Bookshop: Cake. Un art e food book a cura di Manuela De Leonardis

Cake di Manuela De LeonardisCAKE è un libro di arte e cucina perché contiene, in dialogo con le ricette, le opere di diciannove artisti internazionali, un viaggio colto che attraversa il sapere, contaminando linguaggi che si connotano di sapori, colori, profumi diversi. Un’opera corale per sostenere e richiamare un percorso analogo: quello delle donne di Nablus che, sotto la direzione di Fatima Khaddoumi e delle italiane Cristiana Bottigella e Beatrice Catanzaro, hanno dato vita a Bait al Karama Cookery School, la prima scuola internazionale di cucina Palestinese e primo Convivio Slow Food in Palestina, con l’obiettivo di creare posti di lavoro per le donne che vivono nella Città Vecchia di Nablus. A queste donne intraprendenti e creative va il sostegno di Cake, con l’auspicio che questo viaggio attraverso la cucina e l’arte possa contribuire a superare barriere visibili e invisibili.

All’interno le opere di: Hassan Al-Meer, Paolo Angelosanto, Yto Barrada, Beatrice Catanzaro, Maimuna Feroze-Nana, Parastou Forouhar, Maïmouna Patrizia Guerresi, Susan Harbage Page, Reiko Hiramatsu, Uttam Kumar Karmaker, Silvia Levenson, Loredana Longo, MAD_Angela Ferrara e Dino Lorusso, Sükran Moral, Ketna Patel, Pushpamala N., Anton Roca, Jack Sal, Larissa Sansour.

Cake è un progetto no-profit a sostegno di BAIT AL KARAMA. Tutti gli artisti, gli autori dei testi e del progetto grafico, i partner e media partner hanno contributo a titolo volontario alla realizzazione del progetto con la finalità di sostenere Bait al Karama, prima Scuola di Cucina Palestinese (presidio Slow Food in Palestina) creata dalla cooperativa di donne palestinesi di Nablus.

Manuela De Leonardis (Roma 1966), storico e critico d’arte è giornalista free lance. Collabora dal 2004 con il manifesto/Alias e Exibart; dal 2009 è redattrice di art a part of cult(ure). Ha pubblicato con Postcart “A tu per tu con i grandi fotografi” vol.I, “A tu per tu con i grandi fotografi e i videoartisti” vol.II e “A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia” vol.III (collana Postwords).

Andrea Attardi Breviario Siciliano Inaugurazione mostra 12 giugno @ Spazio Ducrot

Andrea Attardi
Breviario Siciliano

12 giugno – 7 settembre 2013

Spazio Ducrot
Via d’Ascanio, 8/9 Roma

mercoledì 12 giugno, ore 19:00

Inaugurazione della mostra e presentazione del libro “Breviario siciliano” (ed. Postcart)
Intervengono: Andrea Attardi, fotografo; Claudio Corrivetti, editore; Diego Mormorio, storico della fotografia

