Questa sera inaugurazione mostra “Cè stato il terremoto”. Incontro con il fotografo e il giornalista Sandro Iovine.

WSP Photography presenta, sabato 25 maggio, alle ore 19, la mostra fotografica di Andrea CarrubbaC’è stato il terremoto, un reportage fotografico nei luoghi colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna.

L’autore si muove nei campi di accoglienza tra chi ha perso la casa e i volontari e nei paesi più colpiti. In occasione dell’inaugurazione incontreremo l’autore Andrea Carrubba e Sandro Iovine, con cui parleremo anche di “fotogiornalismo” e del ruolo del reporter di fronte a tragedie così grandi come quella del terremoto.

terremo

Pensiamo di saperlo tutti. Ma cos’è il “fotogiornalismo”, il “reportage”, cosa voglia dire raccontare le storie degli altri, in realtà è informazione riservata a pochi oltre agli addetti ai lavori. Di fronte a una tragedia il ruolo del reporter, già delicato per definizione, diviene critico. Da una parte c’è l’urgenza della cronaca, il farsi tramite tra la “notizia” e il “lettore” utilizzando gli strumenti del giornalismo per mediare la soggettività aspirando a una dovuta imparzialità. Dall’altra invece c’è il dramma dei singoli. Il reporter, fotografo o giornalista di penna che sia, deve entrare nell’intimo della vita delle persone, irrompendo da fuori quasi sempre in momenti drammatici. E deve portare via informazioni, immagini, ma al tempo stesso esercitare il senso del rispetto nella condivisione dell’esperienza. Perché per raccontare davvero una storia è necessario viverla. Certo il fotografo che si reca nelle aree terremotate e viene da lontano potrà tornare a casa e ritrovare le sue cose, le geometrie della sua vita. Chi rimane no, ma poter poter raccontare come vive chi non ha potuto scegliere di essere attore della tragedia, è necessario almeno provare a condividerne la quotidianità. Il fotoreporter traduce la realtà a un pubblico che non può presenziare e per questo deve comprendere profondamente, passare settimane vivendo nei campi allestiti dalla protezione civile, esercitare la “compassione” (in senso etimologico) tanto da scegliere di non fotografare, come farebbe un parente, i corpi senza vita di chi è rimasto intrappolato nel crollo di una fabbrica. Quegli stessi corpi che altri, venuti per poche ore e con poca etica, si affannano a profanare con il loro teleobiettivi. La grandi ferite dell’Uomo vanno raccontate, ma senza oltraggiare chi le ha subite con l’esposizione delle piaghe. Questo dovrebbe essere il ruolo del fotogiornalista e questo è il racconto del terremoto dell’Emilia.

Sandro Iovine

Andrea Carrubba, nato nel 1984, dopo gli studi universitari si diploma in Fotografia Professionale presso l’Accademia John Kaverdash di Milano e, tra gli altri, consegue i master di Fotogiornalismo e di Linguaggio della comunicazione visiva tenuti da Sandro Iovine. Fotogiornalista freelance, copre le notizie nazionali ed internazionali e segue temi di carattere sociale e culturale. Ha collaborato con le maggiori testate nazionali, università, organizzazioni umanitarie, siti web e con l’editoria. Il suo ultimo lavoro “… c’è stato il terremoto”, a cura di Sandro Iovine, è stato presentato nelle province di Milano, Reggio Emilia, Varese, Modena e Roma. Attualmente è impegnato in più progetti, in Italia e all’estero.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.

THE DARKROOM PROJECT: LETTURA PORTFOLIO STAMPE DA NEGATIVO, CON LUCIANO CORVAGLIA E ROBERTO CAVALLINI

Nell’ambito di The Darkroom Project, il progetto dedicato alla stampa da negativo in camera oscura, l’8 giugno 2013 dalle ore 16.00 si terrà negli spazi di WSP Photography una giornata dedicata alla lettura portfolio di stampe ai sali d’argento, insieme allo stampatore professionista Luciano Corvaglia e al critico fotografico Roberto Cavallini.

L’iniziativa è rivolta agli amanti della fotografia in camera oscura, come opportunità per far conoscere il proprio lavoro al di fuori di una logica concorsuale e come opportunità di trarre consigli, valutazioni, indicazioni su come migliorare il proprio lavoro, sia rispetto a progetti conclusi sia in fase di realizzazione.

