Portfolio: Gianfranco Frongia

Vite di Mare

Vite di mare è un documentario fotografico sviluppato a bordo di tre mercantili italiani, e battenti bandiera italiana,  tra il 2008 ed il 2012. A dispetto di molti luoghi comuni  negativi o idee romantiche che si hanno della vita di mare, la vita ed il lavoro a bordo di un mercantile sono realtà di civile convivenza, duro lavoro, e intima nostalgia vissuta lontano dai propri cari per mesi e mesi tra gli immensi spazi oceanici.

Il documentario ritrae luoghi, volti e corpi, definiti nel tempo dilatato del mare e strettamente inseriti all’interno di ruoli decodificati. Definisce la quotidiana azione di manovra di ogni personaggio che indossa il proprio ruolo; il sostegno di una fede che trascende la monotonia di spazi che si ripetono; l’immagine nell’immagine che racchiude un ricordo intimo e familiare estraibile all’occasione; il divertimento di giochi che sospendono il pensiero annullandolo in gesti e sorrisi condivisi.

 Foto di Gianfranco Frongia

Portfolio: Stefano Mirabella

(c) Stefano Mirabella

Stefano Mirabella nasce e vive a Roma dal 1973. Influenzato dai lavori di Constantine Manos, Trent Parke e Alex Webb, tutti maestri che hanno fatto della strada l’ambiente ideale nel quale sperimentare, studiare, muoversi e lavorare, si cala in questo “luogo” che ha sentito subito suo, un teatro nel quale, lo svolgersi del quotidiano è origine di infiniti spunti. ”A volte capita di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, spesso però, il posto giusto dobbiamo cercarcelo, per poi aspettare che arrivi il momento tanto atteso. La strada, con le sue infinite sfaccettature, mi ha indicato la via da seguire. Una via che spero conduca a quel tipo di fotografia, che è la sintesi tra la rappresentazione della realtà e la capacità di trascenderla”. Stefano Mirabella

Lavori: Attualmente lavora al completamento e all’ampliamento di Street, Shadow and Eyes.  In cantiere anche un progetto legato ai turisti e alle scene di strada caratterizzate dal continuo loro flusso nella nostra città, cercando di catturarne anche il lato “divertente. info: http://www.stefanomirabella.com

(c) Stefano Mirabella

(c) Stefano Mirabella

(c) Stefano Mirabella

(c) Stefano Mirabella

Portfolio: Matteo Cesari

(c) Matteo Cesari - Via Carl Marx

(c) Matteo Cesari – Via Carl Marx

Nato a Firenze nel 1979, si laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Pisa. Diplomato in fotografia presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze. Ha collaborato con alcuni teatri in provincia di Pisa come fotografo di scena e ho realizzato fotografie per varie compagnie di teatro e teatro di strada. Da qualche anno si occupa di fotografia documentaria utilizzando spesso il ritratto ambientato. Fa parte del Collettivo toscano 23r. Il suo lavoro “Via Carlo Marx”  sarà esposto dal 10 al 18 novembre al Perugia Social Photo Fest.

(c) Matteo Cesari - Via Carl Marx

(c) Matteo Cesari – Via Carl Marx

(c) Matteo Cesari - Via Carl Marx

(c) Matteo Cesari – Via Carl Marx

(c) Matteo Cesari

(c) Matteo Cesari

(c) Matteo Cesari

(c) Matteo Cesari

(c) Matteo Cesari

(c) Matteo Cesari

Portfolio: Antonio Faccilongo

(c) Antonio Faccilongo

(c) Antonio Faccilongo

Antonio Faccilongo è nato a Roma nel 1979. Dopo gli studi in Scienze della comunicazione ha frequentato corsi di fotografia presso l’Istituto Superiore di Fotografia ed Officine Fotografiche oltre a seminari e workshop con molti professionisti di fama internazionale. Nel 2008 ha conseguito anche il master in fotogiornalismo sotto la guida di Rolando Fava ex direttore dell’agenzia Ansa.
Ha raccontato storie in Italia e non solo, realizzando reportage su tematiche sociali, culturali e politiche. Recentemente ha concentrato la sua attenzione in Medio Oriente e in Sud-Est Asia.

(c) Antonio Faccilongo

(c) Antonio Faccilongo

Il suo lavoro in Palestina “(Single) Women” ha ottenuto molti riconoscimenti internazionali tra cui il primo premio al PX3 2011 nella sezione storie, il primo premio assoluto al Kuala Lumpur Photo Award, il primo premio al Worldwide Photography Gala Award, il primo premio Wow World of Women e il secondo premio all’ IPA 2011 nella sezione politica. E’ stato inoltre esposto in Italia, Argentina, Inghilterra, Francia, Cina, Malesia e Stati Uniti.
Attualmente vive e lavora a Roma e collabora con l’agenzia Prospekt.ImmagineImmagine

(c) Antonio Faccilongo

Immagine

Portfolio: Alessandro Penso

(c) Alessandro Penso

Alessandro Penso nasce a velletri nel 1978. Studia Psicologia Clinica presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”
Nel 2007 ottiene una borsa di studio presso la “Scuola Romana di Fotografia” in fotogiornalismo.
Durante gli studi produce un reportage sulla “Valle dell’Omo” in Etiopia,grazie al quale ottiene il premio “PDN Photo Student.”.Nel 2008 ottiene il secondo premio al Px3 , nella categoria reportage e Viene selezionato al Fotoleggendo 2008,
Nel 2009 è finalista al Photoespana. Grazie al Reportage “Drag King” vince il “PDN Photo Annual 2010″.Nel 2011, con “Migrant Workers Journey”, di cui presentiamo qui alcune  foto, ottiene il primo premio,Project Launch,Santa FE.Il lavoro verrà esposto al New Museum of Art di Santa FE e al Fotoleggendo 2011.Attualmente vive e lavora a Roma dove collabora con l agenzia Onoffpictures.

(c) Alessandro Penso

(c) Alessandro Penso

(c) Alessandro Penso

(c) Alessandro Penso

 

Portfolio: Paolo Marchetti

Paolo Marchetti nasce a Roma nel 1974, lavora come tecnico di ripresa cinematografica, per
oltre dodici anni , al fianco di alcuni tra i più autorevoli direttori della fotografia italiani e stranieri, e inizia in contemporanea i suoi studi fotogiornalistici prestando particolare attenzione alle tematiche politiche ed antropologiche. Ha raccontato storie lontano dal suo
paese, realizzando reportage in Brasile, Centro America, Cuba, Haiti, Stati Uniti, Europa dell’est, India, centro Africa, ma il suo progetto a lungo termine lo sta realizzando nel suo paese l’Italia, da ormai quattro anni: “L’estrema destra”.

(c) Paolo Marchetti

(c) Paolo Marchetti

(c) Paolo Marchetti

(c) Paolo Marchetti

(c) Paolo Marchetti

Portfolio: Graziano Panfili

Graziano Panfili è nato a Frosinone nel 1971. Ha studiato reportage presso la Scuola permanente di fotografia Graffiti a Roma e ha frequentato seminari e workshop con molti professionisti.
Numerosi sono i progetti che ha realizzato finora e che gli hanno fruttato prestigiosi riconoscimenti. Attualmente è testimonial della casa nipponica Ricoh per le fotocamere digitali e tiene seminari e workshop in tutta l’Italia. Sue foto sono state pubblicate in diversi quotidiani e periodici su carta e on line, libri e copertine CD. Attualmente fa parte dell’agenzia fotogiornalistica Onoff Picure http://www.onoffpicture.com

Paesaggio Italiano
L’insegna di una vecchia rimessa di taxi diventa inconsueto elemento decorativo di un paesaggio di periferia. Vecchie auto americane dismesse appaiono, invece, come installazioni all’aperto, ai lati di una strada di campagna o sul tetto di un’abitazione. Il gusto borghese importato dalle sontuose ville della West Coast viene mescolato e reinterpretato “in salsa italiana”.
Questo progetto propone un’analisi inedita sul paesaggio, sul modo in cui una delle vicende più significative nella storia sociale del nostro Paese – l’emigrazione negli Stati Uniti d’America dell’inizio del secolo scorso e il successivo rientro in patria mezzo secolo dopo – ha lasciato tracce nelle preferenze estetiche e per certi versi culturali, visibili in alcuni angoli d’Italia.
Da qui scaturiscono atmosfere stranianti, sospese, flash di fotogrammi di vecchi film eppure parte della realtà presente e del territorio.

© Graziano Panfili / Onoffpicture.com

© Graziano Panfili / Onoffpicture.com

© Graziano Panfili / Onoffpicture.com

© Graziano Panfili / Onoffpicture.com

Portfolio: Daniele Cinciripini

(c) Daniele Cinciripini

Daniele Cinciripini, vincitore dell’ultima edizione di Fotoleggendo, nasce a San Benedetto del Tronto, fin da giovanissimo si appassiona di fotografia bianco e nero.
Scopre le Antiche Tecniche attraverso il Gruppo Rodolfo Namias di Parma, rimanendone affascinato fino a farne parte come autore specializzato in stampe al Platino/Palladio.
La crescita fotografica è stata alimentata, sia dalle attività culturali con il Fotocineclub di Fermo, incentrate soprattutto sul Racconto Fotografico, sul Reportage e sui principi teorici-pratici che sono alla base del linguaggio fotografico, sia dai laboratori di SavignanoImmagine “Modus Vivendi” con Mario Cresci e “Sin_Tesis”, che il workshop di 3/3 con Rinko Kawauchi.

Dal 2010 lavora a tempo pieno a progetti personali e per conto di associazioni di utilità sociale. Dopo una stretta collaborazione come fotografo, dal 2011 diventa photo editor della rivista PrimaPersona, semestrale della Fondazione Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo). La rivista dà voce ai diari dell’Archivio, ma anche al dibattito sui temi legati all’autobiografia. Scrivono per la rivista i referenti scientifici della Fondazione e degli esperti europei di autobiografia.
L’attività fotografica è contornata da pubblicazioni, premi e segnalazioni a concorsi nazionali e partecipazioni a mostre fotografiche sia personali che collettive. Conduce periodicamente corsi di “Platinotipia e Digitale”.
Tra i premi più importanti, segnaliamo:
Vincitore di Fotoleggendo 2011.
Vincitore del “2° Portfoli della Strega” Sassoferrato 2011.
Autore dell’anno 2010 – FIAF Regione Marche
Vincitore di “Paesaggio del Lavoro 2009”.
Vincitore al “2° Premio Internazionale Flavio Faganello” a RoveretoImmagini 2008
Opera segnalata a Portfolio in Rocca – San Felice sul Panaro 2008
Vincitore e Menzione d’Onore al 2° Concorso Città di Salerno.

Le foto pubblicate fanno parte del lavoro premiato a fotoleggendo Vorrei tra le mie mani il tuo viso, che è terra (come la terra)

“L’essere soli in questi luoghi, strettamente legati alla mia infanzia e rifugio dei momenti importanti, ha portato i pensieri e lo sguardo oltre la soglia. I luoghi, dalle forme elementari che si susseguono ed in continuo cambiamento, si sono fusi con il desiderio di regalarci un momento tutto nostro, incontrare il paesaggio ed esserne un tutt’uno.”

 

(c) Daniele Cinciripini

(c) Daniele Cinciripini

(c) Daniele Cinciripini

(c) Daniele Cinciripini

(c) Daniele Cinciripini

Portfolio: Giuseppe Carotenuto

 

(c) Giuseppe Carotenuto

Giuseppe Carotenuto nasce a Pompei (Napoli) il 31 ottobre 1984. Nel 2003 consegue il
diploma statale in “Tecnico della Produzione e Progettazione dell’Immagine Fotografica”.
Nel 2004, l’iscrizione presso l’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Presta servizio presso
l’Esercito Italiano con incarico di fotografo per l’ufficio stampa dello Stato Maggiore
dell’Esercito e dopo tre anni, lascia la divisa per dedicarsi completamente al
fotogiornalismo, lavorando per alcuno agenzie fotogiornalistiche italiane.
Nel 2008 spinto da una forte passione e una continua ricerca verso il fotogiornalismo
decide di iniziare a lavorare per i maggiori magazine italiani come LʼEspresso e Vanity
Fair, in forma completamente autonoma, realizzando servizi fotografici di approfondimento
su storie dai contenuti politici, sociali ed economici dell’Italia; ponendo inoltre particolare
attenzione ai maggiori eventi di carattere internazionale.
Dal febbraio 2010 viene rappresentato in Italia e nel mondo dallʼAgenzia LUZphoto erede
della storica agenzia Grazia Neri.

