Collettivo WSP


su( l )reale – Mostra fotografica di Valentina Vannicola
17 Dicembre 2009, 15:50
Archiviato in: Mostre, Notizie&segnalazioni | Tag: , , ,

s.t. foto libreria galleria presenta, per le festività natalizie, una mostra “favolosa”: il progetto su(l)reale di Valentina Vannicola, giovane artista italiana alla sua prima personale.
Il tema della mostra, curata da Nathalie Santini/7minutes photography, è la trasposizione contemporanea di due classici della nostra storia letteraria e culturale : “La principessa sul pisello” di Hans Christian Andersen e il “Don Chisciotte” di Cervantes.

su(l)reale di Valentina Vannicola

Valentina Vannicola mette in scena e fotografa, in ambienti naturali, i personaggi e le azioni di queste due storie e ce ne propone, attraverso una sequenza di scatti, la sua interpretazione visiva. Una sfida creativa nella quale si sono cimentati altri artisti prima di lei: dai pittori ottocenteschi –si pensi alle tele monocrome di Honoré Daumier dedicate al cavaliere della Mancha, agli illustratori contemporanei di libri per bambini.
In questo caso, la traduzione del testo scritto in racconto per immagini diviene essa stessa un percorso da compiere attraverso una serie di passaggi e invenzioni.

a cura di Nathalie Santini – 7min photography projects

giovedì 17 dicembre 2009
ore 19:00

fino al 4 febbraio 2010
dal martedì al sabato 10:30-20:00
domenica 11:00-18:00

info: http://www.stsenzatitolo.it/



La Foto del Giorno

Romanian Revolution 1989, © Dod Miller



Ritratto di fotografo by Niccolò Ammaniti

Nel suo ultimo romanzo, “Che la festa cominci”, Niccolò Ammaniti ci regala in poche righe un ritratto piuttosto “crudele” ma molto ironico e pungente, tipico del suo stile, di una particolare categoria di fotografi, che però è sempre più frequente incontrare in giro:

“Ciba lasciò la vespa nel parcheggio e si incamminò verso la villa con il passo leggero del mezzofondista. Un fotografo, mimetizzato nelle siepi di alloro, sbucò sul viale alberato e gli corse incontro. – Fabrizio!Ti ricordi di me? – cominciò a seguirlo – Abbiamo mangiato insieme a Milano in quell’osteria.. La compagnia dei naviganti .. ti ho invitato nel mio dammuso a Pantelleria e tu ha detto che saresti venuto…
Lo scrittore sollevò un sopracciglio e squadrò quella specie di fricchettone spelacchiato coperto di macchine fotografiche. – Certo mi ricordo… Non aveva idea di chi diavolo fosse. – Solo che è tardi, scusami. Un’altra volta, mi aspettano..
Il fotografo insisteva: – Senti Fabrizio, mentre mi lavavo i denti ho avuto un’idea molto forte: vorrei farti un paio di scatti in una discarica abusiva…(…)
Il fotografo arrancava con quei quindici chili di attrezzatura appesa al collo, ma non mollava. – E’ una cosa insolita…forte…la monnezza, i topi, i gabbiani … Capisci? Il “Venerdì di Repubblica”…
- Un’altra volta, scusami -. E si gettò tra i due. Il fotografo, esautso, si piegò premendosi la milza. – Ti posso chiamare nei prossimi giorni?
Lo scrittore non si diede pena di rispondergli.

Niccolò Ammaniti
Che la festa cominci
Einaudi



La Foto del Giorno
16 Dicembre 2009, 20:35
Archiviato in: La foto del giorno | Tag: , , , , , , , , ,

Picasso in Vallauris France in 1949 © Gjon Mili



La fotografia della memoria: workshop con Ivo Saglietti

WORKSHOP: LA FOTOGRAFIA DELLA MEMORIA
Sul Treno della Memoria da Milano a Cracovia, Auschwitz e Birkenau con il Comitato in Treno per la Memoria di CGIL e CISL Lombardia.

Dal 23 al 27 gennaio 2010. Iscrizioni aperte

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime della Shoah.

In occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria, l’agenzia prospekt in collaborazione con Il Comitato in Treno per la Memoria di CGIL e CISL Lombardia organizza un workshop fotografico con il docente Ivo Saglietti dal titolo “La Fotografia della Memoria”, che si svolgerà lungo il viaggio del Treno della Memoria fino a Cracovia e all’interno dei campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau.
Il linguaggio fotografico, di per sé portatore di memoria, interpreta e rilegge avvenimenti passati trasformandosi da lettore del reale in macchina del tempo.
Il processo che il fotografo deve compiere per trasmettere attraverso le immagini, l’atmosfera o il pathos proprio di un avvenimento già avvenuto, costringe lo stesso ad un’astrazione interpretativa, propria del processo creativo.

