C’è stato il terremoto: inaugurazione mostra fotografica di Andrea Carrubba 25 maggio @WSP

WSP Photography presenta, sabato 25 maggio, alle ore 19, la mostra fotografica di Andrea CarrubbaC’è stato il terremoto, un reportage fotografico nei luoghi colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna.

L’autore si muove nei campi di accoglienza tra chi ha perso la casa e i volontari e nei paesi più colpiti. In occasione dell’inaugurazione incontreremo l’autore Andrea Carrubba e Sandro Iovine, con cui parleremo anche di “fotogiornalismo” e del ruolo del reporter di fronte a tragedie così grandi come quella del terremoto.

Anndrea carrubba

“Pensiamo di saperlo tutti. Ma cos’è il “fotogiornalismo”, il “reportage”, cosa voglia dire raccontare le storie degli altri, in realtà è informazione riservata a pochi oltre agli addetti ai lavori. Di fronte a una tragedia il ruolo del reporter, già delicato per definizione, diviene critico. Da una parte c’è l’urgenza della cronaca, il farsi tramite tra la “notizia” e il “lettore” utilizzando gli strumenti del giornalismo per mediare la soggettività aspirando a una dovuta imparzialità. Dall’altra invece c’è il dramma dei singoli. Il reporter, fotografo o giornalista di penna che sia, deve entrare nell’intimo della vita delle persone, irrompendo da fuori quasi sempre in momenti drammatici. E deve portare via informazioni, immagini, ma al tempo stesso esercitare il senso del rispetto nella condivisione dell’esperienza. Perché per raccontare davvero una storia è necessario viverla. Certo il fotografo che si reca nelle aree terremotate e viene da lontano potrà tornare a casa e ritrovare le sue cose, le geometrie della sua vita. Chi rimane no, ma poter poter raccontare come vive chi non ha potuto scegliere di essere attore della tragedia, è necessario almeno provare a condividerne la quotidianità. Il fotoreporter traduce la realtà a un pubblico che non può presenziare e per questo deve comprendere profondamente, passare settimane vivendo nei campi allestiti dalla protezione civile, esercitare la “compassione” (in senso etimologico) tanto da scegliere di non fotografare, come farebbe un parente, i corpi senza vita di chi è rimasto intrappolato nel crollo di una fabbrica. Quegli stessi corpi che altri, venuti per poche ore e con poca etica, si affannano a profanare con il loro teleobiettivi. La grandi ferite dell’Uomo vanno raccontate, ma senza oltraggiare chi le ha subite con l’esposizione delle piaghe. Questo dovrebbe essere il ruolo del fotogiornalista e questo è il racconto del terremoto dell’Emilia”.

Sandro Iovine

Andrea Carrubba, nato nel 1984, dopo gli studi universitari si diploma in Fotografia Professionale presso l’Accademia John Kaverdash di Milano e, tra gli altri, consegue i master di Fotogiornalismo e di Linguaggio della comunicazione visiva tenuti da Sandro Iovine. Fotogiornalista freelance, copre le notizie nazionali ed internazionali e segue temi di carattere sociale e culturale. Ha collaborato con le maggiori testate nazionali, università, organizzazioni umanitarie, siti web e con l’editoria. Il suo ultimo lavoro “… c’è stato il terremoto”, a cura di Sandro Iovine, è stato presentato nelle province di Milano, Reggio Emilia, Varese, Modena e Roma. Attualmente è impegnato in più progetti, in Italia e all’estero.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.
La mostra rimarrà esposta fino al 20 giugno 2013.

Genesi. Fotografie di Sebastiao Salgado all’Ara Pacis, Roma.

Domani 14 maggio verrà inaugurata la mostra. Sulla pagina Facebook Contrasto è disponibile l’invito per partecipare.

Invito inaugurazione mostra di Salgado

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina e dalla Camera di Commercio di Roma con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, realizzata da Amazonas Images e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, a cura di Lélia Wanick Salgado, Genesi sarà presentata in prima mondiale a Roma e si svolgerà in contemporanea con altre grandi capitali (Londra, Rio De Janeiro e Toronto). Da queste città proseguirà il suo cammino attraverso altre tappe che la porteranno a raggiungere tutte le maggiori metropoli del mondo.
Genesi è presentata grazie al sostegno di Vale, Brasile.

Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo: uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
Il mondo come era, il mondo come è; la terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore dell’ultimo straordinario progetto di Sebastião Salgado.
In mostra oltre 200 fotografie eccezionali: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia. Genesi di Sebastão Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro principale patrimonio, unico e prezioso: il nostro pianeta.
Salgado ha realizzato le fotografie che saranno esposte all’Ara Pacis andando alla ricerca di quelle parti del mondo ancora incontaminate, di quei segmenti di vita ancora intatta, in cui il nostro pianeta appare ancora nella sua grandiosa bellezza e dove gli elementi, la terra, la flora, gli animali e l’uomo, vivono in un’armonia miracolosa, come in una perfetta sinfonia della natura.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ricalcano le zone geografiche in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.

Curatore/i

Lélia Wanick Salgado
Catalogo
Taschen

Luogo

Museo dell’Ara Pacis, Nuovo spazio espositivo Ara Pacis

Orario

Dal 15 maggio al 15 settembre 2013
Martedì-domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Chiuso il lunedì

Mercoledì 15 maggio possibili disagi nei Musei Civici, dalle ore 12.30 alle ore 16.30, per assemblea sindacale.
In occasione de “La Notte dei Musei”, sabato 18 maggio 2013, apertura straordinaria dalle 20.00-02.00 (ultimo ingresso ore 01.00) con ingresso gratuito.

Mostra di Luigi Ghirri al MAXXI Roma

24 aprile – 27 ottobre 2013
Galleria 2 e 2a
a cura di Francesca Fabiani, Laura Gasparini, Giuliano Sergio

“Come pensare per immagini”. In questa frase è contenuto il senso di tutto il mio lavoro.
Luigi Ghirri
(c) Luigi Ghirri

(c) Luigi Ghirri

Il MAXXI dedica all’opera di Luigi Ghirri, tra i maestri indiscussi della fotografia in Italia, una grande mostra antologica, nata dalla collaborazione tra il Museo e il Comune di Reggio Emilia, la città dove il fotografo ha vissuto e alla quale ha lasciato il suo archivio. E proprio dai materiali originali – fotografie, menabò, libri, cataloghi e negativi – oggi conservati presso la Biblioteca Panizzi, partner istituzionale del progetto, la mostra intende partire per raccontare i diversi profili di questa complessa figura di artista.

La mostra è organizzata in tre sezioni tematiche – Icone, Paesaggi, Architetture – e invita a ripercorrere la fasi della ricerca artistica di Ghirri: le icone di quotidiano, i paesaggi come luoghi di attenzione e di affezione e le architetture, da quelle anonime a quelle d’autore, attraverso oltre 300 scatti, con particolare attenzione ai vintage prints stampati direttamente dall’autore.

Accanto alle fotografie verranno presentati anche i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati, le riviste, le recensioni che testimoniano la sua attività di editore, critico e curatore; una selezione di fotografie e libri d’artista che documentano l’incontro e la collaborazione con gli artisti concettuali modenesi nei primi anni ‘70; le cartoline illustrate e le fotografie anonime che Ghirri collezionava; una selezione di libri tratti dalla biblioteca personale di Ghirri che raccontano dei suoi interessi e dei riferimenti culturali e artistici; le copertine dei dischi che testimoniano l’interesse di Ghirri per la musica e il rapporto con musicisti come i CCCP e Lucio Dalla.

Icone
La ricerca concettuale è un punto di partenza che permette a Ghirri di costruire un nuovo linguaggio che indaga i luoghi abituali per svelare le icone che popolano il mondo contemporaneo. Vetrine, pubblicità, immagini di immagini, cartoline e quadri che interagiscono con la realtà, così come le giostre, i cieli e le persone nei momenti di svago, sono immagini che indagano i processi del vedere ma che allo stesso tempo coinvolgono per la loro capacità evocativa, icone di una memoria collettiva.

Paesaggi
Nei paesaggi compaiono ancora le icone ma l’orizzonte si amplia. I capannoni, le stazioni di servizio, le periferie anonime disegnano una società che Ghirri guarda con affetto e stupore accostando i paesaggi artificiali alle prospettive reali per cercare una nuova identità al di fuori dello stereotipo. Ghirri sarà tra i principali promotori del rinnovamento della fotografia di paesaggio degli anni ’80 che coinvolse un’intera generazione di fotografi. Confrontandosi con la tradizione iconografica dell’Italia Ghirri la rigenera con immagini semplici, in cui i panorami si alternano alle chiese, ai teatri, agli interni, alle piazze, ai “traguardi” dei cancelli.