Spazio Ducrot prosegue la propria attività espositiva ispirata al mondo dei viaggi, con una personale del fotografo Andrea Attardi intitolata Breviario Siciliano, in programma dal 12 giugno al 7 settembre 2013.
La mostra, realizzata in collaborazione con s.t. foto libreria galleria, propone una selezione di immagini in bianco nero prodotte fra il 1984 e il 2009 e confluite poi nel volume omonimo, edito da Postcart nel 2012.
In mostra viene presentato un terzo delle più di sessanta foto che compongono il libro (insieme ai testi dello storico della fotografia Diego Mormorio e del critico d’arte Sergio Troisi): venti stampe, eseguite dal fotografo stesso.
Il termine breviario suggerisce l’idea del compendio, del sommario, ma anche del manuale, della guida, capace di indirizzarci e istruirci. Ed è proprio attraverso la combinazione di questi due registri – la condensazione delle forme e l’ammaestramento dello sguardo, che si sviluppa il lavoro di Attardi.
Nell’arco di venticinque anni, il fotografo romano ha attraversato l’isola con uno spirito che non è quello del reporter, pronto a registrare gli urti della vita sociale, né quello del vedutista – desideroso di congelare lo spettacolo della natura e della storia; ma non è neppure quello dell’artista contemporaneo, interessato in primo luogo a mettere a fuoco il proprio linguaggio e la propria tecnica.
Attardi segue piuttosto le orme di quei maestri della fotografia del Novecento per i quali l’immagine è l’esito di un reciproco riconoscimento, metodico quanto fatale, fra la forma del reale e quello dello sguardo. Il viaggio è dunque scoperta, incontro, rivelazione di una trama inedita di corpi luci spazi; ma è anche occasione di verifica e affinamento delle risorse percettive e creative del viaggiatore-fotografo.
L’itinerario di Attardi tocca molte delle province e delle località più rinomate e battute dell’isola (Palermo, Agrigento, Catania, Ragusa Ibla, Enna, Caltanissetta, Siracusa, Messina, Trapani, Marsala, Noto, Piazza Armerina), ma anche piccoli centri meno noti. Nella maggior parte dei casi, ai nomi dei diversi luoghi citati nel Breviario, corrispondono delle immagini scarsamente identificative dell’individualità di quei luoghi stessi.
La mappa che ci propone il fotografo è piuttosto contrassegnata da una serie di visioni ricorrenti, di suggestioni reiterate: mezzi di locomozione desueti o marginali (cavalli, calessi, biciclette, vecchie automobili, slittini su ruote), piazze e strade semi-deserte, vetrine di negozi, oggetti fluttuanti o dimenticati. Altrettanto sospese appaiono le figure umane, mai in primo piano e colte per lo più di spalle, di profilo.
Nel presentare una precedente mostra di Attardi dedicata alla Sicilia, ha scritto Diego Mormorio: “Come s’addice ai veri fotografi, Andrea Attardi si muove come un raccoglitore di ombre – di voci originate nel farsi e disfarsi della luce: dell’impalpabile e della meraviglia originata dall’incontro della grandezza ribollente del Sole con l’impercettibile piccolezza di particelle di silicio e carbone che formano lo strato atmosferico che avvolge il nostro pianeta.
La bellezza della fotografia – e di tutta la nostra esperienza di umani – risiede infatti esattamente qui: nell’intreccio inestricabile di immensità e piccolezza, tanto che possiamo dire che non ci sono cose irrisorie, ma soltanto realtà sostanziali. Che niente di ciò che ci circonda ha poco valore. Ci sono semmai cose che ci toccano di più – che sentiamo più intime. Fra esse i paesaggi in cui siamo cresciuti.” [..] “Per molte di queste immagini, il fotografo ha lungamente atteso. Ha aspettato che la luce avesse una sua sostanza particolare, che, incontrando certi oggetti, diventasse forma. Segno inequivocabile della percezione dell’autore. La quale nel caso specifico di Attardi tende alla geometria e ai toni di contrasto alti – ai neri e ai bianchi intensi. Tanto che, ritornando a certe figure dell’immenso Platone, possiamo dire che, guardando certi mucchi di sale di queste fotografie, può sembrare che Attardi sia alla ricerca della bianchità.
Queste sue fotografie risultano di un’essenzialità straordinaria e di una capacità evocativa davvero rara. Di una leggerezza che – come nel caso dei raccoglitori di olive – diventa balletto, riportando alla mente una famosa frase di Paul Valery: L’instant engendre la forme, et la forme fait voir l’instant.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, mercoledì 12 giugno alle ore 19:00, Andrea Attardi, insieme a Diego Mormorio e all’editore Claudio Corrivetti, presenteranno il libro Breviario siciliano. Libreria del Viaggiatore - che gestisce un proprio corner  all’interno dello Spazio Ducrot – e s.t. foto libreria galleria proporranno inoltre per questa serata una più ampia selezione di volumi nuovi e da collezione dedicati alla Sicilia. Sarà anche possibile scoprire il catalogo e le ultime novità di Postcart, la casa editrice romana specializzata in fotografia.

