The Darkroom Project Exibition Due 17-19 agosto @ Muro Leccese

The Darkroom Project 2

The Darkroom Project 2

The Darkroom Project Exhibition è un progetto dedicato alla stampa da negativo in camera oscura che mira a condurre il visitatore oltre la semplice visione della stampa fotografica. L’esposizione è un’occasione di incontro e di confronto tra gli appassionati e i professionisti del mondo della camera oscura.
The Darkroom Project Exhibition Due si svolgerà nei giorni 17, 18 e 19 agosto 2012, nell’ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese (LE), la novità rispetto all’edizione del 2011 consiste nella trasformazione di The Darkroom Project Exhibition in un contenitore all’interno del quale saranno ospitate tre sezioni: Sali d’argento, la sezione dedicata alla mostra di fotografie analogiche in bianco e nero di oltre cinquanta fotografi, stampate in camera oscura; Work in progress, la sezione tesa ad esplorare i legami che vincolano la fotografia ai linguaggi artistici attraverso
performance, installazioni e video proiezioni; Darkroom Contest, un vero e proprio concorso di stampa, dove gli stampatori si cimenteranno nella stampa di un negativo di Francesco Zizola (negativo considerato “perfetto” dallo stampatore Luciano Corvaglia). Al vincitore andrà la stampa con dedica di Francesco Zizola.
I visitatori di The Darkroom Project Exhibition Due potranno immergersi e lasciarsi trasportare in un viaggio di cento anni osservando le immagini 3D in bianco e nero create da uno stereoscopio di fine ‘800. Nella camera oscura allestita per l’evento, i visitatori conoscereranno la magia del processo di stampa guidato in camera oscura dallo staff di The Darkroom Project.

Sali d’argento: In mostra le opere di Giovanni Brancaccio, Gerald Bruneau, Giovanni Canitano, Ottavio Celestino, Dario Coletti, Daniele Coricciati, Claudio Corrivetti, Giovanni Cozzi, Stefano David, Adriana Faranda, Luigi Filetici, Gianni Giansanti, Annibale Greco, Guido Harari, Angela Lo Priore, Fabio Lovino, Carlo Marras, Marcello Mencarini, Lia Pasqualino, Paolo Porto, Luca Rinaldini, Laura Salvinelli, Alessio Maximilian Schroder, Angelo Turetta, Giovanni Tetti, Luca Tommasini, Luciano Viti, Francesco Zizola, Andrea Alfano, Olivio Argenti FrPS, Patrizio Battaglia, Gianni Bertoldi, Cristiano Bianchini, Massimo Bottarelli, Attilio Carbonelli, Andrea Casiraghi, roberto Cavallini, Giovanna Chessa, Luciano Corvaglia, Nicola Delle Donne, Giorgio Di Noto, Aude Fourel, Filippo Luzi, Samantha Marenzi, Alberico Mattei, Giulio Pampiglione, Fernando Pensosi, Lucia Perrotta, Alberto Placidoli, Fausto Podavini, Fabrizio Pompozzi, Paolo Potestà, renata Romagnoli, Chiloé Rosanto, Amelia Santini, Flavio Tonetti, Odino Vignali.

Work in progress: In mostra le opere di Luisa Baciarlini, Giovanna Chessa, Luciano Corvaglia, Luigi Filetici, Aude Fourel, Martino Nicoletti, Andrea Pacioni, Eleonora Ponte, Ernesto Romano, Chiloè Rosanto, Donato Tarantino.

The Darkroom Project Exhibition Due si apre alla musica e ospita nelle tre serate della rassegna i pianisti Thomas Corvaglia e Vanessa Nasoni e la chitarrista Valentina Valente che si esibiranno in brevi concerti solisti all’interno della suggestiva cornice del convento.
The Darkroom Project nasce da un’idea di Luciano Corvaglia ed è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale WSP Photography, con il patrocinio del Comune di Muro Leccese e dell’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della regione Puglia.

17 – 18 – 19 agosto 2012 | H 19.00 – 00.00
ex convento dei domenicani di muro Leccese (Le)

Lab. Fotografico Professionale Luciano Corvaglia
http://www.lucianocorvaglia.com
Città di Muro Leccese Provincia di Lecce Patrocinio dell’Assessore al Mediterraneo Cultura e Turismo
Ass. Culturale
http://www.collettivowsp.org
http://www.darkroomproject.org

Questa sera ore 19.00: “The Darkroom Project Due: dalla stampa da negativo al confronto coi nuovi linguaggi artistici”. Incontro con Roberto Cavallini.@ WSP Photography


WSP Photography e Laboratorio fotografico professionale Luciano Corvaglia

presentano

The Darkroom Project Due: dalla stampa da negativo al confronto coi nuovi linguaggi artistici”

Presentazione del progetto e delle modalità di partecipazione alle selezioni

con Roberto Cavallini

Mercoledì 6 giugno ore 19,00


WSP Photography
Via Costanzo Cloro 56 / 58 Roma (Metro B San Paolo)

I miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, l’odore pungente dell’acido acetico e poi la luce tenue rossa che staglia ombre nette sulle pareti della camera oscura. Davanti a te l’ingranditore proietta il negativo che sta li fermo, silenzioso, pronto a sfidarti, quasi come uno spartito musicale. Sì le note sono tutte li, ma come interpretarle?