La lettura portfolio è inoltre un’occasione per proporre il proprio lavoro e partecipare alla terza edizione di The Darkroom Project Exhibiton che si terrà nell’ex convento di Muro Leccese il 16, 17 e 18 agosto 2013. In questo caso il lavoro potrà essere presentato in formato digitale o provini a contatto o ovviamente stampe ai sali d’argento, unica clausola l’originale analogico.

Modalità di partecipazione: Le letture portfolio sono gratuite e si terranno l’ 8 giugno 2013 dalle ore 16.00 . Per partecipare è necessario prenotarsi inviando una mail a info@collettivowsp.org. Sarà poi cura dell’organizzazione inviare una mail di conferma con l’orario assegnato per ogni lettura. Ciascun partecipante avrà a disposizione circa 20 minuti per far visionare in privato il proprio lavoro ad entrambi i lettori.

The Darkroom Project : The Darkroom Project è una factory indipendente, uno spazio dedicato alla ricerca artistica dove esplorare sperimentazioni ed esprimere la propria curiosità e la propria passione attraverso il dialogo ed il confronto. La fotografia analogica è stata ed è per noi il punto di partenza di un cammino verso il mondo dell’arte. Il progetto nasce nel 2010 da un’idea dello stampatore professionista Luciano Corvaglia, con la finalità di mantenere viva l’attenzione degli appassionati e dei professionisti sui processi in camera oscura e, soprattutto, far conoscere alle nuove generazioni, o a chi non ne ha mai avuto la possibilità, la magia della stampa ai sali d’argento. Per saperne di più: www.darkroomproject.org

Luciano Corvaglia: Lamberto Pennacchi e Giovanni Costantini, le due persone che mi hanno fatto amare la fotografia e la stampa. Era il 1981. Frequentavo l’istituto Roberto Rossellini di Roma. Uscito da scuola mi chiudo nella camera oscura di Franco Bugionovi per otto anni, dove ho stampato per i più grandi fotografi di moda, reportage, ritratto, nudo, ogni tipo di fotografo di livello internazionale. Ca**o stavo sempre chiuso al buio. Negli ultimi dodici anni la mia attenzione si è spostata sempre di più verso l’allestimento e la cura delle mostre, fino ad approdare ai video. Tutt’ora, ca**o, sto comunque chiuso al buio.

Roberto Cavallini: Nasce a Roma nel 1950. Dal 1982 collabora con le più importanti testate giornalistiche italiane. E’ giornalista pubblicista. E’ docente incaricato presso l’Universtà di Tor Vergata di Roma. E’ fotografo, critico di fotografia e curatore di mostre, ha partecipato a numerose collettive in Italia ed all’estero. Ha al suo attivo numerose personali ed ha esposto nelle edizioni del 2003 e del 2008 del Festival Internazionale FotoGrafia di Roma. Ha pubblicato: PEEP – immagini di un insolubile conflitto –edizioni Mifav, Roma 2000. “Quasi uno sciamano” intervista a Luciano Corvaglia, NegativoPositivo, Edizioni Postcart Roma 2011. Praga 20 agosto 1968 – una storia privata, in Praga 20 agosto 1968 – una storia privata fotografie di Enzo Lattanzio, SEDIT Bari.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro

 

C’è stato il terremoto: inaugurazione mostra fotografica di Andrea Carrubba 25 maggio @WSP

WSP Photography presenta, sabato 25 maggio, alle ore 19, la mostra fotografica di Andrea CarrubbaC’è stato il terremoto, un reportage fotografico nei luoghi colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna.

L’autore si muove nei campi di accoglienza tra chi ha perso la casa e i volontari e nei paesi più colpiti. In occasione dell’inaugurazione incontreremo l’autore Andrea Carrubba e Sandro Iovine, con cui parleremo anche di “fotogiornalismo” e del ruolo del reporter di fronte a tragedie così grandi come quella del terremoto.