 

Andrea Attardi (Roma, 1957) insegna Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Roma e Storia della fotografia del XX secolo presso Officine Fotografiche.
Ha tenuto mostre personali a Roma (da “Il Fotogramma” nel 1982 al “Fotoleggendo 2009), Perugia, Urbino, Firenze, Trieste, Bari, Palermo, Ferrara (Palazzo dei Diamanti 1984), Marsala (Convento del Carmine 2009), Londra, Parigi (Centre G. Pompidou 1983), Recife (Istituto Italiano di Cultura 1997), New York (Space Gallery, J.F.K. Airport 1999), Buenos Aires (Universidad de Bologna 2005, Centro Cultural Floreal Gorini 2006.
È autore delle immagini dei volumi: “Ugo Attardi, le sculture” (Ed. Carte Segrete, 1981) – “Sul palcoscenico di Minerva” (Ed. Il Fotogramma, 1982) – “Paris/Soupault ” (Ed. Carte Segrete, 1983) – “Giornale di bordo” (Ed. Carte Segrete, 1984) – “Indie” (Ed. Ferro di Cavallo, 1986) – “Per la libertà ” (Edit Labor, 1986) – “Atlante di Sicilia ” (Ed. Lavoro, 1994) – “Paesaggi siciliani ” (Ed.Peliti, 2001) – “Vetri, porti: una corsa per Palermo e dintorni ” (Ed. Plumelia, 2009), “Breviario siciliano” (Ed. Postcart, 2012). Nel 2003 ha pubblicato il saggio “Buenos Aires ora zero ” (Ed. Desiderio & Aspel) sulla vita e la storia più recente della capitale argentina.

Breviario Siciliano
Fotografie di Andrea Attardi
Testi di Diego Mormorio e Segio Troisi Italiano/Inglese
Legatura editoriale, copertina rigida, cm. 16,5×22, pagine 116
ISBN 978-88-86795-88-3
€ 25,00
Postcart, 2012
IL LIBRO D’ DISPONIBILE ANCHE PRESSO IL BOOKSHOOP WSP PHOTOGRAPHY (CON SCONTO DEL 10% PER I POSSESSORI WSP CARD)  
Spazio Ducrot
Via d’Ascanio, 8/9
Roma 00186
+39 0660513042
eventi@viaggidellelefante.it
www.enricoducrot.it

orari di apertura: lun-ven 09:00-19:00; sab 09:00-13:00

Questa sera Presentazione “Puglia in Jazz” ore 19.00 @ WSP Photography

Associazione WSP Photography e CaratteriMobili edizioni

presentano

“Puglia in Jazz. Viaggio nella geografia degli incontri”

di Gianni Cataldi

Incontro con l’autore e il critico Roberto Cavallini

Venerdì 25 gennaio ore 19:00  – Via Costanzo Cloro 58, Roma

 Puglia in Jazz - Gianni Cataldi

Una carrellata di ritratti fotografici in b/n che ci invita a conoscere i protagonisti, gli ospiti nazionali ed internazionali, i luoghi incantevoli che hanno caratterizzato e vivacizzato la scena del jazz in Puglia. Arricchito dal contributo di musicisti e giornalisti, “Puglia in jazz” rappresenta la prima opera rivolta ad un pubblico appassionato di fotografi, ai cultori di musica e a tutti colori che ri-scoprono una Puglia che non è solo la “Terra del rimorso” come la definì De Martino.

L’impatto cromatico del suo nero notte viaggia come un glissato infinito verso il bianco accecante del sole, e penetra nei ritratti e nelle scene contenute nelle sue immagini, quasi a dargli una dimensionalità palpitante, quasi a infondere quella vitalità contenuta nelle variabili ritmiche di questa musica. Le sue foto generano quel sound attuale che ritroviamo nel gergo jazzistico di oggi, un legame indissolubile con la tradizione e, tuttavia, con l’attenzione al “tempo reale” delle mescolanze etniche, che dialogano fra di loro nei suoni di frontiera prodotti nei festival di questa nostra finisterrae che Cataldi sa come far swingare. (Roberto Ottaviano).

All’incontro sarà presente l’autore Gianni Cataldi, il critico Roberto Cavallini e il fotografo Andrea Boccalini.

Gianni Cataldi è nato a Bari dove vive e lavora. Inizia la pratica fotografica alla fine degli anni Ottanta.  Collabora con la rivista «Musica Jazz» e con il MIA (Musicisti Italiani Associati Jazz) e cura l’immagine della Dolmen Orchestra. Sviluppa progetti legati allo spettacolo e al reportage: nella musica e nel sociale ha intensificato la sua ricerca personale, attraverso progetti di ampio respiro.

