empty House – selezionata tra i finalisti del Prix du Webdocumentaire al VISA POUR L’IMAGE di Perpignan – verrà presentata dai registi Nicola Sessa e Christian Elia di E-ilmensile.

L’ingresso agli incontri è gratuito e riservato ai soci. Costo della tessera annuale ENAL 3 euro. È possibile associarsi direttamente il giorno dell’evento.

The Empty HouseThe Empty House

“THE EMPTY HOUSE: LA STORIA DI UN’ASSENZA”. INCONTRO CON I REGISTI NICOLA SESSA E CHRISTIAN ELIA. VENERDÌ 20 APRILE ORE 19.00

“The Empty House: la storia di un’assenza”. Incontro con i registi Nicola Sessa e Christian Elia di E-ilmensile. Venerdì 20 aprile ore 19.00

Prima, durante e dopo la guerra in Kosovo sono scomparse 1.800 persone, quando era facile morire o svanire nel nulla. Il dolore, invece, non scompare mai. Una casa nell’Albania settentrionale, dove secondo la Procura di Belgrado molte persone sono state portate e alle quali sono stati espiantati gli organi – che venivano poi rivenduti sul mercato internazionale – è ancora là. La famiglia Katuci, che la abita ora come allora, cerca di proteggere la sua serenità dall’angoscia di altre migliaia di famiglie.

The Empty House racconta la storia di un’assenza, senza privilegiare la nazionalità di alcune vittime rispetto ad altre. Questo lavoro vuole essere una riflessione sull’assenza, sul vuoto doloroso che la scomparsa di una persona cara lascia nelle vite di chi lo ha amato. I protagonisti potrebbero essere di qualsiasi Paese del mondo che ha conosciuto il dramma delle persone scomparse.

“The Empty House” è il racconto di un viaggio, da Milano a Tirana, sulle tracce di questa storia che non è finita.

La versione web di The Empty House – selezionata tra i finalisti del Prix du Webdocumentaire al VISA POUR L’IMAGE di Perpignan – verrà presentata dai registi Nicola Sessa e Christian Elia di E-ilmensile.

L’ingresso agli incontri è gratuito e riservato ai soci. Costo della tessera annuale ENAL 3 euro. È possibile associarsi direttamente il giorno dell’evento.

The Empty House

The Empty House

Corrispondenze elettive: Paul Strand e Walter Rosenblum

Paul Strand Walter Rosenblum

Giovedì 20 Gennaio 2011 alle ore 18, in anteprima europea, inaugura presso il Museo di Roma in Trastevere, la mostra PAUL STRAND e WALTER ROSENBLUM Corrispondenze elettive.
Aperta al pubblico dal 21 gennaio gennaio al 20 marzo 2011, la mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma.
L’esposizione, a cura di Enrica Viganò, abbraccia la storia della profonda amicizia tra PAUL STRAND e WALTER ROSENBLUM, rispettivamente maestro e allievo, due degli sguardi fotografici più importanti nella storia della fotografia del XX secolo. Walter Rosenblum aveva solo 17 anni quando incontrò Paul Strand nella famosa Associazione americana Photo League e i due, dagli anni ’50 in poi, decisero di seguire insieme un tratto del proprio cammino, che si intensificò quando Strand si trasferì in Francia nel 1950 e iniziò la lunga e famosa corrispondenza protratta per i successivi 25 anni. Scriveva Rosenblum a Paul Strand il 13 settembre 1950: «Non hai idea di come sia fresca l’aria che il tuo lavoro in Europa ci porta fin qui. Gran parte del progresso umano è dovuto proprio a gente creativa come te». Esistono più di cento lettere originali autografe, di cui alcune in mostra, in grado di testimoniare l’amicizia di due, dei più grandi fotografi del XX secolo. Entrambi si confrontavano non solo sulla tecnica fotografica e sui materiali, ma anche sulla vita stessa, terreno d’esperienza e d’ispirazione profonda. L’esposizione include una parte di immagini fotografiche di entrambi gli artisti e numerosi documenti come le lettere scelte da Naomi Rosenblum, libri dei due maestri della fotografia americana e una brochure con un saggio di Strand scritto per la mostra di Rosenblum al Brooklyn Museum. In mostra, insieme con le opere fotografiche più famose, si potranno ammirare, per la prima volta, una selezione di fotografie vintage, inedite, dove sarà visibile l’ultima fotografia scattata da Paul Strand con la collaborazione di Walter Rosenblum. Negli ultimi anni della sua vita, infatti, Paul Strand divenne praticamente cieco e così, dirigendo la mano e l’occhio di Walter Rosenblum, costruì la fotografia e la scattò.