Anndrea carrubba

“Pensiamo di saperlo tutti. Ma cos’è il “fotogiornalismo”, il “reportage”, cosa voglia dire raccontare le storie degli altri, in realtà è informazione riservata a pochi oltre agli addetti ai lavori. Di fronte a una tragedia il ruolo del reporter, già delicato per definizione, diviene critico. Da una parte c’è l’urgenza della cronaca, il farsi tramite tra la “notizia” e il “lettore” utilizzando gli strumenti del giornalismo per mediare la soggettività aspirando a una dovuta imparzialità. Dall’altra invece c’è il dramma dei singoli. Il reporter, fotografo o giornalista di penna che sia, deve entrare nell’intimo della vita delle persone, irrompendo da fuori quasi sempre in momenti drammatici. E deve portare via informazioni, immagini, ma al tempo stesso esercitare il senso del rispetto nella condivisione dell’esperienza. Perché per raccontare davvero una storia è necessario viverla. Certo il fotografo che si reca nelle aree terremotate e viene da lontano potrà tornare a casa e ritrovare le sue cose, le geometrie della sua vita. Chi rimane no, ma poter poter raccontare come vive chi non ha potuto scegliere di essere attore della tragedia, è necessario almeno provare a condividerne la quotidianità. Il fotoreporter traduce la realtà a un pubblico che non può presenziare e per questo deve comprendere profondamente, passare settimane vivendo nei campi allestiti dalla protezione civile, esercitare la “compassione” (in senso etimologico) tanto da scegliere di non fotografare, come farebbe un parente, i corpi senza vita di chi è rimasto intrappolato nel crollo di una fabbrica. Quegli stessi corpi che altri, venuti per poche ore e con poca etica, si affannano a profanare con il loro teleobiettivi. La grandi ferite dell’Uomo vanno raccontate, ma senza oltraggiare chi le ha subite con l’esposizione delle piaghe. Questo dovrebbe essere il ruolo del fotogiornalista e questo è il racconto del terremoto dell’Emilia”.

Sandro Iovine

Andrea Carrubba, nato nel 1984, dopo gli studi universitari si diploma in Fotografia Professionale presso l’Accademia John Kaverdash di Milano e, tra gli altri, consegue i master di Fotogiornalismo e di Linguaggio della comunicazione visiva tenuti da Sandro Iovine. Fotogiornalista freelance, copre le notizie nazionali ed internazionali e segue temi di carattere sociale e culturale. Ha collaborato con le maggiori testate nazionali, università, organizzazioni umanitarie, siti web e con l’editoria. Il suo ultimo lavoro “… c’è stato il terremoto”, a cura di Sandro Iovine, è stato presentato nelle province di Milano, Reggio Emilia, Varese, Modena e Roma. Attualmente è impegnato in più progetti, in Italia e all’estero.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.
La mostra rimarrà esposta fino al 20 giugno 2013.

Occhirossi: Festival indipendente di fotografia 30/31 Maggio e 1/2 giugno 2013 Roma

Collettivo OcchiRossi e Csoa Forte Prenestino
presentano

30/31 Maggio e 1/2 giugno 2013
OCCHIROSSI, il futuro immaginato.
festival indipendente di fotografia… e non solo

Occhirossi 2013

Occhirossi 2013

“Ecco, o futuro, sono salita in sella al tuo cavallo. Quali nuovi stendardi
mi levi incontro dai pennoni delle torri di città non ancora fondate? quali
fiumi di devastazioni dai castelli e dai giardini che amavo? quali
impreviste età dell’oro prepari, tu malpadroneggiato, tu foriero di tesori
pagati a caro prezzo, tu mio regno da conquistare, futuro..”
Italo Calvino – Il cavaliere inesistente

Il futuro, quello immaginato (ma anche sognato, temuto, utopico, fantasioso, reale), sarà quest’anno il “cuore” di OcchiRossi.
Perché in tempi difficili come questi non siamo capaci forse più di immaginare un futuro. Abbiamo provato quindi a raccogliere diverse visioni attraverso gli sguardi di alcuni fotograf* (Claudia Moroni, Benoit Cezard, Elena Givone, Filippo Bardazzi, Paola Verde, Francesco Romoli, Franco Brambilla) per cercare nuove strade verso il futuro che vogliamo.

Con queste premesse e con la presenza e il contributo di singol* fotograf* e collettivi fotografici provenienti da varie esperienze, il 30/31 Maggio e 1/2 giugno 2013 si terrà negli splendidi spazi del CSOA Forte Prenestino la quarta edizione del Festival Indipendente di Fotografia OcchiRossi, un progetto collettivo che promuove cultura fotografica indipendente, formato da una rete di camere oscure autogestite, associazioni culturali e singol* fotograf*.
OcchiRossi nasce alla fine del 2008 da una serie di riflessioni sul ruolo degli spazi espositivi e sul loro rapporto con il territorio, sulla necessità di facilitare l’accesso alla formazione fotografica e artistica in generale e sull’importanza di eliminare intermediazioni economiche e culturali tra chi produce fotografia e chi ne fruisce.
http://occhirossifestival.org/?p=5948

OcchiRossi ha una “doppia vita”:
la FASE UNO – le immagini e i progetti fotografici invadono la città per renderne possibile la fruizione anche ad un pubblico non specializzato (ora in corso nei quartieri Casalbertone, Quadraro, Quarticciolo, Alessandrino, Magliana - http://occhirossifestival.org/?cat=148);

la FASE DUE – il momento collettivo che si svolge al Forte Prenestino dove i fotograf* si incontrano e condividono idee ed esperienze: quattro giornate (a partire dal primo pomeriggio) di mostre fotografiche (circa 120, raccolte tramite un bando aperto a tutt* che non prevede selezione - http://occhirossifestival.org/?cat=146 ), workshop e seminari che guardano al mondo fotografico da diverse angolature (antiche tecniche di stampa, tecniche di post-produzione digitale dell’immagine, analisi del linguaggio fotografico, tecniche di illuminazione ecc.), set fotografici, incontri, spettacoli e performance, concerti (giovedì 30 maggio HOT CLUB DE ZAZZ, jazz manouche da Roma; venerdì 31 maggio: BAMBOO, percussioni con strumenti extra-musicali da Roma; sab01giu: xxx, xxx – da xxx), proiezioni ed altro ancora.

dal 30 maggio al 2 giugno 2013
presso il csoa Forte Prenestino, via Federico Delpino – 100celle – Roma

ingresso 3,00 euro – 5,00 euro il sabato sera.
in funzione Taverna, pub 12deTutto, sala da the inTHErferenze, enoteca terraTERRA

Per tutte le informazioni mail: info@occhirossifestival.org
http://occhirossifestival.org/
http://www.forteprenestino.net/

Conversazioni di fotografia con Francesca Oggiano: 24 maggio ore 19:00 @ WSP

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“Il fotogiornalismo fra inchiesta e denuncia”
Conversazioni di fotografia con Francesca Oggiano

Venerdì 24 maggio ore 19:00
WSP Photography
Via Costanzo Cloro 58 Roma (Metro B San Paolo)

Francesca Oggiano

(c) Francesca Oggiano

L’urgenza di informare, comunicare, raccontare storie al di là della cronaca, dell’imminente e imprescindibile copertura del fatto.  La necessità di coprire un vuoto chiamato poi. Quel dopo che inesorabilmente inizia e prosegue una volta spente le luci della ribalta e calato il sipario sul palcoscenico della notizia.  Ogni  progetto di Francesca Oggiano, fotografa freelance, nasce da qui.  Dalla curiosità di sapere cosa è accaduto poi. Dall’esigenza di riempire un blackout che l’informazione ha imposto. Dall’esigenza di approfondire una notizia con un’indagine; dargli corpo, respiro e adattargli il linguaggio più efficace con immagini e video.

Il lungo viaggio nei villaggi olimpici europei. La Tunisia del post rivoluzione, dove attualmente ha scelto di vivere. I diritti umani nelle democrazie occidentali. Essere donna nelle due sponde del Mar Mediterraneo.

“Documentaria è la fotografia della polizia scattata sul posto del delitto. Quello è un documento. Vedi bene che l’arte è senza utilità. Per questo l’arte non è mai un documento, ma può adottarne lo stile. E’ quello che faccio io”. Walker Evans

(c) francesca oggiano

Francesca Oggiano è una fotografa e giornalista freelance attualmente residente a Tunisi. Laureata in sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2000 ha iniziato a lavorare come giornalista nel 2001. Dopo aver lavorato a tempo pieno per quotidiani e agenzie italiane (Il Tempo, Il Messaggero, Omniroma agenzia di stampa) inizia a dedicarsi a reportage e progetti di documentazione fotografica.

Fra il 2007 e il 2008 segue due workshop a Milano, il primo con Lorenzo Castore e il secondo con Stefano De Luigi. Nel 2009 inizia il suo primo progetto di lungo termine “The true spirit of the olympic Games”. Nel 2010 si trasferisce a Barcellona, Spagna.  Nel 2012 espone nel festival “The influencer” i ritratti della serie“The Stolen Eyes” affissi  nel giardino del Macba Bcn all’interno del progetto di  denuncia collettiva e riappropriazione degli spazi pubblici creato da JR e partecipa al festival Ojo de Pez.

Ingresso gratuito e riservato agli associati con tessera ENAL. È possibile associarsi gratuitamente il giorno dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.

Genesi. Fotografie di Sebastiao Salgado all’Ara Pacis, Roma.

Domani 14 maggio verrà inaugurata la mostra. Sulla pagina Facebook Contrasto è disponibile l’invito per partecipare.

Invito inaugurazione mostra di Salgado

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina e dalla Camera di Commercio di Roma con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, realizzata da Amazonas Images e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, a cura di Lélia Wanick Salgado, Genesi sarà presentata in prima mondiale a Roma e si svolgerà in contemporanea con altre grandi capitali (Londra, Rio De Janeiro e Toronto). Da queste città proseguirà il suo cammino attraverso altre tappe che la porteranno a raggiungere tutte le maggiori metropoli del mondo.
Genesi è presentata grazie al sostegno di Vale, Brasile.

Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo: uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
Il mondo come era, il mondo come è; la terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore dell’ultimo straordinario progetto di Sebastião Salgado.
In mostra oltre 200 fotografie eccezionali: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia. Genesi di Sebastão Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro principale patrimonio, unico e prezioso: il nostro pianeta.
Salgado ha realizzato le fotografie che saranno esposte all’Ara Pacis andando alla ricerca di quelle parti del mondo ancora incontaminate, di quei segmenti di vita ancora intatta, in cui il nostro pianeta appare ancora nella sua grandiosa bellezza e dove gli elementi, la terra, la flora, gli animali e l’uomo, vivono in un’armonia miracolosa, come in una perfetta sinfonia della natura.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ricalcano le zone geografiche in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.

Curatore/i

Lélia Wanick Salgado
Catalogo
Taschen

Luogo

Museo dell’Ara Pacis, Nuovo spazio espositivo Ara Pacis

Orario

Dal 15 maggio al 15 settembre 2013
Martedì-domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Chiuso il lunedì

Mercoledì 15 maggio possibili disagi nei Musei Civici, dalle ore 12.30 alle ore 16.30, per assemblea sindacale.
In occasione de “La Notte dei Musei”, sabato 18 maggio 2013, apertura straordinaria dalle 20.00-02.00 (ultimo ingresso ore 01.00) con ingresso gratuito.

Mostra di Luigi Ghirri al MAXXI Roma

24 aprile – 27 ottobre 2013
Galleria 2 e 2a
a cura di Francesca Fabiani, Laura Gasparini, Giuliano Sergio

“Come pensare per immagini”. In questa frase è contenuto il senso di tutto il mio lavoro.
Luigi Ghirri
(c) Luigi Ghirri

(c) Luigi Ghirri

Il MAXXI dedica all’opera di Luigi Ghirri, tra i maestri indiscussi della fotografia in Italia, una grande mostra antologica, nata dalla collaborazione tra il Museo e il Comune di Reggio Emilia, la città dove il fotografo ha vissuto e alla quale ha lasciato il suo archivio. E proprio dai materiali originali – fotografie, menabò, libri, cataloghi e negativi – oggi conservati presso la Biblioteca Panizzi, partner istituzionale del progetto, la mostra intende partire per raccontare i diversi profili di questa complessa figura di artista.

La mostra è organizzata in tre sezioni tematiche – Icone, Paesaggi, Architetture – e invita a ripercorrere la fasi della ricerca artistica di Ghirri: le icone di quotidiano, i paesaggi come luoghi di attenzione e di affezione e le architetture, da quelle anonime a quelle d’autore, attraverso oltre 300 scatti, con particolare attenzione ai vintage prints stampati direttamente dall’autore.

Accanto alle fotografie verranno presentati anche i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati, le riviste, le recensioni che testimoniano la sua attività di editore, critico e curatore; una selezione di fotografie e libri d’artista che documentano l’incontro e la collaborazione con gli artisti concettuali modenesi nei primi anni ‘70; le cartoline illustrate e le fotografie anonime che Ghirri collezionava; una selezione di libri tratti dalla biblioteca personale di Ghirri che raccontano dei suoi interessi e dei riferimenti culturali e artistici; le copertine dei dischi che testimoniano l’interesse di Ghirri per la musica e il rapporto con musicisti come i CCCP e Lucio Dalla.

Icone
La ricerca concettuale è un punto di partenza che permette a Ghirri di costruire un nuovo linguaggio che indaga i luoghi abituali per svelare le icone che popolano il mondo contemporaneo. Vetrine, pubblicità, immagini di immagini, cartoline e quadri che interagiscono con la realtà, così come le giostre, i cieli e le persone nei momenti di svago, sono immagini che indagano i processi del vedere ma che allo stesso tempo coinvolgono per la loro capacità evocativa, icone di una memoria collettiva.

Paesaggi
Nei paesaggi compaiono ancora le icone ma l’orizzonte si amplia. I capannoni, le stazioni di servizio, le periferie anonime disegnano una società che Ghirri guarda con affetto e stupore accostando i paesaggi artificiali alle prospettive reali per cercare una nuova identità al di fuori dello stereotipo. Ghirri sarà tra i principali promotori del rinnovamento della fotografia di paesaggio degli anni ’80 che coinvolse un’intera generazione di fotografi. Confrontandosi con la tradizione iconografica dell’Italia Ghirri la rigenera con immagini semplici, in cui i panorami si alternano alle chiese, ai teatri, agli interni, alle piazze, ai “traguardi” dei cancelli.

Architetture
Anche le architetture sono uno strumento costante della narrazione di Ghirri. Il fotografo costruisce una sorta di inventario delle anonime tipologie edilizie e riflette sulla loro interazione con gli spazi verdi. Interpreta l’architettura d’autore e rivela le prospettive delle ville e dei giardini con una solenne e irripetibile leggerezza. Lo sguardo sugli interni apre una dimensione intima sullo spazio del vissuto che si conclude in mostra con un autoritratto narrato attraverso gli oggetti, i libri e gli spazi della propria casa.

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo ∙ Via Guido Reni 4A – 00196 Roma ∙ t 06 3225178

T.R.I.P: rassegna fotografica sul tema del viaggio ai Mercati Traianei

‘In viaggio con T.R.I.P’

(c) Giancarlo Ceraudo

(c) Giancarlo Ceraudo

I Mercati di Traiano-Museo dei Fori Imperiali dal 9 maggio all’8 settembre
ospitano una particolare rassegna fotografica che racconta
quattro viaggi differenti, quattro modi e stili diversi di
percepire e interpretare la fotografia ‘on the road’. “Dalle
macerie dell’Afghanistan dilaniato dalla guerra, nell’Ottocento
come nel Duemila – spiegano gli organizzatori -, al ricordo del
surreale progetto dello Zambia di conquistare lo spazio emulando
le superpotenze USA/URSS, passando per le atmosfere rarefatte di
un’insolita Cuba ‘in bianco e nero’ fino al profilo rassicurante
dei baobab secolari in Africa”.
Il titolo dell’esposizione, T.R.I.P, oltre che rimandare al
‘viaggio’, si traduce in ‘Travel Routes In Photography’.
La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle
Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina
ai Beni Culturali, con l’organizzazione di the trip magazine e
Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Antonio Carloni,
direttore del festival ‘Cortona On The Move’.
“Per tutta la stagione estiva, senza spostarsi dal centro di
Roma, si potrà intraprendere uno straordinario percorso
fotografico intercontinentale attraverso i lavori di Simon
Norfolk, Elaine Ling, Giancarlo Ceraudo e Cristina De Middel -
si legge nel comunicato di annuncio della mostra -. La selezione
degli scatti, a cura di Arianna Rinaldo, propone un’immersione
nel viaggio, inteso non solo come ‘spostamento fisico’, ma come
dimensione in cui si alternano pensieri in movimento, scoperte
reali e percorsi nella psiche”.(ANSA).