Architetture
Anche le architetture sono uno strumento costante della narrazione di Ghirri. Il fotografo costruisce una sorta di inventario delle anonime tipologie edilizie e riflette sulla loro interazione con gli spazi verdi. Interpreta l’architettura d’autore e rivela le prospettive delle ville e dei giardini con una solenne e irripetibile leggerezza. Lo sguardo sugli interni apre una dimensione intima sullo spazio del vissuto che si conclude in mostra con un autoritratto narrato attraverso gli oggetti, i libri e gli spazi della propria casa.

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo ∙ Via Guido Reni 4A – 00196 Roma ∙ t 06 3225178

T.R.I.P: rassegna fotografica sul tema del viaggio ai Mercati Traianei

‘In viaggio con T.R.I.P’

(c) Giancarlo Ceraudo

(c) Giancarlo Ceraudo

I Mercati di Traiano-Museo dei Fori Imperiali dal 9 maggio all’8 settembre
ospitano una particolare rassegna fotografica che racconta
quattro viaggi differenti, quattro modi e stili diversi di
percepire e interpretare la fotografia ‘on the road’. “Dalle
macerie dell’Afghanistan dilaniato dalla guerra, nell’Ottocento
come nel Duemila – spiegano gli organizzatori -, al ricordo del
surreale progetto dello Zambia di conquistare lo spazio emulando
le superpotenze USA/URSS, passando per le atmosfere rarefatte di
un’insolita Cuba ‘in bianco e nero’ fino al profilo rassicurante
dei baobab secolari in Africa”.
Il titolo dell’esposizione, T.R.I.P, oltre che rimandare al
‘viaggio’, si traduce in ‘Travel Routes In Photography’.
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle
Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina
ai Beni Culturali, con l’organizzazione di the trip magazine e
Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Antonio Carloni,
direttore del festival ‘Cortona On The Move’.
“Per tutta la stagione estiva, senza spostarsi dal centro di
Roma, si potrà intraprendere uno straordinario percorso
fotografico intercontinentale attraverso i lavori di Simon
Norfolk, Elaine Ling, Giancarlo Ceraudo e Cristina De Middel -
si legge nel comunicato di annuncio della mostra -. La selezione
degli scatti, a cura di Arianna Rinaldo, propone un’immersione
nel viaggio, inteso non solo come ‘spostamento fisico’, ma come
dimensione in cui si alternano pensieri in movimento, scoperte
reali e percorsi nella psiche”.(ANSA).

Questa sera ore 18: Inaugurazione mostra fotografica World Press Photo @Museo di Roma in Trastevere

Mirella - Mostra fotografica WPPCome ogni anno torna al Museo di Roma in Trastevere la mostra fotografica più attesa dell’anno, che espone le foto vincitrici dell’ultima edizione del prestigioso premio World Press Photo.

Si inaugura questa sera, alle 18 e sarà esposta fino al 26 maggio.

Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 103.481, inviate da 5.666 fotografi professionisti di 124 diverse nazionalità.

Anche quest’anno la giuria ha diviso i lavori in nove diverse categorie: Vita Quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport.

Sono stati premiati 54 fotografi di 32 diverse nazionalità: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, India, Indonesia, Iran, Israele, Italia, Giordania, Malesia, Palestina, Paesi Bassi, Perù, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, USA e Vietnam.

La Foto dell’anno 2012 è dello svedese Paul HansenL’immagine mostra un gruppo di uomini lungo una strada della città di Gaza che trasporta i corpi di due bambini morti verso una moschea per la cerimonia di sepoltura. Suhaib Hijazi, di due anni, e il suo fratello maggiore Muhammad che stava per compierne quattro, sono rimati uccisi nel crollo della loro casa colpita da un missile israeliano, a Gaza, il 20 novembre 2012. Anche il padre Fouad è rimasto ucciso, il suo corpo li segue su una barella, mentre la madre è ricoverata in rianimazione. Gli uomini ritratti nella fotografia sono i fratelli di Fouad.

INFORMAZIONI

Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio.