La prima edizione di Darkroom Project, dedicata esclusivamente alla stampa da negativo, si è tenuta nell’agosto del 2011, nella cornice dell’Ex Convento dei Domenicani del XVI secolo, di Muro Leccese. Sessanta fotografi di fama nazionale ed internazionale hanno esposto oltre duecento stampe in bianco e nero, realizzate rigorosamente in camera oscura.

Numerosi visitatori si sono immersi nella visione di quelle stampe ai sali d’argento ammirandone le ricchezze tonali, hanno scoperto le nuove tecniche di “spellicolamento” di Andrea Pacioni, hanno stampato, in camera oscura, sotto la guida di Luciano Corvaglia. Pubblico, fotografi e stampatore si sono confrontati, durante l’arco di tre giorni, raccontando la fotografia dai propri punti di vista, coadiuvati dalle proiezioni, a ciclo continuo, dei video Developing ed Il delirio di uno stampatore di Luciano Corvaglia, concentrati sul rapporto creativo che lega la fotografia ai processi di camera oscura.

La seconda edizione di The Darkroom Project si svolgerà nei giorni 17, 18 e 19 agosto 2012, sempre nell’Ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese, la sostanziale novità rispetto all’edizione precedente consiste nella trasformazione di The Darkroom Project in un contenitore all’interno del quale saranno ospitate tre sezioni: Sali d’argento, The Darkroom Contest,Work in progress, la sezione tesa ad esplorare i legami che vincolano la fotografia ai linguaggi artistici.

Il filo conduttore sarà la fotografia stampata, generata da processi fotografici diversi e distanti fra loro, sia culturalmente che tecnologicamente, che genereranno a loro volta un teso ed intenso confronto di linguaggi tesi a nuove aperture soprattutto per lanciare le basi di riflessione per future edizioni di The Darkroom Project.

The Darkroom Project nasce da un’idea del Laboratorio Fotografico Professionale di Luciano Corvaglia ed è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale WSP Photography, con il patrocinio del Comune di Muro Leccese e della Regione Puglia.

 L’ingresso all’incontro del 6 giugno al WSP Photography  è gratuito e riservato ai soci. Costo della tessera annuale ENAL 3 euro. È possibile associarsi direttamente il giorno dell’evento.


“The Darkroom Project Due: dalla stampa da negativo al confronto coi nuovi linguaggi artistici”. Incontro con Roberto Cavallini. Mercoledì 6 Giugno ore 19,00 i@ WSP Photography

WSP Photography e Laboratorio fotografico professionale Luciano Corvaglia

presentano

The Darkroom Project Due: dalla stampa da negativo al confronto coi nuovi linguaggi artistici”

Presentazione del progetto e delle modalità di partecipazione alle selezioni

con Roberto Cavallini

Mercoledì 6 giugno ore 19,00


WSP Photography
Via Costanzo Cloro 56 / 58 Roma (Metro B San Paolo)

I miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, l’odore pungente dell’acido acetico e poi la luce tenue rossa che staglia ombre nette sulle pareti della camera oscura. Davanti a te l’ingranditore proietta il negativo che sta li fermo, silenzioso, pronto a sfidarti, quasi come uno spartito musicale. Sì le note sono tutte li, ma come interpretarle?

La prima edizione di Darkroom Project, dedicata esclusivamente alla stampa da negativo, si è tenuta nell’agosto del 2011, nella cornice dell’Ex Convento dei Domenicani del XVI secolo, di Muro Leccese. Sessanta fotografi di fama nazionale ed internazionale hanno esposto oltre duecento stampe in bianco e nero, realizzate rigorosamente in camera oscura.

Numerosi visitatori si sono immersi nella visione di quelle stampe ai sali d’argento ammirandone le ricchezze tonali, hanno scoperto le nuove tecniche di “spellicolamento” di Andrea Pacioni, hanno stampato, in camera oscura, sotto la guida di Luciano Corvaglia e sono stati coinvolti dalla performance La Camera Chiara di Piero Marsili Libelli, che ha attuato particolari tecniche di camera oscura sotto la luna e le stelle, nel chiostro del convento che ha ospitato l’intera rassegna. Pubblico, fotografi e stampatore si sono confrontati, durante l’arco di tre giorni, raccontando la fotografia dai propri punti di vista, coadiuvati dalle proiezioni, a ciclo continuo, dei video Developing ed Il delirio di uno stampatore di Luciano Corvaglia, concentrati sul rapporto creativo che lega la fotografia ai processi di camera oscura.

