C’è stato il terremoto: inaugurazione mostra fotografica di Andrea Carrubba 25 maggio @WSP

WSP Photography presenta, sabato 25 maggio, alle ore 19, la mostra fotografica di Andrea CarrubbaC’è stato il terremoto, un reportage fotografico nei luoghi colpiti dal sisma del 2012 in Emilia Romagna.

L’autore si muove nei campi di accoglienza tra chi ha perso la casa e i volontari e nei paesi più colpiti. In occasione dell’inaugurazione incontreremo l’autore Andrea Carrubba e Sandro Iovine, con cui parleremo anche di “fotogiornalismo” e del ruolo del reporter di fronte a tragedie così grandi come quella del terremoto.

Anndrea carrubba

“Pensiamo di saperlo tutti. Ma cos’è il “fotogiornalismo”, il “reportage”, cosa voglia dire raccontare le storie degli altri, in realtà è informazione riservata a pochi oltre agli addetti ai lavori. Di fronte a una tragedia il ruolo del reporter, già delicato per definizione, diviene critico. Da una parte c’è l’urgenza della cronaca, il farsi tramite tra la “notizia” e il “lettore” utilizzando gli strumenti del giornalismo per mediare la soggettività aspirando a una dovuta imparzialità. Dall’altra invece c’è il dramma dei singoli. Il reporter, fotografo o giornalista di penna che sia, deve entrare nell’intimo della vita delle persone, irrompendo da fuori quasi sempre in momenti drammatici. E deve portare via informazioni, immagini, ma al tempo stesso esercitare il senso del rispetto nella condivisione dell’esperienza. Perché per raccontare davvero una storia è necessario viverla. Certo il fotografo che si reca nelle aree terremotate e viene da lontano potrà tornare a casa e ritrovare le sue cose, le geometrie della sua vita. Chi rimane no, ma poter poter raccontare come vive chi non ha potuto scegliere di essere attore della tragedia, è necessario almeno provare a condividerne la quotidianità. Il fotoreporter traduce la realtà a un pubblico che non può presenziare e per questo deve comprendere profondamente, passare settimane vivendo nei campi allestiti dalla protezione civile, esercitare la “compassione” (in senso etimologico) tanto da scegliere di non fotografare, come farebbe un parente, i corpi senza vita di chi è rimasto intrappolato nel crollo di una fabbrica. Quegli stessi corpi che altri, venuti per poche ore e con poca etica, si affannano a profanare con il loro teleobiettivi. La grandi ferite dell’Uomo vanno raccontate, ma senza oltraggiare chi le ha subite con l’esposizione delle piaghe. Questo dovrebbe essere il ruolo del fotogiornalista e questo è il racconto del terremoto dell’Emilia”.

 

Sandro Iovine

Andrea Carrubba, nato nel 1984, dopo gli studi universitari si diploma in Fotografia Professionale presso l’Accademia John Kaverdash di Milano e, tra gli altri, consegue i master di Fotogiornalismo e di Linguaggio della comunicazione visiva tenuti da Sandro Iovine. Fotogiornalista freelance, copre le notizie nazionali ed internazionali e segue temi di carattere sociale e culturale. Ha collaborato con le maggiori testate nazionali, università, organizzazioni umanitarie, siti web e con l’editoria. Il suo ultimo lavoro “… c’è stato il terremoto”, a cura di Sandro Iovine, è stato presentato nelle province di Milano, Reggio Emilia, Varese, Modena e Roma. Attualmente è impegnato in più progetti, in Italia e all’estero.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.

Color Correction in Photoshop: workshop con Daniele Zedda 26 maggio @ WSP

Elaborare e correggere correttamente il colore nella fotografia digitale non è affatto semplice e occorre saper utilizzare al meglio alcuni strumenti e conoscere determinati parametri per evitare effetti posticci o innaturali, che vadano ad inficiare la qualità stessa della foto e il messaggio che vogliamo trasmettere.

Il workshop punta a fornire competenze  e nozioni nell’ambito del miglioramento delle immagini tramite Photoshop, con specifica attenzione all’elaborazione e correzione di fotografie a colori.

Le 6 ore del seminario sono divise un due parti, una porzione teorica, in cui saranno esposti gli strumenti e le tecniche da utilizzare, e una parte pratica-assistita in cui si applicherà quanto detto.