Dal 4 al 26 maggio 2013
Inaugurazione 3 maggio 2013

Martedì-domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietto d’ingresso

Intero: € 7,50

Ridotto: € 6,50
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
http://www.museodiromaintrastevere.it

World Press Photo 2013 dal 4 maggio al Museo di Roma in Trastevere

World Press Photo of the yearIl Premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del Fotogiornalismo. Ogni anno, da 56 anni, una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste.

Tutta la produzione internazionale viene esaminata e le foto premiate, che costituiscono la mostra, sono pubblicate nel libro che l’accompagna. Si tratta quindi di un’occasione per vedere le immagini più belle e rappresentative che, per un anno intero, hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti del nostro tempo sui giornali di tutto il mondo.

Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 103.481, inviate da 5.666 fotografi professionisti di 124 diverse nazionalità.

Anche quest’anno la giuria ha diviso i lavori in nove diverse categorie: Vita Quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport.

Sono stati premiati 54 fotografi di 32 diverse nazionalità: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, India, Indonesia, Iran, Israele, Italia, Giordania, Malesia, Palestina, Paesi Bassi, Perù, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, USA e Vietnam.

La Foto dell’anno 2012 è dello svedese Paul HansenL’immagine mostra un gruppo di uomini lungo una strada della città di Gaza che trasporta i corpi di due bambini morti verso una moschea per la cerimonia di sepoltura. Suhaib Hijazi, di due anni, e il suo fratello maggiore Muhammad che stava per compierne quattro, sono rimati uccisi nel crollo della loro casa colpita da un missile israeliano, a Gaza, il 20 novembre 2012. Anche il padre Fouad è rimasto ucciso, il suo corpo li segue su una barella, mentre la madre è ricoverata in rianimazione. Gli uomini ritratti nella fotografia sono i fratelli di Fouad.

La forza della foto, spiega Mayu Mohanna, membro della giuria originario del Perù, “sta nel modo in cui mostra il contrasto fra rabbia e dolore degli adulti da una parte e l’innocenza dei bambini dall’altra“.

(c) Fausto Podavini - Mirella. Vincitore categoria Daily LifeQuest’anno sono sei i fotografi italiani premiati: Fabio Buciarelli, Vittore Buzzi, Paolo Patrizi, Paolo Pellegrin, il nostro Fausto Podavini e Alessio Romenzi.

La mostra World Press Photo non è soltanto una galleria di immagini sensazionali, ma è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo. Il suo carattere internazionale, le centinaia di migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.

La World Press Photo Foundation, nata nel 1955, è un’istituzione internazionale indipendente per il fotogiornalismo senza fini di lucro. Il World Press Photo gode del sostegno della Lotteria olandese dei Codici postali ed è sponsorizzato in tutto il mondo da Canon e TNT.

Informazioni

Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio.

Dal 4 al 26 maggio 2013
Martedì-domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietto d’ingresso

Intero: € 7,50
Ridotto: € 6,50
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
http://www.museodiromaintrastevere.it

“MAN MADE LANDSCAPE”: MOSTRA FOTOGRAFICA DI REMMELT VAN VEELEN INAUGURAZIONE SABATO 4 MAGGIO H: 19.00 WSP PHOTOGRAPHY

WSP Photography

presenta

Man made Landscape, di Remmelt Van Veelen

Inaugurazione sabato 4 Maggio 2013 ore19.00
Intervengono l’autore e la curatrice Marguerite Berreklouw

(c) Remmelt Van Veelen

(c) Remmelt Van Veelen

Man Made Landscape è un viaggio in Italia, tra luoghi arcaici e leggendari. E’ un progetto dedicato al rapporto tra l’uomo e l’impatto che il suo agire ha sulla natura e la forza della natura stessa.
Come in alcuni paesaggi olandesi, “polder”, Remmelt Van Veelen ritrova in alcune regioni d’Italia (Toscana, Umbria, Sicilia) la consapevolezza dell’uomo di essere parte di una natura dove ogni cosa trova il suo posto all’interno di un ecosistema. L’uomo, pur non essendo la misura di tutte le cose, ritrova nel suo agire l’unico elemento visibile. Il progetto è una riflessione sull’instabilità in natura, sull’alternarsi dei cambiamenti e gli equilibri negli ecosistemi. All’interno di questa cornice l’autore sostiene come non ci sia una distinzione sostanziale tra fotografia paesaggistica ed altri generi fotografici: l’uomo stesso è un paesaggio, soggetto a cambiamento e a momenti di equilibrio.

