Occupy Wall Street: La protesta americana – reportage fotografico a cura del Collettivo WSP

Occupy Wall Street - New York (c) Daniela Silvestri - Collettivo WSP

Occupy Wall Street: La protesta americana

Continua per le strade e le piazze americane e non solo, il movimento di protesta mondiale insorto contro la crisi finanziaria globale, conto gli abusi perpetuati negli ultimi anni in nome del mercato finanziario e le sue consequenze sempre più disastrose sui cittadini.  Perdite di case, di lavoro, soprattutto di dignità.

“All’origine di tutto la proposta della rivista canadese Adbusters che auspicava la nascita di una protesta popolare che si opponesse allo status quo: le lobby economiche che dettano legge alla politica. Da qui è germogliato e sta crescendo Occupy Wall Street, il movimento che dal 17 settembre ha pacificamente occupato la borsa di New York e che unisce nell’azione le diverse voci dissidenti senza avere un leader ma solo portavoce” come scrive Daniele Salvini su il Manifesto (13 ottobre 2011).
Vogliono che la speculazione finanziaria torni a essere un crimine, che le ricchezze del pianeta siano distribuite in maniera equa, non accettano il mondo imposto dalle banche, dai politici e dalla polizia. Chiedono una democrazia con tolleranza zero nei confronti della corruzione (Daniele Salvini).
Proteste pacifiche, a suon di sax, bonghi e jazz, che hanno creato un tam tam mondiale, con emulazioni talvolta sfociate in scontri violenti, tumulti, fino all’ultimo negativo esempio romano.
Con l’avanzare dell’autunno e l’arrivo dei primi freddi, la protesta inizia a scricchiolare: le correnti gelide che si formano tra i grattaceli sono difficili da combattere con tende, coperte e materassi rimediati. Ma la rabbia e la voglia di reagire non si ferma.

Queste foto sono state scattate tra il 4 e il 23 ottobre 2011, nel pieno della rivolta, tra San Francisco, nel Financial District; Los Angel, davanti al City Hall, e infine New York, Liberty Park.

Le foto sono di Massimiliano Tempesta e Daniela Silvestri – copyright Collettivo WSP.

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“La libertà ci unisce, l’unione ci libera”: AcampadaBCN, 27 maggio 2011 – di Francesca Oggiano

Lo scorso 27 maggio la polizia di Barcellona ha sgombrato con la forza i manifestanti di plaza de Catalunya, che dopo poche ore hanno occupato nuovamente la piazza.

Lo racconta al Collettivo WSP  Francesca Oggiano, fotografa freelance trasferitasi a Barcellona e che vive in prima persona la lotta degli indignatos di Spagna.

(c) Francesca Oggiano - Acambadabcn, 27 maggio 2011

Guarda l’intero reportage: Acampadabcn 27M “La libertad nos une. La union nos libera”

Ma chi sono le persone dell’ Acampada di Barcellona? Dal loro sito traduciamo i loro principi:

Siamo persone venute qui liberamente e volontariamente e che dopo la manifestazione del 15 maggio hanno deciso di restare uniti e diventare sempre più numerosi nella lotta per la dignità. Non rappresentiamo nessun partito e nessuna Associazione e da nessuno siamo rappresentati.

Ci unisce la rabbia per le nostre vite precarie e per la disuguaglianza sociale, ma soprattutto quello che ci tiene uniti è la voglia di cambiamento.

Siamo qui perché vogliamo una società nuova che dia priorità alla vita al di là degli interessi economici e politici. Ci sentiamo schiacciati dall’economia capitalista ed esclusi dal sistema politico attuale, che non ci rappresenta. Puntiamo ad una trasformazione profonda della società e soprattutto che la società stessa sia la protagonista di questo cambiamento.

Ci credevano addormentati. Credevano che avrebbero potuto continuare a privarci dei nostri diritti senza che opponessimo resistenza. Si sbagliavano: stiamo lottando – pacificamente ma con determinazione – per la vita che noi meritiamo.

Abbiamo imparato dal Cairo, dall’Islanda, da Madrid. E’ ora di estendere la lotta e prendere la parola.