L’incontro fa parte di una serie di workshop volti ad approfondire applicazioni specifiche del potente e variegato strumento che è Photoshop, al fine di ottenere conoscenze mirate  da applicarsi in ambiti specifici della postproduzione. E’ richiesta una competenza di base di photoshop e possibilmente un portatile per eseguire gli esercizi nel corso del workshop.

Argomenti del workshop:

- introduzione alla color corretion e white balance
- spazi di colore RGB, CMYK e LAB
- strumento curve nel dettaglio di ogni spazio di colore
- canali dei tre spazi colore, channel mixer e apply image
- maschere di livello avanzate
- blending mode
- noise reduction e sharpening
- workflow e automazione
(c) Daniele Zedda

 

Costi e Durata
Il corso ha la durata di 6 ore e si svolgerà presso  la sede in Via Costanzo Cloro 56/58 (metro B San Paolo) il 26 maggio dalle ore 10 alle ore 17 (con un’ora di pausa pranzo).
Numero minimo di iscritti per avviare il corso: 5 – Numero massimo di iscritti:12
Costo: 70 euro da versare il giorno stesso del workshop. 65 euro per i possessori della WSP Card, la tessera socio sostenitore WSP.

È necessario prenotarsi inviando una mail a: info@collettivowsp.org
Per informazioni contattaci telefonicamente o mandando una mail a info@collettivowsp.org o +39 328.17.95.463

Docente: Daniele Zedda

Laureando in Scienze e Tecnologie dei Media all’Università di Tor Vergata, è un fotografo e visual artist freelance specializzato in produzione e post-produzione fotografica e video. Da alcuni anni ha scoperto l’amore per insegnamento, e tiene corsi di fotografia digitale e postproduzione delle immagini all’interno del Corso di laurea in Scienze e Tecnologie dei Media presso l’Università di Tor Vergata. Potete visionare i suoi lavori sui suoi siti: www.danielezedda.com e www.flickr.com/people/astragony

(c) Daniele Zedda

Occhirossi: Festival indipendente di fotografia 30/31 Maggio e 1/2 giugno 2013 Roma

Collettivo OcchiRossi e Csoa Forte Prenestino
presentano

30/31 Maggio e 1/2 giugno 2013
OCCHIROSSI, il futuro immaginato.
festival indipendente di fotografia… e non solo

Occhirossi 2013

Occhirossi 2013

“Ecco, o futuro, sono salita in sella al tuo cavallo. Quali nuovi stendardi
mi levi incontro dai pennoni delle torri di città non ancora fondate? quali
fiumi di devastazioni dai castelli e dai giardini che amavo? quali
impreviste età dell’oro prepari, tu malpadroneggiato, tu foriero di tesori
pagati a caro prezzo, tu mio regno da conquistare, futuro..”
Italo Calvino – Il cavaliere inesistente

Il futuro, quello immaginato (ma anche sognato, temuto, utopico, fantasioso, reale), sarà quest’anno il “cuore” di OcchiRossi.
Perché in tempi difficili come questi non siamo capaci forse più di immaginare un futuro. Abbiamo provato quindi a raccogliere diverse visioni attraverso gli sguardi di alcuni fotograf* (Claudia Moroni, Benoit Cezard, Elena Givone, Filippo Bardazzi, Paola Verde, Francesco Romoli, Franco Brambilla) per cercare nuove strade verso il futuro che vogliamo.

Con queste premesse e con la presenza e il contributo di singol* fotograf* e collettivi fotografici provenienti da varie esperienze, il 30/31 Maggio e 1/2 giugno 2013 si terrà negli splendidi spazi del CSOA Forte Prenestino la quarta edizione del Festival Indipendente di Fotografia OcchiRossi, un progetto collettivo che promuove cultura fotografica indipendente, formato da una rete di camere oscure autogestite, associazioni culturali e singol* fotograf*.
OcchiRossi nasce alla fine del 2008 da una serie di riflessioni sul ruolo degli spazi espositivi e sul loro rapporto con il territorio, sulla necessità di facilitare l’accesso alla formazione fotografica e artistica in generale e sull’importanza di eliminare intermediazioni economiche e culturali tra chi produce fotografia e chi ne fruisce.
http://occhirossifestival.org/?p=5948