Questa sera ore 18: Inaugurazione mostra fotografica World Press Photo @Museo di Roma in Trastevere

Mirella - Mostra fotografica WPPCome ogni anno torna al Museo di Roma in Trastevere la mostra fotografica più attesa dell’anno, che espone le foto vincitrici dell’ultima edizione del prestigioso premio World Press Photo.

Si inaugura questa sera, alle 18 e sarà esposta fino al 26 maggio.

Per questa edizione, le immagini sottoposte alla giuria del concorso World Press Photo sono state 103.481, inviate da 5.666 fotografi professionisti di 124 diverse nazionalità.

Anche quest’anno la giuria ha diviso i lavori in nove diverse categorie: Vita Quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport.

Sono stati premiati 54 fotografi di 32 diverse nazionalità: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, India, Indonesia, Iran, Israele, Italia, Giordania, Malesia, Palestina, Paesi Bassi, Perù, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, USA e Vietnam.

La Foto dell’anno 2012 è dello svedese Paul HansenL’immagine mostra un gruppo di uomini lungo una strada della città di Gaza che trasporta i corpi di due bambini morti verso una moschea per la cerimonia di sepoltura. Suhaib Hijazi, di due anni, e il suo fratello maggiore Muhammad che stava per compierne quattro, sono rimati uccisi nel crollo della loro casa colpita da un missile israeliano, a Gaza, il 20 novembre 2012. Anche il padre Fouad è rimasto ucciso, il suo corpo li segue su una barella, mentre la madre è ricoverata in rianimazione. Gli uomini ritratti nella fotografia sono i fratelli di Fouad.

INFORMAZIONI

Museo di Roma in Trastevere
Piazza Sant’Egidio.

Dal 4 al 26 maggio 2013
Inaugurazione 3 maggio 2013

Martedì-domenica ore 10.00-20.00
Chiuso lunedì
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietto d’ingresso

Intero: € 7,50

Ridotto: € 6,50
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
http://www.museodiromaintrastevere.it

Workshop fotografico in Etiopia con Fausto Podavini

Workshop in Etiopia

Il workshop in Etiopia con il fotografo Fausto Podavini è pensato per tutti quelli che vogliono migliorare il proprio bagaglio fotografico affrontando sul campo vari aspetti della fotografia di reportage.
Si andrà a fotografare le popolazioni del Sud-Ovest dell’Etiopia nella valle dell’Omo. E’ qui infatti che vive una dozzina di popoli pastori. Parlano lingue diverse e la maggior parte di loro è migrata in quell’area nel corso degli scorsi tre secoli. Oggi ci sono circa 110.000 individui su un territorio complessivo di 24.000 chilometri quadrati. Le condizioni di vita sono estreme e la sopravvivenza è la preoccupazione principale e costante. Il bestiame è al centro della loro economia e del loro sistema di pensiero. Il mantenimento della mandria determina in larga misura il loro stile di vita e costringe queste popolazioni ad una vita semi-nomade.
Si fotograferà la vita nei villaggi, sempre nel rispetto delle persone e delle culture che si incontreranni e proprio per poter entrare, nel limite del possibile, in contatto con le etnie del loco, evitando in tal modo una fotografia mordi e fuggi tipica del turismo di massa, il viaggio è stato pensato con sistemazioni in campi tendati.
Verranno pertanto attrezzate delle aree per poter soggiornare alcune notti, alterante nei giorni di spostamento a delle notte in Hotel e/o Lodge.
Il workshop avrà la durata di 12 giorni, con partenza il 25 Luglio 2013 (inizio workshop il 26) e ritorno in Italia il 7 Agosto (fine workshop il 6 Agosto). Oltre all’aspetto strettamente fotografico, particolare attenzione sarà dedicata all’editing delle fotografie scattate durante il giorno, così da poter affinare nel corso del viaggio varie tecniche fotografiche.

Per informazioni su costo e per ricevere il programma completo scrivere a info@faustopodavini.eu