La seconda edizione di The Darkroom Project si svolgerà nei giorni 17, 18 e 19 agosto 2012, sempre nell’Ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese, la sostanziale novità rispetto all’edizione precedente consiste nella trasformazione di The Darkroom Project in un contenitore all’interno del quale saranno ospitate quattro sezioni: Sali d’argento, The Darkroom Contest, Hipstamatic Showcase, Work in progress, la sezione tesa ad esplorare i legami che vincolano la fotografia ai linguaggi artistici.

Il filo conduttore sarà la fotografia stampata, generata da processi fotografici diversi e distanti fra loro, sia culturalmente che tecnologicamente, che genereranno a loro volta un teso ed intenso confronto di linguaggi tesi a nuove aperture soprattutto per lanciare le basi di riflessione per future edizioni di The Darkroom Project.

The Darkroom Project nasce da un’idea del Laboratorio Fotografico Professionale di Luciano Corvaglia ed è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale WSP Photography, con il patrocinio del Comune di Muro Leccese e della Regione Puglia.

 

 L’ingresso all’incontro del 6 giugno al WSP Photography  è gratuito e riservato ai soci. Costo della tessera annuale ENAL 3 euro. È possibile associarsi direttamente il giorno dell’evento.

The Darkroom Project 2012: Selezioni ancora aperte per partecipare alle sezioni Sali d’argento e Hipstamatic Showcase.

The Darkroom Project Exhibition 2 si svolgerà nei giorni 17, 18 e 19 agosto 2012, nel Convento dei Domenicani di Muro Leccese (LE), la sostanziale novità rispetto all’edizione precedente consiste nella trasformazione di The Darkroom Project Exhibition in un contenitore all’interno del quale saranno ospitate quattro sezioni: Sali d’argentoThe Darkroom ContestHipstamatic ShowcaseWork in progress.

Il filo conduttore sarà la fotografia stampata, generata da processi fotografici diversi e distanti fra loro, sia culturalmente che tecnologicamente, che genereranno a loro volta un teso ed intenso confronto di linguaggi.

Sali d’argento: Questa sezione è dedicata alla mostra di fotografie analogiche in bianco e nero stampate in camera oscura. La parte più consistente della mostra sarà costituita dalle stampe degli autori scelti da Luciano Corvaglia e dalle stampe della collezione permanente di The Darkroom Project. La parte rimanente della mostra sarà riservata ai fotografi che verranno scelti dopo la partecipazione alla selezione online. La selezione online delle opere avverrà in due distinte fasi: nella prima fase la giuria, composta da Luciano Corvaglia (fotografo e stampatore), Roberto Cavallini (fotografo e critico) e Laura Salvinelli (fotogiornalista), valuterà gli aspetti estetici e linguistici delle opere inviate in formato digitale (scansione del negativo o fotoriproduzione), nella seconda fase le opere selezionate, stampate su carta baritata in camera oscura, saranno poste al vaglio tecnico di Luciano Corvaglia.

The Darkroom Contest: Questa sezione sarà un vero e proprio concorso di stampa, primo nel suo genere, dove al massimo trenta stampatori si cimenteranno, come musicisti davanti allo stesso spartito, nella stampa dello stesso negativo, uno dei più complessi, dal punto di vista tecnico e linguistico, realizzati dal fotografo Francesco Zizola. La stampa migliore, a giudizio insindacabile, espresso in centesimi da Luciano Corvaglia, sarà firmata e avrà la dedicata personale di Francesco Zizola e varrà come premio allo stampatore, vincitore della gara.

Hipstamatic Showcase: è la sezione del progetto che si apre alla fotografia digitale. Hipstamatic è una App per iPhone che ripropone gli stilemi della fotografia di largo consumo degli anni ’60 e ’70 ed è inequivocabilmente evidente come il nome faccia riferimento alla fotocamera la Kodak Istamatic le cui stampe hanno riempito gli album ed i cassetti di più generazioni. Con questa sezione si vuole stabilire un confronto tra due linguaggi fotografici molto distanti tra loro, quello della fotografia analogica dove il controllo del fotografo e dello stampatore si spinge al più alto grado possibile e quella della fotografia digitale a grado zero, quella del fotofonino dove l’immagine digitale non deve neanche passare per il processo di postproduzione in photoshop, perché già elaborata “evocativamente” dall’App Hipstamatic. La partecipazione è aperta a tutti i fotografi senza limiti di età, sesso, razza o provenienza e le fotografie inviate, sotto forma digitale, saranno vagliate da una giuria formata da Luciano Corvaglia (fotografo e stampatore), Roberto Cavallini (fotografo e critico), Mauro Estrada (Hipstamatic) e successivamente stampate per la mostra.