OcchiRossi ha una “doppia vita”:
la FASE UNO – le immagini e i progetti fotografici invadono la città per renderne possibile la fruizione anche ad un pubblico non specializzato (ora in corso nei quartieri Casalbertone, Quadraro, Quarticciolo, Alessandrino, Magliana - http://occhirossifestival.org/?cat=148);

la FASE DUE – il momento collettivo che si svolge al Forte Prenestino dove i fotograf* si incontrano e condividono idee ed esperienze: quattro giornate (a partire dal primo pomeriggio) di mostre fotografiche (circa 120, raccolte tramite un bando aperto a tutt* che non prevede selezione - http://occhirossifestival.org/?cat=146 ), workshop e seminari che guardano al mondo fotografico da diverse angolature (antiche tecniche di stampa, tecniche di post-produzione digitale dell’immagine, analisi del linguaggio fotografico, tecniche di illuminazione ecc.), set fotografici, incontri, spettacoli e performance, concerti (giovedì 30 maggio HOT CLUB DE ZAZZ, jazz manouche da Roma; venerdì 31 maggio: BAMBOO, percussioni con strumenti extra-musicali da Roma; sab01giu: xxx, xxx – da xxx), proiezioni ed altro ancora.

dal 30 maggio al 2 giugno 2013
presso il csoa Forte Prenestino, via Federico Delpino – 100celle – Roma

ingresso 3,00 euro – 5,00 euro il sabato sera.
in funzione Taverna, pub 12deTutto, sala da the inTHErferenze, enoteca terraTERRA

Per tutte le informazioni mail: info@occhirossifestival.org
http://occhirossifestival.org/
http://www.forteprenestino.net/

Conversazioni di fotografia con Francesca Oggiano: 24 maggio ore 19:00 @ WSP

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“Il fotogiornalismo fra inchiesta e denuncia”
Conversazioni di fotografia con Francesca Oggiano

Venerdì 24 maggio ore 19:00
WSP Photography
Via Costanzo Cloro 58 Roma (Metro B San Paolo)

Francesca Oggiano

(c) Francesca Oggiano

L’urgenza di informare, comunicare, raccontare storie al di là della cronaca, dell’imminente e imprescindibile copertura del fatto.  La necessità di coprire un vuoto chiamato poi. Quel dopo che inesorabilmente inizia e prosegue una volta spente le luci della ribalta e calato il sipario sul palcoscenico della notizia.  Ogni  progetto di Francesca Oggiano, fotografa freelance, nasce da qui.  Dalla curiosità di sapere cosa è accaduto poi. Dall’esigenza di riempire un blackout che l’informazione ha imposto. Dall’esigenza di approfondire una notizia con un’indagine; dargli corpo, respiro e adattargli il linguaggio più efficace con immagini e video.

Il lungo viaggio nei villaggi olimpici europei. La Tunisia del post rivoluzione, dove attualmente ha scelto di vivere. I diritti umani nelle democrazie occidentali. Essere donna nelle due sponde del Mar Mediterraneo.

“Documentaria è la fotografia della polizia scattata sul posto del delitto. Quello è un documento. Vedi bene che l’arte è senza utilità. Per questo l’arte non è mai un documento, ma può adottarne lo stile. E’ quello che faccio io”. Walker Evans

(c) francesca oggiano

Francesca Oggiano è una fotografa e giornalista freelance attualmente residente a Tunisi. Laureata in sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma nel 2000 ha iniziato a lavorare come giornalista nel 2001. Dopo aver lavorato a tempo pieno per quotidiani e agenzie italiane (Il Tempo, Il Messaggero, Omniroma agenzia di stampa) inizia a dedicarsi a reportage e progetti di documentazione fotografica.

Fra il 2007 e il 2008 segue due workshop a Milano, il primo con Lorenzo Castore e il secondo con Stefano De Luigi. Nel 2009 inizia il suo primo progetto di lungo termine “The true spirit of the olympic Games”. Nel 2010 si trasferisce a Barcellona, Spagna.  Nel 2012 espone nel festival “The influencer” i ritratti della serie“The Stolen Eyes” affissi  nel giardino del Macba Bcn all’interno del progetto di  denuncia collettiva e riappropriazione degli spazi pubblici creato da JR e partecipa al festival Ojo de Pez.