Remmelt Van Veelen fotografo olandese, laureato in arte, storia e geografia antropica. Vive ad Haarlem ed è membro della comunità “Photographers Evening”. Ha esposto in numerose gallerie europee ed internazionali tra cui il Centro di Architettura di Haarlem, la Galleria De Opsteker di Amsterdam, la Scuola di Fotografia di Madrid.

Marguerite Berreklouw lavora per il Politecnico di Amsterdam e negli ultimi dieci anni si è occupata di seguire il percorso artistico degli studenti durante le fasi di tirocinio previste. Si occupa inoltre di organizzare mostre fotografiche all’interno del Politecnico, curandone personalmente la scelta degli autori e dei lavori. E’ appassionata di storia e arti europee.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro

 

 

GHITTA CARELL E IL POTERE DEL RITRATTO. MOSTRA FOTOGRAFICA FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE

Ghitta Carell - Il Potere del ritratto

Ghitta Carell – Il Potere del ritratto

La Fondazione Pastificio Cerere presenta, da giovedì 18 aprile a venerdì 17 maggio 2013, un’ampia retrospettiva dedicata alla celebre ritrattista Ghitta Carell (1899-1972), a cura di Diego Mormorio – affiancato da un comitato scientifico composto da: Ottavio Celestino, Flavio Misciattelli, Stefano Palumbo e Marcello Smarrelli – con oltre 150 fotografie che restituiscono la testimonianza della storia di un’epoca attraverso i suoi protagonisti, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta.
La mostra, voluta e sostenuta da Elsa Peretti Presidente delle Fondazioni Nando e Elsa Peretti, in collaborazione con la Fondazione 3M che ha fornito per l’occasione la maggior parte del patrimonio fotografico, vuole contribuire a riconsiderare la figura di Ghitta Carell all’interno della vitalità della fotografia italiana – e più in generale della cultura – affrontando, da una parte il tema del ritratto come questione fondamentale nella storia della rappresentazione visiva e come punto nodale dell’arte moderna, e dall’altra esaminando la produzione dell’artista all’interno degli sviluppi socio-antropologici dell’Italia del periodo in cui ha operato.

LA MOSTRA 
Tutto il successo di Ghitta Carell veniva dalla composizione e dall’evanescenza delle sue fotografie che diventano segno inconfondibile dei suoi ritratti. Era una grande esperta del ritocco che consisteva nel lavorare con delicatezza le lastre per togliere ombre, durezze, vuoti, restituendo così ai personaggi un’aria meno torva per i fascisti e più seducente per le dame dell’alta società.
Nonostante l’avanzamento tecnologico che proveniva dall’America, Ghitta Carell continuava a fotografare a suo modo – quello che aveva imparato durante il corso giovanile di fotografia a Budapest – usando il bianco e nero, con una macchina a lastre nel formato 18×24 e più raramente una Rolleiflex 6×6.
La mostra vuole riscoprire l’opera di quest’artista attraverso un gruppo di 15 fotografie originali e di 140 immagini, quasi tutte stampate appositamente per l’occasione e presentate per nuclei tematici: la nobiltà, il clero, gli imprenditori, la piccola-media borghesia, gli intellettuali, gli uomini politici, la famiglia, la gente comune.
Inoltre, sarà in mostra la proiezione video di tutto il corpus fotografico della Carell e alcune riviste dell’epoca che riportano dei suoi ritratti.
La mostra si svilupperà in un percorso che si snoda all’interno del Pastificio Cerere occupando i luoghi più suggestivi dell’ex edificio industriale: le fotografie originali saranno esposte nel silos del grano, oggi spazio espositivo della Fondazione Pastificio Cerere, i personaggi ecclesiastici nella Galleria Pino Casagrande, i soggetti femminili al Ristorante Pastificio San Lorenzo eil corpus restante delle opere, numericamente il più consistente, presso loSpazio Cerere. L’esposizione costituisce una nuova occasione per sperimentare in maniera diversa, le potenzialità e la forza del Pastificio Cerere come contenitore per l’arte contemproanea, dimostratosi in grado di funzionare sia nelle singole unità degli spazi che lo compongono, sia nel suo insieme, com’era avvenuto nella celebre mostra Ateliers del 1984, curata da Achille Bonito Oliva. Il desiderio di impegnarsi in un progetto così importante incentrato sulla fotografia, corrisponde allo storico rapporto che il Pastificio ha instaurato con questo medium, iniziato negli anni ’70 con la straordinaria presenza di Francesca Woodman che proprio tra le mura dell’ex edificio industriale, circondata dagli amici artisti della Nuova Scuola Romana, maturava le sue ispirazioni, trovando qui le ambientazioni più adatte ai suoi scatti più celebri.