Il workshop affronterà il rapporto tra la fotografia e la memoria, andando ad approfondirne gli aspetti interpretativi, emotivi e narrativi.
Il corso avrà inizio direttamente durante il viaggio sul Treno della Memoria, attraverso momenti di riflessione e confronto sulle tematiche della Shoah e di prima valutazione e formazione fotografica.
Tutto il viaggio verrà documentato dai fotografi partecipanti e dallo stesso docente e sarà parte integrante del percorso formativo.

Durante ogni giornata successiva si alterneranno riprese fotografiche all’interno dei campi e incontri di valutazione e revisione del lavoro svolto.
A conclusione del workshop i corsisti saranno invitati a mostrare i primi frutti del lavoro svolto agli studenti presenti sul Treno della Memoria, e una selezione del loro materiale fotografico diventerà parte di un prodotto multimediale presentato nel corso di un incontro con gli studenti organizzato dal Comitato in Treno per la Memoria di CGIL e CISL Lombardia.

Completa il workshop una giornata di revisione ed edizione di un mini-reportage per ciascuno dei corsisti presso lo spazio | prospekt di Milano.

Ivo Saglietti nasce a Tolone, in Francia nel 1948. Lavora come regista di film e documentari giornalistici su tematiche sociali fino al 1978, anno in cui passa alla fotografia di reportage e si stabilisce a Parigi. Qui inizia a collaborare con agenzie fotogiornalistiche francesi e americane, tra cui Sipa Press. Nel corso della sua attività realizza reportage, mostre, pubblicazioni e missioni fotografiche in Salvador, Nicaragua, Cuba, Libano, Palestina, Cile, Colombia, Haiti, Uganda, Benin, Tanzania, Kosovo, Macedonia, Marocco, Uzbekistan, Nigeria, Ghana, Russia.
Durata: da sabato 23 a mercoledì 27 gennaio 2010.
Partecipanti: max 5
Costo per partecipante € 800 + Iva
More info: Agenzia Prospekt



Il futurismo nella storia della fotografia

Nell’anno delle celebrazioni per il Centenario del Futurismo, la Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia, il CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) e la Provincia di Pordenone, organizzano la mostra “Il Futurismo nella Fotografia”, curata da Giovanni Lista, dal 5 dicembre 2009 al 7 febbraio 2010 .

Il futurismo nella fotografia

La mostra, che già è stata esposta a Firenze al MNAF, Museo Nazionale Alinari della Fotografia in Piazza Santa Maria Novella fino al 15 novembre 2009, si trova ora a Pordenone negli spazi espositivi della Provincia, dal 5 dicembre 2009 fino al 7 febbraio 2010.
Si tratta dell’unica mostra del Centenario che affronta il tema specifico dei rapporti intercorsi tra l’ambiente artistico della fotografia e il futurismo inteso come approccio globale dell’arte, esulando quindi dalla microsociologia del movimento fondato da Marinetti.

Attraverso 126 opere corredate da una documentazione storica originale, la mostra indaga le prime intuizioni formaliste e antinaturaliste di fine Ottocento, per analizzare poi la rivoluzione del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia e i successivi esiti creativi che le teorie futuriste hanno prodotto nella fotografia italiana, aprendola alla modernità internazionale. I generi espressivi esplorati sono la fotografia multipla, la ritrattistica, il fotodinamismo, l’immagine di stato d’animo, il fotomontaggio, il fotocollage, la manipolazione iconografica, la composizione e il camuffamento d’oggetti, la ricerca iconica, la foto-performance, ma anche la fotografia come strumento sociologico e ideologico, e infine come memoria o possibilità di scandire e fissare l’ufficialità e la vita interna del movimento futurista, le sue occasioni sociali o i riti che cimentavano la complicità del gruppo.

La ricchezza e la varietà degli intenti futuristi in ambito fotografico, pur collegandosi alle attività delle altre avanguardie europee, rappresentano un’esperienza unica, che applica in maniera innovativa i principi dell’arte futurista: antipassatismo, sperimentazione formale e estetica, ricerca di una restituzione visiva dei valori psichici, volontà di catturare il dinamismo e il vitalismo del mondo contemporaneo.

Al di là del futurismo costituitosi intorno alla figura di Marinetti, la mostra tratta così anche delle immagini di una “cultura futurista” che ha preso forma in modo libero e indipendente, nei termini di uno sperimentalismo o di uno spirito avanguardista, investendo coscientemente la fotografia in quanto medium per eccellenza di una modernità legittimata tanto nel gesto quotidiano quanto nell’atto creativo. La mostra vuole quindi rappresentare, con fotografie tratte dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari e da molte importanti collezioni italiane sia pubbliche che private, un excursus fotografico attraverso uno dei movimenti artistici più significativi del Novecento.
fonte: www.giuseppeborsoi.it
Pordenone
dal 5 dicembre 2009 al 7 febbraio 2010
Il Futurismo nella Fotografia PALAZZO DELLA PROVINCIA Corso Giuseppe Garibaldi 8 (33170) tel. +39 0434231418 , +39 0434231410 (fax) e-mail: cultura@provincia.pordenone.it http://www.provincia.pordenone.it
info evento: rosa@alinari.it