Ingresso gratuito e riservato agli associati con tessera ENAL. È possibile associarsi gratuitamente il giorno dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro.

Genesi. Fotografie di Sebastiao Salgado all’Ara Pacis, Roma.

Domani 14 maggio verrà inaugurata la mostra. Sulla pagina Facebook Contrasto è disponibile l’invito per partecipare.

Invito inaugurazione mostra di Salgado

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina e dalla Camera di Commercio di Roma con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, realizzata da Amazonas Images e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, a cura di Lélia Wanick Salgado, Genesi sarà presentata in prima mondiale a Roma e si svolgerà in contemporanea con altre grandi capitali (Londra, Rio De Janeiro e Toronto). Da queste città proseguirà il suo cammino attraverso altre tappe che la porteranno a raggiungere tutte le maggiori metropoli del mondo.
Genesi è presentata grazie al sostegno di Vale, Brasile.

Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo: uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.
Il mondo come era, il mondo come è; la terra come risorsa magnifica da contemplare, conoscere, amare. Questo è lo scopo e il valore dell’ultimo straordinario progetto di Sebastião Salgado.
In mostra oltre 200 fotografie eccezionali: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia. Genesi di Sebastão Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro principale patrimonio, unico e prezioso: il nostro pianeta.
Salgado ha realizzato le fotografie che saranno esposte all’Ara Pacis andando alla ricerca di quelle parti del mondo ancora incontaminate, di quei segmenti di vita ancora intatta, in cui il nostro pianeta appare ancora nella sua grandiosa bellezza e dove gli elementi, la terra, la flora, gli animali e l’uomo, vivono in un’armonia miracolosa, come in una perfetta sinfonia della natura.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ricalcano le zone geografiche in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.

Curatore/i

Lélia Wanick Salgado
Catalogo
Taschen

Luogo

Museo dell’Ara Pacis, Nuovo spazio espositivo Ara Pacis

Orario

Dal 15 maggio al 15 settembre 2013
Martedì-domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Chiuso il lunedì

Mercoledì 15 maggio possibili disagi nei Musei Civici, dalle ore 12.30 alle ore 16.30, per assemblea sindacale.
In occasione de “La Notte dei Musei”, sabato 18 maggio 2013, apertura straordinaria dalle 20.00-02.00 (ultimo ingresso ore 01.00) con ingresso gratuito.

Mostra di Luigi Ghirri al MAXXI Roma

24 aprile – 27 ottobre 2013
Galleria 2 e 2a
a cura di Francesca Fabiani, Laura Gasparini, Giuliano Sergio

“Come pensare per immagini”. In questa frase è contenuto il senso di tutto il mio lavoro.
Luigi Ghirri
(c) Luigi Ghirri

(c) Luigi Ghirri

Il MAXXI dedica all’opera di Luigi Ghirri, tra i maestri indiscussi della fotografia in Italia, una grande mostra antologica, nata dalla collaborazione tra il Museo e il Comune di Reggio Emilia, la città dove il fotografo ha vissuto e alla quale ha lasciato il suo archivio. E proprio dai materiali originali – fotografie, menabò, libri, cataloghi e negativi – oggi conservati presso la Biblioteca Panizzi, partner istituzionale del progetto, la mostra intende partire per raccontare i diversi profili di questa complessa figura di artista.

La mostra è organizzata in tre sezioni tematiche – Icone, Paesaggi, Architetture – e invita a ripercorrere la fasi della ricerca artistica di Ghirri: le icone di quotidiano, i paesaggi come luoghi di attenzione e di affezione e le architetture, da quelle anonime a quelle d’autore, attraverso oltre 300 scatti, con particolare attenzione ai vintage prints stampati direttamente dall’autore.

Accanto alle fotografie verranno presentati anche i menabò dei cataloghi, i libri pubblicati, le riviste, le recensioni che testimoniano la sua attività di editore, critico e curatore; una selezione di fotografie e libri d’artista che documentano l’incontro e la collaborazione con gli artisti concettuali modenesi nei primi anni ‘70; le cartoline illustrate e le fotografie anonime che Ghirri collezionava; una selezione di libri tratti dalla biblioteca personale di Ghirri che raccontano dei suoi interessi e dei riferimenti culturali e artistici; le copertine dei dischi che testimoniano l’interesse di Ghirri per la musica e il rapporto con musicisti come i CCCP e Lucio Dalla.