L’ARTISTA
Nata nel 1899 nell’Ungheria del nord-est, Ghitta Carell impara la tecnica fotografica a Budapest, in un corso di fotografia per “signorine”. Subito dopo inizia a visitare lo studio del fotografo Szekelu Aladair, autore di libri cui collaborano personaggi come lo scrittore Hugó Veigelsberg, detto Ignotus, il poeta Endre Ady e il musicista Béla Bartok. A partire dai personaggi che frequentavano lo studio di Aladair, la Carell comincia a prendere familiarità con l’ambiente intellettuale della capitale ungherese. Animata da questi stimoli, prosegue la sua formazione fotografica a Vienna e Lipsia, per approdare nel 1924 a Firenze, dove frequenta l’ambiente mitteleuropeo che si ritrovava a Fiesole in casa dello scultore Mark Vedres – seguace di Rodin e poi vicino alle posizioni del cubismo e del costruttivismo – e della moglie Matild, storica dell’arte. La casa dei Vedres non era però solo luogo d’incontro di personaggi proveniente dalla Mitteleuropa, ma anche di talenti come quello del musicista Luigi Dalla Piccola, dello scrittore Alberto Carocci, dello scultore Marino Marini e dello storico dell’arte Bernard Berenson.
Dopo il periodo fiorentino, Ghitta Carell si trasferisce a Milano, dove ben presto diventa una fotografa molto apprezzata, soprattutto dai personaggi dell’alta finanza e dell’aristocrazia. A lanciarla è la foto di un bambino vestito da Balilla, scattata nel 1926, e scelta per un manifesto di propaganda. La foto tappezza i muri di tutta la nazione e da quel momento ha inizio l’ascesa verso la grande notorietà. La sua fama raggiunge facilmente la media borghesia, che comincia a considerare le fotografie di Ghitta Carell come una prova di affermazione sociale. Nel vivo del culto di Roma, si trasferisce nella Capitale, vicino a Piazza del Popolo, riuscendo a conquistare tutti quelli che contano: Edda e Galeazzo Ciano, Benito Mussolini, Alberto Savino, Giovanni Papini, Alba De Céspedes, Pio XII, i Gonzaga, i Diaz, i Borghese, i Cicogna, i Visconti, i Colonna, ecc. Diceva di Mussolini: “Io l’ho conosciuto bene e l’ho osservato per giorni dietro la scrivania nella sala del Mappamondo. Era così vanitoso che potevo fare per ore quello che volevo”.
Donna colta e intelligente è stata spesso definita come l’interprete del mondo del potere e le sue immagini più famose, tutte scattate negli Anni Trenta in piena era fascista, sembrerebbero confermarlo. In realtà ritrae anche persone comuni.
Le leggi razziali promulgate nel 1938 non le causano problemi, ma il regime le chiede di non mettersi troppo in mostra. Con la fine della guerra torna l’antica fama e tutto il gotha democristiano (Alcide De Gasperi, Giovanni Gronchi, Giulio Andreotti, ecc.) posa sotto le lampade di questa fotografa, che nel 1959 diviene cittadina italiana. Ma è anche amica e fotografa di scrittori come Cesare Pavese, attrici come Valentina Cortese, giornalisti come Camilla Cederna e personaggi come Walt Disney.
Si allontana dall’Italia in sordina e sceglie di trasferirsi ad Haifa, in Israele, dove muore nel 1972.
Il nome di Ghitta Carell è noto a molti, ma la sua figura e la sua opera restano pesantemente gravate da luoghi comuni ed equivoci interpretativi.