Roberto Cavallini nasce a Roma nel 1950. Dal 1982 collabora con le più importanti testate giornalistiche italiane. E’ giornalista pubblicista. E’ docente incaricato presso l’Universtà di Tor Vergata di Roma. E’ fotografo, critico di fotografia e curatore di mostre, ha partecipato a numerose collettive in Italia ed all’estero. Ha al suo attivo numerose personali ed ha esposto nelle edizioni del 2003 e del 2008 del Festival Internazionale FotoGrafia di Roma.

“Puglia in Jazz” è distribuito in tutta Italia da NdA (http://www.ndanet.it.)  Per maggiori info:www.caratterimobili.it o info@caratterimobili.it CaratteriMobili è presente anche su facebook.

Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Tessera ENAL 2013 3 euro.

Bookshop: Magnum – La Scelta della Foto

La Scelta della foto - Magnum

La Scelta della foto – Magnum

Un volume di riferimento che svela e ripercorre, attraverso il lavoro dei fotografi di Magnum, la storia di un metodo di lavoro fondamentale: l’utilizzo del foglio di provini a contatto come prova e strumento per la selezione della foto migliore.

I più importanti, e preziosi, “provini a contatto” dei grandi autori Magnum e le corrispondenti foto scelte. La selezione di 139 fogli di contatti, commentati dai 69 diversi autori, raccontano storie, dettagli, ripercorrono vicende cruciali, testimoniano il successo di una particolare immagine, la sua prima pubblicazione, i drammi e le vicende umane che nascondono. Da Henri Cartier-Bresson a Robert Capa, da Elliott Erwitt a René Burri fino ai più giovani: con le loro immagini, i fotografi Magnum raccontano sessanta anni di storia, dallo sbarco in Normandia al ’68 parigino, alla guerra in Cecenia, ai ritratto di Che Guevara, Malcom X e delle grandi dive di Hollywood, fino alle classiche immagini ormai impresse nella nostra memoria.
Un’eccezionale collezione, oltre 400 immagini che mettono a nudo il processo creativo e di selezione utilizzato da molti fra i grandi della fotografia.

“Un foglio di provini e un po’ come il taccuino di uno psicoanalista. Quasi come un sismografo che registra il momento. Tutto rimane scritto – tutto ciò che ci ha sorpreso, quel che abbiamo catturato in volo, quel che ci siamo persi, quel che è scomparso o un evento che si sviluppa fino a diventare un’immagine che è puro giubilo… Estrarre una buona fotografia da un foglio di provini è come scendere in cantina e prendere una buona bottiglia da condividere.”
Henri Cartier-Bresson.

28 x 34,2 cm
508 pagine
435 b/n e a colori
cartonato + sovraccoperta
Edizioni Contrasto

Soglia il libro online

Segnaliamo inoltre la recensione a cura di Marco Belpoliti sul sito dell’Associazione Doppio Zero.

E’ inoltre possibile acquistare il libro sul sito online della Feltrinelli approfittando di uno sconto del 15%!

La Scelta della foto - Magnum

La Scelta della foto – Magnum

Bookshoop: Dormire, forse sognare – Ferdinando Scianna

Dormire, forse sognare

Figure avvolte nel sonno, immagini di uomini e animali dormienti che in oltre trent’anni di fotografia Scianna ha trovato nei luoghi più diversi della terra.

“Perchè il dormire, mi hanno domandato, mi domandano? Io non penso che un fotografo debba per forza dare, ammesso che ne abbia, spiegazioni su quello che fa, benché, diciamo che, negli anni, me ne sono date su questa mia piccola ossessione: ma magari non sono quelle giuste, nè vere. Mi appassiona, come fotografo che pratica, per parafrasare Paul Valéry, una fotografia dell’istante che genera la forma e della forma che rivela l’istante, e chi sa, forse persino i suoi significati, l’affrontare in termini di istantanea questa variazione quasi immobile, ma che non è certo una interruzione, del flusso della vita. L’incrociarsi del tempo che vive il fotografo con il tempo, uguale e diverso, di chi sta dormendo. Mi interessa ritrovare nelle mie fotografie un fatto così naturale, così quotidiano, così universale e che pure è rimosso, al quale ci si abbandona quasi di nascosto, di solito in luoghi protetti, perchè sappiamo che ci consegna inermi all’arbitrio altrui”.

Ferdinando Scianna

ed. Arti Grafiche Friulane, 1997
Copertina rigida, 25 x 31 cm
128 pagine, 83 fotografie b/n
Lingua italiana