Geografia dell’anima. La Calabria di Leonida Repaci

Leonida Repaci

Ha preso il via a Roma la mostra fotografica ”Geografia dell’anima. La Calabria di Leonida Repaci”. L’esposizione promossa dall’assessorato all’Ambiente della Regione Calabria, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Biblioteca Vallicelliana è allestita nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana. Il percorso culturale vuole essere un omaggio a Leonida Repaci  e alla sua battaglia in difesa della salvaguardia ambientale delle realtà geografiche calabresi.

info:www.culturaitalia.it



La Foto del Giorno
15 Dicembre 2009, 18:04
Archiviato in: La foto del giorno | Tag: , , , , , , , , ,

Maremma © Marco Delogu



Pastificio Cerere: Mostra “D’un vert tirant sur le bleu”
15 Dicembre 2009, 10:42
Archiviato in: Mostre | Tag: , , ,

E’ in corso presso il Pastificio Cerere di Roma a San Lorenzo, la mostra di Katinka Bock dal titolo “D’un vert tirant sur le bleu”, che rimanda ai colori della terra e del cielo il cui incontro costituisce la linea dell’orizzonte.

Per la prima mostra personale in Italia l’artista tedesca Katinka Bock presenta una serie di opere che mettono in relazione lo spazio espositivo con il contesto in cui si trovano. Il dialogo tra opera e spazio viene attuato lavorando su elementi come la distanza, la misura, la percezione e la nozione del tempo. Le opere presentate cercano un rapporto preciso con le dimensioni spazio-temporali del luogo in cui si trovano.
Il titolo della mostra D’un vert tirant sur le bleu indica il legame tra la terra e il cielo, esterno ed interno, tra due elementi che compongono l’orizzonte e l’artista cerca di combinarli riferendosi alla parola francese “glauque”, che dal latino glaucus indica una tonalità specifica di verde. Local colour balance mette in equilibrio i colori verde e blu, le tonalità glauque con dei limoni gialli che gli fanno da contrappeso su una asta di acciaio. Il limite dello spazio espositivo, come definizione del “luogo” in cui viene presentata, e sempre più spesso concepita l’opera, viene messo in discussione attraverso le opere presenti. Pareti, soffitti e pavimenti diventano gli elementi in cui l’artista cerca di integrare i lavori e superare lo spazio a disposizione come limite.
Ognuno sta solo mostra una lampadina sotterrata e accesa da cui esce una fioca luce, l’assenza di spazio nega anche la luce. Nella stessa sala avviene anche il processo inverso in cui un’apertura è stata fatta nella parete di fondo in modo da mostrare l’ambiente adiacente e fare entrare la luce e i suoni. Ouverture vers l’espace du présent è una finestra su una realtà altra, fuori dallo spazio espositivo. In Die Diagonale (Rom) una corda forma una prospettiva che parte da un angolo estremo dello spazio espositivo, sorpassa le pareti e le perfora per uscire all’esterno nel cortile. Il dialogo con l’esterno, spesso utilizzato dall’artista, in questo caso diventa anche un omaggio al luogo del Pastificio Cerere, ricco di storia e di contenuti artistici. Anche la durata diventa una misura della mostra in cui le opere subiscono una trasformazione durante il periodo espositivo. In Geschwister due sculture si trovano una all’interno e l’altra all’esterno, la durata della mostra modificherà le due forme. Quella esterna sarà alterata dall’erosione del tempo. La dimensione verticale dello spazio è definita da Trois mesures : delle sculture gettate dai ballatoi del cortile del Pastificio per poi essere cotte al forno. La forma che hanno acquistato è la combinazione tra la distanza della caduta e l’impatto con il suolo, ogni scultura è una misura che rappresenta delle distanze diverse. La dinamica verticale ritorna nelle sculture che l’artista presenta, deformate dalla caduta dai ballatoi del cortile del Pastificio. Aria e terra sono gli elementi caratterizzanti anche dell’opera che si trova all’esterno dello spazio e che viene deformata dagli agenti atmosferici. La scultura, alla base della ricerca di Katinka Bock, viene concepita in una dimensione installativa, in cui la materia, lo spazio circostante e le condizioni atmosferiche sono sempre messe in relazione tra loro. Un rapporto che vuole mettere la scultura in una dimensione paesaggistica in cui anche il tempo ha un ruolo determinante.

fonte: www.artrehab.wordpress.com
Fondazione Pastificio Cerere – Via degli Ausoni, 7 – 00185 Roma
info@pastificiocerere.it



La Foto del Giorno
14 Dicembre 2009, 19:17
Archiviato in: La foto del giorno | Tag: , , , , , , , , , ,

Mexico D. F., 1969 © Graciela Iturbide