Ad arricchire la retrospettiva fotografica, sabato 22 gennaio alle ore 17.00, contribuirà anche la proiezione del documentario realizzato da Nina Rosemblum, “Walter Rosemblum: in search of Pitt Street”, seguita da Storytelling tra Documentario, Fotografia e Multimedia e uno scambio di opinioni tra Nina Rosemblum (regista) e Manuela Fugenzi (curatrice e giornalista photoeditor), con la partecipazione di Dan Allentuck (sceneggiatore e produttore), Barbara Cupisti (regista indipendente), Nicola Sessa (giornalista, Peacereporter) e Rocco Rorandelli (fotografo Terra Project).

La mostra è prodotta da Admira con il contributo di Officine Fotografiche e Zetema.

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1 b

Stasera Conversazioni di fotografia con Nicola Sessa

Questa sera, ore 19:30

Nicola Sessa, Peace Reporter, per il terzo incontro di “Conversazioni di fotografia”, organizzato dall’Ass. Cult. WSP, presenta “I diari della Cortina 1989-2009″.

Due fotografi, due giornalisti, un regista e un fumettista hanno ripercorso la Cortina di ferro, partendo in due gruppi da Berlino e raggiungendo uno Murmansk, in Russia, l’altro Burgas, in Bulgaria. Hanno percorso 6800 km, attraversando 8 stati, racchiusi in 2 ore per un totale si di 33 storie. Il documentario è navigabile sul web seguendo una mappa interattiva, intrecciando grazie alla piattaforma web video, foto, disegni e contributi storici.

THE IRON CURTAIN DIARIES 1989-2009
http://www.theironcurtaindiaries.org/

Una co-produzione Peacereporter, On/Off, Prospekt fotografi, e BeccoGiallo.

“Conversazioni di fotografia” è un’idea dell’Ass. Cult. WSP.

Conversazioni di fotografia: “I diari della Cortina 1989 – 2009″

Nicola Sessa, Peace Reporter, per il terzo incontro di “Conversazioni di fotografia”, organizzato dall’Ass. Cult. WSP, presenta “I diari della Cortina 1989-2009″.


Due fotografi, due giornalisti, un regista e un fumettista hanno ripercorso la Cortina di ferro, partendo in due gruppi da Berlino e raggiungendo uno Murmansk, in Russia, l’altro Burgas, in Bulgaria. Hanno percorso 6800 km, attraversando 8 stati, racchiusi in 2 ore per un totale si di 33 storie. Il documentario è navigabile sul web seguendo una mappa interattiva, intrecciando grazie alla piattaforma web video, foto, disegni e contributi storici.

THE IRON CURTAIN DIARIES 1989-2009
http://www.theironcurtaindiaries.org/

Una co-produzione Peacereporter, On/Off, Prospekt fotografi, e BeccoGiallo.

“Conversazioni di fotografia” è un’idea dell’Ass. Cult. WSP.

Cade il muro

harry Benson

Cade il muro - Harry Benson

“Sembra che il posto giusto dove stare in questi giorni sia Berlino. La gente sta confluendo qui da ogni parte del mondo, l’agenda della Storia ha dato appuntamento nella capitale tedesca. Ne parlano tutti. I berlinesi ne parlano, però, di meno. Preferiscono discutere di un atipico novembre che veste il cielo di azzurro, a dispetto del solito grigio e di giornate in cui è ancora possibile pranzare all’aperto riscaldati dal sole. Il 9 novembre a Berlino, in Germania, non è festivo. È un giorno di lavoro come tutti gli altri: “Mi piacerebbe festeggiare – dice Colette, la velocissima cameriera di un ristorante nel Mitte – purtroppo qui si lavora. Hanno deciso che la Riunificazione si festeggia il 3 di ottobre, ma è solo una cosa politica e per me quel giorno è come una domenica, un giorno in cui si è a riposo”. Colette, come l’80% dei berlinesi, vorrebbe che il giorno ufficiale dei festeggiamenti fosse il 9 di novembre, perché è il 9 che il cuore e l’anima sussultano. Il 3 ottobre è cervello, è la firma di un contratto che, nel 1990, ha ufficialmente sancito la Riunificazione della Germania dopo 40 anni di divorzio. Ha così prevalso il giorno della politica su quello in cui il protagonista assoluto era il popolo berlinese.”

di Nicola Sessa – Peacereporter
Continua a leggere l’articolo su Rivista on line