Work in progress: è la sezione tesa ad esplorare i legami che vincolano la fotografia ai linguaggi artistici. Verrà proposta una nuova versione dell’happening de La Camera Chiara di Piero Marsili Libelli, dove la rivelazione dell’immagine latente su fogli di carta fotografica di grandi dimensioni avverrà nel chiostro del convento alla presenza dei visitatori. Ernesto Romano realizzerà dal vivo un collage di fotografie analogiche su un suo dipinto riproponendo la tecnica già adottata nell’istallazione “Whose’s this face?”, la prima istallazione che deve essere osservata con un mezzo di comunicazione, come un videofonino, una telecamera o una macchina fotografica e dove decine di foto d’epoca formano un collage, che rivela un volto. Questa sezione work in progress, ovvero lavori in corso non deve intendersi come esaurita con la presentazione degli interventi di Romano e Marsili Libelli (lavori in corso), essa includerà anche istallazioni video come ulteriori possibilità di dialogo e confronto tra linguaggi tesi a nuove aperture soprattutto per lanciare le basi di riflessione per future edizioni (work in progress) di The Darkroom Project.

 Info e regolamento: www.darkroomproject.org

The Darkroom Project nasce da un’idea di Luciano Corvaglia ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Wide Shut Photography

The Darkroom Project: aperte le selezioni per partecipare alle sezioni Sali d’argento e Hipstamatic Showcase

The Darkroom Project nasce da un’idea del Laboratorio Fotografico Professionale di Luciano Corvaglia  ed è realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale WSP Photography, con il patrocinio del Comune di Muro Leccese e della Regione Puglia.

La prima edizione, dedicata esclusivamente alla stampa da negativo, si è tenuta nell’agosto del 2011, nella cornice dell’Ex Convento dei Domenicani del XVI secolo, di Muro Leccese. Sessanta fotografi di fama nazionale ed internazionale hanno esposto oltre duecento stampe in bianco e nero, realizzate rigorosamente in camera oscura.

Numerosi visitatori si sono immersi nella visione di quelle stampe ai sali d’argento ammirandone le ricchezze tonali, hanno scoperto le nuove tecniche di “spellicolamento” di Andrea Pacioni, hanno stampato, in camera oscura, sotto la guida di Luciano Corvaglia e sono stati coinvolti dalla performance La Camera Chiara di Piero Marsili Libelli, che ha attuato particolari tecniche di camera oscura sotto la luna e le stelle, nel chiostro del convento che ha ospitato l’intera rassegna. Pubblico, fotografi e stampatore si sono confrontati, durante l’arco di tre giorni, raccontando la fotografia dai propri punti di vista, coadiuvati dalle proiezioni, a ciclo continuo, dei video Developing ed Il delirio di uno stampatore di Luciano Corvaglia, concentrati sul rapporto creativo che lega la fotografia ai processi di camera oscura.

THE DARKROOM PROJECT 2

La seconda edizione di The Darkroom Project si svolgerà nei giorni 17, 18 e 19 agosto 2012, sempre nell’Ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese, la sostanziale novità rispetto all’edizione precedente consiste nella trasformazione di The Darkroom Project in un contenitore all’interno del quale saranno ospitate quattro sezioni: Sali d’argento, The Darkroom Contest, Hipstamatic Showcase, Work in progress. Il filo conduttore sarà la fotografia stampata, generata da processi fotografici diversi e distanti fra loro, sia culturalmente che tecnologicamente, che genereranno a loro volta un teso ed intenso confronto di linguaggi.

Sali d’argento: Questa sezione è dedicata alla mostra di fotografie analogiche in bianco e nero stampate in camera oscura. La parte più consistente della mostra sarà costituita dalle stampe degli autori scelti da Luciano Corvaglia e dalle stampe della collezione permanente di The Darkroom Project. La parte rimanente della mostra sarà riservata ai fotografi che verranno scelti dopo la partecipazione alla selezione online. La selezione online delle opere avverrà in due distinte fasi: nella prima fase la giuria, composta da Luciano Corvaglia (fotografo e stampatore), Roberto Cavallini (fotografo e critico) e Laura Salvinelli (fotogiornalista), valuterà gli aspetti estetici e linguistici delle opere inviate in formato digitale (scansione del negativo o fotoriproduzione), nella seconda fase le opere selezionate, stampate su carta baritata in camera oscura, saranno poste al vaglio tecnico di Luciano Corvaglia.

The Darkroom Contest: Questa sezione sarà un vero e proprio concorso di stampa, primo nel suo genere, dove al massimo trenta stampatori si cimenteranno, come musicisti davanti allo stesso spartito, nella stampa dello stesso negativo, uno dei più complessi, dal punto di vista tecnico e linguistico, realizzati dal fotografo Francesco Zizola. La stampa migliore, a giudizio insindacabile, espresso in centesimi da Luciano Corvaglia, sarà firmata e avrà la dedicata personale di Francesco Zizola e varrà come premio allo stampatore, vincitore della gara.

Hipstamatic Showcase: è la sezione del progetto che si apre alla fotografia digitale. Hipstamatic è una App per iPhone che ripropone gli stilemi della fotografia di largo consumo degli anni ’60 e ’70 ed è inequivocabilmente evidente come il nome faccia riferimento alla fotocamera la Kodak Istamatic le cui stampe hanno riempito gli album ed i cassetti di più generazioni. Con questa sezione si vuole stabilire un confronto tra due linguaggi fotografici molto distanti tra loro, quello della fotografia analogica dove il controllo del fotografo e dello stampatore si spinge al più alto grado possibile e quella della fotografia digitale a grado zero, quella del fotofonino dove l’immagine digitale non deve neanche passare per il processo di postproduzione in photoshop, perché già elaborata “evocativamente” dall’App Hipstamatic. La partecipazione è aperta a tutti i fotografi senza limiti di età, sesso, razza o provenienza e le fotografie inviate, sotto forma digitale, saranno vagliate da una giuria formata da Luciano Corvaglia (fotografo e stampatore), Roberto Cavallini (fotografo e critico), Mauro Estrada (Hipstamatic) e successivamente stampate per la mostra.

Work in progress: è la sezione tesa ad esplorare i legami che vincolano la fotografia ai linguaggi artistici. Verrà proposta una nuova versione dell’happening de La Camera Chiara di Piero Marsili Libelli, dove la rivelazione dell’immagine latente su fogli di carta fotografica di grandi dimensioni avverrà nel chiostro del convento alla presenza dei visitatori. Ernesto Romano realizzerà dal vivo un collage di fotografie analogiche su un suo dipinto riproponendo la tecnica già adottata nell’istallazione “Whose’s this face?”, la prima istallazione che deve essere osservata con un mezzo di comunicazione, come un videofonino, una telecamera o una macchina fotografica e dove decine di foto d’epoca formano un collage, che rivela un volto. Questa sezione work in progress, ovvero lavori in corso non deve intendersi come esaurita con la presentazione degli interventi di Romano e Marsili Libelli (lavori in corso), essa includerà anche istallazioni video come ulteriori possibilità di dialogo e confronto tra linguaggi tesi a nuove aperture soprattutto per lanciare le basi di riflessione per future edizioni (work in progress) di The Darkroom Project.

Informazioni e regolamento: www.darkroomproject.org – info@darkroomproject.org

The Darkroom Project su granbelblog

1. Quando ho chiesto a Luciano Corvaglia, salentino di origini, come nasce l’idea di adibire per tre giornate a luogo di fotografia e di produzione fotografica da negativo un convento nel cuore del Salento, mi dice che fa questo da trent’anni, che gli stampatori da negativo in Italia sono rimasti un mucchietto sparuto e che anche a Roma, nonostante l’interesse un po’ più acceso verso quest’arte , i laboratori sono luoghi in via di estinzione. “Questo non può essere un lavoro”, dice. Camera oscura. Camera chiara. Come dire eternamente interno/esterno, realtà/finzione, vita/morte. Come dire utero pieno, buio che plasma l’immagine nell’acquatico. Ogni discorso sulla fotografia si fa complesso, perché pur sempre si tratta della bugia più vera e la magia più umana che la tecnica abbia mai conosciuto.

2. Muro leccese alle sei del pomeriggio sembra come certe paste di crema, l’impressione è di precipitare nel vassoio dei dolci, solo immersi in una luce lattiginosa e profumata di pietra. Nel bianco del Convento dei domenicani ci accolgono le ragazze sorridenti dell’Associazione Wide Shut Photography. Tutto è pronto come un rituale brulicante e mesto insieme, aperto ed intimo allo stesso tempo. A centocinquant’anni dall’invenzione della Kodachrome, il colore che conquistò le masse e fece arricciare il naso a molti famosi fotografi e in piena epoca di Photoshop spinto, ecco riallestito il tempio del bianco e del nero, bipolarità assoluta, il visibile e l’oscuro.
Non mi aspettavo un’immersione così densa e così massiccia di fotografi e fotografie in esposizione, due piani intono al chiostro centrale e più di 200 fotografie di fotografi giovani e meno giovani tra cui nomi di noti come Luciano Corvaglia (fotografo e organizzatore) e Piero Marsili Libelli , fotografo reporter e performer che realizzò il primo e unico set fotografico con un Antonioni al tramonto della sua avventura terrena , scatti confluiti nella mostra del 2009 “I silenzi di Michelangelo”. Nel chiostro grandi schermi e lampadine appese per la performance di tarda serata “La Camera Chiara” proposta da Libelli, il primo esperimento di camera oscura a celo aperto. Tutto è ancora da assaporare.