Icone
La ricerca concettuale è un punto di partenza che permette a Ghirri di costruire un nuovo linguaggio che indaga i luoghi abituali per svelare le icone che popolano il mondo contemporaneo. Vetrine, pubblicità, immagini di immagini, cartoline e quadri che interagiscono con la realtà, così come le giostre, i cieli e le persone nei momenti di svago, sono immagini che indagano i processi del vedere ma che allo stesso tempo coinvolgono per la loro capacità evocativa, icone di una memoria collettiva.

Paesaggi
Nei paesaggi compaiono ancora le icone ma l’orizzonte si amplia. I capannoni, le stazioni di servizio, le periferie anonime disegnano una società che Ghirri guarda con affetto e stupore accostando i paesaggi artificiali alle prospettive reali per cercare una nuova identità al di fuori dello stereotipo. Ghirri sarà tra i principali promotori del rinnovamento della fotografia di paesaggio degli anni ’80 che coinvolse un’intera generazione di fotografi. Confrontandosi con la tradizione iconografica dell’Italia Ghirri la rigenera con immagini semplici, in cui i panorami si alternano alle chiese, ai teatri, agli interni, alle piazze, ai “traguardi” dei cancelli.

Architetture
Anche le architetture sono uno strumento costante della narrazione di Ghirri. Il fotografo costruisce una sorta di inventario delle anonime tipologie edilizie e riflette sulla loro interazione con gli spazi verdi. Interpreta l’architettura d’autore e rivela le prospettive delle ville e dei giardini con una solenne e irripetibile leggerezza. Lo sguardo sugli interni apre una dimensione intima sullo spazio del vissuto che si conclude in mostra con un autoritratto narrato attraverso gli oggetti, i libri e gli spazi della propria casa.

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo ∙ Via Guido Reni 4A – 00196 Roma ∙ t 06 3225178

Questa sera ore 19 Conversazioni di fotografia con Francesca Mancini @WSP

Associazione Culturale WSP Photography

Presenta

“Asylum”

Conversazioni di fotografia con Francesca Mancini

Venerdì 10 Maggio h: 19.00 WSP Photography

(c) Francesca Mancini

(c) Francesca Mancini

Per il ciclo Conversazioni di fotografia, WSP Photography presenta venerdì 10 Maggioalle ore 19: “Asylum”, il progetto della fotogiornalista Francesca Mancini.

Il progetto Asylum nasce nel maggio del 2009 in seguito all’accordo tra l’Italia e la Libia per il controllo del flusso migratorio e i conseguenti rimpatri forzati in violazione della  Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati.

Il progetto racconta le condizioni di estrema precarietà e abbandono in cui versano i rifugiati politici riusciti a giungere in Italia, attraverso le immagini scattate nei centri di accoglienza previsti dal governo, nei palazzi ghetto, nelle periferie, sulla strada.

Il progetto si sviluppa poi  sul transito dei rifugiati dalla guerra in  Libia del campo profughi tunisino di Ras Ajdir.

Insieme a Francesca Mancini parleremo della tecnica e de linguaggio fotografico e multimediale utilizzato,  volto a proteggere l’identità dei soggetti ritratti ed evocare la loro condizione invisibilità  nella società che dovrebbe accoglierli.

L’incontro sarà inoltre l’occasione per conoscere gli altri lavori di Francesca Mancini, il suo percorso professionale, dagli anni della guerra in Kosovo ad oggi.

Francesca Mancini è una fotogiornalista dal 1999. Le sue foto sono state pubblicate da Le Monde Magazine, Le Temps, The Independent, Newsweek Japan, Epsilon, Burn, IL, Internazionale, L’Espresso, Panorama, Vanity Fair, Ventiquattro. I suoi lavori hanno vinto il premio Enzo Baldoni, il Premio Atri per il Reportage, Anthropographia, Story Telling for Human Rights, il Prix de la Photographie. Ha esposto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, al Wanderbilt Hall di New York, al Palazzo Lombardia di Milano, al Palazzo Attems di Gorizia, alla Noorderlicht Gallery di Amsterdam.

Ingresso gratuito riservato ai soci ENAL. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale 2013 3 euro