Diary of Italian troops from Afghanistan

La “Task Force South East” è la maggiore novità operativa che ha caratterizzato l’area a responsabilità italiana negli ultimi mesi nella missione ISAF in Afghanistan. I reparti dell’esercito italiano sono subentrati a 350 militari tra georgiani e statunitensi delle Forze Speciali dei Marines nel controllo dei distretti di Bakwa, Gulistan e Por Chaman. Una zona in precedenza battezzata dagli Americani come “Operational Box Tripoli”, dove sono dislocate due Forward Operating Base (FOB) ovvero le basi avanzate “Lavaredo” a Bakwa, “Ice” in Gulistan e infine l’avamposto “Snow” di Buji. Quest’ultimo è un Combat OutPost attualmente considerato il sito più difficilmente difendibile e tatticamente pericoloso dell’intero dispositivo italiano in Afghanistan.
Buji è un avamposto di quindici metri per quaranta delimitati da una muraglia di hesco bastion addossati a un burrone che affaccia sul greto asciutto di un fiume. Per difenderla si alternano plotoni di circa 15 soldati sotto il comando di un sottufficiale.
Le foto ritraggono i giovani soldati del 3° Plotone della 66ma Compagnia “El Camors” del 7° Reggimento Alpini di Belluno in partenza
per l’avamposto “Snow” di Buji. Ognuno di loro ha raccontato in una pagina di diario la propria esperienza in Afghanistan. Documenti inediti che contengono pensieri, sentimenti, emozioni e paure di chi vive giorno e notte al fronte nell’ultimo avamposto ai confini della zona di competenza italiana dove a dominare è la desolata valle del Gulistan, un’area vasta e scarsamente abitata, al centro di traffici e da sempre a forte presenza di insurgents.
In quella che si potrebbe considerare una “missione censura”, dal Ministero della Difesa non è mai trapelato nulla sull’esistenza dell’avamposto di Buji fino al tragico evento del 31 dicembre 2010, quando a perdere la vita durante uno dei frequenti scontri a fuoco con insurgents fu il Caporale Maggiore Matteo Miotto del 3° Plotone della 66ma Compagnia “El Camors” del 7° Reggimento Alpini di Belluno.

(c) Giuseppe Carotenuto

(c) Giuseppe Carotenuto

(c) Giuseppe Carotenuto

(c) Giuseppe Carotenuto

 

(c) Giuseppe Carotenuto

 

Portfolio: Lorenzo Papadia

 

 

(c) Lorenzo Papadia

Lorenzo Papadia  vive e lavora come fotografo a Lecce, nel Salento, e si appassiona al mondo della fotografia fin da piccolo, affascinato dalla Yashica in possesso della madre, per poi abbandonarla e riprenderla da grande, subito dopo i vent’anni.

Con l’acquisto della prima Leica, l’amore per la scrittura con la luce rinasce, così Lorenzo costruisce una camera oscura dove sviluppa e stampa (ancora) i propri lavori.

Prende parte ad corso di fotogiornalismo ed editing con il fotoreporter Kash Gabriele Torsello.

La sua fotografia nasce come studio sul sociale, collaborando prima con il giornale d’inchiesta “L’Impaziente”  e poi con il quadrimestrale “Palascia-l’informazione migrante”, per i quali cura numerosi reportage. Tiene anche un proprio corso di fototerapia nel 2010, presso la struttura socio sanitaria e assistenziale “Prima Meta”, utilizzando la fotografia a scopo terapeutico.

L’essere umano è sempre al centro dei suoi lavori, direttamente, fino a quando lo studio approfondito di fotografi come Luigi Ghirri, Gabriele Basilico e Andrea Tonellotto o di pittori come Giorgio De Chirico, lo portano a navigare in lidi differenti, ossia quelli in cui spesso l’essere umano lascia spazio alle cose, all’architettura e agli interni.

Così, mentre da un lato l’uomo è presente, negli altri sottintende la sua presenza, come se fosse appena uscito di scena.

Da qui nasce “Una luce sul muro”, un lavoro sugli interni -spesso in disuso- ripresi tra l’Italia e l’Europa dell’est, che Lorenzo fotografa con lo scopo di ridar dignità a quelle cose di cui spesso nessuno si cura più. Lorenzo lavora attualmente presso Fotoscuolalecce come docente in composizione e ritratto ambientato.
Cura inoltre numerosi eventi, mostre e manifestazioni, per i quali realizza fotoreportage.

Queste foto fanno parte del progetto “Una luce sul muro”

info: lorenzopapadia@gmail.com

(c) Lorenzo Papadia

(c) Lorenzo Papadia

(c) Lorenzo Papadia

(c) Lorenzo Papadia

(c) Lorenzo Papadia