3. Molto presto, nella società borghese, l’ipotesi che le macchine fotografiche fornissero un’immagine impersonale e oggettiva della realtà, dovette cedere al fatto che le fotografie non attestano soltanto ciò che c’è, ma ciò che un individuo ci vede, come una valutazione del mondo; Nasceva allora la “visione fotografica“ , che era insieme un nuovo modo di vedere e una nuova attività da svolgere, ci ricorda Susan Sontag. Furono i fotoreporter a sancire l’inizio di questa visione, cioè scoprire la bellezza in ciò che uno vede ma trascura perché giudicata banale, ma soprattutto in bilico continuo tra il compito di mostrare la realtà oggettiva (la verità) e la primitiva finalità di abbellirla. Orde di fotografi con attrezzature sempre più maneggevoli rispetto agli ingombranti esordi del mezzo, partivano per i loro “safari culturali” e catturavano il mondo aspettando anche per ore il “momento giusto”. Alfred Stiegliz, celebre fondatore di Camera Work, racconta di essere rimasto per tre ore sotto la bufera di neve del 22 febbraio 1893 “ad aspettare il momento adatto”per realizzare la sua famosa fotografia Inverno nella Quinta Avenue. Ma cosa sarebbe questo momento? E’ quello in cui si possono vedere le cose in maniera nuova.
Ma siamo poi sicuri che con la fotografia si possa vedere qualcosa? La butto lì, temendo lo sguardo austero e segnato di uno stampatore che nonostante i tempi digitali, in camera oscura ci passa ancora giornate con fatica, precisione, sacrificio, lo stesso spirito che, forse e paradossalmente, ci metteva un Baudelaire o un pittore di metà ‘800 nel demonizzare il nuovo mezzo così volgare , in cui la mano e l’ingegno dell’uomo era sorpassato dal meccanismo e dalla chimica del Dagherrotipo!
M’immergo ancora nell’oscuro.

4. Mi soffermo sugli scatti di Dario Coletti “L’uomo nero e lo sciamano e la documentazione dell’invisibile” Ovodda , 1995

“Quasi mai gli eventi si manifestano con chiarezza. E’ questo quello che impari quando cominci a documentare. Raccogliere immagini e informazioni e solo la prima parte del lavoro, quello della verifica è quello più importante. Analizzare ogni particolare, farlo corrispondere con altri indizi fino a quando il quadro generale non è chiaro. Per un fotografo raccogliere tracce consiste nell’isolare i segni presenti all’interno della situazione (scena) e indicare una chiave di lettura che ne sveli i significati più nascosti.”

Le parole di Coletti ci fanno pensare a quanto la fotografia abbia sempre un po’ a che fare con l’indagine poliziesca e scientifica e allo stesso tempo traccia mistica e porta dimensionale e di-svelatrice:

“Quando si assume questo ruolo ci si comincia a muovere in un universo di archetipi, figure di sintesi che scaturiscono da dimensioni insondabili.(…) Bisogna farsi Sciamano, usare i suoi strumenti. Lanciare dadi di ossa di animali e attraverso la loro combinazione prevedere. In questo gioco è il caso che predispone tracce e indizi e chi documenta deve saper cogliere il tempo in cui la loro combinazione forma significati, traccia responsi.”

qui il fotografo è visto come chi getta la sua lancia-scudo lungo il percorso di caso-desiderio, per una visione Scia-mana che è sensibile ai segni dall’oscurità-luminosa del reale.

“E’ già tardi quando incontro l’uomo nero. E’ su una carrozzella spinta da un asino, e canta parla e offre vino. Quasi non ce la fa ad alzare il bicchiere. Ci incrociamo e ci fissiamo. Quasi non ce la faccio ad alzare la fotocamera. Ma quando siamo proprio di fronte, la potenza del suo sguardo, la forza del suo canto farneticante mi regalano un ultimo atto di energia. Per tutto il resto non si può far altro che lasciare fare al caso. (…)

La fotografia è un modo di immergersi nel mondo senza annegarvi, uno schermo-finestra, uno schermo-specchio. In questo scritto in cui Coletti racconta dei rituali di un mercoledì delle ceneri in un paese della Barbagia, quasi si percepisce uno stato alterato di coscienza dell’operatore -non unicamente dovuto al bere vino- che favorisce una sorta di autonomia inquietante e perturbante del mezzo.

5. Il tourbillon continua, e tra gli scatti di Carlo Marras,Daniele Coricciati, Annibale Greco, Angelo Turetta, Lia Pasqualino ed altri ancora, mi imbatto in “ANIME” di Andrea Pacioni, un lavoro davvero bizzarro in cui la fotografia è scarnata, o meglio spellata dalla sua superficie,dal suo supporto. Panni stesi dove ectoplasmi appaiono senza corpo ne supporto, in una gabbia di vetro dove la leggerezza zuccherosa dell’immagine stride implode in un senso di claustrofobia.

Gli organizzatori sono in fibrillazione, le tre giornate vogliono essere un’occasione unica -almeno da queste parti- per chi, appassionato di fotografia analogica o sperimentatore più o meno esperto di camera oscura voglia confrontarsi ed ottenere spiegazioni tecniche sul lavoro che gli stampatori hanno realizzato sui negativi, per portare avanti un’arte e un processo, che per motivi di mercato rischia davvero di scomparire del tutto, ma soprattutto, e questa mi sembra la ragione più originale, per raccontare il sottile legame tra fotografo e stampatore, il momento in cui chi è in camera oscura, muovendosi come in un campo minato, cerca di entrare in sintonia con la traccia e il pensiero che il fotografo ha affidato alla pellicola. A volte l’alchimia riesce, provocando e ri-proponendo la commozione, lo spaesamento e il senso di prodigio, che le prime prove destavano agli esordi del fotografico. La notte è scesa. Libelli e lo staff dispongono il necessario per la performance “La Camera Chiara”, l’ esperimento di camera oscura all’aperto dedicato alla fotografia di guerra, installata nel chiostro. Nella quasi totale oscurità, omini vestiti con tute ospedaliere e mascherine a ritmo di suoni contemporanei che evocano paesaggi di guerra, imbevono i pannelli di emulsione per far apparire sui pannelli, sorprendentemente, vere e proprie fotografie, come accade in una comune camera oscura. L’atmosfera è di suspense surreale, molto intensa, ma all’accensione delle luci ci dicono che qualcosa non è andato, il cielo limpido con la luna piena ha schiarito troppo questa Camera Chiara di Libelli,non permettendo la riuscita dell’esperimento. Bene comunque, questa probabilmente è la metafora migliore per una pratica che nel corso dei decenni è vissuta di mille sacrifici, tentativi, intuizioni, delusioni, eccezionali ri-velazioni; e poi già Brassaï l’aveva detto: “La notte svela, non mostra”!

Gioia Perrone, su granbelblog

Leggi anche Il lato oscuro della fotografia su Repubblica.it

The Darkroom Project: ultimi giorni per partecipare alle selezioni della rassegna di stampa fotografica da negativo

Il 15 giugno scadono i termini per partecipare alle selezioni di  The Darkroom Project.

The Darkroom Project è un’iniziativa dedicata alla stampa del negativo in camera oscura che mira a condurre oltre la semplice visione della stampa fotografica, un percorso che attraverso le testimonianze di fotografi e stampatori permetterà di conoscere il negativo delle fotografie esposte in mostra e scoprire quali sono state le scelte e le intuizioni dello stampatore in camera oscura.

The Darkroom Project un’iniziativa unica nel suo genere, un’occasione di incontro e di confronto tra gli appassionati, gli amanti, i professionisti del mondo della camera oscura e anche di chi è tanto folle da restare chiuso la notte nel bagno di casa, tra i miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, alla ricerca della stampa considerata perfetta.

La Rassegna si svolgerà dal 13 al 15 agosto 2011, nella straordinaria cornice del convento dei domenicani di  Muro Leccese, con il patrocinio dell’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia.

Esporranno una selezione dei loro lavori, racconteranno attraverso video interviste e racconti scritti le loro storie di camera oscura e il loro rapporto con lo stampatore:

Giovanni Canitano, Dario Coletti, Claudio Corrivetti, Giovanni Cozzi, Dario De Dominicis, Luigi Filetici, Fabio Lovino, Piero Marsili Libelli, Lia Pasqualino, Mario Peliti, Andrea Pizzi, Paolo Porto, Laura Salvinelli, Angelo Turetta, Luciano Viti, Francesco Zizola.

Accanto ai grandi nomi della fotografia, nella suggestiva cornice salentina, verranno esposte le opere degli autori selezionati dallo stampatore professionista Luciano Corvaglia, autore delle stampe dei più grandi fotografi a livello internazionale di moda, reportage e ritratto.

Una camera oscura sarà allestita nelle stanze dell’ex convento e verrà data la possibilità ai visitatori di conoscere la magia del processo di stampa dai propri negativi guidati dallo staff di Darkroom Project. Nel corso delle tre serate sarà portata in scena “Camera Chiara” la performance di Piero Marsili Libelli.

The Darkroom Project nasce da un’idea di Luciano Corvaglia ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Wide Shut Photography.

Info: http://www.darkroomproject.orginfo@darkroomproject.org

Convento dei Domenicani di Muro Leccese

Collettivo WSP e Darkroom Project pubblicati su “Il Fotografo”

(c) Luciano Corvaglia

Sul numero di aprile del “Fotografo” potrete trovare un interessante articolo su “The Darkroom Project”, la rassegna fotografica dedicata al negativo in Bianco e Nero, organizzata dal Laboratorio Fotografico Luciano Corvaglia in Collaborazione con il Collettivo WSP.

La rassegna si svolgerà dal 13 al 15 agosto nella suggestiva cornice dell’ex-Convento di Muro Leccese.

Oltre all’esposizione dei lavori e ai contributi audio e interviste di famosi fotografi che racconteranno le loro storie di camera oscura, da Francesco Zizola a Fabio Lovino, Angelo Turetta, Laura Salvinelli e tanti altri, ampio spazio sarà dedicato alle vostre foto!

Ciascuno di voi potrà infatti partecipare al progetto e avere la possibilità di esporre i propri negativi e i propri “esperimenti” di sviluppo e stampa, inviando i propri lavori a Luciano Corvaglia, che selezionerà i migliori da esporre.

La partecipazione è gratuita e c’è tempo fino al 15 giugno!!

Tutte le informazioni su: www.thedarkroomproject.org

The Darkroom Project: sempre più fotografi aderiscono al progetto

Darkroom Project - Ex convento Muro Leccese

The Darkroom Project, la prima rassegna fotografica dedicata alla stampa del negativo in camera oscura, organizzata dal Laboratorio Fotografico Luciano Corvaglia e dal Collettivo WSP, riscuote sempre più adesioni!

La lista dei fotografi professionisti che hanno deciso di aderire al progetto, raccontando i propri aneddoti di camera oscura e mettendo a disposizione la propria esperienza e i “propri negativi”, si fa sempre più ricca e corposa.
Oltre a Francesco Zizola, Laura Salvinelli, Dario De Dominicis e Giovanni Cozzi, ci saranno:

Giovanni Canitano
Dario Coletti

Luigi Filetici

Fabio Lovino
Lia Pasqualino
Mario Peliti
Andrea Pizzi
Paolo Porto

Angelo Turetta

Luciano Viti
The Darkroom Project sarà un’occasione di incontro e di confronto tra gli appassionati, gli amanti, i professionisti del mondo della camera oscura e anche di chi è tanto folle da restare chiuso lanotte nel bagno di casa, tra i miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, alla ricerca della stampa considerata perfetta. L’iniziativa è promossa dal Laboratorio Fotografico Professionale di Luciano Corvaglia e dall’Associazione Culturale Wide Shut Photography, con il patrocinio del Comune di Muro Leccese e si svolgerà dal 13 al 15 agosto 2011, nella straordinaria cornice dell’Ex Convento di Muro Leccese.
La partecipazione è aperta a tutti: accanto ai grandi nomi della fotografia, nella suggestiva cornice salentina, verranno esposte le opere degli autori selezionati dallo stampatore professionista Luciano Corvaglia, autore delle stampe dei più grandi fotografi a livello internazionale di moda, reportage e ritratto. Le fotografie dovranno essere stampate su carta baritata ai sali d’argento e potranno essere presentate in qualsiasi formato entro il 15 giugno 2011.
Per maggiori informazioni:

THE DARKROOM PROJECT: RASSEGNA DI STAMPA FOTOGRAFICA DEL NEGATIVO – Aperte le selezioni

Il Laboratorio Fotografico Professionale Luciano Corvaglia e L’Associazione Culturale Wide Shut Photography

presentano

“The Darkroom Project”

Rassegna di stampa fotografica del negativo

13-14-15 Agosto 2011

Ex Convento di Muro Leccese

Sono aperte le selezioni per partecipare a The Darkroom Project, un progetto dedicato alla stampa del negativo in camera oscura che mira a condurre oltre la semplice visione della stampa fotografica.

The Darkroom Project è un vero e proprio percorso che attraverso le testimonianze di fotografi e stampatori permetterà di conoscere il negativo delle fotografie esposte in mostra, scoprire quali sono state le scelte, le intuizioni ma anche le difficoltà dello stampatore in camera oscura.

Professionisti come Giovanni Cozzi, Francesco Zizola, Fabio Lovino, Laura Salvinelli, Andrea Pizzi e molti altri esporranno una selezione dei loro lavori, racconteranno le loro storie di camera oscura e il loro rapporto con lo stampatore.

The Darkroom Project sarà un’occasione di incontro e di confronto tra gli appassionati, gli amanti, i professionisti del mondo della camera oscura e anche di chi è tanto folle da restare chiuso la notte nel bagno di casa, tra i miasmi dell’idrochinone e dell’iposolfito, alla ricerca della stampa considerata perfetta.

L’iniziativa è promossa dal Laboratorio Fotografico Professionale di Luciano Corvaglia e dall’Associazione Culturale Wide Shut Photography, con il patrocinio del Comune di Muro Leccese e si svolgerà dal 13 al 15 agosto 2011, nella straordinaria cornice dell’Ex Convento di Muro Leccese.

La partecipazione è aperta a tutti: accanto ai grandi nomi della fotografia, nella suggestiva cornice salentina, verranno esposte le opere degli autori selezionati dallo stampatore professionista Luciano Corvaglia, autore delle stampe dei più grandi fotografi a livello internazionale di moda, reportage e ritratto.

Le fotografie dovranno essere stampate su carta baritata ai sali d’argento e potranno essere presentate in qualsiasi formato entro il 15 giugno 2011.

Info e regolamento: www.darkroomproject.orginfo@darkroomproject.org

(c) Ex Convento di Muro leccese