INFO

Fondazione Pastificio Cerere - Via degli Ausoni, 7 – 00185 Roma
info@pastificiocerere.it

 

Helmut Newton. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes: Grande retrospettiva a Roma presso Palazzo delle Esposizioni

6 marzo – 21 luglio 2013

Helmut Newton mostra a Roma

La mostra raccoglie duecento fotografie comparse nei primi, leggendari volumi a stampa pubblicati da Helmut Newton. Nel volume White Women (1976), il fotografo porta il nudo nell’estetica fashion, ottenendo immagini così sorprendenti e provocatorie da rivoluzionare il concetto stesso di fotografia di moda, fino a farsi testimonianza della trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Anche Sleepless Nights (1979), si incentra sul tema delle donne, sui loro corpi e sugli abiti che indossano, trasformando però progressivamente le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti quasi a reportage di cronaca. E’ un volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue, tra tutti) ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography. Ma è con la pubblicazione di Big Nudes (1981) che Newton raggiunge il ruolo di protagonista nella fotografia del secondo Novecento. Le sue modelle vengono ritratte sistematicamente fuori dallo studio, in strada, spesso in atteggiamenti sensuali, a suggerire un uso della fotografia di moda come puro pretesto per realizzare qualcosa di totalmente differente e molto personale.
L’occhio di Newton ha la capacità di scandagliare una realtà che, dietro alla suprema eleganza delle immagini, consente di intravedere un’ambiguità di fondo di cui erotismo e morte non sono che due aspetti della stessa ricerca di verità. Una ricerca che si estende al di là di ogni convenzione, costruendo una storia in cui l’attenzione estrema allo stile, la scoperta del gesto elegante sottendono l’esistenza di una realtà ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore stesso di interpretare.
Molte di queste immagini sono particolarmente significative da questo punto di vista, come il ritratto di Andy Warhol colto nella stessa posizione di una statua della Madonna fotografata in una chiesa toscana, Nastassia Kinsky che abbraccia una bambola dalle sembianze di Marlene Dietrich, l’immagine della donna al cimitero del Père Lachaise di Parigi, o ancora, la sequenza delle donne imprigionate da protesi che in quanto rimedio di una menomazione fisica finiscono col risultare non dissimili dal make-up che nasconde un’imperfezione estetica.

Palazzo delle esposizioni
Via Nazionale, 194 – 00184 Roma
http://www.palazzoesposizioni.it

“ZITTA CASSANDRA!” INSTALLAZIONE FOTOGRAFICA DI AUDE FOUREL. INAUGURAZIONE SABATO 6 APRILE ORE 19.00

L’Associazione culturale WSP Photography presenta: “Zitta Cassandra!”. Installazione fotografica di Aude Fourel.

Inaugurazione sabato 6 Aprile ore 19.00. Proiezione del cortometraggio

“ATTRAVERSARE ROMA (à travers Rome)” di Aude Fourel ore 20:00.

Zitta Cassandra!

Aude Fourel - Zitta Cassandra

L’esclamazione Zitta Cassandra! è utilizzata da Jean-Luc Godard nelle Storie del Cinema per condannare i ricordi e le certezze. Secondo la legenda Apollo per conquistare Cassandra le fece dono della dote profetica. Una volta ricevuto il dono Cassandra non volle concedersi al dio che per vendicarsi le sputò sulle labbra, condannandola con questo gesto a restare per sempre inascoltata.

Zitta Cassandra! è un’installazione, un montaggio di frammenti fotografici stampati su carta acquarello Arches e su vetro, contenuti all’interno di scatole di ferro e barattoli. Autoritratti celati e muti abitano quadri erroneamente vuoti o falsi specchi dal riflesso sfocato. Zitta Cassandra! è un percorso di immagini silenziose.

Aude Fourel

Artista e filmmaker, Aude Fourel vive e lavora tra Lione e Roma. Insegna cinema sperimentale e pratiche performative all’Università di Saint-Etienne (Francia).

La sua ricerca si basa sui legami fra fotogramma, cinema, flusso e corpo. Utilizza le tecnologie digitali insieme alle tecniche antiche della stampa con emulsione fotosensibile e dei film super 8, per fare emergere stati del corpo colpiti dalle instabilità dell’immagine.

Aude Fourel ha appena realizzato il cortometraggio ATTRAVERSARE ROMA (à travers Rome), ispirato alle sue camminate a Roma. Il cortometraggio verrà proiettato per la prima volta nel corso dell’inaugurazione.

La mostra sarà visibile fino al 3 maggio tutti i giorni tranne martedì e domenica dalle 19.00 alle 23.00.

Il 27 aprile alle ore 21.00 sono previste proiezioni e performance filmate di Aude Fourel + concerto e sonorizzazioni di Luca Venitucci sui cortometraggi di Maya Deren.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro